Lentamente, tra mille cautele e distinguo, alcuni intellettuali spesso ospitati sulle pagine dei nostri “grandi giornali” cominciano a porsi domande sulle bontà di questa costruzione europea. Non sarà che alcune procedure riservate che preludono l’elaborazione di trattati europei, da fare poi approvare a scatola chiusa ai singoli parlamenti nazionali come nel caso del Fiscal Compact, si chiede pensosa Barbara Spinelli, finiscano con lo svuotare in nuce quella sovranità che la nostra Costituzione antifascista assegna ai cittadini? (clicca per leggere) La brillante e sempre originale editorialista in forza a Repubblica è stata effettivamente colta da un pensiero infido e sottile. Con sommo ossequio provo ad accennare una sintetica analisi volta a rafforzare le argute suggestioni che, come fantasmi molesti, albergano nella mente dei più intuitivi fra gli illustri pensatori che quotidianamente danno lustro alla nostra povera Patria. Ebbene sì, luminosissima professoressa Spinelli, la Ue è nei fatti e non da oggi nemica della democrazia e del benessere diffuso, l’acqua calda brucia e in inverno è preferibile indossare un cappotto prima di uscire (specie la sera). Risolti in via preliminare questi oscuri enigmi, difficilmente percepibili da occhio profano, è ora il caso di approfondire l’argomento. Questa Europa, a differenza di quello che pensano e scrivono alcuni collaborazionisti più o meno consapevoli, non è preda di un deprecabile deficit democratico  (frase da pronunciare, se possibile, con le erre moscia che fa tanto sinistra chic). E’ nazista. Nazista nel perseguire l’obiettivo di un ridisegno sociale che mira dolosamente alla fucilazione dei deboli e degli ultimi, al riparo di una maschera arcigna e tecnocratica che impone un insindacabile e insensato rispetto di alcuni assurdi parametri comunitari pensati per preservare una presunta e inesistente “purezza del bilancio” in luogo dell’oramai improponibile e demodé  mito della “purezza della razza” di hitleriana memoria (clicca per leggere). Ad una  attenta lettura dei fatti oggetto della nostra discussione, inoltre, scopriamo che l’attuale oligarchia che controlla la Ue non solo è chiaramente imbevuta di ideologie mutuate dal perverso armamentario ideologico in voga nella Germania nazista; non solo la scelta dei componenti del politburo di Bruxelles avviene per cooptazione antidemocratica come nelle peggiori dittature conosciute nel corso del Novecento; ma, mirabile scandalo e infinita vergogna, osservando la genesi di alcune scelte politiche destinate  a produrre effetti su larga scala, ritroviamo le stesse dinastie già in passato protagoniste dell’effimera ascesa della croce uncinata sul trono d’Europa. Non ci credete? Allora seguitemi. Il nostro ragionamento parte da qui: la Cdu di Angela Merkel riceve un finanziamento di 690 mila euro dalla casa automobilistica tedesca nota come BMW (clicca per leggere). Il giornale Die Zeit, rilanciato dall’ottimo sito VocidallaGermania, pubblica una inchiesta destinata a svelare il nesso di causalità che lega la generosità del colosso industriale teutonico alla trattativa in corso in Europa per normare le emissioni di anidride carbonica (clicca per leggere). Gli affondi dei lobbysti dell’auto vanno a buon segno. L’Europa si inchina di fronte agli interessi di alcuni potentissimi industriali. Ma, nello specifico, di quali industriali stiamo parlando? Chi sono le persone in carne ed ossa capaci di piegare le scelte di alcuni organismi sovranazionali al fine di  renderle conformi rispetto ai loro privatissimi desiderata? Sono i famigerati componenti della famiglia Quandt (clicca per leggere). Eredi del lurido e infame Gunther Quandt, vero artefice e protagonista delle fortune del gruppo anche in virtù dei suoi strettissimi rapporti con noti gerarchi nazisti a partire dal mostruoso Goebbels. Grazie al regime di Hitler, che costrinse migliaia di deportati a lavorare in condizioni di schiavitù, la BMW divenne quel colosso automobilistico che ancora oggi domina la scena mondiale. Mi domando: hanno diritto i discendenti del nazista Quandt a godere indisturbati delle fortune accumulate dal nonno spremendo il sangue degli schiavi gentilmente concessigli da Adolf Hitler? Il riutilizzo di ricchezze frutto di attività criminali, e nulla è più spregevole della tratta di essere umani per finalità di arricchimento, non si chiama riciclaggio? E ancora: chi ha difeso e coperto nel corso degli anni le malefatte della genìa dei Quandt, impedendo concretamente che la storia di questa lugubre razza di torturatori finisse la sua corsa a Norimberga? Non è corretto dire che il nazismo è tornato. Non se ne era mai andato. I Quandt, spalleggiati oggi da Merkel e ieri da Hitler, hanno di nuovo il  il vento in poppa.

    Francesco Maria Toscano

    23/10/2013

    Categorie: Esteri

    17 Commenti

    1. Gianluca scrive:

      Complimenti per l’articolo, vi seguo con molto interesse e con lo stesso “fuoco” interiore.

    2. Petronius scrive:

      Dopo la guerra Gunther Quandt fu incarcerato per i suoi rapporti con Goebbels. A sorpresa fu giudicato solamente un mitlaufer ossia uno che si era accodato al nazismo ma senza rendersi direttamente responsabile dei crimini commessi da altri.
      Una decisione che non convinse tutti e senza almanaccare troppo se ne può trarre la lapalissiana conclusione che a salvarlo furono quelli che dopo la guerra disponevano del potere di salvarlo.

    3. ugo scrive:

      Le stesse cose che ti chiedi in merito a ‘sta famiglia Quandt mi sono ritrovato a chiedermele in più di un’occasione in merito alla famiglia Agnelli. Secondo te è una connessione “fuori dal seminato” o ci può stare? Non sono tendenzioso, sto davvero ponendoti una domanda per sapere in che misura il mio interrogativo è degno d’attenzione o è una sciocchezza. Dovrebbe essere un segno di stima il fatto che mi fidi della tua capacità d’analisi e del tuo giudizio.

      • il Moralista scrive:

        Mi pare una osservazione molto pertinente…

        • ugo scrive:

          Sintetico ma chiaro. Grazie per la risposta. Continuerò dunque ad adombrare la possibilità che non credo remota che la famiglia Agnelli sia stata pappa e ciccia col fascismo (a scopo di lucro) prima di diventare pappa e ciccia con i governi del post-fascismo, in piena continuità. Come quella Chiesa della quale parlavo in un altro commento. Eppure di queste collusioni e continuità si tace. E si tace. E si tace. Mah! Chissà quante altre me ne sfuggono! Magari, tu che sei più ferrato di me, potresti farne addirittura uno dei tuoi splendidi e documentati articoli.

    4. filippo scrive:

      ma scusa, che serietà è ? mi citi come fonti una postata in un forum dove chiunque può dire quello che vuole e una pagina di blog di un povero pazzo?

      onestamente sta storia di complotti e misteri sta diventando patetica.

      ps. vedere tendenze naziste nel momento storico in cui gli ebrei, per la prima volta nella storia, purtroppo, hanno uno stato loro fa un po ridere.

      sei come tutti i giornalai che urlano al nazismo quando invece siamo costretti, al pari della venezia del 1400, della germania di Weimar, alla povertà dalle lobby ebraiche.

      prova a levarti quei due salami levoni che hai davanti gli occhi

      • il Moralista scrive:

        Ho rilanciato la pagina di un forum che riporta testualmente un passaggio del Sole 24 Ore, da ritenersi la fonte primaria. In ogni caso non ci vogliono grandi studi per conoscere la storia della famiglia Quandt. Quanto alla pagina del “povero pazzo” non so a chi ti riferisci (a Repubblica? Al Messaggero? Boh).

      • ugo scrive:

        Gli Ebrei sono persone come tutte le altre, e come tutte le altre persone divisibili in categorie di varia levatura morale. Tra le persone comuni (inclusi quindi gli Ebrei) la merda tende a galleggiare, cioè a salire in alto. In “virtù” di questo assai espressivo modo di dire, quindi, direi che le dirigenze ebraiche sono altrettanto marce di qualsiasi altra dirigenza. Non vedo perché bisognerebbe tapparsi la bocca quando c’è da mettere in evidenza il marcio di quella particolare porzione di dirigenze.

    5. alessandro scrive:

      Mi vengono in mente tanti spunti di riflessione su questo bel pezzo, ma mi limito a far presente ai tanti populisti della domenica sera che, con l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, certe prassi saranno la regola. Tanto per far riflettere ai grillini e ai renziani che cavalcano l’onda dell’anticasta: la democrazia ha un costo, ma capisco che oggi è più semplice raccattare voti additando la classe dirigente che si è comprata un asciugacapelli o cene di compleanno in famiglia con i soldi dei gruppi consiliari (da ultimo vedi il caso in Emilia).
      Se avete visto il servizio sulle IENE dell’altro ieri, pare che anche il nostro premier abbia legalmente ricevuto un finanziamento privato da una società che si occupa di “gioco”. Guarda caso la legislazione è sempre a favore della categoria, in barba ai numerosi dipendenti dal gioco sempre più in aumento.
      Il parallelismo con il nazismo e la tecnocrazia reazionaria io lo vedo sempre e solo nel senso storico. Di fatto poggia su altri pilastri. Ma non mi stupisce affatto che il disegno d’involuzione oligarchica attualmente in corso possa essere perpetrato con la stessa brutalità cattiveria e cinismo di Hitleriana memoria. D’altro canto sono passati mal appena 80 anni da allora, uno sputo rispetto al mare magnum della storia.

    6. Petronius scrive:

      Filippo hai frainteso del tutto.
      Al Moralista faccio presente che questo è il problema a cui accennavo in un altro post quando si parla di “massoneria reazionaria” che adotta “politiche naziste”.
      Non è un concetto evanescente ma per capirlo ci vogliono gli evangelici aures audiendi che non possono avere tutti; e come vedi alcuni fraintendono clamorosamente.
      Per quelle persone ci vuole una narrazione “di primo approccio” che sia per di più sostanziata da un progetto di massima capace di risvegliare l’interesse e in seguito, se Dio vorrà, anche il desiderio di diventare più consapevoli e desiderosi di partecipare.
      Si può parlare su più livelli ermeneutici contemporaneamente come sappiamo bene e non bisogna prendersela troppo se alcuni alle prime armi fanno fatica a intuire le implicazioni.
      Ma il punto chiave che fino adesso mi sembra nessuno voglia orendere in considerazione è quello delle linee programmatiche.
      Onestamente, cosa vuoi dire che accomuni classi sociali diverse? L’unica cosa a mio avviso è parlare di quanto sia negativo il mantenimento delle rendite di posizione sia come mobilità sociale che come circolazione delle èlites, un tema questo che evidentemente testimonierebbe della buona fede di chi lo propone dato che fonda la sua credibilità sul presupposto che una posizione di oredominio sociale ed economica non potrà essere manetenuta in eterno.
      Le classi più agiate ci rimetteranno sotto l’aspetto appunto della rendita di posizione ma stanno rischiando di perdere tutto e in cambio di maggiori possibilità per le classi basse si assicureranno la loro fedeltà e scongiureranno il loro ineluttabile e irreversibile declino di propletarizzazione che le attende se non si riuscirà a scalzare dal potere queste élites spietatamente darwniniane.

    7. leopoldo scrive:

      qualcuno sa come si dice guida in tedesco :-?

    8. [...] Da una parte c’è la Merkel, che, spalleggiata dagli stessi mondi che armarono la mano di Hitler (clicca per leggere), prova a realizzare attraverso un uso demoniaco della moneta il mito pangermanico teorizzato da A. [...]

    9. [...] anche ai martoriati Paesi della periferia dell’area euro? Solo le dinastie naziste come i Quandt (clicca per leggere) devono poter  godere dell’enorme ricchezza accumulata attraverso l’uso più spregiudicato del [...]

    10. [...] nuovo matrimonio di interessi tra un partito fieramente filonazista come la Cdu di Merkel in Quandt (clicca per leggere) e uno intellettualmente (per usare un eufemismo…) corrotto fino al midollo come la Spd non [...]

    11. [...] del governo, a Barbara Spinelli potrebbe semmai rimproverarsi, al contrario, un eccesso di prudenza (clicca per leggere). Le menzogne non reggono più. Dopo avere irretito gli italiani con la storiella del salvatore Monti, [...]

    12. [...] pianificata da forze oligarchiche e plutocratiche spaventate dall’avanzata  del socialismo reale (clicca per leggere), Roosevelt rappresenta e difende invece al contrario genuine istanze di benessere diffuso e [...]

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