Non vorrei che si confondessero le cause con gli effetti, ritardando così facendo la costruzione ideologica e concreta di un paradigma alternativo rispetto al neonazismo tecnocratico oggi dominante in Europa. Non dimenticate mai che, nella mente di chi governa i processi storici contemporanei (definiti “complotti” dai tanti stupidi in buona o in cattiva fede perennemente in circolazione), è prioritario mantenere il punto sui fini da perseguire. I mezzi, al contrario, variano di volta in volta adottandosi alle circostanze contingenti. Qual è il fine perseguito oggi dall’oligarchia che domina la Ue credendosi la reincarnazione della dinastia carolingia fondatrice del Sacro Romano Impero? Quello di restaurare un modello sociale iniquo e classista, costringendo perciò una nuova moltitudine piegata dal bisogno a vivere alla completa mercé di una ristretta aristocrazia del denaro spiritualmente orientata. E quali sono gli strumenti utilizzati da questi redivivi barbari capitanati da Mario Draghi in versione Carlo Magno per realizzare tali meschini obiettivi da un capo all’altro del Vecchio Continente? Quelli egregiamente individuati da Paolo Barnard durante la sua ultima apparizione negli studi del talk show La Gabbia condotto da Gianluigi Paragone (clicca per ascoltare). Tutti i diversi trattati europei nel tempo susseguitisi, da Maastricht al più recente Two Pack, perseguono lo stesso, identico obiettivo politico. Po-li-ti-co, non tecnico. E’ chiaro questo decisivo concetto? Spero di sì. Quindi, accettata tale fondamentale e importante premessa, vi domando. L’euro è un fine o un mezzo? Pensateci bene prima di rispondere. Io vi dico che, per quanto efficace, ambiziosa e violenta, la moneta unica resta comunque soltanto una formidabile arma, maneggiata dalle élite alla stregua di un corpo contundente, in grado di ferire a morte tutti i popoli malcapitati che incontra. Ma è sensato imprecare con il coltello che uccide? Non sarebbe più saggio provare ad indirizzare gli strali contro la mano che lo utilizza? E se anche un domani dovessimo riuscire, dopo una lotta dura, spietata ed eroica, a strappare il coltello-euro dalle mani del carnefice, cosa faremmo nel caso in cui il nemico, momentaneamente disarmato, estraesse dal taschino una più micidiale pistola? Questo per dirvi che non è utile indirizzare tutte le nostre migliori energie nella speranza di far inceppare l’orologio lasciando però al contempo indisturbato il malefico orologiaio. Vi faccio un altro esempio per capirci meglio. I Paesi dell’area euro soffrono perché, per comodità, le élite brandiscono lo spettro del default (ipotizzabile proprio in virtù della avvenuta privatizzazione della moneta) al fine di costringere le diverse Nazioni ad approvare le solite contro-riforme affamanti e dal sapore medievale (le famigerate “riforme strutturali”). Ricordate cosa dicevamo all’inizio di questo articolo? L’obiettivo delle élite è quello di distruggere il benessere generale (che deve tornare esclusivo appannaggio delle classi elette). Tale obiettivo è perseguito attraverso la predisposizione di alcuni strumenti tecnici predisposti dai Trattati. L’uso strumentale di alcune suggestioni contenute nei Trattati spinge infine i singoli governanti a varare quelle famose “riforme strutturali”, intrise di neoliberismo dogmatico, che affamano realmente i più poveri e indifesi. Chiuso il cerchio e ottenuto il risultato. Vi invito però ora a riflettere su un altro punto. Nel caso in cui adesso, in questo momento, ognuno di voi decidesse di raggiungere Parigi, dovrebbe preliminarmente fermarsi un attimo per scegliere il mezzo di locomozione più adatto alle sue esigenze. Il Moralista, infatti, (secondo indiscrezioni non confermate) sembrerebbe intenzionato a lanciare una grande convention internazionale da tenersi proprio sotto la Tour Eiffel. In molti, naturalmente, troveranno conveniente salire su un aereo per accorciare i tempi di arrivo. Altri invece, per paura di volare  o per meglio gustarsi il panorama, opteranno per il treno o l’automobile. I mezzi prescelti saranno perciò diversi ma, naturalmente, tutti i partenti si ritroveranno infine nella capitale francese. Leggete ora questo articolo riguardante la Perfida Albione (clicca per leggere). Avete letto? Bene. Il premier inglese Cameron, pur conservando la sua moneta sovrana, ripropone nel suo Paese le stesse identiche ricette fallimentari e perverse che schiacciano i Paesi dell’area euro. Credete sia una consolazione sufficiente quella di morire di fame con in tasca qualche penny anziché dei centesimi di euro? Non credo. Capite ora perché è molto più importante concentrare gli sforzi nel colpire l’infame menzogna che predica il luciferino ossimoro dell’austerità espansiva,  di quanto non lo sia la pur legittima e comprensibile critica che si limita a puntare genericamente il dito contro l’euro? E’ la cristallizazione di un paradigma teleologico che dà  poi vita per inerzia agli strumenti conseguenti. Mai il contrario. Per concludere. Letta, Hollande, Rajoy e Cameron colpiscono i rispettivi popoli con la frusta del rigore perché cementati da identiche pulsioni oligarchiche e autoritarie veicolate su scala globale dai circuiti informativi prevalenti (la famosa egemonia culturale di gramsciana memoria). Ma mentre i primi tre sono dei criminali-ipocriti perché si nascondono dietro le inflessibili ma necessarie direttive impartite da Bruxelles, l’inglese è solo un criminale semplice.

    Francesco Maria Toscano

    4/10/2013

    Categorie: Editoriale

    26 Commenti

    1. [...] Non vorrei che si confondessero le cause con gli effetti, ritardando così facendo la costruzione ideologica e concreta di un paradigma alternativo rispetto al neonazismo tecnocratico oggi dominante in Europa. Non dimenticate mai che, nella mente di chi governa i processi storici contemporanei (definiti “complotti” dai tanti stupidi in buona o in cattiva fede perennemente in circolazione), è prioritario mantenere il punto sui fini da perseguire. I mezzi, al contrario, variano di volta in volta adottandosi alle circostanze contingenti. Qual è il fine perseguito oggi dall’oligarchia che domina la Ue credendosi la reincarnazione della dinastia carolingia fondatrice del Sacro Romano Leggi la notizia [...]

    2. Petronius scrive:

      “è molto più importante concentrare gli sforzi nel colpire l’infame menzogna che predica il luciferino ossimoro dell’austerità espansiva”

      Cioè come? Sono anni ormai che si colpisce l’infame menzogna, chi voleva capire ha capito gli altri semplicemente non sono interessati.
      Perché?
      Evidentemente hanno bisogno di un obiettivo più facilmente comprensibile, di un nemico identificabile e non oscuro come la “massoneria reazionaria orientata spiritualmente”, un concetto che necessita di un certo sforzo ermeneutico “riempitivo” per essere (parzialmente) capito. E infatti la gente non lo capisce, anzi lo considera un complottismo di bassa lega.

      A mio avviso il messaggio si veicolerebbe molto meglio se ci si presentasse con un programma politico fondato su forti pressioni in sede europea per rimuovere i vincoli di bilancio e cambiare lo statuto della BCE; ma dicendo anche che in caso di rifiuto senza possibilità di mediazione (in un tempo ragionevole, naturalmente) si propone l’uscita dall’Europa e dall’euro. Almeno si fornisce uno scopo di lotta tangibile che potrebbe coalizzare dei consensi e evidentemente, se ci sipensa, se dopo un periodo di confronto politico si verificasse con certezza la chiusura totale da parte europea non rimarrebbero altre scelte possibili se non la rottura e il rovesciamento del tavolo.
      A questo molte persone replicano come il Moralista: l’euro e l’Europa sono mezzi usati in funzione reazionaria non dei fini negativi in sé; a quel punto se chiedo quale alternativa proposta politica suggeriscano per risvegliare la consapevolezza dei cittadini, che tutti ritengono scesa a livelli inaccettabili in un sistema veramente democratico, non ottengo risposta.

      Questa è l’impasse e nessuno la vuole affrontare prendendola per le corna.
      Davvero, “concentrare gli sforzi nel colpire l’infame menzogna” non so cosa voglia dire in concreto; forse è un messaggio rivolto a forze che si stanno coalizzando? Se la risposta è sì, non sarebbe stupidissimo rendere note le forme e i soggetti di questa coalizione in fieri; se è no, torniamo da capo ossia non capisco cosa significhi quella frase dal punto di vista pratico.
      Ma vedrai che non avrò risposta nemmeno qui.

      • il Moralista scrive:

        Caro Petronius, la massoneria reazionaria non è affatto un concetto evanescente. L’opera coordinata e congiunta dei vari Barroso, Rehn, Draghi è sempre più sfacciata. Questo è un bene. Il programma politico è chiarissimo. Eurobond, Bce banca centrale di ultima istanza e Presidente degli Stati Uniti d’Europa eletto democraticamente a suffragio universale. Dopodiché nuovo piano Marshall per il raggiungimento della piena e dignitosa occupazione. Gli altri non vogliono? Pazienza. A quel punto si torna Italia e si abbandona il resto d’Europa al suo triste destino. Cosa c’è di poco comprensibile in tutto questo?

        Ciao,

        Francesco

    3. leopoldo scrive:

      ormai hanno capito che la gente non ha capacita di protesta efficace;
      che la comprensione politica ed economica e limitata a gruppi selettivi che non possiedono incissività sociale, scarsa capacità di comunicazione, mezzi limitati, facili da confodere col surplus di notizie, ridondanza di argomenti, dilazione comunicativa, rapporti sociali nulli o poco significativi (il dogma del precariato serve sopprattutto a questo); se qualcuno tendese a ostacolare la strada alla austerità economica verrà costretto a farsi da parte;

      tra non molto i barconi partiranno dalla sicilia per la libia ? forse

      sul consociativismo dell’elite inglese con quella europea può essere un interessate velo da sollevare, Blair passò qualche settimana in vacanza d’estate nel territori toscano (-: con Berlusconi;

      • leopoldo scrive:

        aggiungo, la questione come detto da + parti non è euro si , euro no. é come viene gestito il debito pubblico, come è fatta la spessa pubblica, come sono gestite le tasse, come è amministrato lo stato sociale, lo Stato che da i bonus per la scuola privata invece di risanare i propri istituti, se è privata perché deve avere il finanziamento pubblico(?).

        una protesta efficace per modificare un po’ le cose deve essere estesa, articolata, coesa. Dato il livello di litigiosità dimostrato a ogni livello nelle istituzioni sarà difficile vedere qualche organizzazione

    4. Cristina Capra scrive:

      Ciao Francesco, l’UE è il vincolo esterno che serve alle “nostre” oligarchie per disciplinare i popoli spreconi, corrotti e inefficienti per mezzo delle brutali misure di cui parli tu, da noi sapientemente e crudelmente implementate grazie all’ausilio dell’euro, che è tutti gli effetti un metodo di governo assurto a “mito” dalla classe dirigente insieme all’Europa,agli Stati Uniti d’Europa, ma, mentre Letta, Rajoy e Hollande dispongono anche della tagliente arma euro, Cameron dispone “solo” dell’arma UE, pur sempre efficace vincolo esterno per bastonare i popoli, da cui peraltro ogni tanto minaccia di evadere.L’euro è una creazione del nord Europa ed è il manganello per tenere bassa l’inflazione, meno inflazione=più disoccupazione, hai notato che l’argomento inflazione alle stelle è il più usato quando si agita lo spettro di un’ipotetica, quanto sempre più ineludibile fuga dall’euro? Una bassa inflazione aiuta il creditore, in questa fase storica la Germania che si trova nella condizione di paese creditore ha quindi tutto l’interesse a mantenere l’inflazione al minimo, al contrario un’inflazione più alta agevola il debitore e il salariato, e ti pare che il nuovo sistema oligarchico voglia rinunciare ai suoi privilegi così “faticosamente” ottenuti alla faccia dei nuovi disoccupati, esodati, cassintegrati e altri disperati di questo sventurato Paese? Ci sarà da lottare duramente, ma non possiamo arrenderci, nonostante ci minaccino con queste squallide trovate:

      • alessandro scrive:

        non so se il tuo commento rappresenta un’analisi parziale solo per una tua necessità di fare una sintesi (nei commenti nei blog è difficile in poche parole fare una sintesi completa… lo comprendo) oppure perché ti sfugge che lo strumento “euro” è impossibile che sia una creazione unicamente del Nord-Europa. Non può essere così, sarebbe ingenuo pensarla così. Se l’inflazione bassa favorisce i creditori, tanto per iniziare, non avantaggia solo la Germania, l’Olanda & C., ma anche i grandi gruppi finanziari esteri… i cosiddetti mercati. In tutto il mondo a livello globale si tiene l’inflazione bassa e si liberalizzano i mercati delle merci e dei capitali affinchè tutti i creditori del globo ne possano beneficiare. Molti economisti avvertivano che introdurre una moneta unica, senza una vera integrazione politica, economica e fiscale, avrebbe prodotto degli shok assimetrici nell’area euro. Ovvero sapevano che sarebbero arrivate crisi economiche una dopo l’altra. Le crisi studiate a tavolino, riducono il valore degli assets dei paesi colpiti e ovviamente i cosiddetti mercati finanziari aprofittano dei saldi di fine stagione. Con la scusa delle crisi, le minacce dello spread, hanno fatto passare riforme insensate, quali quelle sul mercato del lavoro. I salari diminuiscono e le piccole medie imprese (che sono il vero tessuto produttivo dell’Euro-pa e soprattutto dell’Italia) che salutano con favore queste riforme, sono vittime della loro stessa avidità, perché soffocate dalla crisi, chiudono a migliaia, perché i lavoratori, da loro stesse mal pagati, non hanno soldi per comprare i loro beni e servizi. Chi si avantaggia della diminuzione dei salari? Le grandi imprese globalizzate multinazionali, non solo quelle del Nord Europa, ma anche quelle Brasiliane, del Quatar, Francesi, Cinesi, ecc. La liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali (commesse/i che lavorano di domenica e festivi) avantaggia i grandi gruppi commerciali quali Auchan, Carrefour, ecc. che con le economie di scala riescono a far turnare il personale con orrendi orari spezzati che allontanano le madri dai loro figli e mariti, che rispettivamente saranno più liberi di farsi le canne e l’amante. Una PMI non può permettersi di pagare un lavoratore anche la domenica allora che fa? O perde incassi e chiude oppure fa lavorare il personale a gratis anche la domenica. Queste sono le riforme che ci fanno passare con le crisi a colpi di spread. E tutte le norme sugli appalti pubblici fatte ad arte per escludere le piccole medie imprese? Avete mai sentito parlare delle gare centralizzate attraverso il sistema CONSIP? Una giungla dove solo i più forti, i più grandi sopravvivono e le piccole e micro imprese muoiono! Tutte le riforme sono sempre a vantaggio delle grandi corporation. Quale sia la bandiera di questi gruppi poco conta. Queste grosse realtà economiche operano su scala sovra nazionale,superano il concetto di nazione, se ne fregano di creare lavoro nel paese di origine, non sono così romantiche o nazionaliste. Delocalizzano o minacciano di delocalizzare o di dare il lavoro a quei disperati extra-comunitari, per abbassare ulteriormente i salari e aumentare sempre più i dividendi. Il fine è concentrare il potere nelle mani di una ristretta oligarchia, in quel famoso 1%. Quello che sfugge è che questo disegno dell’euro, in questo momento storico, fa comodo ad una pluralità di attori, indipendentemente dallo stato o gruppi di stati (Germania & C.) che non sono altro che dei capò-fila di questo progetto. E’ impensabile che tutto questo sia stato messo su per caso o che non ci sia una regia spirituale, qualche forza che abbia fatto da collante fra tutte queste spinte egoistiche che si muovono nei mercati spesso irrazionalmente alle volte razionalmente e con interessi coincidenti, alle volte contrapposti. Tutti ci guadagnano, ma oltre ai benefici economici, il fine di tutto questo è il POTERE fine a se stesso di questa regia occulta, che il Moralista definisce Massoneria reazionaria. Il potere è più del denaro.

        • Cristina Capra scrive:

          Sono d’accordissimo con te, la mia era una sintesi “veloce, e la tua analisi è molto acuta, e ahimé aderente alla realtà che ci circonda.Quando dico che l’euro è una creazione del nord Europa mi riferisco al fatto che siamo stati noi ad esserci agganciati a un cambio sopravvalutato, l’euro, il cui valore, se fai la conversione della maggior parte delle (ex)valute del sistema euro, te ne accorgerai ancora meglio, è di sicuro più vicino all’ex marco tedesco che ad altre valute europee. Evidentemente, venendo a mancare i paletti ideologici del muro di Berlino e dell’URSS, la corpotatocrazia è riuscita, finalmente, a dare un assetto conforme al suo disegno economico, completamente diverso all’Europa e al mondo. Architettura economico-finanziaria tanto cara alla doxa neoliberista del Washington Consensus, per cui si sono liberalizzati totalmente i mercati, non a caso, non solo l’UE, ma anche altri organismi transnazionali che per i loro dogmi ultraliberisti, rappresentano la condanna delle piccole economie, come il WTO, sono nati negli anni immediatamente dopo questi sconvolgimenti politico-culturali. Tra i primi a parlare di NWO (Nuovo Ordine Mondiale) è stato papa Wojtyla, sostenitore della globalizzazione culturale in nome della pace e della fratellanza universale, si è visto poi a cosa come è stato interpretato il suo messaggio di fratellanza universale… Tuttavia mi sfugge il perché si sia volutamente deciso di impoverire questo paese, pare che la deindustrializzazione fosse tra le condizioni richieste da Germania e Francia per entrare nel folle e suicida club dell’euro, ma perché, se non per mero tradimento degli italiani da parte di una classe dirigente corrotta che mirava solo al proprio tornaconto? Ma se così fosse, una speranza l’abbiamo ancora: potremmo risollevarci rinnovando la nostra classe dirigente. Se non l’hai già ascoltata, è molto interessante la presentazione del Manifesto di Solidarietà Europea con Borghi, Bagnai, Guarino, la trovi su youtube, sono 2 parti, la prima parte c’è anche sul blog vocidallestero.blogspot.it
          Lì sentirai il prof. Guarino dire che il Fiscal Compact è inapplicabile perché illegale, poi sentirai Hans Olaf Henkel, ex nr.1 di Confindustria tedesca e anche tra i fondatori di AdF (Alternative für Deutschland), affermare che quando gli industriali tedeschi vennero a sapere che l’Italia sarebbe entrata nell’euro erano felicissimi perché sapevano che la nostra economia si sarebbe indebolita a causa del cambio forte, noi eravamo i loro più grossi concorrenti, infatti Hans Olaf Henkel lo dice apertamente: “noi industriali tedeschi eravamo stufi delle svalutazioni della lira che rendevano la vostra industria ed economia più competitive a scapito della nostra”. In questo modo la Germania non solo è riuscita a evitare le nostre svalutazioni, ma soprattutto l’euro ha impedito la Germania di rivalutare la sua moneta.
          Come dici tu, dato che si sono fatte norme per rendere difficile o addirittura escludere la partecipazione dalle gare di appalto delle PMI, si è voluto favorire le multinazionali, il fenomeno è macroscopico da anni, è chiaro, se queste ultime pagano tangenti per ottenere norme a loro favore, perché mai una classe dirigente corrotta non dovrebbe favorirle? Non sfugge a nessuno il fatto che il sistema euro faccia comodo a una pluralità di attori con interessi soprattutto finanziari immensi, ma questo non deve essere un deterrente per smettere di lottare per cambiare le cose. Io sono la prima a pensare che dietro l’arrivo continuo di tutti questi poveri immigrati ,ci sia una nuova tratta degli schiavi, tutto è finalizzato all’importazione di manodopera a bassissimo costo con il duplice fine di esercito di riserva, e per abbassare quando non togliere le tutele dei lavoratori italiani ed europei.Non escludo che dietro l’organizzazione dei viaggi della speranza dei poveri esseri umani che sfidano la sorte per fuggire dalla disperazione che provochiamo noi con le nostre mire espansionistiche e neocolonialiste, ci sia la complicità delle multinazionali che mirano a crearsi l’esercito di riserva di lavoratori disperati.

          • Rodion scrive:

            Cara Cristina, purtroppo c’è chi sostiene che questo “esercito di riserva” non sarà solo serbatoio di manodopera per il Centro al servizio del vassallo teutonico.

            Costoro (tra cui più genericamente quel diavolo di Kissinger) paventano che questo esercito verrà letteralmente intruppato nel sudest asiatico per un conflitto che dovrebbe ristabilire gli assetti tra BRICS e USA e spartire definitivamente le risorse scarse che nostro Signore ha donato al pianeta.

            Ancora un paio d’anni di recessione e pur di mangiar una scatola di fagioli i nostri figli saranno ben felici di imbracciare il fucile.

            Nubi nere si addensano all’orizzonte.

            In tutto ciò ci ricordi che l’opera dell’amatissimo Wojtyla si impianta cronologicamente con la grande riscossa reazionaria e restauratrice della super classe atlantica. Gli strani casi della storia.

            Che Papa Francesco sia realmente un raggio di sole in questo cielo plumbeo?

            • ugo scrive:

              Rodion: “le risorse scarse che nostro Signore ha donato al pianeta.”

              Quelle risorse non sono (erano) per niente scarse. Piuttosto, è troppa la gente che ne ha bisogno. E “la gente” (ogni singola persona, me e te compresi) non arriva per caso ma in conseguenza di scelte operate da altra gente che chiamiamo “genitori”. Ebbene, generazioni di genitori hanno compiuto scelte assai discutibili che ci han portato dove stiamo. Attualmente, altri genitori stanno continuando a compiere scelte altrettanto sbagliate. Si tratta dell’anello principale di una catena di questioni una più grave dell’altra. Stante che non si è inteso e non si intende cambiare registro, non se ne esce senza qualche tragedia. Il che è, in sè, una tragedia.

              Rodion: “Che Papa Francesco sia realmente un raggio di sole in questo cielo plumbeo?”

              A parole può darsi (ma è opinabile), nei fatti lo escludo con certezza.

              • Rodion scrive:

                @ugo

                In realtà usavo “risorse scarse” come ambito economico vuole (se non fossero “scarse” non avrebbero valore).

                Chi segue il Principe di questo mondo cerca il potere. Quindi è indispensabile il controllo delle risorse.

                Io non credo a questi “neo-malthusiani”, sono figlio dell’Occidente illuminista e credo che la scienza e la tecnica hanno uno sviluppo potenziale che potrebbe tranquillamente permettere un ecosistema in equilibrio anche con demografie ben diverse.

                Il problema lo vedo sempre e solo nelle concentrazioni di potere che diventano delle metastasi e portano allo squilibrio tutto il sistema.

                L’uomo è nato per avere tanto potere (anzi un filo meno) quanta responsabilità ha sulla collettività. Responsabilità che deve essere umanamente in grado di “reggere”.

                E mediamente ne “regge” ben poca, il potere porta presto a degli squilibri nella persona.

                Credo quindi che il sistema democratico sia l’unico in grado di correggere questi squilibri che sono naturali nel comportamento umano.

                p.s. sull’attuale Papa ero assolutamente retorico. Ma io sono ingenuo e non posso aver barlumi di pie illusioni.

              • ugo scrive:

                Rodion: [...] credo che la scienza e la tecnica hanno uno sviluppo potenziale che potrebbe tranquillamente permettere un ecosistema in equilibrio anche con demografie ben diverse.

                Su questo punto, mi spiace dirlo ma non siamo d’accordo. Non voglio tediarti dilungandomi con esempi pedanti anche se documentati per quanto può essere documentato un non-specialista, per cui passo oltre.

                Rodion: [...] il potere porta presto a degli squilibri nella persona.

                Su quest’altro punto, invece, concordo in pieno. Lo verifichiamo ogni giorno ed è lì da vedere.

                Rodion: Credo quindi che il sistema democratico sia l’unico in grado di correggere questi squilibri che sono naturali nel comportamento umano.

                Mmm… Eccesso d’ottimismo? Sai cosa, soltanto, può tenere sotto controllo chi persegue il potere? A qualsiasi livello, la paura. E lo sa bene chi il potere ce l’ha, perché guarda caso è proprio con la paura, variamente declinata, che esercita il proprio potere lungo la scala gerarchica che ha contribuito a costruire. Nei sistemi più grezzi la paura è quella fisica (omicidio, minaccia, privazione della libertà, tortura, ricatto…), in quelli più “raffinati” è una paura più sottile, a volte mascherata da sensi di colpa indotti, forzata dalla propaganda, dalla distorsione del sapere e dell’informazione. A te decidere il grado di “raffinatezza” del sistema di potere nel quale viviamo immersi.

                Tra l’altro: un sistema basato sulla paura è per definizione un sistema che non può contenere al suo interno la libertà, se non forme di libertà alquanto fasulle.

              • Rodion scrive:

                @ugo

                Certamente con i vari “credo” ho postato il mio ottimismo (o, appunto, altre pie illusioni).

                Mi incuriosiscono però le fonti “neo-malthusiane” che hai trovato convincenti. Se avessi un link da girare lo apprezzerei.

                Inoltre sarei curioso di conoscere qual è la tua idea di sistema di governo “migliore” e, soprattutto, che accezione dai a questo aggettivo.

              • ugo scrive:

                Rodion, questo non è male.

          • Petronius scrive:

            Sulle idee sono d’accordo, Cristina, ma sul movimento di (o “a cui aderisce”) Bagnai ho moltissimi dubbi.
            Leggiti se ti interessa qesto dettagliato resoconoto della conferenza di presentazione scritto da n tente del forum di Come Don Chiosciotte; si chiama Clack e valuterai dal suo linguaggio e dai concetti espressi quanta credibilità ritieni gli si possa attribuire.
            In sostanza a mio avviso il movimento di Bagnai è politicamente inservibile e controproducente. Naturalmente sono pronto a rivedere la mia opinione di fronte a dei fatti concreti ma per adesso il mio pensiero coincide con quello di “Clack”.

            http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12365

    5. Petronius scrive:

      Intanto siccome ho cominciato a seguire regolarmente da poco non sapevo che prendeste esplicitamente in considerazione la possibilità di uscire dall’Europa; è un’aspetto importante senza il quale qualsiasi proposta anche valida in sé stessa perde di credibilità e di autentica forza contrattuale nei confronti dell’Europa dell’austerità (vedi ad esempio i vari Rodotà o Ferrero).

      ma ci tengo a sottolineare che il punto su cui volevo soffermarmi non era tanto quello che io personalmente ritengo giusto e tatticamente adeguato; il problema è come risvegliare i cittadini dall’apatia in cui sempre di più si stanno rinchiudendo.
      dici che l’euro è un mezzo non un fine; sì, ma potrebbe essere una buona idea indicarlo come capro espiatorio. Lo si può fare in modo non becero e naturalmente tenendo conto che si tratta di un piccolo espediente buono a dare la prima spinta a una cittadinanza che si è politicamente ma anche psicologicamente lasciata andare
      quindi io parto dal presupposto, che non so quanto voi condividiate, che esista un problema di consapevolezza e partecipazione politica da affrontare e di conseguenza penso che bisogna anche considerare come si deve vendere una proposta politica contraria al mainstream a chi in questo momento ha scelto di adeguarsi senza farsi domande
      E purtroppo sono tantissimi.
      mi sembra che voi stiate pensando che prima o poi la gente aprirà gli occhi di fornte al peggioramento della propria condizione; io non ne sono affatto sicuro.

      • ugo scrive:

        L’attenzione che Petronius vorrebbe venisse rivolta al modo in cui comunicare per coinvolgere, passando attraverso tematiche comprensibili anche a chi (come me) non è particolarmente “brillante”, è qualcosa a cui occorre davvero dare il peso che merita. Ed è tanto. Il rischio di giungere a risultati d’analisi anche notevoli ma dalla scarsissima penetrazione non è un rischio, è una certezza. Occorre semplificare al massimo i risultati di quelle analisi, predigerirli, schematizzarli…

        • Petronius scrive:

          Ugo, spero che sia chiaro che non volevo mettermi su un piano “supriore”. Tu, gli altri commentatori del blog e anch’io abbiamo in comune, magari a diversi livelli e moltissimi certamente meglio di me, il merito di esserci sforzati di non accontentarci della prima fesseria che ci raccontavano.
          Il problema è che la maggior parte dei cittadini sta a livelli di analfabetismo politico da “default democratico”.
          Occorre imparare a parlare anche a loro però perché una piccola comnità di persone consapevoli ha un peso politico pari a sotto zero se non si degna di andare dai propri fratelli più scoraggiati.

          • ugo scrive:

            Era chiarissimo. Infatti mi son dichiarato d’accordo con te e lo ribadisco.
            Non è detta che perché non si è d’accordo su un certo tema si debba per forza nutrire desiderio di contrasto su tutti gli altri. Diamine, sarebbe estremamente puerile!

    6. Alessandra scrive:

      ..condivido il contenuto del post ed anche dei vari commenti..l’unica cosa sulla quale non sono d’accordo, e’ il tentativo di riformare questa UE, che per me e’ irriformabile, se avessimo una classe politica intenzionata a chiedere seriamente questo, e in caso di diniego a uscire..be’ credo sarebbe meglio uscire, stracciando i vari trattati..unilateralmente..una volta che ci si e’ ripresi, allora, da condizioni di parita’ ed ogni paese con la propria completa sovranita’ monetaria e politica, puo’ avviare un nuovo progetto di una europa diversa dall’attuale, ma dopo una seria informazione ai cittadini e col loro consenso..

      • Cristina Capra scrive:

        anche io sono d’accordo sul fatto che l’UE non è riformabile, in quanto istituzione nata dalla doxa del Washington Consensus, d’ispirazione quindi completamente ULTRAliberista, è come chiedere a qualcuno di cambiare totalmente dall’oggi al domani. Grazie, leggo l’articolo il prima possibile, anche se ritengo che la proposta a cui hanno aderito Borghi, Bagnai, Rinaldi, Sapir e molti altri economisti europei, sia condivisibile e politicamente accettabile perché perlomeno fa la giusta analisi del problema causato dell’euro e poi perché a livello politico è sicuramente più praticabile, perlomeno inizialmente. Se non credete che l’euro è un metodo di governo, ci sono testimonianze persino di euroburocrati che lo dichiarano apertamente, esiste un video su youtube “in difesa dell’euro” nel quale si raccontano una serie di balle sulla genesi della crisi, a iniziare dal fatto che secondo la loro narrazione è stata causata dal debito pubblico, mentre invece non è così perché la crisi è esplosa a causa degli squilibri delle bilance dei pagamenti che hanno favorito l’indebitamento privato verso l’estero, ma nel video “in difesa dell’euro” si dice apertamente che l’euro è un metodo di governo e che le voci su una possibile unione politica=Stati Uniti d’Europa, come rimedio all’eurocrisi, sono solo “fole” perché un’unione politica sarebbe pregiudizievole della tenuta dell’unione monetaria che è nata così per discplinare i cittadini e la politica, più chiaro di così!:-) L’euro è e vuole continuare a essere una moneta fondamentalmente senza Stato perché i dogmi liberisti impongono una riduzione progressiva e io aggiungo, sempre più aggressiva, dell’intervento dello Stato nell’economia. Peggio di così non si può.

    7. Petronius scrive:

      Importante articolo di Bruno Amoroso.
      Il senso ridotto all’osso è che dall’euro bisogna uscire mantenendo l’Unione Europea quanto meno fra i paesi del sud che dovrebbero avere una loro moneta nazionale.

      http://www.sinistrainrete.info/europa/3085-bruno-amoroso-i-falsi-dilemmi.html

    8. Giorgio Soros scrive:

      Ma invece gli Stati Uniti Obamiani come si collocano nello scenario global(ista)?

      Mi par di capire che li vediate come baluardo di libertà e keynesianesimo o mi sbaglio?

      • il Moralista scrive:

        Se provi a fare una rapida ricerca sul sito, avrai modo di leggere cosa penso di Obama. L’ennesimo mediocre presidente permeato dalla tragica suggestione della “Terza Via” teorizzata da Giddens, già abbracciata da personaggi nefasti del passato come Clinton e Blair. Per alcuni risolvere le contraddizioni della “sinistra” è semplice: basta farle promuovere politiche di estrema destra…

        • Giorgio Soros scrive:

          Visto grazie.

          Sinceramente la lettura che una certa Sinistra (anche “antisistema”) ha degli eventi americani con Tea Partiers= cattivi, pro-corporations ed un Obama eroe keynesiano
          mi pare non solo assolutamente superficiale ma erronea.

          La deriva autoritaria in USA iniziata con 11/09/01 con Bush neocon non è rallentata anzi accelerata con Obama.

          NSA, NDAA, 1.6 miliardi proiettili, 3700 APCs, drone strikes, militarizzazione DHS e Polizia Statale e al contempo un keynesianesimo di facciata con immenso QE solo a favore dei soliti e “too big to fail” con ciò che si prospetta come bolla speculative peggiore del ’08, inflazione reale “truccata” e part-time jobs in aumento, Obamacare che nei fatti colpisce classe media e favorisce disoccupazione, etc. etc.

          Inoltre ricordo astio e accanimento mediatico vs tea-party, boicottaggio Ron Paul durante primarie GOP e palese frode elettorale.

          A me povero ignorante sembra che le due sponde dell’Atlantico siano dirette vs stessi lidi tramite mezzi diversi.

          Ricordiamoci anche che USA unico stato occidentale ancora esente da disarmo totale della popolazione civile (ma amministrazione Obama molto impegnata a cambiare situazione).

    9. [...] Come chiunque può facilmente notare perciò, ogni cosa è interconnessa ad un’altra. Il nuovo sistema che riusciremo a costruire sarà semmai il risultato di una dura battaglia, ideale, culturale e valoriale, che sorvola e assorbe tecnicismi, monete, dogane e confini. Attenti a non confondere mai l’importanza del fine con la intercambiabilità dei mezzi (clicca per leggere http://www.ilmoralista.it/2013/10/04/il-caso-cameron-insegna-attenti-a-non-confondere-il-fine-con-i-…). [...]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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