untitledOgniqualvolta sento i soloni di regime strillare contro l’avanzare di forze politiche “estremiste e populiste” mi viene un principio di orticaria. Sulla scia del prevedibilissimo exploit della bionda Marine Le Pen, fresca vincitrice della tornata amministrativa francese, è partito il solito ritornello: “Oddio i barbari sono alle porte!”. Ripromettendoci di sviluppare adeguatamente e nei prossimi giorni il fenomeno “Front National”, limitiamoci per ora a valutare con freddezza quanta credibilità conservino i tanti e instancabili difensori (a gettone) dell’esistente. L’attuale Unione Europea, con buona pace dei troppi mentecatti e falsi che offrono diagnosi di tipo localistico o emozionale, è completamente pervasa da sentimenti di rigetto. Da nord a sud, da est ad ovest, dappertutto crescono partiti e movimenti che offrono alternative di tipo sistemico. Perché? Perché gli europei sono forse diventati all’improvviso tutti buzzurri? Perché il popolo esprime endemicamente pulsioni totalitarie e illiberali? O perché, quest’ultima è l’ipotesi che più mi convince, i nazisti veri sono quelli che hanno già di fatto trasformato l’Europa in un immenso lager a cielo aperto? Gli idioti alla Renzi, quelli che “paghiamo oggi i debiti stipulati dalle vecchie classi dirigenti”, dovrebbero spiegarci cosa pagano invece i portoghesi, i francesi, gli spagnoli, i greci e gli irlandesi, tutti stranamente accumunati dallo stesso insolito destino fatto di fame, disperazione, miseria ed indigenza. Come si fa a non riconoscere che il problema è strutturale? Come si fa a spiegare la paurosa involuzione del Vecchio Continente evocando le porchette di Fiorito, i bilanci di Camusso o le spese del Senato? Chi sono quindi i veri demagoghi? Quelli che propongono spiegazioni da bar sport nella speranza di impedire ai cittadini di cogliere le vere criticità? O quelli che, correttamente, spostano l’attenzione su un piano macroeconomico e geopolitico? La risposta è scontata. Non c’è bisogno di aspettare inorriditi l’imminente sbarco dei “populisti” e dei “demagoghi”. Sono già al potere dappertutto. Della Grecia è inutile parlare, landa desolata oramai pacificamente sprofondata in un limbo fatto di caos e violenza. Ma in pochi parlano della Spagna, nazione dove ultimamente milioni di cittadini si sono riversati in Piazza per protestare contro le politiche infami propugnate da un personaggio meschino e grottesco come Mariano Rojoy, difensore dell’austerità ad oltranza,  nonché artefice di una svolta in senso autoritario dello Stato degna del peggiore franchismo. Ma di fronte alle pulsioni liberticide del macellaio Rajoy, gli illuminati rappresentanti della nostra civilissima Unione Europea tacciono. Come mai Olli Rehn, Angela Merkel e Barroso non rimproverano al presidente spagnolo l’uso allegro della forza pubblica per reprimere il legittimo e giustificato dissenso? Forse perché  ne condividono l’impostazione nazista, permettendo alla periferia dell’impero di preparare scempi da esportare poi alla chetichella nel cuore dell’Europa libera e democratica? Solo lo sforamento di uno zero virgola nel rapporto deficit/pil turba i sonni della nostra solerte Commissione? Mentre il fiorire di proposte di legge liberticide e infami non desta preoccupazione alcuna? Ipocriti miserabili! Siete voi che state scientificamente spianando la strada per il ritorno del nazismo in Europa! Non Le Pen, Grillo o qualche altro personaggio bravo nel cavalcare la crescente esasperazione ad arte diffusa e disseminata. Gli apprendisti stregoni Draghi e Van Rompuy giocano oramai a carte scoperte. I partiti tradizionali Ppe e Pse, tenuti al laccio dalla massoneria reazionaria, si autodistruggeranno portando a termine il processo di cinesizzazione (copyright God) in atto. A quel punto, alimentati da un odio creato in vitro, riemergeranno dappertutto partiti in stile Alba Dorata pronti a completare il lavoro. Agli uomini di punta del  Ppe o del Pse si può chiedere di distruggere il welfare e di proletarizzare la classe media. Non si può chiedere però a damerini alla Monti o Enrico Letta di interpretare anche il ruolo dei fascisti del nuovo millennio solerti nel sospendere le libertà civili e democratiche. Una diversa fase presuppone necessariamente il “lancio” di nuovi personaggi. Quegli stessi che, all’ombra dei templi più elitari, già crescono sotto lo sguardo compiaciuto di un manipolo di contro-iniziati pronti a rinverdire i fasti di Adolf Hitler. Fermatevi fintanto che siete tempo. Altrimenti farete la stessa identica fine dell’altra volta.

    Francesco Maria Toscano

    24/03/2014

    Categorie: Editoriale

    10 Commenti

    1. ugo scrive:

      Mi fermerei volentieri, se dalla “altra parte” non si continuasse lungo la china di atteggiamenti a mio danno. E cito nuovamente lo ius soli e altre porcate “aperturiste”. Da “sinistra” la si smetta con queste maialate, e io sarò ben lieto di distogliere dalla destra il mio voto di persona convintamente di sinistra. Ho scritto “di sinistra”, non cieco affezionato a una maglia calcisticamente tinta di rosso. Creare miseria importando sovrappopolazione e “pluralismo culturale” non è essere “di sinistra”, è semplicemente essere “bastardi” e lavorare per creare non una, ma mille piccole Iugoslavie d’Italia (per di più in un contesto pericolosamente più sovrappopolato di quanto la Iugoslavia abbia mai conosciuto). Se la gente tinta di rosso vuole farsi del male avvantaggiando l’avversario, bene – muoia Sansone con tutti i Filistei, continuerò a votare destra estrema. I Filistei, che si sappia, vestivano in rosso?

    2. Vossia è un grande! Il cambiamento è sia epocale sia geopolitico e altresì la storia farà il suo corso. La verità emergerà sempre tinta di rosso sangue. Adoro la ” Vedova” e i suoi legittimi figli.

    3. Caro Maestro; leggervi e panacea. D’altro canto sorge una domanda; perché Vossia e il Gran Oriente Democratico non create un Movimento ad OHC, affinché gli ideali della rivoluzione francese facciano da nuovo manifesto politico e permettessero al popolo europeo di abbracciare i medesimi ideali già conosciuti e masticati sino a oggi.
      Il popolo prima ha venduto l’oro e quant’altro; ora sta vendendo sia i complementi d’arredo sia l’oggettistica per darsi una dignità.

    4. gigi scrive:

      Mi vien voglia di togliere dai preferiti il sito de Il moralista..
      A me piaciono sangue e arena..sono troppo d accordo con quello chs scrive il nostro Francesco…Quando leggi un articolo e pensi che avresti voluto scriverlo tu…devi inchinarti davanti a chi traduce i tuoi pensieri in italiank ben scritto…Grazie di cuore…

    5. Laura scrive:

      “Mai lasciare che una buona crisi vada sprecata.” (cit.)

      Personalmente dubito che la crisi si possa ancora risolvere per via politica. Ci sono troppi Neroni che suonano la lira mentre l’Europa unita brucia e si sa, non è bene giocare col fuoco.

      • Gianluca scrive:

        Si potrebbe dire che l’Europa unita esiste solo nei sognatori al caldo dei loro camini ;-)
        Io vedo un paese come la Germania, insieme ai suoi satelliti, o meglio ancora le élite e apparati industriali di essi, fare il bullo con i paesi del sud Europa attraverso gli sgherri e collaborazionisti in loco o con “giornalisti” mandati a controllare (Piller&Gumpel sono solo 1 esempio), oppure attraverso gli organi non democratici europei.

      • Gianluca scrive:

        p.s. comunque condivido in pieno… non credo che ne usciremo facilmente, se non dopo molti morti e macerie…

    6. Gianluca scrive:

      In Spagna e Francia hanno sforato ampiamente il 3%… risolto qualcosa? NO! Perché un paese più debole di un altro, non può legarsi con la stessa moneta perché finisce per indebitarsi troppo con l’estero (debito PRIVATO!!!) e importare merci prodotte da altre parti, divenute più economiche e quindi via nello slalom disoccupazione di massa > bisogna fare le riforme e rendere precari tutti > riduzione salari per compensare diversa inflazione > cinesizzazione!!!
      Già lo hanno fatto con quota 90! Con una deflazione del 1,qualcosa %, avevano ridotto i salari del 20-30%!

      • Rodion scrive:

        Sì… ma vedi, tu stai a parlare di scienza mentre qui stiamo a parlare di eurobond.

        Non abbiamo ancora capito come è possibile proporre un sistema basato sui trasferimenti fiscali e allo stesso tempo non voler accettare la “cinesizzazione” dell’Italia.

        Infatti è molto più adatto il termine usato da Brancaccio: “mezzogiornificazione” che, oltre a sottolineare la compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori, mette in luce il processo di deindustrializzazione. (Nell’Italia del sud irreversibile da 150 anni)

        Il M5S è **ufficialmente** una forza che sostiene l’establishment UE/UEM ordoliberista sotto il cappello NAFTA – Washington Consensus.

        Vediamo, se Mosca e Pechino riescono a far resistenza è facile che l’asse Washington/Londra-Berlino salti insieme al TTIP.

        E’necessario però che anche Jeanne d’Arc sappia dare un buon segnale ai cittadini liberi del Vecchio Continente e che sappia far un resistenza leggermente migliore della Linea Maginot.

        Se mi devo disturbare per queste prossime urne, la mia X sfregerà il faccione di Salvini: sacrificio in onore della passionaria francese.

        p.s. per i piddoprogressisti ==> il programma economico dell’ “estrema” destra del FN è copiato paro paro da quello scritto da un economista della Sinistra francese: a livello nazionale la politica economica è l’unica che conta. Bene: TUTTE le forze che NON propongono la dissoluzione subitanea e concertata di UE e UEM supportano un programma più a destra del FN francese: a partire dal M5S. Volenti o nolenti.

        • Gianluca scrive:

          Condivido in pieno… (e scrivo dal profondo sud)
          10 minuti fa, si è chiuso un Hangout con 2 parlamentari europei. Per farvi capire quanto sono vicini alla realtà, e preoccupati per il nostro futuro (uno era Pittella), hanno tirato fuori il cambiamento climatico…

          Ho detto tutto.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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