untitledDopo l’indiscusso successo dello scorso anno (clicca per leggere), ripropongo a furor di popolo la speciale classifica de “Il meglio e il peggio del 2013”. Buon divertimento!

    Giorgio Napolitano Voto 0. Qualcuno deve avere rotto uno specchio di proporzioni gigantesche. Finito il primo settennato, il Presidente-indispensabile (alla speculazione massonico-reazionaria globale) si è fatto rieleggere dopo avere giurato e spergiurato di reputare la riconferma “contraria allo spirito della Costituzione”. Per gli italiani si profilano altri sette anni di sventura. Sempreché nel 2020, alla tenera età di 125 anni, il Presidente non decida di rimanere sul Colle a vita su pressante richiesta di Pippo, Pluto, Qui, Quo, Qua e Paperino. Per non parlare dei mercati (specie ortofrutticoli)…

    Fabrizio Saccomanni Voto 1. L’apprendista di rito draghiano Saccomanni non ne azzecca una neanche per sbaglio. Ad Aprile toglie l’Imu, a Maggio la rimette. A Giugno pensa alla Trise mentre a Luglio passa alla Service Tax. Ad Agosto va al mare, a Settembre vede la ripresa e ad Ottobre prepara una sorpresa. Intanto gli italiani sono sempre più poveri e incazzati. Domanda: perché non se ne torna buono buono dal Maestro di stanza a Francoforte?

    Laura Boldrini Voto 2. Più espressiva di un comò dell’Ikea, la Boldrinova incidentalmente riabilita pure l’ex presidente Pivetti. Petulante, irritante e del tutto inadeguata, la Presidentessa con accompagnatore al seguito brandisce sempre lo spettro del sessismo per mascherare i propri limiti. E’ riuscita perfino a rimproverare i grillini per aver osato nominare Napolitano invano. Ridicola

    Angelino Alfano Voto 3.  Angelino senza quid ha aspettato pazientemente l’inizio dell’inesorabile declino del suo vecchio padrone per assestare la classica pugnalata del servo meschino. Dopo avere trasformato il ministero degli Interni in una dependance del governo kazako, l’inutilmente sorridente vicepremier ha fondato un partitino insieme a figuri del calibro di Cicchitto, Formigoni e Giovanardi. Disperatamente attaccato alla gonnella di Napolitano, Angelino è già diventato il punch ball preferito del neosegretario del Pd Renzi. Lo spettro di Fini si allunga minaccioso…

    Emma Bonino Voto 4. Una vera delusione. Emma agli Esteri sembra la brutta copia dei peggiori dorotei della Prima Repubblica. Silente, dimessa e sempre in ombra, la Bonino recita il compitino con il terrore di scontentare qualcuno. Attaccata alla poltrona peggio di Mastella, il suo apporto al governo è del tutto impercettibile quando non dannoso. Da pensionare in fretta.

    Enrico Letta Voto 5. Divenuto premier per grazia ricevuta, Letta-Letta ha fatto del lecchinaggio un’arte. Dopo essere riuscito a dichiarare di aver ascoltato i discorsi di Napolitano con lo stesso trasporto con il  quale Papa Francesco si rivolge a Dio, può fare e dire quello che vuole. Marchettaro di scuola andreottiana, il Nipote di Gianni ha fatto suo il celebre motto del fu Giulio: meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Per ora regge. Per ora.

    Barack Obama Voto 6. Dopo anni caratterizzati da politiche scialbe, ipocrite e inconcludenti, il Kyenge d’America comincia a dare segni di timido risveglio. Bene la nomina della Yellen al posto del masnadiero Summers e ottima la sculacciata rifilata alla signora Merkel dal dipartimento del Tesoro a Stelle e Strisce. Rivedibile

    Marine Le Pen Voto 7. Bravissima a scompaginare il quadro politico francese, la figlia sveglia di Jean Marie vola nelle intenzioni di voto. Complice il disastro combinato dall’opaco Hollande (una specie di Bersani con gli occhiali) e il naturale aggravarsi di una crisi preparata a tavolino, la biondissima Marine è riuscita a riverniciare il suo partito valorizzando l’apporto concettuale di pregiati economisti di sinistra come Sapir. Svolta vera o riposizionamento tattico che maschera le endemiche pulsioni autoritarie e neofasciste? Lo scopriremo solo vivendo…

    Beppe Grillo Voto 8. Ha mandato in Parlamento qualche buon ragazzo e molti avventurieri senza arte né parte. Però ha il merito di avere fatto invecchiare di secoli un sistema informativo mainstream pavido, corrotto e funzionale al trionfo di un modello sociale feudale e fondato sul sopruso. Buona e coraggiosa anche l’idea di presentare la richiesta di impeachment per Napolitano. A ben vedere, non è affatto poco.

    Matteo Renzi Voto 9. Il Rottamatore ha sbaragliato la vecchia guardia post-comunista stravincendo le primarie contro un vecchio e improbabile arnese di apparato come Gianni Cuperlo. Bravo a comunicare, cocco delle avanguardie massoniche di ispirazione reazionaria che governano la Ue, Matteuccio ha tutte la carte in regole per ipotecare la politiche italiana del prossimo decennio. A meno che, in preda ad un rigurgito politicista in stile casiniano, il sindaco di Firenze non finisca con il logorarsi anzitempo appoggiando tra i mugugni l’universalmente odiato governo Letta-Napolitano. Al bivio.

    Papa Francesco Voto 10. Il nuovo Pontefice, subentrato a Ratzinger, ha impresso una svolta nella vita della Chiesa. Positivo, diretto e attento ai temi della povertà, Bergoglio ha ridato smalto ad una istituzione millenaria che rischiava di ammuffire vittima del conformismo e della banalità glaciale dei vari Bertone e Bagnasco di turno. Bellissima la sua ultima enciclica, Evangelii Gaudium, nella quale afferma il sacrosanto principio secondo cui “nessuno può chiedere agli altri di prendere pesi che egli stesso scansa” (capito Napolitano?). Unica pecca: aver ricevuto Draghi e famiglia in Vaticano. Ma magari era solo per collaudare i prossimi esorcismi e noi non lo sapevamo. Speranza.

    Francesco Maria Toscano

    31/12/2013

     

    Categorie: Politica

    7 Commenti

    1. Alessandra scrive:

      ..alcuni voti non mi convincono, tipo quello di Renzi e di Grillo, che secondo me, sono corretti sotto i loro punti di vista, ma non riguardo ai miei..per quello che riguarda la Bonino, non la manderei in pensione, ma solo a casa, senza pensione, visto che i radicali sono tra coloro che, pur avendo un capo, che e’ in pensione, senza mai aver lavorato, volevano la riforma del sistema pensionistico in senso peggiorativo..

    2. nkant scrive:

      A giudicare siamo tutti Professori.Cerchiamo invece di Fare qualcosa di veramente concreto (non solo chiacchere fritte)per cambiare le sorti del nostro paese, visto che abbiamo capito quali sono le reali cause di questo disastro economico-finanziario.Come? Creando una vera alternativa politica ed economica a questo sistema marcio, che ha letteralmente raso al suolo la classe media, portando sempre piu famiglie sul lastrico…..Facciamo gli uomini(alla Placido Rizzotto, o Peppino Impostasto, o Giovanni Falcone, o Paolo Borsellino) e non i quaquaraqua…….
      Svegliamo chi ancora dorme con gli occhi aperti, facendogli prendere coscenza di questa tristissima realtà e non limitiamoci a fare i professorini di turno che comunicano forbitamente.
      Se non ci diamo una mossa, la vedo dura per il mio amato Paese.E lo dico con le lacrime agli occhi.
      E se il futuro si chiama Renzi, Ciao Italia!

    3. ugo scrive:

      Quei nove a renzi e dieci a pappa francesco [1] proprio non li condivido. Personalmente assegnerei a pioggia tanti di quegli “zero” da far sembrare il registro una rivendita di uova. Marce. Non serve neppure guardare i nomi degli alunni: se fai parte della classe, a qualsiasi titolo, zero. Nella mia fantasia valutativa si salverebbero solo gli sconosciuti fuori dalla scuola. Quelli, però, non sono studenti, sono gente che lavora, o che ha lavorato e ora si dovrebbe godere il meritato riposo.

      Nota [1] – sfrutta la prostituzione dell’Italia, dunque la definizione di “pappa” calza a pennello.

    4. Michele scrive:

      Mi spiace molto che l’arguzia del Moralista nell’analizzare le vere motivazioni di determinate strategie funzioni con tutti tranne che con il Vaticano. Bergoglio è un’immane operazione di rilancio della Chiesa, ma non ha nulla a che vedere con la speranza, non quella della gente. A meno che le sue parole non si possano mangiare, è di un’ipocrisia insostenibile, Ratziger era molto più genuino. Draghi è stato ricevuto e sicuramente anche ascoltato ed incoraggiato, in fondo ci libererà del peso morale dei beni materiali.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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