untitledHo scritto cose molte dure nei confronti del M5S nei mesi scorsi e non me ne pento. Continuo a pensare che questo partito non possa rappresentare il pilastro su cui costruire la nuova Italia. Per la contraddittorietà del suo programma, per i suoi limiti democratici, per il “mistero” che avvolge la sua missione, per le scadenti scivolate demagogiche che il più delle volte contraddistinguono  le sue campagne, anche quelle giuste.

    In queste ore tormentate, tuttavia, come tanti altri, ho dovuto constatare che, al netto di certi metodi discutibili di affermazione della propria diversità, del linguaggio da osteria goliardicamente esibito, ma soprattutto di certe pratiche irrispettose della solennità del Parlamento, se non ci fosse stato questo partito a quest’ora non so di che cosa staremmo parlando, certamente non della gravità di alcune scelte che il parlamento ed il governo hanno compiuto e stanno proditoriamente compiendo, dalla ricapitalizzazione di Bankitalia alla legge elettorale.

    Il paese muore giorno dopo giorno, fiaccato com’è da una crisi di cui non si intravede la fine. Non c’è lavoro, non ci sono opportunità, ogni giorno chiudono più di mille aziende. C’è tanto disincanto però, che spiega nondimeno la passività del popolo di fronte ad un quadro così allarmante, alla colpevolezza ed alla insipienza delle classi dirigenti, politiche e non.

    La Fiat va via e qua e là si ode qualche balbettio. Electrolux ricatta i lavoratori e tutt’al più si fa un comunicato stampa. A Termini Imerese si consuma un volgare tradimento a danno di migliaia di operai e al massimo si fa un’assemblea. Il sud rischia un processo di desertificazione, come la Svimez ha denunciato, ma i suoi problemi sono ormai fuori dall’agenda del governo. La disoccupazione è a livelli record, con quella giovanile da far tremar le vene e i polsi, e c’è qualcuno che fa propaganda con improbabili piani per il lavoro, privi di contenuto, del tutto aleatori, che, nelle loro pochissime linee guida, ispirate ad idee ormai consunte, non tengono conto di quanto sia mutata la situazione economica in questi anni e di quanto sarà difficile recuperare i posti di lavoro persi…

    Potremmo continuare a lungo con la lista dei problemi e delle inadempienze che disegnano la decadenza italiana, ma, forse, è il caso di fermarci qui. Ce n’è abbastanza. Tanto da rendere ancora più surreale ed insopportabile il dibattito politico di questi giorni, di queste ore.

    Si sta approvando una riforma della legge elettorale che, al di là dei recenti pronunciamenti della Corte costituzionale, peraltro ambigui in alcuni punti, mira a trasformare il parlamento in un’aula “sorda e grigia”, chiusa al pensiero ed alle posizioni critiche, ostaggio del trasversalismo che ha caratterizzato la vita politica del paese negli ultimi anni, anche negli anni in cui maggioranze e minoranze facevano finta di darsele di santa ragione. È storia: centrodestra e centrosinistra si sono accapigliati in questi anni su questioni non dirimenti rispetto agli assetti economici e sociali esistenti. La lotta politica è stata condotta su un terreno che possiamo definire “politicista“, con un rinfacciarsi continuo di cose che nulla avevano a che fare con visioni contrapposte della realtà. Come spiegare altrimenti il fatto che queste stesse forze, di lì a poco, si sono ritrovate a fare governi assieme, con Monti prima e Letta poi?

    La risposta è semplicissima: perché nessuna di queste forze in campo esprimeva ed esprime  un punto di vista alternativo rispetto al modello di società e di costruzione europea in cui le nostre esistenze sono drammaticamente immerse; tutte, con cespugli annessi, dietro le parole d’ordine della governabilità e del rispetto degli impegni presi con l’Europa, hanno un solo interesse: autoconservarsi all’ombra di un potere reale che li sovrasta, e li garantisce.

    Attraverso la nuova legge elettorale, preludio ad una manipolazione dell’architettura istituzionale in chiave efficientista e presidenzialista, o plebiscitaria se si preferisce, si vuole pertanto irreggimentare definitivamente la democrazia lungo un sentiero che escluda le voci dissonanti, che faccia argine all’ingresso nel parlamento di istanze di cambiamento, radicali ma non necessariamente minoritarie. Il vero nodo della questione è questo, non le preferenze. Che senso ha concedere la possibilità di scrivere un nome sulla scheda elettorale, da scegliere tra quelli proposti dal partito trasversale dello status quo, se contestualmente si nega anche la pur minima rappresentanza in parlamento a milioni di elettori?

    Sbarramento. La parolina chiave che da sola dice più di ogni possibile considerazione sull’operazione che si sta portando avanti, il cui suono diventa ancora più stridulo se si pensa allo svuotamento delle prerogative del parlamento, e dello stesso esecutivo, in materia di politiche economiche, a causa del trasferimento massiccio di sovranità verso istituzioni non democratiche come quelle che governano l’Europa.

    C’è opposizione a tutto questo? La manifestazione del 12 ottobre scorso è stata bella e partecipata, ma dopo, che ne è stato dopo? C’è in cantiere una lista di cittadinanza a sostegno di Alexis Tsipras per le prossime elezioni europee, si potrà riaprire la speranza? Vedremo.

    Per adesso, tra i ladri di democrazia e la sinistra che non c’è, si percepiscono nitidamente soltanto le urla del Movimento di Grillo. Sono stati bravi ad intestarsi la lotta contro i regali alle banche e l’imbroglio della legge elettorale, accendendo una torcia nel buio di questa fase politica del paese, ma pur sempre di urla si tratta. E le urla, come i tumulti, sono una cosa diversa dalla “politica” che si fa carico della domanda di cambiamento, di trasformazione, che promana dalla società, che si incarica di guidare certi processi storici o di aprirne di nuovi. La politica, appunto. Quella che si vorrebbe ridurre a mero teatrino delle convenienze, mentre ad altri e più alti livelli si decidono i destini di milioni di uomini e di donne in carne ed ossa.

    Prendo a prestito una frase di Mario Tronti da La politica al tramonto (Einaudi, ’98): “Il dramma di oggi è che la sconfitta del movimento operaio si mostra senza un seguito di possibile riscossa. Fare governo senza politica è impossibile. E infatti non si fa governo. Si fa amministrazione della casa“.

    Ditemi se in Italia non siamo a questo…

    Luigi Pandolfi

    Fonte: http://www.huffingtonpost.it/luigi-pandolfi/condannati-allopposizione-di-grillo_b_4702845.html?utm_hp_ref=tw

    Categorie: Politica

    25 Commenti

    1. Petronius scrive:

      Quoto Pandolfi:

      “l dramma di oggi è che la sconfitta del movimento operaio si mostra senza un seguito di possibile riscossa. Fare governo senza politica è impossibile. E infatti non si fa governo. Si fa amministrazione della casa“.”

      Guardate: un signore borghese probabilmente vicino alla massoneria che viene a raccontare che rimpiange i movimenti operai; vedi come col tempo si capisce l’importanza delle opportunità perdute per colpevole miopia…

      Non rifacciamo o meglio non rifate lo stesso errore: Grillo non è populismo, non è solo caciara informe, non è assenza di progetto politico ma è un diverso e più ambizioso progetto politico il cui fine è il risveglio della consapevolezza e della voglia di partecipare del popolo tutto.
      Cosa vi aspettate, che la gente improvvisamente cominci a ragionare con la capacità critica e con il distacco emotivo di un colto borghese?
      Non vi rendete conto che lo stato di degrado culturale delle grandi masse lo abbiamo provocato o avallato o magari semplicemente lasciato succedere noi chiudendo gli occhi con colpevole fatalismo di fronte al disastro sociale che avevamo evidente davanti agli occhi?
      E ci rinchiudevamo nel nostro mondo bello culturalmente e solido economicamente salvo poi oggi ad accorgerci che come nel film “L’angelo sterminatore” di Bunuel quel mondo era la trappola mortale che ci stavamo preparando da soli.

      Chi ha delle profonde competenze in economia, politica, storia, chi ha un prestigio e una vasta rete di relazioni (individuo o associazione), chi anche soltanto ha quella serenità economica che gli permette di non dover pensare esclusivamente alle necessità primarie e quindi può informarsi meglio e ha tempo libero da dedicare a un progetto politico; tutte queste persone non hanno dei “meriti” ma hanno anzi acquisito una posizione debitoria nei confronti del resto della comunità, soprattutto dei meno sfortunati (che non a caso si stanno dimostrando i più coraggiosi).

      IN CONCLUSIONE: i grillini stanno lavorando per tutte le persone autenticamente democratiche ed è obbligatorio sostenerli lasciando da parte in questa specifica contingenza progetti di semplice mediazione (ossia allungamento del brodo) come quelli di Tsipras; perché DOBBIAMO METTERCI IN TESTA CHE NESSUN PROGETTO POLITICO SI REALIZZERÀ SE IL POPOLO NON ACQUISTERÀ MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA E VOGLIA DI PARTECIPARE. Attenzione che ne va del destino di tutta la classe media e medio alta!
      Almeno per le europee è obbligatorio sostenere Grillo col voto; è indispensabile che il M5S riceva aiuto da parte delle persone o associaizoni dotate di competenza tecnica e prestigio come da parte di tutti i cittadini di buona volontà; non per andare a dirgli “Bravi, però ora lasciate il volante che guidiamo noi” ma ponendosi l’obiettivo orimario di ricreare una coscienza civile in tutta la società, presentandosi con un approccio umile e rispettoso verso chi senza armi in mano si è buttato senza paura nella battaglia (e ricevendo, cosa semplicemente pazzesca, addirittura delle percosse fisiche davanti a tutto il Paese!).

      Il resto ossia la precisa proposta economico politica potrà cominciare a essere veicolabile solo dopo una grande vittoria di Grillo alle europee e SOLAMENTE SE LA BORGHESIA COLTA SI SARÀ DIMOSTRATA AFFIDABILE, RISPETTOSA E PRONTA A SACRIFICARSI ANCH’ESSA.

      M a pensate cari fratelli massoni agli edifici delle logge australiane o brasiliane che nel mezzo del centro città esibiscono orgogliosamente in strada l’insegna massonica con tutti i simboli e la gente la considera una cosa normalissima anzi, pensa che i muratori siano persone di cui ci si possa fidare nel momento della difficoltà; non vorreste poter essere liberi di manifestarvi come in quei paesi?
      Avete l’occasione per cancellare le colpe di altri che oggi ricadono su di voi; ci vuole solamente umiltà, coraggio, generosità e fantasia.

    2. Petronius scrive:

      Leggo questa cosa allucinante sul sito di DRP:

      http://www.democraziaradicalpopolare.it/DRP_Il_Movimento_5_Stelle_e_alcune_recenti_analisi_de_Il_Moralista.html

      Cioè che Grillo congela milioni di voti che sevirebbero a combattere il sistema e quindi in realtà il M5S consolida il sistema. Però lo fanno in buona fede, bontà di DRP…

      Ragazzi se siete ciechi fino a questo punto tutto è perduto.
      Dite quello che vi oare ma non uscitemi con questa banalità da ragazzino di quindi anni (di quelli non particolarmente svegli).

      Usate il vostro cervello raffinatissimo e rendetevi conto che i voti mobilitati da Grillo non si sono mossi richiamati da un precisissimo programma politico economico ma sull’onda della prima fase di un sacrosanto risveglio che NECESSARIAMENTE deve passare per una fase puramente affettiva; se e solo se si consoliderà la fase affettiva in un nuovo senso della comunità allora sarà possibile cominciare a veicolare contenuti più strutturati.

      Se questo consolidamento del senso di comunità non avverrà QUEI VOTI SARANNO SEMPLICEMENTE PERDUTI, NON SE LI PRENDERÀ NESSUNO E SI DISPERDERANNO NEI MILLE RIVOLI DELL’ASTENSIONE O DEI PARTITINI DALLO ZERO VIRGOLA.

      Sta alle persone competenti con vaste reti di relazioni contribuire stando in secondo piano al consolidamento e successivamente, una volta guadagnata la fiducia su un piano paritario col popolo, sarà possibile cercare di far passare contenuti meno grossolani. I processi si svolgono in fasi non in un colpo solo.

      E per cortesia lasciate perdere i discorsi complottisti su Grillo e Casaleggio; sapete bene quanto danno fastidio per la loro rozzezza quando li rivolgono a voi e ammettete che c’è stato qualcuno più generoso e più audace di voi. C’è ancora tutto il tempo per rimediare.

      • MM scrive:

        Sono daccordo. Il concetto del “congelamento dei voti” nato all’indomani del rifiuto da parte del M5s di partecipare ad un governo è del tutto propagandistico. Cosa sarebbe successo se il M5s avesse avallato un governo con il PD? Avrebbero potuto contestare il continuo abuso dello strumento del decreto d’urgenza ed il conseguente esproprio del potere legislativo all’organo ad esso preposto? Avrebbero potuto usare con altrettanta libertà lo strumento dell’ostruzionismo, fino a costringere il potere a mostrare la sua vera faccia con la “gigliottina”? Avrebbero potuto portare alla luce gli inganni nascosti nei provvedimenti contro l’articolo 138 della costituzione? Avrebbero potuto denunciare il regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche? Avrebbero potuto far dimettere ministri non degni con altrettanta libertà?… Si potrebbe andare avanti a lungo, ma la sostanza è che a me non sembra che quei voti siano congelati. Al contrario mi sembra che scottino fino ad ustionare e lacerare.

        A cosa sono serviti i voti al PD degli ultimi 20 anni? A voi non sembrano congelati quei voti che servono solo alla cristallizzazione del potere? Quei voti dati ad un partito che, alla ricerca continua dell’ impunità di una intera classe politica, ammette tutte le nefandezze di un’avversario che calpesta continuamente le leggi su cui il “patto sociale” che ci tiene assieme dovrebbe sorreggersi? Dov’era il legittimo ostruzionismo del PD nel momento in cui venivano varate le leggi ad personam? Forse era impegnato a far varare a Violante le legge che permette oggi la “ghigliottina”? … anche qui si potrebbe andare avanti a lungo.

        Ieri fu Veltroni a rimettere in sella Berlusconi, oggi ci ha pensato Renzi, per varare una legge elettorale da lui proposta, che sarebbe piaciuta molto alla P2.
        Il M5s ha invece indetto una consultazione online, con relativa campagna informativa, che ha ridato smalto e credibilità agli occhi di molti, all’unico metodo elettorale coerente con la costituzione italiana: Il Proporzionale.

        Oh no… il voto al M5s non è di certo un voto congelato. Si sarebbe congelato se avesse fatto un governo con il PD. Al contrario è un voto che scotta e per questo è rischioso, ma attualmente non vedo alternative.

        MM

      • marco giannini scrive:

        Non sono d’accordo nemmeno io con DRP.
        La storia del congelamento dei voti è inventata da Bersani, dai media e la ripetono (non DRP) per rimbambire pensionati e citrulli..
        Peraltro non credo che m5s sia condannata all’opposizione….o solo io incontro gente che dice “non voto più centro sinistra voterò m5s” o al ballottagio può andarci benissimo il m5s e cambiare il paese col suo programma vicino al modello scandinavo che io amo.(I principi ovvio…ogni paese ha sua struttura).

    3. Luca scrive:

      Se il M5S avesse “dato” i propri voti al PD, al primo emendamento non approvato dal movimento lo spread avrebbe toccato, magicamente, nuovi record. E la colpa, non sarebbe stata certo del PD…

      • Petronius scrive:

        Centro pieno!
        Intendevo proprio questo.
        La strada può essere solo votare 5 Stelle perché se fanno il trenta per cento il nemico dovrà fare cose che gli faranno cadere la maschera e la gente finalmente capirà.
        Come si fa a non capirlo, come si fa a limitarsi ottusamente alle manovre di piccolo cabotaggio quando si vede in maniera evidente che l’avversario ha un lato scoperto e non se n’è accorto?
        Ma cosa credete, di limitare i danni? Ma avete capito che fine vi vogliono fare?

    4. GLS scrive:

      Sempre più sconvolto dall’armonia di questi commenti all’unisono con i miei pensieri. Tuttavia devo dire che se le persone che conosco e frequento possono rapresentare un campione attendibile degli italiani che hanno votato M5S, siamo messi molto male. Il 70% almeno ritiene che siano inadeguati e inaffidabili, solo capaci a far cagnara, per nulla propositivi proprio in base a quel rifiuto verso Bersani & Co. Inoltre, anche i loro atteggiamenti troppo “informali” e “sportivi” non incontrano assolutamente. Mi sto rendendo antipatico un po’ a tutti nel tentativo di giustificarli (parlando di leggitima frustrazione e amenità varie). Temo però che siano stati assolutamente miracolati a Febbraio scorso dalla gente che sperava in qualche cosa che ancora non esiste: una classe politica onesta, seria e competente. Al massimo possono essere onesti e stanno diventando sicuramente molto competenti ma serietà non è il termine che più gli si addice e soprattutto non sono assolutamente politici. Le persone temo che non accettino facilmente di essere governate da qualcuno che gli assomiglia e che sembri “normale”. Hanno bisogno di figure autorevoli, nella forma e nel potere (economico) di cui possono disporre. Forse l’italiano medio è veramente un mammone e più che volersi impegnare attivamente per migliorare le cose o contribuire a gestirle, preferirebbe una figura di riferimento a cui affidarsi sperando che sia in grado di affrontare le difficoltà e risolverle al posto suo. Che sia questo il problema di fondo? Poi è chiaro che con la tv e i giornali che sputano fiele e veleno costantemente sui 5S, con l’assenza quasi assoluta di voci amiche e la grande ignoranza che dilaga per lo scarsissimo utilizzo di Internet, che dire? Che idea mai dovrebbero avere dei 5S?

    5. Luca scrive:

      In una settimana in cui alla Camera è stato fatto qualcosa di inaudito e pericoloso per la nostra democrazia (tagliare la voce alle opposizioni), gli attacchi al M5S non si contano su tutto il panorama nazionale…Vengono accusati di “squadrismo” (!!!) e se provano a reagire (vedi le reazioni alle frasi di Augias), questa è soltanto la prova del loro squadrismo (!!!). Spero che la divina provvidenza esisti davvero. Ma, su questo, non ho alcun dubbio. Come può essere possibile che le avanguardie progressiste acconsentano a tutto ciò? Come?

    6. stefano scrive:

      Rimango sgomento quando persone evidentemente colte come ‘sto gandolfi, scrivono articoli di siffatta ipocrisia.
      Si scrive che:

      “…questo partito non possa rappresentare il pilastro su cui costruire la nuova Italia. Per la contraddittorietà del suo programma, per i suoi limiti democratici, per il “mistero” che avvolge la sua missione, per le scadenti scivolate demagogiche…”

      ma subito dopo si precisa però:

      “In queste ore tormentate, tuttavia, come tanti altri, ho dovuto constatare che, se non ci fosse stato questo partito a quest’ora non so di che cosa staremmo parlando, certamente non della gravità di alcune scelte che il parlamento ed il governo hanno compiuto e stanno proditoriamente compiendo, dalla ricapitalizzazione di Bankitalia alla legge elettorale”

      Solo in un paese abituato ad ingoiare letame mediatico ogni giorno, ci si può permettere il lusso di scrivere queste “perle” di articoli come se fosse la cosa più ovvia e più banale del mondo.

      E sicuramente in un paese così fotografato:

      “Il paese muore giorno dopo giorno, fiaccato com’è da una crisi di cui non si intravede la fine. Non c’è lavoro, non ci sono opportunità, ogni giorno chiudono più di mille aziende.”

      la cosa più importante da sottolineare e da cui non si può prescindere è:

      “Ho scritto cose molte dure nei confronti del M5S nei mesi scorsi e non me ne pento.”

      Spero che la “cultura” di quest’uomo gli consenta almeno di vergognarsi un po’.

    7. Petronius scrive:

      Intanto in Danimarca Goldman Sachs vuole comprarsi l’energia ma i danesi insorgono.

      http://www.theguardian.com/world/2014/jan/30/socialists-quit-denmark-coalition-goldman-sachs-deal

      Perché da noi non c’è una reazione?

      Perché dall’inizio del XVI secolo abbiamo la ruling class e la borghesia più gaglioffe e vendute d’Europa; vigliacchi senza dignità la cui unica ambizione è solamente ritagliarsi una posizione di vassalli nei confronti del grande capitale internazionale mantenendo i loro privilegi ai danni del loro stesso popolo. Un popolo che non amano e di cui non si sono sentiti mai realmente parte.

      Da cosa se ne può avere la prova definitiva? Semplice, dal fatto che non esiste una risposta politica strutturata ma contemporaneamente tutti fanno finta di lamentarsi.

      Sono bastati due signori due, per creare un movimento di popolo; rozzo e con un confusionario legame con il territorio ma reale e concreto come stanno sperimentando al Parlamento dove non sanno più dove nascondersi di fronte a questo sciame di vespe che tromenta dei deputati e senatori che non sono altro che servi sciocchi al servizio di servi furbetti al servizio dei veri padroni.

      TENETELO BENE A MENTE: chi si lamenta ma non fa nulla è complice.
      Il tempo limite per giudicare sta per scadere, questione di mesi.

    8. Rodion scrive:

      Il M5S…

      Rimane il punto esiziale delle analisi politico economiche: SONO FALSE.

      Cosa significa carissimi appassionati? che chi comanda in Italia sono potenze straniere e, più fumosamente, un potere sovranazionale apolide. Per antropologia e sociopolitica le realtà non si escludono e non sono disgiunte.

      Cosa comporta? Che la lotta a livello nazionale è strumentale ad una rivendicazione di LIBERA SOVRANITA’ **NON** dalla pannelliana “partitocrazia”, **bensì** dall’oppressore straniero e classista che la guerra della globalizzazione ha riportato alla luce nella sua mostruosità e tirannide.

      Ingessati dal potenziale annientamento nucleare e dal positivismo democratico costituzionale, il cartello di interessi “economicopolitici” occidentali ha usato potentissimi strumenti di “politica economica” (ma dai?) per completare la prima fase della guerra globale che terminerà con l’annessione de facto dell’Europa agli USA tramite la Germania: il TTIP. Ovvero UE + NAFTA.

      Si capisce perchè dalla Tunisia passando per l’Egitto, per la Siria, la Turchia per finire nell’heartworld, l’Ucraina, sono stati messi in atto questi processi di destabilizzazione? Di cui l’Ucraina e la Turchia sono i più importanti per UE ed USA? Ci rendiamo conto di cosa si sta preparando? Qualcosa di molto simile ad un redde rationem tra est ed ovest per il trionfo definitivo di un interesse di classe sulle altre per via “etnicofamilista”.

      Bene. Un respiro.

      In un processo di questo tipo che possono fare dei bravi ragazzi acqua e sapone a Roma in un contesto istituzionale completamente sterilizzato da potenti ARMI DI POLITICA ECONOMICA dopo decenni DI GUERRA PSICOLOGICA propagata tramite media di massa e il sistema della non-istruzione?

      NULLA. NIENTE. NADA. NOTHING. NIHIL.

      Chiaro? Chi ha tenuto spento la TV in questi decenni sa che la Matrix è ora.

      Questi vogliono la “Grande Società” e discutono in inglese.

      Ok? Grillo è attenzionato da costoro da almeno 20′anni: è LORO strumento. Chiaro?

      Casaleggio è troppo colto per NON SAPERE IL NULLA ASSOLUTO di politica economica e Democrazia costituzionale. Se sa è consapevole strumento di distrazione di massa se non sa è un inetto. (Casaleggio parla amerikano, chiaro?)

      Siamo NOI gli Onorevoli in Parlamento e Grillo e Casaleggio stanno CASTRANDO LA NOSTRA RESISTENZA perché propagandono confuse o peggio FALSE ANALISI che sono strumentali alla colonizzazione economica e culturale dell’Italia.

      La loro figura umana non è necessariamente correlata alla loro figura politica.

      La politica, purtroppo, non la si può far solo con cuore e buon senso. Non basta. Il Demonio è furbo, intelligente, informatissimo e sadicamente cinico.

      Gli intellettuali che sanno ci sono e devono dire la verità. Punto.

      Tutto il resto avverrà indipendentemente dalla nostra volontà. Come sempre è stato. E come sempre tragicamente sarà nonostante gli “affinchè tutto ciò non si ripeta mai più”…

      • Luca scrive:

        Se, permetti, pur applaudendo il Tuo stile espositivo e con esso la lucida analisi esegetica dei movimenti socio-geo-politici in atto, mi pare una visione eccessivamente catastrofica del nostro prossimo futuro. Non credo che un Mondo così pluralista (cioè con presenza di molti soggetti forti e ideali eterogenei), possa permettere ciò. Inoltre, finirebbero i privilegi e i godimenti anche per certe classi sociali che nello stato attuale ci sguazzano…Il progetto di costruire una Grande Società può essere sbagliato nel modo, ma non nel fine. E questo è un progetto non attuale, ma che risale nel tempo, a cui più fazioni e ideali hanno partecipato attivamente. Se Casaleggio e Grillo affermano “vogliamo un’Europa”- il cavallo di troia del globalismo istituzionale- “più equa, giusta dal punto di vista sociale e con ridistribuzione progressiva del PIL” (il virgolettato è una mia sintesi, non credo vi siano citazioni letterali), noi dobbiamo batterci per questo modo di sviluppo della società, e dei suoi contenitori. Questo è un obiettivo di cui tutti gli uomini dovrebbero farsi portatori: soprattutto di quelli che, coscientemente, hanno il compito di guidare le masse.

        • Rodion scrive:

          @Luca

          Non esiste “vogliamo un’altra Europa” se non come pia illusione: questa è e, se si sarebbe potuta fare, si sarebbe fatta.

          La “Grande Società” come attuata con grande profusione di mezzi da almeno cinquant’anni è frutto del pensiero ideologico della Scuola Austriaca che da Vienna ha preso residenza a Chicago. Non ha nulla a che vedere con le utopie progressiste dell’ottocento.

          Ha molto più a vedere con le distopie che Orwell palesò dopo aver letto “The Road to Serfdom”.

          Il M5S va aiutato fornendo gli elementi culturali minimi per portar in Europa rivendicazioni coerenti con gli obiettivi di redistribuzione del reddito propri di una Democrazia compiuta.

          Come aveva ben presente List, l’unica tutela tra l’uomo e il Dio Mercato è lo Stato nazionale.

          O si comprende che l’unico “europeismo” è quello che passa attraverso il rispetto della sovranità degli Stati nazionali e il rispetto delle autonomie locali, oppure possiamo prendere quella sintesi di cultura millenaria progressista chiamata Costituzione e usarla per fare i “gratta e vinci”. E così già è.

          Non c’è nulla da chiedere: perché non verrà dato.

          Saranno le leggi socioeconomiche a far saltar il banco: e bisognerà essere culturalmente preparati per salvare il salvabile. Attualmente pare che gli elementi di politica economica siano patrimonio esclusivo di alcuni banchieri (fino agli anni ’70 erano banalità anche per l’ultimo dei porta borse della Camera).

          (Il “pruralismo” è appunto il cruccio attuale delle classi “atlantiste”: per il presunto “catastrofismo” si biasimi il Vangelo di San Marco o, al limite, le dichiarazioni di Kissinger).

    9. Rodon scrive:

      Il FARE necessita necessariamente il COSA. Il COSA è sintesi di un’analisi FALSA del cuore delle rivendicazioni grilliane: analisi FALSE che non sono condivise da molti attivisti e Parlamentari del M5S.

      Grillo e Casaleggio rappresentono il partito: gli attivisti SONO il movimento culturale.

      Prima di scendere in piazza a farsi massacrare si considerino i punti appena esposti.

    10. Petronius scrive:

      Rodion ma dove cacchio la vedi sta resistenza che i grillini starebbero castrando.
      Eri pronto a scendere in strada con il casco e la mazza da baseball per difendere strenuamente i sacri principi democratici ma ahimè, Grillo ti ha castrato e sei stato costretto dal comico genovese a casa a guardare la partita?

      Non si muove nessuno, gli operai piangono e basta, la piccola borghesia si rinchiude sempre di più nella sua tana sempre più angusta, la borghesia medio alta lancia allarmi e si esibisce in raffinate analisi multi spettro che gli consentiranno, comunque vada, di dire che loro lo avevano detto. Questa è la realtà no le pippe di chi trova scuse dicendo che Grillo ha castrato la sua resistenza

      Comunque qui quello che dovevo dire l’ho detto; conosco il mio paese, conosco molto bene la borghesia medio alta dei professionisti e degli intellettuali per cui so come andrà a finire ed è inutile insistere più di tanto.

      Io voterò Grillo alle europee e fino alle prossime politiche offrirò dei contributi al movimento.
      Iscriversi e partecipare è terribilmente difficile anche se magari farò un altro tentativo; sono sospettosissimi e non hanno alcun interesse nella discussione approfondita. D’altra parte sono pronti a dedicare tutto il loro tempo alla causa e quando possono versano un contributo in denaro; sono così e bisogna prenderli per quello che sono.
      Certo se le persone e le associazioni di un certo livello cominciassero a sostenerli dall’esterno nel giro di un paio di anni si creerebbero le condizioni per una proficua partecipazione politica congiunta fra popolo e borghesia medio alta (piccole medie imprese, professionisti, intellettuali, piccoli proprietari) ossia la base su cui fondare una nuova società del rispetto, della solidarietà e dell’uguaglianza.

      Ma è tanta l’ignavia degli ignavi che arrivano a tacciare Grillo di complottismo pur di giustificare la loro nullafacenza compiacente.

      La frequentazione di questo blog è stata molto istruttiva; per un attimo avevo creduto si profilasse una clamorosa smentita, invece è stata una conferma. In ogni modo una proficua conclusione definitiva.

      Saluti

      • Rodion scrive:

        Mi limito a sottolineare qualcosa di estremamente evidente: le rivendicazioni democratiche degli attivisti si schianteranno sul muro dell’attuale assetto tecnocratico.

        E’inutile chiedere potere a chi non ce lo ha.

        Tutto passa da Bruxelles e le armi usate dai cerchi elitari non sono chiare a chi è “al fronte”. In questo vi è un’enorme responsabilità della comunicazione “grilliana” (non “grillina”) intesa come insieme di messaggi che influenzano le masse grazie alla credibilità del duo.

        Ti faccio notare che la maggior parte dei post più reazionari di beppegrillo.it non sono firmati.

        Chiediti perché. O chiedilo agli stessi Parlamentari.

        In ingegneria delle telecomunicazioni si usa molto il concetto di “single point of failure”. Ora pensa alla strattura del M5S.

        Non c’è nessun complotto: le influenze latouchane e Tea Party di Grillo e lo scarso “socialismo” di Casaleggio sono manifesti: e NON sono giudizi sulle persone (che stimo per altri motivi che non sto ad esprimere).

        La Resistenza passa attraverso il ritorno al dettato costituzionale che può avvenire solo e solamente attraverso una chiara posizione antagonista all’UE e al Dio €uro. Per cominciare.

        Tutto il resto è chiasso o teste rotte per le strade.

    11. Petronius scrive:

      Cari fratelli del GOD, se ho capito bene che è successo devo ammettere che non ve state del tutto con le mani in mano.
      Ho letto un certo articolo in un certo blog di un signore che salta e frinisce in cui si parla di una cosuccia alla quale, guarda caso, avevate accennato nel vostro sito e quindi credo proprio che ci sia il vostro pestifero e informatissimo zampino dietro. Avete fatto un ottima cosa e quindi il mio giudizio definitivo è stato avventato.

      Continuo a pensare che sarà necessario per voi uscire allo scoperto, comunque ho visto che state dalla parte giusta il che mi fa piacere e mi dà un motivo in più per sperare.

      • Caro Petronius, a quale articolo di quale blog e a quale signore ti riferisci?
        Qual’è la questione cui “avevamo accennato nel nostro sito” (ce ne sono a miriadi…)?
        Certo che non ce ne stiamo con le mani in mano… e certo che stiamo dalla parte giusta…se intendi la parte della libertà, dell’uguaglianza e della Sovranità del Popolo…cioè della Democrazia.
        In attesa di tue esaurienti esplicazioni (tanto per evitare di parlare un linguaggio “criptico” di cui spesso viene addebitato proprio il nostro ambiente), ti saluto con stima e apprezzamento per le tue intelligenti provocazioni, al netto di alcune divergenze d’opinione.
        Fra’ Cazzo da Velletri.

        • Petronius scrive:

          Evidentemente ho interpretato male. Peccato, direi…
          Mi riferivo all’ultima frase dell’articolo del Moralista (che ho indicato erronemente come “vostro sito” mentre se ne può parlare tutt’al più solo come di sito a voi vicino) in cui si dice che casomai Grillo avrebbe dovuto denunciare l’accordo fra Verdini e il padre di Renzi, favorito da comuni radici massoniche.
          Siccome oggi appare sul blog di Grillo un post in cui si fa riferimento agli inghippi di Verdini e Renzi ne avevo dedotto frettolosamente che voi aveste cominciato a dare qualche suggerimento per una prima punzecchiatura.
          Ossia mi sono fatto ingannare dalla coincidenza del tema nel Moralista e nel blog di Grillo a distanza di pochissimi giorni.

          Prendo atto di essermi sbagliato però rimane da parte mia una sensazione di impazienza perché a mio fallibilissimo avviso ci troviamo negli ultimi ritagli di tempo utile per organizzare una risposta democratica e, come chiunque può notare, non esiste una singola forza politica strutturata che si opponga concretamente alle politiche di austerità di questo governo.

          Se tutti se ne stanno calmi e tranquilli tutta questa urgenza è evidentemente solo una mia personale impressione.

          • Caro Petronius, per parte mia non ne so nulla, ma non posso escludere che qualcuno dell’area di GOD assuma iniziative come quelle che hai immaginato tu…di suggerimento e ispirazione…anche in ambito grillino. Ma mi pare molto riduttivo pensare che sia questo a qualificare qualcuno come entità “che non se ne sta con le mani in mano o sta dalla parte giusta”.
            Se pensi che sia attraverso tali questioni di contorno che si combatte la degenerazione italica, sei davvero fuori strada. Illuminare il “retrobottega” comune di Renzi e Verdini e/o dare gli strumenti ad altri per farlo (effettivamente ne abbiamo parlato anche ufficialmente, in passati interventi di GOD) costituisce un’opera utile, ma molto marginale. Ci vuole ben altro e a ben altro ci stiamo preparando.
            Sempre affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

            • Petronius scrive:

              E vorrei vedere che vuole altro caro Fra Velletri.
              Il problema è che non vedendo altro, con una certa qual generosità da parte mia, mi accontentavo di immaginare che aveste dato una piccola dritta ai cinque stelle.

              Attendo con ansia, caro Fra’Cazzo, una vostra esplicita azione allo scoperto, altro che piccoli cabotaggi di corto respiro.
              Se servirà qualcuno che vada porta a porta, nelle associazioni, per le strade a risvegliare la coscienza dei cittadini io sarò in prima linea che siano massoni, gesuiti, preti buddisti o altro.
              Solo che non lo fa nessuno e io sto dicendo questa cosa da due anni in tutti i blog….speriamo che qualcuno apra gli occhietti…

    12. pierluigi scrive:

      @Petronius, @GLS concordo con Voi. Ho votato per il M5S, ho partecipato come attivista nella mia cittadina alle elezioni comunali e regionale e rivoterò per le Europee. Non mi considero un “grillino”, tuttavia rendo merito a Grillo e a chi insieme a lui, di aver saputo, contrariamente a tanti intellettuali e politici professionisti che oggi pontificano sul M5S, di aver colto l’impellente necessità di milioni di italiani di trovare una modalità politica per ritrovarsi non riconoscendosi più in una partitocrazia aliena e sempre più anti-democratica che come lettori del”Il Moralista” ben conosciamo. Di critiche al M5S se ne possono fare tante, alcune utili altre lasciano il tempo che trovano considerata l’attuale e gravissima situazione italiana.
      Aprendo una breve parentesi, attendo con trepidazione le rilevazioni su Grillo e Casaleggio annunciate sul sito di D.R.P.. Sono aperto a valutare fatti documentati come è uso fare da parte di G.O.D. e ancor più trepidante nell’attendere l’uscita del libro del M. Gioele Magaldi.
      30 e più anni di politica professionista, colta ed elaborata, rispettosa delle regole e del politically correct dove ci hanno portato ?. Sull’orlo del baratro. ( Riconosco e rispetto i simboli ed i luoghi della nostra Repubblica ma usare i guanti bianchi con Hitler e Mussolini sappiamo tutti cosa ha provocato )La cosidetta area progressista non è stata capace di cogliere né il malcontento della popolazione né di elaborare progettualità credibili che non fossero nel binario del paradigma economico mainstream. Pensiamo a D.R.P che nel 2011 aveva elaborato una proposta sulla base di un rinnovamento del PD e non aveva ancora preso in considerazione il paradigma economico della MMT. Come dicevo in altri interventi siamo tutti corresponsabili di questa situazione ed insieme si può vincere. E’ come ricreare un nuovo CNL, trovare delle intersezioni condivise e lasciare le diversità ad altro e normale momento. Il mio appello alla discesa in campo di forze professioniste non è inteso ad offrire su un piatto d’argento il M5S ma un accorato appello affinché, usando un’analogia con la nostra Resistenza, al paracadutare armi, strumenti ed conoscenze, per rendere i rozzi 5 Stelle truppe combattenti all’altezza del nostro passato democratico. Se questo non avvenisse ci ritroveremo come i milanesi nelle 5 giornate ….

      • Petronius scrive:

        Già…siccome son più di vent’anni che lo dico, siccome ho anche passato celebri vertenze sindacali in cui facevo presente che era un’idiozia fondarsi sulla tecnicalità del piano economico e delle questioni di governance mentre era necessario un altro atteggiamento fra i diversi livelli gerarchici della nostra grandissima azienda e anche fra rappresentanti sindacali e la base; il tutto ovviamente senza riuscire, in primis per mia scarsa capcità di persuasione, a cavare un ragno dal buco e dovendo rimanere a guardare impotente mentre accadeva precisamente quello che io e alcuni altri prevedevano da un pezzo; viste queste passate esperienze so che l’idea di una scesa in campo della società civile a sostegno del M5S è un’utopia.
        In quella vertenza sindacale avevo una facilissima via d’uscita ossia ero fra i pochi fortunati che potevano in qualsiasi momento mandare a quel paese l’azienda senza doversi preoccupare oer il futuro; qui disgraziatamente si tratta di un intero paese e o ri reagisce e si tenta di salvarci tutti assieme o sccomberemo tutti assieme.
        Lo si capirà, certo. Ma ahimè, dopo…

    13. marco giannini scrive:

      Non sono d’accordo con l’autore.
      Le urla di protesta servono eccome. La protesta non può esser roba da educande come non lo fu nel 1789. La protesta forte (senza botte..ma quelle le ha prese una pentastellata) è sale della democrazia.
      Di fronte all’ennesima “atomica sociale” sganciata in favore delle banche e finalizzata al servilismo, all’ennesima devastazione di salari ,tutele e welfare e alla violazione del primo diritto di un PARLAmentare cioè LA PAROLA, non poteva che provocare una reazione di quel tipo. I nostri onorevoli (meritano questo appello solo i m5s) sanno che non era mai accaduto in 70 anni e sanno che la tagliola l’hanno fatta per REGALARE SOLDI ALLA FINANZA PARASSITARIA MASSONICO REAZIONARIA e quindi hanno provato un rancore enorme e un senso di fregatura poco sopportabile. (CAPISCO, GRILLO HA SBAGLIATO SULLA MASSONERIA, MA LUI INCONSCIAMENTE SI RIFERIVA A QUELLA DELLE ELITE REAZIONARIE E SI è CAPITO DAI PERSONAGGI A CUI SI RIFERIVA).Ha mirato a colpire Verdini e Renzi e a bollarli come dei corrotti che sono identici tra loro… inoltre a Grillo gli danno del massone e ha voluto far capire che lui ne è estraneo. Magari era richiesta maggiore precisione/affinamento stavolta ma non tutto è sempre perfetto.

      • marco giannini scrive:

        “l’altra sera ho incontrato il questore on. Laura Bottici (insieme all’on Paglini) e gli ho detto” Buonaseeeeera onorevole (ci si conobbe a Massarosa a una festa a 5 stelle) e lei “ma vaff”….
        Sono rimasti dei ragazzi ma sono cresciuti enormemente a Roma.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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