La libertà di parola e di espressione costituisce la più evidente scriminante capace di distinguere una brutale dittatura da una democrazia avanzata. Nell’Europa di oggi, nonostante nessuno ci vieti almeno formalmente di manifestare liberamente il nostro pensiero e le nostre convinzioni, il rispetto dei diritti fondamentali non è garantito. Le èlite schiaviste, restie nel metabolizzare alcune conquiste di derivazione illuministica a partire dal principio di uguaglianza, hanno nel tempo affinato prassi e strumenti utili per realizzare una torsione incruenta della storia in senso oligarchico e involutivo. Se in passato il rimedio classico per limitare un “eccesso di espansione democratica” (sic!) era consistito nella preparazione e successiva attuazione di colpi di Stato pronti ad aprire la strada ai diversi fascismi (a partire dall’Italia di Mussolini per finire al Cile di Pinochet), oggi la musica è decisamente cambiata. La massoneria reazionaria, che si esprime per bocca del Presidente della Bce Mario Draghi, ha sviluppato e magistralmente attuato un progetto tanto dittatoriale  e violento nella sostanza quanto impeccabile e rigoroso nella forma. Il golpe europeo non prevede l’utilizzo di carri armati, repressione sanguinose e limitazioni alla libertà di espressione. Nulla di tutto questo. La Restaurazione neo-aristocratica alla quale stiamo passivamente assistendo trionfa grazie alla costruzione di una moneta ostile e perversa, l’euro; alla previsione di una sovrastruttura comunitaria in grado di svuotare nei fatti la “forza della democrazia” e, last but non least, al controllo capillare  di tutti i principali mezzi di informazione che, apparentemente divisi su questioni secondarie e di contorno, si riscoprono monolitici e compatti nel difendere come un sol uomo i pilastri dell’infamia contemporanea. Il Sistema non ha bisogno di tacitare con la violenza o la minaccia le voci di chi, come Il Moralista o altri blogger quotidianamente impegnati, tenta di fornire diverse chiavi di lettura per comprendere la realtà. La sua forza consiste proprio nel permettere che un circuito minoritario formato da sparuti “dissidenti” diffonda alcune verità subito occultate e soffocate da una montagna di vergognose menzogne veicolate a reti unificate dal solito apparato propagandistico main-stream. Qualche esempio? Eccolo. I lettori più attenti di questo blog sanno che il ministro dell’Economia Saccomanni, massone reazionario di rito draghiano (fonte: Grande Oriente Democratico), è stato scelto per ricoprire un ruolo strategico proprio perché garante della prosecuzione di quelle malefiche politiche di austerità già miseramente fallite all’epoca del becchino Monti. I principali partiti italiani, il Pdl perché strutturalmente venduto, debole e ricattato, il Pd in quanto consapevole complice del piano di sterminio neonazista (di matrice tecnocratica) ora dilagante in tutta Europa, hanno dovuto accettare in silenzio che il ministero dell’Economia finisse sotto il comando diretto del primo cerchio di quella massoneria reazionaria che domina questo mostro di Ue imponendo il cieco rispetto di politiche sadiche, recessive e assassine. A dispetto di qualsiasi evidenza, quel burattino nella piena disponibilità di Mario Draghi che risponde al nome di Fabrizio Saccomanni ha avuto ieri il coraggio di dichiarare che “la recessione è finita”. La lettura di tutti gli indicatori del mondo prova però l’esatto contrario: testimonia cioè un pesante aggravamento della “crisi”, circostanza spudoratamente derubricata dal nostro ineffabile ministro sotto la voce “cupo pessimismo”. In compenso, dopo aver raccontato la solita barzelletta sulla crescita che “è dentro di noi”, il ministro Pinocchio ( sempre teleguidato da Draghi-Mangiafuoco) ha dovuto a malincuore ammettere che “non ci sono i soldi per impedire l’aumento dell’Iva e cancellare l’Imu sulla prima casa”. La strategia è chiara: mascherare la ferocia dei fatti con futuribili e improbabili promesse circa l’incombente rilancio dell’economia (una specie di Sol dell’Avvenire meno pretenzioso) da accompagnare facendo ancora qualche salutare sacrifico (“non vorrete mica sprecare tutto proprio adesso?”). Una informazione seria, anziché riportare con inutile enfasi le solite frescacce del fregnone di turno completamente slegate dalla realtà empiricamente verificabile (a proposito: chi ricorda il famoso decreto “crescitalia” di montiana memoria?), avrebbe subissato di pernacchie l’incauto ministro-Pinocchio. Ma, purtroppo, la nostra informazione seria (e libera) non è.

    Francesco Maria Toscano

    7/08/2013

    3 Commenti

    1. koichi scrive:

      non ho più nessuna speranza…qui bisogna agire.

    2. silver price scrive:

      La città di Salerno e la sua storia, soprattutto nel periodo di massimo splendore longobardo e normanno, hanno ispirato ed incuriosito molti scrittori italiani e non, che hanno ambientato alcune opere proprio nella città campana. Ad esempio il primo e il decimo racconto della quarta giornata del Decameron di Boccaccio (Tancredi e Ghismunda e Mazzeo della Montagna), sono ambientati a Salerno.

    3. Anais scrive:

      Mi sono autoinflitta l’intervista a Saccomanni da SkyTG24, e con crescente disgusto e voglia di imbavagliare l’inetto personaggio che tra l’altro non è nemmeno dotato di carisma da linguaggio ed è inascoltabile.
      Alla domanda:”La recessione è finita?”, il personaggio risponde:”Credo di sì”, sciorinando pseudo dati a casaccio convinto che tanto nessuno avrebbe sollevato la minima obiezione, sarebbe bastato replicare – appunto – che trattasi di pessimismo, la crescita è interna a noi.
      La propaganda di immagine e di affermazione da parte dei rappresentanti dell’attuale governo non è certo una novità, ma si rimane basiti dal livello di arroganza che continuano a mostrare, e offesi dall’oltraggio alla nostra intelligenza, sensibilità sociale, conoscenza dei fatti.
      Suppongo sappiano bene della nostra “impotenza”, che da qualche parte chiamano indolenza, rassegnazione, indifferenza, timore a reagire.
      E cosa dovremmo “fare”? Le manifestazioni di piazza a me sembrano fare il loro gioco, poiché non accade mai nulla di concerto “dopo”: ci lasciano sfogare quel tanto, magari con qualche randellata in testa.
      Molto più utile informare più persone, non fermarsi alle cose che dicono sapendo che sono FALSE, seguire la propria coscienza e studiare e approfondire

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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