imagesI giornali sono in crisi. Il calo delle vendite è continuo e non accenna a diminuire. Di questo passo a breve in edicola ne rimarranno ben pochi. In molti profetizzano l’imminente fine della carta stampata, seppellita da nuove tecnologie più aderenti alle esigenze di un pubblico giovane e compulsivo. Ma siamo sicuri che le cose stiano proprio così? E’ internet l’assassino dei quotidiani di informazione? O stiamo piuttosto assistendo ad un suicidio collettivo e inconsapevole causato da un eccesso di inettitudine? Propendo per la seconda ipotesi. Proviamo a ragionare insieme a voce alta. Cosa spinge un cittadino ad acquistare un giornale? Il desiderio di recepire informazioni utili e veritiere indispensabili per la formazione di un pensiero maturo e consapevole. Siamo d’accordo circa l’esattezza di tale premessa? Se si, domandiamoci adesso: i nostri principali mezzi di informazione assolvono il compito appena enunciato? Mi pare, senza timore di smentita, di poter dire di no. Dico di più. Non solo il circuito informativo cartaceo (quello televisivo non è migliore) non fornisce al lettore gli strumenti ermeneutici utili per comprendere la realtà circostante, ma, misfatto ancora più turpe,  intorbida le acque trasfigurando dolosamente le vittime in carnefici e viceversa. Paradossalmente, accettata questa impostazione, ne discende che la libertà di stampa, nel senso più nobile e alto del termine, è oggi incompatibile con la presenza in edicola di quasi tutte le principali testate. Guardiamo al recente passato. Chi ha creato il falso mito di Monti salvatore dello spread e di Letta baluardo della stabilità che rassicura i mercati? La grande stampa. Senza la copertura interessata dei soliti giornalisti a gettone (spesso poi ricompensati con un seggio parlamentare), chi mai avrebbe ritenuto legittimo l’esercizio del potere da parte di un massone reazionario e paracadutato in stile Monti, o la successiva formazione di un governo consociativo come quello attualmente in carica a dispetto del risultato delle urne? Una stampa veramente libera, anziché decantare acriticamente le lodi di personaggi che hanno oggettivamente aggravato le condizioni dell’Italia, non avrebbe dovuto sottolineare a tamburo battente le troppe contraddizioni che accompagnano i partiti di governo? Perché, ad esempio, nessuna grande firma ha mai rimproverato al Pd la riproposizione di quelle larghe intese tassativamente escluse durante l’ultima grigia campagna elettorale? Non è esecrabile circuire il popolo sovrano? Si dirà: “è stata colpa dell’emergenza”. Troppo comodo. Non è possibile giustificare oltre qualsiasi nefandezza brandendo fantasmi che servono solo a blindare una catena di comando meschina, inadeguata e autoreferenziale. Nel silenzio colpevole di una pubblica opinione distratta, in Italia e in Europa si è consumata una gravissima mutazione genetica che ha già di fatto colpito al cuore l’essenza della nostra democrazia. La libera stampa nasce come contropotere. Formidabile strumento di controllo destinato a denunciare gli abusi del sovrano. Ma cosa succede quando, come avviene oggi, l’informazione tradisce il proprio mandato per calarsi nei panni lugubri e sudici del bastone al servizio delle oligarchie affamatrici e reazionarie? Succede che il sistema va in tilt. E va in tilt non per colpa di Grillo, come vanno cianciando alcuni killer di carta con fare stucchevolmente lamentoso, ma per colpa di troppi giornalisti che hanno scelto di vendersi l’anima. Una volta si diceva che la chiusura di un giornale rappresenta una sconfitta per tutti. Oggi è vero l’esatto contrario. La morte dei quotidiani, prostitute d’alto bordo che saziano i desideri morbosi e perversi di una aristocrazia nera e occulta, è speranza di rinascita e di libertà. E’ triste, lo so. Ma vero.

    Francesco Maria Toscano

    13/01/2013

    Categorie: Editoriale

    4 Commenti

    1. Gianni scrive:

      Concordo in pieno.
      Il sottoscritto acquistava 3 quotidiani ora basta.
      Saluti

    2. ugo scrive:

      Ineccepibile. E’ tutto lì da vedere.

    3. leopoldo scrive:

      il potere non rinuncerà mai a manipolare le idee. un giornale è una attività stremamente reditizia sul piano sociale, avrà la sua evoluzione: i giornali online possono essere ascoltati oltre che letti. si modificherà il mezzo ma l’affare resterà. gli abbonamenti online crescono e sono più economici.

      al seguente sito potete consultare oltre 2000 giornali da tutto il mondo, dovete farvi attivare lo user nella biblioteca comunale (-:

      medialibrary.it/home/home.aspx

    4. Ulisse scrive:

      Se sei uomo e giornalista “libero” allora non riuscirai a fare informazione, altrimenti vai ad igrossare il poderoso esercito di Schiavi Volontari che popola il panorama della disinformazione. Questo è come la penso io.

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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