untitledAmici lettori del Moralista lunedì 10 febbraio 2014, ancora una volta, verrà celebrata la “Giornata del Ricordo“. Istria “perduta”. La legge prevede che il 10 febbraio venga dichiarato, appunto, “giornata del Ricordo”. esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. iniziativa è stata intesa come risarcimento morale per gli esuli, che dopo il trattato di Osimo (anno 1975) si sono orientati elettoralmente verso le forze di destra e centrodestra, come la Lista per Trieste. La giornata del Ricordo è stata celebrata per la prima volta nel 2005. Ricordo che a Spalato e a Zara le autorità consolari italiane deposero corone al cimitero in ricordo delle vittime. Cerimonie simili, invece, non furono autorizzate né in Istria, né in Slovenia. opinione pubblica italiana sul crudele destino dei profughi della diaspora istriana. Le foibe, cavità carsiche diffuse nella Provincia di Trieste, vennero utilizzate dalle truppe di Tito per occultare i cadaveri delle vittime italiane, durante e alla fine della seconda guerra mondiale. 8 settembre 1943, avvenne in Istria e Dalmazia e vide centinaia di infoibati italiani. Colpevoli di esserlo. furono teatro di eccidi etnici a Trieste e a Gorizia. 45, il IX Corpus di Tito occupò per 40 giorni Trieste, infoibando senza alcuna pietà migliaia di italiani e tedeschi. anima della vittima di chiedere vendetta. … Difficile fare i conti, anche oggi. Stime credibili parlano di 5 mila infoibati. E altri 5 mila morti nei campi di concentramento. Ma altre fonti parlano di 30 mila. dire foiba significa evocare una tragedia storica di grandi dimensioni. armistizio e il 25 aprile 1945, data della liberazione. Istria e Dalmazia furono confiscate le case: per gli jugoslavi erano “italiani” e dovevano essere cacciati; per gli altri italiani erano fascisti, indesiderati. In Patria, furono accolti con diffidenza e ostilità. Molti emigrarono in Australia e Canada. Da anni, ahimé troppi anni, in trasmissioni che ho curato e condotto su tv private isontine e del Nordest, mi sono chiesto cosa ha da dire oggi questa Storia alle generazioni che “non l’hanno vissuta“. identità tra vicini di casa, in una terra “di confine”, dove si incrociano le diversità. Che mi pare essere, al presente, la nostra condizione “normale”. Ancora una volta, bisogna ricordare gli orrori della Storia, perché potrebbero ripetersi. Non per coltivare desideri di vendetta. Ma per evitare il male che verrà. Tolstoj dice che la Storia la scrivono sempre i vincitori. Ha ragione. Ma Nicolò Tommaseo aggiunge: “un popolo non è che memoria”. Tutta, non solo quella “autorizzata”. Così, parafrasando il titolo dello sceneggiato sulle foibe trasmesso anni fa dal servizio pubblico, ho capito che “il cuore nel pozzo”, finalmente, è riemerso alla luce. Forse perché i battiti del cuore della memoria si sentono meglio nel silenzio. Il silenzio vale a volte più di mille parole. Sapete. Un amico e grande collega, Paolo Scandalettiuna vicenda che secondo me è proprio come un romanzo thriller. Lui era un ufficiale di stanza a Merano in Altro Adige. Il generale l’aveva prescelto per una missione tanto delicata quanto destinata a rimanere tassativamente segreta. Il nostro soldato doveva documentare quello che aveva lasciato la spietata violenza dei partigiani di Tito sul fondo delle foibe. Ne erano state scelte due sopra Trieste e quattro in territorio jugoslavo. Il giovane militare aveva vent’anni, in quel lontano 1957. Svelo la sua identità, così come me l’ha suggerita l’amico e grande giornalista Paolo Scandaletti nella rubrica “Dietro l’Angolo” che tiene nella mia trasmissione mattutina. Lui era il sottotenente degli Alpini Mario Maffi. Camuffato nei panni di un turista, con l’aiuto dei carabinieri e di due speleologi locali, Maffi si calò nelle viscere della terra in quel di Monrupino e Basovizza, sul Carso giuliano. Nella terra di confine. Il tremendo confine orientale. Superando l’orrore, il militare riuscì a scattare foto, fare rilievi e raccogliere materiali per stendere quel rapporto che sarebbe rimasto nell’oscurità per mezzo secolo. Caduto il segreto militare, quell’ufficiale ne ha fatto un libro prezioso come la ginestra di Leopardi, un fiore che vive nel deserto riarso della verità, e che è pubblicato dall’editore Gaspari di Udine. Vi cito il titolo: “1957. Un alpino alla scoperta delle foibe“. Leggo nel testo, che è scorrevole e mozzafiato come un emozionante giallo storico: “Tra il pietrisco su cui camminavo spuntavano ossa umane, vertebre, un braccio così corto da fare pensare ad un bambino. Spostando le pietre, ….ancora ossa e materiali marcescenti….Un bottone di divisa tedesca“. Le informazioni locali dicevano che i partizansky Titini nel ’45 avevano catturato tutti i tedeschi degenti all’ospedale di Trieste, militari e civili. Li avevano caricati a forza sui camion. E infine li avevano ribaltati direttamente nella fossa, con la violenza, chiudendone infine l’imboccatura con una mina. Erano state stimate poco meno di cinquecento persone. Nella seconda foiba i comunisti titini ne hanno gettati il doppio, tutti italiani. Riprendo la lettura del libro di Maffi, con un senso di sgomento e di indignazione crescenti come una torta che lievita nel forno: “L’aria era irrespirabile, un odore acre attanagliava alla gola. Il fondo era formato da una melma nerastra dalla quale spuntavano rifiuti di ogni genere….ma non vidi resti umani. La massa saponosa al fondo, e sulle pareti alta 15 metri, era la decomposizione dei cadaveri. Almeno di mille persone“. Maffi stesso propose di chiudere quelle fosse, facendone delle tombe. Il giorno  dei morti del ’59 il famoso vescovo di Trieste mons. Antonio Santincelebrò la messa di suffragio per quei defunti. Vedete, l’Istria e la Dalmazia sono terre antichissime. Terre che conservano l’impronta indelebile e la memoria incancellabile di Roma e di Venezia. Impronta e memoria e radici che, se ci andate, potrete respirare e toccare con mano ovunque in Istria. La violenza nazifascista e quella slava vi si sono abbattute come un maglio, in un singolare ma non inverosimile e divaricato combinato disposto, sugli sventurati concittadini istriani di famiglia e cultura italiana. Che sono stati brutalmente perseguitati e deportati. Una vera pulizia etnica: in almeno 25 mila sono stati ristretti nei campi di concentramento. Precipitandone altre migliaia nelle foibe dell’altopiano carsico di frontiera. Quanti? L’orribile contabilità non è mai stata definita completamente. Sono più di vent’anni che conduco trasmissioni di approfondimento su questa lacuna imperdonabile, su questa disattenzione cialtronesca, sulla rimozione e sulla mistificazione meschine. Ricordo che ne parlavo sempre con lo storico pordenonese Marco Pirina e con il grande scrittore friulano Carlo Sgorlon, che andavo a trovare nella sua casa di Via Micesio a Udine. E ne ho riparlato di recente ritrovando dopo oltre trent’anni un amico come Rodolfo Ziberna, dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Quelle intimidazioni, minacce, soprusi, violenze, ricatti provocarono l’esodo biblico di 350 mila istriani che erano profondamente legati alle loro case e totalmente, visceralmente innamorati della loro terra natìa. Ma che erano stati costretti ad abbandonare tutto agli invasori, per avere salva la vita. Propria e dei propri figli. gli istriani nella loro diaspora drammatica furono accolti con malagrazia e antipatia, giunti sul suolo italiano. La Madre Patria, alla stazione di Bologna “la rossa” si rivelava per quello che era: una scostumata, prevenuta, rancorosa e sguaiata matrigna vendicativa. Capace di calarsi nell’abisso dell’abbrutimento e dell’inumanità nel negare perfino il latte ai bambini degli esuli in fuga. Gli esuli istriani, insomma, hanno pagato sulla loro pelle caro ed amaro sia il conto della Guerra Fredda che quello delle lotte politiche intestine a Roma. E sapete il paradosso? Questo qui: chi di loro è ancora in vita, come la carissima e combattiva Anna Fagarazzi, è costretto ad assistere al nuovo straziante vilipendio della memoria. E a continuare a pagare quell’atroce conto sempre aperto. Per l’oblio in cui è stata confinata la tragedia adriatica dalla nostra memoria e dai libri di storia. Mi ha chiamato in diretta anche oggi, poco prima che rivedessi questo articolo: “Sai Gianluca, qualcuno dei telespettatori si lamenta perché parlo da te e ricordo la nostra tragedia. Bene, si rassegnino: finché avrò voce io parlerò e ricorderò”. Cara Anna, sappi che l’ambiguità mette radici quando un pensiero vuole morire. Anna ha affrontato e combatte ogni giorno contro un nemico ancor più subdolo dei prevenuti e antipatizzanti di mestiere, un ospite ingrato e bastardo annidato nel suo corpo quando il corpo ha solo il cielo scuro per vestito come avere appiccicato in testa il vuoto di un presente eterno: ciononostante, nell’ultimo anno è andata a parlare ai ragazzi di 56 scuole. Non può riposare, non se lo può permettere, segue strade senza inizio e senza fine, è tenuta in piedi dal dolore e dall’amore e il suo futuro di ieri passa sotto le gambe come un furetto dispettoso e insolente. Il dolore del ricordo di quel che ha subito e di cui porta i segni nel libro delle vita. Il dolore respira con lei, vaga lungo incerte terre di confine, ne segue il ritmo del suo cuore a sobbalzi. Non lo può abbandonare. Perché il dolore sale e scende dalla ruota del suo destino, suo e della sua famiglia e della sua gente. Però Anna vive e ricorda anche grazie all’amore: perché noi siamo quello che amiamo. Anna fa bene. Continui ad alimentare il “rumore della memoria”. Perché questi giovani devono sapere quel  che ai loro padri è stato nascosto in un incantesimo ignobile. Glielo dobbiamo. Ce lo dobbiamo. Anna si indigna ancora: stavolta ricorda che il presidente Saragat decorò nel 1969 l’infoibatore Josep Broz Tito e ad una trentina di altri macellai slavi (alcuni ancora vivi) come “Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica italiana”. Con l’aggiunta, già che c’era, del “Gran Cordone”, il più alto riconoscimento previsto. Dico io: possibile che nessuno abbia pensato di levargli questa onorificenza per indegnità, come è previsto dalla legge? Solo a Tanzi togliamo il cavalierato in venti giorni? Era peggio di Tito? Per tacere di Franjo Rustja. Che nei 40 giorni di occupazione titina di Trieste, era il primo assistente al comando del IX Corpus. La famigerata, sanguinaria, feroce unità di Tito che catturò, massacrò, torturò e gettò nelle foibe migliaia di italiani. Colpevoli di esserlo. Ma niente da fare: la burocrazia ha frapposto il solito, scivoloso muro di gomma alla richiesta di revoca e cancellazione. Anna Fagarazzi ha ragione. Ma ricordi sempre che un uomo che ne uccide un altro è un assassino, mentre un uomo che ordina di ammazzarne un milione è uno statista. La storia dell’umanità certifica questo principio. Oggettivamente, l’ingresso della Croazia nell’Unione Europea, e quello della Serbia, ripropongono all’opinione pubblica italiana la memoria della tragedia adriatica: chi risarcirà mai i 350 mila italiani che furono costretti ad abbandonare l’Istria e la Dalmazia (ammesso e non concesso che un risarcimentro sia possibile)? Costretti a lasciare lì tutto di sé, il loro vissuto, i propri averi, le attività, sotto l’incalzare prima minaccioso e poi terroristico e genocidario dei partigiani di Tito? Nessuno, purtroppo: è una facile previsione. Anzi una certezza. Sebenico e Ragusa. Otto secoli, e arriverà Bisanzio, e poi ancora i Franchi col loro sistema feudale. Ma dal Mille, e per altri ottocento anni, la storia di queste terre benedette da una natura invidiabile, vigorosa e generosa sarà strettamente legata a quella della Serenissima Repubblica di san Marco. Venezia non è interessata alla conquista dei territori quanto alla sicurezza dei traffici, alla presenza di porti sicuri per le sue navi in rotta verso i ricchi mercati dell’Egeo e del Mediterraneo orientale. In cambio, la Serenissima repubblica è in grado di offrire protezione dai pirati e occasioni di sviluppo economico e culturale. Molto accortamente rimette in funzione le autonomie comunali, pur con la supervisione di alcuni suoi nobiluomini e il contrassegno del Leone alato alle porte delle città e sul palazzo della Loggia. Dopo il crollo della Repubblica marinara del 1797 e il rapido intermezzo di Napoleonesono diventati ormai maggioranza. E perfino là dove molte comunità di diversa etnia convivono pacificamente alla pari, senza alcuna prepotenza. Per non dire del passaggio rovinoso dei nazisti, nella ritirata rabbiosa visto che la guerra era ormai perduta; alla cui violenza subentra quella ancora più feroce, impietosa e “scientifica” delle armate del maresciallo Tito. Deportazioni, annegamenti e foibe costringono quei cittadini, solo perché la loro lingua, la loro cultura e identità sono italiane, ad abbandonare precipitosamente tutto. La tragedia accade fra il ’43 e il ’54. Costretti a lasciare la terra su cui erano nati e in cui quasi tutti avevano bene operato, abbandonandola nelle mani di sloveni e croati. Con i beni e le proprietà, le realizzazioni e i ricordi spesso felici. Il tutto tra le lacrime inconsolabili e il dolore insopportabile e le lacerazioni e le troppe ferite mai più rimarginate, per un’ amputazione così drastica, per uno stupro fisico e morale così indecente. Un popolo esodato che, con mezzi di fortuna e mille peripezie e disagi inenarrabili, approda a Trieste, Udine, Venezia, Padova, Bologna, e in Sardegna, nei campi di raccolta inospitali. E a loro i “locali” guardano con insofferenza se non proprio aperta ostilità. Proprio sulle loro teste si giocava infatti l’immane partita governata dagli untuosi corifei della real politik della spartizione, fra i vincitori, delle grandi aree mondiali di influenza. La Guerra fredda fra l’Occidente angloamericano e l’impero sovietico, nel quale oltretutto Tito prendeva le distanze da Mosca e dai suoi satelliti, spalleggiato da Londra e New York. Per tacere della “consueta” lotta politica intestina (e infatti ci è lassativa) a Roma, dove da sempre si fa finta di litigare mentre Sagunto brucia e i suoi abitanti schiattano. I 350 mila arrivati in Italia si sono progressivamente inseriti nella vita nazionale, con iniziative di grande significato e avendone meritata notorietà. L’hanno fatto non solo privi di alcuna agevolazione o corsia privilegiata, non avendo aperto com’è noto alcun centro sociale intitolato a qualche “compagno” terrorista o a “Maria” (non nel senso della Beata Vergine, ma della patrona del beatissimo sballo… culturale). Ma l’hanno dovuto fare superando gli ostacoli, trappole e trabocchetti frapposti dagli esponenti del potere sinistrorso e consociativo, per i quali il popolo istriano era un ottimo capro espiatorio sempreverde. – Napolitano, Turk e Josipovichanno prospettato a luglio del 2010, col grande concerto in piazza dell’Unità a Trieste. Nella comune patria europea, da oggi vi sono nuove e fondate ragioni per una migliore comprensione fra popoli confinanti. Per tramutare finalmente il confine da strumento di paura e divisione e oppressione, quindi di morte, in occasione di rilancio e cooperazione, quindi di vita. che nei decenni ha dimostrato “realmente” tutta la sua disumanità. “La profonda sofferenza di tutti i prigionieri e di tutti gli esuli è vivere con una memoria che non serve a nulla“, scriveva Camus ne La peste. Nel mio prossimo romanzo, in gestazione, racconterò di una immane strage dimenticata, accaduta proprio in Istria. Credo, nelle mie intenzioni, possa essere un piccolo, microscopico e modesto risarcimento morale. Con le mie scuse, per non essere riuscito a fare di più, in questi anni. Una carezza, per tutte quelle carezze che non abbiamo saputo dargli. Per lenire un poco tutto il loro immenso dolore che ci ha lasciati indifferenti e apatici. Per tutta l’ingiustizia su cui ci siamo lavati le mani, diventandone complici. No, scusate, secondo me non basta, non può bastare indire un “Giorno del Ricordo” per fingere di ricordare. Per risvegliare, annusando i sali della festa, la nostra memoria atrofizzata. Per farci imparare di nuovo a ricordare, cioè a essere davvero un popolo che vive in una Patria. No, non è mai sufficiente la protesi del calendario, anche se in pompa magna e coi bei discorsi inutili, per scaricarci dal rimorso, per tranquillizzarci la coscienza, per assolverci da tutte le omissioni per viltà, opportunismo, menefreghismo o paura. Ecco ciò che secondo me dobbiamo ai nostri – nostri – istriani: ammettere che la loro storia è la nostra storia, tutta intera, e che noi l’abbiamo tradita. Tradendo noi stessi. Dopotutto, l’Istria e gli istriani sono lo specchio di una nazione e di un popolo che ha smesso di amarsi e di rispettarsi. A partire da questa sgraziata e disgraziata emiplegia della memoria che genera l’anoressia del futuro. Il nostro futuro. Perché quel popolo senza sogni che non siano colpe siamo noi.

    Gianluca Versace

     

    Categorie: Cultura

    14 Commenti

    1. adamo scrive:

      i numeri forniti (tutti presunti!!!) dall’autore mi ricordano tanto i più famosi “sei milioni”. in realtà i corpi ufficialmente ritrovati nelle foibe sono 798.
      ma a parte l’aritmetica, nulla si dice della realtà etnica dell’Istria. <>
      e nulla si dice delle politiche italiane e della fascistizzazione dell’ istria a partire dal primo dopoguerra. <>. [Mussolini, discorso tenuto a Pola, 24 settembre 1920].
      poi, l’occupazione nazifascita dopo l’8 settembre e la resistenza hanno fatto il resto per quanto riguarda repressione, guerra civile e vendette.
      quando si fa storia, occorre sempre ricostruire un minimo di contesto. in caso contrario è solo inutile propaganda.

    2. adamo scrive:

      i numeri forniti (tutti presunti!!!) dall’autore mi ricordano tanto i più famosi “sei milioni”. in realtà i corpi ufficialmente ritrovati nelle foibe sono 798.
      ma a parte l’aritmetica, nulla si dice della realtà etnica dell’Istria. “Etnicamente, nel 1910, su 404.309 abitanti, 168.116 erano di origine serbocroata;
      55.356 sloveni; 13.279 tedeschi; 147.416 italiani. La penisola era dunque un territorio eterogeneo e multietnico, a maggioranza slava, e sotto controllo asburgico. Nulla legava queste terre all’Italia in quanto entità statale. Piuttosto, un contesto in cui erano presenti varie nazionalità e un intreccio di culture, fra cui quella
      veneta.”
      e nulla si dice delle politiche italiane e della fascistizzazione dell’ istria a partire dal primo dopoguerra. “di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica dello zuccherino, ma quella del bastone.[...]I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”. [Mussolini, discorso tenuto a Pola, 24 settembre 1920].
      poi, l’occupazione nazifascita dopo l’8 settembre e la resistenza hanno fatto il resto per quanto riguarda repressione, guerra civile e vendette.
      quando si fa storia, occorre sempre ricostruire un minimo di contesto. in caso contrario è solo inutile propaganda.

      • Gabriele scrive:

        I suoi dati riferiti al 1910 potranno anche essere ineccepibili, ma mi pare grossolano omettere le politiche anti italiane degli Asburgo antecedenti a questa data, che portarono nella seconda metà del XIX secolo all’espatrio o alla “slavizzazione” di decina di migliaia di dalmati italiani, a lei le parole frutto di una riunione del consiglio dei ministri austriaco del 1866: « Sua maestà ha espresso il preciso ordine di opporsi in modo risolutivo all’influsso dell’elemento italiano ancora presente in alcuni Kronländer, e di mirare alla germanizzazione o slavizzazione – a seconda delle circostanze – delle zone in questione con tutte le energie e senza alcun riguardo, mediante un adeguato affidamento di incarichi a magistrati politici ed insegnanti, nonché attraverso l’influenza della stampa in Tirolo meridionale, Dalmazia e Litorale adriatico. »
        (Die Protokolle des Österreichischen Ministerrates 1848/1867. V Abteilung: Die Ministerien Rainer und Mensdorff. VI Abteilung: Das Ministerium Belcredi, Wien, Österreichischer Bundesverlag für Unterricht, Wissenschaft und Kunst 1971, vol. 2, p. 297.[4].)

    3. le baron de cantel scrive:

      Dunque, Adamo, secondo lei anche la cifra di sei milioni è falsa?

      • adamo scrive:

        non lo dico io.
        lo afferma l’autorità che gestisce il campo si Auschwitz. Nel 1989 la targa commemorativa di 4 milioni di decessi è stata sostituita con un’altra che riferisce 1,5 milioni di vittime. faccia lei l’operazione aritmetica del caso.
        non voglio aggiungere quello che si sente nei film poliziesco-giudiziari americani secondo cui chi mente una volta può mentire sempre….. basta ricordarsi delle vittime di Katyn per considerare l’attendibilità di certe fonti…più o meno storiche…

        • Le baron de Cantel scrive:

          Però, anche se fossero “solo” 1,5 milioni di morti, si tratterebbe comunque di un crimine contro l’umanità. Analogamente, nel caso delle foibe, non mi sembra fondamentale sapere il numero esatto delle vittime, poiché comunque mi pare evidente che vi sia stato un crimine contro la comunità italiana. Pertanto, ritengo doveroso che il nostro Paese ricordi questo eccidio.

          • ampul scrive:

            sottoscrivo!

          • adamo scrive:

            c’è un fraintendimento (voluto?).
            nessuno può e deve negare i piccoli o grandi eccidi della storia umana.
            compito dello storico o del giornalista corretto è, però, quello di contestualizzarli, prima, e di denunciarne le strumentalizzazioni, poi.
            tutto qui.

    4. discendenti di Esuli e di Caduti scrive:

      Concittadini infoibati o diversamente massacrati in tempo di guerra ed a guerra finita

      Abate Umberto Carabiniere di Silvestro, nato a San Lucido (CS) il 01/01/1916, resid. a Gorizia
      Abenante Rocco Militare nato a Bocchigliero (CS) il 16/08/1915
      Afflisio Giovanni Sergente di Ottavio, n. a Tarsia (CS) il 18/09/1912
      Albanese Pietro Bersagliere di Francesco, n. a Siderno (RC) il 06/02/1923
      Alfano Gabriele V. Brigadiere P.S. di Serafino, a San Vincenzo la Costa (CS) il 02/03/1907, resid. a Udine
      Aloe Nicola Guardia P.S. di Gennaro, n. a Longobardi (CS) il 14/05/1923, resid. a Gorizia
      Angotti Sante M.llo Ca. nato a Nicastro (CZ) nel 1895
      Arcà Rocco Carabiniere nato a Anoia (RC) il 23/10/1901
      Arcari Rosario Militare di Raimondo, n. a Catanzaro il 27/06/1914, resid. a Trieste
      Arconti Giuseppe Carabiniere nato a Bova Marina (RC) il 17/06/1921
      Barbieri Aristide (dott.) S. Tenente di Giuseppe, n. a Rende (CS) il 26/08/1882, resid. a Pola
      Basile Cosmo Geniere di Domenico, n. a San Cosmo Albanese (CS) il 02/11/1921
      Benedetto Giuseppe Pioniere di Vincenzo, n. a Saline Joniche (RC) il 10/02/1912 (01/09/1911?)
      Bertuca Francesco Sergente nato a Cortale (CZ) il 22/05/1917
      Blotta Armando Pasquale Ten. Col. di Gennaro, n. a Catanzaro il 30/01/1895, resid. a Trieste
      Bono Paolo Soldato di Giovanni, n. a Bianco (RC) nel 1923
      Bradamante Giuseppe Guardia P.S. da Stignano (RC)
      Brancatisano Giuseppe Militare da San Giovanni di Samo (RC)
      Brasca Domenico Brigadiere di Rosario, n. a Vibo Valentia il 11/11/1917
      Brigante Carmelo Militare di Antonio Gius., n. a Ferruzzano (RC) il 02/12/1922
      Bruni Nicola Colonnello di Francesco, n. a Dasà (Vibo Valentia) il 19/03/1897
      Calabretta Giovandomenico Carabiniere di Giuseppe, n. a Mesoraca (Crotone) nel 1924
      Camminiti Sante (Santo) Guardia P.S. di Francesco, n. a Villa San Giovanni (RC) il 12/02/1907, resid. a Trieste
      Canna Antonio Militare nato a Lamezia Terme (CZ) il 08/09/1923
      Caruso Giuseppe Sergente di Francesco, n. a Platì (RC) il 31/08/1914
      Ceravolo Vincenzo Milite di Filippo, n. a Maida (CZ) il 16/07/1907
      Chiaravalle Antonio Militare n. a Pizzo (VV) il 15/05/1917
      Cimino Pasquale Carabiniere nato a Cutro (KR) il 12/01/1915
      Coccimiglio Salvatore S.Brigadiere di Antonio, n. a San Biase (CZ) il 24/12/1899, resid. a Trieste
      Corbo Bruno Guardia P.S. di Nicola, n. a Arena (VV) il 26/04/1920
      Corbo Giuseppe Guardia P.S. di Giovanni, n. a Conca d. Campania (NA) il 06/09/1913 (1918?), resid. famiglia a Marzano Appio (CS)
      Cosmano Aurelio Serg. Maggiore di Angelo, n. a Locri (RC) il 23/01/1923
      Cotronco Saverio Aviere di Giuseppe, nato nel 1924, resid. a Mileso (CZ)
      Crea Giuseppe Guardia P.S. di Nicola, n. a Motta San Giovanni (RC) il 01/06/1923, resid. a Gorizia
      Cupello Pasquale Militare di Francesco, n. a Paola (CS) il 25/06/1922
      Cuzzucrea Giuseppe (Cuzzocrea Giuseppe) Fuciliere di Marina di Domenico, n. a Melito di Porto Salvo (RC) il 24/07/1924
      D’Agostino Domenico Civile di Antonio, n. a Castrovillari (CS) il 15/10/1896, resid. a Trieste
      D’Amico Luigi Antonino S.Tenente di Pasquale, n. a Reggio Calabria il 19/02/1925
      D’Atri Oscar Civile di Antonio, n. a Castrovillari (CS) il 07/09/1897
      Dattola Giuseppe P. Guardia Marina di Salvatore, n. a Reggio di Calabria il 07/01/1922
      De Marco Francesco Maresciallo di Giuseppe, n. a Crotone il 25/08/1908, resid. a Udine
      De Simone Luigi Militare di Pasquale, n. a Paludi (CS) il 15/08/1920
      Domerillo Enrico Serg. A.U. di Oreste, n. ad Arena (VV) il 08/01/1922
      Elia Felice Carabiniere di Giuseppe, n. a Petronà (CZ) il 16/10/1903, resid. a Trieste
      Fazzari Pietro Bers. di Giovanni, n. a Ferruzzano (RC) il 06/06/1923, ivi resid.
      Fissore Federico Milite di Amedeo, n. a Locri (RC) il 13/05/1917
      Garofalo Angelo Ruggero Militare di Sante, n. a Parenti (CS) il 21/01/1921, ivi resid.
      Ghedina Giovanni Milite sc. di Michele, n. a Stignano (RC) il 09/04/1907
      Gigliotti Albino Civile di Giuseppe, n. a Rogliano Calabro (CS) il 19/03/1898, resid.a Duino Aurissina
      Gigliotti Menotti Civile di Felice, n. a Serrastretta (CZ) il 28/09/1880, resid. a Gorizia
      Giovinazzo Francesco Giuseppe Militare residente a Rosarno (RC)
      Gnisci Concetta Civile nata a Reggio Calabria il 23/11/1876, resid. a Fiume
      Guglielmi Luigi Militare di Rosario, n. a San Lucido (CS) il 07/02/1922
      Gugliotti Luigi Civile nato ad Albidona (CS) il 08/01/1903
      Ioppolo Domenico Militare di Francesco,n. a Polistena (RC) il 22/09/1908
      Italiano Domenico Tenente di Vincenzo, n. ad Amendolara (CS) il 23/02/1912, resid. a Trieste
      Italiano Prospero Guardia P.S. di Vincenzo, n. ad Amendolara (CS) il 23/11/1913, resid. a Trieste
      Labate Giuseppe Maggiore nato a Reggio Calabria, di anni 48
      Le Rose Francesco S.Brigadiere di Giuseppe, n. a Roccabernarda (KR) (Crotone) il 11/04/1908, resid. a Trieste
      Ligato Antonino Finanza Appuntato di Francesco, n. a San Lorenzo (RC) il 12/04/1904, resid. a Trieste
      Lo Monaco Domenico M.llo Magg. di Vincenzo, n. a Catanzaro il 24/03/1901, resid. a Trieste
      Loiacono Giuseppe Militare di Francesco, n. a Rosarno (RC) il 07/04/1914
      Lombardi Giovanni Milite di Giuseppe, n. a Fabrizia (VV) il 01/02/1901, resid. a Trieste
      Lombardo Antonio Soldato da S.Marco Argentano (CS)
      Lombardo Gaetano Brigadiere di Vincenzo, n. a Roccella Jonica (RC) il 20/06/1908, resid. a Trieste
      Lotito Saverio Militare di Francesco, n. a Lungro (CS) il 23/02/1923
      Lubrano Giovanni Soldato di Michele, n. a Radicena (RC) il 07/07/1924, resid. a Monfalcone
      Madre Giuseppe Sergente di Giovanni, n. ad Africo (RC) nel 1923
      Maffei Carlo Sergente nato ad Africo (RC) nel 1923
      Malena Gregorio Civile di Cesare, n. a Rossano Calabro (CS) il 01/02/1886, resid. a Gorizia
      Maltese Salvatore Civile di Vitaliano, n. a Catanzaro il 05/10/1899, resid. a Rovigno
      Marte Giuseppe Bersagliere Sergente di Giovanni, n. ad Africo (RC) il 13/08/1923
      Mazzacca Tullio Guardia P.S. di Arturo, nato a Mignano Monte Lungo (CS) il 19/07/1922, resid. a Gorizia
      Miglio Carlo Umberto Finanziere nato a Castrovillari (CS) il 01/03/1907
      Mirenzi Gaetano Appuntato di Francesco, n. a Vassano (CZ) il 16/11/1905
      Mobilia Giorgio Milite di Serafino, n. a Laureana di Borrello (RC) il 04/05/1918
      Muracca Antonio Cap.le Maggiore di Pasquale, nato a Reggio Calabria il 17/6/1918
      Nebbioso Ernesto Guardia di Romolo, n. a Crotone il 19/06/1894, resid. a Rovigno (PL)
      Nucera Domenico Finanziere nato a Guardavalle (CZ) il 29/11/1908
      Paone Antonio Capo 3^ nato a Bova Marina (RC) il 28/08/1897, resid. a Monfalcone (GO)
      Pellegrino Pasquale V. Brigadiere di Vincenzo, n. a Falerna (CZ) il 06/06/1908, resid. a Gorizia
      Pellicano Luigi Cap.le Maggiore di Alfredo, n. a Reggio Calabria il 27/09/1899, resid. a Trieste
      Petrone Salvatore Militare di Benedetto, n. a Acri (CS) il 04/03/1909
      Pirrello Antonino Guardia P.S. di Antonino, n. a Reggio Calabria il 29/11/1916
      Polito Filippo Guardia P.S. di Salvatore, n. ad Ardore (RC) il 18/08/1923, resi. a Trieste
      Pugliese Filippo Milite di Antonio, n. a Vibo Valentia (VV) il 15/12/1920
      Quartuccio Saverio/Severino impiegato Nato il 23-5-1899 a Cleto, Reggio Calabria, padre Paolo madre Severina Smorto.
      Quartuccio Severino Civile di Paolo, n. a San Lorenzo fraz. Chorio (RC) il 23/05/1899, resid. a Gorizia
      Raddi Angelo Cap.le Maggiore di Domenico, n. a Roggiano Gravina (CS) il 01/01/1914
      Rionero Francesco Soldato di Salvatore, n. a Vascinezza (CZ) il 20/06/1920, resid. a Vazzano (VV)
      Romano Francesco Militare resid. famiglia a Bisignano (CS)
      Rosmarino Alberto Civile di Francesco, n. a Locri (RC) il 23/10/1926
      Rumano Giuseppe Militare di Francesco, n. a San Demetrio Corone (CS) il 16/11/1912
      Russo Vincenzo M.llo Ca. P.S. di Francesco, n. a Sambiase (CZ) il 10/10/1894, resid. a Trieste
      Scanga Francesco Militare di Gregorio, n. a Lago (CS) il 02/02/1922
      Scilinguo Vincenzo Maresciallo pilota di Giovanni, n. a Malvito (CS) il 16/01/1908CS
      Scorza Giuseppe Militare scelto di Domenico, n. a Santa Sofia d’Epiro (CS) il 20/01/1920, resid. ad Azzano Decimo (PN)
      Sergi Saverio Guardia P.S. di Leonardo, n. a Melito di Porto Salvo (RC) il 02/03/1923, resid. a Trieste
      Sollazzo Vincenzo Fuciliere di Marina di Bruno, n. a Reggio Calabria il 24/02/1922, resid. a Trieste
      Spezzano Giacomo Guardia P.S. di Giacomo, nato a Reggio Calabria il 18/08/1916, resid. a Gorizia
      Spinella Giovanni Guardia P.S. di Rosario, n. a Reggio Calabria il 06/03/1920, resid. a Trieste
      Stilo Giuseppe Marinaio di Pietro, n. a Campo Calabro (RC) il 03/08/1922
      Storace Francesco Brigadiere di Oreste, n. a Falerno (CZ) il 16/12/1920, resid. a Campoformido (UD)
      Talè Pasquale Sergente di Agostino, n. a Reggio Calabria il 15/03/1920, resid. a Trieste
      Torchio Nicola Carabiniere/Brigadiere di Nicola, n. a Rocca Imperiale (CS) il 10/03/1911, resid. a Trieste
      Toscano Michele Civile di Michele, n. a Vibo Valentia, di anni 50, resid. a San Gregorio nelle Alpi (BL)
      Trovato Vincenzo Milite di Giovanni, n. a Lamezia Terme (CZ) il 25/08/1921
      Truglio Vincenzo Militare nato a Curinga (CZ) il 01/04/1898
      Valle Antonio Agente P.S. di Roberto, n. a Pignataro Maggiore (CS) il 14/12/1903
      Vallone Antonio (Claudio) Bers. nato a Lamezia Terme (CZ) il 15/04/1925
      Vangieri Salvatore Militare di Luigi, n. a San Giorgio Albanese (CS) il 13/01/1923
      Zito Antonio Finanziere nato a Benestare (RC) il 04/12/1905

      • elena cupello scrive:

        Per favore potresti dirmi dove hai trovato il nome di mio zio Cupello Pasquale, che cerchiamo dal 1945?Te ne sarò grata

    5. Discendenti di Esuli e di Caduti scrive:

      Città che hanno onorato i Martiri delle Foibe nella propria Toponomastica e nella memorialistica istituzionale.
      Un sentito ringraziamento a tutte le Amministrazioni per la lodevole iniziativa in Memoria
      ABBIATEGRASSO (Milano) Parco Martiri delle Foibe
      ABETONE (Pistoia) Scuola Norma Cossetto
      ACQUAVIVA DELLE FONTI (Bari) Via Martiri delle Foibe
      ACQUI TERME (Alessandria) P.zza Martiri delle Foibe
      ADRANO (Catania) Lapide in Memoria Martiri delle Foibe
      ADRANO (Catania) Parco in Memoria delle Vittime dell Foibe
      AGNADELLO (Cremona) Memorial Martiri delle Foibe
      ALBA (Cuneo) Giardini Vittime delle Foiba
      ALBANO SANT’ALESSADRO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
      ALBIGNASEGO (Padova) Viale Martiri delle Foibe
      ALESSANDRIA Via Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati
      ALESSANDRIA Via Vittime delle Foibe
      ALGHERO fraz. Fertilia (Sassari) Via Martiri delle Foibe
      ALLERONA scalo (Terni) Largo Martiri delle Foibe
      ALTAMURA (Bari) Via Caduti delle Foibe
      ALTAVILLA VICENTINA fraz. Tavernelle (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      ALTOPASCIO (Lucca) Via Martiri delle Foibe
      ANCONA Scalinata Italiani di Istria Fiume e Dalmazia
      ANCONA (Chiesa di S. Francesco alle Scale) Altare in onore dei Martiri Fiumani
      ANDRIA (Barletta/Andria/Trani) Memorial ai Martiri delle Foibe ed agli Esuli
      ANTRODOCO (Rieti) Giardino Martiri delle Foibe
      Aosta
      AREZZO Largo Martiri delle Foibe
      ARONA (Novara) Largo Martiri delle Foibe
      ARONA (Novara) Memorial A Perenne Ricordo delle Vittime delle Foibe
      ASCOLI PICENO Largo Martiri delle Foibe
      ASSISI – S.Maria degli Angeli (Perugia) Via Martiri delle Foibe
      ATESSA (Chieti) Via Martiri delle Foibe
      AVEZZANO (L’Aquila) Via Martiri delle Foibe
      AZZANO DECIMO (Pordenone) proposta attesa di delibera
      BADIA POLESINE (Rovigo) Via Martiri delle Foibe
      BARANZATE (Milano) Giardino Martiri delle Foibe
      BARI Via Martiri delle Foibe
      BASCHI (Terni) P.zza Martiri delle Foibe
      BASSANO DEL GRAPPA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      BAUCINA (Palermo) Via Martiri delle Foibe
      BELLUNO P.zzale Vittime delle Foibe
      BELLUNO (Pian del Cansiglio) .- Foiba Bus de la Lum 1943 – 1945 – Ai Caduti senza Nome
      BENEVENTO P.zzale Martiri delle Foibe
      BETTOLA (Piacenza) Scalinata Martiri delle Foibe
      BETTONA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
      BIASSONO (Monza-Brianza) Via Martiri delle Foibe – Istria (1943 – 47)
      BIBIONE (San Michele al Tagliamento) Memorial ai Martiri delle Foibe
      BISCEGLIE (Barletta – Andria – Trani) Proposta Memorial in onore del Martire delle Foibe Antonio Papagni – Agricoltore poi Aviatore scelto
      BOLOGNA Giard. Martiri d’Istria, V.G. e Dalmazia
      BOLOGNA Rotonda Martiri delle Foibe
      BOLOGNA (Stazione) Memo x accoglienza Esuli alla Stazione di Bologna 1945-1947
      BOLTIERE (Bergamo) Proposta – attesa di delibera
      BOLZANO In Ricordo degli Esuli
      BOLZANO P.zza Martiri delle Foibe
      BONATE SOPRA (Bergamo) Parco Martiri delle foibe
      BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo) P.zza Vittime delle Foibe
      BOVA MARINA (Reggio Calabria) Carabiniere Giuseppe Arconti
      BRA (Cuneo) P.zza Martiri delle Foibe – Esuli in Istria, Fiume e Dalmazia
      BRA (Cuneo) Memorial per gli Italiani Martiri delle Foibe o costretti all’Esodo
      BRESCIA Via Martiri delle Foibe
      BRESCIA via vittime d’istria, fiume, dalmazia
      BRINDISI Via Martiri delle Foibe
      BRONI (Pavia) Via Martiri delle Foibe
      BRUGHERIO (Monza-Brianza) Parco Martiri delle Foibe
      BUDRIO fraz. di Cento (Bologna) Via Vittime delle Foibe
      BUSSOLENGO (Verona) Viale Martiri delle Foibe
      BUSTO ARSIZIO(Varese) Via dei Giuliani e Dalmati
      CAGLIARI Parco dei Martiri delle Foibe
      CAGLIARI (Cimitero di San Michele) In memoria dei Martiri Italiani trucidati nelle Foibe
      CALALZO (Belluno) Sala Consiliare in onore di Norma Cossetto
      CALCINAIA fraz. Fornacette (Pisa) Via Vittime delle Foibe
      CALCINATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      CALENDASCO (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      CALOLZIOCORTE (Lecco) Parco Martiri delle Foibe
      CALTANISETTA Via Luigi Bruno – Guardia Scelta di Pubblica Sicurezza – Martire delle Foibe
      CALTANISSETTA Memorial in onore dei Martiri delle Foibe
      CAMAIORE (Lucca) Via Martiri delle Foibe
      CAMOGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe
      CAMPAGNATICO (Grosseto) Via Martiri d’Istria
      CAMPELLO SUL CLITUNNO fraz. di Pettino (Perugia) Via Norma Cossetto
      CAMPI BISENZIO (Firenze) Proposta – attesa delibera
      CAMPIGLIA MARITTIMA fraz. Venturina (Livorno) via martiri delle foibe
      Campobasso
      CAMPOSAMPIERO (Padova) Corso Martiri delle Foibe
      CANICATTI (Agrigento) Via Angelo Garlisi – Agente scelto di Pubblica Sicurezza
      CANICATTI (Agrigento) Via Antonio Di Gioia – Carabiniere
      CANNARA (Perugia) P.zza Martiri delle Foibe
      CANOSA DI PUGLIA (Bari) Proposta – attesa delibera
      CAORLE fraz. Ottava Presa (Venezia) Via Martiri delle Foibe
      CARAPELLE (Foggia) Via Martiri delle Foibe
      CARATE BRIANZA (Monza e Brianza) P.zzale Martiri delle Foibe
      CARBONIA (Carbonia-Iglesias) Sezione ANFI in Ricordo del Finanziere Orazio Lai scomparso in Dalmazia dopo l’otto settembre
      CARDITO (Napoli) Via Martiri delle Foibe
      CARINI (Palermo) Via Martiri delle Foibe
      CARPANETO Piacentino (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      CARPENETO (Alessandria) Proposta – attesa delibera
      CARPI (Fossoli) (Modena) Memorial in ricordo degli Esuli Istriani e Dalmati
      CARRARA, fraz. Marina di Carrara Memorial Ricordo degli Esuli Giuliano-Dalmati e tutti gli infoibati
      CASACALENDA (Campobasso) Largo Martiri delle Foibe
      CASALBORDINO (Chieti) Largo Vittime delle Foibe
      CASALE MONFERRATO (Alessandria) Via Vittime delle Foibe
      CASALECCHIO DI RENO (Bologna) Proposta – attesa delibera
      CASALVECCHIO SICULO (Messina) Via Carmelo Principato – S. Tenente dei Bersaglieri – 1940 – 1945 (infoibato)
      CASERTA fraz. Tuoro Via Martiri delle Foibe
      CASPERIA (Rieti) P.zza Martiri delle Foibe
      CASSANO DELLE MURGE (Bari) P.zza Martiri delle Foibe -’Esodo Istriano-giuliano-dalmata
      CASTEL MAGGIORE (Bologna) Rotonda Martiri delle Foibe
      CASTELFIDARDO (Ancona) P.zzale Martiri delle Foibe
      CASTELFRANCO EMILIA, fraz, Recovato (Modena) Via Martiri delle Foibe
      CASTELL’AZZARA (Grosseto) Via Martiri d’Istria
      CASTELLABATE fraz. Lago di Castellabate (Salerno) Via Martiri delle Foibe
      CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Giovanni Romito – Militare di Leva – Vittima delle Foibe
      CASTELLABATE fraz.. San Marco (Salerno) Via Norma Cossetto
      CASTELLAMONTE (Torino) Via Martiri delle Foibe
      CASTELLANA GROTTE (Bari) Proposta – attesa delibera
      CASTELLANETA (Taranto) Via Martiri delle Foibe
      CASTELNUOVO DEL GARDA (Verona) Via Martiri delle Foibe
      CASTELVETRANO SELINUNTE (TRAPANI) Proposta – attesa delibera
      CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (Mantova) Via Martiri delle Foibe
      CATANIA Via Martiri delle Foibe
      Catanzaro
      CECINA (Livorno) P.zza Martiri delle Foibe
      CEGLIE MESSAPICA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
      CERESARA (Mantova) Via Martiri delle Foibe
      CERIANO LAGHETTO (Milano) P.zzale Martiri delle Foibe
      CERIGNOLA (Foggia) Proposta – attesa di delibera
      CERVETERI (Roma) Via Martiri delle Foibe
      CERVIA (Ravenna) Parco Martiri delle Foibe
      CERVIGNANO (Udine) P.zza dell’esodo istriano, Giuliano e Dalmata
      CESENA (S. Mauro in Valle)(Forlì-Cesena) Giardino Vittime delle Foibe
      CETRARO (Cosenza) proposta attesa di delibera
      CEVA (Cuneo) Parco Martiri delle Foibe
      CHATHAM (Ontario) Memorial in onore degli Esuli Fiumani, Istriani e Dalmati
      CHERASCO (Cuneo) P.zza Martiri delle Foibe
      CHIARI (Brescia) Piazzetta Martiri delle Foibe
      CHIARI (Brescia) Memorial Unica colpa fu quella d’esser Figli d’Italia
      CHIOGGIA (Venezia) Giardini all’Esule istriano, giuliano e dalmata
      CHIOGGIA (Venezia) P.zzale Martiri delle Foibe
      CHIUPPANO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      CHIVASSO (Torino) Via Martiri d’Istria e Dalmazia
      CINISELLO BALSAMO (Milano) Proposta Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
      CIRIE’ (Torino) Via Vittime delle Foibe (D. 195 del 3.11.2010)
      CISTERNA DI LATINA (Latina) P.zza Martiri delle Foibe – esuli di Istria, Fiume e Dalmazia
      CITTA’ DI CASTELLO (Perugia) Via Martiri delle Foibe
      CIVIDALE (Udine) Via Martiri delle Foibe
      CIVITANOVA MARCHE (Macerata) via martiri delle foibe
      CIVITAVECCHIA (Roma) Parco Martiri delle Foibe – Parco Uliveto
      COGGIOLA (Biella) Largo Vittime delle Foibe
      COGOLETO (Genova) P.zza Martiri delle Foibe
      COLLEFERRO (Roma) P.zzale Martiri delle Foibe
      COLLEGNO (Torino) Giardino in onore degli Esuli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia
      COMACCHIO (Ferrara) Memorial Giorno del Ricordo Foibe – Esodo
      COMACCHIO (Ferrara) Largo Vittime delle Foibe
      COMO P.zza Martiri Foibe Istriane
      COMO Rondello Don Angelo Tarticchio
      COMO fraz. Albate Giardini Martiri italiani delle Foibe istriane
      CONEGLIANO fraz. Scomigo (Treviso) Via Martiri delle Foibe
      COPERTINO (Lecce) Via Martiri delle Foibe
      CORNAREDO (Milano) Via Vittime delle Foibe
      CORNATE D’ADDA (Monza/Brianza) Via Martiri delle Foibe
      CORROPOLI (Teramo) piazza martiri delle foibe
      CORTEMAGGIORE (Piacenza) Via Martiri delle Foibe
      COSTA VOLPINO (Bergamo) Parco Martiri delle Foibe
      COSTABISSARA (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      CREAZZO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      CREMA (Cremona) Memorial in onore dei Martiri delle Foibe
      CREMA (Cremona) P.zza Istria e Dalmazia
      CRESCENTINO (Vercelli) Via Martiri delle Foibe
      CROTONE
      DANTA DI CADORE (Belluno) Via Vittime delle Foibe
      DESENZANO DEL GARDA (Brescia) Via Martiri Italiani delle Foibe
      DESIO (Monza e Brianza) Via Martiri delle Foibe
      DOMODOSSOLA (Verbano-Cusio-Ossola) P.zzale Vittime delle Foibe Istriane
      DUE CARRARE (Padova) piazza norma cossetto – martiri delle foibe
      FABRIANO (Ancona) Via dei Martiri delle Foibe Istriane
      FAENZA (Ravenna) P.zza Vittime delle Foibe
      FANO (Pesaro Urbino) Via Norma Cossetto-Martire delle Foibe (1920-1943)
      FARA DI SOLIGO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
      FASANO fraz. Montalbano (Brindisi) Via Guarini Pasquale – Carabiniere – Martiri delle Foibe
      FELTRE (Belluno) Proposta – attesa delibera
      FERMO Largo Vittime delle Foibe
      FERRARA Via Martiri delle Foibe
      FERTILIA (Sassari) Via Martiri delle Foibe
      FIDENZA (Parma) Via Martiri delle Foibe
      FILOTTRANO (Ancona) P.zza Martiri delle Foibe
      FIRENZE Largo Martiri delle Foibe
      FIRENZE fraz. Trespiano Memorial in ricordo Martiri Caduti ed Esuli delle terre giuliano-dalmate ieri e sempre italiane (ANVGD)
      FOGGIA P.zza dei Martiri Triestini
      FOLIGNO (Perugia) P.zzale Martiri delle Foibe
      FONDI (Latina) P.zza Martiri delle Foibe/Eroi Caduti per la Patria
      FONTANIVA (Padova) Via Martiri delle Foibe
      FORLI’ (Forlì-Cesena) Via Martiri delle Foibe
      FORMIA (Latina) Proposta – attesa delibera
      FORTE DEI MARMI (Lucca) P.zza Martiri delle Foibe
      FORZA d’AGR0′ (Messina) Proposta – attesa delibera
      FOSSANO (Cuneo) P. Norma Cossetto – Vittima delle Foibe (1920-1943)
      FOSSO’ (Venezia) Via Martiri Giuliani e Dalmati
      FRANCAVILLA AL MARE (Chieti) Via Martiri delle Foibe
      FROSINONE P.zza Martiri delle Foibe
      FURCI SICULO (Messina) Proposta – attesa delibera
      GAETA (Latina) Memorial in onore degli Esuli Fiumani, Istriani e Dalmati
      GALATINA (Lecce) P.zza Vittime delle Foibe
      GALATONE (Lecce) Via Martiri delle Foibe (attesa aut. Pref.)
      GALLIATE (Novara) Via 10 febbraio 1947 – Vittime delle Foibe
      GATTINARA (Vercelli) P.zza Martiri delle Foibe
      GAVIRATE (Varese) P.zza Martiri delle Foibe 1943 – 1945
      GAVORRANO (Grosseto) Via Martiri d’Istria
      GEMONIO (Varese) Memorial Esodo e Foibe
      GENOVA Passo Vittime delle Foibe
      GHEDI (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      GHEMME (Novara) Parco Norma Cossetto
      GIULIANOVA (Teramo) Via Martire delle Foibe
      GORIZIA Largo Martiri delle Foibe
      GORIZIA Via Norma Cossetto – Martire infoibata (1920-1943)
      GORIZIA Memorial in Ricordo dei 665 Fratelli deportati a guerra finita in Jugoslavia
      GOSSOLENGO (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      GOZZANO (Novara) Via Vittime delle Foibe
      GRADO (Gorizia) P.zza Martiri delle Foibe (pass. a mare)
      GRAGNANO TREBBIENSE (Piacenza) Via Martiri delle Foibe – delibera ……
      GRAVINA DI CATANIA (Catania) Via Vittime delle Foibe
      GROSSETO P.zza Martiri delle Foibe Istriane
      GRUGLIASCO (Torino) Giardino Vittime delle Foibe
      GRUMOLO DELLE ABBADESSE (Vicenza) P.zza Norma Cossetto
      GUAGNANO (Lecce) Via Martiri delle Foibe (aut.Pref. 29548 del 24.06.2009)
      GUIDONIA MONTECELIO – Villalba (Roma) P.zza Martiri delle Foibe
      IMOLA (Bologna) Giardini Martiri delle Foibe
      IMPERIA Giardini Martiri delle Foibe
      JESI (Ancona) P.zza Martiri delle Foibe
      JESI (Ancona) Via Martiri delle Foibe
      JESOLO (Venezia) Memorial in onore dell’Ultimo Prefetto di Zara Vincenzo Serrentino
      JESOLO (Venezia) Viale Martiri delle Foibe
      LA SPEZIA Piazzetta Martiri delle Foibe
      LAMEZIA TERME (Catanzaro) Via Martiri delle Foibe
      LANCIANO (Chieti) Largo Martiri delle Foibe
      LANDIONA (Novara) Via Martiri delle Foibe
      LANZO TORINESE (Torino) Memorial all’Esodo ed ai Martiri delle Foibe
      L’AQUILA (fraz. Cansatessa) Via Norma Cossetto
      LARIANO (Roma) Proposta – attesa delibera
      LATERZA (Taranto) Via Martiri delle Foibe
      LATINA P.zzale Martiri delle Foibe
      LATINA Viale Martiri di Dalmazia
      LATISANA (Udine) Via Martiri delle Foibe
      LAVAGNO fraz. San Pietro (Verona) Via Martiri delle Foibe
      LAZZATE (Monza-Brianza) Largo Martiri delle Foibe
      LECCE Via Martiri delle Foibe
      LECCO riva martiri delle foibe
      LEGNAGO (Verona) via norma cossetto
      LEINI’ (Torino) Via Martiri delle Foibe
      LEONESSA (Rieti) Largo dei Martiri delle Foibe Istriane
      LESINA (Foggia) P.zza Vincenzo De Ninno finanziere – Martire delle Foibe
      LESMO (Monza/Brianza) Via Martiri delle Foibe
      LICATA (Agrigento) P.zzale Martiri delle Foibe
      LIMBIATE (Monza-Brianza) P.zza Martiri delle Foibe
      LIMENA (Padova) Biblioteca Norma Cossetto
      LISSONE (Monza-Brianza) P.zza Martiri delle Foibe
      LIVORNO (frax. Antignano) Largo Vittime delle Foibe
      LOANO (Savona) Via Martiri delle Foibe
      LOCRI (Reggio Calabria) Via Martiri delle Foibe
      LONIGO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      LUCCA Via Martiri delle Foibe
      MACERATA via vittime delle foibe
      MAGENTA (Milano) Parco ai Martiri delle Foibe
      MAIOLATI SPONTINI (Ancona) Largo Martiri delle Foibe
      MANDANICI (Messina) Memorial per Domenico Bruno – Carabiniere – Martire delle Foibe
      MANFREDONIA (Foggia) Via Martiri delle Foibe (1943 – 1947)
      MANTOVA Giardini Vittime delle Foibe e profughi giuliani, istriani e dalmati
      MAPELLO (Bergamo) Via Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia
      MAPELLO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
      MARCELLINA (Roma) P.zza Martiri delle Foibe
      MARINO (Roma) P.zzale Caduti delle Foibe
      MARSALA (Trapani) Via Francesco Angileri – Martire delle Foibe
      MARSALA (Trapani) Via Gaspare Stassi – Finanziere
      MARTIGNACCO (Udine) P.zzale Martiri delle Foibe
      MASSA (Massa-Carrara) Parco del ricordo ai Martiri delle Foibe.
      MASSA COZZILE (Pistoia) P.zza Martiri delle Foibe
      MATERA Memorial in onore dei Martiri delle Foibe – Testimonianza Udovisi
      MAZARA DEL VALLO (Trapani) Via Martiri delle Foibe
      MAZZANO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      MELISSANO (Lecce) P. Martiri delle Foibe
      MESENZANA (Varese) Largo Martiri delle Foibe
      MESSINA P.zza Martiri delle Foibe, Esuli di Istria Fiume Dalmazia
      MEZZOCORONA (Trento) Proposta – attesa delibera
      MEZZOLOMBARDO (Trento) Proposta – attesa delibera
      MILANO Largo Martiri delle Foibe
      MILANO Via Martiri Triestini
      MIRANDOLA (Modena) Via Martiri delle Foibe
      MIRANO (Venezia) P.zza Martiri delle Foibe
      MODENA Via Martiri delle Foibe
      MODENA (Piazza Cesare Bruni) Memorial ai Martiri delle Foibe ed agli Esuli
      MODUGNO (Bari) Parco del Ricordo delle Foibe
      MODUGNO (Bari) Memorial in onore dell’Uff. Paolo De Benedictis – Martire delle Foibe
      MOGLIANO VENETO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
      MONCALIERI (Torino) Via Vittime delle Foibe
      MONDOVI’ (Cuneo) Giardini Martiri delle Foibe
      MONFALCONE (Gorizia) Proposta Memo ai Martiri delle Foibe
      MONSELICE (Padova) Via Martiri delle Foibe
      MONTALE (Pistoia) Via Vittime delle Foibe
      MONTE PORZIO (Pesaro) Via Martiri delle Foibe
      MONTE SAN GIUSTO (Macerata) P.zzale Martiri delle Foibe
      MONTEBELLUNA (Treviso) Vicolo Martiri Giuliani e Dalmati
      MONTECASSIANO (Macerata) P.zzale Martiri delle Foibe
      MONTECCHIO MAGGIORE (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      MONTECOMPATRI (Roma) Via dieci Febbraio
      MONTEFANO (Macerata) Proposta – attesa delibera
      MONTEFIORINO fraz. Casola (Modena) P.zza Lindo Bertogli (carabiniere Martire del massacro di Malga Bala)
      MONTELUPONE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
      MONTEMURLO (Prato) Via Martiri delle Foibe (sottopasso)
      MONTEROTONDO (Roma) Largo Martiri delle Foibe
      MONTESILVANO (Pescara) via martiri delle foibe
      MONTESILVANO (Pescara) via Antonio Pieramico – martire delle Foibe – finanziere
      MONTEVARCHI (Arezzo) Giardino martiri dell’Istria
      MONTIGNOSO (Massa Carrara) P.zza Mario Buffoni – Guardia di P.S. – Martire delle Foibe
      MONZA Via Martiri delle Foibe
      MORTARA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
      MOZZECANE (Verona) Via Martiri delle Foibe
      MUGGIA (Trieste) Rotonda Martiri delle Foibe
      MUGGIO’ (Monza e Brianza) P.zza Norma Cossetto
      MUGNANO DI NAPOLI (Napoli) Via Vittime delle foibe
      NANTO (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      Napoli
      NARDO’ (Lecce) piazzale martiri delle foibe
      NARNI (Terni) Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe (1920-1943)
      NEPI (Viterbo) Parco Martiri delle Foibe
      NERVIANO (Milano) Via Martiri delle Foibe
      NETTUNO (Roma) Proposta – attesa delibera
      NISCEMI (Caltanisetta) P.za Martiri delle Foibe di Istria, Dalmazia e V.G.
      NIZZA DI SICILIA (Messina) Proposta – attesa delibera
      NOCERA UMBRA (Perugia) Via Martiri delle Foibe
      NOCETO (Parma) Via Martiri delle Foibe
      NOVARA Via Vittime delle Foibe
      NOVARA Memorial in onore di Norma Cossetto Vittima delle Foibe 1920 – 1943 Medaglia d’Oro al Merito Civile
      NOVATE MILANESE Giardino Martiri delle Foibe
      NOVENTA VICENTINA (Vicenza) Via Vittime delle Foibe
      NOVENTA VICENTINA (Vicenza) Memorial per i Fratelli Giuliani, Fiumani e Dalmati, Martiri delle Foibe
      NOVOLI (Lecce) Via Martiri delle Foibe (aut. Pref. 38522 del 25.5.2010)
      OLBIA (Tempio) P.zza Ennio Roych – Capitano dei Bersaglieri – Martire delle Foibe
      OLBIA (Tempio) Via Martiri delle Foibe
      ORIA (Brindisi) Via Martiri delle Foibe
      ORIOLO ROMANO (Viterbo) Proposta – attesa delibera
      ORISTANO P.zza Martiri delle Foibe
      ORTONA (Chieti) Via Martiri delle Foibe
      OSPITALETTO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      OSTRA VETERE (Ancona) Giardino Martiri delle Foibe
      OSTUNI (Brindisi) Via Caduti delle Foibe
      OZIERI (Sassari) Via Martiri delle Foibe
      PADOVA passaggio martiri delle foibe
      PADOVA via martiri giuliani e dalmati
      PADOVA Via Pietro e Nicolò Luxardo
      PADOVA Via Riccardo Gigante
      PADOVA (Comune – Palazzo “Moroni”) Memorial – 1943-1947 – In ricordo dei Martiri delle Foibe di Trieste, Gorizia, Istria, Fiume e mare della Dalmazia
      PADOVA (Sacrario Nazionale del’Internato Ignoto) Memorial dei Giuliano-Dalmati Vittime delle Foibe e delle deportazioni Jugoslave 1943 – 1947
      PADOVA (Università) Memorial Ricordo degli Esuli e di Norma Cossetto
      PADOVA (Università) Lapide in Memoria di Norma Cossetto e di tutti gli studenti dell’Ateneo patavino Caduti per la Libertà
      PAGLIARA (Messina) Proposta – attesa delibera
      PAGNACCO (Udine) P.zzale Martiri delle Foibe (Istria 1943 -47)
      PALAZZOLO SULL’OGLIO (Brescia) P.zza Martiri delle Foibe Istriane
      PALERMO Villa Martiri delle Foibe
      PALOMBARA SABINA (Roma) P.zza Martiri delle Foibe
      PARMA Via Martiri delle Foibe (d. 1173 – 11.9.2009)
      PASIAN DI PRATO (Udine) Via Martiri delle Foibe
      PASIAN DI PRATO fraz. Passons (Udine) Via Carino Querini Agente P.S. Martire delle Foibe
      PAVIA Proposta – attesa delibera
      PERUGIA Via Vittime delle Foibe (Parco)
      PESARO (Pesaro-Urbino) Parco Esuli Giuliano-Dalmati
      PESCARA P.zza Martiri Dalmati e Giuliani
      PESCHIERA DEL GARDA (Verona) Via Caduti delle Foibe
      PIACENZA (Piacenza) Giardino del Ricordo ai Martiri delle foibe
      PIEDIMONTE MATESE (Caserta) Proposta – attesa delibera
      PIETRASANTA (Lucca) P.zza Martiri delle Foibe
      PIGNATARO MAGGIORE (Caserta) Via caduti delle Foibe
      PIOMBINO (Livorno) Proposta – attesa delibera
      PIOVE DI SACCO (Padova) Via Martiri delle Foibe
      PISA Rotonda Martiri delle Foibe
      PISOGNE (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      PISTOIA Via Vittime delle Foibe
      POGGIARDO (Lecce) Via Martiri delle Foibe (1943 – 1945)
      POGGIBONSI (Siena) Via X febbraio
      POGGIORSINI (Bari) Via Martiri delle Foibe
      POMEZIA (Roma) Via Martiri delle Foibe
      PONCARALE (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      PONTE DELL’OLIO (Piacenza) Via Martiri delle Foibe – delibera?
      PONTE SAN PIETRO (Bergamo) P.zza Martiri delle Foibe
      PONTEDERA (Pisa) Via Caduti delle Foibe
      PONTENURE (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      PONTREMOLI (Massa – Carrara) P.zza Martiri delle Foibe
      PORRETTA TERME (Bologna) P.zza Martiri delle Foibe
      PORTO SANT’ELPIDIO (Fermo) Memorial ai Martiri delle Foibe
      PORTOFERRAIO (Livorno) Via Martiri delle Foibe
      PORTOGRUARO (Venezia) Via Vittime delle Foibe
      PORTOMAGGIORE (Ferrara) via martiri delle foibe
      Potenza
      POVOLETTO (Udine) Ponte Martiri delle Foibe
      PRATO Via Martiri delle Foibe
      PRESSANA (Verona) Via Martiri delle Foibe
      PRIVERNO (Latina) Giardino Martiri delle Foibe
      PUTIGNANO (Bari) Via Martiri delle Foibe
      RACCONIGI (Cuneo) Via Martiri delle Foibe
      RAPALLO (Genova) P.zzale Martiri delle Foibe
      RAVENNA fraz. Porto Corsini Parco Martiri delle Foibe
      RECANATI (Macerata) Via Martiri delle Foibe
      RECETTO (Novara) Via Vittime delle Foibe
      REGGELLO (Firenze) Via Caduti delle Foibe
      REGGIO CALABRIA Parco Norma Cossetto
      REGGIO EMILIA via martiri delle foibe
      REGGIO EMILIA fraz. Coviolo Viale Martiri delle Foibe
      RESCALDINA (Milano) 10 Febbraio – Giornata Nazionale del Ricordo 1943 – 1945
      REVERE (Mantova) Via Martiri delle Foibe
      RICCIONE (Rimini) P.zzale Martiri delle Foibe
      RIMINI Memorial ai Martiri delle Foibe ed all’Esodo (lungomare)
      RIMINI Piazzale ai Martiri delle Foibe
      RIVAROLO CANAVESE (Torino) Via Martiri delle Foibe
      RIVERGARO (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      ROBECCO SUL NAVIGLIO, fraz. Cascinazza (Milano) Memorial in ricordo dei Martiri delle Foibe
      ROCCA D’ARCE (Frosinone) Memorial in ricordo dei martiri (“m”! minuscola) “italiani”! uccisi nelle foibe
      ROCCALUMERA (Messina) Piazzetta Vittime delle Foibe
      ROCCARASO (Monte Zurrone) Memorial in onore degli Esuli Fiumani, Istriani e Dalmati
      ROMA 21 febbraio 2010 – Mozione x Scuola Norma Cossetto
      ROMA Memorial a Giuseppe Tosi Martire istriano
      ROMA P.zza Dalmazia – Martiri delle Foibe
      ROMA Via Icilio Bacci – Martire massacrato dagli slavi
      ROMA Via Riccardo Gigante – Martire massacrato dagli slavi
      ROMA (Fondovalle) Proposta – attesa delibera
      ROMA (Laurentina) Largo Vittime delle Foibe istriane
      ROMA (Montesacro) – Municipio IV Memo in ricordo dei Martiri delle Foibe e dell’Esodo
      RONCHI DEI LEGIONARI (Gorizia) P.zzale Martiri delle Foibe
      RONCO ALL’ADIGE (Verona) Via Martiri delle Foibe
      ROSA’ (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      ROSOLINI (Siracusa) Memorial in onore dell’Ultimo Prefetto di Zara Vincenzo Serrentino
      ROTTOFRENO (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      ROVATO (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      ROVERETO (Trento) Largo Vittime delle Foibe 1943 – 1947
      ROVIGO quart. Tassina via cossetto n.!!!
      RUVO DI PUGLIA (Bari) Via Martiri delle Foibe
      SABAUDIA (Latina) Largo dei Martiri delle Foibe
      SACROFANO (Roma) P.zza Martiri delle Foibe
      SALO’ (Brescia) Galleria Martiri delle Foibe
      SALO’ (Brescia) Via Martiri delle Foibe
      SAN BONIFACIO (Verona) P.zza Martiri delle Foibe
      SAN DANIELE DEL FRIULI (Udine) Parco Martiri delle Foibe
      SAN DANIELE DEL FRIULI (Udine) Via Luxardo – Martire annegato
      SAN DONA’ DI PIAVE -Calvecchia (VE) Via Martiri delle Foibe
      SAN GIORGIO IN BOSCO (Padova) Atrio di Villa Bembo – Norma Cossetto
      SAN GIORGIO PIACENTINO (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      SAN GIOVANNI ILARIONE (Verona) Via Martiri delle foibe
      SAN GIOVANNI LUPATOTO (Verona) Parco Martiri delle Foibe
      SAN LAZZARO DI SAVENA (Bologna) Via Martiri delle Foibe
      SAN MARCO ARGENTANO (Cosenza) Proposta – Attesa delibera
      SAN MAURO TORINESE (Torino) P.zzale Martiri Italiani delle Foibe
      SAN MAURO TORINESE (Torino) Largo Martiri delle Foibe
      SAN MINIATO (Pisa) Proposta Via Norma Cossetto – Martire delle Foibe
      SAN MINIATO fraz. Ponte a Egola (Pisa) Via Vittime delle Foibe
      SAN PIETRO IN CERRO (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      SAN SEVERINO MARCHE (Macerata) Via Martiri delle Foibe
      SAN SEVERO (Foggia) Largo Vittime delle Foibe
      SANREMO (Imperia) via martiri delle foibe
      SANTA MARGHERITA LIGURE (Genova) Giardini Vittime delle Foibe
      SANTA MARINELLA (Roma) Parco Martiri delle Foibe
      SANTA TERESA di RIVA (Messina) Via Martiri delle Foibe
      SANT’AGATA SUL SANTERNO (Ravenna) Via Martiri delle Foibe
      SANT’AMBROGIO SUL GARIGLIANO (Frosinone) In memoria dei Finanzieri trucidati nella Foiba di Basovizza
      SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi) Via Martiri delle Foibe
      SANT’ANTIOCO (Carbonia/Iglesias) Via Norma Cossetto
      SANTENA (Torino) Memorial Martiri delle Foibe
      SANTO STEFANO DI MAGRA (La Spezia) proposta Via Martiri delle Foibe
      SAONARA (Padova) Via Martiri Giuliani e Dalmati
      SARMATO (Piacenza) Proposta – attesa delibera
      SARONNO Memorial in onore dei Martiri delle Foibe e degli Esuli
      SASSARI Via Martiri delle Foibe
      SASSO MARCONI -Borgonuovo (Bologna) P.zzale Vittime delle Foibe
      SASSUOLO (Modena) Via Martiri delle Foibe
      SAVIGLIANO (Cuneo) Via Martiri delle Foibe
      SAVOCA (Messina) Proposta – attesa delibera
      SCAFATI (Salerno) Via Martiri delle Foibe (Via delle Foibe)
      SCARLINO (Grosseto) Via Martiri d’Istria
      SCORZE’ (Venezia) Parco Martiri delle Foibe
      SEDICO (Belluno) Via Martiri delle Foibe
      SEGRATE (Milano) Parco Martiri delle Foibe
      SELCI Sabino (Rieti) P.zza Martiri delle Foibe
      SERAVEZZA (Lucca) attesa delibera
      SEREGNO (Monza e Brianza) Memorial in onore di Norma Cossetto – Medaglia d’Oro al V. Civile
      SEREN DEL GRAPPA (Belluno) Via Vittime delle Foibe
      SERIATE (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
      SERVIGLIANO (Fermo) Via Martiri delle Foibe
      SESTO SAN GIOVANNI (Milano) Largo Martiri delle Foibe
      SETTIMO TORINESE (Torino) Via Vittime delle Foibe
      SICULIANA (Agrigento) Scuola Vasile Geraldo – Agente di Pubblica Sicurezza – Martire delle Foibe
      SIMERI CRICHI (Catanzaro) P.zza Vittime delle Foibe
      SINALUNGA (Siena) Piazzale Martiri delle Foibe
      SORI (Genova) Ponte Martiri delle Foibe
      SOVIZZO loc. Tavernelle (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      SULMONA (Aquila) Via Martiri Istriani Delle Foibe
      SURBO (Lecce) Largo Vittime delle Foibe
      TARANTO P.zzale Vittime delle Foibe
      TEMPIO PAUSANIA (Olbia-Tempio) Via Martiri delle Foibe Istriane
      TEOLO (Padova) Via Martiri delle Foibe
      TERAMO Via Martiri delle Foibe
      TERAMO fraz. Piano d’Accio Via Norma Cossetto
      TERMINI IMERESE (Palermo) Largo Martiri delle Foibe
      TERMOLI (Campobasso) Largo Martiri delle Foibe
      TERNI Via Vittime delle Foibe
      TERRALBA (Oristano) P.zza Martiri delle Foibe
      THIENE (Vicenza) Via Martiri delle Foibe
      THIESI (Sassari) V.Vittime delle Foibe (finanzieri A. Serra e G.Peralta)
      TODI loc. Ponterio (Perugia) Via Martiri delle Foibe
      TOLENTINO (Macerata) Campo Vittime delle Foibe
      TOLMEZZO (Udine) Memorial alle Vittime delle Foibe ed Esuli di Istria, Fiume, Dalmazia
      TOMBOLO fraz. Onara (Padova) Via Martiri delle Foibe
      TORINO Giardini Vittime delle Foibe
      TORINO Memorial Ricordo degli Esuli istriani, fiumani e dalmati
      TORRE MAGGIORE Foggia) Via Martiri delle Foibe
      TORTONA (Alessandria) Giardini Esuli Istriani, Fiumani, Dalmati e Rimpatriati
      TRANI (Barletta – Andria – Trani) Memorial Alla Gente Giulia, alle Vittime delle Foibe d’Istria e di Dalmazia
      TRAPANI
      TRENTO Via Vittime delle Foibe
      TREVI (Borgo Trevi) Perugia P.zza Martiri delle Foibe
      TREVI (Perugia) Via Istriani
      TREVISO Via Esuli Giuliano-Dalmati
      TREVISO fraz. Santa Bona P.zza Martiri delle Foibe
      TREZZO SULL’ADDA (Milano) Parco Martiri delle Foibe
      TRICASE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
      TRIESTE Largo don Francesco Bonifacio
      TRIESTE Via Norma Cossetto
      TRIESTE Viale Martiri delle Foibe
      TRIESTE Memorial dei Fratelli Italiani Esuli accolti nel Silos di Trieste nel 1947
      TROFARELLO (Torino) Via Martiri delle Foibe
      TUGLIE (Lecce) Via Martiri delle Foibe
      TUORO (Caserta) Via Martiri delle Foibe
      TURATE (Como) Memorial Ricordo degli Esuli Giuliano-Dalmati e tutti gli infoibati
      UDINE Parco Vittime delle Foibe
      UDINE (fraz. di Passons) Via Martiri delle Foibe
      UGGIATE TREVANO (Como) Piazzetta 10 febbraio – Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo
      URGNANO (Bergamo) P.zza Martiri delle Foibe
      USINI (Sassari) P.zza Giovanni Solinas – Martire delle Foibe
      VAIANO CREMASCO (Cremona) Via Martiri delle Foibe
      VALDOBBIADENE (Treviso) Parco Martiri delle Foibe
      VALEGGIO SUL MINCIO (Verona) Via Martiri delle Foibe
      VARESE Via Istria – Martiri delle Foibe
      VASTO MARINA (Chieti) via martiri istriani
      VEDELAGO fraz. Casacorba (Treviso) P.zza Martiri delle Foibe
      VELLETRI (Roma) Via Martiri delle Foibe
      VENEZIA fraz. Marghera (Venezia) Memorial alle Vittime delle Foibe
      VENEZIA fraz. Marghera (Venezia) P.zzale Martiri Giuliano-Dalmati delle Foibe
      VENTIMIGLIA (Imperia) Giardini Martiri delle Foibe
      VERBANIA (Verbano-Cusio-Ossola) Parco Norma Cossetto (Medaglia d’Oro al Merito Civile)
      VERCELLI Via Martiri delle Foibe
      VERONA Fraz… Santa Lucia Golosine P.zza Martiri Istria e Dalmazia
      VERONA – IV Circoscrizione Santa Lucia Memorial alle Vittime delle Foibe ed agli Esuli
      VETRALLA (Viterbo) Proposta – attesa delibera
      VIAREGGIO (Lucca) Via Martiri delle Foibe
      VICENZA Largo Martiri delle Foibe
      VIENNA (Congregazione Italiana Madonna della Neve) Memorial a perenne ricordo dei Fratelli Istriani – Fiumani e Dalmati trucidati nelle Foibe
      VIGEVANO (Pavia) Via Martiri delle Foibe
      VIGONZA (Padova) Via Martiri delle Foibe
      VIGUZZOLO (Alessandria) P.zza Vittime delle Foibe
      VILLA SANT’ANGELO (L’Aquila) Vicolo Norma Cossetto
      VILLAFRANCA IN LUNIGIANA (Massa Carrara) P.zza Martiri delle Foibe
      VILLANOVA SULL’ARDA (Piacenza) Via Martiri delle Foibe
      VILLASANTA (Monza e Brianza) Via Norma Cossetto
      VILLONGO (Bergamo) Via Martiri delle Foibe
      VITERBO Largo Martiri delle Foibe Istriane
      VITTORIA fraz. Scoglitti (Ragusa) Via Martiri delle Foibe
      VITTORIO VENETO (Treviso) Via Martiri delle Foibe
      VOGHERA (Pavia) Via Martiri delle Foibe
      VOLPIANO (Torino) Via Vittime delle Foibe
      ZOAGLI (Genova) Scalinata Martiri delle Foibe

      “Le radici profonde non gelano” (J.R.R. Tolkien).

      Il Passato vive sempre, purchè anche uno solo lo ricordi

      “Solo i Morti hanno il diritto di perdonare.
      I vivi hanno il dovere di non dimenticare”
      (David Ben Gurion)

      “M’hanno chiesto: perchè piangi?
      Poichè non avrebbero compreso il mio pianto,
      ho risposto: nessuno piange. L’Esule è ovunque solo”.
      (Lamennais)

      Da: la piccola “Vedetta d’Italia” del 1950
      “le idee non si strozzano ed anzi dal patibolo risorgono, terribilmente feconde”.

      Non dimentichiamo le centinaia di Caduti al Bus de la Lum (Belluno)

      Nessuno muore mai del tutto finchè ne viene onorato il Ricordo

      LA VERITA’ E’ TANTO PIU’ DIFFICILE DA SENTIRE QUANTO PIU’ A LUNGO LA SI E’ TACIUTA.
      ANNA FRANK

      “Han ballato sui loro corpi, han sputato sul loro nome, han nascosto le loro tombe, ma non li possono cancellare”

      On doit des égards aux vivants; on doit aux morts que la verité.
      Ai vivi si devono dei riguardi, ai morti si deve soltanto la verità.
      Voltaire, “Lettere scritte nel 1819”

      Dilexi Justitiam, odivi iniquitatem, propterea morior in exilio
      Papa Gregorio VII (Ildebrando di Sovana)

    6. Francesco Avallone scrive:

      RAFFAELE AVALLONE
      Martire delle Foibe
      Medaglia “ad memoriam”
      (Legge 30 marzo 2004 n. 92)

      FRANCESCO AVALLONE
      DALLE FOIBE ALL’ESODO

      Salerno
      2014

      Sono nato a Fiume da genitori salernitani: mio padre prestava servizio presso la Questura dove collaborava con il Commissario Giovanni Palatucci, proseguendo un rapporto che era già iniziato a Genova, prima del loro trasferimento.
      La mia testimonianza intende rendere onore, innanzi tutto, proprio al Dr. Palatucci: un vero e proprio Eroe, le cui straordinarie benemerenze si vorrebbero mettere in dubbio, se non addirittura distruggere. In proposito, mi ha negativamente sorpreso un articolo sul “Corriere della Sera” del 21 giugno 2013, successivo di pochi giorni all’incontro mondiale dei fiumani tenutosi nella città liburnica. Ebbi modo di parlare con la redazione, ponendo in evidenza che sarebbe bastato intervenire a detta assise per reperire notizie vere e sicure su Palatucci, anziché riportare informazioni di seconda mano, e quindi opinabili.
      A seguito della mia protesta e di quelle altrui, dopo due giorni venne pubblicata una rettifica, ma soltanto parziale. Pertanto, sento il dovere di restituire alla figura del Commissario Palatucci tutti gli onori che gli sono dovuti.
      Ho vissuto a Fiume per sette anni, fra il 1938 ed il 1945: sostanzialmente, lo stesso periodo in cui vi prestò la propria opera il “Giusto fra le Nazioni” che risponde al Nome di Giovanni Palatucci. Ricordo che tante volte, alla sera, mio padre usciva con lui per organizzare il salvataggio di molte persone, in larga maggioranza di fede ebraica, destinandole ad altre città italiane dove poteva contare su riferimenti sicuri, e talvolta anche all’estero.
      L’episodio che ha cambiato radicalmente la mia vita e le sorti della mia famiglia ebbe luogo nel 1943; Palatucci aveva già disposto che mio padre accompagnasse due famiglie di Ebrei da Fiume a Salerno. Forse, pensava di salvarlo, ma un collega chiese di sostituirlo in questa missione, in quanto aveva la famiglia a Salerno: episodio ovviamente privo di qualsiasi responsabilità singola, confermato in tempi successivi dai congiunti del collega medesimo.
      Mio padre rimase a Fiume con Palatucci e con noi, Vittima di una sorte iniqua, che si sarebbe compiuta nel maggio 1945, non appena la città venne invasa dai partigiani di Tito: sorte atroce oltre che imprevedibile, al pari di quella subita dal Commissario.
      Mio padre fu gettato in una foiba carsica, forse ancora vivo, quando aveva 45 anni e la guerra era già finita, mentre Palatucci sarebbe scomparso in età ancora più giovane, a soli 36 anni, nel campo di sterminio tedesco di Dachau, ucciso dal tifo dopo incredibili stenti, privazioni ed angherie. L’Olocausto del Commissario porta la data del 10 febbraio 1945: una data che sarà sempre ricordata perché con la legge 30 marzo 2004 n. 92, la Repubblica italiana l’ha riconosciuta quale “Giorno del Ricordo” al fine di non dimenticare la tragedia delle Foibe e dell’Esodo, e la triste vicenda dei confini orientali; entrambe sconosciute alla maggior parte degli italiani. Ciò, senza dire che il 10 febbraio 1947 la firma del “diktat” coincise col gesto di estrema protesta compiuto da Maria Pasquinelli.
      Le Foibe sono cavità naturali che si aprono nel terreno e sprofondano nella roccia anche per cento metri ed oltre, dove sono scomparsi, Vittime dei titini, tanti Italiani innocenti, la cui cifra, comprensiva di quelli fucilati, deportati senza ritorno od altrimenti massacrati, sale ad alcune decine di migliaia, con un’incidenza di donne e bambini pari, secondo la recente ricerca di Giuseppina Mellace, ad almeno il sette per cento.
      L’Esodo istriano, fiumano e dalmata, invece, riguarda 350 mila italiani, cacciati dalle loro case e costretti ad abbandonare affetti, focolari e sepolcri degli Avi, pur di rimanere liberi e fedeli alla patria. Una piccola riflessione: si parla tanto dell’immigrazione extra-comunitaria, ma sul nostro dramma è scesa per troppo tempo una cortina di pervicace silenzio. Il Presidente della Repubblica, che ringraziamo, ha conferito una Medaglia ai Congiunti degli Infoibati e delle altre Vittime di una vera e propria pulizia etnica (il “genocidio programmato” di cui allo studio del prof. Italo Gabrielli), ma gli Esuli sono stati oggetto di strumentalizzazioni politiche sempre in agguato, che non dovranno più avvenire.
      A volte si può credere di “seppellire” un passato di tristezze e di sofferenze custodito gelosamente, ma spesso torna a prorompere dalla coscienza, ed allora si avverte il bisogno di farlo conoscere e di attualizzare una tragedia la cui memoria storica è giusto diffondere.
      Questa mia testimonianza è una storia vera, vissuta da me, dalla mia famiglia e da tanti italiani in un contesto storico volutamente dimenticato. E’ una storia scolpita nel mio animo e nella mia mente, che non potrà essere mai cancellata. In tutti questi anni, le più alte Autorità Istituzionali hanno chiesto scusa a tutti. Noi, per fare un esempio significativo, pretendiamo le scuse dalla città di Bologna, dai Sindacalisti e dai Ferrovieri di Bologna; perché pretendiamo le scuse? Lo vedremo fra poco.
      Ora, ritorniamo all’epoca di quei tragici avvenimenti; vivevamo bene a Fiume; mio fratello aveva dieci anni, mia sorella sette ed io tre. Ma alla fine della guerra, col ritiro degli ultimi reparti tedeschi (2 maggio 1945) la città venne occupata dalle truppe del Maresciallo Tito, come quasi tutta la Venezia Giulia, in una sorta di silenzio tombale.
      Senza nulla far trapelare, l’ordine di questa gente malvagia e crudele era quello di estirpare radicalmente ogni traccia di italianità eliminando in senso fisico uomini e donne, ricchi e poveri, militari e civili; confiscando e sequestrando i nostri beni ed infine, cacciando dalle proprie case chi era riuscito a rimanere vivo. I partigiani procedevano a retate improvvise, talvolta uccidendo per un nonnulla. I primi ad essere prelevati furono i servitori dello Stato, ed in particolare, gli appartenenti alle Forze dell’Ordine quali Pubblica Sicurezza, Guardia di Finanza, Esercito e Carabinieri. Portati sul ciglio delle foibe, legati fra di loro con un filo di ferro ai polsi, il primo del gruppo era il più fortunato perché veniva ucciso con un colpo di pistola alla nuca, ma precipitando trascinava tutti gli altri nel baratro: questi italiani hanno subito una morte atroce dopo sofferenze inumane; chissà dopo quanti giorni sarà arrivata per molti di loro, una morte liberatrice?
      Fra questi Italiani gettati nelle foibe c’era anche mio padre, con la sola colpa di avere onorato il proprio dovere. I superstiti venivano sequestrati nelle abitazioni: sotto i palazzi bivaccavano famiglie slave in attesa che “liberassimo” le nostre case. Mia madre, donna di un coraggio e di una forza d’animo non comuni, venne informata in un primo momento che il marito era stato fucilato, ed ebbe modo di cercarlo nei magazzini del porto dove erano state poste le salme di parecchie Vittime in attesa di riconoscimento, ma la ricerca fu vana; da altre indiscrezioni, si seppe che era stato infoibato. Rimase sola con tre bambini, tentando di salvare qualcosa e chiedendo l’autorizzazione a partire e portare fuori città cinque casse contenenti le cose più care, quali indumenti e documenti: ebbene, il comando partigiano diede l’autorizzazione ben sapendo che sarebbe stato impossibile trasportare quelle casse, senza dire che pervennero diversi avvertimenti da chi bivaccava sotto casa: “Signora, pensi a salvare i bambini, lasci stare tutto il resto”.
      Venimmo caricati su camion vecchi e sgangherati, ed un solo borsone conteneva tutto ciò che possedevamo: tra l’altro, un documento (ora depositato nel Museo fiumano di Roma) comprovante che quanto sto scrivendo è la pura verità. Con questi mezzi di fortuna su cui campeggiava la famosa stella rossa a cinque punte che incuteva terrore solo a guardarla, attraversammo Fiume caricando altri infelici come noi e viaggiando fino a Trieste, dove fummo scaricati alla stazione ferroviaria, mentre altri furono ammassati nella Risiera di San Sabba o nei tristemente famosi Silos.
      La pulizia etnica avvenne in silenzio, dovuto in buona misura all’acquiescenza dei pubblici poteri, ed in primo luogo del Partito Comunista Italiano e dei suoi alleati, coinvolti in responsabilità governative: un silenzio che talvolta è più straziante del dissenso e di qualsiasi indignazione ululata, di qualsiasi verità dichiarata.
      Dall’Italia avremmo atteso un’accoglienza normale, che invece fu pessima: nonostante la morte dei nostri Cari, e la perdita di tutto ciò che avevamo, fummo etichettati come i profughi istriani, fiumani e dalmati che avevano abbandonato il “paradiso” di Tito, e quindi da ignorare e dimenticare. L’Esodo dei 350 mila venne oscurato per il lungo decennio in cui si sarebbe protratto (fino al 1954); l’Italia ci accoglieva, ed avrebbe continuato a farlo anche in seguito, come relitti scomodi, e non come concittadini degnissimi che avevano sacrificato tutto alla patria.
      Da quel momento fummo cancellati. Restammo diversi giorni accampati nella stazione di Trieste; poi, grazie alla Croce Rossa Internazionale ed alla Pontificia Opera di Assistenza, vennero predisposti alcuni carri merci con qualche giaciglio in paglia che scendevano lentamente verso il Sud, fra mille difficoltà dovute ai disastri bellici. Chi aveva qualche punto di riferimento scendeva nella stazione più vicina; quanto a noi, per giungere a Salerno impiegammo dieci giorni.
      La maggior parte dei profughi venne stipata nei 114 campi dislocati su tutto il territorio nazionale, dove angherie e prevaricazioni erano all’ordine del giorno, subite con dignità e con tanta pazienza cristiana. Molti ebbero la possibilità di espatriare, soprattutto oltremare, come negli Stati Uniti d’America, in Canada, in America Latina, in Australia, dove furono accolti con maggiore disponibilità e se non altro, con quel rispetto che l’Italia non ha mai avuto nei nostri confronti, né sul piano morale né su quello materiale. I profughi emigrati non furono meno di 80 mila!
      Tornando al caso di Bologna, giova porre in luce che, sempre grazie alla Croce Rossa Internazionale ed alla Pontificia Opera di Assistenza, erano stati preparati alcuni punti di ristoro nelle stazioni ferroviarie, dove venivano distribuite vivande per gli adulti e latte caldo per i bambini; a volte i treni giungevano con forte ritardo e noi piccoli davamo segni di insofferenza e nervosismo, o piangevamo per la fame, quella vera, quella che attanaglia lo stomaco: chi non l’ha sofferta non può immaginarla. Con impazienza attendevamo l’arrivo a Bologna, dove era annunciato un punto di ristoro, ma un’amara sorpresa ci aspettava: il comitato centrale e gli alti gerarchi del PCI avevano ordinato che non bisognava rifocillarci: avvenne così che, con la stessa crudeltà dei partigiani slavi, le vivande ed il latte furono gettati sulle rotaie, mentre noi fummo oggetto di contumelie e di sputi. Apostrofandoci con l’accusa di essere fascisti, i ferrovieri chiusero i portelloni e ci dirottarono verso Rimini: a distanza di 70 anni, mi sto ancora chiedendo come sia stato umanamente possibile dare un ordine di quel genere.
      Personalmente non ricordo l’episodio (ottobre 1945), data la mia tenerissima età, ma lo ricordano perfettamente mia sorella Concetta e mio fratello Pasquale rispettivamente di sette e dieci anni. Si tenga presente che non fu un episodio isolato, come avrebbe dimostrato, addirittura sedici mesi dopo, l’accoglienza non dissimile che il treno dei profughi polesi, in viaggio da Ancona (dove erano sbarcati dal “Toscana” fra gli insulti dei portuali) e diretto al campo di raccolta della Spezia, ebbe proprio a Bologna, senza nemmeno la possibilità di sostare!
      Arrivati a questo punto debbo chiarire che né il Commissario Palatucci né mio padre erano iscritti al Partito Nazionale Fascista: quindi, l’accusa di Bologna era a più forte ragione infondata. Il Dr. Palatucci ed i suoi uomini salvarono un alto numero di Ebrei da morte sicura, perché altrimenti sarebbero stati destinati ai campi di sterminio nazisti, sebbene si tenda spesso a dimenticarlo. Ciò accadde quando in Italia gli antifascisti ed i partigiani, nella migliore delle ipotesi, erano ancora “in sonno” se non addirittura fascisti tutti d’un pezzo.
      La sola risposta ai fatti di Bologna, ripetuti per almeno due anni – come dicevo prima – fra il 1945 ed il 1947, sta nel fatto che i mandanti erano privi di coscienza. Eppure, il massimo della beffa doveva avvenire parecchio più tardi: esattamente nel 2007, quando la città di Bologna decise di dedicare agli Esuli una lapide dal testo inaccettabile, collocata in stazione, sotto la pensilina del primo binario; infatti, vi è scritto che dopo “un’iniziale incomprensione” Bologna seppe accogliere con calore gli Esuli istriani, giuliani e dalmati. L’ostracismo, al contrario, durò a lungo, cosa che evidenzia a più forte ragione, se per caso ve ne fosse bisogno, la vile menzogna di quella targa.
      Pretendiamo la correzione della Targa di Bologna, errata storicamente.
      Evidentemente, la verità è dura da ammettere, tanto che un’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Roberto Menia per chiedere la rimozione di quell’offesa non ebbe alcun seguito concreto: motivo di più per rinnovare (anche all’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, autrice di quel “memorial” assieme al Comune) l’appello a rispettare la verità storica, e prima ancora, noi profughi, viaggiatori sugli allucinanti carri bestiame.
      I campi di raccolta, come si diceva, erano più di cento; noi riuscimmo ad evitare quel triste destino perché la mia famiglia era proprietaria di alcuni immobili sulla costa amalfitana che abbiamo venduto per poter sopravvivere; poi, arrivati alla maggiore età, ognuno di noi ha preso la sua strada, ed io mi sono impiegato presso un importante Istituto bancario dove, grazie a Dio, ho svolto le mie mansioni per 40 anni con impegno e con successo.
      Uno di questi campi si trovava all’estrema periferia di Salerno, dove alloggiavano due famiglie di amici che a Fiume avevano abitato vicino a noi: si trattava di persone un tempo ricchissime, e vederle in quelle condizioni ci rattristava sempre di più. Cercammo di portare loro un po’ di cibo, sia pure fra difficoltà quasi insormontabili: per rendere l’idea di come si sopravviveva in quel campo, basti pensare che gli Esuli dovevano convivere con nomadi e con persone di etnia Rom, tanto che la popolazione locale, a sua volta povera ed ignorante, aveva ribattezzato quell’inferno come “campo degli zingari”.
      Queste pagine tristi della nostra storia, o meglio della storia d’Italia, non sono mai state scritte compiutamente, né tanto meno metabolizzate da parte di una Nazione e di uno Stato che hanno preferito dimenticare.
      Nondimeno, bisogna pur dire che le persone per bene esistono su tutti i versanti dello schieramento politico, anche se si tratta pur sempre di eccezioni. A questo riguardo, voglio ricordare l’esempio di qualche Sindaco comunista ligure o piemontese, e delle loro Amministrazioni, che accolsero i profughi con esemplare disponibilità anche attraverso l’invito, prontamente accolto, di mettere a disposizione quanto potesse alleviare il loro dramma, almeno sul piano della sistemazione logistica. Tutto ciò, mentre in altre grandi città come Ancona, Venezia e la stessa Bologna l’ostracismo nei confronti degli Esuli, tanto gratuito quanto immotivato, raggiunse livelli parossistici.
      Il Trattato di pace del 10 febbraio1947, non a caso definito “diktat” nella nostra memoria e nella stessa storiografia, venne letteralmente imposto all’Italia, che nonostante la sua condizione di Stato cobelligerante fu costretta ad affrontare enormi sacrifici finanziari, onerose riparazioni di guerra ed umilianti amputazioni territoriali. Tuttavia, pur nella sua iniquità, almeno sulla carta concedeva agli italiani di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, nonostante la condizione irreversibile di Esuli, l’opportunità di rimanere proprietari di immobili ed altri beni. La Jugoslavia sottoscrisse tali clausole in perfetta malafede, essendo ben consapevole che non avevano alcuna consistenza sostanziale, in quanto il suo Governo aveva già provveduto a definire il programma di nazionalizzazione.
      Peggio ancora fu quanto accadde con il Trattato di Osimo del 10 novembre 1975 tra Italia e Jugoslavia, ratificato da Camera e Senato dopo oltre un anno, tra forti contrasti nella stessa maggioranza governativa. In effetti, con quell’atto (un alto tradimento perseguibile con la pena dell’ergastolo) l’Italia volle rinunciare alla sovranità sulla Zona “B” del mai costituito Territorio Libero di Trieste, senza alcuna contropartita: non era mai accaduto nella storia del diritto internazionale. Fu un accordo vile, ed oltre tutto inutile, tanto che lo stesso Tito avrebbe detto di non essersi mai aspettato simili concessioni.
      La politica estera italiana basata sulla rinuncia ebbe a ripetersi all’inizio degli anni novanta, quando lo sfascio della Repubblica federativa diede luogo alla creazione dei nuovi Stati sovrani di Croazia e Slovenia, prontamente riconosciuti dal Governo di Roma a titolo parimenti gratuito, senza che l’ipotesi di denunziare Osimo venisse presa nemmeno in considerazione. Lo stesso è avvenuto, infine, con l’ingresso sloveno e croato in Europa, rispettivamente del 2004 e 2013: ultimo esempio della pervicace “cupidigia di servilismo” che Benedetto Croce e Vittorio Emanuele Orlando avevano nobilmente denunciato all’Assemblea Costituente sin dal 1947, quando l’Italia, dopo avere subito il trattato di pace, volle ratificarlo senza riserve.
      Francesco Avallone (figlio del Caduto)

    7. Storico scrive:

      x A D A M O

      Chi scrive che le Salme recuperate nelle foibe sono 798 è disinformato, o più probabilmente in malafede.
      In effetti, il totale è di un migliaio, a fronte di circa 20 mila infoibati o diversamente massacrati; gli altri sono rimasti nelle voragini carsiche, nelle fosse comuni od in fondo all’Adriatico; i recuperi, quand’anche teoricamente ipotizzabili, sono stati condizionati dalle difficoltà operative e dalla totale indisponibilità a collaborare, da parte del nuovo “padrone”.
      Quanto all’opera del fascismo, basti dire che nel Ventennio il progresso economico, sociale e civile di Istria e Dalmazia, nell’interesse di tutti, slavi compresi, raggiunse livelli straordinari, mai conseguiti né prima né dopo.
      Pensiamo, solo come esempi, al grande acquedotto istriano, alle opere infrastrutturali, all’industrializzazione intensiva, anche dell’agricoltura, alle crescite spesso esponenziali delle produzioni. Ed ai relativi investimenti!
      Prima di parlare a vanvera sarebbe consigliabile documentarsi, ma si sa: non c’è sordo peggiore di chi non vuole intendere.

    8. IS. FI. DA scrive:

      http://www.isfida.it/a.htm

      IS. FI. DA

      LEGA NAZIONALE D’ISTRIA FIUME DALMAZIA

      MIRABILI LEMBI D’ITALIA !

      Via A. Cavaliere, 6 – 20153 MILANO

      Benvenuto in questo sito

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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