Non è vero che il governo guidato dal damerino Letta è insensibile rispetto ai drammi che devastano il Paese reale. E’ di poco fa la decisiva notizia riguardante l’imminente e attesa introduzione del “divieto totale di fumo a scuola” (clicca per leggere). Un provvedimento lucidissimo e importante preso in coerenza con le ultime scelte di indirizzo politico partorite dal “governo degli indispensabili”. I ministri tengono alla salute degli italiani ma, non potendo estirpare totalmente il vizio dal cuore dagli uomini, devono continuamente escogitare leggi e cavilli funzionali al mantenimento delle pubbliche virtù estrinsecantesi nel pieno rispetto di uno stile di vita sano e agreste, perciò incompatibile con il fumo, l’alcol e il gioco. In questa ottica bisogna correttamente valutare la scelte dell’ottimo e salutista Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia che infatti lavora affinché la maggior parte degli italiani rimanga senza neppure i soldi per comprarsi le sigarette.  L’esperienza pratica ci insegna che il semplice divieto normativo spesso di per sé non è sufficiente. Basti pensare al quotidiano e diffuso raggiro di alcune leggi contenute nel codice della strada che, tra l’altro, impongono tassativamente l’utilizzo delle cinture di sicurezza. Visto che non è possibile coartare in maniera piena e unanime la condotta dell’indisciplinato cittadino medio italiano, restio al rispetto delle prescrizioni persino in presenza di rilevanti previsioni sanzionatorie, al governante illuminato non rimane che affrontare il problema alla radice. Se l’italiano conserva i soldi per comprarsi una automobile, questo il cuore del problema in estrema sintesi, è ragionevole supporre che l’incauto e ipotetico acquirente in oggetto utilizzerà il mezzo anche in condizioni di non perfetta sicurezza. Ma nel caso in cui, come appare probabile e desiderabile, la crescente e informe plebaglia che abita lo Stivale,  martoriata dalla necessità di soddisfare bisogni di pura sopravvivenza, si troverà presto nelle oggettive condizioni di non potersi permettere l’acquisto e/o il mantenimento di una autovettura, sono pronto a scommettere che caleranno vorticosamente  sia le violazioni al codice della strada che il numero complessivo degli incidenti. Gli italiani poveri, anziché lamentarsi, tornino a muoversi sul calesse. E lo facciano con spirito grato e subalterno rispetto alla forze che attualmente (con fare saggio e lungimirante) li governano. D’altronde, non  si ricordano incidenti gravi e mortali intercorsi dallo scontro di due cammelli sul grande raccordo anulare. Ma Enrico Letta, buono, misericordioso e tardo all’ira, perdonerà ancora una volta i sudditi ingrati e maliziosi come farebbe un buon padre di famiglia alle prese con i figli discoli. Il popolino minuto, schiavo delle passioni e incapace di visioni astratte, non riuscirà mai a guardare oltre il proprio naso. Se ci riuscisse, capirebbe che la sopravvenuta indigenza contiene elementi gratificanti e positivi che soltanto uno smisurato e nocivo amore di polemica (giustamente stigmatizzato dal nostro Presidente, illustrissimo e eminentissimo Sovrano Giorgio Napolitano) impedisce di riconoscere. Conoscete un solo caso di indigestione che ha mai colpito un affamato? Esiste nel Congo il dramma dell’obesità, fenomeno che pesa come un macigno sui bilanci martoriati del nostro decadente sistema sanitario? Siete allora pronti a riconoscere che le politiche del rigore volute dalla Ue non sono sbagliate ma, valutate in una ottica più ampia, decisamente utili e preziose?  Rimane un ultimo trascurabile dubbio: ma al governo cosa fumano?

    Francesco Maria Toscano

    26/07/2013

    Categorie: Politica

    2 Commenti

    1. Gina Beard scrive:

      Le osservazioni di due delle persone intervenute hanno confermato però che la materia respinge soluzioni facili, uniche e indiscutibili: la prima ha sollevato il dubbio secondo cui si può dare un messaggio sbagliato, se i soldi arrivano senza essere stati guadagnati con i voti o i lavoretti; il secondo intervenuto, accompagnato dalla moglie che annuiva, ha garbatamente contestato il principio della paghetta periodica, sostenendo che poteva essere preferibile la tecnica del “volta per volta”, della “dazione per uno scopo specifico”. Così , ha detto, “abbiamo occasione di parlare del contenuto delle spese da fare con i figli, e di condividere come famiglia ogni progetto di spesa”. L’avvocato Commodo, che ha dimostrato di aver letto il libro perché lo ha sunteggiato benissimo all’inizio ed ha citato episodi chiave a riprova, ha anche usato parole molto lusinghiere, di cui lo ringrazio. Essendo lui un avvocato, gli ho anche proposto di leggersi il “contratto tra genitori e figli”, di cui abbiamo pubblicato qui un esempio concreto di una famiglia di New York. Ha promesso di farlo e sarà molto interessante aggiungere il suo parere, tecnico e di padre di tre figli, a quello degli altri lettori che sono intervenuti sull’idea, per la verità dividendosi anche su questo problema con motivazioni plausibili anche quando erano opposte. Il che prova, come ha ricordato Fanan, che “quello del genitore è davvero il mestiere più difficile del mondo”.

    2. Arianna scrive:

      Bellissimo!

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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