La disoccupazione galoppa mentre continua imperterrito il solito teatrino messo in scena dalla nostra politica-politicante. Finalmente Berlusconi si è accorto che Napolitano, su consiglio del gotha reazionario che governa la Ue (clicca per leggere), lo sta cucinando a fuoco lento. Non a caso Macaluso, noto ventriloquo quirinalizio, ha rilasciato giorni fa una intervista “distensiva” per il Fatto Quotidiano (clicca per leggere) che suggella urbi et orbi l’avvio del nuovo corso: basta polemiche tra Napolitano e i seguaci di Travaglio nel nome della  battaglia finale contro il comune nemico Silvio Berlusconi. Il Puzzone di Arcore, per quanto rincoglionito, ha mangiato la foglia mettendosi perciò ad abbaiare sempre più forte stimolato dalla presenza assidua del cagnolino Dudù. Comunque, meglio tralasciare simili pantomime buone per eccitare i polli concentrandoci invece su questioni un tantinello più serie. Allora, i giornali di regime oggi informano il popolo plaudente in merito al viaggio che il premier Enrico Letta-Letta, nell’interesse supremo della Patria, avvicinandosi l’ora delle decisioni irrevocabili, ha compiuto alla volta di New York nel tentativo, epico ed estremo, di convincere gli investitori internazionali circa la ritrovata affidabilità del nostro Paese che, alla luce dei sacrifici fatti, merita ora plauso e riconoscimento da parte di una comunità finanziaria globale pronta ad investire nel Belpaese per accelerare un meccanismo virtuoso  (che già si vede…) in grado far ripartire crescita, occupazione e consumi. L’unica risposta seria ad una siffatta ricostruzione è la seguente: prrrrrrrrrrrrrrrrr. Fatta tale fondamentale ed esaustiva premessa, ne spiego le ragioni. Intanto, ricorderete, anche quel becchino infingardo di Mario Monti se ne andava in giro per il mondo a raccontare frescacce per propagandare il presunto avvio di quella fase 2, sintetizzata con lo slogan Cresci Italia, che tutti stanno ancora aspettando. La boutade di Letta, chiamata Destinazione Italia (ma non era Piovarolo?), si pone su un piano di assoluta continuità con le idiozie perverse avviate dal precedente governo degli ottimati. In quale sede si è recato Letta-Letta nella speranza di favorire l’affluenza di capitali esteri in Italia? Presso il mitico Council on Foreign Relations (C.F.R.) di New York (clicca per leggere). E cos’è il Council on Foreign Relations? Un centro paramassonico reazionario ed elitario non meno influente del tanto invocato (spesso a sproposito) club Bilderberg (clicca per leggere). E chi si era recato nello stesso luogo circa un anno fa per dire le stesse falsità e baciare l’anello dei grembiulini elitari d’oltreoceano? Proprio il prof. Monti. Dietro la formula retorica che anela l’arrivo di “capitali dall’estero” si cela il dissimulato desiderio di realizzare precise operazioni che permettano ai soliti noti di lucrare sulla pelle di molti. Per cristallizzare con precisione il tipo di manovra avviata prima da Monti e proseguita ora da Letta, prendo a prestito le parole pubblicate in tempi non sospetti dai massoni di Grande Oriente Democratico per demistificare la reale natura di alcune posizioni volte a “favorire meglio e più autorevolmente il progetto di de-industrializzazione e impoverimento della società italiana (funzionale alla creazione di manodopera europea a basso costo, allo shopping di aziende e assets italiani da parte di amici e amici degli amici titolari di vari fondi di investimento sovra-nazionali, alla sostituzione della democrazia parlamentare con la tecnocrazia oligarchica). Non sono forse i tanto sospirati “investitori stranieri” quelli oggi pronti a papparsi per quattro soldi aziende strategiche per l’Italia come Telecom e Alitalia? Saranno forse i manager di Telefonica o di Air France a risollevare le sorti del nostro sventurato Paese? Ma fateci il piacere! Nel mirino dei soliti famelici avvoltoi rimangono ora alcuni bocconcini succulenti come Eni, Enel e Finmeccanica che, statene certi, saranno presto svenduti dal governo per la gioia dei consueti amici degli amici grazie alle  endemiche e provvidenziali emergenze preparate ad arte (clicca per leggere).  Inoltre, come spiega con precisione il prof. Bagnai sottolineando l’importanza del ciclo di Frenkel, l’arrivo di denari dall’estero è spesso motivo di ulteriori danni e disgrazie. Slovenia docet (clicca per leggere). In conclusione, con la fine degli equilibri di Bretton Woods, il contestuale avvio di una liberalizzazione selvaggia del mercato globale dei capitali e l’interiorizzazione diffusa dei più nefasti dogmi del neoliberismo dogmatico, lo Stato nazionale è divenuto un involucro vuoto costretto a piatire l’attenzione dei soliti fondi speculativi sovranazionali. La ripresa, a sentire quel pagliaccio di Letta, dipende quindi dal capriccio di un manipolo di avvoltoi internazionali che, prima di comprare il pappagallo, intendono assicurarsi che parli. E pensare che basterebbe rileggersi poche illuminanti paginette scritte da quel genio di Keynes per far crollare un edificio concettuale tanto fragile e mendace: “Per abbattere la disoccupazione bisogna utilizzare la spesa pubblica al fine di porre in essere una domanda addizionale che aumenti il reddito nazionale a prescindere da un aumento della capacità produttiva. La creazione di una domanda addizionale produce tale effetto perché stimola un sistema produttivo già esistente ma sottoutilizzato. La mancanza di lavoro è perciò un problema che riguarda la domanda effettiva, non la capacità produttiva” (clicca per leggere). Con buona pace di due pseudo-studiosi come Giavazzi e Alesina, fautori della ridicola “austerità espansiva”, oramai pacificamente divenuti lo zimbello di tutti gli economisti seri e preparati del pianeta Terra. A partire dal premio nobel Paul Krugman (clicca per leggere).

    Francesco Maria Toscano

    26/09/2013

    8 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Guardate Giulio Sapelli che dà dell’incompetente a Monti, Alesina e Giavazzi trattando come un puparuolo De Bortoli che sta in studio. Lo fa due volte in 5 minuti

      1)

      http://www.tubechop.com/watch/1509198

      2)

      http://www.tubechop.com/watch/1509208

    2. Petronius scrive:

      Domanda privata

      C’è un motivo per cui a volte le mie domande stanno in moderazione e altre no?
      Non c’è nessunissimo problema in entrambi i casi, basta chiarirsi e ci si regola con la massima sportività.

      Grazie

    3. [...] La disoccupazione galoppa mentre continua imperterrito il solito teatrino messo in scena dalla nostra politica-politicante. Finalmente Berlusconi si è accorto che Napolitano, su consiglio del gotha reazionario che governa la Ue (clicca per leggere), lo sta cucinando a fuoco lento. Non a caso Macaluso, noto ventriloquo quirinalizio, ha rilasciato giorni fa una intervista “distensiva” per il Fatto Quotidiano (clicca per leggere) che suggella urbi et orbi l’avvio del nuovo corso: basta polemiche tra Napolitano e i seguaci di Travaglio nel nome della  battaglia finale contro il comune nemico Silvio Berlusconi. Il Puzzone di Arcore, per quanto rincoglionito, ha mangiato la Leggi la notizia [...]

    4. Rodion scrive:

      Credo che questa lezione del sopracitato Prof. Bagnai possa essere un altro buon compendio (Gennaio 2012):

      http://goofynomics.blogspot.it/2012/01/la-crisi-la-svendita-e-mi-cuggino.html

      Con stima.

    5. Keri Gould scrive:

      “S’è fermata una macchina e non è sceso nessuno. Era Enrico Letta”, articolo del 24 aprile 2013 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere).

    6. Claudio Salogni scrive:

      Un umile ma impietoso libro di LUCIANO GALLINO – FINANZCAPITALISMO utile per capire nei particolari la drammaticità di ciò che è successo e succederà.
      A meno che scoppi una rivoluzione globale che imponga una virata di 180°.Ciò sarà possibile solo se i giornalisti e gli intellettuali la smetteranno di prostituirsi e ritorneranno a fare il loro lavoro.
      Facciamoci tanti auguri . Ne abbiamo veramente bisogno

    Commenta


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    5 Comment1

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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