imagesUJ4VY91TLeggendo questa specie di pensierino a firma Luigi Di Maio (clicca per leggere), grillino compìto e beneducato, mi è venuto il dubbio circa la giustezza del mio precedete endorsement (clicca per leggere) in favore del Movimento 5 Stelle. Sul finire della sua noiosetta scorreggina, infatti, Di Maio spara la solita cazzata in voga fra gli ebeti e i mentecatti: “Nel Movimento 5 Stelle non vogliamo ci siano politici di professione. Quelli che hanno massacrato l’Italia”. Ascoltiamo questo disco da più di venti anni, da quando cioè il Cavalier Berlusconi è sceso in campo per impedire ai “politici di professione”, quelli che “non hanno mai lavorato in vita loro”, di prendere il potere in Italia (clicca per leggere). E come sta l’Italia dopo essere finita per decenni in balia di un manipolo di dilettanti allo sbaraglio? Molto peggio. Perché? Perché la politica è una cosa seria, non lo svago occasionale di miliardari naif o annoiati. Un tempo, quando i partiti erano ancora la “democrazia che si organizza” (cit. Togliatti), la selezione per assurgere al ruolo ambìto di classe dirigente era dura e severa. Solo i più colti e talentuosi riuscivano ad accedere in Parlamento, spesso dopo una lunga e laboriosa trafila. Era difficile perfino trovarsi di fronte ad un politico di spessore nazionale incapace di parlare a braccio, o, perlomeno, di esprimere un punto di vista consapevole sulle questioni di stringente attualità. Le scuole di partito formavano i giovani, obbligandoli a sviluppare un pensiero critico capace di proporre all’elettorato intero una precisa idea dell’uomo e del mondo. Questo faceva la politica di professione che l’ebete Di Maio tanto disprezza. Una “politica di professione”, archiviata in Italia nel 1992 sull’onda della ricorrente demagogia manettara, che era riuscita a trasformare un Paese ignorante ed agricolo, quale era l’Italia del 1945, in una delle principali potenze economiche del mondo intero. Conquiste poi dilapidate dall’arrivo al potere dei dilettanti al seguito di Silvio Berlusconi, ben spalleggiati dagli ex comunisti convertitisi per interessi al neoliberismo selvaggio. Anche Grillo è pronto quindi a consegnare le chiavi del Paese nelle mani della famosa cuoca di Lenin? Spero proprio di no. Di Maio, imbecille, lo vuoi capire che le istituzioni non migliorano sostituendo vorticosamente un Pizzarotti con un Campanella o un Orellana con un Battista? Lo vuoi capire che, anziché vantarvi per avere portato in Parlamento un manipolo di sciocchi (poi espulsi), subito vendutisi al miglior offerente, vi dovreste vergognare? Lo vuoi capire che la vera Rivoluzione non consiste nel prendere il primo deficiente e farlo entrare nella stanza dei bottoni purché non parli troppo e mostri all’occorrenza gli scontrini? Lo vuoi capire che la politica va nobilitata e non ulteriormente vilipesa? E lo vuoi capire che la politica si nobilita sviluppando un pensiero coerente e alato che vada al di là degli strepiti contro la Casta, i ladri e il debito pubblico? E lo vuoi che capire che per fare tutto ciò bisogna studiare e far studiare, dal momento che, caro il mio ebete inutilmente sorridente, la gestione della cosa pubblica non s’improvvisa? Quindi, caro Di Maio, smettila di scrivere fesserie perché ogni volta che apri la bocca ci fai pentire di averti teso una mano in segno di amicizia. Dopodiché, anziché parlare a vanvera della vecchia classe politica che “ha massacrato l’Italia” (a chi ti riferisci? A Moro? A De Gasperi?), curvati sui libri. Leggendo magari imparerai che dalla crisi non si esce “tagliando gli sprechi” ma stimolando la domanda interna con iniezioni massicce di spesa pubblica. Imparerai che la democrazia rappresentativa va difesa perché frutto di conquiste coraggiose e sanguinose. E imparerei pure che un “un bel tacer non fu mai scritto”. In conclusione Di Maio: “Perché parli?”

    Francesco Maria Toscano

    10/04/2014

    Categorie: Politica

    48 Commenti

    1. Rosanna Spadini scrive:

      Io credo che non si possa instaurare un confronto tra le strutture politiche del dopoguerra e quelle attuali, perché è cambiato completamente il background culturale, sociale e soprattutto economico. Lo dice benissimo Zigmunt Bauman in molti suoi testi, “Dentro la globalizzazione”, “Democrazia liquida”, “Homo consumens”:

      Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi

      Il passaggio dalla modernità solida a quella fluida indica che tutte le certezze su cui si è costruita la modernizzazione fino ad oggi stanno venendo meno, sostituite da una fase di sfrenata deregolamentazione e flessibilizzazione dei rapporti sociali; non sorprende, allora, che questa nuova fase veda al centro del suo sviluppo proprio l’individuo.

      Gli uomini e le donne che popolano le società avanzate sono sempre più convinti che il loro successo/insuccesso dipenda esclusivamente dalle loro proprie capacità, senza nessun soccorso da parte della società (intesa in modo ampio); ci troviamo, insomma, nella situazione in cui, tramontato il sogno di una autorità centrale, sia essa lo stato o il capitale, che garantisca la strada per il progresso, il mondo si trasforma in una distesa di opportunità pronte ad esser colte dai soggetti, per guadagnare il maggior numero di soddisfazioni possibili: “Il mondo pieno di possibilità è come un buffet ricolmo di prelibatezze che fanno venire l’acquolina in bocca”.

      Chi può aiutarmi a raggiungere gli obbiettivi giusti? Questa sembra essere la domanda più importante che si pone il soggetto nella modernità fluida, e le risposte a questi quesiti fondamentali per ogni individuo vengono portate direttamente a casa dai talk-show televisivi, il cui scopo è appunto quello di risolvere i problemi privati portandoli al pubblico dibattito. Secondo l’autore, ci troviamo dinanzi ad una vera e propria colonizzazione della sfera pubblica da parte di problematiche che fino a poco tempo fa erano di pertinenza esclusiva della sfera privata.

      Attraverso questi esempi, il sociologo polacco ridefinisce il confine tra la sfera pubblica e quella privata; il fatto che i problemi privati invadano lo spazio pubblico della discussione, non traduce queste problematiche in questioni pubbliche ma, ed è l’aspetto più importante, toglie lo spazio a tutti gli argomenti pertinenti alla sfera pubblica. Il primo risultato di tale condotta è la fine della Politica come argomento di dibattito pubblico, e di conseguenza la fine dell’agire politico del cittadino.

    2. Rosanna Spadini scrive:

      Di conseguenza nella “società dei consumatori”, che non è più quella “dei produttori” del dopoguerra, fatta di grandi apparati politici, di grandi complessi industriali, non ci sono le stesse condizioni, ed il cittadino è abbandonato alla solitudine più totale (Z.B. “La solitudine del cittadino globale”), quindi la democrazia rappresentativa entra in crisi, perché non rappresenta più i cittadini (liste bloccate senza preferenze), i partiti oggi sono ridotti a semplici organismi affaristici autoreferenziali, che fanno gli affari per sé e non si curano di risolvere i problemi della povera gente, come hai detto giustamente tu in un bellissimo pezzo precedente La Costituzione va applicata, non smantellata , dove hai ricordato che la nostra Costituzione dice:

      art. 3 c.2 “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

      art. 4 sentenzia: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

      art. 36 precisa: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

      A questo punto dove stanno i politici che applicano la Costituzione e difendono il lavoro degli italiani, dicendo apertamente che la causa prima è L’EURO E L’UNIONE EUROPEA?

    3. Nel leggervi, mi sento ignorante. Va bene vuol dire che sono in crescita. Certo è che quando vi arrabbiate i miei neuroni fanno fatica a tenere il passo. Se mi concedete il permesso; bastava una tiratina d’orecchi, non una aggressione verbale. Adoro la semplicità tanto cara al filosofo Spinoza.

    4. Beppe Di Miao scrive:

      Quando in un paese Anormale la politica diventa professione, l’immobilismo diventa la regola.
      Porre un termine alla propria carriera, rifiutando lauti compensi, accredita le intenzioni di chi guarda alla Normalità, nell’interesse comune anziché personale.
      Quando la Meritocrazia avrà ripreso il proprio posto, ammesso che lo abbia mai avuto, la Politica potrà tornare ad essere una Professione. Il Movimento è solo un mezzo che veicola il fine!
      Potrebbe una classe ladra e incompetente gestire massicce iniezioni di spesa pubblica, nell’interesse comune? La domanda è retorica: la risposta si trova negli ultimi 20 anni di storia italiana!!

      …è difficile spiegare,
      è difficile capire
      se non hai capito già.

      • Beppe Di Miao scrive:

        Ti do una notizia esclusiva che è sfuggita al super agente dei servizi segreti Francesco amodeo. Ecco chi c’è dietro Grillo (fidati)
        http://www.segretiemisteri.com/?p=10441

        • Rosanna Spadini scrive:

          Probabilmente Francesco è reduce or ora dalla visione di “Blade Runner” o dalla saga cinematografica di “Guerre stellari” e le scene migliori gli sono rimaste impresse nella mente. Vorrei uscire da questa interpretazione vagamente complottista e provare a smontare qualche giudizio espresso nell’articolo:

          1) Quando dice che “la gente sarebbe insorta davanti ad un evidenza che neanche la miopia di un popolo anestetizzato da decenni poteva ancora lasciar passare inosservata”, vorrei far presente che buona parte degli italiani, direi a occhio e croce, per quello che vedo intorno a me, circa il 70%, non ha ancora capito una mazza di quello che sta succedendo.

          2) “L’operazione che stanno portando avanti con il Movimento Cinquestelle è un’operazione impeccabile, studiata nei minimi termini, così minuziosamente congeniata da essere invisibile persino dall’interno.” Vorrebbe dire che Grillo e Casaleggio sono due marionette pilotate dai poteri forti che li hanno ingaggiati per i loro scopi criminali. Quindi Grillo, che era miliardario già di suo, che ha sempre fatto politica nei suoi spettacoli, criticando il malaffare fatto sistema, si sarebbe venduto a 65 anni, per un’altra manciatina di miliardi, dato che non ne aveva abbastanza.

          3) “Ora sanno che devono utilizzare persone come noi, persone per bene, persone che provengono dalla società civile, senza macchia, senza curriculum, ma soprattutto senza consapevolezza del ruolo che stanno giocando.” Secondo Francesco il mondo sarebbe composto solo di incompetenti, ingenui poveri idioti che si lasciano manovrare a piacere.

          4) “Allo stesso modo si crederanno rappresentati i nazionalisti e gli autonomisti, i meridionalisti ed i padani, i conservatori e i progressisti”, che il crollo delle ideologie sia avvenuto dopo la caduta del muro di Berlino, questo sì che lo sanno anche i bambini e non l’ha inventato certo Grillo.

          5) “Non si schiera apertamente per la sovranità monetaria” non è vero perché ho sentito centinaia di volte i 5* dire che è necessario riprendersi la sovranità monetaria e lo ha detto anche Grillo.

          6) “Il fatto che abbiano votato solo 6000 attivisti o poco più ma non importa”, vorrei ricordare che in democrazia vince la maggioranza, anche se risicata, così avviene sul web come nelle commissioni parlamentari.

          7) “E quando votarono per far sì che avvenisse il confronto tra Renzi e Grillo e quel confronto invece fu reso nullo dal leader pentastellato ci si poteva opporre ?”, ricordo che in una democrazia esiste il sistema dell’alternanza e che l’opposizione si metta d’accordo con la maggioranza, si è visto solo nelle repubbliche delle banane.

          8) “Questi ragazzi dovranno andare in Europa per cambiare un qualcosa che è stato messo su da menti criminali ma di veri e propri geni della truffa, intelligenze eccelse, strateghi internazionali, esperti di geopolitica, economisti, giuristi, costituzionalisti, diplomatici che hanno accettato di lavorare più o meno consapevolmente al servizio del male. Come si può riuscire a disarmarli?”, allora stiamo a casa.

          9) “Ci potranno andare anche la massaia e l’ex imbianchino purché siano stati scelti in maniera democratica e trasparente.”, ricordo che il 90% dei 5* stelle sono laureati, quindi il giudizio espresso è fumoso e fazioso.

          10) “Attualmente nel Parlamento italiano a distanza di un anno abbiamo ancora chi dice che ci si deve informare sull’euro in un periodo in cui mezza Europa già pensa di uscirne.”, non è così perché il 90% dei 5* sono per l’uscita dall’euro e dai trattati europei.

          11) “A loro interessa che tutti i trattati europei vengano firmati, che tutti i vincoli vengano rispettati e che le banche vengano ricapitalizzate con i soldi dei cittadini.”, non mi sembrano le posizioni di Grillo, che ha parlato di eliminazione del Fiscal Compact.

          Per concludere ricordo a Francesco che il secondo tempo della Compagnia dell’Anello, che è partita dalla Terra di Mezzo per distruggere il più potente Anello del Potere, che renderebbe quasi invincibile il suo padrone Sauron, comincia tra poco … gli consiglio di affrettarsi se no perde il posto in prima fila.

          • fabio ehsani scrive:

            ma sto cazzo di francesco amodeo, dopo che ci ha spiegato saggiamente perche il 5stelle non va bene, ci dice per chi votare in alternativa? cosa propone di meglio?? votiamo lui?

            • gio scrive:

              Ma votate per chi vi pare, finchè la democrazia è sospesa è quasi inutile. Ciò che è veramente importante è cominciare a pensare in modo alternativo all’attuale paradigma culturale, che usa l’economia come braccio armato, (blog come questo, orizzonte48, quello di bagnai etc, aiutano molto in tal senso). Per chi ha l’occhio allenato è facile vedere come il m5s sia perfettamnte organico al sistema. Nessuno vuole convincere nessuno, prima o poi a forza di schiaffi in faccia da grillo e casaleggio, ci arriverete anche voi.

              • Rosanna Spadini scrive:

                Non è dello stesso parere

                http://il-main-stream.blogspot.it/

                ed è un blog di economia molto competente in materia, gestito da esperti in materia, Badiale e Tringali che hanno scritto
                “La trappola dell’euro”,
                bellissimo libro che spiega in maniera chiara le cause della crisi.

      • ho letto! Domanda costui che pianifica, che ha pianificato oppure pontificato? Grazie per avermi ulteriormente istruito.

    5. fabio ehsani scrive:

      viva i 5 stelle. di meglio non c’è niente. io scelgo i 5s telle. la mia fidanzata non è perfetta , mia madre non è perfetta, io non sono perfetto. nessuno è perfetto. cio nonostante io sto bene con la mia fidanzata, con mia madre, e son soddisfatto di me stesso. sarebbe bello che chi critica i 5 stelle ci fornisse anche un alternativa di voto. poi di fronte allo sconcio del PD e PDL, io eviterei di indebolire l’unica vera forza di opposizione

    6. roby scrive:

      Di Maio: “Perché parli?”

      E tu perchè scrivi? risparmiaci dal dover leggere cosi’ tante c….e tutte insieme!grazie

    7. pierluigi scrive:

      Uscendo dalla logica aristotelica del bene o del male, o del tertium non datur, in questo momento il m5s è la soluzione utile al 70 %. Questo 70 % include anche le castronerie derivate dal valutare in bianco o nero l’eredità civile e politica del nostro passato. Tuttavia, caro Francesco, dove sono oggi gli uomini o donne che possano incarnare ed ereditare la Politica a cui giustamente tu fai riferimento. Abbiamo oggi un Pertini, un Calamandrei, un Almirante e un Berlinguer che si ritrovano insieme per trovare una soluzione al terrorismo ? E se anche ci fossero, troverebbero voce e posto negli attuali schieramenti parlamentari esistenti ?

    8. giorgio scrive:

      Perché Di Maio parla? La risposta è semplice e costituzionale: perché ne ha diritto. Berlusconi usava gli stessi slogan? E allora? La differenza tra un cazzaro ed una persona seria sono i fatti, non le parole. Se Di Maio e il M5S non faranno nulla per raggiungere gli obiettivi decantati il Moralista avrà ragione, tuttavia, sempre lui, non può scrivere che non si può lavorare per ottenere “milioni di posti di lavoro” perché altrimenti si corre il rischio di diventare berlusconiani (è un esempio, ovvio). Io analizzerei meno le parole e più i fatti ma questa, naturalmente, è solo la mia opinione.

      • il Moralista scrive:

        Giorgio, a parte il fatto che ho titolato il pezzo “Di Maio perché parli?” solo per fare il verso a Grillo che scrive “Pizzarotti perché parli?”, forse non ci siamo capiti. La politica come “obiettivi concreti” è una eredità velenosa del berlusconismo. La politica non deve “fare la cose”, ma offrire una visione. Nel buio delle ideologie prevalgono sempre gli interessi costituiti. Io so che Pdl e Pd, proprio perché non credono in nulla, servono il più forte: ovvero la tecnocrazia infame che governa la Ue. Mi piacerebbe che il Movimento 5 Stelle, anziché continuare a demolire la politica in comunione di intenti con i massoni reazionari al potere, ne recuperasse lo spirito più nobile. E’ grave? Sono perciò un eretico? Pazienza.

    9. Cari, ho i neuroni surriscaldati.
      Domanda; invece di perdere tempo con vari e infiniti concetti, oppure seghe mentali, respiriamo profondamente.
      Facciamolo noi, un movimento. Di fatto, non ci permetteremo più di lavar il culo a terzi e iniziamo, FINALMENTE, a calpestare il viatico che ci condurrà a istruire il Popolo sul nostro e il loro dignitoso avvenire. Odio parlare a terzi e altresì in terza persona. Facciamolo noi e al limite chiediamo supporto logistico, intellettuale e finanziario al Gran Oriente Democratico. Di questo passo ci facciamo gli auguri di Natale e faremmo la somma di quante persone abbiamo ” LAVATO IL CULO”. Facciamocelo lavare dai NEOARISTOCRATICI E NEONAZISTI.

    10. The Croppy Boy scrive:

      Questo post andrebbe stampato in milioni di volantini da lancire con aerei su tutte le città italiane.
      In poche righe il succo del fallimento politico italiano.
      Complimenti all’autore.

    11. nkant scrive:

      A chi ti riferisci? Ad Andreotti? A Craxi? A Mancino? A Napolitano? A Prodi? A Andreatta?
      A Mastella? A Bertinotti? A Occhetto? A Ciampi? Ad Amato? A Cossiga?
      Caro Moralista, sarebbero questi i politici di professione, dotti ed eruditi che hanno sempre operato pensando al bene esclusivo del popolo Italano?
      Come direbbe il GrandevToto:” Mi faccia il piacere”

      • il Moralista scrive:

        Quelli che nomini, tranne Craxi, Andreotti e Cossiga, sono tutti o tecnici o terze scelte selezionate proprio perché mute e servile nei confronti di potere non rappresentativi. A me non interessa sapere affidare un santo la cosa pubblica. Mi interessa sapere che scelgo un politico che, pur con tutti i difetti connaturati alla natura umana, ha contezza del ruolo e della funzione. Quindi fammelo tu il piacere…

    12. Luciano scrive:

      Per me un politico deve farsi rispettare per i fatti, le parole possono essere un buon condimento.

    13. Alessandra scrive:

      ..io invece caro Francesco, penso sia un errore votare e far votare il M5S..in quanto , oltre al fatto che la maggioranza degli attivisti che io conosco, non accettano critiche, accettano invece acriticamente quello che i guru gli calano dall’altro, spostano l’attenzione del popolo piu’ vivo e attivo, da quello che e’ la vera causa del disastro in Italia e in Europa..e questo e’ gravissimo, visto che si ritengono quelli che dovrebbero cambiare l’ Italia.

      • fabio ehsani scrive:

        fanno bene a non accettare critiche, soprattutto dagli idioti che preferiscono votare un partito che regala 7 miliardi alle banche, compra aerei da guerra e alza le tasse sulla casa. uno come te non ha diritto di criticare nulla

        • il Moralista scrive:

          Questo è un blog libero, tollerante, dove tutto si critica e tutti sono criticabili. Io non censuro mai nessuno e nessuno si deve azzardare di dire a chicchessia cosa può o non può dire. Non voglio più tornare sull’argomento. Chiaro?

    14. […] per leggere), che quello di Luigi Di Maio, vero politicante da batteria cresciuto con gli estrogeni (clicca per leggere). La nuova linea del Movimento 5 Stelle prevede quindi la difesa dell’euro e la richiesta di più […]

    15. stefano scrive:

      SIETE IL LECCACULO DEL POTERE !!!ANZI LO ZERBINO UMANO !!

    16. oracolo scrive:

      Sarebbe il caso di fare una bella lavatrice e spedire tutti a casa, basta con questa politica corrotta

    Commenta


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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