imagesK33KH2TJLa capacità dei circuiti massonici di ispirazione reazionaria nello svuotare il benessere e la democrazia del Vecchio Continente passa per il controllo capillare dei principali mezzi di informazione. Ben mimetizzato da un finto e stucchevole pluralismo di facciata, infatti, campeggia in ogni dove il plastico trionfo del pensiero unico al potere. I soliti economisti a contratto che affollano le stanche arene di Ballarò, Porta a Porta, Piazza Pulita e altri simili teatrini, falsificano di continuo la realtà, riuscendo con successo ad alzare una cortina fumogena in grado di impedire a chiunque di comprendere verità altrimenti facilmente percepibili. La politica, ostaggio di personaggi inutili e imbelli, non ha quasi mai nulla da aggiungere, accodandosi per interesse o ignoranza al codazzo prevalente. Anche i finti progressisti alla Vendola, nel criticare debolmente le politiche dell’austerità, non riescono mai a centrare il cuore del problema. Al massimo, tra una citazione superflua e una ridondante, il poeta della Puglie trova semmai il tempo di rispolverare il solito trito e ritrito spartito che predica tagli alle spese militari e alla immancabile Casta. Fuffa simil-grillina allo stato puro. L’unico paradigma culturale in grado di sconfiggere l’omelia tetragona che contraddistingue il dire dei sacerdoti del rigore ad oltranza come Kostoris, Vaciago, De Romanis, Bisin e altri simili elementi, consiste invece nel recupero a viso aperto di un paradigma totalmente differente, pronto cioè a difendere, apprezzare e valorizzare il ruolo della spesa pubblica finalizzata alla costruzione di una società più equa e inclusiva. Fino a quando la maggioranza dei cittadini non capirà che il ritiro del pubblico dall’economia è funzionale soltanto agli interessi degli oligarchi privati, non faremo un solo passo in avanti. Ma chi volete che si preoccupi di garantire l’accesso alle cure per tutti, la salvaguardia di un sistema scolastico di eccellenza, la difesa del sistema pensionistico e la previsione di un piano infrastrutturale indispensabile per modernizzare il Paese? Il Mercato? Siamo seri. Senza la presenza forte dello Stato, destinata a mitigare le mire naturalmente egoistiche e parcellizzate tipiche del privato, il capitalismo diventa giocoforza una specie di far west.  E quando il capitalismo si trasforma in darwinismo sociale ricompaiono per magia gli spettri novecenteschi del nazismo e del comunismo. Siamo ancora in tempo per impedire il rapido materializzarsi di pericolosi fantasmi che pensavamo sconfitti per sempre. Come ogni dittatura che si rispetti, anche quella tecnocratica ora dominante è allergica al pluralismo. Non volendo però formalmente negare la libertà di pensiero, il politburo di Bruxelles è costretto ad inventarsi un sistema capace di tenere insieme sostanza fascista e involucro liberale. Più o meno funziona così: i grandi giornali e le più importanti televisioni danno spazio solo alle voci in linea con l’ortodossia, relegando quelle dissonanti all’interno di speciali riserve indiane, appositamente predisposte, buone per far risaltare il dato macchiettistico e di colore di volta in volta recitato dalle inconsapevoli vittime del sottile raggiro. Paolo Barnard incarna l’apice del fenomeno testé sintetizzato. Uomo di sicuro ingegno, instancabile divulgatore di dottrine economiche di avanguardia come la Modern Money Theory, Barnard soffre di limiti caratteriali (ad essere oltremodo generosi) così evidenti da oscurarne la pur meritoria opera di informazione. E quale risultato ottiene il mainstream, ben rappresentato da La Gabbia di Paragone, nell’associare con sulfurea malizia la giustezza delle ricette keynesiane  alle intemperanze grottesche del summenzionato guru bolognese? Quello di screditarle in partenza, of course. E’ possibile prendere sul serio, si chiederanno smarriti gli attoniti telespettatori, le analisi macroeconomiche di uno che scrive tweet del tipo “figa ti bacio la gnocca, mia madre è una troia, mia figlia pure”? (clicca per leggere).  La vedo dura, molto dura. A parte i pochi studiosi del Talmud, i quali sanno “che dal giorno in cui il tempio fu distrutto, la profezia venne tolta ai profeti e data ai pazzi e ai bambini” (bbaba bathra’ 12b), tutti gli altri saranno inevitabilmente tentati dal bollare come surreale e improbabile tanto il teorico quanto la teoria. E il gioco è fatto. Fino alla prossima puntata naturalmente.   

    Francesco Maria Toscano

    4/03/2014

    Categorie: Attualità

    25 Commenti

    1. La baron de Cantel scrive:

      Magari, però, dei personaggi uguali e contrari potrebbero fare il miracolo di “rovinare” l’indefesso lavoro dei corifei del regime…
      Penso, ad esempio, al sorprendente Mario Mauro – uno dei tanti uomini senza qualità della politica italiana – che, lasciandosi andare al più bieco turpiloquio, rischia di risvegliare un po’ di orgoglio addirittura in noi, popolo bue…

    2. Alessandra scrive:

      ..be’ solo gli stolti o gli ipocriti continuano a guardare il dito e non la luna..i piu’ grandi geni non erano persone “normali” .. peccato che gli uomini non hanno ancora imparato a valorizzare le cose o le persone quando sono presenti..
      So che attirero’ qualche commento non benevolo..ma credo che nessuno sia perfetto..

    3. Vi leggo sempre con attenzione. A mio avviso per salvare lo stato bisogna ridurlo a poche funzioni, le più basilari che vadano a tutelare in toto la famiglia.
      Fatto ciò e con una nuova visione sia di stato sia dell’europa, creare un concordato di non interferenza col potere economico-finanza, acciocché per impedire lo scempio in atto la medesima economia resta responsabile dei lavoratori.
      Semplicemente; le banche devo lavorare coi propri soldi e non attingere sia dallo stato sia dal popolo.
      ho un negozio; il mio rischio è essere incapace di gestirlo e viceversa la banca, se è in grado di stare sul mercato crea utili e lavoro, altrimenti fallisce essa e non il popolo.
      chiamiamolo pluralismo, bene comune, sinarchia ma mettiamo dei paletti ben precisi tra stato e potere economico. finanza. Grazie, per avermi letto e altresì lunga vita.

      • Rodion scrive:

        “per salvare lo stato bisogna ridurlo a poche funzioni”

        E’ un ottimo modo per non garantir lunga vita a nessuno.

        Quello che proponi si chiama “stato minimo”, fondato sulle ricette neoclassiche antidemocratiche: è la cieca ideologia (liberismo sfrenato) di coloro che stanno distruggendo secoli di conquiste sociali.

        E’ il modo migliore per distruggere la famiglia che tu stesso presenti come un valore.

        • Petronius scrive:

          Ma Renato Protti dice di avere un negozio quindi per motivi che non riesco bene a capire, come tutti i suoi colleghi piccoli imprenditori ritiene in buona fede che lo Stato debba essere ridotto al minimo; è probabilmente convinto davvero che spesa pubblica sia uguale a “spreco”, che il pubblico non funziona mai e quindi bisogna privatizzare il più possibile.

          Non si rende conto che:

          A) se lo Stato non funziona e se il pubblico è una sentina di corruzione è ovvio (ovvio) che questo malaffare abbia luogo fra il pubblico da una parte e “il privato” dall’altra, entrambi parimenti colpevoli. Pubblico e privato sono complici di una corruzione/concussione “ambientale”; che senso ha quindi affidarsi ai privati? Non si sa; e l’assurdità è che ai livelli medio-alti e alti una ragione ci sarebbe perché queste privatizzazioni diventerebbero una appropriazione (specialmente se senza corrispondente liberalizzazione); ai livelli medio bassi di Renato invece significano solo un danno enorme di cui pare non ci renda minimamente conto.

          B) Renato dice una cosa stranissima e abbastanza sbalorditiva: “creare un concordato di non interferenza col potere economico-finanza”.
          Ma che mentalità è questa? Lo Stato deve essere il controllore e il regolatore, altro che concordato di non belligeranza

          C) Renato ha un negozio e saprà che ci troviamo in una crisi di domanda (almeno immagino che lo sappia…).
          Qualcuno dovrebbe spiegare al (presunto) negoziante Renato che in una crisi di domanda alla quale si associa un credit crunch l’unica mossa che rompe l’impasse è una grande spesa pubblica per esempio per creare infrastrutture la quale tramite i relativi appalti e creazione di posti di lavoro provvede a riattivare vigorosamente quella domanda alla quale un negoziante come Renato dovrebbe tenere molto.

          Insomma, Renato esprime il classico punto di vista autolesionista del piccolo imprenditore italiano; o capiamo da dove nasce questa visione distorta e autolesionista, o troviamo un modo di spiegare ai piccoli imprenditori e ai lavoratori che lo Stato è l’entità che coordina e mette d’accordo le loro esigenze apparentemente inconciliabilmente conflittuali o temo ci dovremo rassegnare a tenerci i Renzi.

          • GLS scrive:

            Credo che la risposta alla tua domanda “da dove nasce questa visione distorta e autolesionista” non possa che arrivare dall’ottimo, costante ed efficace lavoro di “informazione” portato avanti dai soliti media di massa. Non penso derivi da altro. Ormai la convinzione generale che il debito di 2107 mld di euro sia dovuta agli sprechi dello stato è piuttosto assodata. Penso che pochissimi in proporzione la addebitino alla vera causa ovvero agli interessi sul debito e quindi al paradossale sistema di denaro a prestito su cui anche l’Eurozona è fondata.

          • kthrcds scrive:

            Se permette, condivido in toto le sue affermazioni.

    4. Laura scrive:

      La lista dell’ALDE alle europee tenuta a battesimo da Prodi.
      Quello sì che è un autentico guru bolognese che ammanta di serietà tutto ciò che battezza.

    5. alessandra scrive:

      I privati pensano soprattutto ai profitti..e’ lo stato l’unico che puo’ garantire i diritti per la maggioranza della popolazione..e Prodi e’ un criminale che ci ha svenduto all’Europa, quindi tutto quello che appoggia e’ criminale

    6. nkant scrive:

      Io sto con Barnard tutta la vita, Giornalista vero e uomo con gli attributi(di quelli che piacevano ad un certo Pirandello).Genale, colto, ricercatore e libero.I suo scritti pullulano di autenticità.Se poi non si capisce il senso di certi Tweet si giudica la credibilità di una persona vera in un mondo di ipocriti solo da queste provocazioni, allora meglio lasciar perdere……

      • Diego scrive:

        Rileggi l’articolo. Non puoi pretendere che siano tutti studiosi del Talmud ;)

        • nkant scrive:

          C’è poco da rileggere ….. se non gli articoli del Mitico Paolo! ;)

          • edoardo sottocasa scrive:

            Non conoscevo Barnard sino a ieri, Mi sono documentato, ho visionato alcuni video, sopratutto sui ” torti” di Israele verso I Palestinesi. Barnard usa spesso, troppo spesso l’espressione “sono tutte balle”. Certo ha ragione perchè le balle le racconta lui, il detentore di tutta la verità, di tutti i segreti, di tutti gli scoop. Non arriverò sino a trattarlo da antisemita ma la frontiera è molto labile.in un dibattito potrei smontare molte delle sue affermazioni usando semplicemente la storia e filmati d’epoca e una maggiore…obiettività.

          • edoardo sottocasa scrive:

            Non conoscevo Barnard sino a ieri, Mi sono documentato, ho visionato alcuni video, sopratutto sui ” torti” di Israele verso I Palestinesi. Barnard usa spesso, troppo spesso l’espressione “sono tutte balle”. Certo ha ragione perchè le balle le racconta lui, il detentore di tutta la verità, di tutti i segreti, di tutti gli scoop. Non arriverò sino a trattarlo da antisemita ma la frontiera è molto labile.in un dibattito potrei smontare molte delle sue affermazioni usando semplicemente la storia e filmati d’epoca e una maggiore…obiettività.

    7. Pierluigi scrive:

      La propaganda iniziò diffondendo il calcolo pro-capite del “debito pubblico accumulato”. Includendo i neonati … ricordate ?
      E la contrapposizione tra Statale parassita (in alcuni casi palesemente vera ma non generalizzabile se non nella volontà politica di non dotare gli Enti pubblici di una Dirigenza capace) e Privato laborioso e colonna portante della nostra Società (vedi la gestione “convenzionata della Sanità”)?
      La riduzione dello Stato è un virus metabolizzato nella mentalità di moltissime persone purtroppo. Per usare un’analogia con il MdB si dovrebbe agire contemporaneamente su 3 direttive
      1) Aumentare gli anticorpi naturali (un paradigma diverso è possibile)
      2) togliere le sostanze nutritive che lo fanno prosperare ( nuovi canali informativi )
      3) favorirne la morte senza danneggiare l’ambiente (società) ospitante

      • Alessandra scrive:

        Concordo..un altro stato e’ possibile e necessario se non vogliamo tornare ad essere servi della gleba..

    8. daraz scrive:

      Al sottoscritto non interessa la polemica fine a sé stessa ma non capisco che possono avere di “reazionario” le politiche europee favorevoli all’ immigrazione, creatrici di famiglie alternative e scenari inusitati della società. Che si usino censura, mistificazione, discredito é vero ma questo, unitamente ai contenuti ideologici di cui sopra, qualifica l’ Ue come neostalinista più che neofascista. Si noti che in Urss si moriva di vessazioni stataliste e di miseria come attualmente in Ue. Inoltre non sottovaluterei certo occultismo deviato di massa.

    9. Nirvana scrive:

      Barnard scrisse intenzionalmente quei commenti oltraggiosi su Twitter per provare (cosa provata qui) che i social network sono pura demenza informativa.

      • il Moralista scrive:

        Barnard scrive tutto e il suo contrario. Non vorrei che, lei, nel parlare di demenza sui social, subisse una sorta di riflesso freudiano. la smetta di vedere all’esterno la rappresentazione di se stesso. Il dialogo, anche duro, è sempre utile. Barnard è un uomo di grande ingegno vittima del suo personaggio

        • Nirvana scrive:

          Mi scuso di cuore, nel rileggere il mio commento ho capito che poteva essere frainteso. Io per socialnetwork intendevo Twitter, Facebook eccetera. Media che stanno un po’ inebetendo le masse e le sta rendendo sempre piu’ passive e amorfe lontano dalla tastiera del computer.

          Quando ho aggiunto “cosa provata qui” intendevo dire che sembrava che l’autore stesso avesse frainteso gli sproloqui di Barnard. Tutto qui.

    10. Nirvana scrive:

      Con quanto nel commento sopra non volevo detrarre nulla all’articolo in se’, anzi l’ho trovato molto ben esposto e finalmente radicale rispetto al mainstream, ma facevo solo notare che Barnard e’ consapevole di essere oltraggioso e lo fa intenzionalmente per scuotere le menti e svegliarle dalla dipendenza al socialmedia, ma non e’ che lui creda a cio’ che scrive su twitter o altri social network, questo lo ha spiegato lui stesso in molte occasioni ancor prima delle critiche che immancabilmente sono sempre arrivate.

    11. NoVoice scrive:

      Paolo Barnard è un criminale ipocrita fallito come uomo e come giornalista. Ho avuto a che fare privatamente con questo ingannatore totale,un violento assassino pezzo di merda che spero invecchi nella putrefazione, unica punizione che merita.

    12. edoardo sottocasa scrive:

      Caro No voice d’accordo su tutto meno le ingiurie, queste sono cibo per il Barnard. Leggi piu sopra ciò che ho scritto.

    Commenta


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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