Ho appena finito di leggere, tutto d’un fiato, un saggio dell’economista Bruno Amoroso dal titolo evocativo: Figli di Troika. Mi è rimasto uno strano retrogusto. Una sensazione di insoddisfazione tipica di chi, pur avendo apprezzato la qualità dal cibo, non ha mangiato a sufficienza. Nell’attesa di glossare nei prossimi giorni i passi salienti dell’ultimo lavoro di Amoroso, mi limito per ora ad imprigionare sulla carta le prime e istintive impressioni suscitatemi dalla lettura in oggetto. In primo luogo è interessante notare come Amoroso, pur qualificandosi riduttivamente come economista, vanti una conoscenza profonda di alcune dinamiche, politiche in senso lato, che gli consente di non perdersi tra i dettami spesso inconcludenti di un economicismo logorroico e respingente che contraddistingue altri, pur validi, pensatori eterodossi. Amoroso cioè, lodevolmente, non ingrossa le già numerose schiere di quanti, in perfetta buona fede, stanno ancora lì a spiegarci perché l’euro non ha funzionato, perché l’area valutaria ottimale, perché il ciclo di Frenkel, perché non potendo svalutare la moneta si finisce con l’abbattere i salari e perché sfioriscono le viole. Il morto non respira. Questo si è capito. Non è il caso di fare una autopsia al giorno al cadavere per sapere con precisione se la morte è sopraggiunta per assideramento, soffocamento o emorragia. Forse è più utile e interessante provare ad inseguire le tracce di eventuali possibili assassini. Grazie alle melliflue mistificazioni veicolate con impegno e costanza dal mainstream, infatti, in pochi sanno che l’Europa non è affatto rimasta vittima di uno sfortunato caso fortuito. Passati molti anni dall’inizio di una crisi imperscrutabile, la governance globale continua a proporre le solite ricette fallimentari di sempre. In ossequio al più acritico recepimento delle linee guide del famigerato Washington Consensus,  peraltro in spregio di qualsiasi empirica evidenza, i padroni recitano ad oltranza lo stesso spartito: privatizzazioni, rigore, austerità, riduzione del debito, competitività, abbattimento dei salari e distruzione del welfare. Amoroso, dando per scontato l’insuccesso delle politiche utilizzate per “superare la crisi”, pone finalmente la domanda giusta: e se i disastri rappresentassero il vero fine occulto, anziché la medicina amara da prendere per guarire?  In altre parole. E’ possibile scorgere una intenzionalità diabolica che si cela dietro la testardaggine con la quale alcuni organismi sovranazionali (tipo la Troika) perseverano nonostante tutto nell’errore? Amoroso, e noi siamo d’accordo con lui, risponde di sì. E’ lecito sostenere come “la crisi”, in realtà, nasconda un  progetto doloso che punta a ristabilire una sorta di ancien regime. Nel delineare però i contorni di questo mostro dissimulato che agisce razionalmente su scala mondiale per realizzare progetti miseri e meschini, Amoroso non eccelle. Va bene parlare della Goldman Sachs, di come la grandi banche d’affari statunitensi giochino un ruolo importante, di come questi burocrati vengano di fatto selezionati da colossi privati a vocazione cosmopolita, di come sia potente il Bilderberg o la Trilateral, dell’economia di guerra, dello svuotamento delle democrazie nazionali e pure dell’occupazione capillare del mondo della cultura. Tutto sacrosanto. Ma Amoroso, di grazia, è possibile in tutto questo omettere la parola “massoneria”? Basta un allusivo riferimento ad una non meglio precisata “finanza incappucciata” per colmare un vuoto tanto profondo? Non credo. Strano che una dimenticanza così grossolana non sia stata notata da un editore preparato e attento come Castelvecchi. In ogni caso, per concludere, consiglio comunque a tutti la lettura del libro.

    Francesco Maria Toscano

    22/08/2013

    Categorie: Cultura

    5 Commenti

    1. [...] Ho appena finito di leggere, tutto d’un fiato, un saggio dell’economista Bruno Amoroso dal titolo evocativo: Figli di Troika. Mi è rimasto uno strano retrogusto. Una sensazione di insoddisfazione tipica di chi, pur avendo apprezzato la qualità dal cibo, non ha mangiato a sufficienza. Nell’attesa di glossare nei prossimi giorni i passi salienti dell’ultimo lavoro di Amoroso, mi limito per ora ad imprigionare sulla carta le prime e istintive impressioni suscitatemi dalla lettura in oggetto. In primo luogo è interessante notare come Amoroso, pur qualificandosi riduttivamente come economista, vanti una conoscenza profonda di alcune dinamiche, politiche in senso lato, che Leggi la notizia [...]

    2. AP scrive:

      Cito :
      «E’ lecito sostenere come “la crisi”, in realtà, nasconda un progetto doloso che punta a ristabilire una sorta di ancien regime.»

      Forse qualcosa del tipo : http://london.sonoma.edu/Writings/PeopleOfTheAbyss/chapter27.html ?

    3. Claudio Salogni scrive:

      ho già letto libri di Amoroso e lo ritengo un autore da consigliare a chi vuol capire e non confondersi le idee.
      Ritengo altrettanto indispensabile come dice Francesco Maria di approfondire il ruolo giocato dalla massoneria
      non solo sulla crisi economica attuale ma su tutto ciò che regola-influenza le “scelte” della nostra “amata” classe dirigente. A partire dal presidente della repubblica, ai ministri e cosi via fino agli scalini più bassi della piramide del potere.
      A tal proposito colgo l’occasione per porre una domanda a Francesco Maria. Seguo con molto interesse anche il blog di Gioele Magaldi del grande oriente democratico.
      Da almeno 2 anni si annuncia l’imminente uscita del suo libro-MASSONI. Mi pongo e ho posto domande in merito al continuo rinvio dell’uscita del libro, ma ho paura che ci sia qualcosa che non ci è dato sapere. Chiedo umilmente aiuto a Francesco Maria. Mi dica qualcosa, lei che è attento e sicuramente conosce molto meglio di me certe questioni.
      Grazie e congratulazioni

      • il Moralista scrive:

        Caro Claudio,

        Non credo aleggi nessun mistero intorno all’uscita dell’”imminente” libro di Magaldi. Molto semplicemente, ritengo che Gioele stia ultimando l’editing del suo libro concedendosi tempi molto rilassati. Forse pure troppo.

        Un caro saluto,

        Francesco

    4. [...] letto con grande attenzione il saggio Figli di Troika scritto dall’economista Bruno Amoroso (clicca per leggere). Un racconto breve ma intenso che, intelligentemente, offre ai lettori una chiave una di lettura [...]

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