untitledFatto: la Corte Costituzionale boccia la legge Fini-Giovanardi che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti.

    Effetto: verranno ricalcolate le pene detentive fino ad oggi inflitte per questo tipo di reati in base alla rimodulazione della legge operata dalla Corte Costituzionale.

    Fatto: la Corte Costituzionale boccia alcuni punti della legge elettorale ove prevedeva un premio di maggioranza abnorme, collegi bloccati senza preferenze e così via.

    Effetto: Si voterà immediatamente per permettere l’insediamento di un Parlamento legittimo secondo i canoni disegnati della legge, rimodulata dalla Suprema Corte e, quella sì, sicuramente conforme al dettato costituzionale.

    Ma siamo in Italia e quindi facciamo come ci pare.

    Nel primo caso adottiamo un criterio nel secondo ne adottiamo un altro, secondo le convenienze.

    Molti Italiani avevano riposto, ancora una volta, la loro fiducia nei Partiti e in particolare in quello Democratico che si apprestava, almeno a parole, a un cambiamento epocale di leadership e si sperava anche di indirizzo politico.

    Ieri, ancora una volta, abbiamo visto andare in fumo questa speranza.

    Quale avrebbe dovuto essere il percorso di un leader giovane, capace, aggressivo, con l’obiettivo di fare il bene dell’Italia e non solo della sua parte politica e soprattutto di quanti lo hanno sostenuto economicamente e politicamente in vista di vantaggi futuri?

    Di fronte all’inconsistenza evidente di un esecutivo presidenziale, sostenuto da una maggioranza molliccia e con a capo un leader scarsamente carismatico, se non per ragioni parentali, avrebbe semplicemente dovuto pretendere di tornare al voto,  guadagnare il consenso degli italiani e poi procedere a presiedere un Governo pienamente legittimato in un Parlamento eletto in ossequio al dettato costituzionale.

    Nel frattempo avrebbe dovuto evitare di prestarsi a discutere la legge elettorale e le riforme con un pregiudicato, con tutto quello che comporta in termini di immagine, di etica e di legittimazione politica del soggetto.

    Berlusconi sentitamente ringrazia.

    Renzi infatti ha fatto l’esatto contrario.

    Ha iniziato proponendo, a un Parlamento eletto con una legge incostituzionale, di  approvare una legge che in larga parte ricalca le forzature incostituzionali della precedente, scritta con l’unico intento di  sfavorire Partiti e Movimenti riluttanti a scendere preventivamente a compromessi e ad aggregarsi in coalizioni.

    Non contento di questo e non essendo certo della vittoria elettorale della sua coalizione, grazie anche alle generose boccate di ossigeno che il suo PD da sempre, generosamente, concede al suo peggior nemico, ha pensato bene di andare a sedersi sulla ‘cadrega’ governativa per presiedere un governo abusivo  in un Parlamento incostituzionale.

    Politicamente un abominio, eticamente un’infamia, democraticamente un sopruso.

    Le ricadute in termini di immagine possono essere gravi, il rischio di vedere penalizzata la sua parte politica è praticamente certo e Berlusconi, se non fosse per l’età avanzata e le note vicissitudini giudiziarie, starebbe da tempo festeggiando ad Arcore in piacevole compagnia.

    Chiediamoci perché Renzi, rotti gli indugi, ha deciso di farlo?

    La risposta, ahimè, è semplice: Il Pd ormai da tempo ha smesso di essere un partito di sinistra e rappresenta invece la destra finanziaria europea ed è portavoce di interessi politici ed economici da tempo egemoni in Europa. Le politiche di austerità, di taglio alle spese e ai servizi, di privatizzazioni selvagge e di adesione, cieca, ai trattati europei, sovra-costituzionali e di progressiva sottrazione di sovranità nazionale, in questi anni hanno sempre visto tra i più autorevoli sostenitori esponenti di quello che è oggi il PD. Da Napolitano a Ciampi, da Prodi a D’Alema a PadoaSchioppa, fino ad arrivare ai leader odierni, pronti a dire di si a qualunque diktat europeo, soprattutto in ambito di politica economica in cambio di visibilità e potere a livello personale in Italia e fuori. Renzi è uno di questi. Da bambino, forse perché nato in un ambiente in cui la politica era il pane quotidiano, la sua aspirazione non era fare il pilota o il pompiere ma il Presidente del Consiglio. Ci è riuscito e tanto basta. Adesso è obbligato a fare quello per cui le lobby lo hanno sostenuto, ovvero continuare, con una maschera diversa, forte di un’immagine vincente e ringiovanita, le politiche già perpetrate da altri maggiordomi dei poteri forti, quali Letta e Monti si sono dimostrati sotto l’attenta regia di Re Giorgio. L’improvvisa presa di posizione del Corriere della Sera, contro il Presidente Napolitano che stava facendo troppa melina, rischiando di bruciare il ragazzo di Firenze e l’escalation che questo ha determinato, la dicono lunga sul messaggio lanciato al giovane toscano: “Matteo, te tu adesso, devi da fà il Presidente del Consiglio dei Ministri e devi fà per benino tutti i compitini che ti abbiamo assegnato e che Enrichetto nun pò più fà; e se ti viene in mente di andà alle elezioni, lascia stare, lo sai che il Pd le perde! Te tu hai capito Matteuccio? Fa il bravino e nun ti preoccupà di niente, al resto, ci si pensa noi”.

    Michele Signa

    Categorie: Politica

    3 Commenti

    1. stefano scrive:

      Mi sfugge il motivo per cui letta non poteva più fare quello che invece andrà a fare renzi. Penso che anch’io potrei fare quello che stanno facendo questi servitori. In fondo renzi, come fa notare anche questo post, ha già ampiamente dimostrato, per chi riesce a vedere le cose come stanno, di non essere affatto l’uomo del cambiamento (e come potrebbe essere diversamente in quel partito) e quindi non riesco ad afferrare l’alchimia. Poteva benissimo anche letta continuare nella sua opera senza perdere il minimo consenso da parte di quei pecoroni che sono gli elettori di “sinistra”. Non condivido affatto l’atteggiamento che ha Paolo Barnard nei confronti di chi non mostra pieno accoglimento delle “sue” tesi economiche, M5S compreso, ma credo sia illuminante quando dice:
      “Mi è chiarissimo. La colpa è dell’affetto se è praticamente impossibile riportare milioni di persone alla ragione. La fregatura è l’affetto originario, quell’istante cioè in cui nella mente di una persona scatta la scelta di abbracciare un’entità di suo gradimento, da cui poi non si staccherà più neppure quando sarà evidente che è tutt’altra cosa.
      La sinistra, ecco. Il PD è di sinistra, lo è per milioni di italiani perché forse 40 o 25 o 10 anni fa si affezionarono all’idea. Fine. Non importa più nulla se poi quella entità è diventata nel tempo una macchina finanziaria di destra, un orso o un club sportivo. E’ la sinistra, per loro, punto, se la cullano, se la descrivono, guai se gliela tocchi. Eccovi Renzi.
      E funziona anche in senso negativo. La condanna è un fenomeno affettivo pure quella. Ti affezioni un giorno all’idea che la colpa è del Caimano, e basta. Da lì non ti scollerà più nessuno, neppure quando il Tirannosauro dei veri criminali politici europei sta seduto sul tuo bidè tutte le mattine quando ti alzi. No, niente da fare. La colpa e di quello là. Ami proprio l’idea.
      E dunque ecco perché è così difficile divulgare il vero……..
      E’ proprio così, l’affetto frega la razionalità e la ricerca di progresso o di giustizia, paralizzando milioni di persone su posizioni assurde ormai. Il PD è di sinistra, la CGIL è un sindacato, le buone cose fatte in casa…”

      • ugo scrive:

        Stefano: “renzi [...] ha già ampiamente dimostrato [...] di non essere affatto l’uomo del cambiamento”

        Perché, cambiamento o non cambiamento, ha in qualche modo dimostrato d’essere un uomo?
        Per il resto, un commento totalmente condivisibile.

    2. leopoldo scrive:

      no non concordo con le premesse dell’articolo dove sono confusi i giudizzi e comportamento di ordinamento penale con quello legislativo, le influenze nella società e nell’ordinamento giuridico e leggislativo sono diverse i cui effeti non si possono acostare. Posto così l’articolo induce a un errore ben più grave che considera B solo un pregiudicato escludendo che è capo dell’opposizione. B chiarite le sue resposabilità giudiziarie rimanfono sempre quelle politiche che vanno rispettate, altrimenti siamo dentro una dittatura. Poi la corte suprema piaccia o no ha dichiarato l’attuale parlamento leggitmo ad attuare, espero prima o poi che votino un legge elettorale valida(ormai ho dei dubbi).
      il PD è l’unico partito in italia europeista, anche se al suo interno sta elaborando una linea di revisione dei trattati firmati, é al governo ed è in continua disputa al suo interno. Per questo fare una critica oggetiva è molto difficile, e cmq sempre parziale e di difficile previsione. Cosa farà la nuova dirigenza? cercherà di affermarsi altrimeti a fine hanno ci sarà un nuovo congresso.
      Per me se si porta a casa una legge elettorale basata su collegi uninomilali è un buon risultato, per te Signa cos’è un buon risultato? (-:

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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