Finalmente una buona notizia. Janet Yellen è il nuovo Presidente della Fed (clicca per leggere), la banca centrale degli Stati Uniti d’America. La nomina è avvenuta a coronamento di un faticoso ballottaggio che ha visto la Yellen, prima donna a capo di una delle più importanti istituzioni del pianeta, prevalere sul noto masnadiero Larry Summers, ventriloquo della peggiore finanza di ispirazione reazionaria, nonché fra i principali responsabili dello sfacelo globale nel quale è ultimamente precipitato il mondo libero (clicca per leggere). Evidentemente qualcosa si muove. Dopo anni di colpevole torpore, infatti, la massoneria progressista di ispirazione rooseveltiana e keynesiana comincia a dare segni di auspicabile risveglio. Anche grazie all’infaticabile lavoro che, da molto tempo a questa parte, vede impegnati in prima fila e a viso aperto i massoni di Grande Oriente Democratico guidati da una leadership lucida e sapiente come quella di Gioele Magaldi (clicca per leggere). Non è il caso di lasciarsi trascinare da facili entusiasmi, perché la battaglia per la difesa e il recupero dei pilastri che sorreggono la civiltà occidentale, ora minati dall’opera demolitoria impunemente perpetrata dalla massoneria reazionaria e nazista impersonata dal Venerabile Draghi, è appena cominciata. Di contro, però, non è neppure corretto fare finta che non sia successo nulla. Da decenni gli oscuri e oligarchici cenacoli colpevoli di aver plasmato la globalizzazione in senso elitario e “antiumano” (copyright Papa Francesco), erano abituati a  scorrazzare liberamente da un capo all’altro del mondo senza mai trovare sulla propria strada nessuna degna resistenza in grado di fermare, o quantomeno rallentare, i rispettivi turpi e volgari disegni. Questa volta, invece, in occasione della nomina del successore di Bernanke, alcuni grandi burattinai  hanno fragorosamente sbattuto il muso contro il muro. Se volessimo usare una metafora utile per far comprendere a tutti la portata di quanto accaduto, potremmo all’uopo evocare quella suggestiva scena del film Rocky IV nella quale, dopo aver preso un mare di legnate, Sylvester Stallone riesce finalmente a rifilare un potentissimo gancio all’indirizzo della volitiva mascella dell’apparentemente invincibile pugile sovietico Ivan Drago (“Non è una macchina! E’ un uomo!” Clicca per guardare). Piuttosto, bisogna ora monitorare con estrema attenzione l’indirizzo politico che fin da subito la Yellen intenderà  imprimere al suo mandato. Ai soliti noti non mancano gli argomenti di “persuasione”. Alcuni dei quali, come nel caso di quel mediocre figuro del Presidente francese Hollande, si sono già dimostrati validi anche se utilizzati soltanto ex post. Chi ha orecchie per intendere intenda. Per dirla tutta, però, non credo molto nella sovrapponibilità tout court tra Hollande, finto e bugiardo progressista rimangiatosi tutte le promesse fatte in campagna elettorale (a partire dagli Eurobond), e la ben più tosta e attrezzata Yellen. Intanto, non era il caso di riporre molta fiducia in un politicante di quarta fila soprannominato giustappunto “il budino”; in secondo luogo, poi, i principali partiti della sinistra europea, tutti orbitanti all’interno della comune casa del Pse, sono fatti della stessa (maleodorante) pasta. La Spd tedesca di Steinbruck non è forse un partito permeato dal peggiore neoliberismo dogmatico? Il Pd italiano di Bersani prima ed Epifani adesso non è appiattito sulla linea Monti? Stesso ragionamento potrebbe farsi per la Spagna del fu Zapatero o, prima ancora, per l’Inghilterra del fu Blair. Per non parlare del leader del sedicente partito socialista ellenico Venizelos che, presto o tardi, i greci dovranno far processare di fronte ad un tribunale speciale competente per i delitti di Alto Tradimento e Crimini contro l’umanità. La polarizzazione dello scontro in atto negli Stati Uniti fra Democratici e Repubblicani avente ad oggetto l’osteggiato (dai Repubblicani) quanto necessario aumento del “tetto del debito” serve a fare chiarezza e a smuovere le acque putride e malmostose che caratterizzano il più miope e interessato consociativismo che paralizza la normale dialettica democratica (clicca per leggere). Benvenuta Mrs Yellen. Le auguriamo buon lavoro. Di sicuro non le mancherà.

    Francesco Maria Toscano

    9/10/2013

    Categorie: Esteri

    19 Commenti

    1. Giorgio Soros scrive:

      Visione molto ristretta come già detto,
      l’alternativa all’austerity folle europea non è il QE ad infinitum a favore quasi esclusivo dei soliti criminali speculatori, con svariate bubbles all’orizzonte.

      Con dati dell’inflazione truccata e gran parte dei nuovi posti di lavoro creati part-time.

      Raising the debt ceiling is a non issue, Obama potrebbe semplicemente tagliare qualcosa sul TRILIONE di spesa annua militare+intelligence+DHS.

      Senza contare il black budget inquantificabile.

      I BRICS si stanno già preparando al nuovo mondo dollar-less con la loro gold-backed international currency.

      Solitamente la verità è nel mezzo, e sia i pazzi criminali neoliberisti e i pazzi criminali keynesiani alla Krugman sono nel torto.

      Inoltre invito tutti ad informarsi sulla deriva autoritaria Obamiana, peggiore di Bush&co.

      Se il GOD si riconosce(se non addirittura millanta di influenzare) nelle politiche del Presidente, allora siamo freschi.

      • Petronius scrive:

        Posso sapere quale sarebbe invece la tua visione?
        Sono d’accordo che una politica espansiva non è sufficiente ma apprezzo la passione civile del GOD e del Moralista che a mio avviso sarà importante quando si capirà (tutti e anche loro) che non siamo semplicemente in un sistema da “aggiustare”; ma vorrei capire meglio il tuo punto di vista sia sull’analisi che nelle proposte.

        Grazie

        • Giorgio Soros scrive:

          Petronius,
          non ho ricette economiche magiche nè le conoscenze necessarie a formularle.

          Mi limito a denunciare analisi semplicistiche.

          Alcuni sostengono che alla luce del CPI (consumer price index) fasullo e del nuovo, bizzarro, metodo di calcolo del GDP introdotto recentemente, l’economia statunitense sia già in realtà in recessione o stagnazione.
          Nonostante gli 85BN/m di QE.

          Quindi comunque vada (continuazione QE o addirittura aumento sotto Yellen=bubbles e forse fine petrodollar o, al contrario, default) mi pare siano diretti verso prospettive non rosee.

          Pare a me commune ambo sponde atlantiche shift vs assistenzialismi (redditi cittadinanza, minijobs, food stamps) e erosione classe media a favore grande finanza al posto di crescita economica genuine e economia reale non finanz, impoverimento generale e crescita disuguaglianze.

          A prescindere da mezzi usati siano essi liberisti o Keynes.

          Poi come già detto non si può a mio avviso separare la questione economica da quella politica, così come per la UE.

          Ammesso che l’Amm. Obama fosse paradiso keynesiano ciò non toglierebbe che dal punto di vista politico e delle libertà civili si assista a fenomeni assolutamente senza precedenti per una democrazia occidentale.
          Come già sottolineato in altri posts.

          E ciò senza attingere minimamente a critiche su politica estera o tantomeno le numerose c.d. CONSPIRACIES su suddetta Amministrazione.

          Mi pare poi ipocrita pretendere che in USA dialettica Dem/Rep genuine (e Media idem) e non manipolata da soliti noti nel consueto modus operandi paradigm Mainstream VS Opposizione Controllata.

          Curioso poi che Tea Partiers visti come estremisti venduti a big corporation (pure vero finanziamento elettorale da parte di alcune) quando GOD stesso rivendica le conquiste dei Founding Fathers americani, in linea di principio concordi con Tea Partiers?
          Difesa American way e Constitution e modello small government.
          1° e 2° Emendamenti.

          Rischio mio avviso GOD globalista “di sinistra” vedasi inviti a violazione sovranità in difesa diritti umani senza se e senza ma, e rivendicazione conquiste come U.N. Dichiarazione Univ. Diritti Uomo e U.N. stesso.

          Ancora una volta falsa dialettica.

          Lieto di essere smentito, poichè prospettive assai negative le mie..

          • Rodion scrive:

            ” i pazzi criminali keynesiani alla Krugman sono nel torto”

            Scusa, ma ci argomenti questa affermazione?

            “all’austerity folle europea non è il QE”

            Non è che non hai ben chiaro la differenza tra spesa pubblica e quantity easing?

            L’economia è una scienza e non è che si possono sparare fregnacce a casaccio.

            Con tutto il rispetto, ma la sicumera con cui dispensi certe amenità non dovrebbero legittimarti a tacciare analisi altrui di “visioni ristrette”.

            Concordo invece sulla tua posizione antiglobalista: il mondialismo, preso da destra o da sinistra, porterà al medesimo risultato: l’ennesima aberrazione ideologica. l’autodeterminazione dei popoli non è un optional e L’omologazione culturale non è progresso.

            La frontiera è un VALORE.

            • Giorgio Soros scrive:

              QE=espansione monetaria
              austerity=politica fiscale restrittiva

              IS/LM

              ???

              “Con tutto il rispetto, ma la sicumera con cui dispensi certe amenità…..”

              Quali?

              “” i pazzi criminali keynesiani alla Krugman sono nel torto”

              Scusa, ma ci argomenti questa affermazione?”

              Il discorso era che entrambe le posizioni sono estremistiche, così come i neoliberals anche Krugman sembra essere in malafede quando fa certi discorsi, o comunque ossessionato da dogma keynesiani.

              Leggi ultime dichiarazioni. Vedi suoi video da YT.

              • Rodion scrive:

                Non ci siamo.

                L’austerity è in primis, come già sottolinato, la riduzione della spesa pubblica durante una crisi economica.

                Questa è un misto tra una taglio della spesa e l’aumento dell’imposizione fiscale.

                Quello che può far prendere di petto chi segue i post-keynesiani è che la mazza ferrata usata per punire la plebaglia €uropea sono le politiche procicliche causate dall’austerity.

                L’analisi post-keynesiana di Krugman è esattamente l’inverso, chiede politiche anticicliche, che NON sono solo QE ma anche politiche fiscali e spesa pubblica che rilancino la domanda aggregata.

                La correttezza dell’analisi è ormai un fatto empirico e il fatto che in €uropa si persegua questa politica criminale è il motivo di gran parte del nostro dibattito.

                La deindustrializzazione e le politiche depressive hanno solamente un significato politico volto all’asservimento dei popoli tramite lo smantellamento delle Democrazie.

                La Politica Economica diventa quindi chiave di lettura indispensabile per la Resistenza.

                Non trova quindi nessun fondamento “un’estremismo folle keynesiano” di Krugman (pazzo di democrazia?)

                Tutti abbiamo studiato il modello IS/LM il primo anno di economia, ciò non vuol dire essere economisti: quindi è meglio “studiare” quello che l’accademia sostiene. Si csprirà che le “divergenze” sono su ben altri temi.

              • Rodion scrive:

                p.s.

                Da un punto strettamente di dottrina economica, l’opposto del liberismo estremo (solo mercato) è il comunismo (solo stato), non il keynesismo che si pone come “via di mezzo” (un mercato che viene corretto nei suoi squilibri da un intervento statale).

              • and scrive:

                Io credo che tu confonda il QE di stampo monetarista (emissione di denaro che poi sta al mercato, cioè le banche prime beneficiarie del rubinetto, allocare) con la gestione anticiclica di Keynes della moneta (la moneta da sola non serve a niente se non viene utilizzata adeguatamente per rilanciare la domanda aggregata).
                Guarda caso… chi ha formulato la “teoria della trappola della liquidità”?
                Il corto ciruito “mentale” è dovuto al fatto che Krugman deve adeguarsi alla situazione attuale che vede i big finanziari e la propaganda anti-investimenti-pubblici frapposta all’ottimale gestione anticiclica keynesiana/rooseveltiana (l’uno senza l’altro non sarebbero “esistiti”).
                Proprio per questo motivo credo che la Yellen possa offrire una vera speranza data la sua predisposizione alla regolazione del sistema finanziario in antitesi al Summers pensiero.
                Sintesi:
                Yellen: Keynes (vedremo se lo farà e se potrà)
                Summers: Friedman (lo stesso Friedman si è pentito di cosa aveva contribuito a creare)
                Tea Party/UE: Von Heyek

          • Diego scrive:

            Non ci ho capito un tubo….

    2. Diego scrive:

      Ottimo

    3. Alessandra scrive:

      ..secondo W.Mosler non ci sara’ un gran cambiamento..

    4. fabio ehsani scrive:

      premesso che il moralista fa previsioni che dopo qualche mese si avverano e si guadagna così una certa credibilità, faccio notare che una altro sito che io apprezzo ( rinascita.eu) è invece molto critico con questa nomina dicendo in pratica che è solo un finto cambio di rotta per curare le apparenze. io penso invece che se lettaletta rallenta con le politiche dittatoriali e ci restituisce l IMU , è solo perche la Siria ha rallentato i piani onnipotenti del Bilderberg che ha capito che i tempi non sono maturi per il dominio totale. ma appena la siria sarà domata ricominceranno anche con l italia e altre parti d’europa

    5. [...] La nomina della Yellen a capo della Fed, al posto del reazionario di sistema Larry Summers (clicca per leggere), lo certifica. E proprio mentre i massoni [...]

    6. [...] suggerito ai miei lettori alcune tracce: una riguardante la nomina della Yellen a capo della Fed (clicca per leggere), l’altra ragionando sul presunto scandalo del “datagate” (clicca per leggere). E’ chiaro [...]

    Commenta a Diego


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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