Il giornalista Gianni Lannes ha pubblicato sul suo sito un pezzo che incidentalmente mi riguarda (clicca per leggere). L’articolo, titolato “Prestare attenzione a Barnard, Mosler, MMT, Levy Insitute e sionisti mascherati del Nwo” (nuovo ordine mondiale, ndm), mi appare alquanto sconclusionato. A parte il valido consiglio sulla opportunità di “prestare attenzione a Paolo Barnard”, personaggio sui generis del quale conosco per esperienza diretta l’indole doppia, ipocrita e meschina (clicca per leggere), il “minestrone” preparato da Lannes risulta nel complesso veramente indigesto. Valutiamone insieme i passaggi più importanti (si fa per dire): “L’anno scorso a proposito di una collaudata teoria economica del sistema di potere dominante (Modern Money Theory), propagandata da Paolo Barnard come la panacea a tutti i mali, ho avuto modo di smontare dialetticamente il guazzabuglio propinato in conferenze a pagamento in giro per lo Stivale, compreso il caso Calabria che ha coinvolto il governatore locale e lo stesso Barnard (do you remember?). Barnard vanta certamente un ego ipertrofico ma, onestamente, anche Lannes non scherza. Il ragionamento di “geometrica potenza” in grado di smontare indiscutibilmente nel merito una “collaudata teoria economica del sistema di potere dominante (Modern Money Theory)sarebbe questo: (clicca per leggere).Ora, non vorrei deludere il bravo giornalista curatore dell’ottimo sito “Su la testa (clicca per leggere) ma, oggettivamente, non esiste un solo argomento proposto da Lannes capace neppure lontanamente di smontare la Modern Money Theory. Al massimo Lannes potrebbe riuscire, se fosse meno maldestro, a smontare il solo Paolo Barnard. Fatica peraltro inutile considerato che il giornalista bolognese è già di per sé bravissimo a smontarsi da solo senza l’aiuto di nessuno. L’accusa più “sanguinosa” contenuta in questa ricostruzione che tanto fa inutilmente inorgoglire Lannes, consiste nel fatto che Barnard ha aperto un conto corrente presso una filiale dell’ Unicredit. Uno “scandalo” oggettivamente grave e scabroso almeno quanto l’invasione di Praga ai tempi dell’Unione Sovietica. Per quanto riguardo il caso Calabria inoltre, inviterei lo stesso Lannes ad essere più preciso e meno allusivo. Già lo scorso anno, all’interno dello stesso articolo ora richiamato, Lannes ebbe modo di presentare la faccenda in modo veramente infelice e fuorviante. Rileggiamolo: “Lo stesso cronista bolognese si stava attrezzando, ovviamente a pagamento, per far sbarcare la Modern Money Theory anche alla corte del governatore Giuseppe Scopelliti. Basta leggere il carteggio – visibile in Rete – con l’avvocato Toscano e gli scappellotti del Grande Oriente Democratico di Gioele Magaldi. Ma Rossi-Barnard è libero o sotto schiaffo? Solo fuori tempo limite si accorge che in Calabria domina la mafia, ovvero un’istituzione formalmente non riconosciuta dallo Stato ma da sempre utilizzata per il lavoro sporco e di controllo del territorio. Vero o no?”. Come si evince con chiarezza dalla lettura del testo, Lannes non intese criticare l’atteggiamento narcisistico di Barnard che, per ripicca, non ricoprendo il ruolo di unica  e capricciosa star dell’evento MMT Calabria (clicca per approfondire), tentò di boicottarne in tutti i modi la realizzazione. No. Per Lannes, emulo di Sergio di Cori Modigliani, la colpa di Barnard sarebbe stata quella di essersi accorto che in Calabria domina la mafia fuori tempo massimo. Quindi, accettando la logica consequenzialità che questa aberrante impostazione propone, nessun conferenziere dovrebbe mai mettere piede a sud di Castrovillari per non rischiare di fare il gioco della mafia. Una bella teoria non c’è che dire, probabilmente inconsapevolmente mutuata dal manifesto sulla razza di mussoliniana memoria. Ad onore del vero Lannes, in risposta ad un mia richiesta di spiegazioni pubblicata fra i commenti in calce allo stesso articolo, e tuttora visibile, spostò decisamente il tiro dichiarandosi assolutamente ostile a qualsiasi discriminazione di tipo geografico o razziale (Commento del 10/15/2012. Clicca per leggere).Tornando adesso al pezzo odierno, quello cioè che se la prende pure con Mosler, il Levy Institute  i “sionisti mascherati”, Hulk, Batman e l’Uomo ragno, non si capisce proprio dove Lannes voglia andare a parare. Si capisce soltanto che questo nuovo ordine mondiale che tutto controlla è monolitico e lavora in comunione d’intenti per la distruzione del mondo. Prova ne sia il pacifico rapporto che legherebbe lo stesso Levy Institute ai soliti circoli dominati dai “fratelli maggiori”. Tutto questo a detta di tale Angelo De Gaetano, luminare per l’occasione. Evidentemente insoddisfatto dal primo articolo, Lannes ha sentito il bisogno di pubblicarne a ruota un altro (clicca per leggere). Questo, titolato “Barnard legittima le banche armate”, è se possibile ancora più surreale di quell’altro. Le analisi di Lannes, da respingere con forza nel merito, concretano soltanto la straordinaria rilevanza di un pericolo che anche noi sulle pagine de Il Moralista abbiano più volte denunciato: quello cioè di ridurre la MMT, e più in generale il pensiero macroeconomico neokeynesiano, alle sole paturnie di Paolo Barnard depotenziandone così facendo sul nascere forza e prospettive. Nella speranza vana di rendere meno inintelligibile la sua ermetica visione del mondo, Lannes spara una serie di corbellerie da antologia: “Levy Institute”, azzarda il Nostro sfidando impavido il senso del ridicolo, “di cui Mosler che propaganda con Barnard Rossi la MMT in Italia,  è espressione diretta dell’impero Morgan Stanley, ed ha rapporti con altre due galassie che si contendono il dominio della terra e dell’umanità, instaurando con la forza il cosiddetto nuovo ordine mondiale (NWO), ovvero: Rothschild e Rockefeller. Una spiegazione decisamente “rigorosa” dal punto di vista scientifico, che non può che affascinare tutti i frequentatori degli asili nido d’Italia. Lannes  evidentemente non sa nulla di massoneria ma, sol per questo, non ha intenzione di rinunciare a decriptare gli arcana imperii armato dei suoi miseri strumenti ermeneutici e concettuali. Per lui è tutto un vaso d’obbrobrio. In molti, recitando diverse parti in commedia, finiscono a sentir lui con il puntellare questo non meglio precisato Sistema perverso. Pure Keynes, ci ricorda il solito De Gaetano rilanciato da Lannes in chiusura di pezzo, non va bene perché parte di questo meccanismo. Non si può, in sintesi, frequentare qualche banchiere e contemporaneamente risultare pure un sincero progressista impegnato per la costruzione di un mondo più equo e giusto. Ci troviamo in palese presenza di sproloqui allo stato puro. Senza mai citarlo poi, si intuisce che il vero bersaglio di Lannes è il capitalismo in quanto tale. Non soltanto quello violentato dal neoliberismo dogmatico oggi dominante ma, anche e soprattutto, quello keynesiano e distributivo che ha garantito alle popolazioni occidentali di vivere dal dopoguerra fino agli anni ’80 quella che Eric. J. Hobsbawm ha definito “l’età dell’oro”. Non è dato sapere  infine quale sia l’idea di sviluppo economico auspicata da Lannes. Quali i pensatori di riferimento e il modello da imitare. Se Lannes, oltre a tentare con scarsi risultati di colpire le tesi altrui, ne avanzasse delle proprie, sicuramente il dibattito ne guadagnerebbe complessivamente in qualità e contenuti. Questa regola dovrebbe valere a prescindere dagli atteggiamenti personali di alcuni eccentrici elementi che non inficiano affatto la solidità di una tradizione economica e politica che, caro Lannes, vanta una storia luminosa arricchita nel tempo dal genio di statisti del passato del calibro di Franklin Delano Roosevelt. Non proprio Paolo Barnard.

    Francesco Maria Toscano

    25/08/2013

    Categorie: Editoriale

    13 Commenti

    1. [...] Il giornalista Gianni Lannes ha pubblicato sul suo sito un pezzo che incidentalmente mi riguarda (clicca per leggere). L’articolo, titolato “Prestare attenzione a Barnard, Mosler, MMT, Levy Insitute e sionisti mascherati del Nwo” (nuovo ordine mondiale, ndm), mi appare alquanto sconclusionato. A parte il valido consiglio sulla opportunità di “prestare attenzione a Paolo Barnard”, personaggio sui generis del quale conosco per esperienza diretta l’indole doppia, ipocrita e meschina (clicca per leggere), il “minestrone” preparato da Lannes risulta nel complesso veramente indigesto. Valutiamone insieme i passaggi più importanti (si fa per dire): “L’anno scorso a proposito di una collaudata teoria economica Leggi la notizia [...]

    2. Petronius Arbiter scrive:

      Scusatemi per l’OT, eventualmente il Moralista mi cancellerà il post, non c’è problema.

      Vorrei far notare il ruolo che sta assmendo la Santanchè.
      Lei, per quanto di un partito che ovviamente nom ho mai votato, sembra avere quella grinta e quegli attributi che il Morlaista e il GOD si auspicavano, con un certo scetticismo, che avesse Berlusconi.
      Sappiamo molto bene che a volte una signora combattiva si rivela dotata di attributi (di carattere) sorprendentemente consistenti e per qanto io sia di sinistra (ma non PD, per cortesia…) penso che la risposta al tentativo reazionario di cui siamo vittime potrà venire, probabilmente, solamente da parte del ceto medio, in particolare i piccoli e medi imprenditori.
      Fossi nel Moralista e nel GOD “coltiverei” la signora Santanchè; ricordando però che qesta risposta del ceto medio riuscirà solamente se sarà in grado di cooptare le classi lavoratrici e quindi è necessario impostare la resistenza fondandola su un nuovo patto sociale.
      Mi interessa il parere del Moralista e dei suoi lettori che obiettivamente sono tutti di alto livello; l’importante non è travasare concetti in cui si crede ma suscitare una discussione vitale e intellettualmente indipendente.

      • il Moralista scrive:

        Di sicuro le cosiddette “colombe” del Pdl coltivano il solito progetto neopiduista benedetto dall’alto. La posizione della Santanchè è certamente più coerente e rispettabile. Ma non si può fare affidamento su di loro in prospettiva. Finita la fase emergenziale, i falchi del Pdl continueranno a proporre le solite fesserie: privatizzazioni, flessibilità, taglio del debito e degli sprechi. Sono utili nella fase “destruens”, improponibili in quella “costruens”.

        Un caro saluto,

        Francesco

        • Petronius Arbiter scrive:

          Certo, concordo perfettamente, ma si potrebbe considerare la possibilità di un’alleanza tattica.
          Temo che le voci consapevoli come la vostra (ma ce ne sono altre) siano “numericamente” molto poco influenti se restano puristicamente fra di loro.
          Un minimo di contaminazione, magari momentanea…

      • Michele scrive:

        No ragazzi, va bene tutto ma la Santanchè “risposta al tentativo reazionario di cui siamo vittime” è veramente troppo…”ceto medio” poi è da scompisciarsi. E’ un parassita della società, addirittura si fa chiamare come il suo ex marito perchè lei è il nulla sotto vuoto…una che cambia completamente idea ogni due anni, l’emblema della approfittatrice..ma basta.

    3. [...] di scrivere un pezzo di ferma ma garbata critica all’indirizzo del summenzionato filosofo mancato (clicca per leggere). Non l’avessi mai fatto! Sacrilegio, scandalo ed eresia! Carneade-Lannes si è offeso e, credendosi [...]

    4. Nkant scrive:

      Caro Moralista, ne devi mangiare di patate per arrivare a mezzo Barnard.Mi sa che te lo sogni anche la notte, visto che non perdi mai l’occasione per denigrarlo!

      • ampul scrive:

        Non c’è bisogno… Barnard si denigra da solo!

        • Nkant scrive:

          Barnard e’ un giornalista autentico, senza padroni e senza peli sulla lingua.Un vero numero dieci del giornalismo che ha contribuito non poco ad aprire gli occhi a migliaia di persone, con i suoi saggi ed i suoi articoli.Non per niente ha un grande seguito sia sul suo blog che sui principali social network.Non smetterò mai di ringraziarlo per avermi fatto conoscere la MEMMT!

    5. Rodion scrive:

      Per correttezza: la MMT ha molti detrattori tra i “keynesiani ortodossi”. A partire da Krugman.

      Mosler è stato “bacchettato” pubblicamente da Krugman l’anno scorso e, sicuramente, anche in Italia sono state criticate pesantemente alcuni presupposti enunciati dalla MMT (Zezza, Bagnai, Cesarotto).

      Per rispetto, dato l’impegno profuso da chi cura il Blog, non mi sono mai permesso di farlo presente e non so quanti altri abbiano fatto le doverose osservazioni.

      Oltre a certi aspetti teorici della macroeconomia che hanno suscitato il disappunto dei sopracitati economisti (non tutti ancora chiariti) è doveroso far notare che:

      1 – Alcune “eterodossie” della MMT hanno senso solo per gli USA a causa dell’”asimettria” del dollaro imposta come valuta di riserva mondiale

      2 – Il fatto di introdurre il “brand” MMT per ricette macroeconomiche che sono comunque keynesiane, più che pacifiche da sempre (con buona pace del pensiero unico neoclassico) porta ad “inquinare” il brillante dibattito economico per cui, Krugman stesso, pochi giorni fa ha definito l’epoca moderna “l’età dell’oro” della discussione economica al di fuori di quella accademica.

      Non vorrei urtare i nervi, ma osserverei che il pregievole merito di risvegliare l’interesse del grande pubblico su temi di cotanta importanza viene purtroppo, alla lunga, eroso dalla confusione ingenerata “dal modo” con cui certi temi vengono trattati.

      Un po’ come per la letteratura “cospirazionista”: alla lunga, per la naturale composizione dei diversi profili che formano il grande pubblico, molti si autoescludono dalla possibilità di fare una buona divulgazione, da cittadini e attivisti.

      Con stima.

      • il Moralista scrive:

        Rodion io non ho mai sostenuto la linea “o MMT o morte”. Sarebbe già un miracolo se si riuscisse a riattualizzare il pensiero keynesiano. E’ vero che molti keynesiani hanno criticato la MMT ma altri, come il brillante Brancaccio, ne hanno apprezzato alcuni spunti confrontandosi in maniera libera e appassionata. La MMT, se non vissuta come un dogma insormontabile, costituisce una radicalizzazione del pensiero keynesiano utile per smontare alcuni luoghi comuni falsi e stucchevoli. Ti ricordo infine che Lannes non critica la MMT in un’ottica keynesiana pura. Fa l’esatto contrario. Critica il capitalismo in quanto tale e in tutte le sue accezioni, ma non si capisce cosa propone in alternativa. Un caro saluto,

        Francesco

        • Rodion scrive:

          Gentilissimo, non entro nel merito di Lannes che rimane, per ciò che mi riguarda, un figuro incomprensibile se non alla luce di questa (apparente) confusione 2.0.

          Seguo con passione tutte le spinte progressiste a resistenza di questa restaurazione ormai patente: ne auspico una repentina convergenza e non solo su scala nazionale.

          Credo di averti letto a sufficienza per sbilanciarmi nell’assicurarti che Brancaccio non condivide i nostri valori. E’una figura che ha diversi tratti di opacità.
          Mentre il Professore partenopeo decide se uscire da dx o sx dall’UEM e come salvare il posto di lavoro a chi già ce l’ha, i disoccupati consumano in silenzio le proprie sofferenze.

          Potrebbe essere saggio diffidare da chi ha conflitti di interesse di tipo economico o politico.

          Sono solidale a tutti gli onesti Diderot del XXI secolo.

          Un abbraccio.

    Commenta a ampul


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