images2BZ0FESZIeri è andato in scena lo spettacolo del confronto in streaming tra Matteo Renzi e Beppe Grillo (clicca per ascoltare). Una pantomima inutile buona solo per permettere alla nostra grande stampa di mostrarsi ancora una volta per quello che effettivamente è: incapace, inetta e ignorante. Il solito circo composto da giornalisti inopinatamente strappati all’agricoltura, anziché mettere in risalto le tante (troppe) proposte bislacche avanzate da Grillo a margine dell’incontro con il Rottamatore ammutolito (clicca per ascoltare), continua invece senza fantasia a proporre il sempreverde stucchevole e ipocrita lamento volto a stimolare il pubblico, corale e unanime moto di indignazione e di sdegno contro i modi “interurbani”adottati con consumata maestria dal comico che volle farsi politico. Bravi asini. Criticare Grillo perché afferma in maniera rude ovvietà che si sposano perfettamente con il comune sentire (“Noi siamo i nemici fisici del potere marcio che esprime Renzi premier”), lasciando contestualmente passare senza opporre la minima obiezione castronerie false e senza senso come quelle che vaneggiano la presunta irreversibile fine della stagione della “crescita” da sostituire con l’illuminata ricerca di  “freddo, tepore, luce e mobilità” (mancano bacio, lettera e testamento…), è da deficienti totali. La proposta macroeconomica di Grillo, al netto delle endemiche oscillazioni, altro non è se non una superficiale rimasticatura di vecchie suggestioni tipiche della fase senile e crepuscolare del comunismo. Il mito della decrescita felice, dal precursore Gorz  al contemporaneo epigono Latouche, puntella nei fatti la violenta dittatura mercatista cara al sistema oligarchico tuttora dominante (clicca per leggere). A ben vedere sia Grillo che i massoni reazionari sovranazionali condividono le stesse premesse così per come formulate nel famigerato pamphlet “The Crisis of Democracy”, bibbia e oracolo di tutti gli schiavisti moderni. Cosa sostenevano infatti gli esperti in forza alla Trilateral Commission  che nel 1975 presentarono il lavoro appena richiamato? Sostenevano che “il sistema democratico, fatto di masse di cittadini troppo benestanti e comodi, imploderà quando i popoli ora esclusi dal benessere inizieranno a reclamare identico trattamento”. L’interiorizzazione di questo falso e barbarico assunto legittima la crudele opera di scientifica desertificazione industriale pianificata dalla Ue ai danni dell’Europa del sud  (“non ci possiamo più permettere produzione di massa per consumo di massa”), rendendo inoltre formalmente appetibili le proposte sconclusionate di un Grillo tornato improvvisamente a recitare in pieno la parte dell’utile idiota al servizio (inconsapevole?)  degli interessi costituiti e prevalenti. Non esiste la decrescita felice. La decrescita, così come tristemente sanno gli italiani ora piegati dalla miseria, è sempre infelice. Vada Grillo a vivere da solo nella foresta in perfetta simbiosi con la natura circostante, magari in compagnia di Massimo Fini, altro noto benestante nemico dell’altrui consumismo. Gli italiani non devono rassegnarsi a tornare a vivere in condizioni semiprimitive sulla scia dell’errato presupposto che paventa l’avvenuto superamento dei limiti inerenti il possibile sviluppo capitalista. Chi afferma simili menzogne è un impostore che lucra sulle paure della povera gente per blindare inconsciamente le proprie ricchezze temendo un improvviso assalto alla diligenza di masse neostraccione furenti e rabbiose. Un frigorifero, caro Grillo dei miei stivali, oggi costa tre volte di meno di trenta anni fa semplicemente perché i lavoratori vengono pagati 10 volte meno di trenta anni fa. E molti di loro, smentendo la regola di Ford, non sono neppure in grado di acquistare i prodotti che materialmente producono. Ma a te Grillo in fondo cosa te ne importa? Tu il frigo nuovo in villa certamente ce l’hai. E secondo me hai pure il freezer. Marchingegno indispensabile per conservare in buono stato il cervello.  

    Francesco Maria Toscano

    20/02/2014

    Categorie: Politica

    100 Commenti

    1. Pierluigi scrive:

      Far acquisire al M5S l’idea di farsi portavoce di un cambio di paradigma economico di matrice keynesiana …. siamo evidentemente la minoranza a volerlo. Lo slogan sono gli stessi :”tagliare, miseria, la festa è finita”. Noi in realtà volevamo e tuttora volgiamo mandare via gli inetti e chi ha permesso/voluto indirizzare l’Italia dov’è oggi. Come sempre … in attesa di Eleanor Roosevelt e di un nuovo Risorgimento

    2. ugo scrive:

      La decrescita sensata è quella che passa prima di tutto dalla riduzione (graduale ed incruenta finché si vuole, ma che dovrebbe iniziare da ieri) della popolazione presente in ogni ristrettissima area territoriale. In Italia saremmo ben impostati ma, “grazie” alla così ben pianificata ed implementata marea migratoria senza la quale saremmo tutti dei cattivoni incredibili, continuiamo imperterriti ad aumentare la quantità delle persone tra le quali dividere la nostra fettina di torta sempre più sottile. Bene così. Entusiasmo tra la ( vieppiù crescente) folla. Povera ma felice perché tanto numerosa e, soprattutto, tanto tanto buona.

    3. fabio ehsani scrive:

      ma la decrescita non significa ritornare al medioevo, ma rallentare la crescita della produzione e del pil. ormai quello che si produce non è piu indispensabile e anzi è dannoso. quale dovrebbe esser l aspirazione di una societa sana edc etica?? un progresso che mi fa avere telefonini sempre piu piccoli?, grattacieli sempre piu alti o cibi sempre piu ogm? il progresso è togliere braccia al agricoltura per metterli nell’industria del cinema? per vedere film che non insegnano nulla di ciò che la letteratura mondiale ci ha gia insegnato?? vivere fino a 120 anni e magari 140 anni con le badanti e i pezzi di ricambio?? dubito che una persona veramente credente in un Dio o in Grande Architetto possa pensare che la vita sulla terra sia il fine ultimo dell esistenza e che quindi il progresso tecnologico debba servire ad allungarci la vita, vissuta magari dai 90anni ai 100anni in maniera pietosa. stare qui è un passaggio temporaneo come lo era stare 9 mesi nell utero. lì sviluppavi occhi e mani che ti servono quando esci, qui sviluppi sentimenti che ti serviranno dopo. Vedo una parabola nello sviluppo umano. fino a venti anni fa tutto è servito a renderci piu comoda la vita, da venti anni tutto è fine a se stesso o inutile. quando hai l aereo, il telefono e riesci a trapiantare il cuore, serve anche l’iphone, lo shuttle e l’uomo bionico ?? guardare il tramonto al mare con la fidanzata non alza il PIL come guardare Titanic al cinema, ma i primi a esser danneggiati sarebbero i miliardari registi, non noi comuni mortali che del aumento del pil prendiamo le bricciole. e che se leggiamo anna karenina durante il tramonto impariamo tutto quelle che ci vogliono raccontare migliaia di telenovelas tutte uguali. Quello che a me fa schifo della situazione attuale non è la recessione che impedisce di sprecare soldi allo stadio, ma che la recessione tocca solo noi e i piani alti sono immuni, anzi si arricchiscono. altrimenti ben venga la fine dello spreco del cibo buttato nella spazzatura e dei soldi nella playstation

      • ugo scrive:

        M’è piaciuto il primo commento di Fabio Ehsani, anche se non so neppure chi sia.

        • fabio ehsani scrive:

          sono un 30enne disoccupato laureato in scienze politiche. la mia risp prende spunti da mio zio, da blondet, da un mistico persiano, da grillo. se mi dici la parte che ti ha colpito di piu ti dico dove approfondirla.

          • ugo scrive:

            Fabio Ehsani, ti ringrazio, ma non serve. Sono temi che approfondisco di mio nella vita quotidiana. Di letture ne ho fatte, anche se senza metodo, ma più che altro prendo spunto… da me stesso. Nel tuo commento non c’è una parte che mi abbia colpito particolarmente, quanto l’approccio complessivo alle questioni alle quali hai fatto cenno. Stiamo rincorrendo delle chimere lungo un sentiero stretto e periglioso, fiancheggiato da dirupi. Non è una buona pratica.

      • Michele scrive:

        Quotissimo. Non si vuole vedere che per decrescita non si intende non usare l’elettricità, ma spegnere la luce quando non si è nella stanza. O, meglio, non buttare più del 40% del cibo che produciamo, non fare un prodotto con più imballaggio che prodotto, non fare un prodotto che si rompe dopo un tempo prestabilito (obsolescenza programmata), non indurre nella gente bisogni materiali sempre nuovi e inutili tramite pubblicità martellanti e alienanti, alla fine non mettere il profitto davanti all’uomo. A me la società consumistica non appare per niente evoluta, e nemmeno democratica (se per democrazia si intende un sistema per tutti, e non solo per l’Occidente). Pensate quando qualche uomo del futuro vedrà in un documentario centinaia di gonzi (quelli sì) accalcarsi davanti ad un H&M londinese e ferirsi distruggendo vetrine solo per comprare un iPod o una maglia in più coi saldi.

        • il Moralista scrive:

          Michele, ma secondo te perché la tecnocrazia europea fa scientificamente fallire ogni giorno migliaia di aziende dell’Europa del sud? Proprio per realizzare alcuni degli obiettivi che tu ritieni apprezzabili. Non è affatto vero che l’uomo brutalizza l’equilibrio del cosmo incentivando il sistema di produzione. E’ vero l’esatto contrario: “razionalizzare la produzione” equivale a renderla serva solo di determinate élite di privilegiati. La tua tesi somiglia a quella dei massoni reazionari della Trilateral Commission. Abbracciata poi dai comunisti divenuti neoliberisti. Il contrario di società “consumistica” è “società dell’indigenza”. L’unico spreco vero che caratterizza una società consumistica che vuole creare le condizioni per il benessere diffuso è proprio il risparmio. Chi predica “misura”, rigore” e “parsimonia” è un oggettivo nemico del popolo pronto a scagliarsi contro il consumo di massa nella speranza recondita e nascosta che il godimento dei beni resti appannaggio esclusivo di una élite ristretta. Quella stessa alla quale di solito chi predica mellifluamente tali priorità guarda caso appartiene…

          • Michele scrive:

            Che il contrario di “consumismo” sia “indigenza” mi sembra un tantino estremistico..io direi che convivono benissimo (nelle stesse città! Vedi tasso povertà in USA) e che il consumismo di 1/5 della popolazione (che è esploso proprio quando i massoni reazionari hanno colonizzato le istituzioni, anni 70) è l’indigenza degli altri 4/5. La mia tesi è il contrario di quella della Trilateral: loro vogliono far decrescere il basso (99%) per aumentare il consumo in alto (1%), io preferirei decrescere in alto (20%, ma nel senso di eliminare le storture perpetrate per tenere alti i prezzi ecc.., non tornare agli anni ’50) per fare uscire dall’indigenza il basso (80%). Tu credi nelle risorse infinite, nella crescita infinita, e che tutti si possa sprecare come facciamo nei paesi ricchi? Suggerisci di continuare a fare mutui al 110% come nel 2007 anche per fare le ferie o comprare l’iPod, rimanere col collo nel cappio delle banche, perchè il risparmio è “ordoliberista”? Se in Italia non avessimo avuto un elevato risparmio delle famiglie (che ora sostituisce il wellfare negato) non avremmo un debito privato (ben peggiore di quello pubblico) enorme come l’Inghilterra? Scusa le tante domande ma questo è proprio il punto che non mi convince nella MMT, la non considerazione della finitezza delle risorse..

            • il Moralista scrive:

              Il problema delle risorse finite bisognerebbe porselo in prossimità della fine delle risorse. La questione non è affatto attuale. Nonostante i tanti strumentali appelli che da decenni dobbiamo sorbirci (“oddio sta finendo il petrolio!”). Il consumo dell’alto non aumenta. Chi guadagna 100 milioni di dollari al giorno sempre un kilo di pane compra. Togliere un panino a ciascuno dei sessanta milioni di italiani invece centra in pieno la lotta agli sprechi. Sai quanta farina si può risparmiare? Per non parlare dell’energia che i panettieri risparmieranno spegnendo i forni. Forse hai ragione. In questo modo lo scandalo spreco sarà sconfitto. Resta il problema della gente che muore di fame. Trascurabile però di fronte all’idea di non vedere più gente che butta il pane duro comprato il giorno prima…

              • Michele scrive:

                Le risorse stanno finendo davvero–overshoot day a settembre l’anno scorso..il pianeta si rigenera più lentamente di quanto noi lo consumiamo. Riserve ittiche…foreste..desertificazione. Non sono complotti, è scienza. Non possiamo ignorarlo. Una teoria economica non può ignorarlo.

              • il Moralista scrive:

                Dai Michele, basta favole. Mi pare di sentire Tabacci :”Non basteranno tre pianeti aumentando la produzione”. E’ vero proprio il contrario. Con le moderne tecniche lo stesso ettaro di terra che un secolo fa produceva x oggi rende in maniera esponenziale. Ti ripeto l’allarmismo serve a giustificare il desiderio delle èlite di tenere la gente povera nonostante l’abbondanza di mezzi e risorse.

              • Michele scrive:

                Siamo d’accordo sul fatto che, se liberassero i brevetti già esistenti (soprattutto militari), sulla Terra non ci sarebbe più nemmeno un problema. Peccato che il sistema salterebbe perchè probabilmente non ci sarebbe più bisogno di essere schiavi del lavoro. Così come basterebbe riformare i trattati europei per uccidere la crisi, ma non lo faranno. Non c’è la volontà politica di risolvere i problemi, perchè questo cambierebbe la distribuzione del potere. E così le risorse si stanno deteriorando per davvero (e, ancor peggio perchè sarebbe evitabile, per scelta lobbystica). Dire che sono favole è disinformazione, c’è una documentazione impressionante che dice il contrario.

              • il Moralista scrive:

                Michele prova ad essere più preciso. Quale tipo di attività produttiva umana rischia a breve di risultare impossibile a causa dell’inevitabile esaurimento di risorse naturali?

              • Michele scrive:

                Affrontare approfonditamente il discorso per post diventerebbe molto lungo..il punto è che lo sfruttamento potrà proseguire in termini di decenni (io lo considero un tempo breve), ma è troppo veloce (in aumento)per essere compensato e, superato un break-point caratteristico della risorsa, l’equilibrio non potrà ristabilirsi. Le riserve ittiche sono le più colpite, intere regioni di oceano che per secoli hanno sostenuto la pesca sono ora quasi sterili (nel Pacifico c’è un’isola di plastica grande come il Texas). L’acqua potabile sta finendo tutta in mare,alcuni grandi fiumi hanno perso 80% della loro portata (infatti la vogliono privatizzare), la desertificazione sottrae suolo (il deserto è alle porte di Pechino e non busserà..),si perde biodiversità e la resa agricola cala…di gas e petrolio rimane circa la metà di quello originario, ma si tratta di materiale meno pregiato e molto più difficile, dannoso e costoso da estrarre (shale gas, fracking,pozzi petroliferi in condizioni incontrollabili tipo Artico o disastro in Louisiana) e non possiamo bruciare tutta quella roba altrimenti andremmo molto oltre i 2°C di surriscaldamento,il che vuol quasi certamente dire estinguersi. Stesso discorso per alcuni importanti minerali (rari come l’indio, ma anche comuni come oro e argento), le cui riserve sfruttabili si calcolano in 30 anni. Trovi studi scientifici su tutti questi argomenti, ci fanno anche un sacco di guerre per accaparrarsi i metalli rari. Il problema non è che domani non potremo più farci una scheda elettronica, ma che se non cominciamo a cambiare approccio al sistema produttivo (e credo ci vogliano anni se non decenni) ora che c’è abbondanza calante,saranno costretti a farlo i nostri figli in condizioni di scarsità crescente. Concordo invece che la minaccia più imminente sia il nostro attuale sistema economico, che però non è indipendente dalle risorse(e viceversa).

              • il Moralista scrive:

                Michele perché non scrivi un pezzo in proposito con relative pezze d’appoggio? Lo pubblico con piacere e avviamo sull’argomento un dibattito vasto e costruttivo. Fammi sapere. Ciao,

                Francesco

          • ugo scrive:

            Ma che discorsi sono? Dunque, io che ho risparmiato ora sarei un ladro? E’ un modo ben curioso di vedere le cose.

            Il risparmio non è e non deve essere altro che potere d’acquisto dilazionato, ovvero consistere nell’effetto dell’avere generato ricchezza materiale immediatamente esigibile (della quale qualcuno ha goduto i benefici) in cambio della promessa del futuro godimento di benefici pari a quelli ceduti. Chi ha risparmiato ha già dato, chi spende a credito deve ancora dare. Il risparmio ha una forte base nel concetto di onorabilità. Rinnegare il risparmio e il suo valore significa proporre una società nella quale le parole onore ed onestà sono prive di significato.

            Chi ha usufruito del frutto del mio lavoro passato, frutto del quale non ho a suo tempo goduto, mi DEVE restituire, quando lo chiederò, quel che mi ha promesso, nella quantità e qualità pattuita. Diversamente, il patto sociale viene meno, non ha ragione d’esistere. Se questo dev’essere un punto d’arrivo, occorre ch’io acquisti al più presto un’arma, perché dovrò evidentemente riprendermi con la forza quel che è già mio da chi intende rubarmelo con la frode.

            • il Moralista scrive:

              Ugo il mio discorso attiene alla sfera della macropolitica e della comunicazione politica. Non si riferisce alle attitudini del singolo che, naturalmente, non influiscono da sole nè sui processi sociali nè su quelli dal respiro storico…

            • Georgejefferson scrive:

              E’ fuori logica ed ingiusto che un risparmiatore,con garanzia dello Stato,debba mantenere integro sia capitale sia rendimento superiore all’inflazione senza muovere un dito,chi lo chiama diritto e’o disinformato o in malafede.Il ruolo dei titoli statali e’ principalmente un deposito di sicurezza dove il mantenimento del capitale leggermente piu basso riflette il costo di tale servizio di sicurezza e protezione,non e’il luogo adatto come forma di sussidio.

              Se non si e’ d’accordo,chiunque puo cercare liberamente altre strade di deposito e mantenimento del potere d’aquisto guadagnato o,in libera scelta,rischiare qualcosa se si intende averne un utile netto dal proprio capitale iniziale.comprare un terreno agricolo e affittarlo per esempio,facendo qualcosa di utile invece di mungere le casse pubbliche coi BTP.Trovare un terreno e farlo coltivare è più complicato, più scomodo, meno sicuro?… ma guarda.. che scoperta….

              Nessuno è obbligato a comprare titoli di stato , ci sono dozzine di modi di investire i risparmi. Un risparmiatore è libero di comprare terreni, case, metalli preziosi, azioni italiane o estere, quote di fondi immobiliari o private equity, quote di società srl di cui può diventare socio, comprarsi un bar, una farmacia, un albergo, investire nell’attività di suo figlio o nipote o nell’attività di un amico, comprare un vigneto, un azienda agricola, dei bonds aziendali… E’ più complicato e scomodo e ci sono rischi di perdere dei soldi ? E’Chi ha detto che deve essere lo stato a pagare l’utile senza nessun rischio e senza fare niente ?

              Chi ha detto che lo stato deve tenere al sicuro i soldi, restituirli tutti dopo dieci anni per esempio garantendo il capitale con tasse su altri che lavorano e poi pagarti anche un rendimento superiore all’inflazione ogni anno, regolare e sicuro come uno stipendio SENZA CHE non si faccia niente?

              • ugo scrive:

                George, ma dova hai letto, nel mio commento, la parola profitto? Ho invece usato, e non a caso, il verbo restituire, ovvero rendere lo stesso che si è ricevuto: se metto da parte oggi il potenziale d’acquisto di una scatola di tonno, rivoglio tra trent’anni il potenziale d’acquisto di una scatola di tonno. Dove sarebbe la pretesa, visto che ho già lavorato e dato alla collettività quel che dovevo dare per aver diritto alla scatola di tonno stessa?

                Leggi meglio, e ripensa alle tue posizioni, perché hai evidentemente frainteso (o mi son spiegato male, ma non mi sembra). Se invece hai inteso bene e intendi ribadire le tue posizioni, be’, allora potrebbe essere che tu abbia l’indole del ladro.

              • Georgejefferson scrive:

                Ugo.Esiste una differenza sostanziale tra il “voler proteggere il risparmio”,e pagandone il relativo servizio(deposito 100 di Potere d’aquisto,e lo ritrovo a 97,pagando i 3 per il servizio)ed invece il “voler guadagnare al netto”,sono due cose diverse.Lo puoi fare tra privati:”io prestando a te soldi ho un margine di rischio quindi pattuisco un interesse superiore all’inflazione,dato che devo tenere conto della possibilita di un tuo fallimento”…Il settore pubblico e’ quello che dovrebbe rappresentare tutti,quindi piu forte e affidabile di un qualsiasi privato (prova a contare i default privati e quelli pubblici storicamente parlando)quindi e’ una garanzia maggiore,e questa garanzia va pagata,senza esagerare.Si paga il servizio di deposito sono convinto che se le masse conoscerebbero questa cosa,approverebbero il fatto,la mole di risparmio sarebbe cosi diretta verso il pubblico come investimenti piuttosto che il privato e basta.Si puo replicare citando la possibilita che nel settore pubblico ci siano associazioni a delinquere,e siamo d’accordo,ma esse esistono anche e sopratutto nel privato,nel grande privato di banche e multinazionali,e quelle le puoi controllare di meno che non lo stato facendo pressione popolare con l’opinione pubblica.

        • Rodion scrive:

          Che confusione…

          Un conto è la ** precomprensione ** voluta da chi gestisce l’ingegneria sociale in favore delle oligarchie: un altro è tutta la mostruosa ideologia reazionaria insita nell’ecologismo e nella locuzione “decrescita felice”.

          Chiedete ai Greci come si sta bene a rallentare il PIL e a fare “downshifting”… spiaccicati dalla disperazione sui marciapiedi.

          La sofferenza sociale, come testimoniato dai dati sulla sanità e sull’incremento del tasso dei suicidi, è funzione del trend di benessere e quindi di DISTRIBUZIONE del REDDITO.

          I Greci, miseri e devastati nel dopo guerra, facevano di tutto per star in vita: ora il dolore psicologico, la sofferenza sociale ed ** esistenziale ** è tale che sempre più esseri umani non resistono al desiderio di autosoppressione. Sono in un incubo. E sarà il NOSTRO incubo.

          Spaventati? No? Male.

          Grillo è la madonnina che penzola allegramente dal parabrezza mentre i fari di un TIR in contromano stanno per porre fine ai sogni dei passeggeri.

          Questo non è il tempo di occuparsi di balene.

    4. Gio scrive:

      Salve a tutti, come ho già potuto commentare in passato, sospetto che 5 stelle sia solo un contenitore creato ad hoc dagli stessi burattinai che ispirano Renzi. Spero vivamente di sbagliarmi. Si rischia, altrimenti, che alle europee tantissimi voti degli italiani vengano nuovamente risucchiati dall’ aspirapolvere grillo per essere tenuti immobili tra idee confuse e contraddittorie. Ahahahahah abbiamo bisogno di più freddo!!! Grillo si sarà ispirato al film “il Santo” in cui il cattivone folle di turno cercava di ottenere una formula scientifica per produrre energia dal freddo…

    5. fabio ehsani scrive:

      pochi giorni fa gli operai dell elettolux han detto che su un frigo di 1200 euro la monodopera incide per 200euro, appena il 15% del costo totale. se anche il costo degli operai venisse ridotto del 99% e fosse di soli 2 euro, il frigo costerebbe ancora piu di mille euro. il prezzo sarebbe comunque alto anche se lavorassero gratis. il costo della manodopera incide così poco perche pochi operai oggi montano molti frigoriferi e pochi operai possono montare molti frigoriferi perche le macchine hanno velocizzato la procedura. solo le macchine che hanno permesso un vero abbattiemnto del costo unitario dei frigoriferie i lavoratori sono sottopagati proprio perche non indispensabili. a questo punto sarebbe meglio che invece che pochi operai fare 8 ore al giorno sotto ricatto di esser sostituiti dai disoccupati di fuori, tutti lavorassero 4 ore e il resto del tempo lo passassero in famiglia. con meno soldi di stipendio come si pagano le bollette?? le bollette e le case dovrebbero esser quasi gratuite se lo Stato fosse onesto e stampasse moneta.

    6. Fabrizio scrive:

      Concordo con Gio:Grillo è un gattopardo.Probabilmente è Soros il burattinaio di Grillo.

    7. gio scrive:

      caro Gio (con la g maiuscola), perchè ti appropri di identità altrui? pur condividendo quello che dici, non vedo perchè tu debba spacciarti per me. Ce n’è di gente strana in giro

      • XXX scrive:

        Così ti accontento e non ti lagni più visto che ti ritieni proprietario assoluto ti un nickname generico. Non mi interessa appropriarmi di identità altrui, figuriamoci di un banale nickname. Ti comunico solamente che seguo questo blog da parecchio e se fossi meno presuntuoso ma più attento, ti accorgeresti che vi sono miei commenti in calce ad articoli precedenti, postati probabilmente anche quando non ti eri proclamato unico internauta dal nickname gio (minuscolo). Per quanto riguarda il tuo giudizio finale, noto che sei stato coerente con il titolo Dell’ articolo, motivo in più per usare un nickname ben diverso dal tuo.

        • gio scrive:

          mi devi scusare, hai ragione, non sono stato attento, ma la cosa la potevi spiegare in modo molto più educato e senza questo astio(un equivoco del genere invece che farti incazzare avrebbe dovuto farti sorridere). la mia non era una lagna, semplicemente pensavo, sbagliando, di avere a che fare con qualche troll pazzoide della rete, e infatti mi chiedevo quale fosse il motivo. io sarò un idiota, tu rimani un maleducato.

          • gio scrive:

            ah spero che dopo questo chiarimento, tornerai a firmarti Gio. io non ho nessun copyright, non mi interessa averlo e soprattutto mi dispiace che per un incomprensione tu debba rinunciare al tuo nick. ;)

            • XXX scrive:

              Per me, la questione è chiusa, userò serenamente un altro nickname. Concludo dicendoti che non dovresti parlare di sorrisi, se accusi persone che non conosci, senza tono scherzoso, di rubarti l’ identità, di essere strana e anche maleducata. Non ti considero un’ idiota perché non ti conosco, però sinceramente il tuo modo di esprimerti non mi ispira sorrisi. Saluti.

              • XXX scrive:

                Volevo precisare, credo che tu non sia un idiota, ma grillo sì.

              • gio scrive:

                chiusa anche per me. ammetto di essere stato un po’ paranoico (purtroppo dalla rete uno non sa mai cosa aspettarsi), però i toni non mi sembravano così duri come dici tu.

      • pierluigi scrive:

        Bell’articolo. Quando ci sono state le votazioni per andare all’incontro con Renzi ho votato NO e condivido il ritenere il “governo Renzi” il proseguo della Dittatura imperante qui in Italia.

    8. stefano scrive:

      Veramente io aspettavo il proseguo del post di ieri e invece anche oggi non c’è stato tempo. Voglio proprio conoscerla la ricetta di questo moralista: a chiacchiera è messo sicuramente meglio di Beppe Grillo. Non c’è tanto da sbandierare la propria presunta appartenenza alla schiera degli “inutili intelligenti” che sono capaci solo di chiacchiere. Ieri il post era iniziato con un altisonante e pregno di contenuto e aspettativa: “…..cosa possa (e debba) fare il singolo cittadino per opporsi alla violenza di Stato e alla barbarie istituzionale…” e finiva miseramente con queste parole: “…Ma siccome il discorso si è di nuovo fatto troppo lungo mi ritrovo ancora una volta costretto a rinviare la questione a domani. Certo della vostra comprensione.”
      Cioè, qui siamo tutti alla ricerca da sempre della ricetta per uscire dalla crisi e lui dopo avercela inizialmente promessa ci lascia con le pive nel sacco perché non ha tempo di spiegarcela. Un “inutile furbo”?

      • il Moralista scrive:

        Raramente ho assistito ad una critica più sconclusionata e miserabile della tua. Il discorso avviato l’altro ieri non scade e, con il tuo permesso si intende, i tempi e i modi per precisare e ultimare il mio pensiero li decido io. Ogni buon giornalista sa che è la notizia che decide la scaletta. Comunque, per approfondire i tuoi angusti orizzonti di pensiero e ricevere le risposte che cotanto aneli, dovrei attendere solo fino a domani (forse). Se ci riesci naturalmente. Nell’attesa ti consiglio di leggere qualcosa su “caldo, freddo, tepore e amore” che potrai scaricare dal blog di Grillo per la modica cifra di tre euro a pagina (ogni dieci pagine riceverai pure un orsacchiotto raffigurante Casaleggio in omaggio).

        • stefano scrive:

          Ognuno ha le critiche che si merita, caro “buon giornalista” dagli “ampi orizzonti di pensiero”. Ognuno decide per se, naturalmente, e che il tuo “pensiero non era ultimato” si era capito benissimo. Continua a studiare e quando sarai in grado di mettere in moto qualcosa di meglio di quello che ha fatto Grillo, o di qualsiasi altro parlamentare del M5S, sarò il primo a dartene merito.

          • il Moralista scrive:

            Io del tuo “merito” non ci faccio nulla. Non è mio compito quello di mettere in “piedi qualcosa di meglio di quello che ha fatto Grillo”. Per ora mi limito a commentare la politica con animo libero e scevro da pregiudizi. Di sicuro se mai dovessi mettere in piedi un movimento politico non lo farei intorno a miti neoliberisti come “sprechi, casta, corruzione” e simili sciocchezze buone per i gonzi.

          • XXX scrive:

            Sig. Stefano, mi scusi se mi inserisco nella discussione, però secondo me non ha senso attaccare in questo modo l’ autore dell’ articolo; trattasi di un giornalista che esprime liberamente il suo pensiero, grillo invece gestisce il 25% dei voti, quindi ci troviamo di fronte a soggetti con ruoli completamente diversi. Pur avendo dei dubbi, alle elezioni ho scelto m5s e l’ altro giorno ho votato affinché vi fosse la partecipazione del movimento alle consultazioni. Tuttavia, non ho apprezzato l’ atteggiamento di grillo; sinceramente non credo che i 20000 e più che hanno optato per l’ incontro volessero vedere grillo abbaiare come un pitbull impazzito dinnanzi a renzi. Non mi piace il sindaco di Firenze, però nelle trattative non si può scegliere sempre chi più ci piace. Agli italiani, soprattutto agli elettori 5 stelle, servono fatti concreti; tutti apprezziamo che abbia rifiutato 40 ml di euro ed altro, però servono azioni più incisive come ad esempio mettere seriamente in discussione quei maledetti trattati europei e l’ euro stesso. Rimanendo in un angolo con l’ utopia di conseguire la maggioranza assoluta alle prossime elezioni, non vi potrà mai essere quel cambiamento che tutti auspichiamo. Non condivido neppure l’ atteggiamento nei confronti dei 4 senatori che hanno espresso il loro dissenso. Non abbiamo bisogno di un altro duce, ancora oggi paghiamo per i suoi errori. Saluti.

            • stefano scrive:

              @ XXX
              Renzi aveva esordito dicendo che l’incontro non serviva per avere ne il consenso ne i voti del M5S. I modi che piacciono a voi hanno portato la politica italiana ad avere le “opposizioni” più reazionarie del re. Chi oggi vuole mettere in dubbio l’operato del M5S lo fa ad esclusivo vantaggio del potere mafioso. Poi, se uno è convinto che i gonzi siano gli altri, lasciamolo nel suo beato narcisismo.

              • il Moralista scrive:

                Forse non mi sono spiegato. Io dico:
                1) Le forze politiche che spiegano la crisi brandendo fesserie del tipo: sprechi, casta e corruzione sono oggettivamente alleate delle forze che compongono il potere costituito
                2)Da Mani Pulite in avanti la Macroeconomia viene vissuta come sottobranca dell’etica su impulso della massoneria reazionaria. I risultati sono evidenti a tutti. Grillo arriva tardi…
                3)La Decrescita costituisce una filosofia che convalida la lettura schiavista presentata dalla Trilateral Commission nel 1975

                Ergo la proposta di Grillo puntella nei fatti un sistema che apparentemente dice di voler combattere. Si chiama “unità degli opposti” e gli esperti di esoterismo come Casaleggio e Sassoon ben lo sanno…

                Quali punti contesti nel merito senza tacciare, da manicheo da quattro soldi, di complicità col nemico tutti quelli che, a differenza tua, non hanno ancora portato il cervello all’ammasso? Aspetto fiducioso…

              • Diego scrive:

                @ stefano “Realiste” magari, non “reazionarie”; che poi siano anche reazionarie è vero :)

                A me è piaciuto l’*atteggiamento* di Grillo. Nell’articolo del moralista, gli attacchi di Beppe non sono deprecati (“ovvietà che si sposano perfettamente con il comune sentire “), mentre si mette in evidenza la censurabile mancanza di visione ampia e Keynesiana della macroeconomia. é su questo punto che Grillo cade e si attira le sacrosante critiche del Moralista.

              • stefano scrive:

                Scrivere non è un problema per nessuno, il problema è riuscire a vendere. E poi guarda che si può essere dei perfetti cretini anche se dotati di tanta magniloquenza e erudizione.
                Difatti, senza venire ad inquinare ulteriormente il tuo “seguitissimo” blog con commenti non in linea con le tue aspettative, ti dico qui, a quattr’occhi, che con l’ultimo post (COSA PUO’ FARE IL SINGOLO CITTADINO PER RESISTERE ALLA VIOLENZA DI STATO?), come previsto anche da un cretino come me, la montagna non ha partorito il topolino ma piuttosto direi la cacca del topolino. Rimane a questo punto ancora insoluta una domanda: a che, ma soprattutto a chi, serve ‘sto blog? Non certo a me, tanto più che ormai, incapace di “abbassarti” ad un livello di consapevolezza che forse mai avrai, preso come sei dalla tua presunta magnifica intelligenza, sei capace solo di darmi del cretino, cosa che ti assicuro, senza falsa modestia, sapevo già benissimo. E comunque, se veramente il blog non ti servisse per campare, allora qui i cretini sarebbero due.

              • il Moralista scrive:

                Stefano, resta pure che ci facciamo quattro risate. Io non ti conosco, sei tu che sei ossessionato dal blog, ci passi tutto il giorno e ti appunti il tema del pezzo per il giorno successivo. Il problema non è “il commento non in linea con il mio pensiero”. Figuriamoci. Questo blog vive per la dialettica. Ma ci piace la dialettica leale, alta, sofisticata, dubitativa, vera. Non ci piacciono le paturnie moralisteggianti di inquisitori da quattro soldi come te, che, permeati da acritico grillismo, avanzano ipotesi sconce e meschine attingendo al proprio intimo sentire. Resta pure. Il confronto con la tua insulsa maldicenza renderà migliori tutti noi. Tu hai tutto il diritto di difendere la politica di Grillo e di criticare i miei articoli. Non hai però il diritto di farmi perdere tempo con le tue illazioni da bimbominkia indottrinato e frustrato…

            • stefano scrive:

              @ moralista
              Punti 1 e 2) Ma la massoneria reazionaria si serve della casta “corrotta e ricattabile” o di Beppe Grillo? Che si serva di Beppe Grillo e di tutti i parlamentari M5S che sono sicuro manterranno (purtroppo) fede al proposito di lasciare il parlamento dopo un massimo di 2 legislature mi sembra onestamente molto poco oggettivo.
              Punto 3) Anche le scoperte scientifiche sono spesso utilizzate per scopi non propriamente etici non per questo condanneremmo tutta la scienza e così anche la decrescita non è appannaggio solo di chi vorrebbe farne uno strumento di tortura. Machiavelli era fautore di un principe illuminato, io da buon portatore di cervello all’ammasso nell’era delle democrazie rappresentative posso sperare solo in una casta illuminata. A meno che tu non voglia renderci finalmente edotti (come promesso) di come debba comportarsi il singolo cittadino in questo passaggio cruciale della nostra storia. Il mio potrà essere anche un manicheismo da 4 soldi ma non lo baratterei con la tua sterile cultura miliardaria.

              • il Moralista scrive:

                Stefano, è dura parlare con uno che usa “paralogismi della ragione”. Scrivi solo supercazzole…La tentazione di risponderti “prematurata come se fosse antani, ad esempio rimpasto” è decisamente forte. Punto 1 e 2. Non fare il gesuita e non rispondere a domanda con altra domanda. I parlamentari grillini, a parte qualcuno, ignorano l’esistenza e il ruolo delle Ur Lodges nel disegnare gli equilibri globali. Forse neppure Grillo ha piena consapevolezza di chi lo strumentalizza e perchè. Ma di certo Casaleggio, buon amico di Sassoon, sa perfettamente quali poteri serve rinfocolando la “retorica degli sprechi”. Punto 3, non rispondi e citi a sproposito autori come Machiavelli che evidentemente non conosci. A Machiavelli si deve proprio la separazione della politica dalla morale. Quella stessa che annebbia la mente di tanti piccoli Savanorola da strapazzo come te che, confermo, hanno portato il cervello all’ammasso.

              • stefano scrive:

                La tentazione di rispondere che tutta questa scienza infusa serve solo ad alimentare il proprio ego è forte. Verrebbe da dire che tutta questa inutile erudizione non porta a nessun libero pensiero ma piuttosto a una libera ripetizione del pensiero altrui. Però, alla fin fine, se lo scopo di questo blog è solo quello di vendere qualche copia in più perché non si è riusciti a rifilare le proprie, di supercazzole, a nessun grande editore, non resta che essere comprensivi e togliere il disturbo, che per altro non avrei mai dato se non avessi notato poca autocritica nel voler considerare utili idioti solo gli altri.

              • il Moralista scrive:

                Caro Utile Idiota. Oltre a dire fesserie spari pure menzogne. Cretino che non sei altro, quali sarebbero le “copie in più da vendere perché non si è riusciti a rifilare le supercazzole a nessuno grande editore”. Questo blog è gratuito e io non vendo copie di un bel nulla. Non ospito neppure pubblicità a differenza del tuo miliardario santone barbuto. Vattene pure, nessuno ti trattiene. Abbiamo bisogno di gente libera, critica e intelligente. Non di un falso, miserabile e ipocrita perdigiorno che non avendo argomenti sparge calunnie e veleni.

              • stefano scrive:

                Chiedo scusa :-), pensavo che tu fossi francesco toscano, l’autore del libro che si vede sulla home page, libro di cui non si trova alcuna recensione nonostante il modico prezzo del formato kindle. Ma allora non sei neanche quello del post dell’utile idiota: potevo anche capirlo da solo perché una persona intelligente come devi essere non può certo aspettarsi di distribuire insulti a destra e a manca senza riceverne a sua volta. Comunque, a parte il tuo invito, avevo già intenzione di lasciare perdere perché sicuramente nessuno sarà interessato a seguire queste stupide dispute. Ho visto che ci sono nuovi post ma prima faccio un salto nel blog di paolo barnard e di beppe grillo per vedere se finalmente si sono accorti del moralista, ciao.

              • il Moralista scrive:

                Ma tu per davvero credi che io abbia aperto il blog nel 2012 per pubblicizzare un mio vecchio libro del 2009? Oltre che idiota sei anche velenoso e malmostoso. Io non ho bisogno del riconoscimento tuo di Grillo o di Barnard per scrivere. Mi bastano i miei (tanti) lettori. La qualità media dei frequentatori del blog è oggettivamente alta. Il fatto che sia provvisoriamente capitato da queste parti anche un cretino del tuo livello non è un problema. E’ statistica.

              • stefano scrive:

                Va bene, quindi trattasi di masturbazioni mentali. E il tempo, genio, lo vuoi perdere te: hai un’intelligenza tanto sofisticata ma poi non resisti a rispondere a un bimbominkia. Comunque, se ti fa piacere e vuoi ridere un po’, vedrò di animare il tuo ultimo post perché mi pare che fai più presa quando insulti che quando ti sforzi di tirare fuori qualcosa di originale: se proprio non avevi idea di cosa dire potevi semplicemente cogliere l’occasione di tacere.

              • il Moralista scrive:

                Stefano io parlo (perfino) con un bimbominkia come te perché non sono un elitario. A differenza tua che credi di offendermi facendomi notare che “Grillo e Barnard non conoscono il Moralista” (e sticazzi?). Ti ripeto: sei tu che sei ossessionato dal mio blog e passi il tuo tempo a leggere (senza costrutto) le cose che scrivo io. A me che tu rimanga o meno non cambia nulla (al massimo, se vai via, ci faremo qualche risata in meno). Quanto al tuo proposito di commentare il mio ultimo pezzo forte della tua indiscussa arguzia critica, l’unica cosa che mi viene in mente è una pernacchia: ‘A Stè, sei pronto? Prrrrrrrrrrrrrr! Ma che c’avrà di tanto intelligente da dire uno che non risponde nel merito alle domande e cita Machiavelli credendolo una specie di Savonarola da strapazzo? Chi vivrà vedrà…

            • stefano scrive:

              Non ho capito se la pernacchia è per me o per il tuo pezzo. Ma poi chi sarebbero questi che devono ridere? Sinceramente non la vedo tutta ‘sta platea di divertiti frequentatori. Comunque, se posso essere utile alla tua triste tristezza, continuerò in questa mia opera terapeutica.

              • il Moralista scrive:

                La pernacchia è per te. Non ti fa ridere? Io la trovo divertente. La platea de Il Moralista è composta prevalentemente da studiosi seriosi. Un solo pagliaccio si aggira per allietare le nostre tristi giornate… Comunque Stefano, scrivi da giorni ma ancora non sei riuscito ad esprimere una critica argomentata e di senso compiuto. L’unica cosa che hai saputo fare consiste nel citare autori che non hai mai letto (Machiavelli) e nell’accusarmi di essere solo distruttivo e non propositivo. Sembri la Boldrini…

              • stefano scrive:

                Ieri ho provato a guardare un paio dei tuoi video e non sono riuscito a andare oltre i cinque minuti: ma certo che sei palloso forte. Sarà stato mica il Machiavelli a farti questo effetto. Fare le critiche a te è come parlare con un sasso: devi aver così tanto studiato per diventare un “buon giornalista dagli ampi orizzonti di pensiero” che nonostante il tuo “non elitarismo” non puoi concepire che qualcuno possa avere un’opinione che non collimi perfettamente con il tuo “insegnamento”. Ti consiglio di scrivere qualcosa su Grillo perché gli ultimi post non sono stati molto seguiti e la tua boria potrebbe vacillare.

              • il Moralista scrive:

                Stefano, ti ripeto, io non contesto il fatto che tu abbia una opinione diversa. Semplicemente non si è capito cosa pensi. Avevo provato a farti qualche domanda precisa ma purtroppo scappi e ti nascondi nella sterile polemica. Abbiamo capito che non ti è piaciuto l’articolo, non ti piacciono i miei video e non ti piace nulla. Ma guarda caso sempre qua stai. Ci riprovo: cosa contesti nel merito? Non credi che la decrescita sia funzionale al mantenimento dei privilegi delle élite? Non credi che la retorica sulla Casta e gli sprechi sia stranamente cavalcata da ambienti che guidano i processi involutivi in atto? Ti chiedi mai perché Stella e Rizzo, vicini a Montezemolo e note penne al servizio dei giornali dei padroni, abbiano creato il tormentone “Casta” poi rilanciato da Grillo? Non hai alcun dubbio in proposito? Buon per te. Io ne ho molti. Chiediti infine come mai per criticare me usi gli stessi argomenti che adopera la Boldrini per attaccare i 5 Stelle…

    9. arturo bandini scrive:

      Scrivo quí perché sono sicuro che qualcuno del circuito god o drp segue questi commenti. Alcuni mesi fa era stato promesso un articolo per dipanare le nuvole sul fenomeno grillo/casaleggio… a che punto siamo? Tutti Noi abbiamo il diritto di sapere come stanno veramente le cose. Siamo al 70° posto per la libertà di informazione.. che facciamo? Scaliamo qualche numero?

    10. Nessuno scrive:

      Intanto dal M5S arriva l’unica voce che parla di reddito, piuttosto che di lavoro.
      Grillo, ok, sul freddo non ci azzecca, sul tepore non ci azzecca, sulla decrescita non ci azzecca,… e vabbè, ma una parola sul reddito spendiamola, no?
      Il futuro è un bivio: o la miseria sottopagata del lavoro salariato (costellato da suicidi di imprenditori e disoccupati) oppure un reddito minimo dignitoso da integrare, eventualmente, con un lavoro salariato.
      Ovviamente il reddito dovrebbe essere proporzionato al costo della vita che, da Milano a Canicattì, cambia notevolmente.

      • il Moralista scrive:

        Sbagliato. Il futuro è la piena occupazione e il ritorno ad una retribuzione minima in grado di garantire da sola il sostentamento dell’intera famiglia del singolo lavoratore. Come peraltro chiaramente stabilito nella nostra vigente Costituzione

    11. gio scrive:

      a tutti i grillini che sbraitano per la lesa maestà a grillo, consiglio il blog orizzonte48 che spiega benissimo le tecniche dell’ordoliberismo di distruzione degli stati nazionali, tra cui i tagli alla spesa pubblica in nome della lotta alla castacorruzione (vi ricorda qualcosa?)
      vi a vrebbe dovuto far saltare grillo quando dice a renzi di aver copiato il suo programma, e gli augura di attuarlo…possibile che non riusciate a vedere le contraddizioni, da questo punto di vista siete identici ai piddini

      • Michele scrive:

        Renzi ha copiato la parte del programma del m5s riguardante i risparmi sui costi (esorbitanti rispetto a qualunque altra democrazia occidentale, di stampo massonico o non) della politica solo per mero vantaggio elettorale, perchè è un argomento molto sentito dalle persone. Non ha nessuna intenzione di portarli a termine, come si è già visto con la legge-mostro che ha partorito sui rimborsi elettorali. Su questo blog si continua a dire che tagliare i costi non serve a niente perchè sono spiccioli..sono d’accordo (infatti secondo me ciò vale come filtro per escludere i corruttibili, a prescindere dall’entità della corruzione), allora però vale anche il contrario, economicamente non serve a niente neanche lasciarli,ma soprattutto la proposta del m5s non è di eliminare questi soldi dal circolo, ma destinarli alle PMI invece che lasciarli a disposizione dei clientelismi che alimentano il potere dei camerieri dei banchieri.

        • gio scrive:

          proprio non capite che i tagli alla politica, soppressione senato, province è proprio ciò che vuole l’ordoliberismo. grillo (inconsapevolmente?) attaccando i politici attacca le istituzioni democratiche e costituzionali che invece erano state progettate a garanzia dei cittadini onesti. non perchè le persone che occupano tali istituzioni sono delinquenti, bisogna sopprimere esse stesse. e in questo grillo è perfettamente funzionale alle oligarchie finanziarie ordoliberiste.

          • Michele scrive:

            Ma queste sono interpretazioni, chi lo dice che si attaccano le istituzioni? Al contrario si attaccano le associazioni che le hanno occupate per proprio interesse, le istituzioni vanno restituite ai cittadini per le quali, come tu dici, sono state create, questo sostiene il m5s. Se poi diamo ragione alla Boldrini e non si può nominare Napolitano in Parlamento perchè si offende il PdR, allora siamo al ribaltamento dei fatti. Se c’è qualcuno che in Parlamento ha difeso la Costituzione e le Istituzioni quello è il Movimento. Ma ti faccio una domanda: è + ordoliberista che il Quirinale costi il triplo di Washington o che gli stessi soldi siano investiti per dar da lavorare alla gente? PS= La soppressione del Senato è un’idea tutta di Renzi, mai stata nel programma 5s.

            • gio scrive:

              beh quando renzi ha proposto, durante l’incontro, la soppressione del senato grillo mi è sembrato favorevole; l’abolizione delle province c’è nel programma. che ci sia un problema di costi della politica è vero, ma i tagli di certo non si fanno in recessione.
              i grillini vogliono fare la rivoluzione culturale, ma in economia rimangono ancorati al paradigma ordoliberista. eppure di gente che diffonde il pensiero keynesiano e postkeynesiano mi sembra che ce ne sia. forse è possibile che non lo capiscano, sarebbe ancora più grave…

        • Diego scrive:

          su questo blog si dice di più e meglio: non che serve a poco, ma anzi che sia dannoso, perchè il taglio dei costi – qualsiasi tipo di costo- può comportare solamente un ulteriore calo della domanda aggregata e dei consumi, risultando quindi recessivo. Non so se la cosa è chiara

          • Michele scrive:

            Chiarissimo. Volevo solo far notare che i soldi risparmiati non verrebbero bruciati, ma reinvestiti verso il basso e moltiplicati. Per esempio, aprendo il conto per le piccole medie imprese, esse potranno ottenere in prestito molti più soldi dei 42 milioni effettivamente depositati. Così funziona?

            • Diego scrive:

              Funziona, ma mia personale opinione è che ci vorrebbe qualcuno che smontasse alla radice il paradigma ordoliberista, e per farlo può solo proporre, come alternativa, quello keynesiano, dopo averlo interiorizzato per bene.

              Su questo non ci siamo ancora. Non pretendevo tanto dal M5S, ma per me e per ora, va più che bene la loro opera di intralcio e sputtanamento. Sarebbe ingenuo chiedere di più

    12. ampul scrive:

      Ma basta con decrescite e amenità varie… Non bisogna cambiare nulla… Solo gli uomini!!!

    13. Alessandra scrive:

      Buona sera, io concordo con Il Moralista e con coloro che pretendono dal Movimento a 5 stelle una posizione netta sull’euro e sulla UE, anche se a questo punto, dovrebbe essere chiaro che le posizioni del movimento su questa questione sono quelle della maggioranza dei partiti…io penso che se non si esce da questa UE e dall’euro, nel giro di pochissimo tempo, saremo messi come la Grecia..percio’ penso che alle prossime europee si dovrebbe votare quel partito che si dichiara nettamente per l’uscita da euro e UE.

      • Daniele scrive:

        Alessandra io sono pienamente d’accordo conte, il problema è che non si capisce effettivamente, tra quei partiti che dichiarano la propria volontà di uscire dall’eurozona, quali siano quelli che veramente intendono farlo e quali invece, attualmente, cavalcano solo l’onda della protesta di chi cuole il ritorno alla sovranità monetaria solo per avere consensi.

      • Michele scrive:

        La posizione del m5s sull’Europa è espressa in un programma di 7 punti e da decine di interventi in Parlamento, che riassumendo propongono di andare, esporre le proprie richieste (che sono quelle decantate anche qui, rivedere i trattati, eurobond, no al pareggio e al fiscal compact, solite cose) e, se non accontentati, referendum per l’uscita. Quale altra lista ha stilato un tale programma?

    14. Alessandra scrive:

      Fabrizio, il mov .5 stelle non parla di uscita da euro, ma di un referendum, incostituzionale e pericoloso..purtroopo l’unico partito che si e’ schierato chiaramente per uscita da euro e’ la Lega Nord di Salvini..sicuramente qui tutti storceranno il naso..ma Salvini e’ affiancato nel suo Noeuro tour dal prof. Claudio Borghi Aquilini, e questo mi da’ un po’ di tranquillita’ e cmq se uno sta affogando e l’unica mano che gli viene offerta e’ sporca di merda..be’ credo che si debba prendere..

    15. Alessandra scrive:

      ..almeno per le europee..

      • Fabrizio scrive:

        Si,hai ragione.Ma cosa significa fare un referendum per la permanenza nell’euro e poi parlare di eurobond?
        I tuoi elettori cosa capiscono?

      • Michele scrive:

        Il referendum è consultivo e serve per sapere cosa vuol fare il popolo italiano, che non va di moda ma a me farebbe anche piacere ogni tanto. Quindi la soluzione è mandare al governo la Lega che ci salverà dall’euro?! De gustibus…
        @Fabrizio: come vedi la logica c’è ed è stata spiegata molte volte (a Genova in primis), l’elettore deve informarsi e partecipare (altra regola base) altrimenti sul m5s dai mass-media capirà sempre il contrario della realtà.

        • Fabrizio scrive:

          Su questo concordo con te.L’elettore 5 stelle deve informarsi ma Grillo deve essere più chiaro sulla strada da intraprendere.Ti segnalo l’ottimo “Scenari Economici”,gestito da simpatizzanti 5 stelle ma anche filo-MMT.

    16. Diego scrive:

      Propongo una sintesi banale, anzi ovvia, sull’impulso di alcuni interventi a questo interessante dibattito.

      Diremo che gli unici sprechi che valgono la pena essere combattuti sono quelli delle risorse naturali.

      Siamo tutti d’accordo? la accendiamo?

      Che John Maynard sia con voi

      • Rodion scrive:

        Io proporrei che TUTTI, in ugual modo di fronte alla legislazione vigente, abbiano il DIRITTO di sprecare o meno le risorse distribuite in modo EQUO secondo il patto sociale difeso dagli stati nazionali in cui i popoli si riconoscono.

        Mi suona meglio.

        • alessandro scrive:

          sprecone! vuoi collettivizzare gli sprechi? Come tu ben sai questa solfa degli sprechi serve solo per disciplinarci e farci sentire in colpa. Gli italiani si sentono in colpa per il fatto che non crescono perchè hanno speso troppo in passato. Colpa della DC. Quando c’era la DC se non altro magnavano tutti, oggi magnano solo loro

        • Michele scrive:

          Un bel delirio. Mi piace.

      • alessandro scrive:

        Quoto. Si è fatta parecchia confusione con questi post sulla decrescita, non credo che il Moralista intendesse dire che per far crescere il PIL va bene anche lasciare accese tutte le luci di casa e fare un pieno di benzina al giorno e lasciare la macchina accesa tutta la notte. Mi sembra pacifico che sia necessario contenere lo spreco di risorse naturali. Detto ciò mi chiedo il perchè Grillo giri con un SUV. Credo che certi ragionamenti sulla scarsità delle risorse fatti a pancia piena sono assai retorici, non solo da parte di certi guru milionari, ma anche da parte dei tanti seguaci acritici che si sono ingrassati le chiappe con il capitalismo dei consumi. Ma si sa certi ragionamenti si fanno sempre con le chiappe… degli altri! Non che, prima o poi, certi ragionamenti sulla imminente fine delle risorse e sulla pressione demografica sulla terra non si debbano affrontare, ma non oggi! prima usciamo dalla crisi e poi ne parliamo… gli alberi non sono finiti, petrolio ce n’è ancora… keep calm and carry on. Piuttosto il big bang è stata un’esplosione di energia, l’Universo è energia! si tratta solo di scoprire come utilizzarla. L’uomo si dia da fare con la ricerca da finanziare con la spesa pubblica.

    17. Spartaco scrive:

      Mi sembra di intuire che si sia acceso un dibattito fra coloro che sostengono che la decrescita felice sia l’unico modo per uscire dalla crisi e coloro che sostengono che sia necessario un capitalismo keynesiano per raggiungere la piena occupazione e la pace sociale. Nessuno però si è espresso su chi deve decidere, il popolo o una élite? (progressista quanto volete ma sempre élite)
      A chi è interessato alla risposta suggerisco la lettura di questa pagina (http://pierluigifagan.wordpress.com/2012/12/14/chi-decide/) e lo invito ad una riflessione: Il capitalismo keynesiano è compatibile con il popolo sovrano? Otto milioni di italiani che hanno votato Grillo credono che non sia compatibile.

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

    • Disclaimer

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