untitled(Nel mondialismo liberale, delle libertà negative, il diverso è supplementare. Nell’universalismo socialdemocratico, delle libertà positive, le diversità sono complementari. R.R.R.1)

    Perché si esclude che l’Europa possa evolvere in senso democratico sulla base di un processo finalisticamente identico a quello che ha portato alla unità d’Italia.

    Scienze sociali: l’analisi idealistica della realtà può essere considerata una proposizione in se stessa antinomica? Può essere intesa come un pericoloso vizio di precomprensione dei sistemi umani2? Si conviene che “reale” ed “ideale” siano strettamente legati dal concetto di tempo?

    Se la cultura è, in se stessa, la capacità di lettura del reale, si potrebbe affermare che le scienze ne siano il suo strumento di misura e che, per i figli che han riposato nella culla d’occidente, la sua unità di misura, il suo metro, sia l’Uomo.

    A questo punto si pone una riflessione, una premessa per il lettore che deve decidere se continuare nella lettura: «Un intellettuale, un artista o chi provi ad esprimere qualcosa che trascenda se stesso, deve essere sempre comprensibile da chiunque o deve fare in modo di essere compreso da chi vuole comprendere?» Mi limito a citare il Maestro più conosciuto dall’ecumene nostrana con il codice cifrato Mr. 4:1-20; Mt. 13.1-23; Lc. 8.4-153.

    Fatta questa riflessione, il lettore può decidere se ritornare beatamente a guardare Studio Sport , leggere Il Fatto Quotidiano oppure proseguire.

    Il Grande Fratello di Mountain View4 può aiutare, oltre gli esportatori di democrazia ed importatori di segreti industriali, anche i citizen cosmopoliti che non possiedono tutto lo scibile umano nella propria biblioteca.

    A questo punto, davanti all’evidenza dei fatti che vedono gli uomini liberi e consapevoli disperatamente pronti a ritrovare le fede nel terzo segreto di Fatima, mi chiedo: «Che senso ha spiegare come mai la scienza rifiuti, hic et nunc, un processo democratico finalisticamente identico a quello che ha portato all’unità d’Italia, quando la nazione italiana stessa ha in sé, per quanto più limitatamente, le medesime sofferenti contraddizioni da centocinquanta anni? Ha senso parlare di aree valutarie ottimali, di Ciclo di Frenkel5, del ruolo vitale delle frontiere6 o di come si annettono e si sfruttano i cittadini dei paesi confinanti7? Ha senso rimarcare che i differenti tassi di inflazione reale, anche in caso di integrazione fiscale, condanneranno comunque l’Europa periferica ad una inesorabile mezzogiornificazione? «Come si lavora nel sud Italia dopo un secolo e mezzo di italian bond in un’area valutaria non ottimale?» Ha senso discutere su come mai dei Trattati internazionali ordoliberisti confliggano con le Carte costituzionali socialdemocratiche ed antifasciste, nate dall’esperienza keynesiana e kaleckiana in risposta ai totalitarismi di opposto colore8? Ha senso spiegare come mai il modello di una società multietnica è fallimentare e che l’integrazione razziale, semplicemente, non esiste e non è mai esistita9? Solo il rifiuto totale e ideologico dei fatti non può far comprendere come un vuoto e sognante idealismo sia il più grande alleato di un idealismo pragmatico10 che si è fondato sulle scienze per realizzare la propria inumana distopia».

    Il progetto UE va fermato prima che la polizia del pensiero – la neuropolizia11 - non ci permetta neanche di pensare all’assoluto asservimento e alla miseria in cui gli europei, nella più totale ignoranza, si stanno apprestando, morendo nel peggior modo in cui un uomo possa morire: con la soppressione dello Spirito, la disintegrazione dell’anima e il genocidio passivo da autorazzismo (pigri italioti dell’italietta che rivorrebbero la liretta!, poracci!, col loro provincialismo tutto spaghetti, familismo amorale12 e mandolino!).

    Una mostruosità che solo il collaborazionismo più fascista degli operatori delle comunicazioni può celare.

    Il punto non è quindi “questa” UE o, soprattutto, “questo” euro, miei cari figli illegittimi di Basso, Olivetti, Mattei, Moro e di tutti i Grandi che han fatto gli interessi di questo incredibile Paese. Voi vulite fa’ ‘i ammerikani!13

    Un qualsiasi processo di integrazione tra Stati nazionali deve passare dalla consapevole e legittima sovranità dei cittadini. Se i cittadini non lo accordano, non si fa. Vuol dire che non è il tempo. Se non è una questione di tempo, vuol dire che non lo si farà mai14.

    Il paternalismo fascista che in nome di una cosmesi15 valoriale ributtante, apoteosi della più perfida ingegneria sociale, stupra pederasta i figli di nuovissimi e vecchissimi continenti. Accettato dal più ingenuo dei nobili sentimenti ed espressione del più cinico degli elitarismi come può essere quello cosmopolita ed apolide: non è da sempre condiviso che la più orribile delle sociopatologie è figlia bastarda della separazione tra uomo e terra? Non è forse il disconoscimento del proprie sporche radici lo squarcio tra ragione e sentimento? Chi può insistere e perseverare su una tanto ingenua (?) via internazionalista nonostante la consapevolezza dei collaterali? Quale reiterata follia ideologica?

    «Omnis scientiae universus pueri lacrimis non valet»

    Chiunque non voglia fermare questo processo ora è un illiberale, un fascista: il nazismo e il nazionalpopulismo dilagante sono il risultato di un processo illiberale, antidemocratico elitariamente bipartisan: chi sparge semi di cicuta non può sognare di raccogliere tè o camomilla.

    Il nazionalismo fascista è stata ed è la reazione estremistica all’azione distruttiva verso gli Stati nazionali che, prima ancora del benessere economico, tutelano l’identità di un popolo che si distingue per omogeneità di lingua, usi, costumi e storia: di bad samaritans16 ce ne sono già abbastanza nelle file dei conservatori impegnati per la restaurazione oligarchica.

    «Chiamare “USE” la distruzione delle Patrie europee e degli Stati nazionali che tutelano le libertà fondamentali, politiche e sociali dei propri cittadini, è aberrante ipocrisia. Un’Amanite Phalloides non può trasformarsi in fungo porcino. Per quanto si desideri, si sogni, sto maledetto condimento per il proprio potpourri ideologico. Chi se lo vuol mangiare, se lo mangi!, ma non costringa a far altrettanto agli altri.»

    A chi è stata data la possibilità di capire, capisca. Altrimenti sarà la Storia a divorare lui e la sua progenie e, se è arrivato sino a questa riga, può anche smettere di leggere.

    Chi si trova ormai a sperare, invece, alle rivelazioni fatte alla pastorella di Fatima, può proseguire con questi spunti di riflessione:

    «Questionare sulla fattibilità e sull’auspicabilità o meno dell’integrazione europea, non è di per sé un problema mal posto? Quale cittadino non desidera interamente l’integrazione tra i popoli anche solo in vista della pace e della serenità della propria famiglia? E’ corretto porsi un problema in questo modo o è semplicistico e riduttivistico a causa dell’idealizzazione del processo?»

    L’evidenza più drammatica dell’assoluta e astrusa pretesa europeista e, in genere, mondialista, è il rifiuto totale del bicchiere mezzo pieno del buon vino marxiano: l’umana, profonda considerazione che il nostro sistema socioeconomico prevede strutturalmente una contrapposizione tra classi nel naturale conflitto redistributivo. Socialismo che si sostanzia con lo sviluppo della scienza economica post keynesiana.

    Rifiuto che caratterizza anche i fondamenti dell’internazionalismo liberale nostrano17.

    E quindi si propone un altro spunto di riflessione:

    «Ha senso proporre il modello USA liberale, freedom from, all’Europa socialdemocratica, freedom to e prima e unica vera realizzazione dei semi socialisti della Costituzione giacobina del’93?»

    Possiamo paragonare la California, la Virginia, il Minnesota con Spagna, Francia ed Italia? Possiamo paragonare l’Illinois con la Grecia? Ma quale diavolo di pensiero scomposto potrebbe pensare di importare un modello che è da tempo, rispetto a quello europeo del welfare (e non a quello del Burkina Faso, per chi fa finta di non capire!), fallimentare su qualsiasi parametro con cui si valutano gli effetti sostanziali di un programma socioeconomico. Un modello che ha bisogno di un terzo delle risorse di Madre Terra per sopravvivere e che deve continuamente ad importare, tramite il signoraggio del dollaro, cultura dal Vecchio Continente. Modello che, tramite il signoraggio imposto al pianeta, affama i deboli per ingozzare i ricchi, ma così ricchi, che non possono fare altro che gonfiare bolle finanziarie e scatenare pestilenze18.

    A chi freme per una riedizione del New Deal rooseveltiano, si ricorda che la cultura necessaria per concretizzarlo è stata fondamentalmente europea: dal primo consulente economico, alle risposte di interventismo statale già rozzamente accennate nelle patrie del Vecchio Continente.

    Le sorti della nostra e delle nostre future generazioni dipendono in gran parte dalle decisioni che capitaneranno il governo più potente: ma non dovrà intervenire facendo ipocriti proseliti colonialisti19, magari dovrebbe prendere in seria considerazione di mettere in discussione la propria stessa carta costituzionale e valutare, in onore dei propri Padri costituenti, se non vi è vitale urgenza di dotarsi di un moderno20 programma costituzionale.

    Mai pensato che forse avrebbero dovuto gli Stati Uniti d’America importare il modello di Democrazia costituzionale europea insieme al sogno europeo dello stato sociale?

    Urge ricordare ai Democratici europei che in USA il socialismo non esiste e che, secondo Costantino Mortati, un programma di governo che, secondo dettato costituzionale interviene per realizzarlo, è condizione necessitata della democrazia stessa.

    «[...]Il punto è che tutti noi siamo capaci di credere a cose che sappiamo essere non vere e poi, quando finalmente si dimostra che siamo in errore, di ribaltare impudentemente i fatti in modo tale da mostrare che avevamo ragione.

    Intellettualmente, è possibile portare avanti questo processo per un periodo di tempo indefinito: l’unico limite è che prima o poi una credenza falsa si scontra contro la solida realtà, usualmente su di un campo di battaglia.

    [...]

    Vedere quello che sta davanti agli occhi richiede uno sforzo costante.»21

    Ma possibile che non si riesca a sviluppare un progetto, un programma che, nel rispetto e in forza dell’Ordine delle Cose, porti all’affermazione sostanziale, globale, della Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell’Uomo?

    Certo, perché no?

    Ma facciamolo ripartendo dall’inizio, insieme.

    Democraticamente.

    To be continued….

    Rodion Romanovich Raskolnikov

    1Rodja è un personaggio che, nella sua umanità tragica e pietosa, nel suo intelletto schiavo di passioni squilibrate, percorre la sua via sofferta verso la maturità: ma in quella figura malnutrita, in una dimensione che non gli appartiene, si esprime lo stesso messaggio di chi, adulto, ha onorato, onora e onorerà in eterno i fratelli russi e i nipotini di Adamo ed Eva.

    2http://www.complexlab.it/Members/alephv/articoli/la-sfida-dei-sistemi-umani

    3Chiave segreta in: http://www.biblica.com/en-us/bible/online-bible/bdg/marco/4/ol/

    4Si ricorda che al giorno d’oggi, chi onora la liberale e pluralista Costituzione USA, omaggia Julian Assange ed Edward Snowden, eccezioni che confermano la regola de “i perseguitati politici si rifugiano in America”: http://www.democracynow.org/2012/4/20/we_do_not_live_in_a

    5http://www.amazon.it/Il-tramonto-delleuro-Alberto-Bagnai/dp/8897949282

    6Frontiere che, in una metafora biologica, sono le membrane necessitate da un organismo. Infatti, proprio nella loro funzione di separare e di controllare gli scambi, uniscono in equilibrio le singole individualità dando vita ad un’unità che esiste come forma di vita “superiore”. Se le membrane fossero completamente chiuse, questo scambio non avviene e i tessuti si avviano alla necrosi. Se queste membrane fossero completamente aperte, l’organismo si sfalderebbe e cesserebbe, comunque, la vita.

    7http://www.amazon.com/Anschluss-Lannessione-Lunificazione-Germania-dellEuropa/dp/8868300141

    8http://kappadipicche.com/2013/11/30/lbc-euro-e-o-democrazia-costituzionale/

    9http://www.antropologi.info/ oppure, per chi ha lo stomaco forte: http://albertocostanzo.blogspot.it/2012/06/oltre-loccidente-il-nuovo-libro-di-ida.html

    10https://archive.org/stream/Coudenhove-Kalergi-Praktischer-Idealismus/Coudenhove-kalergiRichard-PraktischerIdealismus-Adel-Technik-Pazifismus1925191S.#page/n0/mode/2up

    Paper di noto filantropo e pacifista che per primo, alla faccia di Napoleone ed Adolfo, ha preso il prestigioso premio: https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Carlo_Magno

    11http://albertocostanzo.blogspot.it/p/ue-e-dintorni.html

    12https://it.wikipedia.org/wiki/Edward_C._Banfield

    13Popolo leggendario che, secondo la tradizione piddinica, abiterebbe le terre del nuovo continente: www.ilbuio.org/?p=5646a

    14https://fabiomarzocca.wordpress.com/2009/06/14/discorso-agli-ateniesi-pericle-461-a-c/

    15https://www.youtube.com/watch?v=IQ2CbITKgz0

    16http://analepsis.files.wordpress.com/2011/08/ha-joon-chang-bad-samaritans.pdf

    17http://www.ilmoralista.it/2014/03/25/2084-bestie-di-ventotene/

    18https://it.wikipedia.org/wiki/Dilemma_di_Triffin

    19http://analepsis.files.wordpress.com/2011/08/ha-joon-chang-bad-samaritans.pdf

    20http://www.nascitacostituzione.it/01principi/004/index.htm Lelio Basso, 6 marzo 1947

    21http://orwell.ru/library/articles/nose/english/e_nose

    Categorie: Politica

    3 Commenti

    1. il Moralista scrive:

      Pubblico volentieri un nuovo articolo di Rodion che alimenta un dibattito fondamentale per comprendere il presente e il futuro dell’Europa. La vera dicotomia oggi in atto, al di là delle frescacce di Renzi amplificate da media asinini e bovini, si articola intorno alle idee di mondialismo/globalismo versus nazionalismo/patriottismo. Per ottenere una visone di insieme plurale ed esaustiva sull’argomento in oggetto, consiglio la lettura dei seguenti pezzi http://www.ilmoralista.it/2014/03/26/rodion-il-moralista-e-la-patria-europea/, http://www.grandeoriente-democratico.com/A_proposito_di_Patria_Europea_di_multiculturalismo_e_di_Rodion.html

    2. Ma!
      Euro; oggetto amorfo che noi umani lo usiamo per velocizzare lo scambio delle merci.
      l’Unione europea è un movimento di territori, GEOPOLITICA BRANCA CHE RIENTRA NELLA STATOLOGIA, che per volontà superiore si sta unendo in modo sano, responsabile e libero nei cuori di chi a dignità.
      Come deve essere l’europa?
      Stimo il pensiero di Denis de Rougemont che asserisce; ” L’uomo è nato per vivere in piccole comunità…”.
      Di fatto, ogni singola persona fugge, è impaurita, giacché considera la vastità dell’ Europa una cosa inimmaginabile, lontana, astratta, buia come la notte.
      Io, credo in un grande popolo e uno stato piccolo, poiché i comprensori ( comune superiore a 5 mila abitanti che a assimilato i comuni inferiori ai 5 mila abitanti. C’è da provare a vivere in campagna e vedere la definizione COMUNE, che amalgama circo 100 abitanti )siano la perfetta collocazione sia sociale sia politica delle famiglie. L’Unità europea è fattibile se si lavora sul concetto del comprensorio e da lì volgere lo sguardo verso l’intera europa delle famiglie, della libertà, delle responsabilità e dell’amore verso le persone. Sarò ingenuo, io ci credo.
      L’avenir est notres affaire

    3. Rodion scrive:

      Agli amici che si chiedono se Rodja ha capito la politica economica di Rossi, Spinelli o Einaudi:

      http://www.torrossa.it/digital/sam/2005/CAROCCI/2219314_SAM.pdf

      Ma voi l’avete letto il manifesto? L’avete capito? o, come si assume nell’articolo, lo avete **precompreso** come i giuristi hanno fatto con i Trattati europei?

      Il pregiudizio porta alla precomprensione ma, talvolta, è la precomprensione a portare pregiudizi.

    Commenta


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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