Quando Ratzinger decise di dimettersi da Papa rimasi particolarmente colpito. Da cattolico, infatti, coglievo l’importanza di un gesto tanto raro quanto evocativo. Non posso dire di essermi mai particolarmente affezionato al Pontefice tedesco, poco comunicativo nonché colpevolmente silente di fronte alla devastazione europea in danno dei poveri, degli ultimi e degli oppressi innalzati dal Vangelo, perpetuata sadicamente da una genia perversa di politici e burocrati periodicamente  ricevuti in Vaticano e benedetti con tutti gli onori. Queste prassi, esasperate in maniera esponenziale da porporati sprovvisti di misericordia come Bertone e Bagnasco, tradiscono una realtà molto terrena e diffusa. I diversi tipi di potere, siano essi di natura spirituale o secolare poco importa, tendono sempre per inerzia a difendersi e spalleggiarsi tra di loro al fine di cristallizzare un sistema che, in fin dei conti, ne riconosce la rispettiva supremazia. In estrema sintesi, quindi, il Vaticano provvederà quasi sempre ad assumere posizioni gradite ai vertici del potere laico globale, denotando al contrario sostanziale indifferenza per le aspettative del popolo dei fedeli e facendo finta di non compenetrare fino in fondo i messaggi evangelici più scomodi e rivoluzionari. Alla Chiesa contemporanea interessa quasi esclusivamente piacere a Pilato. Per lavarsi la coscienza, poi, i vertici della gerarchia sono soliti lanciare proclami generici e indistinti, contro l’egoismo e a favore dell’amore universale, che trovano sempre guarda caso il consenso entusiasta dei vari Draghi, Monti, Letta e Napolitano, autori e protagonisti del più grande progetto di involuzione storica e regressione democratica che l’Italia ricordi. Ma i Papi di oggi, anziché provare ad allontanare i barbari contemporanei come fece Papa Leone nel 452 d.c. con il feroce Attila, re degli unni, preferiscono ora spalancare ai carnefici le porte del Vaticano per la gioia dei fotografi e del popolino bastonato e plaudente. Lo stesso, in verità, accadde negli anni peggiori del secolo scorso, quando, durante l’ascesa del fascismo prima e del nazismo poi, la Chiesa di Papa Pacelli tenne lungamente un atteggiamento ambiguo ed omissivo (clicca per leggere). Da cristiano-cattolico, mi piacerebbe sentire levarsi forte la voce del vicario di Cristo in terra per condannare senza reticenze l’operato folle e demoniaco di una sovrastruttura crudele che controlla le istituzioni comunitarie per rinverdire il ricordo dei lager hitleriani. Mentre la Troika uccide migliaia di uomini in ossequio ad una visione anticristiana del mondo, invece, Papa Francesco accoglie e abbraccia amorevolmente a beneficio di telecamera il principe delle tenebre Mario Draghi, vero e potente anticristo direttamente responsabile di tutto il sangue innocente versato negli ultimi anni nei Paesi occupati dagli emissari del tecno-nazismo trionfante, a partire dalla povera Grecia (clicca per leggere). L’arte della dissimulazione, si sa, è indispensabile per esercitare con costrutto il potere. E Mario Draghi, allevato dai gesuiti, di sicuro ne conosce i più reconditi meccanismi. Un passo indietro. Quando vidi per la prima volta il nuovo Papa affacciarsi dal balcone di San Pietro provai un sentimento ambivalente. Per quanto fossi contento per l’elezione del successore di Papa Benedetto XVI, l’ascolto delle prime parole del nuovo Papa non mi emozionò particolarmente. Forse perché, in cuor mio, speravo nell’elezione del cardinale Patrick O’Malley, uomo di fede che  mi aveva ipnotizzato per la profondità del suo sguardo e la genuinità del suo sorriso. In ogni caso, non nutrivo alcun pregiudizio nei confronti dell’ex cardinale di Buenos Aires, per quanto la stampa mondiale provvide prontamente a disseminare dubbi circa la correttezza dell’atteggiamento tenuto dallo stesso Bergoglio al tempo della dittatura del miserabile Videla (clicca per leggere). Passato qualche mese dall’avvento di Francesco è già possibile tracciare un primo bilancio sull’operato di questo Papa carismatico, da molti raffigurato come esempio di discontinuità con un passato ingessato e  non al passo con i tempi. Sono veri i cambiamenti imposti da Francesco o, al netto della facile retorica, non è in realtà cambiato nulla di particolarmente rilevante? Non è facile rispondere con nettezza ad una domanda così impegnativa. E’ lecito però approfondire la questione. Papa Francesco sembra mediaticamente molto attento a diffondere di sé una immagine sobria, nemica degli sprechi e dei lussi. Sempre pronto a condannare eccessi e sfarzi, il Papa tende a ripercorrere, raffinandolo, una schema simil-grillino. Così come il comico genovese vellica parte dell’elettorato puntando il dito contro la Casta, stando però attento a non disturbare il famelico gotha finanziario che impoverisce i popoli attraverso un uso spregiudicato e criminale della moneta, Papa Francesco parallelamente si scaglia contro tutto ciò che è  “superfluo”, guardandosi però bene dal denunciare con chiarezza ideologi e autori del massacro in atto consumatosi al grido di rigore e austerità. Qualche giorno fa scrissi un pezzo che oggi non riscriverei (clicca per leggere). Nell’articolo riportato, come avrete notato, esprimevo sincero entusiasmo per l’analisi di Papa Bergoglio, coraggiosamente pronto a puntare il dito contro le politiche “antiumane” dei governi che generano disperazione.Finalmente uno che mette in riga gli strozzini della Troika dall’alto della sua autorevolezza morale”, pensai ingenuamente tra me e me. Poi, casualmente, sono incappato nella visione di questo video (clicca per guardare)  e mi si è subito oscurato il cuore. Ma come si fa, mi domando ancora oggi, a denunciare le politiche antiumane dei governi e poi farsi fotografare sorridente con la famiglia Draghi (Draghi!) al completo? Chi più del capo della Bce, membro forte della Troika, ha le vesti insozzate dal sangue delle tante povere vittime strozzate dalle continue e sadiche richieste di tagli e licenziamenti malvagiamente cucinate dalle parti dell’eurotower? E’ credibile chi difende l’oppresso andando contemporaneamente felicemente a braccetto con il perverso oppressore? Professare buoni sentimenti è facile. Mettere in discussione gli equilibri di potere consolidatisi intorno ad alcuni torturatori in doppio petto però è un’altra cosa. Ne sanno qualcosa dalle parti dello Ior, banca vaticana da tempo finita al centro di pesanti chiacchiericci, tuttora  presieduta dal massone conservatore Ernst von Freyberg (clicca per leggere), chiamato a subentrare al posto dell’opusiano dimissionario Gotti Tedeschi. Spero fortemente che Papa Francesco possa presto smentirmi con la forza dei fatti. Di buone parole e caritatevoli intenzioni ne abbiamo fin sopra i capelli.

    Francesco Maria Toscano

    21/10/2013

    Categorie: Editoriale

    15 Commenti

    1. [...] Quando Ratzinger decise di dimettersi da Papa rimasi particolarmente colpito. Da cattolico, infatti, coglievo l’importanza di un gesto tanto raro quanto evocativo. Non posso dire di essermi mai particolarmente affezionato al Pontefice tedesco, poco comunicativo nonché colpevolmente silente di fronte alla devastazione europea in danno dei poveri, degli ultimi e degli oppressi innalzati dal Vangelo, perpetuata sadicamente da una genia perversa di politici e burocrati periodicamente  ricevuti in Vaticano e benedetti con tutti gli onori. Queste prassi, esasperate in maniera esponenziale da porporati sprovvisti di misericordia come Bertone e Bagnasco, tradiscono una realtà molto terrena e diffusa. I diversi tipi Leggi la notizia [...]

    2. Alessandra scrive:

      ..ammiro le persone che riconoscono quando pensano di aver sbagliato un giudizio..

    3. davide scrive:

      alla fine per il vaticano e per i suoi seguaci più intolleranti il problema è che non vengano messi in discussione i principi c.d. non negoziabili, alla faccia del sistema di welfare proposto da chi si fa avanti per difenderli…sembrerò strano ma posso dire di gente che vota udc a prescindere ovvero per il solo fatto di essere un partito cattolico…se a tali persone fai notare che un partito ha delle proposte di welfare migliore ma si dichiara a favore ad es. gay e/o coppie di fatt,o costoro ti rimproverano che tali partiti sul piano morale lasciano a desiderare…perciò concordo con quanto scrivi ovvero alla fine si tratta di un’unione d’interessi atta a preservare lo status quo ed anzi semmai modificarlo in peggio, grazie anche alla mentalità provincial-bigotta degli italiani, che considerano più importante la morale pubblica del sistema di welfare…

    4. Giovanni scrive:

      Spero come te che questo papa sia un vero rivoluzionario, un uomo che possa far riacquistare alla Chiesa quel ruolo che ha perso immergiendosi nei giochi di potere per soldi, e per piacere. Ma forse questo papa ha solo il compito di alleviare piano piano le sofferenze di noi poveri cristi per condurci alla morte con una solenne estrema unzione.

    5. ugo scrive:

      Nota a margine, magari priva di profondità.
      La Chiesa è stata un ente che ha esercitato per secoli un potere dispotico e pienamente allineato, negli ideali e nei fatti, con i metodi dell’epoca. Come la storia ci insegna, ammesso che ci si possa fidare della storia raccontata nei testi di storia, furono tempi piuttosto sanguinari. Più di recente, nel secolo scorso, la Chiesa ha stretto patti con alcune delle dittature più dure, anche se non essenzialmente al fine di trarne profitto economico (“lo sterco del diavolo”, a sentire le prediche). Parte di quelle dittature sono crollate, e nei Paesi ove si sono manifestate, sempre secondo la versione spacciata dai libri di storia, ha avuto luogo una vera e propria frattura col passato per la quale, ad esempio, l’Italia di oggi si considera altra cosa rispetto all’Italia fascista, e la Germania di oggi si considera altra cosa rispetto alla Germania nazista. Ebbene?
      Ebbene, non mi risultano analoghi punti di discontinuità per quel che riguarda la Chiesa. La Chiesa di oggi è l’estensione di quella che è stata la Chiesa che appoggiava il fascismo e il nazismo, stringendo con essi concordati dai quali traeva vantaggi anche esconomici (che, almeno nel caso dei vantaggi riconosciuti dal fascismo, perdurano potenziati ancor oggi, dopo la sciagurata riconferma dell’84). Perché dunque stupirsi per l’attuale sguardo ammiccante che arriva dalla Chiesa a quei poteri che Toscano definisce “neonazisti”? Non c’è discontinuità, non c’è contraddizione. C’è semplicemente il perdurare di un atteggiamento mirato a trarre il massimo profitto da ognuna di quelle situazioni che, affiancando il potere di turno per farne parte a pieno titolo, garantiscono utili e possibilità di partecipazione alla manipolazione delle “masse” (che, alla fine della fiera, siamo noi sudditi, da sempre e per sempre). Amen.

      P.S. Onde evitare che qualcuno si senta offeso, sia ben chiaro che distinguo con un tratto estremamente netto i cristiani dalla Chiesa. Gli uni sono persone, l’altra è istituzione. E non è differenza da poco.

      • leopoldo scrive:

        però spesso i cristiani si raccolgono in comunità, che la chiesa accoglie ;-) in passato si comportava in un modo un po’ diverso(-: pensiamo a SS. ambrogio con Ario o ai patari
        http://cronologia.leonardo.it/storia/tabello/tabe1546.htm
        questo papa rapressenta diciamo l’ala popolare ha un stile di vita sobrio, perché è lui sobrio. Sendo il capo di una organizzazione potente deve incontrare i capi delle altre organizzazioni, non è che stato e chiesa non si devono parlare )-: se fosse così sarebbe grave, dipende da cosa si dicono e concordano :-(
        perché la chiesa ha scelto un papa come questo?-:-?, perché il mercato stava erodendo la chiesa stesa (ratzinger a fine mandato disse che la chiesa sono gli uomini e non intendeva il clero). in + questo papa sta cercando di far ragionare la gente sulla responsabilità: da qui l’affermazione ‘chi ha il diritto di giudicare’ o l’incazzatura per il servizio fatto da vanity fair.
        Non è che la chiesa si privera del denaro, solo lo usera in modo + accorto, don colmegna è un esempio. Per farlo deve modificare le sue strutture , lo ior e il sistema bancario vaticano è inefficiente per le prossime mosse del gruppo bergoglio quindi si cambia. quale sarà la direzione, mistero. quello che posso dire e che le edizioni paoline sono dimagrite a livello occupazionale :-(

    6. ugo scrive:

      Resta il fatto che nei giorni scorsi abbiamo visto il Bergoglio fare il simpaticone con quel buontempone di Draghi. Del resto non vediamo traccia. Ad esempio, non mi sembra che a Bergoglio sia balenata la possibilità di invocare vergogna su se stesso per il fatto che continua a “mungere” uno Stato che a sua volta munge persone appena lievemente in difficoltà. Che so, qualche piccola svolta concreta e immediata in tema di tassazione sugli immobili e di 8 per mille, troppo difficile? Come vogliamo chiamare chi raggranella fondi coi proventi di una rapina? Io suggerirei “complice”, ma sono probabilmente prevenuto. Ah, ovviamente il papa è solo la punta dell’iceberg, perché è evidente che è solo l’espressione di un’oligarchia sulla quale non posso pensare che abbia un effettivo controllo. Ma anche a voler vedere le cose da questo punto di vista, come chiamare chi accetta un incarico da parte di un’oligarchia abbietta? No, non vedo possibilità di assoluzione, e dunque tocca a me esclamare “Vergogna!”. E tanta.

      • leopoldo scrive:

        hai ragione se guardi dall’esterno in piccolo; ma la realta della chiesa oggi è anche questa :-?
        http://estancabigas.com/the-new-cathedrals/

        una piccola domanda il bilancio dela chisa e il bilancio dello stato italiano quale dei due è più piccolo ?-:

        • ugo scrive:

          Non è mica una risposta facile, nè! Tanto che non ti so proprio rispondere. Mi sento solo di dire che se vuoi sottintendere che il bilancio del Vaticano è quello minore devi muoverti con prudenza. Non dimenticare che il Vaticano basa i suoi introiti su un “giro” internazionale che tocca mezzo mondo (se non di più), dunque direi che si tratta d’un sottinteso che non conviene dare per scontato.
          Comunque sia, non capisco il motivo della tua domanda nel contesto delle mie osservazioni. Aiutami, se vuoi.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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