Quando il Mithos soffoca il Logos l’umanità brancola nel buio. Gli antichi greci, da Talete di Mileto in poi, indicarono all’umanità una via nuova e rivoluzionaria: quella che impone la supremazia della ragione (“è vero ciò che supera il vaglio del Tribunale della dimostrazione”) sulla superstizione. Accettando invece acriticamente, per conformismo, quieto vivere o pavidità, una lettura del mondo influenzata dalla cieca interiorizzazione della tradizione e del mito, l’umanità finisce giocoforza per rimanere imprigionata all’interno di una condizione lacerante, brillantemente definita dal grande Max Weberl’eterno ieri”. Tutto diventa quindi immutabile, necessario e ineluttabile, per cui,   imprigionato mellifluamente da chi si arroga il diritto di comandare sulla base di una indimostrata conoscenza dei reconditi desideri della divinità immanente, l’uomo si ripiega su se stesso preparando una ipotetica riscossa da consumarsi in un mondo altro e ultraterreno. I Re non hanno forse comandato per secoli auto-investendosi del ruolo di prescelti dal Signore? Le civiltà orientali, cinese ed indiana, non sono state forse paralizzate sulla via del progresso e dello sviluppo da una totalizzante interiorizzazione di alcuni principi religiosi? Sembra assurdo, valutato il passato con gli occhi disincantati dell’ uomo moderno, concepire alcune credenze tipiche di un periodo remoto che potremmo definire “la pubertà della storia”. Chi di voi, oggi, prima di effettuare una qualsiasi scelta, riterrà doveroso e obbligatorio conformare le sue azioni in coerenza rispetto alla consuetudine, nel timore di violare altrimenti un equilibrio voluto dalla Trascendenza che non ammette eccezioni e insubordinazioni? Credo in pochi. Libero dalla catene arrugginite di un autorità infingarda e ipocrita, sempre pronta a strumentalizzare il cielo per comandare in terra, l’Uomo (prevalentemente in Occidente) è riuscito faticosamente a spiccare il volo lasciandosi alle spalle secoli di barbarie e oscurantismo. Non so se ve ne siete accorti, ma, ai nostri giorni, si è messo in moto un meccanismo uguale e contrario che, proprio mentre galoppa il progresso scientifico, intende riaffermare il primato del Mithos sul Logos, della superstizione sulla ragione, ovvero del conformismo indimostrato sulla fredda e razionale analisi. Qualche esempio? “L’austerità è necessaria per abbattere il debito pubblico”. In realtà dappertutto, compresa l’Italia di Monti e Letta,  le misure finalizzate all’abbattimento del debito lo hanno paradossalmente fatto esplodere. Sentite qualcuno in Tv fare ammenda e, sulla base di dati inconfutabili, chiedere perciò scusa promettendo di cambiare registro? Non mi pare. Perché insistono? Perché l’austerità come risposta indispensabile per limitare il debito è un Mito e, in quanto tale, non abbisogna di dimostrazione alcuna. Ne volete altri? “La flessibilità è utile per combattere la disoccupazione”. I dati, dalla Grecia, alla Spagna fino all’Italia, certificano l’esatto contrario. Qualcuno ne prende atto? No. Perché? Per lo stesso motivo di cui sopra. L’Europa di oggi non si sta limitando a distruggere il benessere dei suoi cittadini. Sta colpendo le fondamenta concettuali e filosofiche che costituiscono i prodromi indispensabili per il mantenimento della civiltà, della democrazia e del progresso. Così come gli antichi servi dovevano pacificamente accettare la loro condizione di schiavi perché non era possibile violare un ordine frutto del volere divino, oggi è sostanzialmente vietato avanzare soluzioni politiche che si discostino dal pensiero unico dominante per non irritare gli abitanti del nuovo Olimpo: spread, mercati, stabilità e così via. Chiunque provi a convincervi del fatto che esistano solo soluzioni obbligate, da ingurgitare anche “obtorto collo”, è un farabutto, un meschino e un satrapo interessato a cristallizzare una supremazia infame per interessi di potere personale o di gruppo. Oggi avrei voluto parlarvi della vendita della Telecom agli spagnoli, ennesimo fallimento di quel grande piano di privatizzazioni lanciato negli anni ’90 che avrebbe dovuto garantire un futuro radioso alla nostra economia finalmente libera dalla voracità del pubblico che soffoca la crescita. Dopo l’ acquisizione spericolata del “capitano coraggiosoRoberto Colannino, il cui pargolo casualmente figura quale responsabile economia del Pd (stiamo freschi), la Telecom ha marciato decisa verso l’abisso, appesantita da un mare di debiti e costretta a ridurre la forza lavoro negli ultimi 10 anni di oltre la metà (i dipendenti erano 120 mila sul finire degli anni ’90, sono meno di 50mila oggi). Il quadro è desolante ma tanto nessuno protesta o alza la voce. Non ci rimane quindi che invocare il potente e irascibile Dio-Odino (Wotan) nella speranza che, forte della sua gloria passata, rispedisca tosto nell’Ade le più crudeli divinità moderne. A partire dal famelico Spread (figlio di Zeus e della ninfa Egina. Ergo fratello minore di Eaco) che, per calmarsi, pretende di assistere all’endemica immolazione di pensionati, poveri e disoccupati al posto dei decisamente vintage agnelli e capretti.

    Francesco Maria Toscano

    24/09/2013

    Categorie: Editoriale

    45 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Eppure se ci si pensa c’è qualcosa che non fnziona nel ragionamento Mythos-Logos.
      Se bastasse ragionarci su tutti aprirebbero gli occhi, ma non succede; il Moralista dice che appunto è l’oscuro Mythos che ha preso il sopravvento. Il punto però è che perché si abbia il coraggio di dare ascolto alla ragione occorre avere dietro un Mythos fondante che appunto dia questo coraggio; lo sanno bene i massoni di cui Francesco è amico, i quali sono razionali ma hanno una formidabile Tradizione che è il fondamento del loro senso di appartenenza, che gli dà quella fermezza incrollabile per credere nei loro principi e per opporsi ai disegni oscurantisti.
      A mio avviso la gente non reagisce più proprio perché ha perso il Mythos fondante e la riprova di quanto dico, sempre a mio avviso, è che le uniche reazioni degne di questo nome (a volte nella direzione sbagliata ma comunque “reazioni”) vengono dalle religioni, dall’appartenenza nazionale o, come sappiamo, dalla Massoneria.
      Quindi credo che bisogna tenere presente la necessità di ridare ai cittadini una Tradizione o un Mythos che sia la base ideale delle rivendicazioni politiche e economiche.

      • and scrive:

        … e se queste “reazioni” che non fossero altro che il punto di arrivo verso cui ci stanno pilotando?
        Nella disperazione ci appoggiamo almeno a chi sa dare parole di conforto, ma questi assume così un potere fortissimo su di noi.
        Se chi ti salva ti dice come dovrai vivere, non avrai la forza mentale di opporti.

        Riflettici

        • Petronius scrive:

          ma sì credo di avreci riflettuto come faccio di solito prima di parlare.
          ho detto comunque un’altra cosa da quella sulla quale ti sei soffermato tu ma non ha tutta questa importanza, evidentemente.

          • il Moralista scrive:

            No Petronius, è molto importante e ci stavo riflettendo. Mi vengono in mente la parole di Luciano Pellicani che distingue tra Tradizione e Tradizione dell’Anti-tradizione. Mi pare una sottolineatura sottile ma pertinente.

            Un caro saluto,

            Francesco

    2. [...] Quando il Mithos soffoca il Logos l’umanità brancola nel buio. Gli antichi greci, da Talete di Mileto in poi, indicarono all’umanità una via nuova e rivoluzionaria: quella che impone la supremazia della ragione (“è vero ciò che supera il vaglio del Tribunale della dimostrazione”) sulla superstizione. Accettando invece acriticamente, per conformismo, quieto vivere o pavidità, una lettura del mondo influenzata dalla cieca interiorizzazione della tradizione e del mito, l’umanità finisce giocoforza per rimanere imprigionata all’interno di una condizione lacerante, brillantemente definita dal grande Max Weber “l’eterno ieri”. Tutto diventa quindi immutabile, necessario e ineluttabile, per cui,   imprigionato mellifluamente da chi Leggi la notizia [...]

    3. ugo scrive:

      Hai di nuovo dimenticato il mito “senza immigrazione il sistema pensionistico è destinato a crollare”. Sei milioni e rotti di immigrati dopo, il sistema pensionistico è evaporato, distrutto dagli stessi che sostenevano il mito di cui sopra. Eppure, non sento nessuno denunciare la mistificazione per quel che è. Ah, altro mito, fratello di questo e altrettanto intenzionalmente truffaldino: “gli immigrati servono per sostenere l’economia”, che si affianca a “per fare quei lavori che gli Italiani non vogliono più fare” e a tanti altri sullo stesso tema. Quando fai discorsi tipo quello di questo bel post, vedi di NON TRALASCIARLI. Se no sembri fazioso, e quel che ricade troppe volte sotto il dominio dei sensi è molto spesso realtà, non mito.

    4. il Moralista scrive:

      Carissimo Ugo, non sono un esperto di flussi migratori. Ti confesso che ho certa ritrosia nel trattare con freddezza il tema della immigrazione. Per indole, sono portato a stare a prescindere dalla parte degli ultimi e dei disperati. Faccio fatica ad immaginare una umanità più dolente di quella che si imbarca sui barconi alla ricerca di qualcosa che non troverà…Per questo, reputando prevalente l’aspetto sentimentale su quello macropolitico, sono restio nell’approfondire alcuni fenomeni con distacco.

      • ugo scrive:

        Questo non giova all’oggettività e rischia di ledere la credibilità. Senza contare che “il medico pietoso fa la piaga infetta”. Opinioni, nè! Mentre il danno che deriva a ciascuno di noi dalla pura e semplice quantità di quelli che nella media giustamente definisci “disperati” è un dato di fatto, non un’opinione. Come possono testimoniare in modo particolarmente evidente gli altrettanto disperati nostrani che si ritrovano in competizione con i nuovi arrivati e ne escono sistematicamente perdenti.

        • alessandro scrive:

          L’odio svia i discorsi. L’odio non ti fa concentrare sui problemi che contano. L’odio è una valvola di sfogo che concentra le sue energie altrove, non su chi ha provocato l’odio stesso.

        • Michele scrive:

          Forse dovresti prendertela con quelli che bombardano le loro case e sono tre secoli che depredano le loro terre di ogni ricchezza sopprimendo ogni forma di autodeterminazione. Sai chi sono? Gli stessi che ci stanno privando del lavoro e dei diritti basandosi sul mythos scritto nel post. E che ti hanno inculcato cotanto odio cieco. Il nemico è comune, amico, siamo tutti sullo stesso..barcone.

          • ugo scrive:

            Queste uscite insensate, infelici e in ultima analisi ideologiche su un tutto presunto “odio” da cucire arbitrariamente addosso a uno che neppure conoscete potevate anche risparmiarvele. Non vi fanno fare una gran figura, davvero.

            • alessandro scrive:

              Tutte le sante volte che si tenta di spiegare questa assurda crisi, in molti sembrano non concentrarsi sui problemi che incidono più pesantemente e sulle vere cause. Alle volte se la prendono con i costi della politica o sul numero dei parlamentari, alle volte con l’immigrato e ogni discorso si perde e viene sviato da quello principale. E’ vero, io non ti conosco, ma sembra dai tuoi interventi che i flussi migratori per te siano una priorità… per me non lo sono affatto. Tra l’altro è inutile anche pensarci, sono inevitabili, o pensi di costruire una muraglia cinese in ogni confine di stato? Per quanto riguarda la parola “odio”, fammela passare in senso “letterario”, non letterale, nel senso che le avrebbe attribuito George Orwell (mai sentito parlare dei due minuti d’odio?) e naturalmente riferite ai flussi immigratori in generale, non già all’immigrato come uomo in senso “razziale”. Comprendo che era facile un fraintendimento, con ciò chiudo l’argomento, sperando di esserci chiariti, lasciando ad altri giudicare le belle figure

            • Rodion scrive:

              @ugo

              Non sei solo.

              Il Moralista si smarca con eleganza e così deve essere: a ognuno le sue competenze e la sua sensibilità.

              Ida Magli dà tutto il supporto culturale e scientifico a ciò che fai giustamente notare e che fa il paio con UE/UEM.

              I flussi migratori in Europa NON sono semplicemente dovuti al colonialismo come le anime belle vorrebbero far passare con lacrimosa compassione.

              E’ un fenomeno che esplode nella sua drammaticità contestualmente alla Restaurazione classista e mondialista che ha colpito il cuore della Democrazia. L’Europa.

              Il nanismo umano e culturale che non porta a distinguere i sentimenti avversi alla fenomenologia, da quelli rivolti agli incosapevoli oggetti passivi (che siano indigeni o migranti) può trovare attenuante solo nella massiccia propaganda volta, come sempre, a destrutturare tesi e antitesi nella dialettica politica.

              Propaganda sempre e solo di matrice piddina (propaggini extraparlamentari comprese).

              Il favorimenti dei flussi migratori è, tra gli altri, un attacco diretto al welfare state, in particolare per quelle Socialdemocrazie che non possono venire epurate tramite UE/UEM.

              La Sinistra (questa estinta) pensi al Lavoro e alla lotta di classe. Agli ultimi ci pensi la Chiesa Cristiana o, magari meglio, la propria responsabilità individuale che è genesi di compassione e di carità SOLO nelle azioni, non in false e “politicamente corrette” parole.

              • ugo scrive:

                Rodion, mi sarei espresso con parole diverse perché il tuo tipo di eloquio non mi appartiene (e, bada bene, non per avversione ma per pure questioni di formazione), però concordo coi punti che hai sottolineato. Eppure, non sono pochi coloro che appena si sfiora questo tema vengono presi dall’orticaria e la girano in morale, religione, ideologia e quant’altro con toni stroncanti, rifiutando di fatto qualsiasi forma di confronto. Come chi si tappa le orecchie e comincia a gridare “bha, bha, bha, bha!” perché non vuol neppure sentire (forse per il timore di contaminarsi). A mio umile avviso è all’opera un meccanismo riflesso indotto da anni di propaganda, ma non vorrei urtare qualcuno nel sostenere questa tesi. Questo intendevo quando ho scritto “non vi fanno fare una gran figura”.

              • Petronius scrive:

                Lo so…
                L’ho detto e lo ripeto che assisteremo a un rigurgito di nazionalismo che comincerà con mille precisazioni e distinguo per poi scadere nella sua modalità becera.

                Uno dovrebbe riflettere su quelle parole abbastanza inquietanti:

                “Il favorimenti dei flussi migratori è, tra gli altri, un attacco diretto al welfare state, in particolare per quelle Socialdemocrazie che non possono venire epurate tramite UE/UEM.”

                Cioè si dice con la massima nonchalance che si è perfettamente consapevoli del fatto che il welfare delle aristocrazie operaie europee è stato creato sul sangue dei popoli del terzo mondo.
                Leggendo simili sentenze viene da gistificare gli erocrati reazionari e tutte le varie entità o “superclassi” dei master of the universe i quali faranno esattamente lo stesso ragionamento di Rodion, ossia:

                “Il welfare state è un attacco diretto alla nostra posizione di privilegio”.

                E ragionando come Rodion puoi solo dire che hanno ragione…

              • ugo scrive:

                Petronius, tra le righe stai sostenendo che non è possibile implementare un sistema di tutela sociale che si regga con le gambe della società che lo implementa.
                Stai altresì sostenendo che chi usufruisce del sistema di tutela sociale italiano sta indirettamente rapinando/violentando persone in altri luoghi, anzi, da quel che scrivevi prima pare che tu identifichi i luoghi rapinati anche con quelli di provenienza dei “migranti” che scelgono l’Italia come propria meta.
                Ora, se vogliamo stabilire una connessione logica, non possiamo fare altro che ammettere che includere nel nostro sistema di tutela sociale basato sulla rapina altra gente significa aumentare l’entità della rapina stessa, perché il “migrante” che accede (per esempio) a un ospedale italiano usufruisce degli utili forniti dalla rapina dei propri compaesani lasciati nella terra di provenienza.
                Inoltre, immagino avrai sentito quanto strapparsi le vesti si spreca perché i “nostri” giovani lasciano l’Italia, poiché pare che la loro dipartita sia una iattura estrema per il Paese. Ebbene, perché ci ostiniamo a continuare a impoverire Paesi già allo stremo per le rapine perpetrate da noi Occidentali, peggiorate dall’inserimento nel sistema di rapina di sei milioni di nuovi rapinatori forestieri solo nell’ultima decina d’anni, portando via le loro forze giovani?

                Davvero, siamo nel regno dell’insensato. L’iperbole svela le magagne: quel che non regge la prova dell’esagerazione è fallace.

                Mi sembra che a volte noi ci si comporti come quei ragazzini che vedo usare la calcolatrice a scuola: fanno “6×3″, sbagliano tasto e battono “6:3″, gli esce 2 e accettano il dato per buono senza neppure chiedersi se è un risultato sensato, alla faccia di qualsiasi evidenza, perché “l’ho fatto con la calcolatrice”.

              • Petronius scrive:

                Ugo mi stai mettedo in bocca che l’unico modo per risolvere il problema degli squilibri (inaccettabili) fra i paesi del mondo sarebbe quello di includerli nel nostro sistema; e allora è ovvio che cadrei in contraddizione ma in realtà te la sei cantata e suonata da solo con la “sottile” accortezza premettere che lo “leggevi fra le righe”.
                Purtroppo non ho minimamente detto quello che mi attribuisci soprattutto se si considera che rispondevo a una precisa frase di Rodion.
                Natralmente non posso scrivere un papiro né sarei all’altezza ma ti faccio presente che “fra le righe” stavo scrivendo che la soluzione ormai non può più essere quella di preoccuparci di salvaguardare il nostro privato welfare, ma che dobbiamo imparare a guardare al di là del nostro naso.
                Per qesto sono molto dubbioso su certe spinte neo nazionaliste che vedo sorgere qua e là.

              • Rodion scrive:

                @Petronius

                ” il welfare delle aristocrazie operaie europee è stato creato sul sangue dei popoli del terzo mondo.”

                Ma da che fonte esce questa eresia? Ti prego cita la fonte perché questo è veramente allarmante. Di Keynes hai mai sentito parlare?

                “Aristocrazie operaie”? Immagino che sarai stato un fan di Padoa Schioppa.

                E TU avresti paura del sorgere di “nazionalismi”?! Vergogna!

                Il “nazismo nero” di Alba Dorata è diretta reazione a quello terribile verniciato di rosso di chi sta facendo tornare dall’Ade l’ancien régime in Europa. Quello di cui il nostro Moralista porta quotidianamente testimonianza: e di questa propaganda pare proprio che tu sia ebbro.

                Io, da concittadino, ti rispetto ma, ti prego, approfondisci studiando le opere di seria divulgazione che ci viene messa a disposizione: questo blog linka altri preziosi gioielli d’informazione.

              • Rodion scrive:

                @ugo

                Ci sono dei pool di studiosi che, tramite spin doctor scelti, manipolano l’opinione pubblica con fini strumenti.

                Le persone appaiono “stupide” ma non lo sono: la manipolazione non è diretta al “logos” ma, subdolamente, agisce tramite il “pathos”. La persuasione avviene a livello emotivo.

                Il risultato stupirebbe anche Orwell: di certi argomenti non si riesce proprio a discutere.

                Si potrebbe pensare che non è un caso che il dibattito, non solo viene spostato su argomenti politicamente irrilevanti, ma insiste su temi a forte impatto emotivo: come l’etica o i diritti civili delle parti deboli (che dovrebbero essere semplicimente applicati come vuole il dettato costituzionale).

                Risultato: se opponi Resistenza, vieni etichettato come un infame.

                Te per aver accennato ad una “banale” constatazione ti sei beccato dello “xenofobo” (per patologica paura odieresti i migranti) io mi son preso del “fascista imperialista”: vorrei continuare ad usufruire della sanità pubblica che parrebbe “finanziata dal colonialismo”.

                C’est la vie.

              • Petronius scrive:

                Scrive Rodion:

                “Ma da che fonte esce questa eresia? Ti prego cita la fonte perché questo è veramente allarmante. Di Keynes hai mai sentito parlare?

                Aristocrazie operaie? Immagino che sarai stato un fan di Padoa Schioppa.”

                Sì Rodion, è Padoa Schioppa che ha inventato il concetto di aristocrazia operaia. Bravo.

                Rodion:

                “E TU avresti paura del sorgere di “nazionalismi”?! Vergogna!”

                Sì Rodion, mi vergogno molto.

                Rodion:

                “Il “nazismo nero” di Alba Dorata è diretta reazione a quello terribile verniciato di rosso di chi sta facendo tornare dall’Ade l’ancien régime in Europa”

                Sì, sta tornando proprio dall’Ade.
                Ma anche dal Tartaro o se preferisci: “Dall’atro regno degli spiriti del male”.

                Rodion:

                “Quello di cui il nostro Moralista porta quotidianamente testimonianza: e di questa propaganda pare proprio che tu sia ebbro.”

                Di solito preferisco inebriarmi di Tignanello Antinori, ti dirò.

                Rodion:

                “Io, da concittadino, ti rispetto ma, ti prego, approfondisci studiando le opere di seria divulgazione che ci viene messa a disposizione: questo blog linka altri preziosi gioielli d’informazione.”

                Sì, appena avrò finito di imparare a leggere mi dedicherò allo studio delle opere di divulgazione.

                Grazie.

              • ugo scrive:

                Rodion, direi che abbiamo detto quel che si poteva dire. Tu meglio di me di sicuro. Al di là delle forme spero di averti suggerito qualche argomentazione che magari t’era sfuggita. Dal canto mio terrò cara la tua ultima osservazione, quella sul logos e sul pathos, non perché non l’avessi pensata, ma perché non m’è mai riuscito d’esprimerla con chiarezza comparabile alla tua.

                Petronius, non ho letto, nella tua ultima replica, parole che dimostrino o anche solo attestino la fallacia delle mie connessioni, del mio ragionamento. Ad esempio non ho capito se per te è o non è bene che un “migrante” malato venga assistito usufruendo dei mezzi a disposizione del nostro sistema di tutela sociale (evidentemente in essere in quanto esito di un meccanismo di rapina ai danni dei conterranei del migrante stesso). O che un rifugiato riceva vitto, alloggio e diaria a spese del sistema di tutela sociale italiano, anch’esso evidentemente frutto di rapina ai danni dei conterranei del rifugiato stesso. La rapina c’è o non c’è? L’assistenza è dovuta o non è dovuta? Stante che le risorse che alimentano il sostegno provengono da rapina, non è che l’assistito diviene complice e in qualche misura mandante in solido della rapina stessa? I 55 milioni di persone (gli Italiani “del posto” all’alba del III millennio) che ricorrono a un sistema di tutela sociale basato sulla rapina, incidono sui rapinati di più o di meno dei 61 milioni di persone attuali (gli Italiani del posto d’oggidì sommati ai 5 milioni e oltre di “nuovi Italiani”) che ricorrono allo stesso sistema di tutela sociale? La rapina si accresce o si riduce?

                Giova a questo punto che ti proponga un virgolettato: “si dice con la massima nonchalance che si è perfettamente consapevoli del fatto che il welfare delle aristocrazie operaie europee è stato creato sul sangue dei popoli del terzo mondo”. Sono tue parole. “Welfare basato sul sangue” è quello che io chiamo, per brevità, “rapina”.

                N.B. Sto volutamente tralasciando una moltitudine d’altre palesi contraddizioni che ci vengono spacciate dalla propaganda, per evitare di allargare troppo il campo d’indagine (se del caso, introdurrò ulteriori punti in repliche successive).

              • Petronius scrive:

                Ugo abbi pazienza ma se non ci capiamo serve a poco.
                Intanto rispondi tu alle tue stesse domande: stai dicendo che gli immigrati non vanno curati? Che il sistema sanitario deve essere riservato agli italiani doc?

                Questa tua frase non mi è chiara:

                “Stante che le risorse che alimentano il sostegno provengono da rapina, non è che l’assistito diviene complice e in qualche misura mandante in solido della rapina stessa?”

                L’ “assistito” di cui parli sarebbe un italiano “vero” o un immigrato?
                Assumendo che tu intendessi il primo è ovvio che si tratta di un inconsapevole complice, l’ho detto nel mio discorso sulle aristocrazie operaie.

                Non significa affatto che il welfare è male ma che questo welfare europeo si è basato sullo sfruttamento del terzo mondo e oggi, che questo sfruttamento non è più possibile come prima, stanno venendo i nodi al pettine. Mi sembra lampante e lo è anche il fatto che sarà sempre peggio.
                Se permetti lo penso dalla caduta del muro di Berlino e fino adesso i fatti mi danno ragione.

                Ma inoltre: sappiamo come funzionano i rapporti con i paesi meno sviluppati?
                Ci sono degli accordi per cui i cacicchi locali permettono lo sfruttamento a determinate condizioni, fra le quali l’emigrazione che per loro è un alleggerimento della situazione e per noi, entro certi limiti, un grosso vantaggio.
                Ma ripeto, adesso stanno semplicemente venendo i nodi al pettine e chi ci sta rimettendo in prima battuta sono le ex aristocrazie operaie che credevano davvero di aver ottenuto il welfare con le loro lotte sindacali.
                Ma abbiamo idea di come funziona un sindacato?
                E su quest’ultimo punto non mi dilungo anche se ci sarebbe da dire parecchio.

                Volete limitare il welfare agli “autoctoni” (in greco “idiotes”)?

                A) Vi (ci) ritroveremo con gli stessi problemi terribilmente aggravati in brevissimo tempo

                B) Si aprirà la strada ai nazisti di Alba Dorata

                Occorre pensare un altro sistema, non bastano i palliativi, mi spiace per voi.

                E scripta manent.

              • Michele scrive:

                Ringrazio Rodion per avermi incluso nella anime belle,anche se dubito di meritarlo. Condivido quando dici che l’immigrazione è un cavallo di battaglia della finta sinistra (in cui non mi riconosco)e che è un problema per il wellfare (penso perchè si arriva ad avere una troppo alta concentrazione di persone in uno stesso luogo dalle risorse limitate). Non condivido quando i autoffendi per sostenere la tua strana tesi per la quale di queste cose non si potrebbe discutere,cosa che stiamo facendo mi sembra civilmente (in effetti su altri blog non è così,ma che ce vuoi fà..). Aggiungo che l’immigrazione è sempre esistita, l’abbiamo praticata e la pratichiamo sempre più anche noi, ed è inarrestabile, perchè la gente va dove crede di poter stare meglio. Per cui ribadisco che più continuiamo a impoverire le nazioni africane (ormai i flussi migratori verso SudAmerica e Cina sono in fase di inversione), più loro verranno qui (vedi profughi di guerra). Volevo però rispondere a Ugo,perchè siamo d’accordo sul discorso della “rapina” ma non capisco la tua logica: se l’immigrato viene da noi ed usufruisce del nostro wellfare, peggiora la situazione da lui? A parte che una buona percentuale di chi arriva non ne usufruisce affatto, poi chi ne usufruisce ha già dato quindi in una bilancia del dare\avere (che tra l’altro mi sembra molto semplicistica e materialista) non ci guadagna, poi se trova un lavoro qua spedendo i soldi a casa mantiene tutta la famiglia anche se guadagna 300euro al mese..non credo si possa considerare un complice. Per quanto riguarda noi,certo che lo siamo, ma non difendendo un wellfare funzionante per tutti(cosa fattibilissima come spiegano alcune teorie neokeynesiane), bensì continuando imperterriti l’iniziale “rapina”. I loro giovani non li importiamo offrendo il bengodi, scappano dalle bombe e dalla fame, come faremmo tu ed io nelle stesse condizioni (che forse si verificheranno). Che poi la situazione così come è regolamentata sia insostenibile, è fuori di dubbio, e qui mi ripeto: il nemico è lo stesso per tutti.

              • Rodion scrive:

                @michele

                Per chiarezza: dato il livello medio di chi, generalmente, segue regolarmente questo dibattito, si dà per pacifico che gran parte dei flussi migratori siano stati causati dal colonialismo del mondo industriale.

                Se vuoi ci possiamo mettere in ordine d’importanza l’asimmetria internazionale causata dal dollaro e gli squilibri causati dagli USA che drenano i capitali sottraendoli là dove sarebbero più produttivi (e utili, invece di generare simpatiche bolle).

                Ma in Europa sembra che sia successo qualcosa di “leggermente” diverso.

                Vorrei ricordare che i flussi migratori dalla “mafia dei barconi”, a Schengen e alla necessità di massimizzare la mobilità del fattore lavoro, sono già di per sè di qualcosa di più del semplice “favorire” i flussi stessi.

                Quindi, almeno per via teorica, qualcosa si potrebbe fare.

                Mi trovi la correlazione geopolitica con l’esplosione dei flussi migratori degli ultimi vent’anni? Mi spieghi come mai TUTTA la propaganda reazionaria (tinta di rosso) abbia spinto l’attenzione verso il dramma umano degli immigrati e NON verso il dramma del fenomeno dell’IMMIGRAZIONE nel suo complesso?

                Infatti, anche la tua reazione è: “è naturale e va accettata”. Come le crisi economiche e i dolorosi sacrifici. Porta pazienza e non ribellarti.

                Come se opporsi a queste politiche di sofferenza sociale (perché tali sono e ben presenti in tutte le epoche della storia moderna) comportasse la “persecuzione” dei migranti. (Soggetti passivi del processo).

                Nessun parallelismo?

                C’è chi, già dagli anni ’90, metteva in correlazione il fenomeno con il grande scacco matto delle oligarchie all’Europa. Pensa solo a Ida Magli.

                Guarda a caso, di mezzo, c’è sempre il piddino: per profilo psicologico soldato scelto da intruppare come kamikaze.

                Chi paventa “Alba Dorata” è proprio colui che pone le condizione perché ciò avvenga. E vedrai, ancora un paio di anni di recessione e un bel duce lo accoglieremo come salvatore.

                Hai capito i piddini e gli amici marxiani?

                Questi traditori, oltre tutto, ti vengono a dare – neanche tanto velatamente – dello xenofobo (v. all’amico @ugo) o del nazista, come al sottoscritto.

                Questo è interessante della neolingua propagandista.

                I marxiani non lo so (attualmente collaboro molto bene con ex-demoproletari). Ma il collaborazionismo piddino è un dramma culturale da espiantare.

              • Petronius scrive:

                Traditore del tuo paese lo vai a dire a quella sfortunata di tua moglie se te ne dà il permesso.
                Non sono marxista, non sono piddino, non ti ho mai dato del nazista e tu sei uno scompostamente violento che non tollera che la si pensi diversamente da lui.

                Sempre anonimi su internet che rischi che te li trovi sotto casa con la sega elettrica, altro che.

              • ugo scrive:

                Petronius, sto dicendo che chi usufruisce di un sistema di tutela sociale basato sulla rapina (come tu hai affermato) è a sua volta rapinatore, tanto che sia italiano di vecchia generazione o recentemente immigrato anche dal più povero dei Paesi foresti. Inoltre ti invito a notare che alcuni di coloro che si introducono nel nostro territorio fuggono effettivamente da qualcosa, ma che la maggior parte è a caccia di qualcosa: l’arricchimento (relativo). E per ottenere quell’arricchimento sfrutta il nostro sistema “di rapina” sempre almeno tanto quanto noi e spesso molto più di noi. L’esempio dell’ospedalizzazione era uno tra i tanti. Possiamo aggiungere il sostegno alla disoccupazione. Possiamo aggiungere i sussidi per la natalità. Possiamo aggiungere la scolarizzazione dei minori. Possiamo aggiungere l’accesso agevolato all’edilizia popolare. Possiamo aggiungere gli interventi per l’integrazione e per la “mediazione culturale” (hanno un costo che è sostenuto coi mezzi ricavati dalla rapina). Possiamo aggiungere il riconoscimento del sostegno pensionistico agli anziani ricongiunti. Possiamo aggiungere una nutrita miriade di interventi che il sistema di tutela sociale nostrano, “creato sul sangue dei popoli del terzo mondo”, mette in campo a favore dei forestieri. Da non dimenticare, perché non è un particolare secondario, che non tutti i forestieri arrivano dal terzo mondo. Ad esempio, non mi risulta che Romania, Ucraina, Cina siano “terzo mondo”, eppure anche Rumeni (in particolare ROM), Ucraini e Cinesi contribuiscono a peggiorare il “prelievo di rapina” accedendo a piene mani al nostro sistema di tutela sociale.

                Giusto per far capire che la questione non si limita alla tutela sociale più o meno di rapina (che ho ripreso giusto perché era un tuo argomento), butto lì come da anni sentiamo ripetere che occorre svincolarsi dagli approvvigionamenti esterni in tema di energia e altro, ma proprio non riesco a trovare una motivazione credibile per la quale aumentare la popolazione residente del 10% in una decina d’anni ci abbia avvicinato all’obiettivo dichiarato (in mala fede). Non riesco a capire come aumentare la popolazione residente possa aiutare a trovare soluzione alla questione dei rifiuti, né a quella della disponibilità abitativa, né a quella della disponibilità idrica, né a quella… della semplice congestione del traffico o della conservazione paesaggistica del nostro (ex) Bel Paese! Eppure, gli stessi che operano a pieno ritmo per iniettare ulteriore umanità sul nostro territorio (indipendentemente dal fatto che la provenienza sia dal terzo mondo o dal primo, cosa che francamente mi interessa fino a un certo punto) sono quelli che ci sbandierano sotto al naso obiettivi in antitesi con le operazioni che mettono in atto. Siccome non credo che si tratti di imbecilli, sono portato a pensare che si tratti di personaggi improponibili nel loro essere criminalmente menzogneri.

                Insomma, mettiamo una buona volta in un cantone le posizioni “ideali”, e facciamo nostro un approccio più concreto, più terra-terra nel quale le cose hanno un peso per ciò che sono, non per ciò che pensiamo dovrebbero essere. Mi piace chiudere ri-citando una frase già citata da Toscano: “è vero ciò che supera il vaglio del Tribunale della dimostrazione”. Ecco, io vedo tante cose che vengono affermate, sostenute, propagandate senza che sia per me possibile trovare una dimostrazione credibile della loro validità o almeno di una non-contraddizione tra i diversi postulati che ci vengono spacciati come assiomi. Per me, non esistono assiomi. L’approccio assiomatico è parente stretto del fideismo, e mal si accosta al ragionamento e alla dimostrazione. Al momento ho ragioni più che abbondanti per sostenere che l’immigrazione è un danno madornale, e che sul tema ci stanno menando per il naso in un modo quanto mai truffaldino. Tra i metodi della manipolazione c’è anche il trasformare l’argomento in un tabù del quale non si può parlare se non usando le parole d’ordine imposte dalla propaganda. Per la carità, potrei pure sbagliarmi, ma per ora non ho ancora trovato nessuno che abbia portato alla mia attenzione motivazioni valide e verificabili per le quali l’iniezione migratoria che ci stanno imponendo possaa avere tratti anche moderatamente positivi.

              • Rodion scrive:

                Eccolo!

                Il @Petronius getta la maschera, rivelando molto di più di quello che avremmo voluto sapere.

                Basta pasturare un po’che il pesce Giuda viene sempre a galla.

                Mi sa che in caso di “barricate” le spalle me le faccio coprire da qualcun altro…

              • Petronius scrive:

                Rodion, ti faccio notare che sia tu che Ugo lapensate diversamente da me.
                Solo che Ugo parla del merito tu vomiti insulti e appioppi etichette a casaccio.
                Ugo pensa, tu cerchi solo conforto alle tue personali frustrazioni.

              • Petronius scrive:

                @Ugo

                Guarda che la tutela sociale è un tuo argomento non mio; io ho parlato della rapina ma la tutela l’hai introdotta tu.

                Comunque siamo d’accordo (mi pare) che il sistema sia insostenibile o,come dico io, che i molto prevedibili nodi stiano venendo tutti al pettine.
                Quello che non ho capito è quale sarebbe la tua proposta.
                Limitare l’immigrazione?
                Impossibile; questa limitazione farebbe saltare di botto tutti gli attuali (ormai precari) equilibri.
                Concedere a tutti lo stesso welfare di standard europeo?
                Impossibile perché insostenibile; ovviamente non si possono lasciare degli esseri umani senza cure ma è altrettanto evidente che si sta raggiungendo il limite.

                Quindi innanzitutto ti (vi) pregherei di non attribuire etichette a chi si sta pacificamente rapportando a voi; non sto guardando il problema con sguardo sentimentale.
                Dico invece, e spero di non essere frainteso o addirittura insultato volgarmente da qualcuno, che la tua (vostra) soluzione di limitare o impedire l’immigrazione non è in nessun modo praticabile (ho anche aggiunto un certo argomento in una risposta precedente).
                Non si può fare e il dramma è che purtroppo un simile argomento ha, nonostante la sua assurdità, una forte presa su larghe fette della popolazione.

                Le opzioni sono due di cui una terribilmente difficile: o ci si butta sul lato del “sacro egoismo” il che, considerando che non siamo più nell’800 con larghi spazi ancora colonizzabili, porterà all’esplosione dell’attuale sistema; oppure si comincia a considerare che il sistema stesso ha raggiunto il punto di “autocontraddizione” (neologismo) e bisogna urgentemente ripensare i rapporti sociali e di lavoro sulla base di nuovi ideali che non possono più essere il profitto “individuale” e la competitività sempre e comunque.
                Esiste il profitto collettivo ad esempio, ma non mi addentro nella teoria.
                La cosa più importante che ribadisco è che qualsiasi tentativo di “tornare indietro” o di “chiudere le porte” non è in nessun modo realizzabile.

                Per quanto riguarda a Chiesa Cristiana ti dirò che da non credente la sto cautamente rivalutando (come sto rivalutando la Massoneria anche grazie a questo blog).
                Hai letto cosa ha detto il Papa in Sardegna improvvisando una preghiera?
                “Signore Gesù a te il lavoro non è mai mancato; insegnaci a lottare per il lavoro”.
                Quel “lottare” non è una parola di poco conto.
                Se la Chiesa si spingerà oltre la carità per dedicarsi anche al sostegno delle rivendicazioni degli ultimi mi troverò, credo, quasi costretto a seguirla.

                Ma comunque io a chiudere le porte per salvare il mio orticello mentre il resto del mondo brucia non ci sto.

              • ugo scrive:

                D’accordo, Petronius, ho capito il tuo punto di vista. Non lo condivido per niente, a partire da quando affermi che le migrazioni non si possono arrestare per proseguire con l’affermazione secondo la quale non sarebbe il caso di farlo anche se si potesse. So che il tuo punto di vista è ampiamente condiviso negli ambienti tinti di rosso, il che mi dispiace alquanto perché mi ritengo persona genuinamente di sinistra e nel quotidiano mi ritrovo a comportarmi come tale, ma mi ritrovo altresì a votare estrema destra per via di un atteggiamento che considero sconsiderato da parte di chi, fingendosi di sinistra, agevola nei fatti i disegni di coloro che stanno mazzuolando un’ampia porzione delle genti d’Italia. Uno dei randelli impiegati dai tinti di rosso è proprio quello dell’impiego di moti migratori propagandati in modo molto subdolo, creati ad arte e implementati spacciandoli per “spontanei e inevitabili”, affiancandoli a forme di inaccettabile ricatto morale. Lo scopo di quei movimenti migratori creati ad arte non è aiutare dei disperati, che sono solo uno strumento per destabilizzare, dividere, offrire pretesti per l’immiserimento progressivo. Non sono certo un’aquila, ma non sono neppure tanto ingenuo da bermi menzogne e tentativi di indottrinamento della levatura di quelle che dei falsi benpensanti tentano di mettermi in testa con l’imbuto.

                Quel che sta accadendo in Grecia non mi stupisce (l’emergere di movimenti di ultra-destra), perché è la conseguenza di azioni sconsiderate da parte di chi rifiuta all’elettorato una rappresentanza di fatto, lasciandogliene solo una fasulla, di facciata, impregnata di menzogne. Al “popolo sovrano”, come in epoca fascista vengono fatte “proposte” in merito alle quali è ammessa un’unica risposta: “Sì”. Potranno cambiare i metodi, ma non vedo ragioni per preferire chi ha in mano il potere a chi il potere ci indica come “il nemico”. Al momento, il nemico più pericoloso sono loro.

                Mi rendo conto di non aver più la tranquillità di spirito necessaria per continuare questa conversazione. E’ comunque stato uno scambio di idee “istruttivo”.

              • Petronius scrive:

                @Ugo

                Quindi di tutto quello che ho detto hai capito che io sarei “tinto di rosso” e che la mia soluzione è “mantenere l’immigrazione” o chissà, magari incrementarla.

                Lo scrivi tu stesso che non hai la serenità necessaria per seguire la discussione; e in effetti non essendo sereno hai travisato del tutto quello che volevo dire.

                Sai, nella vita le persone e le cose non sempre corrispondono ai nostri quattro schemetti imparaticci; bisogna avere un minimo di serenità per andare oltre i propri preconcetti.
                Ma mi rendo conto che i pregiudizi sono tanto rassicuranti quindi stante la tua poca serebeità attuale ti lascio ai tuoi tranquillanti ideologici.
                Ribadisco però in maiuscolo (scusa ma è necessario):
                IL PROBLEMA DELL’IMMIGRAZIONE NON SI RISOLVE NE’ CHIUDENDO LE PORTE NE’ SEMPLICEMENTE LASCIANDOLE APERTE (e l’ho già scritto). BISOGNA RIVEDERE I RAPPORTI SOCIALI E DI LAVORO IN UN OTTICA NON LOCALISTICA. Nel frattempo se vedrò che un partito politico stabilirà la bestialità che le cure mediche devono essere negate a qualcuno io lotterò in “ogni modo” contro questo partito di gentaglia.

                Saluti e vi assicuro che mi avete levato ogni possibile dubbio sulla vostra nuova associazione che mira a recuperare la sovranità.

              • Rodion scrive:

                Un’altra barzelletta che mi era sfuggita sarebbe quella che questa fantomatica “aristocrazia operaia” (che non viene contestualizzata) affermerbbe che il “welfare state” sarebbe nato da rivendicazioni sindacali.
                (Se A.O. = Propaganda di “sinistra” allora avrebbe anche un senso…).

                Cosa c’entrino i sindacati con il welfare lo sa solo il nostro enigmatico interlocutore: inoltre il welfare state (in particolare quello italiano che ha fatto a molti da modello) nasce in epoca fascista insieme al New Deal roosveltiano (questo sconosciuto!): e si sa, sotto il fascismo la lotta sindacale era durissima…

                Ma giustamente tu ci dirai che è stato finanziato con la guerra di Abissinia… povera macroeconomia!

                Gli accordi invece di cui parli a casaccio sono storici e sono stati per lo più anglofrancesi: questi sì con tradizione colonialista! e non giustificano assolutamente l’immigrazione esplosa con la caduta del muro.

                La cosa grave non è solo la confusione che hai in testa ma il fatto che ti ostini, con la becera scusa delle “argomentazioni di troppo ampio respiro” a non fornire nemmeno un link (che vuole pochi caratteri) in cui approfondire il tuo pensiero eterodosso.

                Emerge però con chiarezza che non cogli la differenza tra redistribuzione del reddito interno di una nazione da quello degli squilibri internazionali causati dal colonialismo.

                Gli USA sono il paese più ricco del mondo e non hanno welfare state e, anche in caso di immigrazione, non si può usufruirne.

                Le socialdemocrazie scandinave fuori UEM hanno subito un duro colpo ma hanno riassestato il loro equilibrio economico grazie all’importante impronta keynesiana delle loro politiche economiche.

                In UE dove vengono applicate politiche economica della scuola austriaca (con cui a tua insaputa condividi tante simpatiche idee) questo non può avvenire.

                Infatti in Olanda il welfare state sembra definitivamente saltato.

                Gli aristocratici di quella nazione continueranno a curarsi e a vivere serene vecchiaie: il proletariato tornerà a condizioni ottocentesche.

              • Petronius scrive:

                Rodion sei completamente fuori di testa. Irrecuperabile, povero figlio.

                Ho detta esattamente il contratio di quello che hai capito tu, l’esatto contrario.
                Tu, in piena frenesia, hai capito che io stessi dicendo che il welfare è frutto delle rivendicazioni operaie.
                Ho detto il contrario, Rodion, sai cosa vuol dire “contrario”? Ho scritto (verifica) che è un’illusione pensate che queste conquiste fossero dovute alle lotte operaie ma che in realtà erano venute dallo sfruttamento dei paesi meno sviluppati.
                Ma mica serve, non è che ti rendi conto di parlare a vanvera, non sei presente a te stesso.
                Chiudo qui, non ero preparato a questa animalesca aggressività; pensavo male di voi ma non fino a questo punto.
                Spero che rimaniate confinati nel vostro buco perché se avrete un seguito sarete un disastro.
                Ma dubito che qualcuno potrà mai prendere sul serio gente violenta, scomposta, che non sa nemmeno leggere…sono davvero allibito.

              • Rodion scrive:

                ” hai capito che io stessi dicendo che il welfare è frutto delle rivendicazioni operaie.”

                Mi spieghi dove l’ho scritto?

                Ricopio giusto per capire chi è il “fuori di testa”:

                [...]fantomatica “aristocrazia operaia” (che non viene contestualizzata) affermerbbe che il “welfare state” sarebbe nato da rivendicazioni sindacali.[...]

                Il soggetto pare essere questa “fantomatica A.O.”: giusto? Non “TU” mi pare. Ce la fai?

                Poiché metti in bocca un’assurdità a terzi per sottolineare una cosa ovvia e non si capisce per quale motivo la tiri in mezzo senza contestualizzare questa affermazione, te lo richiedo: cosa c’entrano il welfare state e i sindacati? Non è che ci stavi provando? Come mai non citi Keynes e Roosvelt?

                Evadi poi troppe domande per essere in buona fede.

                Su una cartella buona di riferimenti continui a rimaner piantato in vane illazioni e futili offese.

            • Rodion scrive:

              @ugo

              Ti ringrazio per il sentimento di stima e ricambio parimenti, non per cortesia, ma perché hai portato a dibattere su un tema ancora taboo anche difronte alla catastrofe: la relazione tra flussi migratori e la propaganda.

              Una nota a chiosa delle osservazioni sulla propaganda: il nostro interlocutore @Petronius crede di citare Lenin esprimendo de facto un concetto hayekiano. Quindi non capisce l’ironia su Padoa Schioppa.

              La forma mentis della “sinistra” che viene definita post-ideologica è in effetti ancora assolutamente imbrigliata da dogmi ideologici: solo che a Marx è stato sostituito von Hayek.

              La Restaurazione può quindi proseguire con il nuovo esercito di talebani kamikaze che, non lo sa, ma combatte se stesso. Geniale.

              Ti sono solidale: credo che l’Onestà sia requisito necessario e sufficiente a chi cerca la libertà.

              • Petronius scrive:

                Purtroppo qui chinnon capisce l’ironia sei solo tu.
                Ti invito affettuosamente a non avventurarti in terreni a te sconosciuti.
                Mi attribuisci arbitrariamente posizioni da sinistra post ideologica che scambia Marx con Von Hayek in base a qualche schemino che devi aver imoarato in uno di quei testi di divulgazione che dici di prediligere.
                Non sai nulla di me e mi attribuisci compulsivamente delle etichette pur di non prendere in considerazione dei punti di vista che non siano quelli pret à porter che hai assimilato.
                Hai un gran pasticcio in testa ma tanta voglia di fare ossia l’atteggiamento tipico che da sempre contraddistingue la detsra piccolo borghese italiota che ha già fatto abbastanza danni in questo paese non molto fortunato.
                La colpa è mia che ti ho preso in considerazione come interlocutore nonostante la lampante evidenza.
                Ti lascio l’ultima parola e mi tiro fuori dalla discussione.

            • Rodion scrive:

              @Petronius

              Per chiarezza, non ho espresso giudizi sulla tua persona ma ho provato a classificare le argomentazioni espresse: e “l’etichetta” non viene trasmessa per traslazione. A differenza delle Idee, la persona ha libero arbitrio.

              Devo ammetere però che la tua ironia mi è proprio sfuggita. E magari ti muovi su un terreno a me così sconosciuto che certe “sfumature” non le colgo.

              Ti assicuro, però, che i tratti principali del tuo pensiero e del tuo stesso approccio al “pensiero” sembrano essere emersi con chiarezza.

              Invece, se ancora ti fosse oscuro il motivo della mia di “ironia”, ti invito a verificare la correlazione tra questi oggetti: “sinistra europea post guerra fredda” –> framework dogmatico –> Il Sogno Europeo –> Stato minimo Vs welfare state –> von Hayek –> UE/UEM –> Propaganda –> Pensiero Unico

              Se frequenti un blog come questo non può essere un caso: stai cercando di uscire dalla tua “matrix”.

              Però, se siamo noi a non aver capito la tua posizione, ti inviterei a rispondere direttamente e pertinentemente alle domande di @ugo.

              Una sincera stretta di mano virtuale.

              • Rodion scrive:

                p.s. so bene che i marxiani non si considerano post-ideologici, anzi! Aspettano con fede la palingenesi (quindi, tanto peggio, tanto meglio).

                L’odio per le PMI e la piccola borghesia e, a quanto pare (questa effettivamente non la sapevo) il disprezzo del welfare state (perché privilegio coloniale…), un internazionalismo mal distinto dal mondialismo e, in generale, un’applicazione “macroeconomica” di concetti microeconomici, trovano un’incredibile convergenza con questa rivisitazione del pensiero hayekiano, adottato inconsapevolmente da gran parte della “sinistra” (non è un caso che, all’inizio, ho aggiunto anche le “propaggini extraparlamentari”).

                Ma se Resistenza non c’è stata, un esame di coscienza bisognerà pur farselo, no? Di fronte a questa Caporetto?

                Ciò non toglie che in caso di barricate, per strada o dietro una scrivania, parteggeremo dallo stesso lato; anche se, magari, solo nel breve periodo.

              • Petronius scrive:

                @Rodion

                mi dici dove mai io ti ho insultato?
                Mi hai dato del traditore, del Giuda e altre cose poi sono io quello che insulta…
                Vi ho capito molto bene fin dall’inizio ma avevo bisogno della riprova.
                Siete degli ingenui piccoli borghesi in difficoltà economiche, oggi del tutto innocui ma siete la carne da cannone per quelli veramente pericolosi che già vi accingete a seguire come i ratti col pifferaio di Hamelin.
                La cosa disgustosa è che insultate per primi, insultate solo voi e dite che sono gli altri a offendervi.
                Grazie di esservi rivelati per quello che siete.

                Chissà, forse siete dell’ARS…io penso di sì, ma non ne posso essere sicuro al 100%.

              • Petronius scrive:

                @Rodion

                Altra cosa delirante.
                Io non ho MAI detto che va smantellato il welfare, dimmi dove l’ho scritto.
                Siete innocui oggi ma siete pericolosissimi in prospettiva.
                Ho avuto due nonni antifascisti su due e entrambi mi hanno raccontato quello che hanno dovuto passare per mantenere la loro integrità durante il governo dei piccoli borghesi inferociti; mi auguravo da piccolo di non dover mai superare le stesse prove ma temo che torneranno i tempi del delirio dell’uomo comune.

              • Rodion scrive:

                @Petronius

                Vedi, ex-caro-amico, chi ha alzato il “feeling” della conversazione è stato colui che ha paventato pericolosi sedimenti nazionalistici nelle nostre osservazioni e, di fatti, lo ribadisci anche in chiosa,

                Ma sei così in stato confusionale che non te ne rendi conto.

                Innanzitutto sono nipote di un antifascista che si è fatto la galera e di un partigiano che ha combattuto nelle valli: potrei trovare offensivo farmi dare del “nazista” da uno sconosciuto. Ma sono consapevole di cosa può fare la propaganda e la manipolazione dei significanti delle parole come strumento per la sterilizzazione della dialettica politica nella lotta di classe.

                Che voleva essere il mio contributo in base al topic.

                Te invece sei intervenuto con le tue illazioni: da una parte hai dimostrato la nostra tesi sulla propaganda, dall’altra hai portato alcuni spunti di discussione.

                Il problema è che pensavi di trovarti qualche povero leghista da infamare e invece sei finito asfaltato. (Ma non capisci ancora da chi).

                Tu sei un piccolo borghese come noi, visto che è parecchio che non si può più parlare di proletariato in Italia: e già questo fa parte del tuo tradimento ai tuoi concittadini.

                E’ vero: siamo frustrati e soffriamo per la crisi.

                Questa constatazione che pare ti dia un sottile godimento la puoi condividere goiosamente con l’alta borghesia con cui attivamente collabori. Avete un obiettivi comuni, no?

                Quando spariranno le odiate PMI e le “corporazioni della middleclass” potrete vedervela direttamente con i Padroni del Mondo. Auguri.

                Se il fascismo tornerà saranno proprio quelli come te che ne avranno spianato la strada. Per reazione, come in Grecia.

                Mentre quelli come noi sono quelli che da secoli sono odiati dal Potere (sì, anche durante il fascismo) sono quelli come te che fanno da decenni da “carne da cannone” per la Restaurazione. L’inconsapevolezza non vale da giustificazione.

                p.s.
                Dove vivo io neanche nelle osterie qualcuno si permette di ragliare di mogli con gli interlocutori: lì la coltellata la rischierebbe sul serio.

            • Rodion scrive:

              @ugo

              Direi che sono soddisfatto della discussione e dell’estrema eterogeneità dei punti emersi.

              Al netto dell’antipatia degli insulti e dell’inconsistenza intellettuale del “Giuda luogocomunista” (alla fine, visto che l’etichetta non la vuole, noi, affettuosamente, gliela appiccichiamo) che ha cambiato in pochi interventi più posizioni di una pornostar.

              ” BISOGNA RIVEDERE I RAPPORTI SOCIALI E DI LAVORO IN UN OTTICA NON LOCALISTICA ”

              Lo scrive anche a caratteri cubitali il traditore della Patria (con la “P” maiuscola, caro il nostro inconsapevole collaborazionista che alla fine la palingenesi la vuole) .

              Mentre l’amico collabora solerte con le ideologie mondialiste allo smantellamente del nostro welfare, proverei a puntualizzare in chiosa:

              a) i ROM non sono “rumeni”, nonostante l’assonanza e la loro massiccia presenza in Romania sono due culture assolutamente diverse e due migrazioni distinte. Una è un problema secolare che non ha mai trovato soluzioni (almeno a mia conoscienza) l’altra potrebbe essere controllata risolvendo i trattati UE e quindi Schengen.

              b) sottolineo che sono assolutamente contrario a qualsiasi soluzione “nazional-socialista” ma mi rifaccio a principi progressisti e social-democratici che portino al naturale equilibrio delle frontiere, sia nel senso di circolazione dei fattori produttivi sia a livello di scambio culturale. Cito spesso la metafora di un mio professore di Etica che parlava di frontiere esemplificando con il termine biologico di membrana: se fosse completamente chiusa e non traspirasse, gli organi andrebbero in necrosi; senza di essa, però, non esisterebbero di fatto i tessuti e quindi gli organismi e la vita.

              Le frontiere ci vogliono e devono lasciar “traspirare”.

              c) sono assolutamente contrario a “palingenesi”, sia a quella de facto reazionaria e globalista, sia a quella rivoluzionaria d’impronta marxiana

              d) è emersa come la moderna propaganda sia stato l’effettivo strumento di colonizzazione e asservimento classista: MUORI E NON SAI PERCHE’.

              e) l’attacco alla cultura è bipartisan, e quello da “sinistra” è molto più subdolo

              f) In Europa dovremmo cominciare a parlare di genocidio

              Ringraziando lo spazio e il contributo messo a disposizione del Moralista, torno da quella bellissima donna che è mia moglie (immigrata e nazionalista nel suo Paese – con la “P” maiuscola) e lascerei il nostro Giuda a scaricare le sue frustrazioni con la “sega elettrica”… :-)

              Cordiali saluti.

    5. leopoldo scrive:

      un altro aspetto inquietante di questa storia è che adesso anche il sindacato è saltato sul carrozzone della diminuzione fiscale, invece di chiedere investimenti pubblici o nazionalizzare la Riva e riavviare la produzione – lo stato incomincia a essere assente in modo pericoloso – .

      I vari governi europei vanno avanti su questa strada perché le masse popolari al massimo fanno qualche rivolta, rompono delle vetrine, ma non accusano l’ordine costituito, né mettono in dubbio la leggitimità(Castro nella Cuba di Batista, non era eletto nelle fila del oposizione). In Grecia e Cipro la protesta popolare finora non ha ottenuto nulla e le persone sperano che la buffera prima o poi passi. Al momento attuale è difficile prevedere una pressione organizzata a livello popolare coordinata a livello europeo (io conosco l’inglese, affatto greco slavo portoghese tedesco) che imponga un esercizio diverso dell’economia, flutuazione del debito, risanamento del territorio e dell’agricoltura e avviare imprese di stampo cooperativo. Penso che nel resto d’europa vi siano blog come questo difficili da trovare e per noi limitati nell’idioma.
      Toscano hai perfettamente ragione il mito regge e alza la soglia di soportabilità.

    6. davide scrive:

      solo un appunto: la Telecom è stata spolpata anche da tronchetti provera che l’ha acquistata da Colaninno(guarda caso era appena cambiato il governo ovvero era stato eletto berluscconi…)

    7. Petronius scrive:

      “Per questo, reputando prevalente l’aspetto sentimentale su quello macropolitico, sono restio nell’approfondire alcuni fenomeni con distacco.”

      Molto bello.

    Commenta


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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