C’è una bella scena del film Il Padrino, tratto dall’omonimo capolavoro di Mario Puzo, che spiega con precisione quanto sta accadendo in queste ore dalle parti di Palazzo Grazioli: “Chi avanzerà la proposta di Barrese, spiegava Don Corleone al figlio, “quello è il traditore”. Gianni Letta, però, che continua a perorare agli occhi del Caimano le ragioni dei mercati e dell’Europa, probabilmente non conosce nessun Barrese (clicca per leggere). In compenso lo Zio di suo Nipote conosce benissimo la Goldman Sachs che, lungimirante come sempre, lo arruolò in tempi non sospetti in qualità di “consulente” (clicca per leggere). Gianni Letta, che non è un fannullone, i soldi della banca d’affari statunitense intende  meritarseli predisponendo con tempismo il solito pressing “riservato” ma “risoluto”. Per una strana coincidenza il Moralista aveva previsto gli eventi con molti mesi di anticipo (clicca per leggere). Magia o semplice e obbligata lettura della realtà? Fate voi. In ogni caso questa stucchevole pantomima prima finisce meglio è per tutti. Passiamo ora all’approfondimento di questioni certamente più serie. Come mai la Commissione Europea, con appena cinque anni di ritardo, ha trovato solo ora il coraggio di ricordare alla potente Germania che un eccesso di surplus nelle esportazioni determina squilibri macroeconomici insostenibili per l’intero Continente? (clicca per leggere). Le ipotesi sul tappeto rimangono fondamentalmente due. O Manuel Barroso è rimasto improvvisamente folgorato dalla lettura casuale di qualche proposta avanzata meno di un secolo fa dal grande Keynes (clicca per leggere); o, verosimilmente, il pallido portoghese ha cominciato a farsela sotto dopo avere letto il rapporto semestrale del Tesoro americano (clicca per leggere). Visto che tutti sanno che Barroso non legge un libro dal 1989 la seconda ipotesi appare decisamente più probabile. Come gli attenti lettori del Moralista sanno bene, con la nomina della Yellen a capo della Fed è saltato quel vecchio e ipocrita equilibrio di potere che consentiva ai tecnocrati nazisti di devastare l’Europa sfruttando la sostanziale e colpevole indifferenza del gigante a stelle e strisce (clicca per leggere). Per cui, da ora in avanti, i nipotini di Hjalmar Schacht saranno costretti a procedere con maggiore cautela, a meno che non desiderino per davvero favorire l’insorgere di alcune precondizioni in grado, a breve, di trasformare in realtà una brillante suggestione offertaci dal prof. Alberto Bagnai:Non vorrei che i tedeschi fossero costretti a  ricostruire Dresda per la seconda volta nel giro di un secolo perché sarebbe davvero un peccato” (clicca per leggere). Gli ipocriti crucchi capitanati dal kapò Schauble, che hanno già pericolosamente scordato le sonore bastonate ricevute da Roosevelt circa settanta anni orsono, fanno finta di cadere dal pero: “Non è giusto essere rimproverati solo perché siamo bravi e competitivi”, azzardano con notevole faccia di bronzo i finti tonti che discendono da Arminio. Nessuno infatti chiede ai tedeschi di non esportare merci, ci mancherebbe altro. La questione è un’altra: perché la Merkel non aumenta i salari dei suoi concittadini incentivando così una domanda interna utile per dare respiro anche ai martoriati Paesi della periferia dell’area euro? Solo le dinastie naziste come i Quandt (clicca per leggere) devono poter  godere dell’enorme ricchezza accumulata attraverso l’uso più spregiudicato del mercantilismo economico? Mentre il popolino schiavizzato, goyim, deve continuare a sopravvivere con mini-jobs da quattrocento euro al mese (clicca per leggere)? E’ ora che i teutonici, fintanto che sono in tempo, cambino radicalmente le loro politiche miopi e distruttive. Altrimenti il rischio è quello che, alla fine della fiera, facciano la stessa identica figura dell’altra volta. L’uomo saggio, “Mutti” Angela dovrebbe saperlo, guarda al futuro solo dopo avere fatto tesoro degli errori del passato.

    Francesco Maria Toscano

    14/11/2013

    Categorie: Editoriale

    13 Commenti

    1. davide scrive:

      purtroppo i rumors dicono che spd e cdu sono concordi nel no agli eurobond e che ogni stato si garantisce da solo i propri debiti…

    2. Petronius scrive:

      Ma altri rumors dicono che la BCE sta per stampare. Si mette addirittura in relazione a questa previsione, unitamente a quella che la FED continuerà con i suoi programmi espansivi, ill balzo del dollaro australiano.
      Niente da dire: il Moralista aveva scritto un post sulla Yellen e ci aveva preso in pieno anche se questo comporta una implicazione non proprio bellissima per chi crede nella necessità che il popolo italiano impari a prendere in mano il suo destino.
      E implica anche (e vedremo se ho ragione) che il libro di Magaldi difficilmente vedrà mai la luce.

    3. Foretopman scrive:

      Ma non so se ha senso tutta questa foga contro i nazisti tedeschi.
      Gli americani stanno facendo pressioni sull’Germania solo perché sanno che i tedeschi vogliono rivolgersi sempre di più a est e verso i BRICS.
      Alla fine i crucchi dovranno piegare il testome al volere anglo americano etc con due risuktati:

      1) un minimo di politiche espansive quel tanto che basta per tenere a bada l’incipiente conflitto sociale

      2) e dopo vedrete misteriosamente cadere come birilli i governi sudamericani che saranno spazzati via da malcontemti organizzati stile Cile.

      E vedrai che su quello gli incappucciati progressisti nostrani non muoveranno un dito

    4. leopoldo scrive:

      è una risposta un po’ stupida:’l'economia per ripartire i tedeschi devono consumare di più’, perché i tedeschi sono 80 milioni EUC sono circa 400 anche volendo non possono assorbira la produzione degli altri, devono consumare il loro giusto ed esportare nella medessima misura.

      anche loro hanno il problema del precariato, la mannaia non fa distinzione, e amazon e google sono gli alfieri del lavoro senza regole. i posti di lavoro prodotto dalla tecnologia avanzata(avariata) è solo per pochi specialisti e dirigenti a cui sono garantiti retribuzioni e diritti.

      • il Moralista scrive:

        Non ho capito Leopoldo, stai dicendo che i tedeschi non dovrebbero aumentare la loro domanda interna attraverso una aumento dei salari nonostante un esorbitante surplus commerciale? Cioè i profitti devono finire solo nelle tasche delle grandi dinastie industriali e finanziarie?

    5. Gianni scrive:

      Caro Francesco, ti seguo da molto tempo e cerco di far conoscere il tuo sito. Voglio farti vedere quello che è successo su FB, a seguito di un mio suggerimento postato ad Udo Gumpel, a seguito della sua partecipazione alla “Gabbia” di Paragone la settimana scorsa. Pazzesco……

      • il Moralista scrive:

        La risposta di Gumpel nel merito mi sembra abbastanza debole. Cosa dice? Che sono un grillino? Evidentemente non sa nulla del blog de Il moralista e spara menzogne a casaccio. Ciao, a presto

    6. [...] Il cambio di clima in Europa, dove recentemente un Don Abbondio del calibro di Barroso si è permesso il lusso di bacchettare l’eccessivo surplus commerciale della Germania di Angela Merkel è il risultato di alcuni determinazioni maturate in ambienti statunitensi (clicca per leggere http://www.ilmoralista.it/2013/11/14/i-tedeschi-cambino-politiche-finche-sono-in-tempo/) [...]

    7. […] all’indirizzo delle politiche mercantilistiche promosse dalla Germania della signora Merkel (clicca per leggere), l’amministrazione Obama ha ora correttamente messo in agenda il tema della disciplina delle […]

    8. […] Fed, avere fatto bastonare a sangue le politiche deflazioniste della Germania della signora Merkel (clicca per leggere) nonché riattualizzato lo spirito dello Steagall Act evidentemente risorto nel recente Volcker Rule […]

    9. […] avere fatto bastonare a sangue le politiche deflazioniste della Germania della signora Merkel (clicca per leggere) nonché riattualizzato lo spirito dello Steagall Act evidentemente risorto nel recente Volcker […]

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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