La decisione della Corte Costituzionale che, accogliendo i rilievi sollevati dalla Corte di Cassazione, ha dichiarato incostituzionale il porcellum cancellando i due istituti salienti del premio di maggioranza e della lista bloccata si può commentare con un’espressione molto semplice: ha vinto la Costituzione.

    Ha vinto la lungimiranza dei padri costituenti che ci hanno armato la fragile democrazia riconquistata con robuste istituzioni di garanzia, la magistratura indipendente e la Corte Costituzionale che sono riuscite ad intervenire e a sanare la ferita più grave che un sistema politico impazzito aveva inferto alla democrazia costituzionale.

    Non c’è dubbio che le leggi elettorali abbiano un influsso immediato e diretto su quel principio supremo della Costituzione che attribuisce la sovranità al popolo determinando la qualità della democrazia rappresentativa ed i suoi limiti. Le leggi elettorali danno contenuto al sistema politico e realizzano la Costituzione vivente con riferimento alla forma di governo, alla forma ed alla natura dei partiti politici ed alla possibilità dei cittadini di concorrere a determinare la politica nazionale (art. 49 Cost.). Lo Statuto albertino è stato distrutto dalla legge Acerbo, che ha consentito a Mussolini di prevaricare sull’opposizione ed assicurarsi la fedeltà di un Parlamento ridotto ad un bivacco di manipoli.

    La legge Calderoli, che assomiglia alla legge Acerbo come si somigliano due gocce d’acqua, è stato lo snodo attraverso il quale è stato fatto un ulteriore passo, dopo l’introduzione del maggioritario nel 1993, per una svolta in senso oligarchico del sistema politico, comprimendo il pluralismo attraverso la tagliola delle soglie di sbarramento e del premio di maggioranza, e consentendo ad una ristrettissima cerchia di oligarchi di determinare per intero la composizione delle Camere, nominando i rappresentanti del popolo, senza che il corpo elettorale potesse mettervi becco. Il porcellum ha favorito una evoluzione in senso “castale” del sistema politico rappresentativo, tanto che nel senso comune coloro che dovrebbero essere i rappresentanti dei cittadini vengono percepito come una “casta”, cioè un corpo estraneo, portatore di interessi suoi propri, contrapposti al corpo elettorale di cui dovrebbero essere espressione.

    La sentenza della Corte Costituzionale ha una portata epocale perché per la prima volta sancisce con autorità di giudicato un principio di cui il sistema politico si è fatto beffa da oltre vent’anni. Che i sistemi elettorali, anche se sono dominio riservato della politica, devono essere coerenti con l’impianto costituzionale, che prevede che il voto deve essere libero (il che significa possibilità di scegliere più proposte politiche) ed uguale (il che significa che non ci deve essere un quoziente di maggioranza ed uno di minoranza, come prevede il porcellum) e conseguentemente il ceto dei rappresentanti deve essere rappresentativo della pluralità di interessi, bisogni e domande presenti nel corpo elettorale e nella società italiana poiché tutti i cittadini hanno diritto di concorrere a determinare la politica nazionale.

    Ciò costituisce una delegittimazione insuperabile di tutte quelle teorie che pretendono di assegnare al sistema elettorale scopi non coerenti con la Costituzione, come la funzione di comprimere il pluralismo nella camicia di forza di un bipolarismo obbligatorio ovvero di scegliere un Governo o un Capo di Governo che non può essere cambiato sino alle elezioni successive, attribuendo un vincolo di mandato agli eletti, incompatibile con l’opposto principio sancito da tutte le costituzioni liberali.

    Adesso nella discussione in atto per la ricerca di un nuovo sistema elettorale, la Corte costituzionale con questa storica decisione ha gettato sul piatto della bilancia il peso della Costituzione. Spetterà a tutti noi cittadini elettori vigilare perché il ceto politico non tradisca nuovamente la Costituzione e con essa la dignità del popolo italiano e la sua storia.

    Domenico Gallo

    Fonte: http://www.scenariglobali.it/politica/398-no-al-porcellum-ha-vinto-la-costituzione.html

    Categorie: Politica

    15 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..mi sembra cmq che la Corte Costituzionale doveva deliberare un po’ piu’ velocemente..e mi sembra anche che riusciranno, in un qualche modo, anche ora a fregarsene di questa sentenza..il monito repentino di re Giorgio docet..

    2. Blu scrive:

      Non capisco tutto questo entusiasmo ne capisco tutta questa ammirazione per la corte che ha dichiarato incostituzionale il porcellum dopo circa 16000 anni dalla sua attuazione… e soprattutto dopo che si è cercato in tutti i modi di farla dichiarare incostituzionale. Ora; magicamente; il ricorso di bensì 26 cittadini li ha spinti a muovere le chiappe.
      Non so caro Moralista ma ho la netta che quello che seguirà sarà peggio di quello che ci siamo messi alle spalle.

      • MM scrive:

        Non ne sono certo, ma credo che la corte costituzionale possa agire solo in seguito ad un ricorso. In questo caso ha potuto emettere un giudizio solo dopo che 26 cittadini hanno mosso un dubbio di costituzinalità. Mi chiederei piuttosto come mai nessuno abbia sollevato il problema in maniera formale prima. Dov’erano i partiti che ne denunciavano l’incostituzionalità a parole? perché non hanno fatto una richiesta formale di verifica?

        Comunque… da oggi il problema è risolto.

        MM

    3. [...] La decisione della Corte Costituzionale che, accogliendo i rilievi sollevati dalla Corte di Cassazione, ha dichiarato incostituzionale il porcellum cancellando i due istituti salienti del premio di maggioranza e della lista bloccata si può commentare con un’espressione molto semplice: ha vinto la Costituzione. Ha vinto la lungimiranza dei padri costituenti che ci hanno armato la fragile democrazia riconquistata con robuste istituzioni di garanzia, la magistratura indipendente e la Corte Costituzionale che sono riuscite ad intervenire e a sanare la ferita più grave che un sistema politico impazzito aveva inferto alla democrazia costituzionale. Non c’è dubbio che le leggi elettorali abbiano un influsso Leggi la notizia [...]

    4. MM scrive:

      Ci sarebbe ancora molto da dire anche sulla legge Mattarella, varata dall’allora sistema partitocratico, solo ed unicamente per “fare quadrato” e per impedire la penetrazione in parlamento di nuovi partiti e movimenti che mettessero in discussione il potere costituito, condannando così l’Italia ad un ventennio di totale immobilità. Gli americani infatti, in seguito alla caduta dell’URSS, avevano lasciato campo libero alle forze di rinnovamento, disinteressandosi temporaneamente della situazione italiana. I servizi segreti statunitensi non fornivano più protezione a chi assassinava i magistrati, ne sopivano più i movimenti di protesta popolare, che, caduto lo spettro comunista, chiedevano sempre più prepotentemente legalità alla politica. Erano entrate poco prima in parlamento forze nuove come La Rete e Lega Padana (anche se poi finirono come tutti sanno, ma allora si proponevano come un’altra cosa), ed il Mattarellum fu uno dei tanti passi che la politica fece per ottenere la cristallizzazione e l’impunità. Solo una legge elettorale proporzionale con preferenza, ridarebbe oggi al popolo la propria sovranità nell’eleggere il Parlamento ed il Senato.

      MM

      P.S.
      Da quando è entrata in vigore la legge Mattarella prima e la legge Calderoli-Porcellum poi, il numero dei rimpasti di governo è diminuito (forse), ma la frequenza delle tornate elettorali è rimasta la stessa, se non addirittura aumentata.

    5. leopoldo scrive:

      io credo che l’attenzione vada posta sulle conseguenze del sistema elettorale, ciò che cerca l’attuale classe politica è l’inerzia strutturale (come se non fosse suficiente il pantano degli articoli e decreti). Un proporzionale puro senza sbarramenti in un elettorato con queste caratteristiche:

      -la tradizione storica,

      -la distribuzione territoriale del voto,

      -la conseguente presenza più o meno accentuata di partiti locali o fortemente polarizzati con un nucleo apprezzabile di “elettorato irriducibile”,

      -la presenza di linee di frattura multiple e non perfettamente sovrapponibili (ad esempio quella sinistra-destra e quella di tipo confessionale) eccetera

      può funzionare solo con una abile mediazione tra le parti se i candidati dipendessero efettivamente dalle preferenze con relativo clientelismo e provabili aspetti mafiosi.

      quello che chiederà qualsiasi politico che andrà alla guida del paese è governabilità, renzi lo ripete ogni 5 minuti circa, la possibilità di promuovere ed eseguire leggi senza veti incrociati.

      prima di gridare alla grande vittoria democratica, andrebbe approfondito il sistema di regole elettorali, capito e consolidato a livello popolare

    6. Massimo scrive:

      Mah, senza dubbio è una sentenza importantissima. Quello che non riesco a capire, in quanto contraddittorio, è che il sistema con cui sono stati eletti i parlamentari e riconosciuto come incostituzionale è allo stesso tempo legittimato a cambiare la legge. Sembra una delle solite acrobazie volgari di un sistema logicamente ed eticamente assai corrotto. Napolitano, altro personaggio che la logica deve definire come illegittimo in quanto eletto da governi eletti in modo illegittimo, sta dando al solito il meglio di sé e ciò che è meglio per lui è il peggio per noi. Se tornasse il proporzionale avremmo una condizione di teorica ingovernabilità, ma saremo sicuramente in grado di vedere il livello di responsabilità e ridicolezza di certi personaggi e partitucoli (non per le dimensioni) italici.

    7. Pinco Pallino scrive:

      1) se la democrazia è l’arma del popolo, la legge elettorale corrisponde alle sue munizioni. Chi modifica la legge elettorale contro l’interesse del popolo, sulla base di un principio “porcata” (da cui il termine porcellum; non dimentichiamo, infatti, le parole del suo ideatore le cui sembianze ricordano poi il suo pensiero: “la legge è una gran porcata perché ha il compito di rendere ingovernabile il paese”), è come se caricasse il fucile del popolo a salve. Che tipo di reato è?? Un colpo di stato?? Un attentato alla vita del popolo?? Che tipo di pene sono previste per tale reato??
      2) la consulta è un organo a tutti gli effetti politico e non risponde a se stessa. Se si pronuncia solo ora, non è certo per il ricorso di 4 cittadini, ma per ordini che arrivano dall’alto e non certo per fare i nostri interessi.. Se il potere non si processa e non processa se stesso, cosa bolle in pentola??

    8. Petronius scrive:

      Quoto

      “Ciò costituisce una delegittimazione insuperabile di tutte quelle teorie che pretendono di assegnare al sistema elettorale scopi non coerenti con la Costituzione, come la funzione di comprimere il pluralismo nella camicia di forza di un bipolarismo obbligatorio ovvero di scegliere un Governo o un Capo di Governo che non può essere cambiato sino alle elezioni successive, attribuendo un vincolo di mandato agli eletti, incompatibile con l’opposto principio sancito da tutte le costituzioni liberali.”

      Cioè siete contro il vincolo di mandato?
      Non me lo aspettavo.

    9. MM scrive:

      Definire Vincolo di mandato per favore.
      Domanda?
      Se un parlamentare viene espulso da uno schieramento, perché magari non ha votato una legge, che nel suo sentire era sbagliata, cosa succede?

      Domanda2:
      Il vincolo di mandato non potrebbe diventare, alla lunga, un’arma di ricatto dei partiti, per ridurre la libertà di azione dei singoli parlamentari? A me sembra si possa configurare come la perfetta sostituzione delle liste bloccate, riducendo ancora una volta i singoli parlamentari a degli schiacciatasti.

      Faccio notare che se uno cambia schieramento, perché comprato in qualche modo, esiste già il reato di corruzione, che va sicuramente perfezionato ed adeguato a questi casi specifici.

      MM

    10. alessandro scrive:

      Non vorrei entrare nel merito degli aspetti giuridici, ma la nostra costituzione ha previsto il principio della certezza del diritto, infatti la sentenza che ha cassato il porcellum fa rivivere la precedente legge elettorale. Questo automatismo consente di evitare che non esistano vuoti normativi o zone grige di incertezza che potrebbero ostacolare il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. Per lo stesso principio non è proponibile la tesi secondo cui questo Parlamento è illegittimo perché eletto con una legge censurata sotto il profilo costituzionale, perché è la stessa costituzione che si fa garante della continuità dell’attività delle nostre istituzioni. La Costituzione non ammette un vuoto di potere, in nessun caso. Sarebbero allora illegittime tutte le leggi approvate dal Parlamento? tutte le nomine, comprese quella del Presidente della Repubblica? non scherziamo, parliamo di cose serie (ancora una volta i grillini si contraddistinguono per insipienza e populismo). Gli effetti del pronunciamento della Consulta più evidenti che mi pare di cogliere sono questi:
      1) che i nostri rappresentanti si confermano ancora una massa di pagliacci, bugiardi e incapaci, perché hanno dovuto attendere il pronunciamento della Consulta per riformare una legge elettorale pasticciata che avrebbero dovuto modificare 3 legislature fa (meglio se non l’avessero mai fatta) e per colpa delle loro velleità e convenienze elettorali ci troviamo oggi nell’instabilità politica;
      2) ma è proprio l’instabilità politica che facilità le larghe intese, quello che ci vuole per fare quelle fichissime riforme di emergenza che l’Europa vuole;
      3) il Porcellum, favorisce le larghe intese, la legge elettorale che ora è riesumata è caratterizzata in senso proporzionale e quindi ancora larghe intese. La discussione parlamentare sulla legge elettorale, come ha sentenziato Re Giorgio, si fa coerentemente e dopo le riforme costituzionali delle Istituzioni (superamento bicameralismo perfetto, Senato delle Regioni e riduzione numero parlamentari). I tempi sono lunghi e minimo avremo almeno fino al 2015 questo bidone di governo di larghe intese. Ma Letta non aveva detto che se non si facevano le riforme costituzionali entro 18 mesi si dimetteva?
      Insomma ragazzi, comunque la giriamo ci aspettano anni di larghe intese. Sarà contento Alfano & C.
      A proposito avete visto il nuovo CD del gruppo degli alfaniani? questa è la copertina: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1364684/Ncd–Alfano-presenta-il-simbolo-di–Nuovo-Centrodestra-.html
      Dice Alfano che hanno scelto il blu perché gli ricorda il mare. Pare si sia ispirato alla canzone di Masini, ricordando Berlusconi:
      ci vorrebbe il mareeee per andarci a fondooo
      ora che mi lasci come un PACCO per il mondoooo
      http://www.youtube.com/watch?v=lqtl_u7v02M

    11. ugo scrive:

      Non sarebbe male un sistema nel quale ogni forza politica fosse obbligata a stilare un programma dettagliato e, successivamente, altrettanto obbligata ad attenersi ad esso in modo vincolante, con gravissime sanzioni immediate e inevitabili per le singole persone (non l’astratto “partito”) che dovessero tradire l’elettorato cambiando linea in corso d’opera. Roba del tipo: finisci in galera e buttiamo via la chiave, con meccanismo automatico e ineludibile, derogando dalle finalità rieducative della pena (ovvero: che il carcere sia una vera e propria vendetta con la finalità di togliere definitivamente dalla circolazione individui dimostratisi socialmente pericolosi, infierendo su di essi per dare un efficace deterrente agli altri).

      L’eletto, e con lui pure il governante, dovrebbe comportarsi come se non avesse volontà propria. La sua volontà dovrebbe essere sostituita con l’applicazione pedante e puntigliosa del programma dettagliato così come approvato dall’elettorato. Ovviamente, in un sistema simile l’informazione assumerebbe un ruolo ancor più importante di quello odierno, per cui anche chi gestisce l’informazione dovrebbe essere sottoposto ad un controllo e a sanzioni altrettanto pervasivi e vincolanti, con pene altrettanto spietate ed automatiche.

      P.S. Quando dico “automatiche” intendo dire che le leggi dovrebbero essere scritte in modo tale da non lasciare alcun margine di discrezionalità ai magistrati, trasformando anch’essi in meri esecutori di regole ferree. Ovviamente anche per i magistrati che prendessero decisioni contrarie agli automatismi dovrebbero essere previste pene draconiane.

      PP.SS. Tutto ciò che ho scritto contraddice a tal punto l’etologia umana da poter essere contrassegnata come fantapolitica. L’unico ordinamento che le società umane si siano mai dato rientra a pieno titolo sotto l’etichetta di oligarchia, indipendentemente dal nome che volta per volta si sia deciso di dargli (monarchia, dittatura, democrazia, plutocrazia…).

    12. ugo scrive:

      Alessandro: Ma Letta non aveva detto che se non si facevano le riforme costituzionali entro 18 mesi si dimetteva?

      Aveva anche detto che il suo non sarebbe stato un governo basato sull’istituto della fiducia. Ma, si sa, chi ambisce alla dirigenza (tutti e ciascuno, indipendentemente dal tipo di dirigenza) ha tra i requisiti di base principali un’assoluta propensione alla menzogna, quindi non c’è da stupirsi. Un piano eugenetico che volesse estirpare il gene della menzogna dalla specie umana potrebbe avere ottimi risultati semplicemente “spianando” i dirigenti e gli aspiranti tali, partendo dai livelli base per finire con quelli più elevati. C’è una forma di autoselezione davvero degna di nota.

    Commenta a MM


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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