untitledOggi Napolitano, garante agli occhi della massoneria reazionaria del progressivo annichilimento della società italiana, è intervenuto di fronte ai parlamentari europei per chiedere di finirla con “le politiche di austerità(clicca per leggere). Non trovate singolare tale improvvisa sortita? L’inventore del famigerato governo Monti, nonché protettore dell’attuale esecutivo Letta, si è improvvisamente ricreduto? Oppure, sulla scia di una nuova consapevolezza che pervade il popolo italiano, il nostro Presidente ha solo pensato bene di riposizionarsi furbescamente fuori tempo massimo? Sentire Napolitano che critica l’austerità rasenta l’apoteosi dell’ipocrisia. Passiamo oltre. Molte persone avvedute e colte, anche su questo blog, mi accusano di essere troppo “credulone” nel riporre fiducia in un Movimento come quello di Grillo incapace di sviluppare una coerente linea di pensiero economico alternativa rispetto ai nefasti dogmi neoliberisti. Anzi, a ben vedere, l’ossessione grillina per gli sprechi, la Casta e la corruzione sarebbe perfettamente funzionale al consolidamento dell’attuale establishment di potere. Si tratta infatti degli stessi argomenti che da Mani Pulite in poi ammorbano gli italiani, convintisi che la macroeconomia altro non sia se non una sottobranca dell’etica. Voglio tranquillizzare tutti. Non mi sfuggono affatto le mille contraddizioni che pervadono il Movimento 5 Stelle, chiaramente restio a sviluppare una piattaforma programmatica coerente nella speranza di raccattare il più vasto consenso possibile. Come si può, ad esempio, sostenere contemporaneamente sia la necessità di introdurre gli eurobond che quella di indire un referendum per decretare l’immediate uscita dall’euro? E’ evidente che le due cose non stanno insieme. Ma il punto non è questo. Intanto ogni potere che opera in assenza di un contropotere scivola quasi sempre inerzialmente verso la tirannia. Il sistema capitalistico, non a caso, nella sua versione distributiva e keynesiana, ha dato il meglio di sé sotto la minaccia del comunismo sovietico. Tornando poi a mostrare il suo volto più feroce in Occidente proprio all’indomani della caduta del Muro. Questo cosa dimostra? Che il comunismo era una cosa buona? Niente affatto. Prova però come un fenomeno intrinsecamente cattivo possa collateralmente produrre anche effetti benefici. Allo stesso modo, oggi, che senso ha interrogarsi troppo sulla effettiva capacità del Movimento di Grillo di rappresentare una credibile alternativa di governo? Se mai i grillini dovessero conquistare la guida del Paese, poi, li giudicheremo dai fatti. Nell’immediato, però, è ingiusto non riconoscere come il sedimentarsi di una forza di opposizione vera e intransigente abbia già di per sé costretto il sistema dominante a rivedere, perlomeno formalmente, le proprie parole d’ordine. Quindi Napolitano, ora in stato di accusa per attentato alla Costituzione, si trova tatticamente costretto a mettere in discussione quell’austerità da lui stesso somministrata agli italiani per compiacere i soliti occulti e sfuggenti mandanti. Mentre tanti cittadini continuano ad ammazzarsi per gli effetti delle politiche imposte dai vari Draghi, Napolitano e il kapò Schulz, i giornalisti si preoccupano invece di stigmatizzare “lo scadimento barbarico della nostra vita politica”. Correndo subito dopo  a fare un estratto conto per constatare con gioia quanti denari possa fruttare l’antica arte della prostituzione. Ma cosa volete che gliene freghi al cassintegrato, al disoccupato e all’esodato se Massimo De Rosa ha dato delle pompinare alle parlamentari del Pd? Ma è possibile incastrare per giorni il circuito comunicativo intorno ad una idiozia del genere? Il perbenismo è divenuto la camicia di forza usata dalle classi privilegiate per paralizzare le istanze di giustizia sociale, magari scomposte ma comunque sacrosante, che provengono dal basso. Il diritto, come spiegava magistralmente Victor Hugo, ha certamente la sua collera (clicca per leggere). Per cui, in conclusione, la bussola che guida le nostre coscienze ci porta a schierarci senza titubanze e ambiguità dalla parte degli oppressi e contro gli oppressori. Il resto lo affronteremo cammin facendo.

    Francesco Maria Toscano

    4/02/2014

    Categorie: Politica

    16 Commenti

    1. Pierluigi scrive:

      Vorrei porvi una domanda ed un cambio di prospettiva. E’ il M5S che ha preso quasi 8 milioni di voti o sono stati 8 milioni di italiani che hanno trovato un modo per rientrare in politica a far sentire la loro (cacofonica) voce ?
      Chi si fa paladino della democrazia, si può permettere che siano lasciati soli come i milanesi nelle 5 giornate ad affrontare l’esercito austriaco ? Forse per chi si è elevato ad alte vette ( o crede di esserlo, parafrasando çPetronius) 8 milioni di uomini oggi, sono come i 6 milioni di ebrei o i 10 milioni di indiani d’America di ieri ?

    2. Petronius scrive:

      Quoto:

      ” Il resto lo affronteremo cammin facendo”

      Questo e’ il punto!

      Ragazzi, mica siamo dei bovini che devono scegliere da quale ditta farsi macellare; siamo cittadini dotati di regolamentari attributi (che ovviamente sul piano della passione civile hanno anche le donne come e piu’ degli uomini) e di cervello.
      Il nostro cervello funziona benino quando andiamo ognuno per se’, ma quando lo facciamo funzionare tutti insieme in squadra diventiamo invincibili.

      Ora qual’e'il nostro problema? Che siampo separati e ognuno va per i fatti suoi attaccandosi chi a raffinatissimi distinguo, chi ad ancestrali paure di prendere l’ennesima fregatura, chi alla “nobilta’ ” della propria appartenenza politica che non si sente di meticciare con quella dei tradizionali nemici, per finire con quelli incapaci di prendere posizione perche’ spaesati per la difficolta’ dei tecnicismi economico politici su cui e’ stata scientemente costruita questa crisi.
      Adesso ci possiamo unire proprio sul campo “neutro” dei 5 Stelle.

      Ma alcuni obiettano che il M5S e’composto da incompetenti che non hanno un chiaro progetto da portare avanti.
      Ragazzi, sto cercando di dirvi che PROPRIO QUESTO E’ IL VANTAGGIO DI QUEL MOVIMENTO, PROPRIO LA SUA APPARENTE GROSSOLANITA’.

      Intanto sapete benissimo che se fra i deputati pentastellati ci fossero stati solo una decina o quindicina di raffinatissimi intellettuali nel giro di un mese quel movimento si spaccava in dieci correnti diverse arenandosi su sublimi e fondamentali disquisizioni sulla lana caprina, sul sesso degli angeli e sull’uso del punto e virgola.

      Invece adesso in un anno sono diventati dei gladiatori che per di piu’ cominciano anche a destreggiarsi molto meglio nel merito tecnico delle questioni.

      Ma la cosa strordinaria e’ che proprio per la sua incompletezza programmatica il M5S copstituisce finalmente la SCUSA PER UNIRCI SENZA PENSARE NELLA PRIMA FASE ALLE SOTTIGLIEZZE E AI PELI NELL’UOVO.

      DOBBIAMO votare 5 Stelle perche’ sono rimasti solo loro a difendere la democrazia, QUINDI NOI NON SIAMO OBBLIGATI AD ADERIRE A UN PROGRAMMA perche’ non ce n’e’ di programmi, c’e’ solo la nobile, generosa e coraggiosa ribellione al potere usurpato dei nazisti tecnocratici COSMOPOLITI!!!

      Ora attenzione all’ultimo passaggio: sappiamo di essere separati e incapaci di unirci su UN PROGRAMMA COMUNE.
      PERCHE’?
      Il punto chiave e’ che non e’ la bonta’ del concetto che ne permette l’accettazione e la diffusione; la bonta’ o verita’ del concetto NON BASTA AFFATTO!!!

      Occorre, come ho detto varie volte, che NASCA UN DISCORSO FRA GLI INTERLOCUTORI OSSIA

      1) SI CONFIGURI UNA MODALITA’ DI LINGUAGGIO NELLA QUALE CI SI PUO’ INTENDERE (quindi e’ necessario parlare, frequentarsi al di la’ del confronto competitivo fra le proprie posizioni)

      2) OCCORRE AVER SOFFERTO INSIEME quindi aver lottato almeno un po’ insieme

      Dove si realizzeranno queste due frasi della nascita del discorso?

      Sul campo neutro del movimento 5 Stelle: neutro perche’ mentre fra noi il divario incolmabile e’ tutto sul piano concettuale (per vecchi retaggi culturali di origine) nel campo grillino questo aspetto e’ del tutto inesistente quindi quel campo

      1) non e’ compromettente intellettualmente

      2) ci da’ finalmente l’occasione di lottare insieme ossia di guardare PRIMA a cio’ che ci unisce e poi si vedra’.

      MA OCCORRE CHE LA MEDIA BORGHESIA INTELLETTUALE, DEI PROFESSIONISTI, QUELLA DOTATA DI UNA VASTA RETE DI RELAZIONI per un primo periodo si metta a servizio dello splendido movimento di popolo che sta al Parlamento a difendere noi che stiamo qui a fargli le pulci.

      OCCORRE UN COORDINAMENTO DEI BLOG PER LE EUROPEE.

      E chi non capisce queste cose si qualifichera’ da solo davanti agli italiani.

      Francesco Toscano, che prima di essere intelligente e’ un generoso, le ha capite.

    3. GLS scrive:

      Ormai sempre più in linea con Petronius. Però, leggendo l’articolo relativo all’intervento del Presidente a Strasburgo, purtroppo, sintetizzando al massimo e tralasciando i fronzoli della forma mi sembra di poter dire: la solita vuota e dannosa ipocrisia. Dire no all’austerity e si alla condanna del debito e alla sua drastica riduzione con il meccanismo europeo del denaro non sovrano a prestito è una contraddizione in termini. E’ inutile dirlo. Non regge. Poter spendere, di fatto, comporta comunque un maggior indebitamento, mentre una drastica riduzione del debito implica non poter spendere neppure quel poco che si spende. Disquisire sul fatto che una buona spesa potrebbe innalzare il PIL e quindi ridurre il rapporto debito/PIL mi sembra la solita fuffa. IL problema è che per poter prosperare occorre certamente sprecare meno (e rubare meno) ma significa anche spendere quanto serve per rafforzare la domanda interna, creare piani industriali a lungo termine, investire intelligentemente in ciò che sa fare meglio il paese, prevenire certe situazioni e così via. E’ un concerto di azioni che richiedono la libertà di decidere e anche molta più serietà, onestà e impegno da parte di tutti a partire da chi ci governa. Con il denaro a prestito e il pagamento degli interessi, a causa del debito che abbiamo ormai accumulato, basta uno sternuto di sfiducia e lo spread ci stende. Siamo ormai di una vulnerabilità spaventosa. Se un movimento antieuropeista andasse al governo, quanto trascorrerebbe prima che i mercati, reagendo a loro modo, possano causare uno sconquasso finanziario per il nostro paese? Che poi con la recente unificazione bancaria europea ci farebbe anche vaporizzare i risparmi di una vita? L’unico modo è sottrarsi a questo pazzesco meccanismo, rendere al più presto il debito un non problema e non essere più ricattabili: sovranità monetaria. Il tempo scorre inesorabile verso il punto di non ritorno che, secondo il Presidente, è già stato superato: “…non si torna indietro”.

    4. Michele scrive:

      Era un pò che non leggevo il blog e noto una piacevole accelerazione sul versante Associazione E.R. e sul M5S. Sono contento che Francesco pian piano cambi punto di vista sul Movimento, rivalutandolo almeno dal lato dell’onestà e dell’impegno, anche se non da quello progettuale. Ma ormai sembra chiarissimo che i pentastellati non sono al servizio della tecnocrazia e anzi vi si oppongono, nonostante qualche pessima uscita di Grillo (ultimamente molto migliorate, vedi attacco al Fiscal Compact) che però è volta a “raccattare voti” da un popolo purtroppo disinformato su certi argomenti. Altre forze di opposizione non ce ne sono, per ora. E i voti li stanno facendo pesare eccome, smentendo la litania “si lamentano e basta”…anche in questi giorni hanno difeso la democrazia come meglio potevano, “ghigliottinati” quando non schiaffeggiati. Aiutiamoli ad emanciparsi dal duo che non convince,e almeno avremo un mezzo per farci sentire! Ed è davvero ora, perchè le “grandi intese” stanno cominciando a forzare la mano (e i regolamenti delle Camere!!) per svendere le nostre riserve e poi chissà cos’altro.

    5. alessandro scrive:

      L’ipocrisia si taglia a fette, se avesse per coerenza rifiutato di promulgare (almeno in prima battuta, per dare un segno) la legge di approvazione del fiscal compact, per violazione del principio costituzionale di sovranità nazionale, forse certe sortite sarebbero meno anacronistiche. Anche se un po’ off topic, comunque continuando su temi europei, è inoltre assai penoso il Rapporto UE sulla corruzione divulgato ieri da parte del competente tecnocrate della Commissione, che indica l’Italia come paese responsabile della metà della dimensione finanziaria del fenomeno, azzardando cifre pari a 60 miliardi su una stima di 120 Mld in Europa, che determinerebbe un danno per l’economia italiana pari al 4% del PIL. Questa Europa si fa i cazzi degli altri finché gli fa comodo, salvo defilarsi quando dovrebbe affrontare certi problemi con una politica europea comune, per esempio approvando un regolamento europeo anticorruzione e mettendo definitivamente fine al capitolo “paradisi fiscali”, che pullulano in tutto l’antico continente. Che ipocrisia! I primi corrotti sono certi borghesucci tecnocrati che fanno gli austeri conti sempre con il deretano degli altri, salvo mettere sempre il loro al coperto, con qualche incarico di prestigio (alcuni ne hanno addirittura 25!!) o con qualche prebenda estero su estero a loro insaputa, proprio dentro quei confini europei recintati di filo spinato! Ma certo che in Italia si consuma la metà della corruzione! Che bella scoperta, il Commissario UE si accorge solo oggi che in Italia c’è il fenomeno mafioso? e la n’drangheta è l’organizzazione criminale al primo posto NEL MONDO per il traffico di stupefacenti? Il fenomeno mafioso è pertanto un problema di cui se ne dovrebbe far carico tutta la comunità europea, non lasciare l’Italia a controllarlo con le trattative Stato-mafia. Così come l’immigrazione clandestina attraverso i viaggi della speranza che spesso sfociano in stragi nel mare. Ci lasciano sempre soli, ci dicono “sono cazzi vostri”. Se qualcuno avesse qualche dubbio sul senso di questo rapporto vi do il mio parere. Il messaggio rivolto ai cittadini italiani è: “espiate le vostre colpe, basta con l’azzardo morale, state spendendo troppo, siete dei furbetti mangiaspaghetti tutto castacriccacorruzione, dovete risparmiare, fare le riforme e proseguire con il controllo della spesa pubblica, perché la colpa è vostra, dei vostri sprechi e delle vostre genti corrotte geneticamente”. Ovviamente seguiranno i cori dell’uomo medio, generalmente piddino, pronto ad autocastrarsi, con sonore frustate sulla schiena in profonda autoflagellazione mistico-ascetica, che la menerà con la solita solfa dell’italiano improduttivo. Ehh Basta! mi son rotto di questa Europa assente sui temi di politica comune e presente quando c’è da pagare il conto. Meglio uscirne subito decidere la nostra politica economica e pian piano realizzare quell’Unione politica tanto auspicata da Spinelli.

    6. Petronius scrive:

      Pare stia nascendo un CLN in cui si unirebbero forze di sinistra, centro e destra.

      Da seguire

      http://sollevazione.blogspot.com.br/2014/02/era-ora-la-sinistra-contro-leuro-si.html

    7. marco giannini scrive:

      Ma come sono bravi i paladini del PD a far parlare di tutto tranne della bomba sociale che hanno sganciato sul paese col maxi regalo perenne alle banche in attesa dell’atomica (fiscal compact) col Pannolitano Stato/Mafia a cianciare di crescita negando l’evidenza. Non bastavano oltre 10 mld l’anno regalati dovevan arrotondare eh?
      Sessismo, fascismo, assassini tutto PUR DI NASCONDERE CHE CI HANNO DEFINITIVAMENTE INGINOCCHIATO ALLE BANCHE…E gli elettori/lettori pd trattati proprio come BESTIAME a cui propinare le armi di distrazione di massa, addirittura il sessismo!!! Dai tessere che camminano sparse per il paese ripetetelo all’infinito così il cervello lo sente familiare e lo crede vero dai!.(Peraltro chi è che è stata menata?Sbaglio o non dicon nulla?).
      Dopo Barnard, Magdi Allam, e prima degli economisti Luttwack, Claudio Borghi e di Rinaldi ecco il turno della mia intervista all’importantissima Radio Studio 54 su Bankitalia ma non solo…. http://www.youtube.com/watch?v=sb-6v_GcyYM&feature=youtu.be
      “L’EURO NON È UNA PORTA SCORREVOLE; L’EURO È LA PORTA DELLA PRIGIONE CHE ABBIAMO CHIUSO A TRIPLA MANDATA; E TANTO PEGGIO PER VOI, CARCERATI, SE MORIRETE DI DISOCCUPAZIONE, FAME E FREDDO”.CIT. MARIO DRAGHI.

      • GLS scrive:

        Ho ascoltato con interesse la trasmissione radio che hai indicato. Avrei solo una domanda circa un punto che non mi è chiaro: quando parli di quei 10 miliardi di euro in interessi che sarebbero regalati. Vorrei sapere, perché solo quei 10 sarebbero regalati? Ti ringrazio se potrai chiarirmi il concetto.

    8. marco giannini scrive:

      Consiglio sto libro:
      http://www.forexinfo.it/Oltre-l-austerita-un-ebook la premessa nel link.

    9. ugo scrive:

      Conoscete il giochino del poliziotto buono e di quello cattivo? Ecco…
      Inoltre, non bisogna dimenticare che tra poco ci saranno le elezioni europee, e Napo Orso Capo fa quelle uscite perché bisogna ridisegnare la camicia all’euro e all’europa, per evitare che la gente possa fare qualche scherzetto con la matita copiativa. Siamo in campagna elettorale, no? E ricordo benissimo d’aver sentito un elegante signore di quelli “importanti” (non ricordo più chi fosse, purtroppo) sostenere che in campagna elettorale è normale mentire, e che il candidato non deve sentirsi vincolato dalle promesse che fa in quel periodo, perché intanto mentono tutti. Ah, avessi conservato una registrazione!

      • GLS scrive:

        Sperando di aver azzaccato il personaggio, direi Franco Marini (mancato presidente della Repubblica) e in più ecco il link alle dichiarazioni di cui parli: http://www.youtube.com/watch?v=LIeIDLadqnQ
        Buon ascolto!

        • ugo scrive:

          Grazie GLS, ho scaricato il filmato e lo conserverò per quando mi verrà voglia di farmi venire un po’ d’ulcera. Ora, una dichiarazione del genere avrebbe dovuto sollevare una marea di indignazione diffusa, con polemiche su polemiche. Invece, niente. Come quella volta che Marco Taradash affermò qualcosa che suonava come “del resto, gli Italiani ci votano per metterci qui a comandare, quindi ora comandiamo”, anche in quel caso una affermazione gravissima, perché gli Italiani non votano per farsi comandare, ma per farsi rappresentare (che è cosa ben diversa). Anche quell’affermazione, che un paio di decenni prima sarebbe costata all’incauto esternatore qualche mese di ospedalizzazione, cadde nel vuoto.

    10. Gianluca scrive:

      Articolo splendido! Condivido in pieno.

    Commenta


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

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