Per un attimo avevo creduto che Berlusconi, oramai spacciato e chiuso in un angolo, fosse pronto a tenere il punto per difendere quanto meno la sua (molto supposta) dignità. Riconosco di essermi sbagliato. Nessuno può difendere ciò che non possiede. Berlusconi è un uomo senza onore, senza morale, senza etica e senza pudore. Un pagliaccio, vigliacco e ipocrita, capace di dire tutto e il suo contrario nello spazio di un quarto d’ora. Alla fine di questa surreale mattinata nulla è formalmente cambiato. Il governo Letta continua grazie al rinnovato sostegno di Pdl e Pd che tanto tengono al “bene del Paese”.  Spente le luci di questo vomitevole teatrino che avvelena da più di una settimana milioni di cittadini sempre più disperati e poveri, sul tappeto delle cose reali e tangibili rimane solo una cosa: l’aumento dell’Iva. Ennesima sadica misura recessiva destinata a colpire con ferocia quelle classi disagiate che già facevano fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Eccovi servito “il bene del Paese”! Alcuni amici, inguaribili schiavi di un tatticismo stucchevole e politicante, mi invitano a considerare l’ultima capriola con occhi diversi. “Preso atto di non avere i numeri per disarcionare Enrico Letta”, mi spiegano questi aspiranti Machiavelli di provincia, “Berlusconi ha scelto giustamente di sostenere strumentalmente Letta per mettere in difficoltà il Pd”. Si tratta di una lettura degli eventi miope e superficiale. Da oggi tutti sanno con certezza che Berlusconi non controlla più il suo partito, ridimensionato a tal punto da dover chiedere ad una nullità come Angelino Alfano perfino il permesso di parlare. All’interno del Palazzo, grazie ad alcune squallide manovre organizzate da un manipolo di zecche attaccate alla poltrona, Berlusconi avrebbe probabilmente perduto la sfida dei numeri. Ma era davvero così importante trattenere ad ogni costo qualche senatore peone all’interno del Pdl? Importante a tal punto da scegliere di perdere ignominiosamente la faccia di fronte al Paese intero che osserva sbigottito e incredulo queste pietose sceneggiate? Non sarebbe stato più coerente e nobile posizionarsi comunque all’opposizione del nuovo esecutivo guidato da Enrico Letta che, striminzito nei numeri, sorretto da una ventina di traditori e al laccio dei massoni reazionari continentali, avrebbe continuato ad attirare su di sé l’odio crescente di un popolo intero vilipeso, affamato e raggirato? Bene ha fatto Sandro Bondi a non votare la fiducia al governo Letta in dissenso rispetto al gruppo di appartenenza. Anche alla strumentalità più grossolana e abietta c’è un limite. Quale risultato pensa di aver ottenuto Berlusconi dimostrandosi pavido e arrendevole di fronte all’improvvisa arroganza dei suoi ex scagnozzi assoldati dall’esterno per fucilarlo? I suoi “alleati” di governo, ancora più ringalluzziti e inviperiti di prima, faranno di tutto per spingerlo al più presto in galera. E, a questo punto, dubito che esista ancora qualcuno in Italia disposto a commuoversi di fronte ad una evenienza ogni giorno più concreta. Venti anni fa Craxi  chiuse il sipario con dignità dopo avere fatto in Parlamento un discorso di verità. Oggi finisce ufficialmente l’era di Berlusconi, ridicolo impresario prestato alle istituzioni che esce di scena accompagnato dai fischi e le pernacchie che si merita. Nessuno ne sentirà la mancanza.

    Francesco Maria Toscano

    2/10/2013

    Categorie: Editoriale, Politica

    28 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Vi rivelo un piccolo aneddoto al quale non è necessario credere.

      Quasi una trentina di anni fa un certo signore massone, una persona di non poco conto, mi disse: “Berlusconi lo abbiamo scelto perché ha tutti i peggiori difetti degli italiani”. Non era ancora sceso in politica e io gli chiesi “Scelto per cosa?”; lui mi rivolse uno sguardo molto massonico e non mi disse altro.

      Il che dimostra che il problema non è Berlusconi ma gli italiani, direi.
      Quanti si rendono conto di cosa voglia dire stravolgere la Costituzione, il significato dei vincoli di bilancio europei, la svendita del patrimonio pubblico?
      Rendiamoci conto che la sfiducia l’hanno votata solo in 70 e il resto della mandria che si è sottomessa l’abbiamo eletta noi italiani.
      Un giorno triste questo.

    2. Luca scrive:

      E’ tutta una commedia di modo che nessun partito si sia preso la responsabilità dell’aumento dell’Iva, divenuto effettivo con lo scorrere inutile del tempo. Dimmi se non concordi con quest’analisi!?

      • il Moralista scrive:

        Ha un senso. Anche se tale spiegazione, da sola, non basta a spiegare questa gigantesca manfrina…

        • davide scrive:

          che sia finito politicamente Berlusconi lo si capisce dal fatto che ha votato la fiducia nonostante non sia riuscito a mantenere la promessa di evitare l’aumento dell’iva: come farà a presentarsi agli elettori a cui aveva promesso di tagliare le tasse?…quindi è un teatrino che certifica due cose ovvero iva al 22% e fine della carriera politica di Berlusconi….

        • Luca scrive:

          Ovviamente, ma non posso togliermi dalla testa che questo sia un elemento importante. Come avrebbero potuto le “sentinelle delle tasse” spiegare agli italiani che l’UE chiede tasse su consumi e patrimoni e che, quindi, più della momentanea abrogazione dell’IMU, non avevano altri margini? “Il commissario europeo per gli Affari Economici si è accorto che il governo italiano aveva tagliato l’Imu sulla prima casa e si accingeva a non portare l’Iva dal 21 al 22 per cento. E si è precipitato nel nostro paese ad ammonire Enrico Letta ed il ministro Saccomanni non solo che queste misure avrebbero potuto portare il nostro paese oltre la soglia dello sforamento del 3 per cento stabilita dalla Ue ma che vanno nella direzione opposta indicata dall’Europa di concentrare la tassazione sui patrimoni e sui consumi”.

          • leopoldo scrive:

            il caro Silvio è il Re della faccia di tolla. Perso x perso, meglio restare a capo di qualcosa anche se lui al suo interno per ora conta poco.
            Invece è molto preocupante la volonta di voler fare cassa con tutto quello che di pubblico può avere un valore commerciale. Ora letta e il PD hanno via libera per fare quel che vuole l’Europa, da qui in poi potrebbe essere brutta

    3. alex scrive:

      L’unica nazione faro rimasta in Europa, è l’Ungheria di Orban, magari ancora la Repubblica Ceca e la Polonia, e che casualmente non usano l’Euro ( speriamo MAI ).
      Pr far nascere un Orban in Italia, ci vorrebbe l’invasione delle forze armate Russe & Cinesi, dunque, dovremo aspettare la TERZA guerra Mondiale.

    4. alex scrive:

      Non era mai successo nella storia, che le idee di sinistra ( la sinistra quella vera ) e di destra ( quella vera ) coincidessero cosi tanto come in questo momento , il problema è che Italia, a differenza della Francia, Austria, Norvegia, Svezia, Finlandia, Olanda, NON esitono nessuna delle 2.
      Son tutti dello stesso partito in salsa spaghettara, delinquente, mafiosa, millantatoria e spudoratamente schif…. Il problema in Italia risiede anche proprio nel DNA della popolazione, son 500 anni che le orde vanno dove vada il vento.

    5. P. scrive:

      ci hanno lasciato anche l’IMU sotto altro nome. è tutta una presa in giro.

    6. Twin Astir scrive:

      Berlusconi viene definito un pagliaccio, ma tanti pigmei che lo criticano potrebbero al massimo lustrargli le scarpe.

      • ampul scrive:

        Adesso non esageriamo…

      • Diego scrive:

        Solamente dal punto di vista della spregiudicatezza. O facciadiculaggine che dir si voglia. Che in questo frangente è pure crollata, e che lo ha reso invidiato e ammirato. Per il resto Probabilmente non credo all’aneddoto di Petronius, ma sta di fatto che così è

        • Diego scrive:

          Ossia, è il dipinto plastico di tutta la parte più merdosa della nostra etnia e di noi stessi

        • Petronius scrive:

          Non si sa perché lo racconterei, si trattava di una persona che conoscevo da ragazzo come se fosse mio padre quindi qualcosa mi ha detto (poco, dato che avevamo idee politiche diametralmente opposte), ma comunque non è importante.

          • Petronius scrive:

            Anzi vi dirò, mi disse una cosa molto precisa (non vaga) a proposito di quello di cui parla Il Moralista, cioè dell’esistenza di “centri” spiritualmente orientati alla divisione in eletti e servi.

      • Toni scrive:

        Sbagli: non potrebbero fare nemmeno quello!!
        BLA’ BLA’ BLA’ è il massimo a cui possono ambire..

    7. alessandro scrive:

      il “nano” di Arcore da la fiducia al governo Letta-Letta per intercettare la “crescita”

    8. Michele scrive:

      Silvio riesce ogni volta a stupirmi, ma non di lui, bensì di me stesso! Nonostante fossi ben conscio che ci sarebbe stata la fiducia e che i ministri pdl, ai quali qualcuno deve aver spiegato dove sta il Potere (che non leggano anche questo blog…Alfano ci sei? Batti un colpo che devo dirti due cosette!) avrebbero voltato gabbana, ci sono rimasto male. Forse inconsciamente speravo che davvero sarebbe crollato anche Letta,e si sarebbero ritirati i dadi. Comunque nella bagarre silviesca (che racchiude molti retroscena, tra i quali penso all’iva, all’indebolimento elettorale del PD, alla conta dei traditori in vista del voto sulla decadenza, al ricatto per l’aministia già paventata dal Re)nessuno ha notato le minacce racchiuse nel discorso iniziale di Letta, che qualche entità lo maledica. Un inno alla fantascientifica austerità espansiva, al pareggio di bilancio, alla spending review che verrà. Insomma, un inno alla morte della Nazione proferito direttamente dal Premier. Ma cosa mi aspettavo? Anche Letta, come Silvio, riesce a stupirmi non per quello che fa,ma per la sfacciataggine di quel che confessa sapendo che non pagherà per i suoi crimini.

    9. Pierluigi scrive:

      Berlusconi, che delusione. Neanche un ultimo moto d’orgoglio da essere umano. Il problema rimane a noi, ora. Ci sarà un numero sufficiente di italiani che non si piegherà supinamente a questa farsa di governo e pretenderà, vorrà unirsi per ri-sorgere a nuova vita ?
      Oltre il M5S che cosa c’è ?

      • GLS scrive:

        Purtroppo il sistema televisivo e giornalistico in generale non perde occasione per diffamare, demonizzare o almeno ridicolizzare il M5S. Basta guardare gli ultimi giorni:
        - colpevolizzato per la situazione attuale di impossibilità ad andare al voto (porcellum) e per la crisi da larghe intese (no fiducia al PD di Bersani)
        - accusato di fomentare costantemente la violenza (minacce alla De Pin) e inaccettabile violazione dell’etichetta istituzionale (ripresi dalla Boldrini per le parole rivolte a bal-Letta)
        - derisi come i gatti sopra i tetti, appoggiati all’antenna centrale o a baciarsi come mattacchioni.
        I milioni e milioni di italiani, purtroppo, al 90% vedono questo. Quindi il giudizio che viene plasmato tra la ggente non può essere che negativo: è inevitabile!
        Hai voglia a twittare, postare, uploadare. La ggente guarda la Tv e alcuni leggono i giornali. E’ una lotta impari: vale più un minuto in televisione, sul canale giusto, al momento giusto che un anno intero sulla rete a denunciare. Sulla rete si gioca in casa e chi ti legge è la tua tifoseria. E’ ovviamente meglio del silenzio e ha l’incommensurabile valore di alimentare una coscienza critica indispensabile per la minoranza attenta ma non può far massa critica. Almeno per ora, almeno in Italia.
        Più parlo con le persone che incontro e più mi rendo conto che le critiche mosse al M5S sono sempre le stesse: pessimi soggetti, impreparati e inconcludenti. Niente di più.
        E se chiedi di motivare ti citano uno dei famigerati episodi andati in onda in qualche telegiornale o enfatizzati su tutti i giornali.
        L’episodio principe è sempre il no alla fiducia al PD letto come rifiuto delle proprie responsabilità, incapacità e causa prima delle larghe intese.
        Già questo basta a privare il M5S del consenso almeno del 50% degli italiani. Poi ci si aggiunge la totale ignoranza di tutto ciò che di buono può aver fatto il M5S che mai viene reclamizzato se non dal blog di Grillo. Morale, se prima di febbraio il M5S era una speranza per il 25% dei votanti, ora temo che a causa della disinformazione dilagante siano la delusione almeno della metà di quel 25%. Prima di febbraio non c’era stata nessuna azione denigratoria da parte degli organi di disinformazione ma appena è successo quel che è successo, si sono scatenati per l’annietamento. Mettiamoci poi la complicità del M5S che non era minimamaente preparato e la frittata è servita.
        I miei interlocutori sono normalmente contrari all’idea di sostenere PD o PDL, ma non contemplano proprio il M5S essendo sicuri che sarebbe ancora un voto buttato.
        Se si dovesse andare alle urne vincerebbe lo stesso partito che ha fatto strage alle amministrative: in fondo è l’unico che non fa danni e che non abbia dimostrato manifesta incapacità.
        Fossi in Grillo o in chi per esso accetterei l’idea di andare in TV, e più che denigrare andrei a proporre o rendere noto ciò che è stato fatto e ciò che si potrebbe fare, eventualmente
        rimarcando che “gli altri” non lo hanno voluto fare o che non lo vogliono fare. Mettere quindi in evidenza delle soluzioni possibili che non vengono prese in considerazione.
        Ma i toni satirici che funzionano perfettamente nelle serate sotto i tendoni dinnanzi alla platea che è venuta per ascoltare diventano deleteri ridimensionando pesantemente la credibilità di quanto viene affermato riducendo tutto a mere battute da avanspettacolo senza sostanza.
        Per la ggente ha molto più peso un soggetto in giacca e cravatta che con tono compassato e parlar forbito afferma di volersi impegnare con tutta la propria professionalità e il massimo senso di responsabilità per risolvere il problema della disoccupazione giovanile applicando pedissequamente le norme di austerity previste dalla troika e richieste dai mercati (che sostanzialmente vuol dire: te lo mettiamo … senza lubrificante) piuttosto che uno spiritato arrabbiato e incazzato che ti grida che per il tuo bene e per il suo
        andrà per prima cosa a ridiscutere il trattato di Maastricht. Non c’è verso: il primo è un autorevole voce della politica mentre il secondo è un ridicolo casinista inconcludente.
        Questo è. Conta molto di più la forma che la sostanza: l’abito fa assolutamente il monaco, per la ggente.
        Puoi fare le cose più importanti e più belle del mondo ma se non lo rendono noto in Tv, lo sapremo solo noi.

        • Lorenzo scrive:

          Il Movimento 5 Stelle ha un solo vero, grande e dichiarato collante: la lotta alla casta, agli sprechi e menate varie. Su economia, immigrazione (p.s io non ho ancora sentito dire una mezza parola sulla tragedia di lampedusa, welfare sono tutto e il contrario di tutto, e sì, sono oggettivamente impreparati e confusionari nel loro approccio alle istituzioni. Saranno anche persone oneste (tutte?), ma questo dovrebbe essere un pre-requisito per l’accesso al Parlamento, non la condizione sufficiente e necessaria.
          Mi dispiace, ma il M5S non è “GNENTE”, per citare il brillante intervento della loro attuale capogruppo in Senato

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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