images (1)La parabola finale di Berlusconi è oggettivamente triste, leader afono costretto a barattare il silenzio con la libertà. Nella sua fase crepuscolare, risulta evidente anche ai ciechi la ragione sociale che ha accompagnato Forza Italia nell’arco di un ventennio: l’interesse del Cavaliere. Di fronte agli obiettivi contingenti del satrapo di Arcore tutto passa sempre in secondo piano. Per cui il posizionamento politico di uno dei maggiori partiti politici del Paese varia continuamente a seconda dei “messaggi” che l’ex Cavaliere di volta in volta recapita. Forza Italia è affabile, europeista, responsabile e filo-napolitaniana quando i processi di Berlusconi scompaiono dai media o vanno a rilento (a proposito: che fine ha fatto il Ruby ter e l’inchiesta di Napoli coinvolgente De Gregorio?); barricadera, antitedesca, anti-euro e pro Krugman quando le cose non vanno secondo i piani del Biscione. Oramai il bluff è così scoperto che non lo vede solo chi non lo vuole vedere. Con l’arrivo di Renzi, poi, batterio di nuova generazione resistente all’antibiotico, Berlusconi non serve più. Ora è sulla scena un nuovo e più brillante venditore di tappeti, in grado di gettare nuovo fumo negli occhi degli italiani per chissà quanto tempo ancora. Berlusconi è stato una iattura per il Paese. L’idea che la politica vada gestita come una azienda è aberrante, la selezione della classe dirigente sul modello casting è vomitevole, così come fa inorridire lo svilimento continuo delle istituzioni rappresentative, demagogicamente ora assurte al ruolo di causa di tutti i mali. Renzi può adesso trasformare l’Italia in una democratura di tipo sudamericano solo perché raccoglie i frutti avvelenati di una semina iniziata all’alba della seconda Repubblica. Come bene hanno sottolineato Zagrebelsky e Rodotà, il combinato disposto tra l’Italicum e la riforma del Senato è semplicemente inquietante. Le forze reazionarie e piduiste oggi al potere sono pronte per sferrare il decisivo attacco alle garanzie costituzionali germogliate sulle ceneri del fascismo. Le legittime proteste di piazza ad opera di cittadini impoveriti ed esasperati vengono non caso represse con la violenza, in attesa di forzare la mano con il naturale e previsto esplodere della tensione sociale. Forza Italia finirà (è finita?) con Berlusconi, uomo così pieno di sé da impedire che qualcosa gli sopravviva. Ma se Berlusconi è stato il male, Alfano, Schifani, Lupi e Formigoni sono il peggio. Lecchini senza arte né parte, pronti a scalare le vette del potere italiano a colpi di lingua, questi sbiaditi personaggi fanno venire il voltastomaco. Servili fino all’inverosimile quando Berlusconi era potente, trovano solo ora la forza di contraddire il vecchio padrone, azzoppato dalle inchieste e visibilmente stanco. Alfano era il più docile di tutti. La sua accondiscendenza acritica nei confronti di Berlusconi, così racconta chi li ha visti insieme, era imbarazzante. Al confronto di Alfano, perfino Dudù assumeva le sembianze del filosofo in cerca dell’ideale. Ora invece l’ex coniglio crede di poter ruggire al cospetto di chi l’ha creato, trasformando una zucca vuota in principe. Ma, caro Alfano, allo scoccare della mezzanotte l’incantesimo svanirà. Le europee dimostreranno che una nullità, per quanto imbellettata e sorretta dai poteri marci che infestano questo povero Paese, sempre una nullità resta. Gli italiani spesso non riescono a riconoscere rapidamente un imbonitore. Ma un imbecille, come dimostra la rapida caduta dell’eroe Monti, lo inquadrano subito. Il 25 Maggio sarà chiaro a tutti che Ncd semplicemente non esiste. Una operazione di Palazzo, pensata ed organizzata da nemici interni ed esterni dell’Italia, che viaggia sulle gambe di un manipolo di gattopardi siciliani (Schifani, Alfano), di milionari inconsapevoli (Formigoni) e di ragazzoni cresciuti troppo in fretta (Scopelliti). Peccato non siate ancora riusciti ad abolire il voto democratico, altrimenti l’equivoco avrebbe avuto lunga vita. Sarà per un’altra volta.  

    Francesco Maria Toscano

    13/04/2014

    Categorie: Politica

    Un commento

    1. Laura scrive:

      Povera Cenerenzola, a mezzanotte della notte delle europee troverà la carrozza trasformata in zucca e i cavalli che la trainavano torneranno ad essere i topi di sempre.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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