Tra i più assidui sostenitori di queste politiche indegne e infami che stanno devastando l’Italia e l’Europa, il Corriere della Sera continua a distinguersi per malvagità e pervicacia nell’errore. Già sul finire degli anni ’70, sotto la direzione del piduista Franco Di Bella, il quotidiano di via Solferino intese calarsi con zelo nei panni del bastone mediatico utile per accelerare una trasformazione del Paese in senso oligarchico e antidemocratico. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, pare ripetersi lo stesso logoro copione. Mentre la massoneria reazionaria continentale, certamente più sottile e potente dei  “ruspanti” e provinciali piduisti di allora, pianifica sadicamente l’annichilimento del tessuto produttivo dei Paesi dell’area mediterranea, il giornale che fu nella disponibilità di Tassan Din, diretto adesso in maniera indecorosa da Ferruccio de Bortoli, continua nonostante tutto a fare “il palo” nel tentativo di coprire le condotte criminali e meschine di una “confraternita di illuminati” in grado di occupare militarmente le leve di comando del potere comunitario. Non so se, oggi come ieri, esistano specifici rapporti di causa ed effetto tra i desiderata di questi potenti consessi massonici occulti e la linea editoriale del principale quotidiano italiano. Certo, l’acritico sostegno garantito nei confronti del pessimo governo guidato dal massone reazionario Monti, a sua volta teleguidato da Francoforte dal più brillante contro-iniziato Mario Draghi, unito agli stravaganti pizzini che il massone già piduista Luigi Bisignani recapita con una certa frequenza all’indirizzo del direttore del quotidiano milanese, legittimano e rendono plausibili i peggiori sospetti. Tra le righe di una godibile intervista rilasciata ieri a beneficio dei lettori de Il Giornale dall’ex ministro Giulio Tremonti, e titolata significativamente “Quella lettera della Bce fu un golpe(clicca per leggere), si colgono poi con chiarezza alcuni messaggi “esoterici” in grado di rafforzare le nostre, già salde, convinzioni. Tremonti, riferendosi alle modalità di spedizione della famosa lettera, afferma: “Se davvero hai la mentalità degli arcana imperii devi almeno evitare che si sappia in giro che c’è una lettera senza precedenti nei rapporti europei…”. A questi livelli le parole non si usano mai a casaccio e, perciò, il riferimento agli arcana imperii (“segreti del potere”) è oltremodo significativo. Berlusconi, attraverso operazioni di questo tipo fatte a poche ore dalla pronuncia della Suprema corte di Cassazione, continua a mandare messaggi obliqui difficilmente decriptabili da occhio profano: “Cari fratelli maggiori”, questo l’avvertimento velato contenuto all’interno di alcune recenti iniziative mediatiche promosse dai giornali di famiglia, “sappiate che se non eserciterete tutta la vostra influenza per garantirmi, io aprirò gli occhi agli italiani, rivelando la vera natura perversa del potere che li tortura con la scusa della crisi”. Un approccio francamente velleitario e presuntuoso che, di certo, non spaventa il primo cerchio del potere massonico-reazionario globale, oramai orientatosi nella direzione di  costringere Berlusconi a seguire le orme del suo vecchio amico e sodale Bettino Craxi. Ma torniamo ad approfondire il ruolo del Corriere. Sapete chi ha ultimamente vergato un editoriale per difendere l’idea della Bce di inviare nel 2011 una bella letterina per mettere l’Italia con le spalle al muro? Proprio de Bortoli naturalmente. Il quale, prodigandosi con impegno in ricostruzioni improbabili e arzigogolate, riuscì a farsi zittire dallo stesso  Tremonti (clicca per leggere)  non prima di essersi incautamente avventurato nell’elogio postumo del becchino Monti, tecnocrate giustamente inviso all’intero popolo italiano. Insomma, per capire come stanno le cose non ci vuole un immane sforzo di fantasia: basta legare i punti oramai visibilissimi che palesano questo macabro progetto con relativi protagonisti. Ai tempi di Gelli, Di Bella e Tassan Din, le frizioni interne alla P2 che portarono all’espulsione di un uomo astuto e potente come Giancarlo Elia Valori, probabilmente favorirono il rapido maturare di quelle condizioni indispensabili per permettere ad un bravo magistrato come Gherardo Colombo di scoperchiare uno dei più grandi scandali della storia d’Italia. Chissà che oggi, mutatis mutandis, non possa ripetersi lo stesso copione. Nel frattempo non ci resta che farci due sane risate con le surreali interviste di Aldo Cazzullo (memorabile quella di oggi al cantante “de sinistra” a pancia piena De Gregori che si vanta di avere votato Monti alla Camera…), o con le stravaganti soluzioni proposte dal guru economico di Renzi, tale Yoram Gutgeld. Per rispondere alla crisi economica che avanza, infatti, il “renzismo” propone una “dura lotta al sommerso” nel corso di un incontro che, ci informa la sempre attenta Maria Teresa Meli, si è svolto alla presenza del banchiere Alessandro Profumo, già rinviato a giudizio dalla procura di Milano per frode fiscale (clicca per leggere). Chissà che la cura “omeopatica” individuata da Renzi non si riveli in prospettiva efficace…

    Francesco Maria Toscano

    31/07/2013

     

     

     

    Categorie: Editoriale

    3 Commenti

    1. [...] Tra i più assidui sostenitori di queste politiche indegne e infami che stanno devastando l’Italia e l’Europa, il Corriere della Sera continua a distinguersi per malvagità e pervicacia nell’errore. Già sul finire degli anni ’70, sotto la direzione del piduista Franco Di Bella, il quotidiano di via Solferino intese calarsi con zelo nei panni del bastone mediatico utile per accelerare una trasformazione del Paese in senso oligarchico e antidemocratico. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, pare ripetersi lo stesso logoro copione. Mentre la massoneria reazionaria continentale, certamente più sottile e potente dei  “ruspanti” e provinciali piduisti di allora, pianifica sadicamente Leggi la notizia [...]

    2. koichi scrive:

      Ho una domanda che potrebbe interessare: sempre se vero perché il pd ha fretta di andare al voto “entro ottobre?”

    3. Hugh Stevens scrive:

      In egual misura l’Italia potrebbe chiedere dei danni all’attuale governo libico per i danni derivati dalle numerose rappresaglie dei ribelli libici durante il periodo coloniale, essendo richieste alquanto assurde sono state accantonate. A queste singolari richieste si contrappone anche la necessità di mantenere un rapporto politico disteso, per una serie di motivi: l’importanza delle operazioni di estrazione del petrolio che l’ ENI avviò in Libia sin dal 1956 , la possibilità di collaborare nella lotta contro il fondamentalismo ed il terrorismo , la ricerca della stabilità nel Mediterraneo .

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    LUIGI DI MAIO E...

    Scritto il 5 - dic - 2017

    2 Commenti

    E’ PRUDENTE CONTINUARE A...

    Scritto il 4 - dic - 2017

    0 Commenti

    I PROBLEMI NON SONO...

    Scritto il 3 - dic - 2017

    0 Commenti

    L’AGENDA MONTI

    Scritto il 6 - set - 2012

    3 Comment1

    LA SUPERCAZZOLA DI MICHELE...

    Scritto il 3 - gen - 2014

    4 Comment1

    LASCIARSI CORROMPERE DALLE ELITE...

    Scritto il 23 - set - 2013

    6 Comment1

    FRANCO, OH FRANCO….

    Scritto il 18 - mar - 2011

    0 Commenti

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.