imagesGI1ZCQP0Matteo Renzi è già vecchio. Il sindaco di Firenze, convintosi di essere così furbo da poter continuare a recitare ancora per molto la parte del politico di lotta e di governo, ha perso smalto e lucidità. Dopo la chiara vittoria delle primarie, favorita anche dalla inconsistenza degli avversari, Renzi non ha indovinato più nulla. Temerario fino al punto da caricarsi sulle spalle un peso morto come quello rappresentato dal governo Letta, il Rottamatore rischia di arrivare alle prossime elezioni (se mai ci saranno) più “spompo” del suo predecessore Bersani. Oggi Renzi ha pure detto una bestialità che ne certifica il profilo di scadente parolaio: “Il voto converrebbe a me ma non all’Italia(clicca per leggere). Questa stanca tiritera sul valore della “stabilità” che metterebbe l’Italia al riparo dalla furia dei mercati è francamente vomitevole. Difficilmente in Germania, in Francia, e men che meno in Inghilterra, qualcuno potrebbe mai avanzare la proposta di subordinare il rito democratico all’umore contingente delle piazze finanziarie. Solo i Paesi straccioni, quelli che esprimono classi dirigenti vendute, etero-dirette e corrotte, paventano scenari catastrofici nel tentativo di spacciare politiche scellerate e interessate per ineluttabili necessità altrimenti non aggirabili. La Germania si è presa tutto il tempo che le è sembrato congruo per formare il nuovo governo Merkel. E nessuno si è permesso di mettere fretta ai crucchi nel nome del dio spread. Anche perché, se qualcuno lo avesse fatto, probabilmente i tedeschi lo avrebbero mandato presso quella nota località resa celebre anche da uno spassoso motivetto canticchiato dall’indimenticabile Alberto Sordi (clicca per leggere). Noi italiani no. Invitati dai giornali dei padroni a calarci nei panni dei sudditi ossequiosi, dobbiamo abbassare sempre la testa per evitare guai peggiori. Non possiamo votare perché non vuole Napolitano. Non possiamo criticare per non spaventare i mercati. Non possiamo autodeterminare  il nostro indirizzo politico perché siamo liberi di attuare solo quelle politiche che, fortunatamente, combaciano con i comandamenti che la Bce di Draghi ha scritto per la nostra futura salvezza. Intanto la povertà dilaga, la disoccupazione esplode  e le imprese chiudono. Al di là delle sterili chiacchiere, con l’arrivo di Renzi alla guida del Pd è migliorato qualcosa? Nulla. Gli indicatori economici sono tutti negativi (non potrebbe essere diversamente) mentre il nostro grottesco premier Enrico Letta passa il suo tempo a stigmatizzare le parole di tale Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello, accusato di fomentare la “barbaria” (si dice “barbarie” asino matricolato!). E come pensa quel furbetto di Renzi di allontanare da sé il crescente odio popolare? Spacciando riforme da mentecatti come l’Italicum, o la tanto sospirata abolizione del Senato, per grandi novità in grado di permettere al Paese di rinascere dalle proprie ceneri. Per non parlare dei provvedimenti economici in cantiere, ispirati pare dal famigerato prof. Giavazzi, degno compare di quell’Alberto Alesina divenuto oramai da anni lo zimbello della comunità accademica internazionale (clicca per leggere). Insomma Renzi si è già rivelato un bluff. Il suo Pd è sempre schiavo di Giorgio Napolitano nonché prono agli interessi dei soliti noti come certificato dalla squallidissima vicenda riguardante l’approvazione del decreto Imu-Bankitalia. Ma davvero Renzi è convinto che gli italiani siano così stupidi da non cogliere il gioco delle parti in atto? Il Pd è la cinghia di trasmissione tra la tecnocrazia affamatrice continentale e il popolo italiano. Lentamente, molto lentamente, gli elettori cominciano a capire. Il Pd, checché ne dicano sondaggisti-stregoni alla Pagnoncelli, è destinato a sparire come il Pasok greco. Il risveglio sarà duro per molti. Specie per Renzi. Aspirante volpe precocemente finita in pellicceria.

    Francesco Maria Toscano

    7/02/2014

    Categorie: Politica

    5 Commenti

    1. Aldo scrive:

      E’ molto probabile che sia così!

    2. attilio cece scrive:

      lo dicevo io che, seduto in riva al fiume, non avrei dovuto aspettare molto…………..

    3. Barbara scrive:

      Me lo auguro proprio.

    4. Luca Mautone scrive:

      Sono in parte d’accordo con la tua analisi…si tratta con quali tempi si sfalderà il PD. Molto dipende dall’esito delle elezioni europee. Un PD che uscisse con le ossa rotte dall’europee porterebbe alla dissoluzione di questo partito di venduti in tempi brevi e sarebbe una bella notizia x il nostro paese. Se il PD avrà successo all’europee si sfalderà lo stesso ma purtroppo x noi in tempi non brevi.

    5. […] di un governo molto impopolare che necessariamente cammina sulle gambe del “suo” Pd (clicca per leggere). Come se ne esce? La soluzione è tutt’altro che facile. In un Paese normale, con un Presidente […]

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