imagesCi sono due modi per contestare la “forte sintonia” scoppiata tra Berlusconi e Renzi in tema di grandi riforme. Il primo, ipocrita, meschino e inconsistente, non a caso brandito da personaggi di serie zeta alla Stefano Fassina, tende a mostrificare l’uomo Silvio Berlusconi, pregiudicato al quale la brava gente non dovrebbe rivolgere la parola per paura di insozzarsi. L’altro, appannaggio di gente con il sale in zucca, contesta invece non tanto la presunta indegnità morale e personale di chicchessia quanto il merito dell’accordo. I miserabili farisei che oggi si stracciano teatralmente  le vesti, dolenti per aver impotenti assistito alla profanazione della immacolata sede del Pd, perfezionatasi in virtù  dell’ingresso di un demone in doppiopetto conosciuto dagli umani con il nome terreno di Berlusconi Silvio, sono gli stessi che da venti anni ne curano in incognito gli interessi. Circostanza tra l’altro confermata tempo fa a microfoni accesi dallo stesso Luciano Violante (clicca per guardare). Proprio i figuranti che dall’arrivo di Monti in poi  hanno condiviso con Berlusconi gravissime e scellerate responsabilità di (mal)governo, quindi,  si permettono ora  il lusso di mostrarsi indignati per l’avvio di una trattativa concernente le regole del gioco. Finitela ridicoli commedianti! I vostri osceni sproloqui non incantano più nessuno. Ritiratevi a vita privata, risparmiando per il futuro agli italiani la tortura di dover oltre sopportare il tanfo maleodorante che perennemente accompagna le vostre parole e i vostri gesti. Al di là delle farneticazioni veicolate in queste ore da tanti incauti cicisbei, la questione vera è un’altra: il sistema elettorale partorito dalla fervida fantasia del Rottamatore con la partecipazione speciale di Forza Italia fa letteralmente schifo. Si tratta di un vero e proprio pastrocchio, che, se possibile, peggiorerà il già di per sé inqualificabile Porcellum. A ben vedere, infatti, il nuovo sistema di voto dovrebbe riuscire nell’impresa di conservare tutte le principali megastorture tipiche del vecchio modello caro a Calderoli (a partire dalle liste bloccate e dalla previsione di un abnorme premio di maggioranza), aggiungendone perfino di nuove (come il secondo turno di coalizione che rappresenta un monumento all’idiozia). Ma come si fa a credere ancora alle menzogne di chi violenta la democrazia sacrificando il diritto alla rappresentanza sull’altare di una governabilità che nessuna legge elettorale può da sola garantire a Costituzione invariata? Lo sa Renzi che anche l’eventuale conquista della maggioranza dei seggi in entrambi i rami del Parlamento non garantisce in prospettiva la durate né del governo né la salvaguardia dell’intera legislatura? Lo sa Renzi che in ogni caso è il Capo dello Stato che nomina un Presidente del Consiglio che mai, e dico mai, può essere direttamente eletto dai cittadini votanti? Lo sa Renzi che, sull’esempio recente di Sel e Lega, nulla può impedire ai partiti presentatisi in colazione di recidere l’alleanza una volta varcata la soglia di Montecitorio e Palazzo Madama? Lo sa Renzi che, anche dopo l’approvazione delle sue brillanti riforme,  nessuno potrà mai vietare che le forze politiche presenti in Parlamento decidano a legislatura in corso di dare vita a nuovi equilibri di potere frutto esclusivo dei soliti accordi di palazzo? Lo sa Renzi che la storia dell’intera seconda Repubblica è costellata da ipotesi come quelle testé descritte? Ci spiega Renzi perché il suo Super-Porcellum dovrebbe scongiurare il ripresentarsi delle stesse vergognose dinamiche che hanno inquinato la vita politica e democratica degli italiani nell’ultimo ventennio? Come chiarivano alcuni grandi giuristi del passato come Barile e Lavagna, ben diversi degli odierni sedicenti saggi sensibili al richiamo delle prebende e delle  poltrone (specie se di derivazione quirinalizia), solo una legge elettorale di tipo proporzionale è coerente con il nostro impianto costituzionale. Ma siccome l’ignoranza continua a regnare sovrana, l’Italia è destinata ancora (per poco?) a brancolare nel buio.

    Francesco Maria Toscano

    20/01/2014

    Categorie: Politica

    6 Commenti

    1. ugo scrive:

      Incontrovertibile. Queste sensatissime osservazioni, quand’anche fossero condivise da milioni di persone, non avranno alcuna eco e non cambieranno di una virgola un percorso già deciso.

    2. alessandro scrive:

      Da anni gli italiani lamentano di non poter esprimere la propria preferenza al voto delle elezioni politiche. Questa legge porcellum, nonostante ciò, non è stata riformata, oltrettutto nell’ultima consultazione elettorale ha prodotto una maggioranza diversa nelle due camere e questo patetico governo di larghe intese. Vista l’inettitudine e le velleità da parte di coloro che, scelti dal capo bastone, appoggiano il deretano sui seggi del Parlamento, i poteri costituzionali super partes, quali il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale, hanno sollecitato più volte le riforme costituzionali e del sistema elettorale e da ultimo la Consulta ha cassato l’impianto complessivo del porcellum, trasformandolo in un proporzionale e sancendo definitivamente l’inconsistenza e la vacuità di un Parlamento che è tutto fuorché riformista. Le uniche riforme care agli asinelli che occupano gli scranni parlamentari sono quelle che impone l’Europa e i vari Draghi e Olli Renh. Quello schifo di riforma costituzionale del “pareggio di bilancio” è stata votata senza batter ciglio in tempi brevissimi dai capi lista di partito che si arrogano di rappresentare il popolo italiano. Bene! Non che la legge elettorale sia la priorità, visto il numero di disoccupati sempre crescente, a cui magari qualcuno ogni tanto ha il dovere di dare una risposta! ma cazzo, il PD non si azzardi ad approvare questa legge “italicum” che non consente nuovamente di esprimere le preferenze. Tra l’altro, tradotto in inglese sembra una parolaccia! Dopo il (blow)job act, anche l’Italy-cum… ma Renzi ha proprio una fissa o deve averglielo suggerito il mandrillone con cui ha stipulato l’accordo? E quest’ultimo chiuderà la sua miserrima esperienza politica fra il ridicolo, il patetico e la sue panzane della grande rivoluzione liberale! Quanto ai piddini, dopo questa illiberale proposta, fate prima a cancellare “Democratico” dal nome del partito! Che serve il suffraggio universale, consentire a tutti di partecipare al voto, se non si è liberi di votare chi si vuole? Le libertà democratiche rimangono sulla carta, se non accompagnate dalle libertà liberali. Dalle liste lunghe alle liste corte non cambia una pippa, nessuna differenza, serve solo a Voi illiberali di destra e sinistra per superare il rilievo della Consulta sulla legge porcellum e probabilmente è quanto basta! È mai possibile che questo Presidente della Repubblica che interviene su ogni questione, secondo alcuni, travalicando i suoi poteri costituzionali, non si pronunci in merito, dopo aver denunciato e sollecitato più volte di reintrodurre le preferenze? Quello che temete è la pensione anticipata con demerito? perché se gli italiani potessero esprimere la preferenza, al netto dei voti di apparato, sarete spazzati via alla prima consultazione e per sempre dalla storia con ignominia! Se approvate questa legge non voto, vado ad ingrossare le file degli astenuti. Schifo!

    3. Diego scrive:

      A proposito del vecchio discorso su Berlusconi & Fratelli Maggiori che non gli avrebbero perdonato di aver citato Krugman ed avere accennato a quest’Europa matrigna e truffaldina

      Ciò che vediamo da qualche mese è Silvio che urla con tutto sé stesso “vi sarò ancora utile”. Gli “altri” lo lasceranno fare? è per questo che puntano tutto su Renzi, per rendere marginale il cavaliere? Il nano si rende conto che se Renzi potrà governare in maniera autonoma, andrà dritto dritto ad Hammamet?

    4. leopoldo scrive:

      qui una proposta di m5s grosso modo in sintonia con renzi e b.
      http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/affaricostituzionali/dossier-l-elet.pdf

      la grossa differenza e che i listini non sono bloccati.

      sostanzialmente sono più o meno tutti d’accordo sul modello, la modifica che da più parti è richiesta per garatire i piccoli partiti è le prefferenze legate al territorio, con conseguente clientelismo(?) ma limitata possibilita di ribaltoni.

      i dubbi che poni se li sono posti anche loro, a breve vedremo grosse trasformazioni, a meno che il pd non si spacchi

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