Questa mattina, nella cassetta della posta, ho trovato una strana lettera. Ne riporto di seguito firma e contenuto

     

    “State tranquilli perché va tutto bene. Lo spread è sceso, la ripresa è alle porte e la stabilità di governo, garantita dall’infaticabile Giorgio Napolitano, permetterà all’Italia di uscire presto a testa alta dalla crisi. Gli sforzi compiuti, con responsabilità, da greci, italiani, portoghesi e spagnoli non sono stati vani. L’importante è non sprecare quanto di buono fatto allentando la presa proprio adesso, ritornando cioè alle cattive pratiche del passato, quando la vita decorosa delle famiglie contava più dell’umore dei mercati. Dal dopoguerra in avanti, l’Occidente ha conosciuto un periodo di impazzimento collettivo. Masse plebee sono state elevate impropriamente al rango di essere umani, trattate quasi fossero uguali ai signori, rispettate a prescindere dal ceto di appartenenza. Una vera oscenità, affermatasi grazie al dilagare di dottrine scellerate, keynesiane e socialiste, che ha rischiato di  fare precipitare definitivamente la società nel caos e nell’anarchia. Ma, fortunatamente, una nuova genia di illuminati, ha posto le basi per riportare il mondo sulla retta via. Dall’inizio dei tempi esistono schiavi e signori, patrizi e plebei, nobili e servi. In cosa differisce il nostro tempo da quello dei nostri antenati? Forse oggi gli uomini nascono con tre teste invece di una? Evidentemente no. E quindi, insisto, chi si è permesso di alterare un ordine immutabile e secolare che si reggeva correttamente sullo sfruttamento degli stupidi e degli inferiori da parte di chi ha ricevuto appositamente dalla trascendenza alcuni doni dello spirito? La rivalsa delle èlite alla quale stiamo con soddisfazione assistendo, ripristina opportunamente un ordine ancestrale e immodificabile che alcuni uomini empi avevano osato discutere. L’ordine naturale delle cose separa chi è nato per servire da chi, per diritto divino, mantiene il diritto di esercitare un comando illimitato e irresponsabile. Come è possibile pensare che gli idioti che si sono bevuti per anni la favoletta dello spread possano essere lontanamente paragonati a chi, con sulfurea sapienza, orchestra tali sottili suggestioni? Non è forse questa la prova inconfutabile circa l’impossibilità di riconoscere gli uomini tra di loro “uguali”? Se fossero per davvero uguali a noi, caro Moralista, gli straccioni da anni violentati a colpi di superstizioni medievali non si farebbero infinocchiare tanto facilmente. E invece, nonostante i pacchiani e ripetuti raggiri, gli italiani così come tanti altri sventurati cittadini di questa Europa ritornata giustamente sana e classista, sono ancora lì a sospirare di fronte ai soliti tecnocrati che cianciano infaticabili di “ripresa imminente”. E’ inutile che lei tenti di spiegare fatti e circostanze che sono già lampanti di per sé. Per farle meglio capire il concetto, egregio Moralista, prendo a prestito un’ importante parabola evangelica. Come saprà, il ricco Epulone, morendo, finisce all’inferno. Trovatosi in quel posto terribile e angusto, il vecchio infingardo chiede di poter tornare sulla Terra giusto il tempo di avvertire i parenti sulla terribile sorte che li attende nel caso non cambiassero abitudini e comportamenti. La risposta del delegato celeste (e non mi riferisco a Formigoni) è oltremodo illuminante: “non ti crederanno neppure se tornassi dall’oltretomba”. E’ chiaro il concetto? La finisca quindi di scrivere analisi e concetti che si discostano dal gioioso frinire dell’informazione “responsabile”. Se vuole avere qualche soddisfazione nella vita, anziché logorarsi in discussione sterili (prendo l’immagine in prestito da Cocciante), provi anche lei a denunciare “i limiti della burocrazia asfissiante” e “l’avidità della Casta”, senza privarsi della gioia di lodare “l’altissimo senso dello Stato dimostrato da uomini che, a partire dal Presidente Napolitano, anziché abbandonarsi alla demagogia, trovano il coraggio di dire agli italiani alcune difficili verità”. Non si tratta forse dello sviluppo del famoso adagio popolare che insegna che “chi ti vuol bene ti fa piangere?” Anziché aprire gli occhi e asciugare le lacrime di chi soffre in quanto ontologicamente inferiore, perché non invita anche lei i bastonati a baciare la mano del padrone? Onori, denaro e lussi la attenderebbero festanti. E, paradosso dei paradossi, forse non ci crederà, ma le assicuro che in tal modo si guadagnerebbe per intero anche il rispetto dei mediocri e numerosi sottoposti. I miseri non vogliono conoscere la verità quanto introiettare una bugia qualsiasi che li faccia semplicemente sentire incolpevoli. Ci pensi.”  

    Con stima,

    C. Agrippa

     

    Categorie: Attualità

    11 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..purtroppo gli italiani hanno scelto la pillola sbagliata..qualcuno ha scelto quella giusta e tu sei uno di questi…il tuo lavoro e’ utilissimo..le gocce scavano la roccia..

    2. [...] “State tranquilli perché va tutto bene. Lo spread è sceso, la ripresa è alle porte e la stabilità di governo, garantita dall’infaticabile Giorgio Napolitano, permetterà all’Italia di uscire presto a testa alta dalla crisi. Gli sforzi compiuti, con responsabilità, da greci, italiani, portoghesi e spagnoli non sono stati vani. L’importante è non sprecare quanto di buono fatto allentando la presa proprio adesso, ritornando cioè alle cattive pratiche del passato, quando la vita decorosa delle famiglie contava più dell’umore dei mercati. Dal dopoguerra Leggi la notizia [...]

    3. Massimo scrive:

      E’ solo un altro libro dei sogni. Magari, per circostanze storiche, un po’ più vicino alla realtà, ma resta un libro dei sogni. Tra questo scenario e quello a cui tendo io c’è “solo” una volontà nel fare e una mera questione di massa cririca. Continui pure a scrivere sui suoi sogni Moralista, sogni che sono sicuramente di eguale valore (per me intelligentemente superiori) di quelli appena esposti.

      Cordialità.

    4. Paolo Nobili scrive:

      Io avrei piuttosto concluso così: “I miseri non vogliono conoscere la verità quanto introiettare una bugia qualsiasi che li faccia semplicemente sentire _colpevoli_.”

    5. MM scrive:

      Una lettera così mi fa pensare solo che la strada tracciata da “Il Moralista” è quella giusta.

      Personalmente, la mia sensazione è che ci sia in questo blog un’analisi puntigliosa delle linee guida dettate dalle Massonerie e dalle correnti massoniche internazionali, che sminuisce gli altri poteri e le altre forze in campo che agiscono avvolte in contrasto altre volte in sinergia. Il risultato mi sembra sia una riduzione della complessità degli eventi e del potere ed una conseguente sensazione di impotenza che si genera nel lettore.

      È anche vero però che all’uomo è dato conoscere le cose sempre e solo per porzioni di verità (come se si guardasse dal buco della serratura) e solo Dio (sempre che ne esista uno) ha la possibilità di vedere la Verità nel suo complesso.

      “Il Moralista” da uno sguardo che mette a nudo alcuni aspetti del potere. Proprio questo lavoro di disvelamento sembra ai miei occhi indispensabile in questo momento e quindi mi auguro che continui.

      con stima

      MM

    6. Paoletto scrive:

      sembra la voce di quella che, in altri post, hai definito la ‘massoneria reazionaria’. Si spacciano ancora come trionfanti, ma la verità è che, da almeno un anno, sono in caduta libera. Persino Renzi e D’Alema hanno capito che, abbracciando questi deliranti piani malthusiani, non c’è futuro per una qualsivoglia classe politica.

    7. MM scrive:

      Oggi, nella mia ventosa giornata di mare, ho pensato molto a questa lettera e nella necessità di capirne bene i significati, mi sono tornate alla mente le classificazioni aristoteliche delle forme di governo. Già, perché anch’io spesso ho messo in dubbio la assoluta necessita della democrazia, anche solo per cercare in quel dubbio conferme ulteriori, utili a propendere ad essa con ancor più convinzione. Ma mai ho creduto che la democrazia fosse l’unica forma di buongoverno. Aristotele divideva le forme di governo in Monarchia (governo di uno per il bene di tutti), aristocrazia (governo dei pochi per il bene di tutti) e democrazia (governo di tutti per il bene di tutti) ed a questi opponeva le forme di malgoverno: tirannia, l’oligarchia e la demagogia. Nella lettera sopra riportata, la parola aristocrazia viene spesso citata a sproposito, creando grande confusione. Il termine giusto sarebbe oligarchia, ossia quella forma di governo in cui pochi amministrano il potere all’unico scopo dell’arricchimento personale. Bisognerebbe a questo punto rispolverare Thomas Hobbes e chiedersi che senso abbia il “patto sociale” se nel cedere parte delle nostre libertà il potere viene poi gestito da “lupi” o forse dalle “cavallette” nel caso della finanza.

      Chiudo citando una frase che Pasolini fa dire ad uno dei quattro carnefici di “Salò e le 120 giornate di sodoma” questa frase: “Noi fascisti siamo gli unici veri anarchici quando raggiungiamo il potere”.

      MM

    8. MarcoTerenzio scrive:

      Indubbiamente le analisi del Moralista sono giuste ma quello che proprio non si capisce è cosa coglia fare o cosa pensi che debba essere fatto.
      La stessa cosa nel blog del GOD.
      Quindi sarei grato al Moralista se mi dicesse cosa dovrebbero fare i cittadini e con quale gruppo politico o di opinione. Lei capisce che se la risposta è “non lo so” tutto il suo discorso, e quello non troppo dissimile del God, tende a sgonfiarsi.
      Grazie

    9. mimmo scrive:

      “I miseri non vogliono conoscere la verità”
      non credo che questo sito sia letto da “miseri” (di spirito) alche….che si prosegua su questa strada

    10. Roberto Bisanti scrive:

      … “perché non invita anche lei i bastonati a baciare la mano del padrone?” … bella e inquietante domanda a cui solo riminiscenza marxiste e gramsciane mi hanno permesso, dopo quattro giorni, di offrirle una risposta. Intanto perchè lei è un moralista e non può farne a meno, secondo perchè la storia muove in tempi dilatati che la nostra brevità non segue, però ne intuiamo la direzione che ci attira più di ogni altra lusinga, terzo e più importante motivo perchè vogliamo evitare di trovarci (o far trovare i nostri figli e nipoti) nella terribile situazione di rispondere ipocritamente ‘non sapevamo, non abbiamo capito, abbiamo obbedito agli ordini’. Cordiali saluti

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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