imagesX2ZY58O9La ripartenza dell’Italia è incompatibile con la permanenza sul Colle di un personaggio come Giorgio Napolitano. Questo anziano signore, cresciuto respirando atmosfere totalitarie, è il principale responsabile del declino del nostro Paese. Espressione di forze opache e anti-italiane, ancorato ad una idea dell’esercizio del potere autoritaria e illiberale, Napolitano continua a tenere in ostaggio la democrazia italiana in tandem col massone reazionario e contro-iniziato Mario Draghi. Il Corriere della Sera, fiancheggiatore bovino di tutte le scellerate forzature consumate dall’inquilino del Quirinale negli ultimi anni, pubblica oggi una anticipazione di un libro di Alan Friedman, “Ammazziamo il Gattopardo”, che smaschera ulteriormente le torbide manovre architettate dal Presidente della Repubblica per catapultare il salvatore Monti a Palazzo Chigi sorvolando quella “noiosa scocciatura” chiamata elezioni (clicca per leggere). Senza nulla togliere al pur bravo Friedman, noi de Il Moralista tutto questo lo sapevamo da un bel pezzo (clicca per leggere). Tutti gli intellettuali in buona fede e con il sale in zucca hanno sempre saputo che lo spauracchio dello spread era poco più che un pacchiano imbroglio. Ma purtroppo i media, fin dai tempi di Goebbels, hanno la forza di trasformare la verità in menzogne e viceversa. I massoni di God, tra l’altro, spiegano da anni chi, come e perché influenzi l’altalena del differenziale per realizzare obiettivi obliqui (clicca per leggere). Come in ogni saga paesana che si rispetti, però, il “cornuto” è sempre l’ultimo a venire a conoscenza  delle abitudini “allegre” della moglie. Questa regola aurea, applicata alla politica, non rende onore all’immagine di “grande statista” che accompagna Silvio Berlusconi agli occhi di tutte le olgettine d’Italia. Possibile che Silviuccio nostro abbia compreso solo ora i termini della manovra “golpista” ordita nel 2011 ai suoi danni? Difficile crederlo. Anche perché Berlusconi, dopo aver appoggiato in Parlamento tutte le porcherie preparate dal governo Monti, propose perfino al professore bocconiano di accettare la nomina a candidato premier dell’intero centrodestra (clicca per leggere). E’ passato poco più di un anno, non un secolo. E allora qual è la verità? Non ci vuole un immane sforzo di fantasia per cogliere i termini principali della disputa in atto. Evidentemente il governo Monti, quello Letta e la rielezione di Napolitano sono nati sotto il segno del ricatto. Berlusconi ha chiaramente accettato di recitare la parte del docile idiota nella convinzione errata di guadagnarsi così facendo la benevolenza degli occulti padroni. Ma quando, dopo essersi prostituito con scrupolo ed impegno, il Cavaliere si è accorto che i “fratelli maggiori” non solo non hanno inteso ricompensarlo per i servigi resi, ma, per giunta, lo hanno perfino preso a calci in culo, allora, e solo allora, la sindrome del complotto ha finalmente fatto breccia fra le mura di Arcore. Questo è quello che succede a chi, sentendosi “troppo furbo”, non combatte mai una battaglia di principio. Berlusconi ha un solo modo per riabilitarsi parzialmente agli occhi degli italiani e della Storia: votare l’impeachment nei confronti del Capo dello Stato dopo avere detto agli italiani, per una volta, una parola di verità. Non bastano più i “pizzini” della Santanché volti a svelare gli imbarazzanti e disattesi accordi intercorsi nel tempo tra Berlusconi e Napolitano. Berlusconi confessi in prima persona di avere contribuito alla realizzazione di una vera e propria truffa ordita da alcune “menti raffinatissime” in danno del popolo italiano. Spieghi con dovizia di particolari i termini del baratto che lo vide illuso protagonista, scusandosi per essersi fatto stupidamente strumentalizzare da un manipolo di neonazisti tecnocratici che ancora oggi ingrassano succhiando il sangue alla povera gente. E’ chiaro come il racconto di Friedman, avvalorato dalle dichiarazioni di due renziani coperti come De Benedetti e lo stesso Monti, vada letto alla luce del crescente attrito che intercorre fra i due “ronzini di razza” del Pd. Molti avvoltoi che svolazzano sull’Italia temono, non a torto, che il politicamente “morto” Enrico Letta finisca con il trascinare prematuramente nella tomba pure il “vivo  Matteo Renzi. Comunque sia oggi la priorità impellente è quella di impedire che Napolitano completi indisturbato la “sovietizzazione” strisciante della nostra povera Italia. Degli altri ci occuperemo a tempo debito.

    Francesco Maria Toscano

    10/02/2014

    Categorie: Politica

    8 Commenti

    1. alessandro scrive:

      Per dovere di cronaca, la ricostruzione dei fatti va vista anche nell’ottica della famosa lettera della BCE all’Italia, di cui si è sempre negata l’esistenza, alla quale il governo Berlusconi ha risposto con una lettera assai seccata, per memoria sintetizzata nel seguente articolo del fattoquotidiano, che ha fatto chiarezza sul reale stato dei conti pubblici italiani.

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/il-testo-integrale-della-lettera-del-governo-italiano-allunione-europea/166579/

      In particolare nella lettera è chiarito che l’Italia vantava un avanzo primario che in Europa gli altri stati si potevano solo sognare e che il rapporto Deficit/PIL era allineato a quello di Francia e Germania. Da qui si spiegano i famosi sorrisini di Merkel-Sarkosì. La lettere di Berlusconi propone tutta una serie di riforme da avviare in Italia (quelle che in 20 anni ha sempre promesso di fare e mai ha realizzato… per colpa dei comunisti… di Fini e di Casini… direbbe lui), che servivano a dare il contentino a Draghi, ma in effetti conclude che non si può superare la crisi con soluzioni locali o nazionali per risolvere problemi europei/internazionali
      “Siamo sicuri che, con l’impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l’intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un’Europa più forte e più coesa”.
      Da notare il riferimento alla “tenuta della moneta unica”. Certe minacce velate, queste alzate di testa e certe deviazioni rispetto ai progetti dell’oligarchia tecnocratica, abilmente portati avanti dagli ambienti germanocentrici, evidentemente non furono graditi e si è dato il via, di li a poco, alla spallata definitiva del governo, ulteriormente facilitata da un sospetto crollo del titolo Mediaset in borsa. La BCE, dopo l’arrivo di Monti ha acquistato titoli nel mercato secondario, calmierando gli spread, operazione che avrebbe potuto fare anche durante il governo Berlusconi. Risultato finale Mr. B. ha causato la crisi e Monti ci ha salvato.
      Ora che Mr. B. è stato mandato a quel paese anche dall’Europa, cosa aspetta a levarsi i sassolini dalla scarpa?

    2. alessandro scrive:

      Senza contare gli interventi che il Cavaliere ha esternato prima che cadesse il suo Governo. Per memoria:

      http://www.lastampa.it/2011/10/28/italia/politica/berlusconi-l-euro-non-convince-xCdansnd2oaQuIM9H6eiiM/pagina.html

      Notate le reazioni dei piddini alle sue dichiarazioni, in primis quelle di Fassina!! Nonostante il suo destino fosse già deciso, il Cavaliere lanciava messaggi in chiave esoterica, opponendo una certa resistenza. Era diventato troppo scomodo, andava defenestrato… tant’è che…

    3. adamo scrive:

      quello che ancora non riesco a comprendere è il fine che si intende raggiungere con le anticipazioni “sul corriere” del libro di friedman. in questi ambienti nulla accade per caso, soprattutto il giorno stesso dell’inizio della discussione sulla messa in stato d’accusa dell’inquilino del colle.
      dalle mosse successive forse si scoprirà il regista dell’operazione, che non può essere un semplice giornalista economico.

      • Michele scrive:

        Quoto, è veramente “strano” che sia proprio il Corriere a pubblicare notizie negative sul Re…Altra coincidenza: avete notato che, proprio ora che GOD attacca La Gabbia di Paragone perchè ha censurato l’intervista a Magaldi, lo stesso Paragone dichiara (sul Fatto di ieri) che i poteri forti lo vogliono defenestrare? Uhm uhm..

        • Diego scrive:

          Notato, notato… dopoche il ruolo strategicamente mistificatorio di una trasmissione come la gabbia è stato smascherato, Paragone prova a rafforzare la sua maschera (violata) di giornalista scomodo.

          Sull’altro punto invece non farei troppe dietrologie… voglio dire, chi si muove nel back office non sempre lo fa “come un sol uomo”, GOD ci racconta che i gruppi di uomini che ivi operano, possono avere scopi o strategie divergenti, quindi non è detto che tutto ciò che esca da quelle pagine sia merda pura.
          Vediamo l’evolversi degli eventi, sempre più impazienti per la nascita della E.Roosvelt, spazio organizzativo indispensabile per noi che ardiamo dal desiderio di riprendere a combattere questa battaglia civile e democratica.

    4. Luca Mautone scrive:

      Mi sembra che la massoneria reazionaria stia scaricando Re Giorgio per velocizzare l’avvento a Palazzo Chigi di Renzi tramite voto anche xche nn si può permettere di bruciare l’ebetino di Firenze dietro il governo Letta.
      Se si voterà con il proporzionale mal che vada ci sarà un altro governo di larghe intese con il sempre verde Berlusconi..portatore utile di voti per la sua causa (cioè nn finire al gabbio)

    5. […] lettera pensieri e parole chiaramente mutuati dalla attenta e fruttuosa lettura de Il Moralista (clicca per leggere). Andiamo oltre. In molti comprensibilmente si domandano: “Come mai proprio il Corriere della Sera e […]

    6. […] mutuati dalla attenta e fruttuosa lettura de Il Moralista (clicca per leggere). Andiamo oltre. In molti comprensibilmente si domandano: “Come mai proprio il Corriere della […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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