1483739_10201489092451751_1134362911_nNel panorama di proposte che in questo periodo storico vengono messe sul tavolo dei policymaker per risolvere la crisi economica che stiamo vivendo, si sente spesso parlare di un possibile ritorno al Glass-Steagall act, la legge sulla regolamentazione del sistema finanziario, voluta dal governo americano di Franklin Delano Roosevelt, con la quale si cercò difinitivamente di mettere un freno alle speculazioni finanziare delle banche d’investimento. La legge, in breve, imponeva una netta separazione tra banche commerciali e banche d’investimento, cioè banche che si occupavano dell’erogazione di credito all’interno dell’economia “reale” (credito per il finanziamento degli investimenti) e banche che, invece, operavano sui mercati finanziari, cercando di fare profitto speculando. Operando questa distinzione non si permetteva alle banche d’investimento di speculare con il denaro dei risparmiatori, ma solo con il proprio, mentre il denaro depositato nelle banche commerciali per “tenerlo al sicuro” veniva garantito da una istituzione: il Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), che appunto forniva una garanzia sui depositi delle banche. Questa legge ha avuto i suoi effetti: negli anni del capitalismo statale, quando i governi intervenivano direttamente nell’economia, dirigendo la domanda aggregata per perseguire i propri scopi (come un’ alta occupazione e uno sviluppo economico inclusivo), non ci furono gravi problemi legati al settore finanziario. Anche se altri problemi persistevano, il sistema economico aveva cambiato forma e sotto le spinte progressiste di vari movimenti politici e non, si svilupparono molti ideali di libertà materiale, economica e “spirituale”. Alla fine degli anni ’70, un cambio di paradigma economico ha sconvolto il metodo di gestione, da parte della politica, dell’economia: è cominciato, così, un periodo storico durante il quale i governi hanno smesso di tutelare gli interessi delle classi socialmente ed economicamente più deboli e hanno ricominciato a tutelare gli interessi delle classi che si trovano in una posizione, dal punto di vista politico ed economico, dominante; tutto ciò è avvenuto mediante varie fasi, che hanno portato la progressiva ritirata dei governi negli interventi economici, con l’idea che, se lasciato libero di operare senza costrizioni, il mercato avrebbe portato benefici per tutta la società. Questa ideologia ha portato, nel mondo occidentale, allo smantellamento del sistema di controllo governativo sull’economia, culminando nel 1999, sotto il governo Clinton, con il congresso degli Stati Uniti d’America che abrogò il Glass-Steagall act, ( l’Unione Europea l’aveva già fatto nel 1993) sostituendolo con il Gramm-Leach-Bliley act, che permetteva la fusione tra banche commerciali e banche d’investimento. Clinton sperava così di portare la prosperità economica di cui avevano bisogno. La conseguenza, però, è stata la crisi finanziaria scoppiata nel 2007, nata da settore bancario, che ha creato un buco nero all’interno dell’economia, facendo precipitare il mondo occidentale in una situazione analoga alla grande depressione del ’29.  Solo a questo punto ci si è accorti del grave errore di Clinton, e molti si sono scagliati contro la sua avventata decisione di sbrigliare il settore finanziario. Si è tornati a parlare, allora, di attuare una maggiore regolamentazione del settore finanziario. In questa direzione va la Volcker rule, che prende il nome dall’uomo che l’ha proposta, l’ex presidente della Federal Reserve Paul Volcker, che mira ad impedire alle banche commerciali di utilizzare il ‘bacino’ dei depositi raccolti dai propri clienti per mettere in atto veri e propri apparati di trading speculativi. Questa legge, votata il 10 Dicembre 2013, sembra il primo passo per un ritorno ad un controllo ravvicinato da parte dell’autorità sul settore finanziario e per la prevenzione di crisi bancarie come quella che stiamo vivendo. Rimane, però, aperto un problema: uno dei più grandi economisti della storia, Hyman Minsky, durante gli anni “d’oro” del capitalismo, analizzando l’economia, in particolare le relazioni tra il settore creditizio e l’economia reale, arrivò a capire (come già altri economisti come Marx e Keynes avevano fatto) che il capitalismo è instabile per natura, poiché i risultati delle transazioni finanziarie in un’ economia capitalista sono intrinsecamente incerti.  Andando più a fondo, Minsky aggiunse che: “esistono dei meccanismi endogeni (interni), come l’aumento di entropia nei sistemi naturali, per cui periodi in cui gli impegni finanziari vengono mantenuti con successo portano ad un aumento dell’incertezza di poter ripagare [gli impegni stessi]. È la natura della stabilità finanziaria a creare i semi della sua distruzione, portando gli operatori economici ad intraprendere posizioni finanziarie in cui sarà sempre meno probabile il ripagamento degli impegni presi. Quindi, anche se il sistema si trova in una situazione stabile, produrrà incrementi di fragilità, che lo porteranno ad essere sempre più suscettibile a situazioni di rottura (crisi). Da questo punto di vista nessun tipo di regolamentazione finanziaria può garantire la stabilità del sistema (Kregel).” Il fatto che Minsky abbia portato avanti questi studi durante gli anni della legislazione del New Deal Roosveltiano può farci capire come non sia sufficiente una semplice legislazione bancaria per poter evitare il ripetersi delle crisi. La fragilità dell’economia è indipendente dalla legislazione finanziaria, che può influenzare solo la propagazione della crisi, ma non il verificarsi della stessa. L’unica cosa che potrebbe evitare il propagarsi della crisi e la sua trasformazione in una grande depressione è l’esistenza di un governo che agisca come fornitore di redditi per il settore delle famiglie e delle imprese, e una Banca Centrale come “prestatore di ultima istanza”, che garantisca i bilanci del settore finanziario. Questo, in effetti, è ciò che è avvenuto per parecchio tempo nel secondo dopo guerra. I governi intervenivano nell’economia per cercare di stabilizzarne il ciclo tramite:

    -aiuti alle imprese;

    -un sistema di wellfare che proteggesse chi perdeva il lavoro;

    -capitalizzando le banche che subivano pesanti perdite.

    Il problema principale rimane il fatto che è il settore delle imprese a decidere, in maniera non coordinata, quanto, cosa e come produrre, utilizzando, per finanziarsi, il credito bancario o l’emissione di titoli sui mercati azionari. Il sistema produttivo, quindi, dipende da questa stretta relazione tra settore imprenditoriale e settore finanziario, che decidono in larga parte il livello della domanda effettiva. L’instabilità, in questo senso, non può essere sradicata dal sistema capitalistico, ma può essere combattuta in modo che essa non colpisca gli strati sociali meno abbienti e che non conduca ad una polarizzazione della ricchezza (come accade ai giorni nostri). Periodi di recessione, infatti, portano non solo ad un aumento del grado di monopolio delle imprese più grandi, ma ad una maggiore sottomissione del settore lavorativo al settore industriale (e finanziario). George Soros, descrivendo la situazione attuale, presenta il “percorso delle avventure capitalistiche” come una successione di bolle che, regolarmente, si espandono al di là della propria capacità di tenuta e scoppiano non appena raggiungono il limite della resistenza. “l’attuale stretta creditizia non è il segnale della fine del capitalismo, solo l’esaurimento di un altro pascolo…  la ricerca di un altro pascolo partirà quanto prima” (Bauman, Capitalismo Parassitario). Per tornare al punto di partenza, qualsiasi legislazione che verrà implementata per regolamentare il settore finanziario non cambierà la natura intrinsecamente instabile del sistema economico esistente che, citando il grande economista Jhon Maynard Keynes: “ha come grande problema quello di non garnatire la piena occupazione e una giusta distribuzione del reddito”. L’economista di Cambridge, per sopperire a queste problematiche, suggeriva un intervento governativo che puntasse a creare direttamente lavoro (prendendo le persone per come sono e non cercando di renderle più appetibili per il settore privato), creando, così, un serbatoio di lavoratori assunti nel settore pubblico, che difendesse le persone che perdono il lavoro a causa delle fluttuazioni del ciclo economico e permettesse un aumento dei salari più bassi rispetto a quelli più alti, favorendo così una migliore distribuzione del reddito. Parallelamente a queste politiche per l’occuapazione e per il reddito, Keynes proponeva la creazione di un apparato produttivo che potesse  determinare la composizione del prodotto globale, così da non lasciare nelle mani della sola classe imprenditoriale la decisione di quanto e cosa produrre. Come mezzo per attuare questa strategia Keynes proponeva una socializzazione degli investimenti che portasse poi ad un  meccanismo di mercato decentralizzato, più vicino, in questo senso,  a quello che potrebbe essere definito un “socialismo decentralizzato dal volto umano”, visione che si può riscontrare nei suoi scritti precedenti alla Teoria Generale (Minsky).  Da questo punto di vista, una regolamentazione del settore finanziario non può essere considerata come soluzione al problema delle crisi, ma solo come una parte di un ben più ampio pacchetto di riforme che dovrebbero essere attuate. Probabilmente una rivoluzione di politica economica che voglia garantire una stabilità (sempre che essa sia raggiungibile) dovrebbe muoversi in questa direzione, alimentando il dibattito su quale forma economica sia preferibile al sistema attuale.

     Riferimenti:

    -Hyman Minsky: “Keynes e l’instabilità del capitalismo”  (Jhon Maynard Keynes)

    - Jan Kregel: “The natural instability of financial markets”

    - Jhon Maynard Keynes: “La teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta

    - Zygmunt Bauman: “Capitalismo parassitario

    Francesco Ruggeri

     

    Categorie: Economia

    22 Commenti

    1. Rodion scrive:

      ** Ottimo **

      Rimprovero solo la “presunta ingenuità” dell’amministrazione Clinton.

      Questi sono gli odierni “progessisti” democratici amerikani:

      http://www.formiche.net/2014/02/15/washington-programma-renzi/

      Siamo Palestina dell’Impero: manca solo il messiah.

    2. MARCO ORSO Giannini scrive:

      Splendido pezzo di Ruggeri ed analisi puntuali nei pezzi precedenti dell’acutissimo F.M. Toscano. Finalmente non sono più solo a denunciare che il debito italiano rende,in interessi, alle varie Deutsch (leggasi PD per quanto segue), Goldman, Jp, BNP e stati, tipo quello tedesco, in media il 5% cioè 90 mld (interessi sul debito).Motivo per cui non ci daranno MAI eurobond e banca prestatore di ultima istanza. Con una banca centrale prestatore ,quando uno stato chiede un prestito, inizierebbe ad esserci un tetto massimo all’1%. Perchè spesso dico che sono almeno 70 mld RE GA LA TI l’anno?Ecco la risposta che vorrei DIFFONDESTE. Il debito si rinnova DEL TUTTO in 7 anni. Se si rinnovasse in un anno, noi ,con una banca centrale prestatore, pagheremmo tra un anno, solo 1/5 in interessi. Cioè 18 mld anzichè 90. Siccome servono 7 anni ciò significa un risparmio medio nei 7 anni di 40 miliardi circa partendo dai 10 del primo anno sù sù fino alla quantità finale di oltre 80 (90-18).Dal settimo anno avremmo un risparmio costante di 72 mld. Non solo! Le banche sarebbero spinte a prestare a tassi minori pur di non vedersi svalutare il capitale (se le banche non prestano lo stato stampa)! Nel caso di svalutazione POCO MALE!Ne abbiamo bisogno sia per l’export che per l’economia! (In tal modo si svaluterebbero anche molte differenze sociali).Ovviamente non smetto MAI di ripetere che il braccio destro di Renzi (anzi l’opposto) è nel suo team Valeri n1 della Deutsch Bank, la principale banca che lucra su quei 70 mld. Ecco che emerge che la spesa primaria (beni e servizi) è bassa ma quella totale pubblica è alta per questo salasso.Una tangente colossale. Significa suicidi e morte dell’economia. Peraltro se fallisse MPS è risaputo che noi potremmo statalizzarla e prendere direttamente allo 0.25% dalla BCE il denaro senza violare Maastricht. Cioè avremmo la banca centrale prestatore a 1/4 del suddetto 1%.Quindi da oltre 90 mld pagheremmo in interessi 4.5 mld.
      Purtroppo non c’è NEMMENO un partito che parli di queste cose. Nessuno. NESSUNO. Ne ha parlato Stiglitz, ne parla Brancaccio, ne parlano Cesaratto e Maffeo (ignoto ai più) ma poco altro…tutti che raccontano la frottola del “monetizzare il debito”….cosa monetizzi?????Non si monetizza un bel niente. Peraltro i paesi con banca prestatore Inghilterra, Giappone, paesi ora euro prima dell’euro (tranne Bananitaly), Svizzera, Svezia, Danimarca, Norvegia, non hanno traccia di inflazione. Anche gli USA hanno la banca prestatore anche se prediligono il quantitative easing. (Io non lo consiglio)

      • GLS scrive:

        Circa la statalizzazione di MPS Grillo ne ha parlato e riparlato almeno dieci volte. Del resto non saprei.

        • MARCO ORSO Giannini scrive:

          appunto….Grillo smetta di seguire Casareccio sennò io smetto di votarlo. Partecipare non partecipo più (gazebo ecc). MPS è solo la punta dell’iceberg.
          Il referendum non ha senso. consulta la base su tutto tranne sull’euro.Incredibile.

          • Giù scrive:

            Per quanto riguarda Grillo e Casaleggio speriamo di riuscire a capire presto quale sia il loro vero ruolo nelle dinamiche della politica italiana. Mi auguro di cuore che il movimento di cui si fanno portavoci non sia un semplice contenitore creato ad hoc per contenere la rabbia e il dissenso del popolo nei confronti di una classe politica inqualificabile che ha esclusivamente il compito di fare il lavoro ” sporco ” . In sostanza, non vorrei trovarmi di fronte ad una semplice valvola di sfogo che formalmente si spaccia come una forza anti sistema. Alla fine se due pugili ,rappresentati dallo stesso manager, si ” scannano davvero” sul ring, il loro agente ha un buon profitto assicurato in ogni caso, purché sopravvivano entrambi.

    3. alessandro scrive:

      Dobbiamo sicuramente a Clinton la spallata decisiva alla Glass-Steagall act. L’abolizione della nota legge Rooseveltiana è strettamente legata all’affare Citigroup, che non avrà lesinato finanziamenti per l’elezione del 3°via Clinton. Tuttavia, l’attribuire a Clinton tutta la responsabilità della deregolamentazione dei mercati non rende giustizia alla verità dei fatti. Krugman ha brillantemente descritto la crisi americana del 2008 nel suo ultimo libro “fuori da questa crisi adesso” (ne consiglio la lettura) nel quale emerge che il processo di deregolamentazione dei mercati iniziò negli anni ’80. Nel 1980 è stato approvato il Monetary control Act e nel 1982 Reagan promulgò la Garn-St. Germain Act, per favorire delle banche specializzate nel promuovere “l’acquisto di case a prezzi favorevoli”!! A seguito di tali riforme, dopo pochi anni, si verificò una crisi analoga a quella del 2008. I mutui facili delle banche, hanno generano sofferenze bancarie, ripagate dai contribuenti americani. Una storia già vista? L’impianto della Glass Steagall act era stato già in parte smantellato dai governi conservatori degli anni ’80. Diciamo che Clinton ha buttato giù dalla torre Glass&Steagall, dopo anni di prigionia e torture

    4. Spartaco scrive:

      Da bambini nei pomeriggi piovosi, nell’impossibilità di uscire all’aperto per
      tirare due calci al pallone, ci si riuniva a casa di qualcuno per giocare a
      Monopoli. Dopo un’ oretta dall’inizio della partita c’era sempre un giocatore, che per
      abilità o per fortuna, aveva accumulato soldi e terreni in quantità tale da
      monopolizzare il gioco. Gli altri giocatori erano ridotti in condizione di
      miseria tale che speravano di andare in prigione per evitare il fallimento. A
      quel punto il giocatore “monopolizzatore”, alle incessanti richieste degli
      amici straccioni di finire la partita per iniziala una nuova, proponeva di
      uscire dalle regole di austerità del gioco ed adottare politiche keynesiane
      iniettando nuovi soldi, prelevati dalla banca pubblica, da distribuire equamente fra i giocatori e favorire quindi gli investimenti. Veniva promesso quindi di socializzare gli investimenti e garantita la piena occupazione. All’unanimità si accettava la proposta anche se tutti eravamo consapevoli che era solo un modo per allungare la partita, nella speranza che spiovesse, tanto la
      vittoria sarebbe andata comunque al “monopolizzatore”. Ora io vi domando, visto
      che in questo blog si discute spesso di come si sia costituito un potere
      monopolizzatore (fatto di banche, massoneria reazionaria, associazioni
      paramassoniche, multinazionali, etc..), le politiche keynesiane sono sufficienti
      a creare una vera democrazia? In fin dei conti la famiglia Quandt c’era prima del New Deal, c’era durante, c’è adesso.
      La Democrazia esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e
      nessuno così povero da vendersi -Jean Jacques Rousseau. Esiste qualche
      economista che abbia idea di come creare una società come immaginava Rousseau?

      • Rodion scrive:

        Sì, si chiama Marx.

        Pare però che il collettivismo non porti alla Democrazia…

        Il processo democratico è appunto un… processo: la nostra Carta è (e sarà sempre, cari i miei golpisti anglofili…) il dettato ** verso ** la Democrazia.

        La macroeconomia (quindi Keynes e post-Keynes, tutto il resto è ideologia) insegna che gli squilibri finanziari sono naturali e possono essere al limite moderati: come è stato fino alle fine dei ’70. L’unico modo per moderarli è l’intervento dello Stato in economia, la repressione finanziaria, una BANCA DIPENDENTE DAL POTERE SOVRANO DEL POPOLO e promuovere la PIENA OCCUPAZIONE (condizione necessitata dalla democrazia stessa che, non a caso, è fondata sul Lavoro).

        A differenza del comunismo, le democrazie costituzionali moderne promuovono l’ “uguaglianza sostanziale” tramite la redistribuzione del reddito tramite un’imposizione fiscale progressiva.

        Quindi la ricetta per il benessere diffuso è dal ’48 nero su bianco in terra italica.

        (il pianeta ha due grossi problemi: il dollaro e la Costituzione USA)

        (“Bananitaly” non esiste come non esistono gli “italioti”: esistono solo gli “euroti” e i diversamente italiani che non lo sanno)

        • MARCO ORSO Giannini scrive:

          Sai che invece secondo me esiste sia Bananitaly e pure gli italioti?
          Vedasi Berlusconi e tutti quelli che ancora oggi non leggono, non confrontano le fonti e di un discorso complesso decontestualizzano la parte meno nobile.

          • Rodion scrive:

            L’istruzione e la cultura non sono un deficit antropologico: quanto meno per la maggior parte dei popoli di questa penisola.

            O pensi che nel resto del mondo libero sia diverso?

            La terra con la maggior densità culturale e spirituale del mondo merita maggior rispetto.

            In altri tempi poteva essere anche un’accettabile ironia: ora che il tiranno straniero ti rade al suolo dopo decenni di discredito internazionale non mi sembra tanto furbo. Anzi, mi sembra proprio autolesionista,

            Non si contano gli articoli sponsorizzati da Servizi stranieri per gettar discredito al “poco fedele” vassallo: da The Italians al “ventre molle” dell’Europa.

            (Poi bisognerebbe farsi un po’ un bagno di umiltà: tu stessi se fossi così “brillante” non citeresti il satrapo di Arcore come non plus ultra di junk culture. Piuttosto menzionerseti la “cosa” – non saprei come altro definirla – più ignobile che riempe di gas intestinale le menti degli italiani: la finiftra… pardon… la “sinistra”)

            • MARCO ORSO Giannini scrive:

              Il deficit di cui parli è qualcosa che devi chiedere a Renzi. Lui ha detto una cosa simile sugli italiani non io. Purtroppo la psicologia di base non è un deficit cognitivo dovuto a un QI basso ma è altro.Studi russi dimostrano dipenda ad esempio dalle attività prevalenti ma io direi anche dai media.Lo so che ti piacerebbe che io ti dicessi che siamo molto colti ma purtroppo devo svegliarti dal mondo dei sogni. Purtroppo per te mentre lo straniero ci invade (per quello sul mio blog scrissi sulla “pancia molle”) quello che si deve fare è svegliarli gli italioti perchè esser tali a volte è una scelta comoda, altre volte è egoismo, altre ignoranza ma se credi di parlare con uno di quelli che dice “è colpa nostra” prendi un granchio.Magari vai su “apri gli occhi e osserva” (il mio blog) e te lo studi sin dal 2011 così ti ravvedi perchè il sottoscritto non può fare di più per te. Allo stesso tempo mi va di pensare che a volte le persone sono abituate a certi figuri e quindi rispondono tipo “Pavlov” cioè a stimoli simili (ma non identici) nello stesso modo, oppure reagiscono in modo “cinematografico” (leggasi “farsi dei film”).Anche in questo caso non posso fare di più per loro.Berlusconi lo cito eccome:Quando era sport nazionale io mi astenevo e colpivo Monti.Che carino vero?La pellicola è finita. Buona notte

              • Rodion scrive:

                Perdona, ma “il ventre molle dell’Europa” era un attributo riservato all’Italia dagli alleati da almeno gli anni’70… direi abbastanza prima della nascita del tuo blog.

                Comunque credo di essere stato chiaro e c’è qualcosa che non quadra: che studi hai fatto?

                Che differenza c’è tra ciò che sostiene Renzi e ciò che sostieni te o il resto degli italiani che hanno scoperto che non esiste solo il Drive in? Non si nasconde del disprezzo e della supponenza nel dispregiativo “italiota”? Infatti ammetti di considerare i tuoi concittadini degli ignoranti. Ignoranti rispetto a chi? Ai francesi? Ai senegalesi? Ai tedeschi? Agli americani? A te?

                Quando parli di “italiani” non parli solo dello stato patrimoniale culturale attuale (che rimane comunque notevole rispetto agli altri stati nazionali): nella bilancia dei pagamenti con l’estero ci sono almeno un paio di millenni di saldo positivo.

                Mi citi vagamente uno studio russo: sai quanti studi ci sono in merito? E di questi: quanti ne servono per capire la genialità degli italiani? Cosa ne sai di antropologia?

                Per capire il non-sense di questo modo di porsi: nonostante un sistema di istruzione inaccessibile ai più fino al dopo guerra, gli italiani incolti delle PMI hanno creato il brand “made in Italy”: sai cosa significa? Hai idea di cosa sia (stato) il tessuto industriale di questo Paese? Sai cosa è la GENIALITA’? Sai cosa è l’ONESTA’, la DIGNITA’, la RESPONSABILITA’?

                Queste persone sgrammaticate hanno magari votato Bossi e il Banana. Si sono dimostrate infinitamente più intelligenti e sapienti di quella masnada di pseudoprogressisti laureati e masterizzati radical chic o di quegli yuppie della SBocconi montiana.

                Un conto è se mi parli della capture della politica e del controllo totale dei mezzi di comunicazione, della propaganda disvaloriale e dell’attacco al sistema di istruzione: un conto è se mi parli degli Italiani. Infatti non si capisce come mai chi parla di “italioti” (che non ha un’accezione semplicemente assimilabile a non-vero-italiano et similia, ma è comunemente usato in termini dispregiativi razzisti… peggio AUTORAZZISTI). Va da se che gli italici presunti italioti sono sempre gli altri.

                Me li vedo un Lelio Basso o un Mortati che danno degli “italioti” ai loro concittadini e compatrioti.

                Ma dubito che mi stai seguendo… la verità è che non sai neanche di cosa sto parlando.

                (il tuo blog lo vedo adesso e a prim’occhio sembra un buon lavoro).

              • MARCO ORSO Giannini scrive:

                TI RISPONDO IN MAIUSCOLO PER MOTIVI DI TEMPO.
                Perdona, ma “il ventre molle dell’Europa” era un attributo riservato all’Italia dagli alleati da almeno gli anni’70… direi abbastanza prima della nascita del tuo blog.(E ALLORA?IO HO PER CASO DETTO CHE è UNA MIA INVENZIONE..ASTENERSI SOFISMI E PNL GRAZIE)
                Comunque credo di essere stato chiaro e c’è qualcosa che non quadra: che studi hai fatto? IO? SONO UN AGRICOLTORE DIRETTO SENZA TITOLI DI STUDIO, A 8 ANNI HO SMESSO DI STUDIARE PERCHE’ ERO TROPPO DURO EPPURE COMPRENDO CHE QUESTO PAESE HA DAVVERO,MEDIAMENTE, POCA CULTURA, IN PARTICOLARE ECONOMICA E CHE 20 ANNI DI BERLUSCONISMO L’HANNO PEGGIORATA SENSIBILMENTE (CALCIO,DONNINE, POLITTTICA ITALIOTICA BEN DIVISA TRA TIFOSI SENZA SPIRITO CRITICO). LA GENTE NON HA GLI ANTICORPI CULTURALI PER NON FARSI PRENDERE PER IL NASO,DEVE FARSELI E GRADUALMENTE C’è CHI STA APRENDO LORO GLI OCCHI (VEDASI BANKITALIA).
                Che differenza c’è tra ciò che sostiene Renzi e ciò che sostieni te o il resto degli italiani che hanno scoperto che non esiste solo il Drive in? (IO? L’UNICA COSA CHE HO IN COMUNE CON RENZI E’ IL MIO ESSERE TOSCANO, TU INVECE?SECONDO TE DIRE UNA VERITA’ è QUALUNQUISMO?IO NON REPUTO QUALUNQUISMO QUANDO QUESTA VERITA’ SI DICE PER SCUOTERE E FAVORIRE IL PROGRESSO DELLE PERSONE) Non si nasconde del disprezzo e della supponenza nel dispregiativo “italiota”? (NO PERCHE’?SECONDO TE SI? ALLORA RIPETO, IL PROBLEMA NON è CERTO MIO) Infatti ammetti di considerare i tuoi concittadini degli ignoranti.(I MIEI CONCITTADINI HANNO UN ENORME DIFETTO PER CUI MERITANO QUELLA TERMINOLOGIA:NON HANNO MEMORIA STORICA E SONO MALATI DI INDIVIDUALISMO…IL RESTO VIEN DA SE’) Ignoranti rispetto a chi? Ai francesi? Ai senegalesi? Ai tedeschi? Agli americani?(CHI ERA CHE CONSIDERA GLI ALTRI INFERIORI CULTURALMENTE???) A te? (BLA’ BLA’ BLA’ LA RISPOSTA E’ GIA’ STATA DATA MA TU NON L’HAI AFFERRATA E ANZI COL-PE-VOL-MEN-TE SEI TE CHE TRA QUALCHE RIGA FAI PSEUDOGRADUATORIE TRA NOI E L’ESTERO).
                Quando parli di “italiani” non parli solo dello stato patrimoniale culturale attuale (che rimane comunque notevole rispetto agli altri stati nazionali) UN CONTO E’ IL PATRIMONIO CULTURALE DEL PAESE UN CONTO L’INDIFFERENZA AI CROLLI DI POMPEI, DI VOLTERRA, ALLE TEMATICHE ECONOMICHE CHE CI HAN FATTO APPLAUDIRE SENZA CAPIRNE UNA “H” ALL’INGRESSO IN EUROZONA ECC ECC. AL CONTRARIO DEGLI ALTRI PAESI,AD ESEMPIO SCANDINAVI,CHE AVEVANO MENO PAPAVERI DISONESTI/EGOISTI/SERVI IN TV A INDOTTRINARLI. nella bilancia dei pagamenti con l’estero ci sono almeno un paio di millenni di saldo positivo. (FILOSOFIA)
                Mi citi vagamente uno studio russo: sai quanti studi ci sono in merito (VUOI ANCHE LE FONTI? TE SCRIVI DA 2 GIORNI E NON NE VEDO CITATA UNA)? E di questi: quanti ne servono per capire la genialità degli italiani? (INFATTI I GENI VANNO ALL’ESTERO E POI COSA C’ENTRA LA GENIALITA’ CON LA CULTURA DEGLI ITALIANI.CUTLURA E GENIO NON SONO LA STESSA COSA. TANTI
                ,TROPPI ITALIANI NON LEGGONO LIBRI E NON VEDI CHE STAI QUA A FILOSOFEGGIARE, A FARTI BELLO DEI TUOI SOFISMI MA NON HAI DETTO UNA “H” DI ECONOMIA REALE CHE NON ERA ALTRO CHE L’ARGOMENTO DELLA DISCUSSIONE? I FILOSOFI QUANDO PERDONO IL CONTATTO CON LA REALTA’, NEI PERIODI DIFFICILI COME QUESTO, SI ASTENGANO DAL FARE CHIACCHIERE PER EDONIMSMO) Cosa ne sai di antropologia? (E TE CHE NE SAI DI QUELLO CHE NE SO IO?)
                Per capire il non-sense di questo modo di porsi (DEL TUO?): nonostante un sistema di istruzione inaccessibile (APPUNTO è UN BENE SI INVESTA NELLA CULTURA E NELL’ISTRUZIONE, NELLA RICERCA E NELL’UNIVERSITA’…NE ABBIAMO UN GRAN BISOGNO) ai più fino al dopo guerra, gli italiani incolti (TUTTI?PER TE SONO TUTTI INCOLTI? BELLO A SAPERSI … MA PER FAVORE … ) delle PMI hanno creato il brand “made in Italy” (NESSUNO INFATTI CONFONDE GENIO CON CULTURA LO STAI FACENDO TE COPRENDOTI DI RIDICOLO..IL BRAND?LO STANNO UCCIDENDO RILEGGITI DA DOVE HAI INIZIATO….SI PARLA DI FROTTE DI MILIIRDI.A QUEI SIGNORI DELLE PMI INTERESSA PIU’ QUELLO ORA CHE SONO ALLA CANNA DEL GAS E NON DEI MORALISMI): sai cosa significa? Hai idea di cosa sia (stato) il tessuto industriale di questo Paese?( NO SONO QUA CHE TI ASCOLTO STREGATO PERCHE’ TE SEI IL VERBO PUR, PERMETTIMI, NON CAPENDO NIENTE DI QUELLO DI CUI PARLI E FACENDO UN CANAIO SUL NULLA) Sai cosa è la GENIALITA’? Sai cosa è l’ONESTA’, la DIGNITA’, la RESPONSABILITA’?(NO DIMMELO TU)
                Queste persone sgrammaticate hanno magari votato Bossi e il Banana (APPUNTO, CE N’ERANO TANTE DI SGRAMMATICATE E’ UN FATTO, EPPURE ORA NON TIRO FUORI UN POLPETTONE COME IL TUO… E DI SOLITO FINIVANO PER VOTARE LI’…POSSIAMO DIRLO SENZA CHE TU INIZI A FILOSOFEGGIARE DICENDO CHE IL SOTTOSCRITTO DA’ DEGLI IGNORANTI A TUTTI?ESTENDERE I CONCETTI ALTRUI SPACCIANDOLI PER DIVULGAZIONE DI STEREOTIPI E’ DISTORCERNE IL SIGNIFICATO E’ DISTORCERE LA PERCEZIONE DI CHI LEGGE, E’ PREGIUDIZIO, LA FORMA PIU’ GRAVE DI INTOLLERANZA PERCHE’ GENERANTE IL RAZZISMO E L’ODIO RECIPROCO DI CUI, AD ESEMPIO LA LEGA E IL BANANA DI ARCORE SI SONO NUTRITI PER 20 ANNI. QUINDI A SCUOLA DI ONESTA’,GENIALITA,DIGNITA” E BLA’ BLA’ BLA’ VACCI TU). Si sono dimostrate infinitamente più intelligenti (NO, OGNUNO HA LA SUA INTELLIGENZA) e sapienti di quella masnada di pseudoprogressisti laureati e masterizzati radical chic o di quegli yuppie della SBocconi montiana. (EMBE’?LO DICI A ME? INFATTI SE RILEGGESSI CON PIU’ ATTENZIONE IL SOTTOSCRITTO NON FA ALTRO CHE LODARE IL M5S PERCHE’ UNISCE SIA LO SGRAMMATICATO ONESTO, CHE IL COLTO CRITICO, CHE L’EX IMPRENDITORE (INFATTI IL SOTTOSCRITTO SE PARLA DEL MEGAREGALO ANNUALE ALLE BANCHE DI OLTRE 70 MLD, DIFENDE PROPRIO LORO OLTRE CHE I LAVORATORI E I DISOCCUPATI).PECCATO IO SIA USCITO DAL M5S PROPRIO PER IL CLASSICO DIFETTO ITALIOTA DI STARE IN POLITICA PER SE STESSO. DI FRONTE A UN CASALEGGIO CHE MIRA GIA’ A INDOTTRINARE I M5S AL LIBERISMO I MIEI EX COLLEGHI TACCIONO. (EPPURE C’ERA CHI VOCIFERA DI ME A EUROPEE E/O REGIONALI).
                Un conto è se mi parli della capture della politica e del controllo totale dei mezzi di comunicazione,(MA VAH….) della propaganda disvaloriale (MA VAH…) e dell’attacco al sistema di istruzione (MA VAH….): un conto è se mi parli degli Italiani. LE DUE COSE SI AUTOALIMENTANO. GLI ITALIANI HANNO IL GROSSO DIFETTO DI ESSERE MALATI DI INDIVIDUALISMO. PUOI FARE TUTTI I DISCORSI CHE VUOI MA CONTANO I DATI DI FATTO. SE AVESSERO COESIONE SOCIALE LO STRANIERO NON LI AVREBBE FREGATI. EPPURE NESSUNO ESCE DAL M5S SE CASALEGGIO DICE W IL LIBERISMO SFRENATO, NESSUNO APRE BOCCA SE IL PD COMMETTE UN GENOCIDIO DI ESTREMA DESTRA ECONOMICA, NESSUNO DICE CHE SILVIO HA NEL 2011 TARTASSATO IL POPOLO DI 125 MLD IN POCHI MESI.COME VEDI IO PARLO DI FATTI TU PARLI DI POESIA. Infatti non si capisce come mai chi parla di “italioti” (che non ha un’accezione semplicemente assimilabile a non-vero-italiano et similia, ma è comunemente usato in termini dispregiativi razzisti… peggio AUTORAZZISTI). FANNO BENE A PARLARE DI ITALIOTI PERCHè L’ITALIOTA ESISTE FA I CAZZI SUOI, è EGOISTA, SPESSO RAZZISTA, SI FIDA DELLE TIVVI’ SI BEVE LA PNL,AMA I GRANDI DISCORSI E NON HA MEMORIA STORICA…..IL PIU’ GROSSO DIFETTO DELL’ITALIOTA E’ CHE NON HA MEMORIA. Va da se che gli italici presunti italioti sono sempre gli altri. (E’ PUR VERO CHE A VOLTE SONO QUELLI CHE SE NE RISENTONO)
                Me li vedo un Lelio Basso o un Mortati che danno degli “italioti” ai loro concittadini e compatrioti.(SAI IO NON SO CHI SONO MA LO IMMAGINO..SO CHI ERA MIO NONNO CHE AVEVA APPENA LA 5 ELEMENTARE MA NON ERA UN ITALIOTA E HA SALVATO DECINE DI PERSONE DALL’ANNEGAMENTO E SICCOME ERA UNO ONESTO INTELLETTUALMENTE,COERENTE, DENUNCIO’ IL SUO CAPO ,MARESCIALLO,CHE RIFONRIVA LE SS, GLI BRUCIARONO CASA, TERRENI E PROVARONO A STERMINARE LUI, MIA NONNA E MIA MAMMA DI 4 ANNI….SONO SICURO CHE OGGI AVREBBE DATO DELL’ITALIOTA A TANTI VISTO CHE MOLTI EREDI DI PARTIGIANI SE NE STANNO IN UFFICIO COL CULO PARATO FREGANDOSENE DEL GENOCIDIO IN ATTO)
                Ma dubito che mi stai seguendo… la verità è che non sai neanche di cosa sto parlando.(NON POSSO SEGUIRTI…NON SO SE E’ DOVUTO AL FATTO CHE TU SIA TROPPO SUPERIORE O PERCHE’ SEI SALITO TROPPO IN ALTO IN UNA SORTA DI FASE MANIACALE :D).
                (il tuo blog lo vedo adesso e a prim’occhio sembra un buon lavoro).

              • Rodion scrive:

                @MARCO

                Quando dico “penso che non sai neanche di cosa sto parlando” mi riferisco all’amore per i miei concittadini, per la mia terra, per la mia lingua, per la storia della mia Paese che non conoscerò mai abbastanza. Un amore che mi spinge, in un contingente così tragico, a portare rispetto per i cittadini di questa terra sofferta così come i nostri Padri costituenti lo hanno portato con solenne lutto dopo la guerra.

                Quando ti ho chiesto del “tipo di studi” mi interessava sapere se eri più orientato alle materie scientiche o umanistiche. In antropologia la “cultura” trascende il mero aspetto dell’istruzione e della scolarizzazione.

                Io NON penso che tu non ami i tuoi concittadini: al contrario. Penso solo che dovresti “dirglielo”…

                Inoltre condivido gran parte dei valori che esprimi nel tuo blog e mi è piaciuto molto il tuo intervento sui temi macroeconomici.

                (Francamente non mi ricordavo neanche “chi” avesse usato l’espressione da me stigmatizzata)

                Con sincera stima.

            • MARCO ORSO Giannini scrive:

              Caro Rodion ti considero davvero un degno compagno di viaggio. Purtroppo ho problemi di salute (soffro di DOC) che pesano come per un centometrista avere 100 kg per arto. Nonostante ciò uso le mie armi per migliorare la società. Campo con mia mamma con 500 euro al mese mentre 500 vanno in cure mediche. Una volta ero naturalmente predisposto a coltivare vibrazioni alte ma il mio disturbo ti schiaccia alla difesa egoica (quella che serve nella giungla). Sbatti il muso a terra milioni , miliardi forse, di volte e ti fai male. Quindi dopo 3 anni ormai la fiammella non si scalda più. C’è ma non parte. Maledettamente. Sono bioantropologo del Mediterraneo (ma come ben saprai ciò significa DNA, Neanderthal e qualche studio sulla cultura albanese ecc) seppur io abbia esteso le conoscenze ad altri campi tipo macroeconomia politica, PNL (ma piu’ che altro per smascherarla), psicologia e sia dotato naturalmente di doti comunicative). Inoltre sono Naturalista del Mediterraneo. Un abbraccio profano. Marco.

        • Spartaco scrive:

          Scusatemi ma il mio stupido esempio del Monopoli era un modo per porre una domanda che riformulo in modo più esplicito dopo una breve premessa: Finora i modelli di società successivi agli Imperi e alle Monarchie sono stati: il sistema occidentale attuale, basato sulla proprietà privata e sulla possibilità per ciascun cittadino di accumulare ricchezza in quantità illimitata, e il sistema comunista dove non era prevista la proprietà privata.
          DOMANDA:
          Possibile che nel 2014, dopo essere arrivati su Marte e aver trovato la particella di Dio, non si riesce a progettare una società basata sulla proprietà privata ma con dei limiti per impedire che soggetti privati accumulino ricchezze tali da diventare delle minacce per i popoli e per il pianeta terra?
          Cari Rodion e Orso spero di essermi spigato meglio. Buona giornata!

          • Rodion scrive:

            @Spartaco

            E’ evidente che gli approfondimenti vanno fatti per conto proprio.

            Per aiutarti, le indicazioni che ti posso dare sono:

            riopetto alla storia della civiltà umana l’ECONOMIA POLITICA è “modernissima”: considera che la rivoluzione industriale (UK, II metà ’700) e l’uso intensivo del sistema del credito (durante il medioevo italiano le prime “cartolarizzazioni” e la “bancarotta” :-) ) è recentissimo. Quindi il capitalismo come noi lo conosciamo ha pochi secoli.

            La scienza finanziaria diventa in tutto il globo la scienza “del potere” con il colonialismo inglese prima e la rivoluzione industriale poi.

            L’economia politica vede due estremi:

            1 – il collettivismo: nessun mercato solo Stato. Provato e fallito.

            2 – il liberismo estremo: nessuno Stato e solo mercato: generalmente si scatena una guerra mondiale molto prima di raggiungere una condizione di “Stato minimo”

            Tra i due opposti ci sono una miriade di forme di economia che vedono qualitivamente e quantitivamente l’intervento dello Stato nel mercato.

            Coloro che per primi hanno formalizzato la NECESSITA’ dell’intervento dello Stato in economia furono KEYNES e KALECKY.

            Il sistema fiscale con un sistema di imposte progressivo permette appunto di “togliere ai ricchi per dare ai poveri”.

            Lo Stato diventa così (in caso di Stato nazionale sovrano) “l’azienda più potente del mercato” e in Democrazia permette di perseguire quelle finalità sociali che l’impresa dovrebbe costituzionalmente seguire.

            Se al sistema fiscale si aggiunge (vedi JMK e Kalecky) l’intervento dello Stato che persegue la “piena occupazione” si genera quel fenomeno INFLATTIVO a causa dell’espansione della domanda aggregata che, in presenza di indicizzazioni salariali (v. Scala mobile), contratti nazionali di lavoro, forte presenza sindacale, contribuisce ancor più alla redistribuzione del reddito.

            Inoltre l’INFLAZIONE generata favorisce il **debitore** rispetto il **creditore**. Si sposta il potere di forza dagli istituti di credito (le banche) ai mutuatari (cittadini e imprese).

            Tutto ciò insiema a “repressione finanziaria”, Banca Centrale tesoriere dello Stato, ai monopoli PUBBLICI nei settori di interesse strategici, ecc. conducono proprio ad un sistema “STABILE” ed “EQUO” come quello a cui auspichi.

            TUTTO CIO’ NON PUO’ AVVENIRE SENZA LA PRESENZA DI UNO STATO NAZIONALE SOVRANO

            (Così capisci l’attacco bipartisan alle Costituzioni socialdemocratiche, ai diritti dei lavoratori, al WELFARE e la demonizzazione della spesa pubblica e dell’INFLAZIONE. E magari intuisci anche chi sono i mondialisti e coloro che auspicano alla fine degli Stati nazionali)

            • Spartaco scrive:

              Allora, gli Agnelli, i Rockefeller, i Rothschild, i Quandt, le varie Lobby, lo Ior, le Mafie, etc etc. sono passati attraverso le dittature, le socialdemocrazie, le varie Glass-Steagall e inflazioni, però sono sempre lì. Non suggerisce niente?
              Quello che voglio dire è che anche uno Stato come lei immagina (con sovranità nazionale, sovranità, monetaria, autonomo dal punto di vista energetico, alimentare e delle materie prime),se da la possibilità ai privati cittadini di accumulare ricchezze in quantità illimitata sarà sempre uno Stato vulnerabile rispetto ai vari poteri economici.
              Faccio un esempio di come si potrebbe conciliare il limite di ricchezza individuale (es. massimo 2 milioni) con la libera iniziativa. L’imprenditore A guadagna 10 miliardi e 2 milioni, tolti 2 milioni che trattiene per se rimane con 10 miliardi. Se presenta un piano di investimento per generare lavoro può depositare la somma in un suo conto in attesa di fare l’investimento, altrimenti gli vengono tolti e versati nelle casse dello Stato. Ovviamente in una società simile dovrebbe essere eliminato il contante per controllare tutti i flussi monetari e dovrebbero essere messe leggi per impedire monopoli. E’ solo un’ idea ma perlomeno tento di uscire dal DUALISMO comunismo e liberismo (con tutte le sfumature di socialdemocrazia che preferisce).

          • alessandro scrive:

            oltre a quanto proposto da Rodion, propongo il superamento di ogni rigurgito comunista, che si è sempre tradotto in egualitarismo (che svilisce l’iniziativa privata), statalismo e controllo oligarchico del potere con forme antidemocratiche. La risposta è: liberal-socialismo, a condizione che il liberalismo e il liberismo economico costituiscano il fine e la spinta predominante. Ovvero ritengo che prima ancora di socialisti si debba essere liberali. Socialismo quanto basta per evitare che nessuno sia lasciato indietro, per garantire una uguaglianza sostanziale dei cittadini. A mio mio avviso, in questo periodo storico (un domani si vedrà) è la risposta più corretta ai tempi d’oggi.

            • Rodion scrive:

              @alessandro

              Bhe, io mi limito a riportare a sommi capi ciò che viene promosso dai post-keynesiani e che hanno bene o male dei fondamenti empirici rilevanti.

              Ciò che sostanzialmente sostieni non fa una piega e credo che fosse pacificamente condiviso da gran parte dei Padri costituenti (sì, anche del PCI, che sapevano come andavano le cose in terra “comunista”…): soprattutto sarebbero d’accordo, come da essi stessi più volte rimarcato, che “data la Costituzione” la legislazione rimane figlia del suo contesto storico.

    5. alessandro scrive:

      Off topic
      Saccomanni: “Credo che la continuazione delle cose fatte sia importante, e si puo’ cercare di accelerare il passo. Ma attenti: quando si cambia il passo il primo effetto è che ci si ferma pensando a quale passo bisogna assumere”

      http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2014/02/16/Saccomanni-attenti-cambio-passo-rischio-si-fermi_10084336.html.

      Capito Renzi il messaggio esoterico? se non interpreto male certi rituali… “attenzione a come cambi passo o al passo che fai, perché rischi di fermarti”

    6. […] questo processo non è sempre sostenibile come abbiamo potuto osservare in questo articolo, poichè le crisi finanziarie che il sistema economico genera sono spesso il frutto di un eccessivo […]

    Commenta


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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