Segnatevi bene i nomi di quelli che “paventano” un commissariamento da parte della Troika in caso di ritorno al voto in Italia. Si tratta di personaggi che tramano nell’ombra con i massoni reazionari continentali per consegnare il Paese nelle grinfie dei soliti neonazisti tecnocratici che hanno già devastato la Grecia diffondendo a macchia d’olio miseria e disperazione. La giustizia non tarderà ad arrivare. Quando riusciremo finalmente a liberare l’Italia dal nazifascismo finanziario di ritorno che ora ci opprime, gli odierni traditori verranno processati da un Tribunale che, sull’esempio di Norimberga, farà giustizia dei troppi crimini contro l’umanità recentemente commessi. L’Italia non è uno staterello del Terzo mondo, e nessuno può pensare impunemente di trattarci alla stregua di una colonia da commissariare con un colpo di penna. I moderni tecno-nazisti, quelli cioè che credono di poter occupare i centri nevralgici della nostra Nazione usando le valigette al posto dei carri armati, sappiano che faranno la stessa fine dei loro meschini antenati raccolti intorno al terzo reich. Presto o tardi il popolo, ingannato e ridotto alla fame, aprirà gli occhi. E quel giorno in tanti saranno chiamati a giustificare le loro turpi, violente e ipocrite condotte. Silvio Berlusconi è un uomo pieno di difetti. Un imprenditore prestato alla cosa pubblica incapace di elaborare un’idea di interesse generale. Un furbacchione, perennemente prono rispetto agli input provenienti dall’esterno, che ha contribuito non poco al feroce smantellamento del nostro tessuto produttivo perfezionatosi nell’ultimo ventennio. Però è un Uomo. Non un quaquaraquà come Alfano né un ominicchio come Cicchito. Di fronte alle reiterate minacce a mezzo stampa fattegli pervenire del gotha massonico di ispirazione reazionaria che governa la Ue, Silvio Berlusconi ha scelto di resistere senza piegare la testa. Plaudo al coraggio dell’ex premier brianzolo, pronto a combattere una partita disperata contro un avversario troppo più forte e potente. Il governo di Enrico Letta, burattino nelle mani del Maestro Venerabile Mario Draghi, cammina sul solco malefico tracciato dal predecessore Monti. Tasse, tagli, disoccupazione e povertà avvelenano la vita di milioni di italiani. Nessun uomo sano di mente potrà mai rimpiangere l’attuale governo Napolitano-Letta. E’ tuttavia ammirevole lo sforzo dei giornali di regime nel dipingere come disperate e preoccupate una moltitudine di genti sgomente di fronte alla caduta del nipotino di Gianni Letta. Scenari altamente patetici, ridicoli e banali. Anche durante il regno del divino Monti il mainstream annunciava tragiche e imminenti sventure in capo agli empi che avessero staccato la spina al prestigioso professore. Naturalmente in seguito accadde l’esatto contrario. Berlusconi, mollando Monti all’ultima curva, riconquistò molti dei  consensi perduti; mentre Bersani, attaccato al morto fino all’ultimo miglio, riuscì contestualmente a perdere una competizione elettorale considerata da tutti vinta in partenza. Non sarà il corpo elettorale a rimpiangere Letta, ma, semmai, ne sentiranno presto la mancanza soltanto i tanti servi dei massoni reazionari al potere, abituati a  banchettare sulla pelle degli ultimi e dei deboli volutamente ridotti in condizione di semischiavitù. E’ già partito lo stucchevole teatrino allestito da chi usa la paura per governare. Così come la ‘ndrangheta consiglia ai negozianti di “sacrificarsi” pagando il pizzo per evitare guai ben peggiori, allo stesso modo i menestrelli a gettone della massoneria reazionaria evocano l’apocalisse per sterilizzare il dissenso. Se non ubbidiremo agli ordini dei burocrati europei garantendo la sospirata “stabilità”, questo il cuore dell’imbroglio in atto, la nostra amata Penisola verrà presto risucchiata in un vortice terrificante: aumento dello spread, taglio del rating, fuga dei capitali all’estero, sbarco della Troika, epidemie di varicella, siccità, maremoti e pestilenze renderanno la nostra vita un inferno. Berlusconi inoltre, colpevole di insubordinazione di fronte ai fratelli maggiori, dovrà da ora in avanti stare attento alla salute delle aziende, al futuro dei figli e alla sua delicata situazione personale. Altro che Bernando Provenzano! Questi sì che sono pizzini distribuiti  a mezzo stampa dai padroni cum grano salis. Mai mi sarei aspettato da Berlusconi un gesto (interessato quanto vi pare) oggettivamente utile nella direzione della demistificazione delle perverse dinamiche che dominano questo mostro di Europa. Mentre il Pd, in versione ultimo giapponese, fiancheggia fino all’ultimo il neonazismo tecnocratico trionfante. In prospettiva, infine, già si prepara a scendere in campo Fabrizio Saccomanni (clicca per leggere). Ovvero il più fedele apprendista agli ordini del Maestro Venerabile Mario Draghi (clicca per leggere). Tutto procede come previsto.

    Francesco Maria Toscano

    30/09/2013

    Categorie: Editoriale

    11 Commenti

    1. [...] Segnatevi bene i nomi di quelli che “paventano” un commissariamento da parte della Troika in caso di ritorno al voto in Italia. Si tratta di personaggi che tramano nell’ombra con i massoni reazionari continentali per consegnare il Paese nelle grinfie dei soliti neonazisti tecnocratici che hanno già devastato la Grecia diffondendo a macchia d’olio miseria e disperazione. La giustizia non tarderà ad arrivare. Quando riusciremo finalmente a liberare l’Italia dal nazifascismo finanziario di ritorno che ora ci opprime, gli odierni traditori verranno processati da un Tribunale che, sull’esempio di Norimberga, farà giustizia dei troppi crimini contro l’umanità recentemente commessi. L’Italia Leggi la notizia [...]

    2. Petronius scrive:

      “Presto o tardi il popolo, ingannato e ridotto alla fame, aprirà gli occhi”

      Questo non succederà. Perché succeda sarebbe necessario darsi la pena di unirsi in un movimento e andare per le strade, dalle associazioni, dalle singole persone a parlare ma sfortunatamente non lo vuole fare nessuno.

      Qualcuno conosceva il sudamerica degli anni ’80-’90? Stavano mille volte peggio di noi, potenze straniere li stavano derubando e espropriando della loro sovranità ma la gente non ha reagito, non ci sono state sollevazione o manifestazioni, non c’è stato nulla se non la passività totale.
      Si sono mosse solo delle élite (non il popolo) che non hanno fatto il “bene del popolo” ma semplicemente si sono sostituite a quelle precedenti colluse con lo straniero; indubbiamente un miglioramento ma non “per il popolo”, tanto è vero che in Brasile e Argentina le differenze di classe si sono approfondite.

      Molto belli i toni sdegnati del Moralista che promette una nuova Norimberga (per la quale prenoto subito un posto da tricoteuse), ma sarà necessario darsi da fare sul campo.
      Confido molto in questa nuova associazione che spero non farà la fine del celebre “libro”.

    3. ugo scrive:

      Son d’accordo con Petronius, non vedremo nessuna sollevazione. Le cause però le vedo più che altro nel perfezionamente della macchina propagandistica, ormai talmente efficiente da guidare i “pensieri collettivi” in modo estremamente dettagliato. Del resto ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, la zuppa è sempre quella.

      • Petronius scrive:

        Ecco, ma chiediamoci una buona volta: perché noi nella nostra (più che altro “mia”) ignoranza ci sforziamo di aprire gli occhi mentre la maggior parte della gente preferisce rimanere con gli occhi chiusi (per dire, mio fratello voterà Renzi…)?
        O si risponde a qesta domanda o si continuerà, inconsapevolmente, a fare il gioco delle élites.

    4. giovanni scrive:

      Penso che vedremo la sollevazione, solo che non sara’ una sollevazione popolare, fatta dagli ultimi e mi spiego:
      Saccomanni, o Monti o Amato (chi verra’ dopo Letta) dovra’ andare a Prendere i Soldi dove ci sono e cioe’ nelle tasche di quella classe medio-alta formatasi negli anni del boom economico.
      Questa e’ gente tosta, non e’ come il povero operaio superricattato, inoltre gode ancora di una buona indipedenza economica, gente che si e’ fatta con le proprie mani, magari evadendo, intrallazzando, ma gente con i coglioni che non tardera’ a capire i giochi e che finira’ per prendere una posizione netta.
      Qualcuno tentera’ di farsi imbarcare dai potenti ma quelli non ne vogliono di questa gente e pertanto verra’ a crearsi un partito di persone ricche che avra’ chiaro (finalmente) l’obbiettivo.
      Sara’ la Rivoluzione dei Ricchi contro i Ricchissimi!
      A rigor di logica poi, non e’ neanche pensabile che qualcuno continua a PICCHIARE senza che nessuno si ribelli.
      Purtroppo, in questa societa’, con il tipo di comunicazione che e’ stata instaurata e’ molto difficile individuare il NEMICO, pero’ alla fine ci si arriva, soprattutto quando ti toccano nelle tasche…
      Saluti Giovanni e grazie per tutta l’opera di informazione.

      • Petronius scrive:

        Sono abbastanza d’accordo. Significa che sarà una rivoluzione (ammesso che ci sarà e ho dei dubbi) di destra che tenderà al becero. Ci vorrebbe una presa di coscienza popolare ma evidentemente non fa comodo a tutti.
        Penso comunque che ci sarà da divertirsi.

    5. Lorenzo scrive:

      Berlusconi non sta combattendo contro questa UE, combatte contro il nemico di sempre: la magistratura. Poi qua e là lancia sparate contro l’UE per cercare di attribuire un po’ di contenuto politico alla sua persona.
      P.S. Attenzione anche a definirlo “uomo”: sembra che nemmeno il suo partito sia nel suo pieno controllo, quanto piuttosto da gente come Verdini o dal redivivo Dell’Utri (mi è stato detto da fonti attendibili)

    6. Michele scrive:

      Il povero Silvio è dagli anni 70 che, alternativamente, costruisce il suo impero in collusione con le mafie e poi deve difendersene perchè queste chiedono pegno. Non ha mai imparato a vincere senza imbrogliare perchè è un meschino, un niente a livello umano. Non è un uomo, è un verme che ogni tanto si deve atteggiare a uomo perchè vi è costretto dalle squallide azioni fatte in precedenza, e che baratterebbe i suoi figli per mantenere uno sputo del potere che ha rubato nei decenni. Non avrà nessuno scatto di orgoglio perchè, anche se lo fa sembrare,non ne possiede.
      Noto che il Moralista, nonostante la chiosa inquietante in cui predice se non ho capito male un governo tecnico a guida Saccomanni, dimostra in questo e in un post precedente un certo ottimismo; spero ciò derivi da evoluzioni effettive della creazione di una qualche resistenza (l’associazione?). Per quanto posso vedere ora, l’unica speranza di una reazione della gente (non di un’elite, cambierebbe poco, o per poco tempo) è che questi residui bastardi di ex-destra ed ex-sinistra si annichiliscano a vicenda, continuando a fare talmente schifo che il Vero Potere se ne vorrà disfare dal disprezzo (questo PD non riesce a far nulla,nemmeno a portare avanti il programma di Draghi, con tutti gli eserciti schierati a favore!), smascherandosi con una bella tecno-distopia in piena regola e dandoci la possibilità di unirci contro un comune (e, forse, più meritevole,se non altro nelle competenze) avversario. So che non è un bello scenario, ma siamo agli sgoccioli.

      • il Moralista scrive:

        Michele, conosci il mio giudizio negativo su Berlusconi, peraltro ribadito anche in questo articolo. Mi sono solo limitato a riconoscergli una certa, innegabile, dose di coraggio. L’ex ministro greco Papandreu, dopo avere promesso di indire un referendum per permettere ai suo concittadini di esprimersi sulle politiche imposte dalla Troika, è fuggito senza lasciare tracce. Lo stesso Hollande, dopo avere battuto in campagna elettorale su eurobond e rifiuto del fiscal compact, si è morso la lingua. Pensi si tratti di casualità? Certa gente dispone di molti argomenti di persuasione, non tutti “ortodossi”. Per disubbidire ci vuole coraggio. E Berlusconi, al netto di tutto quello che sappiamo, ne ha avuto.

    7. Franco scrive:

      Questo articolo dice cazzate.
      Anzitutto non ho mai visto dare del nazifascista a chi vince in una partita dove si sono accettate le regole del gioco. Quando l’Italia è entrata nell’EURO accettato le regole del gioco e in questo gioco perde non per colpa altrui ma per colpa esclusivamente propria. Chi invece ha barato è proprio Berlusconi. Ha barato da sempre, mistificando e mentendo sulla base della propria megalomanìa. Inoltre questo articolo sostiene sostanzialmente che bisognava uscire subito dall’EUROPA e che anzi non bisognava nemmeno entrarci. Ma in questo caso lo scrivente dovrebbe spiegarmi cosa sarebbe avvenuto: saremmo stati meglio di adesso? Io credo proprio di no e se ora la Trojka viene paragonata a un mostro tecno-nazista, mi domando cosa sarebbe stato dell’Italia fuori dell’euro. Molto probabilmente non esisterebbe più. Se il Moralista mi vuol far credere che il caimano abbia mai fatto qualcosa di buono per l’Italia e non per se stesso, sta fresco. Forse si è fatto scrivere l’articolo dalla Santanché, allora si spiega…

      • il Moralista scrive:

        Finalmente è approdato sul Moralista un altro minus habens, ne sentivamo proprio la mancanza. Questo commento è un concentrato di idiozie alle quali è impossibile rispondere punto per tutto. Mi limiterò quindi ad una precisazione di massima. La costruzione europea è tecnonazista perché, proprio come i seguaci di Hitler, punta ad uccidere per fame e stenti le classi deboli e indifese. Questa filosofia, che usa il rigore al posto dei gas, è innegabilmente mutuata dal nazismo classico. Euro si o euro no è una discussione inutile e infantile. Il problema è la politica. Si può avere una moneta nazionale e sovrana e fare politiche meschine come l’Inghilterra della signora Thatcher. L’euro può funzionare solo nel caso in cui diventasse moneta sovrana di un nuovo Stato federale europeo realmente democratico. Altrimenti, in mancanza di una accelerazione in chiave politica e democratica di questo mostro di Ue che divora popoli e nazioni, tanto vale tornare alle singole monete nazionali. Tutto chiaro?

        p.s. dubito che la Santanchè scriverebbe mai un articolo per dire che Berlusconi è uno che ha contribuito non poco al feroce smantellamento del nostro tessuto produttivo perfezionatosi nell’ultimo ventennio. Le migliori ricerche certificano che un italiano su due non è capace di capire quello che legge. Si consoli. E’ in buona compagnia…

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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