Domenica 13 ottobre, a Roma, all’interno di una cornice suggestiva con vista sui Fori Imperiali, si è tenuta una conferenza organizzata dall’associazione Reimpresa guidata da Rossella Giavarini. Un incontro partecipato e interessante, destinato ad analizzare le cause di una crisi che sembra non avere fine. La giornata si è articolata in due distinte sessioni di lavoro. Nel corso della mattinata si sono susseguite le relazioni, tra gli altri, dell’ex direttore generale al ministero del Bilancio Nino Galloni, del prof. Antonio Maria Rinaldi, dell’economista Sergio Cesaratto  e del magistrato Luciano Barra Caracciolo (alias Orizzonte48), tutte tendenti, con sfumature differenti, a sottolineare le tante incongruenze che hanno accompagnato un processo di integrazione comunitaria altamente fallimentare. Nel pomeriggio poi, per iniziativa e impulso della professoressa Enrica Ciabatti (“Arlette”), sono intervenuti i rappresentanti di molte associazioni, sparse sul territorio nazionale, accumunate dal desiderio di imporre il tema della sovranità monetaria al centro del dibattito pubblico. L’obiettivo, in prospettiva, sembrerebbe essere quello di dare vita ad un movimento  politico in grado di rappresentare alcune istanze che, allo stato, non trovano diritto d’asilo presso i principali partiti politici italiani, 5 Stelle compresi. All’incontro ha partecipato pure il Moralista, esibendosi in una dissertazione rapida e  appassionata circa le vere quanto dissimulate finalità perseguite strumentalmente dalle élite sovranazionali per il tramite delle “indispensabilipolitiche del rigore (a breve dovrebbe essere disponibile il relativo video che provvederò a inserire). Peccato per i tempi contingentati, fatti rispettare con eccesso di zelo da tale Lorella Presotto, che impedivano di approfondire nel merito alcuni aspetti di decisiva importanza sconosciuti ai più. In ogni caso sono stato molto contento di partecipare ad una iniziativa che, pur evidenziando qualche limite di impostazione e un tantinello di confusione strategica, continuo a ritenere di assoluto pregio. Più nel dettaglio, ho trovato particolarmente interessante il documento di sintesi presentato dalla professoressa Ciabatti in apertura della sessione pomeridiana. Un lavoro, da commentare appositamente nei prossimi giorni, utilissimo nell’indirizzare gli sforzi intorno a questioni veramente dirimenti, a partire dal ripristino di una legge che, recuperando lo spirito dello Steagall Act di rooseveltiana memoria, separi al più presto le banche di investimento da quelle dedite alla raccolta del risparmio. Nino Galloni invece, apparentemente ritagliatosi il ruolo di maitre à penser  per l’occasione, si è inconsapevolmente reso protagonista di una delle poche note stonate della giornata. Nel desiderio vagamente didattico di puntualizzare alcuni aspetti del documento proposto dalla professoressa Ciabatti, l’ex collaboratore di Federico Caffè ha concluso dichiarandosi favorevole al pareggio di bilancio in relazione alla spesa corrente, al netto cioè di eventuali ed ulteriori spese per investimenti. Una posizione surreale che mi ha fatto vivere per un attimo l’impressione di essere capitato per sbaglio nel bel mezzo di un congresso del Pd o, peggio, della Spd tedesca dell’immarcescibile kapò con gli occhiali Martin Schulz. La boutade di Galloni, che da ragazzo deve essersi perso le lezioni riguardanti  la “teoria del moltiplicatore” di Keynes, è infatti comicamente simile alle periodiche fesserie sventolate con noiosa ripetitività dal Fassina di turno (clicca per leggere) Su Galloni pesa pure l’aggravante di essere stato presente durante la prima convention sulla MMT organizzata da Paolo Barnard in quel di Rimini nel febbraio del 2012. Ascoltandolo, però, appare evidente come Galloni possa vantare solo una epidermica interiorizzazione (per essere generosi) delle teorie presentate anche da Stephanie Kelton e William Black. Non so se dall’incontro di Roma potrà per davvero nascere una forza in grado di occupare uno spazio politico considerevole. Ne dubito fortemente. Anche perché sul punto ho ascoltato diversi interventi che finivano con l’elidersi l’uno con l’altro. Se Stefano D’Andrea ad esempio, presidente di Ars (Associazione Riconquistare la Sovranità), immagina una federazione dal basso come quella che diede vita al Partito Socialista nel 1892, Moreno Pasquinelli di Mpl (Movimento Popolare di Liberazione) propone invece di lavorare ai fianchi il Movimento di Grillo per migliorarne i contenuti. Questo nel merito delle cose dette. Quanto al metodo, infine, diffido fortemente delle iniziative politiche che nascono sotto la direzione degli imprenditori. Grazie, abbiamo già dato…

    Francesco Maria Toscano

    17/10/2013

     

    Categorie: Attualità

    36 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Allo stato sono dei velleitari senza sviluppi; l’idea poi di lavorare ai fianchi il movimento di Grillo è abbastanza ridicola che può anche avere un senso ma solo se intanto ci si sta muovendo per conto proprio, non come pesci remore che sperano nel colpo di culo di raccogliere avanzi di altri.

      Piuttosto Rifondazione Comunista è in subbuglio e al congresso verranno presentate mozioni tese a un cambiamento drastico di politica nei confronti dell’Europa. si va da proposte di disobbedienza civile (non so in che termini precisamente) alla richiesta di uscire dall’euro e dall’Europa qualora fosse accertata inequivocamente la non volontà europea di rivedere trattati e/o vincoli.

      Una cosa ottima dire ma non basta perché nello statuto di DRP c’è scrito che si collabora con tutti basta che non usino la denominazione “comunista”.

      http://www.democraziaradicalpopolare.it/statuto_aperto_e_potenziale.html

      Ariosto ha scritto pagine molto spiritose a proposito del casino che regna sovrano nel campo di Agramante.

    2. francesco scrive:

      MOLTO INTERESSANTE

    3. [...] Domenica 13 ottobre, a Roma, all’interno di una cornice suggestiva con vista sui Fori Imperiali, si è tenuta una conferenza organizzata dall’associazione Reimpresa guidata da Rossella Giavarini. Un incontro partecipato e interessante, destinato ad analizzare le cause di una crisi che sembra non avere fine. La giornata si è articolata in due distinte sessioni di lavoro. Nel corso della mattinata si sono susseguite le relazioni, tra gli altri, dell’ex direttore generale al ministero del Bilancio Nino Galloni, del prof. Antonio Maria Rinaldi, dell’economista Sergio Cesaratto  e del magistrato Luciano Barra Caracciolo (alias Orizzonte48), tutte tendenti, con sfumature differenti, a sottolineare Leggi la notizia [...]

    4. [...] Domenica 13 ottobre, a Roma, all’interno di una cornice suggestiva con vista sui Fori Imperiali, si è tenuta una conferenza organizzata dall’associazione Reimpresa guidata da Rossella Giavarini. Un incontro partecipato e interessante, destinato ad analizzare le cause di una crisi che sembra non avere fine. La giornata si è articolata in due distinte sessioni di lavoro. Nel corso della mattinata si sono susseguite le relazioni, tra gli altri, dell’ex direttore generale al ministero del Bilancio Nino Galloni, del prof. Antonio Maria Rinaldi, dell’economista Sergio Cesaratto  e del magistrato Luciano Barra Caracciolo (alias Orizzonte48), tutte tendenti, con sfumature differenti, a sottolineare Leggi la notizia [...]

    5. Alessandra scrive:

      Ciao Francesco, le perplessita’ che tu esprimi, sono le mie stesse perplessita’ , a partire dall’intervento di Galloni..ma stiamo vivendo un momento che, se non ci si unisce su alcuni punti essenziali, a partire dal recupero della sovranita’ monetaria e politica, come pensi si possa fare a rovesciare questo regime che sta diventando sempre piu’ sfacciato e prepotente?
      PS
      Sono stata molto contenta di averti conosciuto personalmente.
      Ciao
      Alessandra

      • il Moralista scrive:

        Cara Alessandra, senza darsi un profilo programmatico chiaro è inutile unire. Si fa solo confusione e si perde tempo prezioso. Anche io sono stato molto contento di conoscerti personalmente. Ci saranno di sicuro nuove occasioni di incontro.

        UN caro saluto,

        Francesco

    6. salvatore scrive:

      ” Quanto al metodo, infine, diffido fortemente delle iniziative politiche che nascono sotto la direzione degli imprenditori. Grazie, abbiamo già dato…”

      ed in effetti l’imprenditore, come forma mentis, difficilmente puo’ avere una visione d’insieme. ad es., quello che conviene a ME, impresario SINGOLO, pagare meno gli operai per guadagnare di piu’ e-o essere piu’ competitivo se attuato dall’intera CLASSE degli imprenditori diventa del tutto controproducente (per loro), vedi l’attuale carneficina di imprese per il collasso della domanda interna.
      come dire, il modus operandi imprenditoriale è intrinsecamente scoordinato e autolesionista (darwiniano).
      a dire il vero ci sarebbe una classe sociale che “agendo di concerto” puo’ far si che i suoi INTERESSI si tramutino in ricchezza per la collettività intera, sarebbe quella dei salariati, dei precari, dei disoccupati, e di tutti i dannati della terra. una loro EVENTUALE maggiore capacità di spesa per i noti effetti MOLTIPLICATIVI si tradurrebbe in maggiore ricchezza per tutti.ma noi confidiamo che i nostri EROI al prossimo “tour”..

    7. Guglielmo scrive:

      Il Moralista è davvero il titolo adatto per un blog che appunto giudica un modello economico senza neanche averlo visto, infatti il modello di Galloni,mio e di Gustinicchi, si basa completamente proprio sui moltiplicatori che se appunto usati per fare investimenti funzionano ancora di più. Poi visto che sennò sembra sempre che uno non voglia mettere nessun limite alla emissione di moneta (cosa non vera, però questa è il messaggio che passa sulla spesa a deficit) allora molto “politicamente” abbiamo introdotto il concetto che la spesa del funzionamento ordinario dello Stato va coperta con le tasse, detto questo il modello di Galloni, mio e di Gustinicchi , prevede concretamente delle formule che portano alla piena occupazione (vera e concreta!) all’aumento dei salari (che quindi garantiscono i futuri consumi su cui si baserrano le aspettative degli imprenditori!) ed una politica indistriale finanziata con spesa pubblica. Detto questo chi vuole parlare di economia seriamente lo deve fare con le formule e con i modelli, le chiacchiere servono a commentare le partite di calcio!
      Cmq lunedi prossimo pubblicheremo il modello su scenarieconomici.it e su Economia 5 Stelle, vedrete che ci sono tutti e “solo” gli ingredienti migliori della MMT e dei moltiplicatori keynesiani.
      Cmq ripeto chi vuole dare un contributo reale e costruttivo deve applicarsi, studiare, spremersi le meningi e scrivere il suo bel modello economico…sennò siamo tutti bravi a dire i famosi “secondo me” 2+2 fa 5, però poi in matematica 2+2 fa 4.

      • il Moralista scrive:

        Di Guglielmo conosco solo l’imprenditore del caffè. Evita di venire qui a fare il professorino da strapazzo perché non è aria. Ammetti da solo la strumentalità della vostra proposta (“molto politicamente abbiamo introdotto il concetto che la spesa del funzionamento ordinario va coperta con le tasse”). Praticamente stai dicendo che, pur di non incorrere nell’accusa di essere uno spendaccione che “vuole mandare in malora i conti dello Stato”, sentendoti furbo come una volpe, proponi “politicamente” un concetto insulso degno di Stefano Fassina. Fai fatica anche ad assegnare un significato alle parole. Io non ho giudicato nessun “modello economico”. Ho solo detto che per convergere su una proposta come quella di Galloni non c’è bisogno di fare nessuna grande rivoluzione politica e culturale. Basta iscriversi al Pd. O alla Spd, casomai parlassi meglio il tedesco visto che con l’italiano fai fatica. La tua risposta sul punto è “lo sappiamo che è una cazzata ma ci sembra “politicamente” utile. E’ inutile che studi e ti applichi. Con queste premesse rimarrai per sempre prigioniero del tuo politicume.

        • leopoldo scrive:

          quale sarà il modello politco economico che vincerà nei prossimi anni? non lo so.
          cmq so che sarà quello che convincerà maggiormente le seguenti classi sociali:-?! università, professori e relativi studenti; ilsole24ore e giornalisti economici; utenti web, gente che legge i blog come questo; dipendenti dei ministeri con portafoglio; comercialisti e relativi imprenditori loro clienti. credo di aver raccolto tutte le categorie coinvolte, ad esempio i sindacati, nonostante abbaino non si spenderanno in questa campagna politica perché i concetti sono difficili e labili da comunicare a persone che hanno scarsi strumenti di analisi e con lo smantellamento produttivo hanno sempre meno terreno dove pescare.
          credo che in questo scontro intelletuale per il futuro modello di sviluppo economico la relazione concetti-esempi e i loro canali di veicolazione, sarà determinante nella chiarezza con cui riuscirà a comunicarli.
          So che spesso gli insiemi si intrecciano, in questo caso è solo un bene per la comunicazione.

        • Ah moralì a Piazza Cavour qui a Roma c’è il Bar dello Sport, la prossima volta che vieni qui facci un salto così le tue chiacchiere da bar troveranno interlocutori più interessati, che onestamente a me chi non ha niente da dire e sa solo rovistare nella farina del sacco altrui, mi annoia. Cmq nel modello sicuramente metteremo la spesa a deficit per corsi di giornalismo accelerato in cui si insegna a conoscere le cose prima di criticarle. Daje Foza Roma…vinceremo , vinceremo, vinceremo il tricolor!

          • il Moralista scrive:

            In un primo momento avevo avuto l’impressione di discutere con un idiota. Devo ricredermi. Evidentemente ti ho sopravvalutato…

            • Ognuno vede riflessi negli altri i propri limiti.

              • Petronius scrive:

                Il Moralista e Guglielmo non sanno che da anni due almeno, TUTTI i microscopici gruppuscoli – composti a volte da attivisti qualificati, a volte da professori, a volte da entrambi – quando si incontrano per cercare di dar vita a un soggetto che in dimensioni superi quelle di un moscerino allo stadio larvale, scoppiano le liti più furibonde alle quali segue una “scissione” in soggetti ancora più piccoli e insignificanti di prima.

                Uno dovrebbe capire che ci sarebbe da riflettere su questo, che si tratta di un sintomo molto significativo di qualcosa che ognno di noi nel suo piccolo dovrebbe sforzarsi di superare.
                Ma se lo fai presente vieni aggredito a insulti o vieni del tutto ignorato.
                Capisco che lo spippettamento è un’attività che dà grande soddisfazione ma l’ideuzza che forse fare sul serio, unirsi su un programma modestissimo con una principale finalità che è “SVEGLIARE IL POPOLO”; il sospetto che cominciare a fare politica alternativa sul campo, in mezzo ai nostri fratelli, potrebbe essere meglio delle pippette anche se costerebbe qualche sacrificio, qualche rinuncia e tanta pazienza nei confronti delle debolezze altrui (che poi sono le NOSTRE riflesse)…; ecco, questa intuizione proprio non vi arriva, chissà perché…

              • il Moralista scrive:

                Mi piace argomentare. Quindi ti dimostro perché sei idiota. Sei venuto qui per dire che proporre il pareggio di bilancio solo per la spesa corrente è utile “politicamente”. Così facendo palesi la tua piccineria strumentale degna di un politicante di quart’ordine. Se hai qualcosa da precisare sul punto, fallo pure (magari scusandoti per le oscenità che scrivi). Altrimenti taci e scompari. Occupati di cose che sono più attinenti al tuo status. Portare gli scontrini a Casaleggio per esempio…

        • Senti complessato, non fai manco 300 visualizzazioni con le tue pippe mentali domenicali, le nostre precisazioni le facciamo su scenarieconomici che è un sito di economia che ha un perchè, no su signornessunomoralista.it che manco per andare al bagno serve a qualcosa. Come diceva Sciascia “A ciascuno il suo!” …a te le chiacchiere da sermone domenicale a noi i modelli economici. A cuccia!

          • il Moralista scrive:

            Miserabile idiota, a cuccia lo dici alla cagna di tua sorella. Scenarieconomici è un sito sconosciuto dove scrive un vile fallito come te. Torna a scodinzolare da Casaleggio e levati immediatamente dai coglioni. Se fossi un uomo, e non un quaquaquaraua immondo e indegno quale sei, vomiteresti le tue porcherie guardando in faccia il tuo interlocutore. Ma siccome sei un pagliaccio vigliacco e miserabile, sputi contumelie al riparo di un provvidenziale schermo…

            • Petronius scrive:

              Finalmente abbiamo trovato quella serenità adatta a un proficuo e costruttivo scambio di idee dal quale nascerà certamente un accordo.
              Abbiamo un luminoso cammino di impegno politico in comune davanti a noi! Il nemico non sa che ci stiamo unendo indissolubilmente!!

            • Io sono a Roma, abito a Piazza Cavour, vieni quando vuoi e facciamo un bel challenge così per una volta potrai parlare di economia e non di chiacchiere da bar, però lavati prima di venire che la puzza delle stronzate che dici si sente da lontano!

              • il Moralista scrive:

                Chiedo scusa ai lettori del Moralista se la discussione ha raggiunto toni che non sono usuali per chi frequenta questo blog. “Non parlare mai con un idiota”, spiegava Artur Bloch, “la gente potrebbe non capire la differenza”. Faccio mio questo ottimo consiglio e chiudo d’imperio la discussione con questa specie di ominide che ha insozzato il nostro spazio.

    8. fabio ehsani scrive:

      peccato che questo convegno non sia stato pubblicizzato . io non ne sapevo niente. le prossime volte metteteli online……

    9. Tiziano scrive:

      Vorrei evidenziare un punto FONDAMENTALE: i promotori di questo convegno e questa idea di aggregazione che, se raggiungesse un ampia base, potrebbe confluire in un nuovo movimento politico, non è organizzata solo dagli imprenditori ma dalle IMPRESE, ovvero: imprenditori e loro collaboratori, dipendenti, operai, impiegati, tutti intesi come UNICHE IDENTITA’, cioè accomunate da un unico destino, questa crisi ce lo ha ricordato. Quando un’azienda chiude, siamo tutti a spasso.
      Ovviamente parliamo di piccola e media impresa, dove i rapporti interpersonali rappresentano ancora un valore fondante. Al convegno io rappresentavo tutta la mia azienda e tutti i suoi appartenenti, 30 persone.
      Dietro a questa iniziativa ci sono forze estremamente moderne e innovative capaci di proporre nuove soluzioni per una società migliore e sovrana sia in campo economico che politico e culturale.
      Noi ci appelliamo a tutte quelle persone che mosse da spirito sociale e, oggi anche nazionale, sono già attive sul territorio attraverso le loro associazioni che hanno acquisito competenze e che sanno dialogare fra loro.
      Uniamo le nostre energie, troviamo una sintesi sui contenuti comuni e organizziamoci.
      Dobbiamo ripartire dalla base, subito e in modo organizzato, non c’è più tempo. Qui forse il pragmatismo degli imprenditori può essere una risorsa, la vera Italia del fare.
      L’attuale politica corrotta, clientelare, incompetente e lobbista ci sta portando alla rovina. Coordiniamoci subito e cominciamo a ricostruire l’Italia!

      • leopoldo scrive:

        non credo, sia a destra che a sinistra, sulla questione €uro si o no si trasformi in un partito politico. Nonostatnte sia una questione complessa, non è sufficiente per aggregare un partito, ma solo movimenti di opinione trasversali alla società europea nel suo complesso. Un partito dovrebbe essere una organizzazione con specifiche carateristiche di rivendicazione e protezione di interesi sociali, che propone progetti a garantire i medessimi. Lo scontro attuale sul €uro e spessa pubblica, è troppo ampio e trasversale, anche se penso che saranno l’opinione di specifiche categorie sociali che determineranno il prevalere di una strada o l’altra. Un risultato politico lo vedo lontano e cmq pd e pdl cercheranno di evitarlo il + possibile, anche se un errore di fiducia può sempre capitare.

    10. leopoldo scrive:

      Petronius ha ragione svilite il blog ad insultarvi, lasciate decidere alla vostra abilta dialectica e argomentativa. siete maggiorenni

      • il Moralista scrive:

        Leopoldo non ho capito con chi ce l’hai. Chi è che svilisce il blog? Io lascio a tutti libertà di espressione e non censuro nessuno (esclusi messaggi violenti o minacciosi). Chi si pone con gentilezza troverà ascolto e modi garbati. Chi si presenta in maniera saccente e arrogante riceverà, al contrario, il trattamento che si merita

        • Petronius scrive:

          No, ti sbagli e di grosso.
          Innanzitutto non hai un carattere esageratamente accomodante e lo sai benissimo; ma anche qui con Guglielmo dove è evidente che si è posto malissimo lui (escludendo l’eventuale pregresso fra voi che non conosco) e quindi la “ragione” (notare le virgolette) sarebbe dalla tua parte hai fatto male a prendere subito d’aceto in quel modo.
          Mi spiego: siamo messi malissimo perché la gente almeno per adesso non ha capito minimamente il disegno economico che gli stanno ritagliando addosso e quindi una risposta politica è difficilissima. Ma cosa ti aspetti dalla “gente”? Sono persone che non hanno stdiato, che devono lavorare e quindi tenderanno al ridicolo personalismo come Guglielmo che si crede davvero un economista; la gente è fatta da individui che cercano magari l’occasione per “svoltare” e basta, che non hanno la necessaria apertura mentale per capie le posizioni diverse…
          Insomma questa è la situazione e da qui si deve partire; se però ci si impazientisce perché “gli altri” non sono perfettamente all’altezza si dovrà ammettere anche la propria totale impotenza.

          Bisogna essere particolarmente gentili e rispettosi lasciando che LENTAMENTE le persone si rendano conto che esiste un livello di competenza, connessioni sociali, tradizione che nessn singolo individuo nato ieri potrà mai raggingere e quindi, atamaticamente e in serebità, ci si renderà conto che è un vantaggio affidarsi a chi attualmente detiene mezzi politico culturali migliori.
          Naturalmente questi utlimi, i più competenti, dovranno avere come fine etico il compito di rendere chi “vole” svegliarsi più consapevole e più desideroso di partecipare; quindi accettare che non si pò rimanere per sempre “alla guida”.

          Davvero ragazzi, siamo lontani anni luce da quello che dovremmo fare ttti assieme.

    11. Georgejefferson scrive:

      L’effetto moltiplicatore lo hai gia con gli investimenti da fare in deficit,e la nuova moneta che resta nell’economia reale come quota interessi,oppure col deficit spending in moneta asset e non liability (biglietto di stato in emissione diretta senza debito).Questo per gli investimenti di Stato che automaticamente diventa domanda per il settore privato che contemporaneamente moltiplica la cosa in altri investimenti che originari dal privato stesso nel contesto di aspettative e aumento della domanda generalizzato.Salvo poi eventi straordinari di varia natura non sempre controllabili (disastri idreo geologici/terremoti) il resto della spesa corrente in pareggio(magari allungata a 3 anni,quindi deficit e surplus fino al saldo 0 triennale) rappresenta un patto sociale per alimentare fiducia ed etica nelle istituzioni pubbliche elette ora esautorate dalle istituzioni private non elette.Fiducia che serve a mantenere la stessa anche nella moneta sovrana e ripristinato ruolo di garante dello Stato nelle coscienze collettive dei cittadini.Un patto sociale che troverebbe la cittadinanza in maggior parte (se debitamente informata ed acculturata)concorde e meno sospettosa.Permetterebbe anche maggiore collaborazione internazionale e fiducia degli stessi attori esteri come noi per loro.Non ha torto Galloni.Si informi meglio su Keynes Francesco.Poi si puo essere in disaccordo,per carita,ma illustri keynesiani nel mondo si esprimono come Galloni.Niente a che vedere con la classe tecnocratica dominante in Europa oggi, ovviamente.

      • il Moralista scrive:

        per il fine particolare che si intende raggiungere mediante la spesa in questione, il contenuto della spesa stessa è relativamente indifferente. Ciò che realmente importa infatti è che, mediante la spesa pubblica, venga posta in essere una domanda addizionale. Che ciò avvenga mediante l’esecuzione di lavori pubblici o mediante una politica di sussidi a certe categorie di cittadini non ha, per il problema in questione, alcuna rilevanza. La spesa, in altri termini, potrebbe anche essere del tutto inutile, potrebbe, cioè, anche concretarsi in cose che non hanno una utilità loro propria, e tuttavia essa potrebbe ugualmente esercitare il suo effetto sul livello del reddito nazionale. Si noti bene, infatti, che gli effetti in questione non sono legati ad un aumento di capacità produttiva, ma sono, al contrario, legati alla creazione di una domanda addizionale che ponga in funzione una capacità produttiva già esistente e non correntemente utilizzata. In altri termini, sei il problema della disoccupazione è un problema di deficienza di domanda effettiva, e non un problema di deficienza di capacità produttiva, allora ciò che importa nella spesa pubblica è soltanto il suo ammontare e non il suo contenuto. Naturalmente, una volta che la spesa pubblica debba essere eseguita, può ben essere consigliabile fare con essa opere aventi una utilità intrinseca anziché opere inutili; è sempre meglio, in altri termini, spendere, poniamo, per l’istruzione o per certe opere pubbliche che in periodi normali non si sono potute eseguire, anziché, per fare un esempio spesso ripetuto, scavar buche per terra e poi riempirle. Sia chiaro, tuttavia, che nell’ambito del problema che ci si propone di risolvere, e cioè la creazione di una domanda addizionale per supplire alle deficienza che su questo terreno presenta il mercato, l’utilità propria delle opere che si eseguono è un elemento secondario e da essa non dipende il raggiungimento dell’obiettivo principale”. (Keynes)

        • Enrica scrive:

          Fenomenale questo passaggio di Keynes. Demistifica in un colpo solo tutte le fesserie che vengono messe in campo per occultare una verità di base: e cioè che si è deciso di impoverire la popolazione.
          Per quale scopo non so, ma mi sembra evidente: renderla schiava.

        • Georgejefferson scrive:

          …Naturalmente, una volta che la spesa pubblica debba essere eseguita, può ben essere consigliabile fare con essa opere aventi una utilità intrinseca anziché opere inutili; è sempre meglio, in altri termini, spendere, poniamo, per l’istruzione o per certe opere pubbliche che in periodi normali non si sono potute eseguire, anziché, per fare un esempio spesso ripetuto, scavar buche per terra e poi riempirle…

          Vedi?Scommetto poi che Galloni parla poi in termini quali scienze umanistiche,tendenze,sarebbe utile e altamente condivisibile…non come scienza naturalistica del divenire politico come “esatto”.Quindi posto come l’ho posto io (o galloni)il ragionamento e’ condivisibile a tanti,a mio avviso.

          Ma il punto e’ un’altro.Per aggregare associazioni e volontà politiche senza dividersi in mille partitini,e’ necessaria l’arte della sintesi insieme alla volontà ferrea di operare nel bene.Significa compromesso concordato,nel reciproco tentativo di avvicinarsi.L’arte della politica nel senso nobile sta anche qua,come dimostra anche il compromesso storico (quello si) della costituente del 48,tra istanze socialiste e liberali insieme col punto di incontro fondamentale nella comune radice storica umanistica.

          Legittimo obbiettare che quella dialettica del compromesso in cerca di sintesi sia la stessa dei media mainstream…vero.Ma e’ negli intenti la differenza,quali interessi di fondo si cercano.Saluti

    12. il Moralista scrive:

      Per conservare la memoria storica della diatriba trascorsa, ho deciso di non censurare nessuno dei passaggi che mi ha visto protagonista di una sgradevole polemica con tale Guglielmo Soccorsi. Mi rammarico ancora una volta per avere permesso che la discussione deviasse verso lidi barbarici e incivili e, per il futuro, mi riprometto di mantenere un algido aplomb anche di fronte all’insolenza dei periodici provocatori che, in ossequio alla libertà di pensiero che difendo sempre, comunque e nei confronti di chiunque, troveranno anche in futuro una platea dalle parti de Il Moralista.

    13. Enrica scrive:

      Ciao Francesco! Anche a me, come ad Alessandra, fa molto piacere averti conosciuto di persona, e spero di rivederti presto.
      Sono perfettamente consapevole dei limiti della Rete sovranista che stiamo tentando di costituire, ma ritengo che valga comunque la pena di provarci, con umiltà e pazienza, senza clamori.
      Per quanto riguarda Reimpresa, devi tenere conto del fatto che si tratta di imprenditoria ben particolare, cioè di un’Associazione nata da una costola di Barnard.
      Sono persone molto concrete e con le idee chiare, anche umili al punto giusto e disposte ad imparare.
      Io ho fiducia in loro. :-)

      • il Moralista scrive:

        Carissima Enrica, ricambio con affetto le tue considerazioni che apprezzo molto. Tu hai fiducia in Reimpresa ed io ho fiducia in te. Per cui, rispolverando l’assioma aristotelico…continuo a seguirvi con attenzione.

        Un caro saluto,

        Francesco

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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