images (2)L’articolo pubblicato ieri, destinato a sottolineare le troppe bestialità proposte da Casaleggio in una intervista per il Fatto Quotidiano, ha fatto molto discutere (clicca per leggere). A parte qualche commento screanzato, vergato da sporadici quadrupedi in cerca d’autore, molti lettori del blog hanno avanzato legittimi dubbi e sottili distinguo. Come sanno i visitatori più “anziani”, il Moralista è uno spazio volterriano e socratico che crede nella forza del ragionamento e non nelle verità rivelate. Per cui, chiusa la rapida premessa, torno volentieri ad approfondire il tema 5 Stelle e dintorni. Io non sposo affatto un atteggiamento di pregiudiziale sfavore nei confronti del Movimento di Grillo. Anzi, a ben vedere, è vero l’esatto contrario: provo un naturale moto di simpatia per il fenomeno pentastellato, polo di attrazione necessitato per tutti quelli che hanno compreso la sadica volontà sterminatrice insita in quella politiche di austerità accolte e difese da quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale. Questa visuale mi rende, naturaliter, un potenziale elettore del Movimento 5 Stelle. Pero, assodato tale preliminare aspetto, nessuno può pretendere che approvi  qualsiasi castroneria uscita dalla bocca di Grillo e Casaleggio per non rischiare di apparire un fiancheggiatore occulto del nemico. Ora, valutando a mente fredda la situazione politica italiana, cosa notiamo? Che i due principali partiti, Forza Italia e Pd, sono responsabili diretti e non pentiti dell’Olocausto in atto ai danni del popolo italiano; che Lega e Fratelli  D’Italia sposano adesso posizioni critiche sull’Europa dopo avere bovinamente fiancheggiato molte controriforme cucinate  in sede sovranazionale; che la lista Tspiras, pur meritevole di prossimo approfondimento, cammina sulla gambe di personaggi nefasti come Curzio Maltese, già incauto estensore di articoli sgraziati e vomitevoli (clicca per leggere). Quindi? Cosa resta? Resta Grillo. E se Grillo fosse (come sembra) solo uno specchietto per le allodole, dovremmo infine interiorizzare come vero l’aforisma di Mark Twain prima richiamato da un acuto commentatore: “ Se votare servisse a qualcosa, non ce lo lascerebbero fare”. Ora faccio io alcune domande a voi: perché Casaleggio offre una spiegazione della crisi pressoché identica a quella sviluppata da Renzi, Merkel, Napolitano e compagnia cantando? Vi convince l’idea che la crisi in atto dipenda dal debito pubblico? Vi chiedete mai perché Renzi e Napolitano, mentendo, ripetano di continuo che bisogna fare i sacrifici per non caricare i debiti sulle spalle dei nostri figli? Vi chiedete mai perché il debito, nonostante il rigore di Monti e Letta, sia aumentato ancora? Vi pare coerente combattere insieme a Grillo per stracciare il Fiscal Compact al fine di impedire il taglio obbligato di 50 miliardi l’anno di spesa pubblica, per poi sapere che Casaleggio vuole di sua sponte tagliarne  oltre 200? Avete notato che fine ha fatto la Grecia a furia di “lotta agli sprechi” e “tagli selvaggi”? Vi soddisfa una proposta che si limiti a rivendicare una supremazia politica di ordine “morale”? Non è più semplice giocare sulla dicotomia ladri/onesti anziché sviluppare una coerente piattaforma politico/programmatica ideologicamente riconoscibile ed orientata? Non si tratta di una strada già battuta dal Berlusconi del 1994 (“non sono un politico di professione, non ho bisogno di rubare come la vecchia politica”), dal Pds di Occhetto (“rivendichiamo una diversità morale”), dalla Lega di Bossi (“Roma ladrona”) e dall’Idv di Di Pietro (“fascisti, razzisti, piduisti”)? Non sarebbe il caso di tornare a pretendere che i partiti si sforzino di competere su un piano differente? Ecco, io credo che i miei siano tutti dubbi legittimi. La macroeconomia non è una sottobranca dell’etica. E fino a quando agli italiani continueranno a raccontare che la miseria è conseguenza degli sprechi e del peccato non faremo un solo passo in avanti. Per questo le parole di Casaleggio, quand’anche fossero state pronunciate in buone fede (e ne dubito fortemente), vanno considerate di una gravità assoluta e disarmante. La rete dovrebbe a questo punto potersi esprimere sull’espulsione del guru riccioluto, ambigua zavorra che getta un’ombra inquietante sull’intero Movimento.

    Francesco Maria Toscano

    21/04/2014

    Categorie: Politica

    35 Commenti

    1. Mannekenpis scrive:

      Intanto Il M5S è l’unico e solo movimento o partito ad avere una piattaforma internet per far decidere gli elettori i quali, attenzione al non piccolo dettaglio, hanno già in alcune occasioni confutato l’indirizzo suggerito dai due leader.
      Quindi il M5S è da considerarsi coerente e sincero sul punto chiave della sensibilizzazione e risveglio del popolo nella direzione di una crescente consapevolezza e partecipazione.
      I progressi dei parlamentari grillini e della qualità delle loro proposte nell’arco del primo (primo!) anno di vita lo testimoniano.
      Per chi si rende conto che questa è innanzitutto una crisi di democrazia prima che economica questo è un fattore di estrema importanza.

      Secondo: Casaleggio non è il teorico assoluto del movimento e nessuno lo considera l’economista di riferimento; per quanto chi come me è stato a delle riunioni a 5 Stelle possa testimoniare che proporre un punto di vista alternativo in quelle sedi può dare luogo a reazioni tribali di rifiuto, rimane il fatto che moltissimi attivisti hanno le idee perfettamente chiare sull’importanza della spesa pubblica.
      Ora il movimento lo fanno i partecipanti per cui se si capisce il concetto essenziale che il M5S non nasce come veicolo di una determinata politica economica ma bensí come contenitore dove i cittadini autenticamente democratici si riappropriano delle modalità oggi negate della Agorà, dove tutti partecipano attivamente, si comprende anche che in questi termini il 5 Stelle consente, con una innovatività straordinaria che farà storia, la rielaborazione “in corsa” delle proprie proposte fermo restando che è necessaria una partecipazione diretta.
      Bisogna riflettere sul dato che questa è una novità dalle potenzialità rivoluzionarie che andrebbe coltivata e sostenuta da tutti.
      Quindi non si può criticare Casaleggio in quanto espressione dei 5 Stelle come si potrebbe invece legittimamente criticare Renzi in quanto effettivo dominus assoluto (anche se eterodiretto “discretamente”) delle scelte del PD.

      Come corollario ne deriva che dei cittadini attenti e severi nel loro doveroso impegno di controllo della vita politica del loro stesso Paese non possono spaventarsi di fronte a un movimento che diversamente da tutti gli altri gli offre gratis una sempre più raffinata piattaforma internet dove poter comodamente sbugiardare, a volte sonoramente, le eventuali proposte “fuori dal vaso” dei suoi leader.

      Ma la cosa fondamentale è il terzo punto: la cosa che non funziona dei 5 Stelle è che l’intelligentsia italiana non si decide a entrare nell’Agorà in nome di un datato atteggiamento da “intellettuali” mai completamente a loro agio con il popolo, apparentemente critici con il Potere ma che con le loro analisi (il loro “prodotto”) producono invariabilmente anche un “sottoprodotto” culturale la cui unica finalità è il mantenimento e il perfezionamento dei meccanismi di distinzione di classe. E alla fine i signori intellettuali che se ne rendano conto o no sono pagati dal Potere per il “sottoprodotto” molto più che per il “prodotto”.
      Casaleggio è un imprenditore pragmatico in ottima fede che non capisce di economia o meglio, che confonde la gestione della sua azienda con quella di uno Stato. Ma non potrebbe essere altrimenti.
      Casaleggio, ripeto, è in buona fede ma deve fare tutto senza l’indispensabile aiuto delle persone competenti che però nicchiano sapendo che avere contatti coi 5 Stelle li metterebbe in una posizione di sospetto nei confronti del Potere dominante.

      Questo incontro però potrà forse succedere, e in futuro non lontanissimo, se il 5 Stelle acquisterà e consoliderà delle percentuali di voto molto consistenti; se si comincia ad avere la certezza che quei milioni di voti ottenuti non erano un fuoco di paglia anche certi timori da parte di importanti economisti potrebbero attenuarsi.

      Ma nel frattempo ci sono tanti attivisti a cinque stelle ben informati economicamente che sorvegliano e ci siamo noi cittadini avveduti che certamente non la faremmo passare liscia al pazzo totale che pensasse di tagliare la spesa per ripianare il debito in recessione.

      La scelta giusta è per prima cosa mettere i bastoni fra le ruote all’attuale governo e al suo “sistema” ricordandoci che la strada non è stare lì a criticare ma entrare nell’Agorà e far sentire rumorosamente la propria voce.

      Concludo facendo presente che obiettivamente l’idea di tagliare la spesa per ripianare il debito è in insanabile contraddizione non solo con la proposta di abolizione del Fiscal Compact ma ancor di più con quella dell’abolizione del limite del 3% del deficit su PIL; se vuoi sforare il deficit significa che la spesa la vuoi fare, mi sembra ovvio.
      Ossia, in altri termini, è evidente che una certa coscienza dell’importanza della spesa pubblica come riattivatore della domanda aggregata in tempi di recessione esiste ed è consolidata nel 5 Stelle.

      Quel movimento ha bisogno di aiuto portato con rispetto e gratitudine per il loro impegno; le persone e le forze in grado di presentarsi con delle credenziali che ne attestino il “diritto di ascolto” dovrebbero iniziare un dialogo con una forza, l’M5S, che ha delle potenzialità assolutamente straordinarie che verranno trasformate in “atto” solo da una maggiore partecipazione anche della borghesia medio alta. Bisogna rendersi però conto che l’approccio nella prima fase non può essere quello di chi va a dare lezioni ma al contrario di quello che ascolta e che offre i propri servigi tramite la sua competenza al fine di interpretare e dare forma alla volontà del popolo, non alla propria o a quella del suo gruppo di interesse.
      Se questo succederà si svilupperà un inedito dialogo, una nuova consapevolezza e voglia di pattecipazione, si definiranno nuovi ideali, modalità di convivenza e nascerà qualcosa che cambierà la storia in meno di una decina di anni.
      Il Paese del Rinascimento siamo noi, non dimentichiamolo mai.

      • Io Non Sono Io scrive:

        La piattaforma attuale del M5S è quantomeno monca, poichè non consente di scegliere cosa votare, ma solo di votare su quesiti posti da non si sa bene chi (Casaleggio?)

        • Mannekenpis scrive:

          La piattaforma del PD o di FI o della Lega funziona meglio, dici?
          Guardate che l’implementazione o meno di quella piattaforma di democrazia diretta dipende da noi.

          Come si fa a pensare che M5S sia un emissario di JP Morgan o della Spectre se vogliono abolire il Fiscal Compact, il limite del 3%, difendono la Costituzione, esaltano i valori della resistenza (quelli, come è noto, attaccati esplicitamente da JP Morgan), sono per la democrazia diretta?

          Potrebbero fare di meglio loro o potremmo impegnarci e sostenerli di più noi, soprattutto le persone e gruppi “importanti”?

          La cosa divertente sarà, in caso di auspicabile ma ancora non garantito grande successo del M5S, vedere i furbetti che si accoderanno schiamazzanti.
          Diranno che loro lo avevano sempre detto…
          Per adesso alcuni intelligentemente danno un colpo al cerchio e uno alla botte cosí al momento opportuno potranno dire di averci azzeccato prima.

          • MM scrive:

            Insomma, se ritengo il M5S poco democratico e Casaleggio inquietante, basta votarli, così poi lo espellono! Bel ragionamento, non fa una grinza :D

            • Mannekenpis scrive:

              Non capisco questo tuo modo di argomentare.
              Ti ho detto una cosa diversa, se te la rigiri come ti pare significa poco, no?
              Ho detto che le modalità settarie del m5s sono messe in discussione dalla piattaforma che come sai bene ha già preso decisioni in opposizione a quelle di grillo.
              Casaleggio non è uno che detta la linea perché all’interno del movimento molti la oensano diversamente sulla spesa pubblica.
              Ora, al contrario di te, io ho fiducia nella gente, non penso che i cittadini votino sempre a capocchia e i 5 stelle non sono una massa indistinta di pecoroni come semnri suggerire tu.
              E ci siamo noi, per di più, per cui quel movimento ha in sé un embrione di sistema di auto regolazione democratica che va implementato.
              Secondo me vale la oena di metterlo alla prova, se non si è soddisfatti non lo si vota più.
              Mi dici tu cosa voterai? O ti asterrai?

              C’è una terza alternativa: fare un altro movimento. Mi sai dire come mai quelli che giudicano salomonicamente su internet non lo fanno il nuovo movimento?

    2. GLS scrive:

      Sicuramente l’espulsione di Casaleggio non farebbe che bene al M5S perché la stragrande maggioranza di chi dissente lo fa proprio perché non è assolutamente rassicurata da una persona di cui si sa poco, si vede poco, parla poco ma ha tutta l’aria del deus ex machina. Ritengo comunque, come ho già scritto nei commenti al post precedente, che il punto centrale per le prossime elezioni europee, secondo me è: vuoi appoggiare Renzi e le sue sceneggiate o vuoi delegittimare questo governo? Se sei per la seconda scelta, il voto DEVE andare al M5S perché rappresenta il suo più autorevole e credibile competitor. Circa la questione no-euro o lotta al debito, sempre in base a quanto ho avuto modo di sentire in questi mesi, il punto chiave è che quando non sei pericoloso (non hai sufficiente seguito) puoi accusare il vero colpevole quanto vuoi perché non rappresenti una minaccia ma anzi sei la dimostrazione vivente della democrazia e della pluralità di pensiero. Ma quando hai un potenziale di nove milioni di voti, devi stare molto attento a dire certe cose perché rischi proprio la vita. Allora devi cercare di mimetizzarti, di confondere le acque e di non dire mai che sei contro l’euro. Poi ti inventi 7 punti che sostieni essere indispensabili per salvare il paese e proponi di discuterli in europa dove sai che non passeranno mai. A quel punto avrai l’alibi di aver provato a cambiar le cose, che non sei ascoltato, che così non si può continuare e quindi chiedi al tuo popolo se vuole prendere in mano il suo destino scegliendo di abbandonare un sistema che lo ha tartassato pesantemente e che non vuole accettare di cambiare. Dimostri al popolo di che pasta e fatta la troika e quanto è irragionevole e spietata. A questo punto non sei tu che sei contro l’euro ma il popolo stesso, la massa. Tu anzi hai provato a trattare e a trovare una soluzione perché “non è l’euro il problema”. Così si ottiene lo scopo con un colpo di sponda senza esporsi in prima persona e senza farsi letteralmente eliminare. Grillo vorrebbe tornare alla liretta ma non è per nulla convinto che sia una passeggiata. Molti possono scrivere libri o sostenere interviste affermando che dobbiamo uscire dall’euro perché tanto non potendo fisicamente farlo non se ne sentono addosso la responsabilità. Ma Grillo sa che se non oggi domani potrebbe anche farlo e allora… bisogna saperlo fare nel modo opportuno.

    3. gigi scrive:

      W il M5S VINCIAMO NOIIIIIIIIIIIIIII

    4. luca bruni scrive:

      vorrei porre una sola domanda al moralista…tu per cosa voterai alle prossime elezioni?

    5. Giovanni scrive:

      Personalmente sono convinto che da questa crisi si possa tentare di uscirne, solo applicando politiche economiche di stile Keynesiano, dopo aver provveduto ad una netta separazione del mondo finanziario da quello commerciale.
      Tuttavia, non posso non osservare che l’uomo sta semplicemente distruggendo il pianeta terra, applicando la pazza teoria della crescita economica esponenziale.
      Allora mi sorge una domanda, non e’ che l’Anima del Pianeta, stia in un qualche modo “esoterico” tentando una Autodifesa, guidando le “Eccelse Menti Bocconiane, Hardwardiane…”verso una grandissima crisi economica
      “Ristabilizzatrice” di un precedente equilibrio molto piu’ a misura d’uomo?
      Il fatto che siano cosi’ “cocciuti” nella loro determinazione all’Austerita’, al rientro del debito e tutte le loro politiche volte al massacro sociale puo’ solo dimostrare che dietro loro esiste Una Volonta’ che va oltre le loro intelligenze!
      (anche l’ultimo degli spazzini riesce a capire dove stanno portando le ricette dell’Austerita’)
      Probabilmente si avvera il motto Evangelico che Dio acceca chi vuole perdere.
      Una cosa e’ certa:
      Lacrime e sangue ci attendono!
      Personalmente penso di votare comunque 5 Stelle, in quanto i giovani grillini seduti al Parlamento mi ispirano fiducia ed in natura non esiste niente di lineare!
      Saluti Giovanni, leggo sempre con grande piacere il Moralista.

      • ho gradito il concetto di separazione dal mondo finanziario da quello commerciale, di fatto, andrei oltre. La separazione deve essere fatta dal potere economico finanziario a quello dello stato. Cosa voglio dire; che lo stato avrà il potere di garantire futuro e prosperità alle famiglie mentre( tramite concordato di non interferenza) il potere economico-finanza sarà responsabile in toto dei lavoratori, a prescindere dalla categoria di appartenenza.Es.la fiat è sempre stata una azienda s.p.a in certe situazioni, diveniva para-statale in talune situazioni, idem è divenuto il concetto di stato. D’altro canto, creassimo i supporti necessari avremmo, di fatto, uno stato ridotto a poche funzioni ( riguardante la famiglia) e un popolo cresciuto, autorevole, capace di amministrarsi tramite il recall. Il potere economico, ormai sganciato dai sussidi statali, sarà responsabile dei lavoratori e delle sua capacità manageriali in modo tale che ogni singola perdita sarà sotto l’egida del potere economico-finanza e, di fatto, non intaccherà la tassazione popolare.
        Sfiduciare Casaleggio; articolo 3 – contrassegno; il nome MOVIMENTO 5 STELLE viene abbinato a un contrassegno registrato a nome di Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d’uso dello stesso. Voglio dire; io ho un negozio di libri rari, antichi e la presidentessa mi vuole sfiduciare con la motivazione che sono più fornito della medesima biblioteca comunale. Codesto articolo mi sembra un insulto. D’altro canto bastasse creare e dare visibilità alla Associazione Eleonor Roosevelt, che il dilemma inerente a Casaleggio, sparirebbe nella bruma lomellina.

    6. axl rotten scrive:

      Scusate le 2 domande “off topic”,intanto complimenti per questo sito,molto interessante e più chiaro di altri.girando appunto su diversi siti ho spesso trovato idee e versioni contrastanti su questo papa attuale, è veramente fuori da tutti gli intrecci di potere? Combatte contro la massoneria reazionaria? Poi la seconda,i cavalieri di Malta hanno un potere veramente così grande?

      • Consiglio di leggere EPIPHANIUS- MASSONERIA E SETTE SEGRETI. DAVID ICKE- COSPIRAZIONE GLOBALE.

      • il Moralista scrive:

        Girerò le tue interessanti domande a Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico,

        A presto,

        Francesco

      • Tredicino scrive:

        Sei un ingenuo? Di Pontefici ce ne sono ora due: uno è Don Chisciotte, l’ altro è lo scudiero. Massoneria reazionaria? Ti regalo una “storiella”: in una notte del ’70 partì un telegramma indirizzato a “uno” della Benemerita. “La mamma ha abortito”. Ma alcuni erano già dentro il Quirinale. Loro però non hanno solo la forza degli argomenti o delle “tecnologie dolci”. Te ne regalo un altro: si stava progettando un nuovo giroscopio ed entra Galeazzo C. Viene guardato dal basso in alto da un giovane tecnico che dopo gli dice: “dovete andare via di qui. Non siete e NON POTRETE essere autorizzato alla visione delle carte di progetto”. Infine un altro: “Licione” sta per essere “stirato” da un carro in Spagna quando assieme ad un altro giovane invasato riesce a salire e ad aprire la
        “scatola”. Scazzottata e poi si cambia “attacco”.
        Sui “Cavalieri”? Nel lungo periodo ti possono dare una risposta seria solo gli archivi della Benemerita e i “lancisti” (non la Flaminia del Quirinale…) della P.S. che troverai disposti a un buon raccontino. A breve periodo ti lancio un sasso “attuale”: parlane con qualche Bramino in India…

    7. gio scrive:

      in tema casaleggio segnalo http://www.controinformazione.info/casaleggio-getta-la-maschera-lavora-per-la-grande-finanza/#more-4491
      che condivido al 100%
      e sono sempre di più a pensarla così
      ricordo che il primo a capire che m5s fungeva da valvola di sfogo del sistema fu paolo barnard molti anni fa (si può dire quel che si vuole di barnard ma non si può negare che sia una persona arguta e con grandi intuizioni)
      anche lo stesso bagnai lo dice ormai da tempo

    8. marco f. scrive:

      Temo di dover condividere i tanti dubbi del Moralista, inclusa la triste consapevolezza che il voto al M5S è, probabilmente, solo il male minore, ma tant’è…
      Circa gli altri interessanti commenti dei lettori, vorrei riassumere, schematizzandole il più possibile, le fasi della guerra ai poveri (leggasi popoli) che stiamo vivendo.
      Dopo una fase, la cosiddetta guerra fredda, nella quale l’occidente americanizzato, a suo tempo travestitosi da socialdemocrazia, al crollo del muro ha potuto gettare la maschera ed ha presentato il conto.
      Tangentopoli, il golpe finanziario degli anni ’90, è stata significativamete gestita da intellighenzie “rosse” all’interno della magistratura (a parte Di Pietro, che con l’intellighenzia che c’azzecca..?), lasciando il PCI immune ed intatto. Certe anime belle stupite della “svolta” liberista del PD dovrebbero approfondire meglio la storia della melma politica da cui nasce. Sono lontani i tempi di Gramsci e anche lui, se non erro, fu lasciato ai suoi carnefici da un certo Togliatti…
      Forse per noi “vecchi” europei è un concetto difficile da metabolizzare, ma negli USA è assolutamente normale che entità portatrici di interessi privati utilizzino lo stesso Stato come mero strumento di profitto. Del cosiddetto popolo se ne fregano a priori, non sono forse gli USA nati da uno dei più grandi e misconosciuti genocidi della storia? Senza contare l’uso ignobile di false-flag che hanno sempre fatto per convincere il buon americano a vestirsi in grigioverde per la gloria delle corporations (Noam Chomsky stima intorno al 85% l’iniziale dissenso medio del popolo americano di fronte alle iniziative belliche del proprio governo).
      Comunque in tempi recenti qualcuno deve aver deciso che era arrivato il momento di tirare la rete. Dopo aver investito per decenni in “istituzioni culturali europee” (ad esempio quella fabbrica di scarafaggi chiamata Università Bocconi), i think-tank americani hanno dato semaforo verde ai risolutori di Wall Street: dopo aver privatizzato il debito pubblico con la svendita delle banche centrali al grande capitale anglo-USA, si sono presentati all’incasso del medesimo.
      Per essere più chiaro: dopo averci lobotomizzati e convinti del concetto abominevole che il debito pubblico è da pagare, si sono arrogati il diritto di pretenderne il pagamento che sarà possibile estinguere… mai.
      Proprio perchè il nuovo capitale fornito agli “stati sovrani” (cioè agli ufficiali pagatori) è creato a debito. Capito la truffa?
      Altre parole non servono. Non credo sia la solità guerra dei ricchi contro i poveri, peraltro la più antica del genere umano. Questo mi sembra un programmato sterminio dei più “deboli”, ovvero di chi non ha difesa se non la cultura e la propria storia.
      Infatti i fregi del Partenone sono al British Museum, dove approderanno, magari in un prossimo futuro, anche i Bronzi di Riace, o magari il David di Michelangelo.

    9. franca47 scrive:

      mi sono trovata per puro caso a leggere le sue parole su Casaleggio e ho riconosciuto nelle sue critiche tutte le mie riserve sull’ideologo 5S e il movimento politico che fa capo a Grillo.Mi ha squarciato il velo che avevo frapposto nel tempo per mia sensazione personale senza trovare un motivo logico….davanti alle estreme e roboanti parole che uscivano da quelle bocche (tutte) che mi facevano ricordare alcuni testi medievali di coloro che predicavano già allora la fine del mondo giu’ giu’ fino ai Testimoni di Geova che danno un tempo e una data alla fine del mondo e quando la superano e qualcuno chiede perchè, si sentono dire che l’entita’ superiore ci ha messo alla prova.Naturalmente, non essendo credente, mi viene solo da ridere a pensare che qualcuno ci creda e imposti la propria vita nell’attesa invece di usare il tempo a fare cose molto piu’ piacevoli.Lei, contestando Casaleggio e giu’ giu’tutta la politica italiana dalla fine della seconda guerra mondiale, mi ha dato una risposta che forse avevo gia’ latente dentro di me ma ….mi serviva lo spiraglio per vedere oltre. Chi scrive in rete ha una grandissima liberta’ di pensiero, impensabile fino a decenni fa’ e descrive le sue idee pensando che qualcuno le raccolga….io invece le mie idee non le esprimo per bocca di altri, di nessuno anche di chi seguo magari in rete……ma cerco di fare le mie valutazioni sugli argomenti…..i suoi, nel suo blog, sono troppo fumosi (anche come racconta) e spesso il soggetto si perde nella quantita’ di cose che spiega. Andando a vedere chi lo segue nel sondaggio che ha posto in alto a destra ho fatto la somma di chi le ha risposto e devo dire che sono pochissimi. Modestamente, senza essere nessuno e non avendo blog, mi reputo un po’ piu’ conosciuta di lei solo seguendo con pagina facebook le notizie politiche del giorno. Mi rinfranca questo dato perchè penso che essere astrusi nel pensiero non paga, come non paga nessun movimento politico l’approccio da “setta” religiosa l’impostazione di Grillo e Casaleggio……alla fine dei fatti, quando avrebbero dovuto governare, in comuni, province e regioni, si sono ritratti perchè le loro basi sono la rincorsa dei fatti giornalieri che a volte sono contraddittori ora x ora, non giorno, mese o anno.Ne avremo la prova tra non molto. e credo che il bluff sara’ rumoroso.

    10. Alessandra scrive:

      ..aspetta e spera..

    11. Rodion scrive:

      Il M5S a queste elezioni europee va fermato a tutti i costi: in questo momento il suo “gatekeeping”, frutto dell’ingegneria sociale più moderna a disposizione di lobby “made in USA”, mette in pericolo qualsiasi possibilità di fermare la silenziosa soppressione dei cittadini europei.

      Sapir, fondamentale economista ed intellettuale francese, è chiaro sui punti che han portato a dibattere e contestare le posizione pro USE su questo stesso blog: invita apertamente a non astenersi e “a votare SOLAMENTE partiti politici con CHIARE posizioni ANTIEURO”:

      http://vocidallestero.blogspot.com/2014/04/sapir-le-elezioni-europee.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+VociDallestero+%28Voci+dall%27estero%29

    12. Enzina Sirianni scrive:

      Non è un mistero che il Movimento 5 Stelle sia nato per ammortizzare e assorbire la crescente rabbia sociale. Non ne fa mistero anche Grillo quando dice che se non ci fosse stato il movimento , tutta questa gente avrebbe espresso in ben altre forme il proprio malcontento. Sui temi europei, bisogna riconoscere a Grillo il merito di essere stato il primo a parlarne. Chi si ricorda dell’immagine dei porcellini, i cosiddetti PIIGS, comparsi per la prima volta sul suo blog ? Poi, ha allentato concentrandosi sugli strali alla casta. Oggi i temi antiUe li riprende, ma in maniera poco convincente. Nè mi pare che nel suo programma pe le europee ci sia una netta posizione antieuro. Che Casaleggio sia inquietante e non solo per le dichiarazioni che stigmatizza Il Moralista, non ci sono dubbi. Quello che mi lascia perplessa del movimento è soprattutto il fatto che non sia presente mai ufficialmente alle manifestazioni con precise rivendicazioni sociali e ambientali, rivendicazioni che sono nel suo programma. Detto questo, rimangono forti meriti al movimento che ha svegliato parecchia gente e mosso le acque della stagnante palude della politica italiana. Tsipras ? E’ contro quest’Europa, quella delle catene, dei trattati garrota, delle banche e della finanza, ma non è antieuro. Anche qui, perplessità per talune candidature e il sodalizio con Sel di Vendola.

    13. Gianluca scrive:

      Caro Francesco Maria Toscano, sei fin troppo “buono” con Casaleggio…
      È stato piuttosto chiaro, e non c’è da discutere.

      • il Moralista scrive:

        Ha mandato un messaggio del tipo: “Tranquilli siamo dei vostri…”. Chi doveva capire ha capito…

        • Gianluca scrive:

          Esatto…

        • Mannekenpis scrive:

          Ha mandato un messaggio tipo “sono” dei vostri, non “siamo”.
          Fra i grillini c’è molta gente consapevole che non può essere considerata con sufficienza come un ammasso di pecoroni.
          M5S serve per una scrollata al sistema, per rendere fluida la situazione poi se sarà un buon movimento anche nei fatti lo si continuerà a votare altrimenti si organizza un movimento alternativo
          Per farlo però o corre che la gente cominci a svegliarsi dall’apatia e in quello in qualche modo il m5s è riuscito.
          Si poteva fare meglio?
          E perché non è stato fatto?

    14. kthrcds scrive:

      “la rete dovrebbe potersi esprimere sull’espulsione di Gianroberto Casaleggio”

      Sono d’accordo. Ora vado ad iscrivermi al Meetup M5s della mia città e poi voto per l’espulsione di Casaleggio.

    15. Alessandra scrive:

      ..concordo con chi dice che nn si deve votare il M5S alle europee ma solo partiti chiaramente noeuro..e non credo che mai faranno un referendum interno al M5S per espellere Casaleggio..

    16. Michele scrive:

      Ovviamente, ora come ora lo staff di Casaleggio è fisicamente indispensabile al m5s. E’ importante che ci sia la volontà di rendersi sempre più indipendenti,e questo sta avvenendo,anche se in tempi lenti (ma non troppo) e con alternate sorti. La spinta dall’interno è continua, dall’esterno estenuante e spesso falsificata, non esiste nessun’altra forza politica che sia così sotto la lente d’ingrandimento dei media. Questa è una garanzia, se perde l’autodifesa degli attivisti, Casaleggio sa che il m5s non avrebbe scampo. Ora c’è la piattaforma (molto da migliorare), e da quanto dichiara lo stesso ricciolo si cercano società terze per garantire il processo di voto. Il prossimo passo penso dovrebbe essere poter decidere su quali argomenti richiedere le votazioni. Casaleggio farà il suo tempo,l’importante è stargli addosso,però capendo che gestire il primo esperimento di democrazia diretta di queste dimensioni non è per niente immediato.
      Per quanto riguarda la Casaleggionomics mi sono espresso nello scorso post, non ne capisce e quando parla di tagli intende ottimizzazione della spesa e reivestimento degli sprechi, nessuno nel m5s ha mai parlato di abbassare la spesa pubblica, anzi vogliono eliminare il limite del 3%. Casaleggio rivesta il suo ruolo di garante/comunicatore (nel quale per altro sbaglio davvero poco, a giudicare dai risultati), finchè non sarà obsoleto.

      • trazomnale scrive:

        Domanda: ma se vincono i partiti no euro, cosa succede un minuto dopo le elezioni? cosa faranno coloro che dall’euro ci hanno guadagnato, e parecchio, e non sono affatto pochi? dove vanno a finire i loro soldi? sicuramene le istituzioni finanziari italiane, e, in generale, quelle dei PIGS, rischiano di essere messe sotto pressione. E la speculazione internazionale danzerebbe con i guadagni che farebbe con i nostri soldi. Così potremmo essere costretti ad uscire dall’euro, con poco margine negoziale e poca preparazione. E il tempo non giocherebbe a nostro favore. Non credo proprio che questo sia lo scenario ideale per farlo, è lo stesso Bagnai che lo dice. Volenti o nolenti dobbiamo tenere in considerazione il fatto che uscire dall’Euro avrà un costo, e anche salato. E le ripercussioni non saranno realmente prevedibili, nonostante lo strano e non so quanto disinteressato ottimismo di molti economisti. Abbiamo realmente una classe dirigente pronta a gestire la transizione? permettetemi di nutrire molti dubbi. L’euro, con tutti i suoi enormi difetti, potrebbe essere il minore dei mali.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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