images19QVKMJCVolete sapere la ragione per cui le riforme del Senato e della legge elettorale vengono prima di tutto? Qualcuno si stupisce che il governo Renzi, in questa situazione economica tragica e in via di peggioramento, dia priorità alla riforma del Senato e della legge elettorale. La spiegazione dell’apparente incongruità è chiara. Io credo. Renzi è stato scelto. E lo è stato non certo per dimostrate capacità. Lo è stato per la sua “immagine” di energicissimo e vitalissimo bimbominkia e molto “bravo ragazzo”. Piazzato al vertice di un governo di giovani rassicuranti. Immagine tranquillante che lo rende idoneo, con l’aiuto di contentini demagogici su tasse e bollette e 80 euri ai poveracci, a far passare una riforma elettorale e del Senato estremamente pericolosa e aggressiva verso la democrazia e direi verso lo stesso impianto della Costituzione. Una riforma che prepara l’ambiente giuridico-costituzionale adatto in cui il successivo premier – sempre lui? – potrà esercitare una “dittaturina postdemocrista”, formalmente legittima per gestire un prevedibile e imminente periodo di peggioramento economico e di protesta sociale. A quel punto, amici miei e della ventura, quel premier non sarà un ragazzotto inoffensivo. E no. Sarà un uomo degli interessi finanziari, dei poteri forti, delle camarille e massonerie e direttori e Bilderberg e Britannia e insomma un delegato della Trojka. Che macellerà l’Italia come la Trojka ha macellato la Grecia. Senza però che la Trojka debba metterci la faccia, perché lo farà “Lui”. Scaricando sugli italiani la responsabilità di ciò che essa farà a loro. Et voilà! Gli indicatori – non la Sibilla cumana – ci dicono che il peggioramento economico arriverà l’anno prossimo. Con le decine e decine di miliardi che annualmente l’Italia dovrà togliere ai contribuenti per l’abbattimento forzoso del debito pubblico – fiscal compact – in un trend già di avvitamento fiscale pluriennale.  L’Italia dovrà invocare l’aiuto, il bail-out, della Trojka. E dovrà accettare le sue “cure”. E reprimere un ampio scontento popolare. Altro che forconi e cagate assortite.  Servirà una mano dura. Urgerà governo autoritario, cazzuto e provvisto di poteri forti. Ecco a che servono la riforma elettorale e del Senato. Ecco perché per il governo Renzi queste riforme e non altre (Italicum) sono prioritarie. Venendo prima dei problemi economici. In questo pantano, in cui l’Italia è indebitata in una moneta straniera e sbilanciata su poteri esterni alla repubblica, noi c’avevamo bisogno piuttosto della riforma che prevenisse altre sospensioni della democrazia come quella imposta ben tre volte dai manovratori del rating e dello spread per il tramite del Colle. E mannaggia la miseria arriva l’opposto! Ma che fatalità! Al di sotto della pelle d’agnellino di Renzi e dei suoi bravi e buoni ragazzi – con le loro riforme e l’aiuto di Berlusconi ai domiciliari – istituiscono la nuova architettura costituzionale in cui il segretario del partito si sceglie i candidati che gli vanno bene col voto di meno di un terzo degli elettori. E si prende la maggioranza assoluta nell’unica camera legislativa. E si blinda a priori la fiducia al proprio governo. E si nomina il presidente della repubblica (che a sua volta nomina buona parte del Senato…), il presidente dell’unica camera legislativa, i giudici costituzionali, i membri laici del CSM, e altre cariche di garanzia. E revoca i ministri. E lascia senza rappresentanza parlamentare partiti che raccolgono milioni di voti. E infine si pone al di sopra e al di fuori di ogni controllo. La giustificazione è che i tempi richiedono un premier forte e decisioni rapide. Bugiardi. Bugiardi. Bugiardissimi. Basterebbe mantenere, accanto alla Camera dei Deputati eletta col maggioritario e con sbarramenti, un Senato elettivo, riformato per essere l’organo della rappresentanza fedele dell’elettorato e delle garanzie: il Senato è eletto con sistema proporzionale su base regionale ed è rinnovato per la metà ogni 3 anni; non può essere sciolto; non partecipa alla normale attività legislativa e non vota la fiducia (queste funzioni spettano alla sola Camera dei Deputati) salvo un diritto di veto che può esercitare con maggioranza dei 3/5 dei membri su proposta di 1/3 di essi; ha competenza legislativa esclusiva per a) riforme costituzionali; b) leggi costituzionali; c) leggi sulla cittadinanza, leggi elettorali; d) ratifica di trattati limitanti la sovranità nazionale; ha competenza esclusiva per: a) messa in stato di accusa del presidente della repubblica; b) decisioni su eleggibilità e decadenza di deputati e senatori; c) commissioni di inchiesta; d) nomina del presidente della repubblica, dei giudici costituzionali, dei membri laici CSM, dei capi di tutte le istituzioni di garanzia. Un tale sistema bicamerale è così semplice e chiaro e lineare ed efficace nell’assicurare tutte le funzioni, l’efficienza e le garanzie, che il fatto stesso che non sia nemmeno proposto prova il pericoloso obiettivo del governo in carica e la corresponsabilità di chi lo sostiene in qualsiasi modo.

    Spiderman

    Categorie: Politica

    15 Commenti

    1. Rosanna Spadini scrive:

      Stanno prosciugando le istituzioni delle loro garanzie democratiche, costruendo un sistema di scatole cinesi, in cui la più grossa riesca a determinare la più piccola …

      Un sistema verticistico che poco ha a che fare con la democrazia e che ricorda più un medioevo prossimo venturo.
      L’unica speranza sono le prossime elezioni europee, oppure che il castello kafkiano di banche, lobby finanziarie, presidenti rettiliani vengano travolti dall’implosione della moneta killer … Ci sono già diversi segnali di sofferenza a livello bancario.

    2. Rosanna Spadini scrive:

      UNA DITTATURA FINANZIARIA SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

      1. IL VERO SCANDALO DI SORGENIA NON È’ CHE LE BANCHE TRASFORMINO I LORO CREDITI IN AZIONI. È GIÀ AVVENUTO RECENTEMENTE PER ZALESKI, ZUNINO E, 20 ANNI FA, PER LA FERRUZZI – 2. ANDREA GIACOBINO: “IL VERO SCANDALO È CHE L’IMPRENDITORE CHE HA FALLITO NON FALLISCA: NON È FALLITO ROMAIN ZALESKI (CARO A BAZOLI), NÈ LUIGI ZUNINO NÉ FALLIRÀ RODOLFO DE BENEDETTI (“REPUBBLICA”). ALTRI IMPRENDITORI CHE NON HANNO COGNOMI – E RELAZIONI – ILLUSTRI, E CHE NON HANNO MONTAGNE DI DEBITI, INVECE, POSSONO FALLIRE O, SE PREFERISCONO, SUICIDARSI. COME SI SUICIDÒ – UNICO FRA I GRANDI – RAUL GARDINI” – 3. AVEVA RAGIONE BERTOLD BRECHT: “SE CON LA BANCA HAI UN DEBITO DI 10.000 DOLLARI IL PROBLEMA È TUO, SE IL DEBITO È DI 1 MILIONE DI DOLLARI IL PROBLEMA È DELLA BANCA” -

    3. Rodion scrive:

      Bravo.

      E’ agghiacciante quanto evidente.

      E tutto ruota attorno a:

      “In questo pantano, in cui l’Italia è indebitata in una moneta straniera e sbilanciata su poteri esterni alla repubblica”

      E i prìncipi più influenti delle Troika non sono i tedeschi che son sempre stati, e rimangono, dei vassalli. Da tosare al momento opportuno: ma pur sempre pericolosi ed efficienti vassalli.

      Non si vedono proprio le risorse umane e culturali per un nuovo New Deal.

      Si spera nel III segreto di Fatima.

      • Rosanna Spadini scrive:

        Si spera anche nella prossima implosione dell’euro, moneta killer che ha provocato tanti disastri economici in Italia, voci di corridoio dicono che arriverà prima del previsto, e come il lato oscuro della forza provocherà l’inizio della fine …

        Che la forza sia con voi e con noi.

    4. Antonio Deriu scrive:

      In Italia dovrebbero esser emanate due semplici riforme:
      Riforma delle pensioni:
      - L’età pensionabile per tutti i cittadini è di anni 60;
      - L’importo retributivo lordo della pensione, per tutti i lavoratori in quiescenza, non può superare la somma di €. 3.000,00;
      Riforma del sistema retributivo pubblico (comprese le retribuzioni erogate ai rappresentanti eletti dal popolo):
      Le retribuzioni erogate dal Settore Pubblico non possono superare la somma lorda di €. 5.000,00;
      Costo totale delle riforme €. 0,00 –
      Oltre a “livellare” sia le pensioni e gli stipendi fra tutti i cittadini italiani, le due riforme serviranno da volano per l’economia reale.

      • and scrive:

        Perdonami, non prenderla sul personale, prendilo solo come una critica costruttiva:
        Anche a voler prendere per buona la tua proposta devo suggerirti che non ti stai rendendo conto della gravità della situazione e la motivazione può essere il fatto che non hai i rudimenti minimi di macroeconomia; questo ti porta a proporre interventi anche di buon senso, diciamo da buon padre di famiglia ma sta proprio qui l’inghippo, siamo intrappolati in ragionamenti semplici per cui basterebbe un semplice ragioniere.

      • Rodion scrive:

        @Antonio Deriu

        “Costo totale delle riforme €. 0,00″

        Abbiamo un economista! mai sentito parlare del “moltiplicatore keynesiano?”

        “oltre a “livellare” sia le pensioni e gli stipendi fra tutti i cittadini italiani, le due riforme serviranno da volano per l’economia reale”

        Bravissimo! Livellando salari e pensioni aumenta la domanda aggregata (di psichiatri) e l’economia riparte che è una meraviglia!

        Non dirmelo: hai studiato sul blog di Beppe Grillo e ti sei laureato in “decrescismo felice”?

        • Rosanna Spadini scrive:

          E’ vero che Grillo ha idee di macroeconomia un po’ confuse, ma tutte le leggi che ha votato finora in Parlamento andavano per il verso giusto,
          invece Bagnai che è un asso in macroeconomia propone di votare quel luridume politico responsabile di questa catastrofe.

          Altro che III Mistero di Fatima, ci vogliono tutti i Misteri Guadenti dei “Sette Gaudi di Maria” e il Baphomet dell’Ordine dei Templari …

        • Antonio Deriu scrive:

          Effettivamente mi mancano i rudimenti minimi di macroecomia e mi manca quel timore reverenziale nei confronti dell’economia e degli economisti anche perché credo ci sia poco da capire. I migliori economisti, quando si cono accorti del cumulo di idiozie sulle quali è stata fondata una scienza inesistente, hanno denunciato la situazione e a volte si sono allontanati dall’insegnamento dell’economia. (Sergio Ricossa, Maledetti economisti –Le idiozie di una scienza inesistente) A proposito della scientificità dell’economia, in “Storia dell’analisi economica” J.A. Schumpeter alla domanda nel paragrafo 3 (pag. 8) Ma è una scienza l’economia?Egli risponde dicendo che ciò dipende dal nostro concetto di scienza, e ne fornisce la seguente definizione: “Scienza è qualsiasi campo del sapere in cui ci siano persone (i cosiddetti ricercatori, o scienziati o dotti) dedite al compito di arricchire la conoscenza dei fatti e di migliorare i metodi esistenti e che, in tale processo, acquistano una padronanza di cognizioni e di metodi che li differenzia dai profani e dai semplici pratici”. Insomma la scienza economica esiste perché ci sono le cattedre di economia (e relative prebende). Infatti, ragionando sulla brillante definizione descritta, prosegue: “Se la scienza è la conoscenza aiutata da strumenti speciali, (….) sembrerebbe che nella scienza dovremmo includere, per esempio, la magia praticata in tribù primitive, se essa impieghi tecniche che non sono
          generalmente accessibili e che siano state via via sviluppate e tramandate nell’ambito di una cerchia di stregoni professionali. Ebbene sì, in via di principio dobbiamo includervi anche la magia”.
          Sulla scientificità del moltiplicatore keynesiano, Kahn, il matematico inglese che lo elaborò in
          un articolo del 1931, e Keynes sostenevano che la quantità di denaro da immettere nel sistema dovesse essere determinata in funzione del moltiplicatore: in altri termini maggiore è il moltiplicatore minore deve esser la quantità di moneta da investire. Il problema è che non possiamo conoscere il moltiplicatore senza effettuare la spesa. ….. In altri termini, il moltiplicatore è un bell’esempio di “tautologia”.
          Ragiono in maniera semplice perché sono convinto che la vita è semplice. La mia illusione è quella che lo stato legiferi sull’erogazione del reddito di cittadinanza da corrispondere a qualsiasi cittadino italiano a tutela del diritto alla vita, di avere i mezzi materiali per condurre una vita dignitosa.
          Leggo il Moralista perché, oltre agli argomenti proposti, sono affascinato dalle parole della lingua italiana utilizzate. Ritengo sia molto costruttivo, per me, imparare il loro significato e il loro uso ….un sincero ringraziamento al Moralista.
          A medas annos

    5. and scrive:

      L’eventuale repressione avverrà grazie al trattato di Velsen ad opera dell’eurogendfor… per la serie è l’europa che ce li manda.

      http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/04/02/news/contro-i-predoni-poliziotti-rumeni-1.8971066

    6. and scrive:

      Certo che ci sono fin troppe analogie che sembrano quasi fatte apposta, per stimolare che… non lo so.
      http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Washburn_Child

    7. aleale scrive:

      Ormai tutti parlano di eurobond come di cosa fatta, il prossimo parlamento europeo obbligherà la Germania a cedere sulle sue posizioni così che finalmente Draghi potrà riversare a pioggia su noi tutti centinaia di miliardi di euro freschi di stampa. Ovviamente se l’Italia non fa le riforme istituzionali e non si priva definitivamente della poca sovranità rimasta non se ne parla. Bisogna crederci? e se si bisogna gioire o tremare?

      • Rodion scrive:

        Tremare.

        Se veramente costringessero i tedeschi a far trasferimenti fiscali ci troveremo con le camicie brune originali dall’altra parte delle Alpi: la classe dominante tedesca che ha materialmente distrutto l’Europa periferica è la stessa che sino ad oggi ha trattato le proprie classi subalterne come bestie da soma.

        Le riforme lavoro=merce (cioè quelle strutturali) le hanno da più di 10 anni in ordinamento quindi l’aumento salariale sarebbe lento e, comunque, in un contesto Maastricht/lisbona che ab origine è stato costruito a forma germanica: seguendo i dettami della dottrina economico politica ordoliberista.

        Per far il TTIP, cioè la lapide per il Vecchio Continente, gli USA saranno costretti a bombardare Dresda e magari lo otterranno (sempre che Russia e Cina non costringano gli USA a corteggiare quel prezioso alleato che sono i tedeschi. Tedeschi che già se la fanno ampiamente con i due giganti)

        **In qualsiasi caso**, cioè senza la resistenza e la lotta per il ritorno alla sovranità nazionali e, quindi, alla riattivazione della Costituzione antifascista, l’Italia e tutto il resto della periferia europea sarà condattannata, anche se in modo meno traumatico, alla desertificazione, alla miseria e al totale asservimento come in Grecia.

        La macroeconomia non si piega agli ideali dei privilegiati.

    8. domenico scrive:

      La risoluzione della crisi? Una roba da ragionieri. Basta utilizzare il moltiplicatore keynesiano.

    9. Nic scrive:

      “invece Bagnai che è un asso in macroeconomia propone di votare quel luridume politico responsabile di questa catastrofe.”

      A Rosààààààà, me lo dici qual’è il luridume poltico resposabile della catastrofe?
      Chi è Salvini ?

      Grazie!

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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