Nessuno ha più il coraggio di negare che l’Italia è economicamente al collasso. Tutti i farisei a pancia piena che periodicamente affollano gli italici talk show riconoscono (bontà loro) che la situazione del Paese è drammatica. I nostri migliori e ben pagati editorialisti, però, sempre arruolati dai giornali dei padroni, continuano spudoratamente a mentire nel denunciare le vere cause che hanno determinato il tragico declino del nostro amato Paese. Tanti analisti da strapazzo, inoltre, pagati per intorbidire le acque, propongono ancora oggi soluzioni “alla crisi” illogiche e potenzialmente mortali, frutto (nella migliore delle ipotesi) di una lettura miope della realtà. A fianco dei molti commentatori palesemente in cattiva fede, desiderosi cioè di raggirare i lettori per averne un ritorno in termini di denaro, visibilità e carriera, esiste poi certamente una fitta schiera di pseudo-intellettuali assolutamente sprovvista di quegli strumenti culturali, logici ed ermeneutici indispensabili per cogliere le vere dinamiche di potere che regolano il mondo moderno. Costoro, costretti a scrivere anche in mancanza di idee al fine di lucrare un sostanzioso e immeritato stipendio, tendono a rifugiarsi quotidianamente nel facile cliché per poi oltrepassare abbondantemente i limiti della più acritica banalità. L’ultimo iscritto in questa poco edificante lista di mediocri parolai è l’esimio prof. Ernesto Galli della Loggia, odierno autore di uno spregevole editoriale, pubblicato dal Corriere della Sera, che rasenta le fattispecie delittuose di truffa e (tentata) circonvenzione di incapace. L’intellettuale barbuto, convintosi (a torto o a ragione lo capiremo nel tempo) di interloquire con un popolo di minorati da irretire facilmente con argomenti da avanspettacolo, veicola in sintesi la seguente sicumera: L’Italia è in difficoltà perché non ha avuto il coraggio di fare le riforme strutturali. Ancora con questa storia? Ma non vi pare ora di smetterla di accreditare una stucchevole e falsa cantilena che non vuol dire proprio nulla? E’ arrivato il momento di chiedere agli ipocriti che si mascherano dietro simili formule vuote e retoriche di precisare meglio il proprio pensiero (ammesso che ne abbiano effettivamente uno). Caro Galli della Loggia, di grazia, potrebbe dirci nel dettaglio quali sono le famose e sospirate riforme strutturali di cui il Paese avrebbe impellente bisogno? Sarà difficile ottenere risposta. L’illuminato prof. Della (o Dalla? ) Loggia  è evidentemente troppo impegnato nel registrare, con severa inquietudine, i crescenti populismi che minacciano questo gioiello di Europa. Vorremmo comunque chiarire due o tre cosette che il nostro coltissimo pensatore strabico farebbe bene a considerare: 1) E’ falso e sconsiderato raccontare il dramma italiano quale esclusiva conseguenza di pregresse politiche “allegre” e “clientelari”. Questa pietosa bugia non regge perché non è in grado di spiegare come mai moltissimi altri Paesi dell’area euro vivano simmetricamente lo stesso dramma dell’Italia. Pure ammettendo che da noi la colpa è tutta dei vari Franco Fiorito. In Francia di chi sarebbe? Di Francois Fioritaux? In Spagna di Francisco Fioritos? In Portogallo di Fioritao e in Grecia di Fioritopoulos? 2) Non è vero che in Italia, come nel resto d’Europa del resto, in questi anni la politica non abbia promosso le “riforme strutturali”. Ne ha promosse moltissime, tutte rivelatesi funeste e dannose. “Strutturale”, in italiano, significa “non congiunturale”. Qualche esempio? Precarizzazione del mercato lavoro introdotta da Treu e rafforzata dalla legge Biagi (clicca per leggere), riforma delle pensioni con  relativo passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo (clicca per leggere), facoltà di licenziamento senza giusta causa (clicca per leggere) e svendita di gran parte del patrimonio pubblico (clicca per leggere). Per non parlare delle “riforme strutturali” imposte dai Trattati europei che rendono di fatto un guscio vuoto le nostre istituzioni democratiche e rappresentative. Le sembrano interventi timidi e insufficienti, eminentissimo professore con gli occhiali? Si augurava forse di vedere approvato negli anni qualche “pacchetto” ancora più incisivo? Nel caso farebbe bene a proporre immediatamente e con chiarezza il ritorno della schiavitù per migliorare la “competitività“ o l’abolizione tout court del diritto all’istruzione o alla salute per ridurre drasticamente la spesa pubblica.  Estremizzando ulteriormente la fede irrazionale nel neoliberismo dogmatico, infatti,  non è possibile immaginare interventi differenti. Si vergogni Galli Della Loggia. Gli unici soldi certamente sprecati sono quelli che lei riceve per diffondere sciocchezze già smentite dal tribunale dei fatti.

    Francesco Maria Toscano

    28/10/2013

     

     

     

     

     

     

     

    Categorie: Editoriale

    12 Commenti

    1. ampul scrive:

      Eh ma galli della loggia è galli della loggia!

    2. davide scrive:

      ormai è nauseante leggere il giornale: non passa giorno ad esempio che repubblica tuoni sullo spreco di denaro pubblico…per non parlare di quando grida contro la politica che deve uscire dall’economia e dalle banche con articoli tesi a dimostrare come pubblico è sinonimo solo di furti e ladrocini(vedi ad esempio le fondazioni bancarie che avrebbero mal ridotto le banche che controllano, quando invece sono le regole della Bce a penalizzarle…)…ma la cosa più stucchevole è quando tesse le lodi degli investitori stranieri, specie se di nazionalità francese…ma loro dicono di farlo per il bene del paese per spronarlo ad essere competitivo, efficiente ed equo nonché meritocratico ovvero per indicare la strada da seguire sulla via della crescita…

    3. bobby scrive:

      eh si’ secondo il mainstream il FN è il solito partito razzista e xenofobo, che alimenta i populismo francesi….quando avrà ottenuto il 30% saranno i fascisti, saranno gli antidemocratici, saranno….purtroppo i vari pd + pdl o non si pongono il problema del x’ il Fn sfonda a sx, oppure hanno capito benissimo che il problema è l’area euro, la bilancia dei pagamenti, e tutto cio’ che sempre hai messo in evidenza, e quindi mentono al popolo, saendo di mentire (se è vera la seconda ipotesi i vari politici in tv sono degli attori molto bravi, in quanto mi pare che proprio non sappiano che la crisi parte privata e finisce pubblica, cfr Bagnai, oppure che lo spread dipende x il 30% dal debito pubblico e per il 70% dalla bilancia dei pagamenti cfr Rinaldi se nn erro).. purtroppo sono invitati solo loro in tv, e quando qualche “voce controvento” è invitata è relegata ai margini della trasmissione..

    4. alessandro scrive:

      Ma che le facessero queste benedette riforme! …ma quelle che veramente servono al paese, non quelle che ordinano i ben noti consessi che svuotano i governi italioti del loro potere. Almeno una volta fatte non la meneranno più con questa palla che l’Italia non cresce per colpa sua. Questo pseudo-giornalismo ha convinto gli italiani di essere un popolo di inetti. Ha convinto il secondo paese manufatturiero d’Europa (unico paese capace di tener testa alla Germania) di essere una pippa post-industriale. E’ bene augurarsi che arrivi un governo efficiente che finalmente faccia riforme importanti, come ad esempio le riforme costituzionali, la legge elettorale, la riforma della pubblica amministrazione, delle Università, della giustizia, degli enti locali, che investa nella ricerca ed innovazione, nella diffusione della rete web, che riduca gli sprechi e i costi della politica, che riduca la pressione fiscale e tutte le belle cose che sono da fare da anni. Quando avranno finito di fare tutte queste riforme ci troveremo forse a contare uno zero virgola tre o virgola cinque in più di PIL, con la crisi disoccupazionale sempre in casa! Forse solo allora gli italiani la pianteranno di colpevolizzarsi di presunto “azzardo morale” della spericolata spendacciona politica democristiana e finalmente si capirà che la crisi non dipende dalle inerzie italiane. Gli italiani sono complessati, hanno la tendenza ad autoflagellarsi, ritengono che l’Italia sia un paese del terzo mondo, che non produce niente, che non sa fare niente, solo i tedeschi… loro si che sanno lavorare che hanno investito in ricerca innovazione ..violando i parametri di Maastricht (con la spesa pubblica a debito che oggi ci chiedono a Noi di tagliare! mi chiedo perchè non si sono accordati assieme a tutti gli altri paesi UE per fare un piano d’investimenti comune, anzichè fare i furbetti e prepararsi la strada per la conquista del loro solito “spazio vitale”)… quando noi italiani vantavamo un bellissimo avanzo primario di bilancio… piccolo particolare… Ma dai! ancora un pò di pazienza adesso arriva Renzi… ci penserà Lui alle riforme! son convinto che dopo fatte tutte le riforme, diranno tutti in coro: “dovevamo fare più riforme, non sono ancora abbastanza, siamo stati troppo timidi nel fare le riforme… dobbiamo continuare sulla strada delle riforme…” Sarà come la cantilena del rigore accompagnato dalla crescita o dello spot “assicurare la stabilità del governo proprio oggi che dobbiamo intercettare la crescita, per non buttare all’aria tutti i sacrifici fatti dagli italiani con le austerità di bilancio ecc.

    5. bobby scrive:

      “dovevamo fare più riforme, non sono ancora abbastanza, siamo stati troppo timidi nel fare le riforme… dobbiamo continuare sulla strada delle riforme…”
      concordo, molto Orwell in 1984: “vi sarà sempre qualcuno + puro del primo” che ci dirà che dovremo ancora andare avanti nella riduzione dei salari, nella riduzione dello stato sociale, nella politica dell’austerità e tante amenità che ben conosciamo…e poi ops, ho ridotto il debito ma il rapporto debito pil è aumentato: chissà se a qualcuno del + europa allora sarà venuto in mente di leggere x puro caso un tal Sapir che bene ha messo in evidenza il moltiplicatore della spesa pubblica nella diminuzione del pil… chissà se mai in tv nei talk show + importanti assisteremo a concetti di qs tipo??
      invece su Telenova, piccola emittente lombarda qs gioiello
      http://www.youtube.com/watch?v=xQnqSpx_u5s

    6. ugo scrive:

      Mi unisco senza ulteriori commenti all’esortazione alla vergogna. Che schifosi figuri!

    7. leopoldo scrive:

      una delle prossime riforme che faranno è l’introduzione della schiavitù ]-: devono solo trovare il giusto nome. lo slogan sarà “è più stabile del precariato. è abbondantemente testata”

    8. [...] GALLI DELLA LOGGIA E LA SURREALE EVOCAZIONE DELLE SOSPIRATE “RIFORME STRUTTURALI” [...]

    9. [...] bellici addetti al rincitrullimento delle masse? Le famigerate riforme strutturali, of course (clicca per leggere). Diceva Abramo Lincoln: “è possibile ingannare tutti per una volta o ingannare uno solo per [...]

    10. […] che le famose “riforme strutturali” avrebbero soltanto aggravato la recessione già in atto (clicca per leggere), raccontando pure il vero ruolo svolto dalla Germania, nazione kapò vittima designata delle sue […]

    11. […] che le famose “riforme strutturali” avrebbero soltanto aggravato la recessione già in atto (clicca per leggere), raccontando pure il vero ruolo svolto dalla Germania, nazione kapò vittima […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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