Dopo avere nutrito il suo popolo con il sangue dei poveri greci, portoghesi, italiani e spagnoli, “MuttiMerkel passa all’incasso. Le elezioni tedesche confermano lo strapotere elettorale della “culona” venuta dall’est, pronta ora a trasformare definitivamente l’Europa in un immenso lager a cielo aperto. Saranno contenti tutti gli ignavi che, tipo Fassina, aspettavano con ansia il voto in Germania nella speranza irrazionale che qualcosa finalmente cambiasse. Infatti qualcosa cambierà: in peggio. Merkel ha chiuso la campagna elettorale giurando di impedire ad ogni costo il varo degli Eurobond, unica prospettiva di buon senso in grado di risollevare potenzialmente le sorti di un Vecchio Continente che, per dirla con Luttwak, periodicamente impazzisce. Per i prossimi quattro lunghi anni l’Europa, sotto il tallone dei redivivi e imbellettati nipotini di Adolf, imporrà a tutti lacrime e sangue come una educatrice sadica e malvagia convintasi di dover redimere il mondo a suon di sculacciate. Non voglio parlare oltre dei tedeschi, popolo che abbiamo già conosciuto in profondità ai tempi del meraviglioso duo Hitler-Mussolini. Preferisco concentrarmi sull’Italia. Dall’attesa spasmodica e attenta con la quale i media italiani stanno seguendo in tempo reale lo spoglio delle schede scrutinate nella Patria di Arminio, si capisce come oramai il nostro povero Paese abbia pacificamente accettato di calarsi nei panni scomodi della colonia mascherata. Tutti danno per scontato che l’Italia non abbia più il diritto di autodeterminarsi, confidando perlopiù nella magnanimità del padrone teutonico che, si spera, mostrerà finalmente il suo volto meno arcigno. In questa direzione vanno le parole del viceministro Stefano Fassina, omunculo miserabile, venduto e ipocrita che evoca il “commissariamento dell’Italia nella sventurata ipotesi in cui si tornasse presto a votare”. Questo fallito di Fassina minaccia cioè di consegnare il Paese ai nostri carnefici sovranazionali qualora qualcuno pensasse di sfilargli la seggiola di viceministro da sotto il culo mandando in crisi il governo Letta, protesi della massoneria reazionaria e nazista che governa la Ue, ora euforica per la grande vittoria conseguita dal suo demone più sanguinario, efficiente e meticoloso: Angela Merkel. Il damerino di Fassina, che mente per conservare denaro, potere e visibilità, dovrebbe sapere che l’Italia è già brutalmente commissariata da almeno due anni; da quando cioè Napolitano decise di imporre al potere Mario Monti (proconsole della Merkel) annullando la nostra dignità di popolo da sacrificare sull’altare di “equilibri più avanzati” (e sapientemente occultati). Il governo Letta è una specie di Monti bis, sempre creato da Napolitano su input del venerabile Mario Draghi,  che esprime come ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, uomo del cerchio interno chiamato a garantire la sadica prosecuzione di politiche pensate per massacrare intenzionalmente la nostra decadente struttura produttiva. Non per nulla Saccomanni oggi minaccia di dimettersi nel caso in cui l’Iva non dovesse essere aumentata. Chi conferisce, al lume della vostra sapienza, tanto potere negoziale ad un oscuro funzionario senza voti e senza partito? Bella domanda. L’Italia potrebbe sforare l’assurdo parametro che obbliga i Paesi dell’area euro a rispettare i limite del deficit fino ad un massimo del 3% per un misero decimale. La Francia è oltre il 4% mentre la Spagna sfonda quota 10%. Ma, come spiegava l’insuperato giurista Calamandrei, le regole spesso con gli amici si interpretano e con i nemici si applicano. Enrico Letta, uomo sprovvisto del senso del ridicolo (tempo fa riuscì perfino a paragonare Napolitano all’Altissimo), ha puntato il dito contro “l’instabilità politica”. Tradotto: lasciatemi il posto. I nostri politici, pur di conservare i loro immeritati privilegi, sono disposti a veicolare impunemente qualunque tipo di menzogna. La vittoria della Merkel in Germania avrà anche da noi conseguenze semplicemente devastanti. Tra cinque anni nella periferia dell’area euro si conteranno morti e feriti come dopo la fine di un cruento conflitto bellico mondiale. Hollande ha vinto in Francia ingannando il suo elettorato (in campagna elettorale diceva si eurobond, no fiscal compact). Letta governa in Italia dopo che il suo partito ha mentito agli italiani (dicevano: mai più al governo con Berlusconi). La Merkel no. Mutti Angela ha stravinto promettendo al suo elettorato di fare quello che ha sempre fatto: annientare fino al soffocamento tutte le restanti economie dell’area euro. Per questo, oggi come ai tempi di Hitler, il popolo tedesco è di nuovo colpevole nella sua interezza e senza eccezioni. Non è un caso che per esprimere una indegna gioia per le altrui sofferenze, i tedeschi utilizzino un solo termine: schadenfreude. Un sentimento evidentemente così diffuso da meritare una apposita e singola parola. Bene ha fatto perciò il filosofo Diego Fusaro, ospite giorni fa di Paragone su la7, a parlare di nazismo in relazione alla costruzione di questa Unione Europea (clicca per guardare). Evidentemente la lettura fruttuosa di alcune chiavi di lettura offerte in tempi non sospetti dal Moralista comincia a fare breccia fra le coscienze più attente e sensibili (clicca per leggere).L’ottimo Fusaro avrebbe fatto cosa buona, però, a citare la fonte originale. Un peccatuccio tutto sommato  veniale e ben compensato dalla chiarezza dell’esposizione e il coraggio dei contenuti.

    Francesco Maria Toscano

    22/09/2013

    Categorie: Lavoro

    12 Commenti

    1. Arianna scrive:

      Ottimo come sempre, Francesco!

    2. [...] Dopo avere nutrito il suo popolo con il sangue dei poveri greci, portoghesi, italiani e spagnoli, “Mutti” Merkel passa all’incasso. Le elezioni tedesche confermano lo strapotere elettorale della “culona” venuta dall’est, pronta ora a trasformare definitivamente l’Europa in un immenso lager a cielo aperto. Saranno contenti tutti gli ignavi che, tipo Fassina, aspettavano con ansia il voto in Germania nella speranza irrazionale che qualcosa finalmente cambiasse. Infatti qualcosa cambierà: in peggio. Merkel ha chiuso la campagna elettorale giurando di impedire ad ogni costo il varo degli Eurobond, unica prospettiva di buon senso in grado di risollevare potenzialmente le sorti di Leggi la notizia [...]

    3. alessandro scrive:

      L’Italia lanci una provocazione: chieda di aprire un procedimento di infrazione per deficit eccessivo nei confronti della Francia. Chieda altresì che la Francia non prenda iniziative autonome nella questione siriana e qualsiasi decisione in ordine all’uso delle armi da parte della Francia sia concordato in sede europea, ritenendo con ciò superato il ruolo della Francia come membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (tra l’altro seggio poco meritato visto che oggi come allora la Francia cadde sotto la Germania in poco più di un mese, appoggiò il totalitarismo teutonico con il Governo collaborazionista di Vichy e fu liberata grazie soprattutto agli alleati anglo-americani, salvo la lodevole ma non determinante resistenza francese). Se le regole venissero applicate uguali per tutti l’Italia aumenterà l’IVA altrimenti sforerà come gli altri il tetto del 3% del deficit. Questa è la condizione. Nel caso in cui a seguito di sforamento si aprisse nei confronti dell’Italia una procedura di deficit, l’Italia uscirebbe dall’euro. Questa la seconda condizione. Ora capisco perchè Hollande in campagna elettorale ha fatto tante promesse. Per tenerlo buono gli hanno garantito che le regole per la Francia sarebbero state un optional. Intanto Saccomanni non riesce a trovare un miliardo per l’IVA… dovrebbe spiegare come troverà 50 miliardi per rispettare il fiscal compact. Ci rendiamo conto di quanto è paradossale tutta questa discussione attorno all’IVA? A Saccomanni gli è stato chiesto di aumentare l’IVA a tutti i costi, questa è la realtà!

      • Giovanni scrive:

        E’ stato calcolato che ad un aumento dell’IVA di un punto percentuale corrisponderebbe una diminuzione 0.7/0.8% di pil.
        In soldoni l’aumento non servirebbe ad una emerita mazza per ridurre il debito.
        Sarebbe più conveniente tagliare le spese, ma se non lo fanno i politici fra poco ci penseranno gli italiani a tagliare …

    4. Lorenzo scrive:

      Aspettavo con curiosità un tuo commento al risultato elettorale tedesco, e -ahimè – hai confermato in pieno quello che prevedevo sarebbe stato effettivamente il commento. Che rispecchia tra l’altro il mio punto di vista. Oltretutto Letta che fa grandi complimenti alla panzona senza – magari – rivolgersi in primo luogo allo sfidante con il quale dovrebbe(…) condividere ideologia e visione politico sociale…vabè dai è retorica

    5. Petronius scrive:

      Moralista, il tuo post è stato pubblicato da Bottega Partigiana che è un’associazione nuova con contatti con l’ARS di D’Andrea.

      http://www.bottegapartigiana.org/

      E’ solo un esempio per dire che si stanno formando vari gruppi molto diversi fra loro che però hanno in comune qualcosa di importante, la stessa analisi di partenza sll’Europa dei tecnocrati.
      Dobbiamo cercare una strada comune e si tratterà di un lavoro difficile perché al dunque tutti si mettono a sottilizzare sulla propria identità e si finisce regolarmente per litigare (con scenate clamorose sl web, fra l’altro).
      Ma l’unica possibilità che abbiamo è di unirci altrimenti facciamo il “loro” gioco.

    6. Petronius scrive:

      Off Topic

      Non so se avete sentito cosa ha detto il Papa in Sardegna.
      A un certo punto ha improvvisato una preghiera chiudendola con:

      “Signore Gesù, insegnaci a lottare per il lavoro”

      Aveva anche detto che questa non è una crisi ma un cambio epocale e in considerazione di questa sua visione il riferimento alla “lotta”, difficilmente “casuale” pronunciato da un Pontefice di quel livello, mi ha colpito.

    7. giorgio scrive:

      e alla Merkel noi contrapporremo il VECCHIO SPORCACCIONE EVASORE

    8. Divertente, veramente ottima satira questa roba che scrivi, mi ha rallegrata la serata! :-D

    9. Rodion scrive:

      Mi sfugge questa insistenza con gli “Eurobond” che, comunque, imporrebbero ai contribuenti tedeschi uno sforzo inaccettabile. Un elettorato sedato da propaganda decennale razzista per poter accettare la compressione salariale.

      Parlare di Eurobond, anche se ne posso capire il senso in “dialettica politica”, accende un lume di alternativa europeista che per “costruzione” ha la funzione che sta avendo. Non ne può avere un altra. La devastazione creatrice di demoniaca memoria.

      Non solo dovremmo tutti concertare lo sganciamento dall’UEM: i trattati vanno risolti.

      Non bisogna distogliere l’attenzione dall’incompatibilità genetica tra i trattati europei e le democrazie costituzionali.

      Per il resto: un ottimo lavoro come sempre da parte del Moralista.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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