images0AG2DEXIL’informazione fa bene il suo dovere quando tratta i cittadini in maniera degna e rispettosa. Tutto può essere detto, tutto può essere spiegato utilizzando un linguaggio chiaro e decifrabile da chiunque. Chi parla in termini oscuri, elude i temi più delicati, impedisce l’approfondimento onesto di tematiche ingarbugliate e complesse non rende mai un buon servigio alla collettività. Molti personaggi più o meno famosi tendono a vedere riflessi negli altri i propri limiti. E siccome svariati giornalisti non capiscono le dinamiche del potere contemporaneo, né manifestano il desiderio di studiare per maturare nuove e più stringenti consapevolezze, scelgono spesso e volentieri la scorciatoia del gossip e della estrema e depistante semplificazione. Non è vero che non si possano trattare in televisione temi seri sul presupposto, falso, elitario e antidemocratico, che il popolo in ogni caso non possieda gli strumenti per interiorizzare fenomeni articolati. Questa cattiva filosofia, che permea la gran parte degli autori e dei presentatori che cesellano i nostri principali talk show televisivi, è alla base del sostanziale imbarbarimento del dibattito pubblico italiano ed europeo. Esiste una vasta categoria di operatori dell’informazione, protagonisti del cosiddetto circuito main-stream, che scientificamente espunge alcuni argomenti sensibili dal novero delle notizie. I vari Vespa, Floris, Gruber, ma anche gli stessi Santoro e Formigli, con sfumature differenti, nuotano tutti pur sempre all’interno dello stesso acquario. Quello nel quale lo spread è uno spauracchio, la stabilità è una cosa seria, i mercati ci guardano, l’austerità è necessaria e la massoneria non esiste. La congiura mediatica del silenzio non ammette deviazioni né rilevanti eccezioni. Per addomesticare l’informazione non serve neppure evocare lo spettro della censura. Molto più semplicemente il sistema screma in automatico i  conduttori ortodossi da quelli eterodossi, regalando prestigiosi palcoscenici ai primi e ricorrenti umiliazioni ai secondi. Fra le piacevoli eccezioni va (andava?) annoverato Gianluigi Paragone, già direttore de La Padania, attualmente impegnato nella conduzione del programma La Gabbia in onda ogni mercoledì su La 7 in prima serata (clicca per leggere). Nutrivo una certa simpatia per il giornalista in questione, coraggiosamente capace di offrire con largo anticipo un microfono a personaggi ed intellettuali estranei rispetto al solito circuito, bovino e puzzolente, popolato da mezze calzette che veicolano continue menzogne con l’aria pensierosa e ipocrita dell’accademico per l’occasione che, sotto sotto, non vede l’ora di passare all’incasso. Proprio grazie a Paragone, ad esempio, il grande pubblico ha avuto la possibilità di ascoltare il solido e brillante controcanto economico promosso da un giornalista come Paolo Barnard, tanto piccino, bugiardo e misero sul piano privato (come ho amaramente appurato di persona) quanto utile, efficace e penetrante sul versante della comunicazione pubblica. Tutto questo lungo preambolo per dire a Paragone che ha commesso un grosso errore nel presentare, durante l’ultima puntata de La Gabbia, in maniera molto parziale (per usare un eufemismo) il pensiero di Gioele Magaldi, leader di Grande Oriente Democratico che in preda ad un eccesso di generosità aveva acconsentito al rilascio di una lunga intervista capace di diradare le troppe e interessate nebbie che alimentano il declino dell’Italia. E invece, imitando involontariamente quel noto suino raccontato dai Vangeli, tristemente incapace di riconoscere il valore intrinseco delle perle, Paragone cosa fa? Presenta il ragionamento alato di Magaldi in chiave prevalentemente pruriginosa, limitandosi cioè a rendere edotto il popolo sullo status, massonico o profano, del potente di turno. Come tanti decerebrati allergici ai libri, anche Paragone infatti sembra abbracciare un modello interpretativo che divide il mondo in maniera manichea: da una parte i massoni (mamma li massoni!) che complottano nell’ombra, dall’altra la povera società civile vittima ignara di cenacoli occulti e potenti. Fai ridere Paragone. Se avessi il tempo di studiare, invece di strimpellare malamente con la chitarra, sapresti che la realtà è molto diversa da come la intendi e la spieghi a beneficio di un popolino che, evidentemente, in molti hanno interesse a trattare per sempre alla stregua di un bambinone-credulone bisognoso delle cure del tutore. Più che Paragone, caro Gianluigi, hai fatto la figura di Gaetano Pappagone, maschera inventata da De Filippo che, perlomeno, imparava dai suoi sbagli. Chissà se tu ne sarai capace…

    Francesco Maria Toscano

    17/01/2014

    Categorie: Editoriale

    22 Commenti

    1. Giovanni scrive:

      Caricate l’intervista sulla rete.

    2. Spartaco scrive:

      Ci sono due modi per nascondere la verità: non dirla o dirla in modo non credibile. Ho paura che la Gabbia adotti il secondo modo per nascondere la realtà dei fatti. Chi ha un minimo di esperienza sulle tecniche di comunicazione si rende conto che Paragone ha il compito di raccogliere tutto quello che gira in rete di pericoloso per il sistema e renderlo non credibile. Avete presente Berlusconi quando appare in televisione con i suoi spot dove promette un milione di posti di lavoro? Immaginate poi Bernard alla lavagnetta, in piedi, vestito da sessantottino che parla frettolosamente perchè il tempo stringe. Risultato: Berlusconi dice cazzate e viene creduto mentre Bernard dice la verità ma non è credibile. Mentre Magaldi viene necessariamente tagliato. Per rendere tutto più “credibile” la strimpellata finale di Pragone!!!!!!

    3. Carmine scrive:

      Caro Francesco, Ho trovato questo video, mi sembra interessante, che rispecchia le tue analisi.. forse hanno iniziato a capire come leggere la realtà.
      http://www.youtube.com/watch?v=SnpcALrmgBo&feature=youtu.be

    4. leopoldo scrive:

      dato che paragone o il suo staff legge questo sito dovrebbe rispondere.
      Poi personalmente magalli ho visto il suo sito in sugerimento agli articoli qui scritto devo dire che le informazioni li presenti sono labili e mal circostanziate, magalli come inerprete degli eventi convince poco, al di la del brutto servizio presentato.
      la massoneria nel tempo ha avuto una sua evoluzione, con cadute e distorzioni. oggi in italia siamo ancora influenzati dalla terribile vicenda della P2, ma non per quello tutti i massoni sono dediti agli intrallazi e al malaffare o sono favoriti nelle carriere. in un ambito professionale essere partecipi di quel ambiente è chiave per la crescita nel mestiere.;D

      • marco giannini scrive:

        Te sei molto circostanziato invece…lo chiami Magalli.
        Peccato che quando Magaldi prevedeva le cose (e non mi riferisco al Fratello Silvio) tutti eravate ad applaudire Draghi, Monti, Letta ecc

    5. Con riferimento a tale “leopoldo” e al suo commento del 18 gennaio 2014, ore 14:18, in quanto membro della Redazione del sito di GOD e fraterno collaboratore del Gran Maestro Gioele Magaldi, ci terrei a osservare:
      1) Caro Leopoldo, prima di scrivere pubblicamente su un Blog, vai a scuole serali di grammatica e sintassi, dal momento che scrivi in modo pietoso e risibile. Non solo sgrammaticato, ma privo anche di consecutio temporum e logica sintattica, oltre che di logica tout-court.
      2) Magaldi si chiama Magaldi, appunto, e non Magalli. Ma almeno sai leggere, visto che non sai scrivere?
      3)Da quale tipo di pulpito sostieni che le informazioni presenti sul sito http://www.grandeoriente-democratico.com sono labili e mal circostanziate o ti slanci nel cianciare di evoluzioni, cadute, distorsioni (non “distorzioni”, asino che non sei altro)della massoneria? Sei forse uno storico, un sociologo, un antropologo, un massone “addetto ai lavori e addentro agli ambienti più esclusivi della fratellanza”, oppure solo un bischero che apre bocca tanto per esalare minchiate sgrammaticate e insolenti?
      4) Sapresti circostanziare di quali eventi Magaldi sarebbe interprete poco convincente e quali interviste precise hai ascoltato del nostro Gran Maestro?
      Saluti a tutti i commentatori del blog il moralista, con l’auspicio che si mantengano sul livello consueto di intelligenza e intellegibilità, senza sprofondare nel trash più sgangherato come questo tal leopoldo…e con l’augurio che il moderatore Francesco Maria Toscano, continuando a lasciare che si esprimano anche gli asini come leopoldo (applicando un principio libertario molto caro al Fratello Voltaire, voglia però ogni tanto intervenire a contro-commentare, quando si supera un certo limite del ridicolo e del grottesco…

      • leopoldo scrive:

        cara edotto, visto che fai parte di quel sito: l’intervista alla zanzara che pubblicate come rivelazini eclatanti lo stesso giornalista rimane coi suoi dubbi.

        tutti i link che sono andato a consultare, da questo sito sono un elaborato di forma quasi sempre privo di sostanza.

        dato che io non mi sprimo in termini offensivi gradirei la stessa reciprocita. in quanto la mia sintassi dipende dalla scrittura di getto è non uso correttori come sono soliti i redatori.

        se hai altri problemi, risolveteli con qualcun altro e lasciami perdere, altrimenti possiamo anche vederci non mi fai paura bulletto da massoneria

        • Ah, ah, ah, i tuoi persistenti orrori sintattici e grammmaticali, oltre alle tue flatulenze sillogistiche e argomentative (con tutta la buona volontà non sono riuscito a capire che cosa vai blaterando a proposito delle interviste a La Zanzara) ti qualificano definitivamente come un asino contento di essere tale…Non ho nemmeno capito cosa cianci a proposito di forma e sostanza. Tu lo sai, nel tuo soliloquio da mentecatto sgrammaticato anche concettualmente. Quanto a vederci…che fai, provochi? Mi minacci? Sai che paura…I mentecatti come te di solito non li calcoliamo proprio ma, se proprio insisti, possiamo anche venire a trovarti per schiarirti un po’ le idee su chi puoi permetterti di insolentire e chi è meglio che lasci perdere…Fai tu, asino dei miei stivali.

          • leopoldo scrive:

            ciccio se sei qui per insultare cambia aria, chi ha tempo per insultare vuol dire che non ha contenuti da dire, allora perché hai tempo da perdere

            • Caro mio, l’unico che insulta sei tu…La tua prosa è un persistente e reiterato insulto alla grammatica, alla sintassi, al buon senso, alla logica e all’intelligenza degli altri lettori…

              • leopoldo scrive:

                se fosse come dici tu francesco maria toscano e il suo team mi avrebbero bannato, in quanto moderatori. la questione è che tu non accetti le opinioni di disenso è questo molto grave per un giornalista o aspirante tale che si nasconde dietro uno pseudonimo. infatti dubito molto che tu faccia parte dil god

              • il Moralista scrive:

                Il Moralista, nei limiti del consentito, non censura mai nulla e nessuno. Questo non è uno spazio per educande ma per spiriti forti e ardimentosi. Quanto al merito della tua critica a Magaldi, caro Leopoldo, ti dico francamente che non la condivido affatto. Se tu frequenti e apprezzi le analisi de Il Moralista riconosci inconsciamente anche la bontà e la profondità delle suggestioni offerte dai massoni di Grandi Oriente Democratico. Senza il lavoro di God e Drp sarebbe stato oggettivamente impossibile demistificare l’attualità. Nulla sarebbe uguale. Neppure il blog de Il Moralista.

    6. Refuso involontario (a differenza di quelli necessitati dall’ignoranza di “leopoldo”): naturalmente volevo scrivere “intelligibilità” e non “intellegibilità”

      • Con riferimento all’intervento di “leopoldo” del 20 gennaio 2014, ore 10:40.
        Attendiamo pazientemente di sapere cosa pensa Francesco Maria Toscano dei tuoi interventi screanzati e sgangherati. Di certo, nè io nè alcuno degli altri fratelli della redazione di GOD si sognerebbe mai di chiedere o di approvare interventi di censura del tuo pensiero. Anzi, nostra convinzione è che anche un asino semi-analfabeta come te debba avere il diritto di esprimersi. La libertà da difendere – come insegna sempre il GM Gioele Magaldi- è anzitutto “quella degli altri”. Permetterai però che anche noi siamo liberi di contestare le tue opinioni non solo fallaci e prive di logica, ma anche di un minimo di correttezza grammaticale, sintattica e lessicale. Chi scrive o parla male, generalmente pensa anche male, come diceva anni fa il buon Nanni Moretti…

        • leopoldo scrive:

          liberissimi di farlo nel merito delle opinioni e (visto che vi piace della forma), ma non di insultare. quello è mala educazione la cui resposabilità ricade sul vostro principale magaldi. con Toscano spesso siamo in dissacordo come si può constatare su queste paggine, ma non per questo ci riempiamo di insulti.

          chi si eleva a tale prattica non ha molto da dire.

          • marco giannini scrive:

            Caro Leopoldo non voglio intromettermi più di tanto.Quando ho scritto sopra (per quanto riguarda il suo usare il cognome Magalli ecc) non avevo visto questa discussione.Sinceramente scrivere “Magalli” più volte e fare osservazioni generiche sa troppo di dileggio.Quando si dileggia si può anche ricevere la medesima moneta. Nessuno vieta a nessuno di fare commenti approssimativi (spesso uno va a “senso”) però nel rispetto altrui.Se fai una critica poni attenzione almeno al cognome della persone. Altre volte non mi pareva tu scrivessi in questo modo sgrammaticato boh…o ricordo male o lascio che il lettore tragga le opportune considerazioni.

    7. Cristina scrive:

      Ciao Francesco, io mi sono illusa per qualche brevissimo istante che Paragone offrisse un’informazione aderente al vero, ma mi sono subito ricreduta nella puntata in cui è stato ospite il prof. Bagnai trattato non come un docente universitario e studioso preparato e brillante, ma come un elemento da circo…mediatico. Risultato: esattamente quello di cui si parla in questo tuo articolo, dire la verità,o meglio sfiorarla per pochi brevi attimi, il che fa sì che gli ospiti portatori di verità siano presentati, o meglio, percepiti dai meno informati, in modo tale da non farla risultare credibile. La puntata di mercoledì l’ho vista parzialmente, ho spento la tv appena dopo il servizio sui Centri per l’impiego “offerti” al pubblico e agli ospiti in studio, con alcuni livorosi euristi di turno, come il regno del pubblico spreco e dell’inefficienza, con il poveretto disoccupato da anni inferocito (anche grazie alla ghiotta opportunità di protagonismo offertagli dalle telecamere de La Gabbia) con l’impiegata del centro per l’impiego di Milano in palese imbarazzo in quanto “colpevole” di non riuscire a far incontrare domanda e offerta. La crisi c’è a causa dell’euro, la gente in questa fase storica drammatica per il nostro Paese perde il lavoro e non ne trova un altro a causa dell’euro, non perché i dipendenti dei centri per l’impiego non riescono a far incontrare domanda e offerta. Lo vedi che l’euro nella trasmissione è dipinto come possibile responsabile della crisi, ma tutti i servizi di contorno, insieme agli ospiti in studio, spesso ferventi euristi, concorrono al rendere poco credibile l’euro come colpevole della crisi, infatti in questo “tribunale televisivo” i colpevoli rimangono sempre gli stessi: la spesapubblicaimprodutttiva, la corrrruzzzzzione, il settore pubblico brutto e cattivo, i dipendenti pubblici fannulloni e altri blablabla pieni di odio sociale…Abbiamo già dimenticato il fatto successo l’anno scorso negli ufficio della Regione Umbria, quando un imprenditore ha ucciso due impiegate perché “colpevoli” della mancata assegnazione di fondi alla sua azienda, e poi si è suicidato? Con questo tipo di informazione si incrementeranno sempre di più l’astio, tuttavia più che comprensibile, l’odio sociale verso certe categorie ritenute a torto privilegiate in quanto ancora titolari di alcune tutele che per Costituzione non sono privilegi ma conferiscono dignità ai lavoratori, ma soprattutto all’essere umano in quanto tale.

    8. Cristina scrive:

      addendum: Francesco, mi sono dimenticata di dire che ho scritto alla redazione de La Gabbia per lamentare di come hanno parlato dei Centri per l’impiego, che i lavoratori non trovano lavoro a causa della crisi dell’euro e che in questo modo si alimenta solo odio sociale favorendo l’accadere di tragedie come quella dell’anno scorso a Perugia, e loro mi hanno pure risposto dicendo che si limitano a presentare la realtà che vive la gente ogni giorno.

    9. Blu scrive:

      Caro Moralista trovo la tua analisi un pochino troppo intransigente… E’ vero pParagone potrebbe fare di più, potrebbe dare più spazio a quello e meno a quest’altro, ma nella tua analisi non menzioni il fatto che anche Paragone molto probabilmente dovrà certamente rendere conto a qualcuno (Cairo Comunications) e non penso che (se come ci siamo sempre detti i media sono ammaestrati e indirizzati)Paragone sia libero di dire e fare tutto ciò che vuole o vorrebbe. Come dici tu l’intervento di Magaldi poteva essere gestito diversamente, sta di fatto peròche Paragone ha portato il personaggio di Magaldii in tivù e l’ha fatto conoscere a chi probabilmente prima non lo conosceva. Ora sta allo spettatore iniziare ad informarsi su chi sia Gioele Magaldi quale sia il suo pensiero e quale sia il suo lavoro e da li continuare il proprio percorso di crescita e riflessione. Non mi sento di criticare eccessivamente Paragone e “la gabbia”, non mi sento di criticare l’unico spiraglio d’informazione alternativa che la televisione italiana… l’alternativa è Adam Kadmon… lo preferite???

    10. Spartaco scrive:

      Per valutare l’efficacia di Paragone basta riguardarsi la puntata dedicata ai forconi. Subito dopo, i presidi, hanno iniziato a sciogliersi come neve al sole. Se il giornalista chitarrista fosse riuscito, con una macchina del tempo, ad intervistare Garibaldi prima che salpasse da Quarto, probabilmente io adesso mi troverei ancora dentro i confini dello Stato della Chiesa.
      Ringrazio ovviamente chi ha voluto dare tanta attenzione al mio scritto ricordando però che la mia “intuizione” è figlia delle intuizioni che leggo quotidianamente visitando il sito di GOD e del Moralista. Credo che questo interscambio di intuizioni ( le mie molto più modeste) si chiami Coscienza Collettiva.
      La mia luce mi spingerebbe ad invitare Gioele Magaldi e Francesco Maria Toscano a coordinare tutti i movimenti contro l’attuale dittatura al fine di organizzare un presidio ad oltranza davanti Montecitorio per chiedere Tre ore di spazio televisivo sulla prima rete rai in prima serata. Magaldi e Toscano insieme ad altri autorevoli esperti in campo economico, sociologico e del diritto potrebbero spigare ai cittadini la verità sulla reale situazione occidentale. Una adesione in massa a tale iniziativa obbligherebbe il governo ad esaudire la richiesta. Ma forse la mia intuizione oggi si è montata la testa. Vi saluto e vi ringrazio di nuovo e per alleggerire vi dedico il significato anagogico di questo video (http://www.youtube.com/watch?v=x117CurlaB0 ). Che lo spirito di Spartaco prenda le vostre anime e le porti via con Se!

    11. leopoldo scrive:

      Toscano, non è questione di educande e ammetto che avrei dovuto rivedere meglio il mio primo intervento(colpa la fretta) [anche se confermo che il sito di magaldi mi delude un po', ma è una questione che dibateremo quando ci sarà occassione]. io poi non credo che una organizzazione nasca col fine di essere perfidamente maleffica, ma gli interessi che diffende e si ripercuotono sulla società definiscono vantaggi e svantaggi. la CIA ha i suoi effetti l’organizzazione di magaldi pure.
      Lungi da me dal giudicarti perché parli e ti confronti con tizio o caio, come ritengo giusto che renzi parli con berlusconi (=: e so che qui disentiamo ma poi definirò la mia posizione nel post in merito :=). La quetione è che qui c’è uno che nascosto da un nick e partito ad insultare a nome di Magaldi, mettendo in evidenza arroganza e presunzione degna dei peggiore individui che si possono incontrare con l’unico fine di avere regione per metterla in culo al prossimo. se è vero che il tipo fa parte della casa di magaldi, è meglio che magaldi si dia una occhiata in casa.

      questo interveto non vuole essere polemico, anche se può sembrarlo, se si vuole proporre una modalita di dialogo la rissa a me non sembra la migliore delle soluzioni. ovviamente se sono attaccato in modo inopportuno ho il diritto di diffendermi.

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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