imagesOgni uomo agisce se mosso del desiderio. Vi siete mai chiesti quale motivazione animi in via principale il solitario curatore del qui presente blog Il Moralista? No? Allora ve lo dico io: la speranza di contribuire alla formazione di cittadini politicamente consapevoli e orientati. Orientati è il contrario di indottrinati. Un insegnamento è buono e valido solo nella misura in cui offra al suo interlocutore gli strumenti intellettuali utili per contestare in potenza anche e soprattutto le teorie di chi espone. Chi ama questa filosofia ama la libertà. Per essere liberi fino in fondo bisogna innanzitutto tentare di non farsi opprimere dalla vanità. Troppe cose appesantiscono il pensiero dell’Uomo, ancorandolo a prospettive minime, mediocri e paludate che finiscono con l’annebbiarne la vista e frustrarne le potenzialità. Chi poi sente ardere dentro di sé l’amore per la verità vive spesso logorato da una energia interiore che  opprime e,  nei casi più gravi, consuma. Qual è la strada che ci conduce sulla via della vera sapienza? Quella che ci libera dalla contingenza permettendoci di contemplare l’infinito? E ancora: è possibile coltivare siffatta ambizione solo su un piano soggettivo e intimo, alla stregua dei mistici per capirci, o, al contrario, esiste il modo di proiettarla su un piano pubblico in grado di dare vita ad una anima collettiva unica e plurale allo stesso tempo? La mia sensibilità mi porta a credere che l’impegno pubblico e politico rappresenti la forma più alta e nobile di ricerca del vero finalizzato alla realizzazione di obiettivi che non hanno nulla né di astratto né di etereo. Se fossi convinto del contrario, infatti, mi sarei già da tempo recato a meditare nei pressi dell’Abbazia di Serra San Bruno, che, dopotutto, dista soltanto pochi chilometri dal luogo in cui attualmente risiedo. Come fare a spingere il maggior numero di uomini ad abbracciare una simile prospettiva? A suscitare cioè il desiderio di nutrire la mente e il cuore con la stessa impellenza con la quale si nutre il corpo? La risposta è semplice: con la parola, la scrittura, la testimonianza, l’impegno e l’esempio. Questa è la bussola che mi guida e mi spinge ogni giorno a dedicare parte del mio tempo alla cura di questo spazio informativo. A fianco dell’appena esplicitato anelito ideale che guida i miei sforzi e le mie ricerche, mi domando, esistono elementi più terreni che condizionano più o meno consciamente il mio agire? Non lo escludo. Se lo facessi peccherei di immodestia e di superbia. Certamente, nel notare che i lettori del blog crescono per numero e qualità, titillo anche la parte più narcisistica del mio essere. Ma non intendo colpevolizzarmi sol per questo. Non è affatto necessario mortificarsi per inseguire il bene. Purché, s’intende, non si finisca con il confondere il piano egocentrico con quello politico, mascherando cioè di lodevoli intenzioni  il noto, diffuso e accecante istinto all’auto-esaltazione. Nel qual caso, ne sono certo, molti di voi mi correggerebbero. Tutti sappiamo che i cambiamenti più significativi della storia dell’umanità sono sospinti dall’intuizione e dal ragionamento. Domando: esiste un nesso tra il rifiuto della corporalità e l’ampliamento delle qualità intellettive? Molti filosofi credono che il corpo, con la sua caducità, le sue miserie e i suoi bassi istinti, costituisca una specie di prigione per l’uomo, zavorra che impedirebbe alle creature di raggiungere lidi metafisici. Trovo fuorviante questa impostazione. La perfezione del pensiero puro non si raggiunge rinnegando la materialità che è consustanziale alla natura dell’uomo. Chi si incammina su sentieri tanto impervi, piuttosto che la saggezza, rischierà presto o tardi di incontrarvi la follia. Al contrario, solo l’uomo che non è schiavo dei bisogni primordiali può permettersi  di volgere lo sguardo verso il cielo stellato. A questo punto, accettate come vere tali premesse, appaiono chiari i limiti di una lettura materialista della contemporaneità. Non è il bisogno economicistico di allargare a dismisura le disuguaglianze sociali che arma la mano della massoneria reazionaria di Mario Draghi, quanto una diversa e gerarchica visione del mondo e dell’uomo pensata per puntellare un sistema che baratti la libertà con il denaro, la dignità con il potere e la verità con il sopruso. Soltanto incasellando rigidamente dentro schemi concettuali rigidi e dogmatici una sparuta minoranza di privilegiati cooptati, costringendo al contempo  tutti gli altri a lottare per la semplice sopravvivenza fisica, sarà possibile portare a compimento l’obiettivo dissimulato di distruggere dalle fondamenta la civiltà occidentale sorta al grido di LIBERTA’, UGUAGLIANZA, FRATELLANZA! A meno che qualcuno, educato alla libertà vera e profonda, non riesca per tempo ad invertire la rotta tracciata dai massoni contro-iniziati. E’  per questo che intendiamo impegnarci.

    Francesco Maria Toscano

    13/03/2014

    Categorie: Editoriale

    10 Commenti

    1. Rodio scrive:

      Bravissimo.

      Mi spiace interrompere l’incantesimo con questo warning:

      http://www.sapereeundovere.it/gli-stati-uniti-stanno-programmando-una-false-flag-in-crimea-email-intercettate/

      Io non ce l’ho ancora il lascia passare per i tunnel della Norvegia: pare che i cowboys abbiano intenzione di esportare ancora un po’ di democrazia agli indiani.

      Siamo così sicuri che i peggio nazisti parlino tedesco?

      Perché questa volta, per chiudere i giochi, non spazzeranno via donne, vecchi e bambini di un paio di città di pescatori: scateneranno la “bolla atomica” che dalla fissione del 2008 si arriverà alla fusione del 20XX. Con l’Armageddon in fase di set up direi che potremmo pensare che una qualche palingenesi ci sarà. Su Orione.

    2. Britannicus scrive:

      Per essere veramente liberi è necessario liberarsi dall’ego, da ogni forma di volizione, che è sempre un’espressione dell’amor sui.
      L’amor di sé non lascia spazio alla Grazia, che è intelletto attivo (poietikòs), distaccato, immortale ed eterno [Arist., De anima, 429 b-430 a].

      “Thy Will be done”.

    3. Il potere sulla ricchezza.
      Il disincanto sul potere.
      L’umiltà di essere ” servo” del Popolo, conscio di essere Libero e Responsabile del proprio futuro.

      Se gradisce, conosco giornalisti in terra di lomellina indi testate di qualche migliaia di copie, posso interagire e proporre una suo breve pensiero inerente alla Associazione Eleonor Roosevelt. Iniziare ad anticipare e attuare le contromosse contro i neo-aristocratici, mi diletta assai. Iniziare dal basso, affinché il degno pensiero si diffonda a macchia di leopardo.
      Lunga vita

      • il Moralista scrive:

        Carissimo Renato Protti Miracca,

        Accolgo con favore e gioia il suo generoso invito. Mi reputi quindi a sua disposizione per eventuali iniziative future.

        Un caro saluto,

        Francesco

    4. Daniele scrive:

      Signor Toscano, volevo solamente dirle che apprezzo infinitamente il lavoro che lei svolge su questo blog che è ormai diventato per me un riferimento quotidiano e costante. Sono convinto, inoltre,che la sua chiave interpretativa di tutta la realtà sociale e politica di questo paese sia proprio quella giusta. Spero che sempre più gente frequenti queste pagine, che io ritengo fondamentali per avere un quadro chiaro di ciò che sta accadendo in Italia, e proprio per questo mi permetto di consigliarne la lettura a molti miei conoscenti.
      Le mie parole non vogliono assumere l’aspetto di una sviolinata atta a soddisfare il suo ego (a proposito di ciò che ha scritto nel pezzo di oggi) ma vogliono essere un ringraziamento per quanto già fatto ed una spinta ulteriore a continuare il suo splendido impegno, perchè io, che ho 46 anni e sto per perdere il lavoro, ho un disperato bisogno di persone come lei che informando seriamente e diffondendo i messaggi giusti, alimentino la speranza di un futuro migliore.

    5. Pierluigi scrive:

      Caro Francesco
      non posso negare che la lettura dei tuoi articoli e i sempre costruttivi commenti degli altri lettori, hanno contribuito notevolmente a fare chiarezza nel mio pensiero nonché dare una prospettiva possibilista alle mie istanze di Giustizia.
      Benché la ricerca del Vero non possa essere istituzionalizzata, il tempo attuale, proprio perché buio, è maturo affinché gli uomini si riconoscano Cittadini e collaborando, riprendano in mano le sorti del loro destino.
      Grazie

    6. […] critica dell’interlocutore rendendolo autonomo anche e soprattutto nei confronti di chi argomenta (clicca per leggere). Solo chi crede nell’ uguaglianza e prova un rispetto sincero per tutti i suoi simili può […]

    7. Gianluca scrive:

      Complimenti, condivido in pieno lo spirito dell’articolo. Anche se a volte mi chiedo perché tanto parlare, perché sentiamo questo bisogno, siamo forse 1 po’ matti? Ma forse è questo che ci rende vivi…

    8. ugo scrive:

      A suo tempo io pure son stato arso dal fuoco dell’entusiasmo divulgativo, per cui capisco di cosa stai parlando. Devo però aggiungere una nota di realismo costruttivo ai tuoi alti, legittimi e invidiabili ideali: questo genere di cose porta a sfinimento nel giro di qualche anno — coltiva qualche tuo successore di fiducia che possa rilevare il testimone della staffetta quando le energie che ti animano finiranno per abbandonarti. Non illuderti che non succederà, perché succederà. Gioca d’anticipo.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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