L’interesse dell’Italia sarebbe quello di votare il prima possibile. L’attuale Parlamento si è macchiato di crimini politici gravissimi rieleggendo sul Colle, dopo patetica manfrina e ben recitato gioco delle parti, un signore di quasi novanta anni che ha consegnato il Paese nelle mani di oscuri cenacoli massonici di ispirazione ultrareazionaria che si esprimono per bocca di Monti prima e Saccomanni poi (entrambi apprendisti al cospetto del Venerabile Draghi). Non contento di avere favorito l’aggravarsi di una crisi alimentata da alcune scellerate scelte di politica macroeconomica (do you remember “l’austerità espansiva” teorizzata dal prof. Alesina e spernacchiata dal premio nobel Paul Krugman?), Napolitano ha contestualmente ferito a morte la dignità della Giustizia, investendo la Corte Costituzionale (i cui membri in parte nomina alla faccia del “conflitto di interessi”) di un problema che lo riguardava sul piano personale, figlio di alcune improvvide telefonate intercorse tra lo stesso Presidente della Repubblica con uno dei principali indagati nel processo sulla trattativa Stato-mafia, ovvero l’inquieto ex vicepresidente del Csm Nicola Mancino alla continua ricerca di “prestigiose rassicurazioni”. In questo clima Berlusconi ha gioco facile nell’ammonire tutti al fine di conservare sempre e comunque una centralità politica che si alimenta di ricatti intrecciati che riemergono da un passato vergognoso e indicibile. Napolitano ha irrimediabilmente sfregiato la carica che immeritatamente ricopre, dilatando a dismisura e arbitrariamente i poteri che la Costituzione gli attribuisce, e facendosi rieleggere per un nuovo settennato (caso unico nella storia d’Italia)  sulla scia di un imprecisata “catena emergenziale” che aveva provveduto ad escludere con teatrale sdegno solo pochi giorni prima della consumazione dello scempio: “La rielezione del Presidente della Repubblica, disse King George, “non è nello spirito della Costituzione. Parlarne è semplicemente ridicolo”. La Repubblica italiana è ostaggio della protervia di un Presidente che ha accentrato tutti i poteri imponendo in Italia la supremazia di un modello bizantino dal sapore medievale. Nel Paese si respira un clima autoritario e di paura, favorito dalla continua apertura a scopo intimidatorio di processi per “vilipendio” nei confronti di chi dovesse osare, specie sul web, discutere la “somma autorevolezza di cotanto Padre della Patria che continuamente si sacrifica per impedire che il Paese sprofondi nel baratro”. Per inciso, se il Paese è già nel baratro, come si premunirà di certificare la storia, è proprio perché ce l’ha portato Giorgio Napolitano. Questo clima di surreale tensione  e censura sfocia poi perfino nella involontaria comicità. Ricordate le intemerate  dei presidenti delle Camere Grasso e Boldrini volte a rendere impronunciabile in Aula il solo nome del divino Giorgio? (clicca per leggere). Il corpo elettorale ha le sue responsabilità per la situazione creatasi. Era chiaro, dopo l’arrivo di Monti al potere, che ogni voto concesso durante le ultime elezioni politiche al Pd, al Pdl o al Centro, avrebbe favorito la stabilizzazione di un Sistema che si tiene insieme per ragioni che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale o  con il tanto sbandierato “bene del Paese”. Pur con tutti i suoi limiti, i suoi isterismi e le sue ambiguità, il Movimento di Grillo, al quale non abbiamo mai fatto sconti, sembra avere capito con chiarezza che nessun nuovo Rinascimento potrà baciare l’Italia fino a quando questo povero lembo di terra rimarrà prigioniero della brama di potere e di comando del primo ex comunista salito sul Colle più alto. Non è molto ma non è neppure troppo poco. Napolitano impedirà con tutte le sue forze un possibile rapido ritorno alle urne perché un eventuale nuovo Parlamento, finalmente libero e sovrano, potrebbe spezzare con impeto il tragico giogo quirinalizio che tuttora lo paralizza. Una liberatoria messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, certamente desideroso di restare abbarbicato al comando fino alla soglia dei cento anni, ridarebbe slancio e dignità ad una nuova classe dirigente veramente desiderosa, come dopo la caduta del fascismo, di tagliare definitivamente i ponti con un passato doloroso da dimenticare in fretta.

    Francesco Maria Toscano

    25/09/2013

    Categorie: Editoriale

    17 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Sì è pazzesco, mi trovo costretto a votare Grillo del quale non ho capito granché, ma l’unica opposizione rimasta in Parlamento sono loro.
      Il Papa ha detto che questa non è una crisi ma un cambiamento epocale; temo che il momento del passaggio non sarà indolore.

    2. Orazio scrive:

      Perchè votare Grillo, anche se in questo momento sembrano degli Dei.
      Ci sono altri partiti, che mettono in primo piano la nostra sovranità, ormai perduta, come si vede.
      Informatevi.
      Non lasciate che il mainstream di tv e giornali, annebbino la vista, è ora per tutti di informarsi, non restare succubi… come si dice è d’obbligo informarsi, è sciocco restare ignoranti…. in senso buono.

      • alessandro scrive:

        Sul perchè votare Grillo concordo con te… ma, fammi capire… quali sarebbero gli altri partiti? illuminami visto che sei così informato e Noi così ignoranti… in senso buono
        L’articolo non è proprio condivisibile al 100%, a mio avviso Il Presidente è stato tirato per le orecchie controvoglia dall’inettitudine di PD-L, incapaci di trovare una soluzione alla composizione di un Governo capace di mantenere a galla questa ormai stantia e bollita classe dirigente

        • Petronius scrive:

          Credo che si riferisca al nuovo movimento ARS.

          http://www.appelloalpopolo.it/

          • alessandro scrive:

            questa associazione (che comunque non è un partito) non è poi così male come proposta politica, al netto di alcune “libere” interpretazioni sul dettato costituzionale (ho letto alcuni passaggi assai dubbi in merito al contrasto fra ordinamento giuridico italiano e quello comunitario, che come sappiamo è disciplinato dall’art. 10 e 11 della costituzione) e una equivoca posizione rispetto al capitalismo, allo statalismo, al bene comune e alle libertà liberali, soprattutto quelle economiche. Non vedo futuro nella politica di protezionismo con dazi doganali credo più alla liberalizzazione dei diritti umani. Mi sembra un riassunto del “Stefano D’Andrea Pensiero”, che alle volte fa interventi pertinenti, altre volte presenta suggestioni equivoche e forse troppo “nazionaliste” che non mi convincono. Anche GOD mi pare avesse avuto degli scambi vivaci con il giurista
            http://www.grandeoriente-democratico.com/Commento_di_GOD_a_Superficialita_o_azione_malevola_di_chi_sa_di_essere_debole.html

            Comunque vale la pena seguirne gli sviluppi e visto che siamo in tema di associazioni, suggerisco di appoggiare anche questa, all’interno della quale abbiamo gli ottimi Prof. Bagnai e Claudio Borghi
            http://www.asimmetrie.org/

            p.s.= parrebbero che le due associazioni non vadano proprio d’accordo… ma quando si riuscirà a fare fronte comune?

            • Petronius scrive:

              Fronte comune?
              Non ci credo.
              La gente se (se) aprirà mai gli occhi lo farà nel disordine generale, ogni gruppetto per sé e alla fine come sempre prevarranno le parole d’ordine più becere.
              Prevedo un rigurgito patriottico che sfocerà nel nazionalismo stupido.
              Perché in Italia le persone pronte a lottare per delle idee giuste debbano regolarmente separarsi in mille gruppetti litigiosi e inconcludenti è un mistero al di là della mia comprensione.

              • alessandro scrive:

                questa litigiosità è un tratto assai femminile, non a caso si dice da “prime donne” ed essendo la donna un bell’essere misterioso, solidarizzo con te quando certi comportamenti vanno al di là della tua comprensione. Si tratta generalmente di sentimenti contraddittori che oscillano fra l’egocentrismo e l’invidia, ma in situazioni d’emergenza vedrai che sorgerà un fronte comune, anche la resistenza partigiana accomunava varie formazioni di diversa ideologia ed estrazione politica

          • leopoldo scrive:

            bhe potrebbe essere anche sForza Italia

            ;D

    3. Michele scrive:

      Magari (riferito al titolo), ma il parlamento suddetto non ci sarà per chissà quanto. Re Giorgio è molto abile e, dopo aver piazzato un tale Amato alla Consulta (che non si sa mai), piazza un altro colpaccio. Pare infatti secondo un suo fedele e losco collaboratore che, bocciato il Porcellum come incostituzionale in Consulta il 3 dicembre, il Re si rifiuterà di sciogliere le Camere finchè PD e PDL non si accorderanno su una legge elettorale. Quindi Letta ancora per un bel pò. Metteteci Renzi con un bel governo democristiano stabile per qualche anno (purtroppo legittimato dai votanti PD+PDL finalmente pacificati), e la Grecia è servita. Viva il Re.

      • Lorenzo scrive:

        Scusa, cosa ci sarebbe di così oscuro e meschino in uno scenario del genere (parlamento intatto fino a nuova legge elettorale) ?

        • Michele scrive:

          Bhè, è un modo semplice per piazzare un’altro governo del Re (dopo Monti e Letta) in caso di crisi di governo e, se non verrà dato un ultimatum per la nuova legge elettorale, prolungare un Parlamento incostituzionale fino all’anno prossimo, quando avremo la Presidenza in Europa e potremmo dire la nostra. Non sarebbe meglio, annullato il Porcellum, usare il vecchio Mattarellum per nuove elezioni e far fare la legge elettorale ad un Parlamento legittimo e non a questi mostri? Senza un ultimatum, si accorderanno più tardi possibile e rimarremo nelle loro mani..

    4. Gianluca scrive:

      lei dice ” oscuri cenacoli massonici di ispirazione ultrareazionaria” si può spiegare meglio anche attraverso link? sembra di leggere adam kadmon di mistero

    5. Petronius scrive:

      Per la prima volta leggo qualcosa di chiaro sul blog di Grillo. A parlare è Paolo Becchi.

      “Ci vorrebbe un governo capace di sbattere in Europa i pugni sul tavolo e di minacciare l’uscita dall’Euro nel caso in cui venisse negata la possibilità di ridiscutere da cima a fondo questi trattati che ci sono stati imposti da poteri stranieri e che prima Monti e ora Letta si sono incaricati di eseguire.
      Per questo però è necessario restituire al popolo, al più presto, la possibilità di esprimersi in libere elezioni. Se il MoVimento 5 Stelle dovesse vincerle, andremo in Europa per rinegoziare tutto e da una posizione di forza, dal momento che l’Italia avrà la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea . Il popolo italiano, come quello greco, spagnolo, portoghese, non può morire per l’Euro. Non vogliamo morire per l’Euro.” Paolo Becchi”

      Non è che ci volesse un genio della strategia per dire queste cose ma faccio presente che è l’unico partito al parlamento che si pronuncia in questi termini.

      Ora a mio modesto avviso le opzioni sono due: o si resta ognuno ancorato al proprio gruppuscolo più o meno prestigioso ma comunque privo di rappresentatività e consenso elettorale o, pur mantenendo la propria identità, si sostiene Grillo per portare avanti insieme questa proposta di opposizione alle politiche di austerità anti-italiane.
      Quindi non un’adesione totale ma solo finalizzata e condizionata dall’affermazione chiara e inequivocabile anche e soprattutto in campagna elettorale delle parole che ho riportato di Paolo Becchi (in altre parole deve essere Grillo a pronunciare questa tesi nelle piazze e come punto centrale del programma del M5S).

      Si è perso già troppo tempo e non vedo altre soluzioni praticabili (ribadisco che se il M5S non fosse più che cristallino su quel punto non avrebbe senso appoggiarlo).

    6. Rodion scrive:

      MoVimento 5 Stelle?

      Raccoglie i migliori attivisti d’Italia.

      C’è solo un piccolo problema: chi influenza gli influencer?

    Commenta


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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