Dopo mesi di inutili e pavidi tentennamenti, culminati nella pietosa sceneggiata consumatasi in parlamento il 2 ottobre scorso (clicca per leggere), il Cavaliere Silvio Berlusconi ha finalmente ritrovato lo smalto e la verve dei tempi migliori. Come anticipato con larghissimo anticipo e precisione sulle pagine di questo blog, infatti, Berlusconi è finito non da oggi nel mirino del primo cerchio massonico di ispirazione nazista che governa l’attuale Unione Europea (clicca per leggere). Scrollatosi finalmente di dosso alcuni pidocchi (per parafrasare Togliatti) del calibro di Gianni Letta e Angelino Alfano, assoldati per tempo da occulti burattinai con il compito di sopire i naturali desideri di rivalsa costantemente presenti nella mente del fidanzato della Pascale (clicca per leggere), l’ex protagonista delle “cene eleganti” è adesso libero di combattere la sua battaglia più dura e difficile. Devo riconoscere al Cavaliere una certa dose di coraggio, qualità indispensabile per sfidare frontalmente quel politburo di Bruxelles che possiede molti strumenti di persuasione (non tutti “ortodossi”) in grado di ridurre a più miti consigli gli occasionali dissidenti. Ne sa qualcosa l’ex premier greco George Papandreou che, dopo avere inutilmente tentato di indire un referendum per permettere al suo popolo di esprimersi sulla bontà del “piano di risanamento” preparato dalla Troika, è letteralmente scomparso dalla scena pubblica. Così come deve saperne qualcosa pure l’attuale presidente francese Hollande, indefesso fautore degli eurobond in campagna elettorale, divenuto poi  remissivo e afono per ragioni mai del tutto chiarite. Il prof. Bruno Amoroso, nel suo agile saggio “Figli di Troika” (Castelvecchi editore), ben sintetizza il funzionamento di alcuni  meccanismi: “Prima inviano i killer economici armati di valigetta. Poi, nel caso non bastasse, mobilitano i killer veri operanti all’interno degli apparati di sicurezza”. Berlusconi, che ha recentemente assistito alla liquidazione violenta del suo vecchio amico Gheddafi, certe cose le sa. E proprio perché le sa si è presentato all’ultimo comizio con indosso un rassicurante giubbotto antiproiettile (clicca per leggere). Certo l’Italia non è la Libia, ed alcuni metodi sbrigativi per risolvere le questioni più spinose non sono in genere tollerati in Occidente. Ma ”l’imprevedibile incidente”, quello provocato dal Tartaglia di turno, può oggettivamente verificarsi a qualsiasi latitudine. Nei Paesi “civili” i leader divenuti scomodi si finiscono in genere per via giudiziaria, attraverso cioè l’endemica riproposizione dell’immortale “metodo Craxi”. Berlusconi però, di fronte agli assalti delle toghe, sembra avere sviluppato una rara capacità di resistenza che rende il suo caso tanto speciale quanto spinoso. In questa ottica va inquadrata la recente visita di Putin in Italia. Il Presidente russo, non a caso prodigo di pubbliche attenzioni e attestati di amicizia nei confronti dell’ammaccato Berlusconi, ha inteso mandare un chiaro messaggio erga omnes: “Se a qualcuno venissero in mente strani pensieri”, questo il senso recondito della visita italiana dell’ex responsabile del Kgb, “sappia che la Russia non resterà a guardare”. E siccome il caso Litvinenko, spia avvelenata con il polonio in terra inglese, è ancora fresco nella mente di molti, l’effetto deterrenza è da considerarsi certo e scontato. In ogni caso, saltati i vecchi equilibri di potere fondati sul ricatto, alcune accennate circostanze fino a ieri pervicacemente derise e taciute cominciano ad affacciarsi anche sulle pagine dei quotidiani del circuito mainstream (clicca per leggere). La verità è un privilegio concesso a pochi. La possiedono gli uomini liberi o, in alternativa, quelli che non hanno più molto da perdere.

    Francesco Maria Toscano

    29/11/2013

    Categorie: Politica

    6 Commenti

    1. ugo scrive:

      Francesco, ci stai ricascando… Già in un tuo scritto precedente avevi espresso entusiasmi simili, poi ti sei dovuto ricredere. Succederà anche questa volta. Quel che si fatica ad accettare è l’etologia sottesa alla figura del dirigente, una odiosa variante dell’animale umano che di umano conserva i tratti positivi dell’abilità e quelli negativi della peggiore attitudine alle nefandezze. NESSUNO, tra i dirigenti di qualsiasi tipo (non solo politici), se ne salva.

    2. Alessandra scrive:

      ..premesso che temo che Berlusconi non trovi il coraggio di dire tutto quello che sa, cosa che forse lo riabiliterebbe almeno davanti alla storia, ma la venuta di Putin in Italia, mi ha fatto pensare piu’ o meno alla stessa cosa..

    3. Paolo scrive:

      Povero Silvio, lo attaccano perché sono invidiosi…

    4. Ulisse scrive:

      Mai perdere di vista che il “Signor” Berlusconi, che sarà stato usato ma ha anche ottenuto enormi vantaggi dalla massoneria reazionaria, essendo anch’egli reazionario, ci ha portato lui in questa situazione che credo sia irreversibile, tranne uno scatto di reni degli italiani, forse.

    5. leopoldo scrive:

      B. ha molto da perdere osserei dire, è ricchissimo, è un petroliere internazionale partner coi russi, kazaki, e altri stati orientali, speculatore edile, ecc… Ma Putin è in italia per garantire tutti gli affari russi bilaterali che non gli vengano soffiati durante la progressiva uscita di scena di berlusconi, il quale tra un po’ non potra garantirgli + nulla(http://www.corriere.it/Sistema%20Corriere/Il%20Corriere%20della%20Sera/CorriereWeb/2013/11/25/Economia/Articoli/pop_russia-investimenti.shtml).

      Poi B. è molto bravo a coltivarsi le sue amicizie non solo quelle servili(necessarie ma né farebbe volenieri a meno) e i rapporti coi figli. B. giustamente è ammacato non in via di estinzione ecco perché non gli interessa rivelare niente.

    6. fabio ehsani scrive:

      La possiedono gli uomini liberi o, in alternativa, quelli che non hanno più molto da perdere.

      hahaha bellissima

      sulla massoenria di Napolitano suggerisco di leggere Maurizio Blondet che gia 15 anni fa l aveva segnalata spiegando i legami tra napolitano, amendola e il banchiere mattioli

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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