imagesCQZZ03JDCari amici ed assidui lettori de Il Moralista. In questi anni siamo cresciuti insieme. Abbiamo studiato, riflettuto e approfondito molti dei principali aspetti che condizionano la vita di tutti noi. Ci siamo interrogati su quello che accade sopra le nostre teste, sforzandoci di coltivare un pensiero critico autonomo e libero, non permeabile cioè dal veleno che fuoriesce quotidianamente dalle biro intinte nel sangue usate da troppi scribacchini di regime con il pensiero perennemente rivolto al portafoglio. Siamo lentamente diventati una comunità, di spirito e intendimenti. Sovente alcuni commentatori fra i più appassionati mi hanno rimproverato una sorta di “accidia intellettualoide”, una specie di aristocratico distacco che, perlomeno questo ho inteso, mi indurrebbe a delimitare l’orizzonte della mia battaglia all’interno di un rassicurante quanto angusto recinto virtuale, spazio riservato a pochi illuminati che, dopo aver compreso, passino la vita a parlarsi malinconicamente addosso  puntando di tanto in tanto il dito contro il mondo reale irrimediabilmente prigioniero delle tenebre più scure. Sappiate che non è così. Io non sono un uomo dedito alla sola “contemplazione”. Al contrario, credo che il logos che non si trasforma in praxis sconfini inconsapevolmente nella sterile accademia. Ma è anche vero che l’uomo saggio conosce il valore della tempestività. Ottime idee destinate a naufragare in alcuni frangenti della Storia, trionfano, identiche, una volta mutate le condizioni circostanti. Garibaldi nel 1860 riuscì lì dove pochi anni prima Pisacane eroicamente fallì. E’ ora  arrivato il tempo di cristallizzare il blocco critico che  in questi anni si è articolato anche e non solo intorno al blog de Il Moralista. L’associazione Eleanor Roosevelt, in gestazione da mesi (clicca per leggere), sta per salpare in mare aperto (clicca per leggere). Preso atto della sconfortante deriva illiberale, tecnocratica e antidemocratica che attanaglia quasi tutte le principali forze politiche presenti nel Parlamento italiano, chiaramente etero-dirette dall’esterno da potentati occulti e sfuggenti che nell’ombra cucinano provvedimenti infami come il Fiscal Compact e il Pareggio di Bilancio, non resta che impegnarsi per creare ex nihilo un nuovo movimento che offra un ancoraggio solido, attrezzato e sicuro a beneficio dei tantissimi italiani ed europei disillusi e disincantati. La Eleanor Roosevelt nasce come “associazione, pronta però ad entrare direttamente nell’agone politico di fronte alla reiterata incapacità degli odierni partiti di invertire immediatamente la rotta ripudiando per intero e senza tentennamenti le cattive suggestioni rigoriste che hanno già trasformato il Vecchio Continente in una valle di lacrime. Il Pd, il Pdl e quel che resta di Scelta Civica, avvinghiati al duo Napoletano-Letta e in attesa di fare posto al Gattopardo Renzi, sono strumenti di morte nelle mani dei massoni reazionari di stanza a Bruxelles. Questo granitico blocco di potere, che accomuna sedicenti popolari e sedicenti socialisti in ogni angolo d’Europa, coalizzati al fine di completare il più perverso progetto involutivo che la Storia recente ricordi, è tanto imponente quanto fragile. Nonostante gli sforzi di una stampa meschina desiderosa di mascherare la verità sotto un velo di putride ipocrisie, fiorisce infatti nel cuore e nella mente dei cittadini italiani ed europei una nuova consapevolezza protesa al raggiungimento di risultati nobili, ideali e coraggiosi. Per questo chiedo ad ognuno di voi di impegnarsi fattivamente e in prima persona per la buona riuscita dell’impresa che intendiamo intraprendere grazie anche all’indispensabile ausilio e supporto, pratico, relazionale e intellettuale, di una figura straordinaria importanza come Gioele Magaldi. Nessuno ha il diritto di tirarsi indietro. La difesa dei pilastri della nostra civiltà non si delega ma si pratica. Dimostratevi cittadini e non sudditi, rioccupando quindi da subito e direttamente uno spazio pubblico che vi appartiene. Con buona pace dei tanti oligarchi, nostrani o stranieri, che vogliono lasciare al popolo solo la facoltà di decidere periodicamente da quale burattino farsi torturare. Se siete animati da una forte passione civile fatevi avanti. Se tenete alla difesa della verità e della giustizia più che al vostro interesse spiccio e contingente sarete  i benvenuti. Tra molti anni, volgendo lo sguardo al passato, potremmo dover accettare l’idea di non essere riusciti, nonostante il forte impegno profuso, ad invertire il corso degli eventi.  Nel caso, ce ne faremo una ragione. Nessuno di noi potrà però autoassolversi per non averci provato. Forza!

    Francesco Maria Toscano

    23/01/2014

    Categorie: Editoriale

    12 Commenti

    1. Laura scrive:

      Leggendo questa chiamata alle armi il mio cuore si è aperto a nuove speranze, la mia vista indugia su nuovi orizzonti.
      E’ cosa buona. E giusta.

    2. Pierluigi scrive:

      Oh sì. Non posso che sottoscrivere quanto detto da Laura. Eccomi !

    3. Petronius scrive:

      Partciperò all’incontro che spero ci sarà presto.

    4. Spartaco scrive:

      Voi di GOD e del Moralista, giustamente, denunciate la presenza di élites cosmopolite che si avvalgono degli attuali governanti europei come di loro marionette per imporre l’austerità e consolidare il loro potere. Se si è creata questa situazione è anche perchè nessuna “democrazia” ha obbligato (non a caso) i propri partiti politici ad adottare una vera democrazia interna e a disciplinare il finanziamento sia dei partiti stessi che dei singoli candidati alle varie segreterie. La conseguenza di questo è sotto gli occhi di tutti. Renzi, finanziato da chi voi ben denunciate, è il segretario PD e Berlusconi è il proprietario, finanziatore e leader del PDL. Vorrei sapere, se in previsione di creare un nuovo partito, avevate pensato di inserire nello statuto dei punti che impediscano queste derive fasciste. Grazie per eventuali risposte.

      • Caro Spartaco, per quanto ne so io, nella Bozza di Statuto della “Eleanor Roosevelt” che verrà presto pubblicata (da sottoporre a modifiche, contributi, emendamenti e miglioramenti da parte degli aspiranti costituenti dell’Associazione) saranno inseriti proprio questi “pesi e contrappesi” da te giustamente invocati per assicurare democrazia interna a qualsivoglia soggetto associativo o partitico.
        F. C. da Velletri

    5. Gianluca scrive:

      Che dire, auguro il meglio alla associazione “Eleanor Roosevelt”, che possa squarciare il velo cupo calato in Italia (e in Europa).
      È triste constatare invece che anche i partiti più piccoli di sinistra, tremano di fronte alla possibilità di sfuggire dal potere antidemocratico, liberticida e reazionario europeo.
      Speriamo bene…!

    6. adamo scrive:

      una sola precisazione. dove pisacane fallì, garibaldi la spuntò perché dietro di lui c’erano le sterline della massoneria inglese con cui comprare anche i generali borbonici.

      • Caro Adamo, è vero che Garibaldi ricevette denari raccolti soprattutto (ma non soltanto) da alcuni massoni britannici scozzesi (nel senso di residenti in Scozia,da non confondere con membri del Rito Sczozzese Antico ed Accettato, i quali pure – sia italiani che europei ed americani – si adoperarono in vario modo per sostenere l’impresa risorgimentale di liberazione dal dispotismo illiberale borbonico), più che inglesi (gli inglesi sostennero prevalentemente Cavour, il quale comunque orchestrò una sapiente regia a distanza, a sostegno dell’epopea garibaldina…), ma è anche vero che, per il buon esito della “Spedizione dei Mille” furono raccolti denari (pubblicamente) anche da comitati di patrioti italiani (in larga parte massoni) con epicentro a Milano. Ma quei denari, al contrario di quanto cianciano fonti inconsistenti e malferme, non furono impiegati per corrompere generali borbonici (forse ci furono solo un paio di diserzioni di matrice “pseudo-corruttiva” – di cui almeno uno finì tragicamente- e non furono affatto premiate con denari, quanto con la promessa di un inquadramento nel futuro esercito italiano unitario). Tali denari, semmai, servirono per sostenere la logistica di tutta l’operazione, sia in Sicilia che durante lo sbarco sul meridione continentale, dalla Calabria/Lucania in su. D’altra parte, non c’è dubbio che tutti gli ambienti massonici progressisti euro-atlantici dell’epoca (massicciamente presenti fra i Mille e nel successivo Esercito meridionale di giubbe rosse che contava decine di migliaia di volontari siciliani, calabresi, pugliesi, lucani, campani, abruzzesi e accorsi da ogni angolo d’Italia e d’Europa, compresa la Germania, l’Ungheria e la Polonia)contribuirono in modo determinante al buon esito dell’operazione. Ma è pura leggenda quella di un “esercito borbonico” che non avrebbe combattuto e si sarebbe fatto “corrompere” dai “denari inglesi”. Tanto è leggenda, che non furono pochi i patrioti garibaldini (anche importanti) che perirono durante l’impresa, e anche le perdite borboniche furono consistenti. Piuttosto, successe che alcuni ufficiali borbonici (segretamente massoni), al momento giusto si ricordarono di sentirsi più in sintonia con le istanze liberali, democratiche e costituzionali che sin dalla Rivoluzione napoletana del 1799 e poi con i moti del 1820-21 e del 1848 i loro bisnonni, nonni, padri e zii avevano portato avanti, che non con un regime liberticida, neo-feudale, assolutistico e clericale come quello dei Borboni. E così alcuni di essi facilitarono il passaggio dei “confratelli” in camicia rossa. Ma per una precisa messa a fuoco di come, dove e perché i liberi muratori intervennero nel corso dell’epopea garibaldina (effettivamente massonica dall’inizio alla fine), rinviamo te, Adamo, e i lettori de “il Moralista”, alla lettura delle pagine che a questo evento risorgimentale sono dedicate nel libro di Gioele Magaldi, “Massoni. Società a responsabilità illimitata”, Chiarelettere Editore.
        Vostro affezionato Fra’ Cazzo da Velletri

        • Diego scrive:

          Bravo Frà Cazzo, fai bene a ricordare il ’99 e l’esperienza della REPUBBLICA Partenopea.

          è un vero peccato che, 62 anni dopo, e a valle di un’ “epopea massonica dall’inizio alla fine”, ci siamo ritrovati, di nuovo, sotto ad una MONARCHIA. Quando si dice il progresso, eh? :D

          Prendila come una provocazione goliardica… ciò che seriamente penso l’ho esposto nell’altro messaggio, e a supporto esistono studi e denunce di fior di meridionalisti sin dall’immediato periodo post unitario, lo dico tanto per non essere accomunato a contemporanei neoborbonici da strapazzo che tanto successo riscuotono nella rete internet

      • Diego scrive:

        Personalmente provo grande ammirazione e rispetto per tutte le menti e il sangue versato dai protagonisti, inclusi e non ultimi quelli anonimi, del risosorgimento, così come per il processo storico nel suo complesso.

        Mi appaiono nonostante ciò, un pò stonati i toni tanto agiografici, rispetto a quel processo storico, usati dalle parti di GOD. Contraddizioni e atti turpi ve ne sono stati a iosa. Lo stesso Gran Maestro del GOI Giuseppe Garbialdi ebbe a scrivere qualcosa del tipo… che nelle terre meridionali, se avessero potuto, avrebbero fatto scempio della sua testa, e non diede neanche loro torto.

        Sinceramente, nei confronti di alcuni sottoprocessi unitari e post unitari, mi aspetterei le stesse parole sferzanti e di censura che, ad esempio, sono state usate nei confronti dei sanguinari Robespierre e Saint-Just, personaggi che hanno soffocato le spinte più autenticamente progressiste della rivoluzione francese

        • Diego scrive:

          Postilla: nel momento in cui ho iniziato a scrivere tale risposta, non era ancora visibile l’intervento dell’affezzionato Frà Cazzo, che mi accingo a leggere con grande interesse

    7. Antonio Deriu scrive:

      Per quanto mi riguarda aspettavo con trepidazione la realizzazione dell’Associazione. Sono pronto a dare il mio fattivo contributo, per il futuro dei nostri figli.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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