imagesCi sono due modi per affrontare l’oggettivo fallimento delle politiche eugenetiche e ordo-liberiste perpetrate sadicamente da oltre un ventennio in Europa grazie all’infaticabile opera di un manipolo di massoni contro-iniziati (oggi capitanati dal Venerabile Mario Draghi) di ispirazione reazionaria, oligarchica e in buona sostanza nazista. Il primo, appannaggio degli uomini onesti, imporrebbe l’immediata abiura nei fatti dell’austerità (a chiacchiere è bravo persino Napolitano), il ripristino di una vera Banca centrale prestatrice di ultima istanza, il varo di programmi pubblici di investimento per la piena occupazione nonché l’immissione immediata di forti dosi di liquidità a beneficio di famiglie e imprese (aggirando se necessario la stretta del credito imposta dolosamente dalle banche) al fine di aumentare la domanda aggregata e far ripartire il ciclo dei consumi. Il secondo, invece, partorito dalle solite menti perverse che godono nel rovinare la vita di popoli interi, contempla uno spartito decisamente diverso. Non potendo più negare né nascondere i drammi provocati dalle politiche improntate al “rigore dei conti”, le élite al potere sono ora costrette ad individuare alcuni bersagli di comodo da dare in pasto ad un elettorato sempre più indignato e disilluso. Ma, non volendo affrontare la sostanza dei problemi per non interrompere il lucido piano di impoverimento collettivo pazientemente coltivato, quale altra chance resta nelle mani degli oligarchi al comando se non quella di deviare il dibattito su questioni fondamentalmente secondarie, di metodo o al più procedurali? Mi spiego meglio. In estrema sintesi, anziché ridiscutere le politiche neoliberiste dominanti, i massoni reazionari si sforzeranno (non mancando uomini e mezzi) di rendere pubblicamente prevalente e dominante una lettura degli eventi completamente protesa nel sottolineare i limiti e i ritardi di una vecchia politica incapace di velocizzare il cammino verso la piena e rapida approvazione di quelle indispensabili “riforme strutturali” che rappresentano la sola concreta possibilità di uscire dalla crisi. Per dirla in maniera ancora più semplice. Vi spiegheranno che: la precarizzazione progressiva del mercato del lavoro, avviata in Italia da Treu e proseguita fino ai tempi più recenti, è giusta ma va potenziata; lo smantellamento del sistema pensionistico, da Dini in avanti, è sacrosanto ma va accelerato; la (s)vendita dei gioielli di Stato, ben organizzata da Mario Draghi  negli anni ’90, è a buon punto ma va ultimata consentendo a chi di dovere di papparsi gli ultimi succulenti bocconcini disponibili (Enel, Eni e Finmeccanica in primis). Il ruolo delle camere elettive, residuo di una sovranità popolare già spodestata dallo strapotere dei “mercati” nonché luogo per antonomasia dello spreco e del vizio, va inoltre ridimensionato per non intralciare il glorioso cammino faticosamente predisposto (il Senato, come la serva di Totò, in questa ottica non serve…). Quindi, amici miei, presto vi convinceranno del fatto che avete fame non perché vi hanno tolto il pane dalla bocca, ma perché non lo hanno fatto abbastanza rapidamente. Questo progetto immondo si è ora fatto carne e si chiama Matteo Renzi. So che non è elegante auto-citarsi alla Paolo Becchi, ma per una volta lo faccio lo stesso. Scrivevo il 19/11/2013 (leggi tutto) : “…qual è la vera partita di potere che si sta giocando adesso nell’ombra? Quella che vede come terminali di diverse cordate di interessi da una parte l’attuale premier Enrico Letta e dall’altra il sindaco di Firenze Matteo Renzi, entrambi strategicamente convinti di dover completare la devastazione dell’apparato produttivo italiano quanto tatticamente divisi per ragioni di potere personale. Le improvvise critiche riservate da quel buffone di Olli Rehn e dal suo degno compare Mario Monti alla legge di stabilità predisposta dal massone reazionario di rito draghiano Fabrizio  Saccomanni (clicca per leggere) vanno lette in questa ottica. “Se non siete in grado di continuare a spremere a sangue gli italiani”, questo il messaggio esoterico contenuto fra le righe dell’analisi proposta dal vicepresidente della Commissione Europea, allora fatevi subito da parte per lasciare spazio a Matteo Renzi, cavallo di Troia nuovo di zecca  pronto a dare il colpo di grazia a questi fannulloni di italiani mangia-spaghetti”. Enrichetto Letta, infatti, si è spaventato precipitandosi al convegno organizzato dal Financial Times per promettere di regalare  ai padroni quel che resta del patrimonio pubblico italiano nella speranza di allungare la vita al suo meschino governo (clicca per leggere)...”. E’ adesso chiaro il perché di questa improvvisa accelerazione? Invito infine i più scettici a leggere un articolo pubblicato oggi da Alan Friedman (clicca per leggere)  sul giornale diretto da De Bortoli, entrambi guarda caso protagonisti a diverso titolo del recente pizzino inviato a Napolitano nel tentativo riuscito di spianare la strada al sindaco Rottamatore (clicca per leggere). Il pezzo, nel merito un vero e proprio concentrato di idiozie, è utilissimo da leggere perché ricorda a Renzi, qualora il fiorentino soffrisse di amnesie, sia chi lo ha voluto premier e, soprattutto, per fare che cosa: “…Le riforme per rilanciare la crescita, come credo Matteo Renzi sappia benissimo e come ha detto Mario Draghi alla Luiss di Roma nella primavera del 2013, devono passare per un’efficace promozione della concorrenza, un adeguato grado di flessibilità del mercato del lavoro che sia ben distribuito fra generazioni, una burocrazia pubblica che non sia d’ostacolo alla crescita e un capitale umano adatto alle sfide poste dalla competizione globale…”. Hai capito tutto Matteuccio? Goditi perciò il tuo momento di gloria, vattene in giro a divertirti scattando foto ricordo con i vari Merkel e Obama da far veder un domani ai nipotini, fino a quando, finito lo spettacolo dei burattini, il drago Mangiafuoco non deciderà che il tuo tempo è terminato gettandoti nel ripostiglio dove si tengono i ferri oramai vecchi ed inservibili. Qual giorno, molto probabilmente, l’Italia tornerà ad essere un Paese povero e prevalentemente rurale. A meno che un improvviso risveglio collettivo non impedisca il definitivo consumarsi del paventato scempio.  

    Francesco Maria Toscano

    17/02/2014

    Categorie: Politica

    18 Commenti

    1. Britannicus scrive:

      Alas! Ausonia stays on the edge of a knife, for the wicked and the vile are eager to make her fall: the unclean project has, indeed, been made flesh.

    2. alessandro scrive:

      e il pizzino anche di Olli Renh di oggi?

      http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2014/02/17/Spending-review-Ue-dati-arrivati-oggi-scade-tempo_10089489.html

      e quello che ho già postato di Saccomanni di ieri?

      http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2014/02/16/Saccomanni-attenti-cambio-passo-rischio-si-fermi_10084336.html

      Più che messaggi esoterici, sembrano proposte che non puoi rifiutare. Indecente

    3. MARCO ORSO Giannini scrive:

      Renzi=Casaleggio=BErsani==Monti= Casta,cricca,corruzzzzzione

    4. MARCO ORSO Giannini scrive:

      Ah per la felicità di Rodion quando (quasi) tutti acclamavano Monti io mettevo in guardia gli italiani dalla frottola che è “colpa loro”,che “avemo vissuto sopra le nostre possibbbbbilità” e che “con la lira ce semo indebbbitati verso er monno” … perfino quando Monti usava il termine “rigore ogni 3 per 2″ e adoperava quel poco inglese che sa (l’ho ascoltato lo facevo più abile in english) lo faceva per farci sentire in colpa io lo mettevo in chiaro.

    5. MARCO ORSO Giannini scrive:

      <>
      Standing ovation per te cit. Vasco Rossi

    6. MARCO ORSO Giannini scrive:

      ” Il primo, appannaggio degli uomini onesti, imporrebbe l’immediata abiura nei fatti dell’austerità (a chiacchiere è bravo persino Napolitano), il ripristino di una vera Banca centrale prestatrice di ultima istanza, il varo di programmi pubblici di investimento per la piena occupazione nonché l’immissione immediata di forti dosi di liquidità a beneficio di famiglie e imprese (aggirando se necessario la stretta del credito imposta dolosamente dalle banche) al fine di aumentare la domanda aggregata e far ripartire il ciclo dei consumi.” La standing ovation era per questo passo…. (l’ html mi frega sempre)

    7. Alessandra scrive:

      ..mi piacerebbe sapere come, negli anni passati, la cosiddetta “massoneria progressista” sia riuscita a far in modo che in occidente si sia arrivati ad una societa’ dove i diritti erano garantiti per la maggioranza della gente..e come mai invece oggi non sia in grado di invertire questa rotta funesta..

      • Rodion scrive:

        @Alessandra

        Tu fai una bella osservazione: tant’è che che attualmente l’unica “Resistenza” è riscontrabile in chi sta facendo una spietata critica ai progressisti stessi.

        Ma il punto NON è la “massoneria progressista”: è vero, sapienza è responsabilità e la prima dovrebbe implicare la seconda…

        In realtà credo che chiunque legga o partecipi ai dibattiti di “analisi” in spazi liberi e deideologizzati, e che abbia a cuore il “progresso sociale” come unica espressione di colettività che possa soddisfare la propria individualità, non può non farsi un’autocritica egli stesso.

        Voglio dire, ognuno c’ha “la sua pietra da lavorare” e non necessariamente la propria umanità si manifesta in modo spirituale. Ci sono uomini di grandissima umanità che sono grettamente carnali. O no?

        Insomma, quando le cose si mettono veramente male, ognuno si dovrebbe prendere la propria responsabilità e nessuno può imputare “ad altri” il corso degli eventi.

        Credo che, più che rinfacciare la negligenza di altri, sia da imporre la propria virtù, la propria ritrovata consapevolezza: trasformare un gioco al massacro con una controspinta virtuosa a “chi fa meglio”, in positivo…

        (La mia è una lunga stirpe di poco “misteriosofici” magut e marmisti… e ti assicuro che hanno ben contribuito a costruire templi e la società stessa in cui viviamo)

      • Cara Alessandra, ti piacerebbe sapere una cosa che già sai, se ci pensi bene, essendo una persona intelligente. La Massoneria nel suo insieme (la distinzione tra progressisti e conservatori/reazionari si è sviluppata soprattutto dopo la Rivoluzione francese) ha svolto una funzione sia riformista che radicalmente rivoluzionaria lungo il XVII e il XVIII secolo. Tale opera di smantellamento pezzo a pezzo di un antico ordine politico-sociale, economico e culturale (il cosiddetto Ancien Régime) è proseguita con le componenti massoniche progressiste nel corso del XIX secolo e si è trasformata contestualmente nella costruzione della contemporaneità e di società umane “aperte” fondate su sovranità popolare, scoperta della individualità della persona, cambiamento di status per gli individui da sudditi in cittadini latori di diritti sempre più estesi e inalienabili, stato di diritto, costituzioni pluraliste, istituzioni parlamentari, modelli politico-sociali improntati ai valori di libertà, uguaglianza e fratellanza tra tutti gli esseri umani, abbattendo ogni barriera statica di lignaggio o di ceto. I massoni progressisti hanno poi dovuto difendere queste epocali conquiste dai conservatorismi elitari di potenti gruppi “fraterni” approdati ad una visione “neo-oligarchica” tra fine XIX e inizi del XX secolo. E poi anche dal nazi-fascismo, sorta di Frankenstein collettivo, implementato dai primi anni ’20 e sino al 1939-41 – poi fu abbandonato anche dai circuiti latomistici che l’avevano sostenuto- da una inconfessabile alleanza tra massoni neo-oligarchici e settori tradizionalisti e reazionari della società occidentale di matrice varia (esoterica non massonica,profana e religiosa). I massoni progressisti trionfarono ancora una volta e raggiunsero il culmine della propria potenza con la costruzione dell’ONU nel 1945 e la redazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948. Non solo, furono anche in grado – nonostante le crescenti insidie dei confratelli reazionari- di implementare uno sviluppo ulteriore di benessere collettivo e di allargamento di diritti politici, sociali e civili per classi sociali e gruppi etnici che ancora ne erano privi. Poi, allorché questa onda lunga della democrazia stava raggiungendo i suoi massimi frutti (statuti dei lavoratori approvati un pò dovunque nei paesi democratici e liberali, svecchiamento della società e delle istituzioni a seguito dei lasciti migliori del ’68), i massoni progressisti si sono seduti sui propri allori, ritenendo un certo processo storico ormai compiuto e irreversibile, in grado di proseguire da solo, in automatico. Ed è stato proprio in quel momento – fine anni ’60, primi anni ’70- che gruppi massonici reazionari sovranazionali (esistiti sin dal XIX secolo, ma sempre minoritari e sconfitti) hanno incominciato a tessere la propria tela, a dipanare un progetto ambizioso di svuotamento della democrazia in favore di una involuzione tecnocratica e neo-aristocratica della governance occidentale. A quel tempo, molti dei maggiori liberi muratori progressisti del XX secolo erano morti o erano molto vecchi. I loro epigoni erano seduti sugli allori dei propri “padri” o erano troppo occupati a godere i frutti e i privilegi delle vittorie conseguite (sto semplificando, ovviamente, quello che, fra le tante cose ivi narrate, il Fratello Gioele Magaldi illustra molto meglio nel suo libro di imminente uscita MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere). Fatto sta che negli ultimi 40 anni circa i massoni reazionari hanno creato una rete di potere formidabile e pervasiva, divenendo maggioranza in seno alle più importanti comunioni latomistiche nazionali, in seno alle più rilevanti UR-LODGES sovranazionali, nell’ambito delle più influenti società paramassoniche preesistenti ( PILGRIMS SOCIETY, CFR, RIIA, LUCIS TRUST, BILDERBERG GROUP, ecc.) e di quelle di nuova costituzione (TRILATERAL COMMISSION, GROUP OF THIRTY, BRUEGEL, ecc.), persino di quelle sorte con intenti dichiaratamente progressisti (GRUPPO SPINELLI). Di qui, da questa egemonia lentamente costruita e consolidata, tracimata contestualmente nelle grandi istituzioni economico-finanziarie internazionali, nei governi e nei parlamenti nazionali, nei principali organi mediatici, nelle più prestigiose università e nei più strategici think-tank, l’avverarsi di un incubo planetario: il predominio di un pensiero unico globale, di una ideologia feroce che si declina quotidianamente in teorie e prassi di governance funzionali allo svuotamento della democrazia e all’edificazione di un sistema neo-aristocratico.
        Ora tu, Alessandra, ti domandi come mai la “massoneria progressista” non sia “in grado di invertire questa rotta funesta”. E chi ti dice che “non sarà in grado”? Ma vuoi dare ai “massoni progressisti” il tempo necessario? O pensi che sia semplice smantellare in poco tempo una costruzione poderosa che i confratelli reazionari hanno edificato in circa 40 anni? I circuiti massonici progressisti di tutto il pianeta che dormivano il “sonno della ragione” stanno cominciando lentissimamente a svegliarsi solo grazie al ruggito eroico, indomito e coraggioso di quei fratelli italiani ed euro-atlantici che si sono ritrovati intorno a Grande Oriente Democratico, un movimento massonico d’opinione sorto originariamente con scopi più limitati e che poi- grazie alla sapienza e alla lungimiranza del Fratello Gioele Magaldi- ha ampliato il proprio campo di intervento e di costruzione di reti su scala sovranazionale, pur rimanendo molto attento al campo di battaglia italiano, dove si giocano le sorti dell’Europa e dell’intero Occidente. Insomma, noi massoni progressisti stiamo cercando di mettere in campo una strategia altrettanto paziente, ramificata e pervasiva di quella dei confratelli reazionari che stanno tentando di trasformare in senso anti-democratico lo scenario occidentale. Il che comporta agire a vari livelli, sia visibili e pubblici, che riservati e nascosti agli occhi dei più. Ma abbiamo bisogno del popolo. O meglio, riteniamo giusto e opportuno che il POPOLO SOVRANO, nel nome del quale intendiamo difendere le istituzioni della democrazia liberale e i valori di giustizia sociale, eguaglianza e fratellanza, scenda in campo insieme a noi per combattere alcune “buone battaglie”. Il progetto della Associazione “Eleanor Roosevelt” parte proprio da qui, da questa necessità di mettere insieme -per una iniziativa non massonica, ma semplicemente popolare e democratica- avanguardie massoniche progressiste e cittadine e cittadini comuni, di ogni ambiente e classe sociale.
        Quindi, cara Alessandra, datti tempo e dacci tempo. Certo, ci saranno “morti e feriti” in questo scontro epocale tra aggressori e difensori della democrazia sostanziale. Ma hai mai sentito parlare di una guerra per l’egemonia e per la scelta del tipo di società in cui vivere, la quale non comportasse “sacrifici, lutti e immani sofferenze”? La cosa più importante, allora, non è chiedersi “quando finirà tutto questo?”, ma piuttosto: “cosa posso fare io, singolo individuo/a, per fermare tutto questo?” e “sto facendo tutto il possibile, nella direzione giusta, per fermare tutto questo?”.
        Tanto per chiarirci.
        Vostro affezionatissimo Fra’ Cazzo da Velletri

        • and scrive:

          Riaccendere la fiammella della speranza è il miglior contributo che potete dare (come fai in questo commento) per far si che anche noi popolino iniziamo a prendere coscienza di noi stessi e che quindi “si-può-fare”.

    8. GLS scrive:

      Ieri sera ho avuto la malsana idea di seguire nell’ordine: telegiornale, otto e mezzo e, per fortuna, solo un pezzetto di piazza pulita. E’ stato un fuoco incrociato pazzesco. Il telegiornale ha mandato un po’ di servizi buttati qua e là su situazioni estere (USA e Germania) in cui va meglio che da noi, nonostante la crisi, per i loro meriti: a sottindendere i nostri demeriti. A otto e mezzo c’era niente popò di meno che Martin Shultz che presentava il suo ultimo libro, fortunatamente uscito anche in lingua italiana, “Il gigante incatenato. Ultima opportunità per l’Europa?” e guarda caso, senza un minimo barlume di supporto tecnico scentitifico, ha asserito che l’uscita dall’euro per l’Italia e a cascata per tutti gli altri paesi europei sarebbe stata addirittura una catastrofe con conseguenze epocali e quasi sicuramente foriera di guerre devastanti. Per finire a Piazza pulita Mieli zittiva tutti affermando che il debito dell’italia l’hanno fatto gli italiani. La colpa è tutta nostra, gli altri paesi non c’entrano e dobbiamo essere seri una volta tanto. Prima dobbiamo ridurlo tagliando massicciamente la spesa pubblica e poi, allora, potremo chiedere qualche cosa a quella brava gente che comanda in Europa e che ci sopporta con tanta pazienza. Ancora una volta, quello che mi sciocca non è tanto che certe cose vengano dette ma che, sistematicamente, passino certi concetti senza che nessuno li controbatta seriamente dimostrandone l’inattendibilità e che anzi ci si senta imbarazzati ed impotenti di fronte ad incontrovertibili realtà. Terribile.

    9. leopoldo scrive:

      invece di perdere tempo col pupo di turno. mi chiederei come mai in italia dopo B ci sono solo governi deboli alla mercé dei caprici di Alfano o dei giornalisti del NYT?

      Come mai appena ci avviciniamo a una meta-riforma utile la pseudo-sinistra gruppi alternativi, urlano al complotto, al richiamo alla purezza di valori, ad un comportamneto rispettoso e sono semi-compiaciuti che l’andazzo continui e il pantano cresca? Una via del genere porta solo al trionfo di Grillo e permette ad uno come Friedman di far finta di dettare la linea economico-politica grazie alle sue competenze intelletuali.

      non ci sono trucchi sotto il tavolo, sono solo abili speculazioni intelletuali

    10. Laura scrive:

      Mi pare che Renzi di suo ci abbia messo solo una “smodata ambizione” personale mentre tutto il resto (soldi, interessi economici, potere, comunicazione, presenza sui media, programmi e perfino i ministri del suo governo, stando agli scherzi di Anonymous e a quelli telefonici) non gli appartenga.
      Il ritorno di cotanto oneroso investimento non deve andare certo nelle tasche degli italiani, ma in quelle degli investitori.
      Il risveglio collettivo è in atto, sono fiduciosa.

    11. Alessandra scrive:

      Caro Fra Cazzo da Velletri, speravo proprio in una Vs. risposta, e, come potrai immaginare, mi conforta quello che hai scritto..io, dal canto mio, come gia’ detto, assieme ad altri comuni cittadini, abbiamo fondato un’associazione (associazione Lira) che cerca di aggregare tutti quei movimenti/persone/associazioni, e nello stesso tempo, siamo disposti ad affiancare e a lavorare con chiunque voglia, dopo aver capito quali sono le vere cause di quello che sta succedendo, fare cose per uscire da questo inferno. Sono consapevole che non sara’ ne’ una passeggiata ne’ una festa..ma credo che non ci sia alternativa per dare un futuro agli italiani ed anche ai cittadini degli altri stati europei.
      Grazie per la considerazione
      Alessandra

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


    LA SCOPERTA DEGLI “INDICIBILI...

    Scritto il 18 - giu - 2018

    0 Commenti

    IL BUNKER DI MERKEL

    Scritto il 5 - giu - 2018

    0 Commenti

    MARIO DRAGHI HA IMPOSTO...

    Scritto il 31 - mag - 2018

    2 Commenti

    VI SPIEGO CHI SONO...

    Scritto il 24 - mag - 2018

    3 Commenti

    IL SENTIERO STRETTO DI...

    Scritto il 23 - mag - 2018

    0 Commenti

    COME I CARNEFICI COLPEVOLIZZANO...

    Scritto il 18 - lug - 2012

    0 Commenti

    COSA INSEGNA IL VOTO...

    Scritto il 21 - set - 2015

    6 Comment1

    BEPPE GRILLO SCEGLIERA’ LA...

    Scritto il 4 - mar - 2013

    2 Comment1

    TEMPI BUI, MA LA...

    Scritto il 26 - mar - 2013

    4 Comment1

    L’ALTERNATIVA E’ POSSIBILE

    Scritto il 19 - mar - 2012

    1 Commento

    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

      ilmoralista.it è un sito web con aggiornamenti aperiodici non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari, qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci tramite la apposita pagina.