Ieri discutevamo della scarsa qualità che caratterizza il nostro sistema informativo televisivo, fondamentalmente schierato dalla parte degli occulti manovratori che, con la scusa della crisi, intendono chiudere una volta per tutte i conti con le classi medie e proletarie (clicca per leggere). Ma denunciare i limiti dei media tradizionali non comporta necessariamente l’esaltazione acritica del web, luogo altrettanto pieno di trappole e di insidie. Certo, la rete offre a tutti la possibilità di reperire notizie e approfondimenti immuni da quelle subdole manovre di sottile inquinamento nelle quali eccellono i direttori delle principali testate cartacee e televisive. Ma l’internauta disattento, quello cioè che fatica a riconoscere di primo acchito i mestatori di professione, potrebbe comunque finire vittima della disinformazione che circola in abbondanza anche e soprattutto su internet. C’è un sito in particolare,  chiamato Giornalettismo (clicca per leggere), che si distingue per la caparbietà scientifica e coerente con la quale si scaglia contro chiunque provi a veicolare notizie non in linea con il solito stucchevole teatrino allestito quotidianamente dal mainstream. Dopo che Telese ha osato ospitare in trasmissione due blogger interessati ad approfondire il dietro le quinte del potere, Francesco Amodeo e Salvo Mandarà, è partito in automatico il solito e scontato  “pizzino” intimidatorio e  ritorsivo cucinato dalle parti del sito diretto dal direttore Alessandro D’Amato, giovane promessa cresciuta all’ombra di un seminomade della politica come Ferdinando Adornato da Polistena. Ora, io rifuggo come la peste gli scenari complottisti che tanto eccitano le menti meno solide e più infantili. Allo stesso modo, però, non tollero l’indole svampita di quanti pongono il mondo a caso, ignorando pervicacemente di legare gli eventi alle condotte, sul presupposto che tutto avviene per volere imperscrutabile di divinità capricciose del passato (Zeus, Odino e così via) o del presente (spread, mercati et similia). Limitarsi a mettere in fila i fatti è sufficiente per smascherare le finalità dissimulate perseguite da alcuni cialtroni in maniera così scoperta da risultare ridicola e controproducente. Sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questo ignorabilissimo sito in occasione della diatriba che mi ha visto contrapposto a Paolo Barnard durante i preparativi dell’evento MMT Calabria. Un certo “Mazzetta”, infatti, si inseriva strumentalmente nella polemica con il chiaro intento di mettere in discussione la validità scientifica di una teoria economica, la Modern Money Theory appunto, di cui naturalmente ignorava basi e presupposti. Ma questo è il minimo. Durante il regno del divino Monti, noto massone reazionario nonché assiduo frequentatore di alcun consessi opachi come il Bilderberg, la Trilateral o il Council on foreign relations, dalle parti di Giornalettismo sono letteralmente impazziti nel tentativo, vano, di allontanare le troppe ombre che inseguivano il mediocre e già dimenticato tecnocrate bocconiano (clicca per leggere). Stessa procedura utilizzata per difendere aprioristicamente Franco Bassanini quando, infuriando lo scandalo Monte Paschi,  Gioele Magaldi rivelò in una intervista al Fatto Quotidiano i buoni rapporti intercorrenti tra il marito di Linda Lanzillota e alcuni eminenti personaggi espressione della massoneria transalpina. Circostanza questa, tra l’altro, conosciuta ed elegantemente denunciata pure dall’ex ministro andreottiano Paolo Cirino Pomicino (clicca per leggere). Non appena Alessandro D’Amato e compari ascoltano la parolina magica “Bilderberg”, però, scattano come tori infuriati di fronte ad un drappo rosso. Lo dimostra la solerzia con la quale questi manovali del giornalismo scomodarono ad esempio in fretta e furia il “luminare” Seminerio (chi?) per punire l’insolente onorevole pentastellato Barbanti reo di avere nominato l’innominabile club persino in Parlamento (clicca per leggere). In conclusione, il gioco di questi raffazzonati dilettanti è palese e fondamentalmente risibile e innocuo. La spazzatura non è quindi esclusivo appannaggio dei tradizionali mezzi di informazione ma abbonda pure in rete. Ai dubbiosi non resta che visitare di tanto in tanto, muniti di potente antiemetico, il sito curato da Alessandro D’Amato.

    Francesco Maria Toscano

    2/09/2013

    Categorie: Editoriale

    6 Commenti

    1. [...] Ieri discutevamo della scarsa qualità che caratterizza il nostro sistema informativo televisivo, fondamentalmente schierato dalla parte degli occulti manovratori che, con la scusa della crisi, intendono chiudere una volta per tutte i conti con le classi medie e proletarie (clicca per leggere). Ma denunciare i limiti dei media tradizionali non comporta necessariamente l’esaltazione acritica del web, luogo altrettanto pieno di trappole e di insidie. Certo, la rete offre a tutti la possibilità di reperire notizie e approfondimenti immuni da quelle subdole manovre di sottile inquinamento nelle quali eccellono i direttori delle principali testate cartacee e televisive. Ma l’internauta disattento, quello Leggi la notizia [...]

    2. ampul scrive:

      Ah D’Amato… Chi??????

    3. Michele scrive:

      La domanda successiva, per quanto mi riguarda, é: questa gente, perchè lo fa? E’ in buona fede e “dotata” di una mente talmente acritica da impedirgli di mettere in discussione una qualunque fonte ufficiale e dedicare una vita a difendere queste ultime? O (molto più plausibilmente) coltiva speranze di carriera e guadagni legati agli ambienti del Potere Costituito? E, a risalire, chi li paga da chi è pagato? Il discorso comincia a puzzare (o profumare?) del famigerato complottismo, ma “mettendo in fila i fatti” si arriva molto in alto, più di quanto una persona comune possa sperare di vedere. Gioele, le diradiamo un pò di queste nubi d’altura? Anche se chi ti leggerà saranno solo quelli che, a forza di soffiare ed urlare, hanno già riportato un poco di sereno sulle loro teste, da soli.

    4. Barbara scrive:

      La mia sensazione è che la blogosfera “”che conta”" (doppio virgolettato), di cui si parla, che non ti considera se non sei del giro, che si premia a vicenda e i cui tenutari finiscono regolarmente a scrivere sui media mainstream (ma guarda un po’), sia tutta irrimediabilmente piddina e prona agli interessi del partitone. Giornalettismo è solo uno degli esempi.
      La vera informazione alternativa in rete è ben altra (penso a noi che facciamo informazione sui veri scopi e conseguenze della moneta unica) e infine Grillo rompe perché è la zeppa inserita in un corpus che qualcuno credeva assolutamente omogeneo e condizionabile di conseguenza. Per questo sono così rabbiosi.
      un caro saluto

    5. matteo scrive:

      Giornalettismo curava anche i servizi “esterni” all’infedele di Gad Lerner…
      Io l’ho sempre visto come il media di regime di centro sinistra…

    6. darax scrive:

      Avevo notato anch’ io giornalettismo… vera schifezza !

    Commenta


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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