images (3)La disoccupazione dilaga, le famiglie senza reddito alcuno si moltiplicano, mentre quel farabutto di Renzi fa finta di occuparsi della povera gente varando un provvedimento inutile e deleterio come il Jobs Act. Al di là delle finte minacce del vice-Dudù Angelino Alfano, patetico nell’alzare la voce nella speranza che qualcuno si accorga della sua esistenza, le idee del governo in tema di lavoro sono letteralmente assurde, antistoriche e ipocrite. Da venti anni i soloni di regime spiegano che la disoccupazione è causata dalla burocrazia e dalle troppe regole. Iniettando dosi sempre più massicce di precarietà, però, la disoccupazione, anziché diminuire, è letteralmente esplosa. Perché? Perché come sanno tutti gli economisti in buona fede, perennemente oscurati da una stampa complice e connivente, l’aumento della disoccupazione è proporzionale al crollo della domanda aggregata. Burocrazia e rigidità sono finti bersagli, branditi da figuri come Renzi a mo’ di spauracchio con l’obiettivo di impressionare i tonti.  Una impresa che non vende non può assumere nessuno. E in un Paese dove i consumi calano vertiginosamente a causa delle dissennate e sadiche politiche di austerity volute dall’Europa, puntare il dito contro lo Statuto dei Lavoratori è prassi scientificamente sbagliata e umanamente meschina. Non per nulla il massone reazionario Padoan, tempo fa, in una intervista al Wall Street Journal, ebbe l’impudicizia di dichiarare: “Il dolore produce risultati(clicca per leggere). Una filosofia degna di Mengele, non c’è ce dire. Purtroppo, nell’immediato, non c’è modo di togliere il bisturi dalle mani dei questi moderni nazisti. In prospettiva, invece, nella speranza che le avanguardie progressiste e rooseveltiane si destino dal lungo torpore, sarà certamente possibile allestire un nuovo processo di Norimberga che regoli i conti con i “profeti del dolore” e renda giustizia alle vittime di tanta barbarie. Per capire quale sia il modello dissimulato che Padoan e Renzi hanno in mente, vi invito a leggere un articolo pubblicato oggi a pagina 20 del Corriere della Sera a firma Gian Antonio Stella: “La strage dei minatori italiani che Rockefeller cancellò con l’arte”. Stranamente Stella (a parte il titolo infelice) ha scritto un buon articolo, confermando la bontà di quel proverbio inglese secondo il quale “anche un orologio rotto segna l’ora esatta almeno una volta al giorno”: “Giuseppe Petrucci aveva quattro anni, la sorellina Lucia due, il piccolo Francesco solo quattro mesi. E il loro omicidio, che non poteva essere spacciato per il prezzo necessario a domare i minatori in sciopero, colpì l’America come una scudisciata (…). Successe a Ludlow, esattamente cento anni fa. Quel borgo (…)era abitato allora da migliaia di immigrati polacchi, greci, messicani e italiani che lavoravano nelle miniere di carbone. In gran parte quelle della Colorado Fuel and Iron (…) che apparteneva a quello che era l’uomo più ricco del mondo John D. Rockefeller senior, che ne aveva affidato la gestione al figlio Jr (…). Guadagnavano un salario da fame pagato in buoni acquisto negli spacci che appartenevano alla stessa Company, vivevano in baracche affittate ancora dalla Colorado Fuel and Iron, lavoravano in condizioni così pericolose che nel solo 1913 nelle “mines” del Colorado, con un tasso di mortalità doppio rispetto al resto dell’America, erano morti in 104” (…). Scesero in sciopero nel settembre del 1913. La compagnia li buttò subito fuori di casa e loro si trasferirono in una accampamento di fortuna. E lì, come testimoniano le foto, passarono l’inverno. Un inverno tremendo (…). Finché il 20 Aprile (…), l’ufficiale Karl Linderfelt diede alle milizie e ai mercenari l’ordine di spazzare via i minatori e il loro campo di tende (…). La cronaca del New York Times del 22 Aprile, ripresa in un furente saggio dello scrittore Hans Ruesch, diceva: Quarantacinque morti, tra cui trentadue donne e bambini, una ventina di dispersi e altrettanti feriti è il bilancio della battaglia di 14 ore tra truppe statali e scioperanti nella proprietà della Colorado Fuel and Iron Company, una holding di Rockefeller (…). Nelle trincee che si erano scavate per proteggersi dalle pallottole, donne e bambini sono morti come topi in trappola, uccisi dalle fiamme. Una trincea scoperta questo pomeriggio conteneva i corpi di dieci bambini e due donne (…). I commenti dei giornali contro quell’insensata carneficina di persone che chiedevano solo un orario di otto ore, il divieto di far lavorare i bambini e una paga decente in dollari e non in buoni, furono durissimi”. Molti potranno trovare eccessivo il paragone tra l’Italia di oggi e l’America di cento anni fa. Invece le similitudini esistono e, di questo passo, arriverà presto il giorno nel quale  nuovi manifestanti esasperati e sfruttati verranno repressi nel sangue per la gioia dei cantori di regime alla Antonio Polito. Proprio nel giorno in cui Stella ricorda la strage dei minatori del Colorado, infatti, il Corriere pubblica un editoriale che mellifluamente evoca il ritorno della violenza e dell’intimidazione di Stato. Scrive Polito: “ (…) I cosiddetti movimenti si preparano a sfidare già nelle prossime settimane la polizia (…)”. Uno dei prossimi cortei del Maggio romano è contro un decreto legge del ministro Lupi. Contiene un articolo che statuisce l’ovvio, e cioè che “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento ai pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo, e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”. Dunque i promotori hanno indetto una manifestazione in difesa dell’illegalità”. In pratica Polito, temendo che i disperati contemporanei rivendichino con forza il diritto alla casa e al lavoro, predispone un preventivo fuoco di sbarramento mediatico volto a giustificare in prospettiva una, di fatto auspicata, reazione violenta e feroce da parte delle forze dell’ordine. Ma i parallelismi non finiscono qui. Se ieri si fucilavano donne e bambini nell’interesse del miliardario John D. Rockefeller Jr, oggi si pianifica l’impoverimento di intere categorie di lavoratori all’interno di riservati e potenti consessi influenzati proprio da un erede diretto di quella stessa famiglia di aguzzini. David Rockefeller, sesto e ultimo figlio del “boia del ColoradoJohn D. Jr, è anche il fondatore della famigerata “Commissione Trilaterale”. Organizzazione para-massonica  nel cui seno nacque il famoso pamphlet “The crisis of democracy”, bibbia ad ogni latitudine per qualunque piduista moderno. Come hanno chiarito i massoni di Grande Oriente Democratico, la Commissione Trilaterale è nient’altro che il braccio visibile della potente loggia Three Eyes (clicca per leggere), punto di approdo per molti insospettabili alti papaveri italiani che tuttora rivestono (indegnamente) decisivi ruoli istituzionali. Per conoscerne i nomi non resta che attendere la pubblicazione (si spera imminente) del libro “Massoni” (Chiarelettere editore) scritto dal Venerabile Maestro Gioele Magaldi. Per ora basti sapere che anche il “salvatore” Mario Monti, guarda caso, ha ricoperto l’incarico di “Presidente europeo” per la Commissione Trilaterale fondata dal massone reazionario David Rockefeller, figlio del Rockefeller protagonista del massacro raccontato da Stella. Chissà se tale circostanza ha favorito in qualche modo l’arrivo di Monti a Palazzo Chigi. Probabilmente lo scopriremo solo vivendo. Quel che già sappiamo è sufficiente per intravedere quel filo sottile, fatto di casate, obiettivi e circostanze, che lega il Colorado del secolo scorso all’Italia dei giorni nostri. La consapevolezza è il primo passo verso la libertà. 

    Francesco Maria Toscano

    22/04/2014

    Categorie: Lavoro

    29 Commenti

    1. Enzina Sirianni scrive:

      Grazie per l’informazione riguardo a questa strage dimenticata. Renzi farabutto e cazzaro patologico.

    2. axl rotten scrive:

      david Rockefeller è stato definito l’uomo più potente al mondo, assieme alla famiglia rotschild che è a sua volta conosciuta come appunto la famiglia nel suo insieme Più influente al mondo.Comunque,consiglio di andare a vedere ciò che aaron russo ebbe da dire sui rockefeller, era un loro amico personale, e anche bill Cooper. Che poi fu ucciso, quindi si può star certi che stava dicendo cose scomode

    3. Cari fratelli e sorelle, dopo aver letto e assistito alla fucilazione letteraria ed epistolare di CASALEGGIO ( a mio avviso per ignoranza economia da parte sua), un altro tarlo si è instaurato nei miei neuroni. Stamani col carissimo amico Sciupetà vicecapo mungitore, abbiamo discusso codesta citazione succitata.
      ” In prospettiva, invece, nella speranza che le avanguardie Progressiste e Rooseveltiane si destino dal lungo torpore… ”
      A noi, umili pensatori campagnoli sgorga un dubbio.
      Perché; già perché tanto accanimento contro Casaleggio e, dopo avere letto svariate volte codesta citazione, nulla trapela in senso di nome e cognome dei dormienti.
      Cosa si deve fare per togliere il perenne torpore ai dormienti?
      Il vicecapo mungitore asserisce, urlando dalla piattezza Lomellina; destatevi che il mattutino latte è servito, oppure anche voi, siete da additare al pari di casaleggio; come fiancheggiatori.

    4. Michele scrive:

      A proposito di piccoli nazistelli in crescita esponenziale, vi è piaciuta l’uscita televisiva di Alessia Morani (deputata PD) “Chi dichiara poco o niente vuol dire che non ha combinato nulla nella sua vita”…ergo l’1% che possiede tutto è un Atlante che Sostiene il Mondo http://www.lostmanproject.com/blog/united-states/new-york-city/atlas-shrugged
      Non credo siano consapevoli dell’ideologia che stanno propagandando, i nostri piddini. Sono solo scarti di quell’elite di cui si sono autoconvinti di fare parte per poterne godere le briciole.

    5. alessandro scrive:

      Tanto per arricchire il dibattito sembra utile questo post, buona lettura
      http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Buggerru

    6. Rodion scrive:

      Che Rockerduck fosse tra i principali finanziatori del “nuovo ordine” lo si sa da sempre. Che Monti divenne il primo cameriere di costui ce lo siamo ricordati nel 2011: si sapeva che fosse del giro di Brezinsky e Kissinger.

      Bene.

      La Trilateral (per cui è necessario ricordare che cofondatore fu Gianni Agnelli, poi partner di Cuccia per il definitivo golpe del’92 – giusto per ricordarsi un po’ di collaborazinisti “liberali” dopo Einaudi) nasce quando ormai è chiaro che l’URSS, e soprattutto “ciò che rappresenta”, si sta per sgretolare. (Ma cosa “rappresenta” oltre agli orrori stalinisti?!?)

      Questa nasce con l’esigenza di coordinare i “paperoni” del mondo (e le loro articolazioni nelle sovrastrutture giuridiche, politiche e dell’istruzione/informazione) per il progetto imperialista globalista.

      Ma consessi di questo tipo avevano da decenni un particolare ruolo: il più celebre fu (ed è) il “Bildelberg”.

      Il Bildelberg in particolare nasce come strumento di coordinazione NATO: gli obiettivi sono sempre simili anche se meno smaccatamente “commerciali”. Nei primi decenni: la guerra fredda e il “problema orientale” (e SOCIALISTA).

      La vocazione “mondialista” e “reazionaria” (per il semplice fatto di essere fortemente voluti dalla “superclasse atlantica”, per natura DEFLAZIONISTA e COSMOPOLITA, di cui Rockerduck fu (ed è! :-O ) grande rappresentante (questi non muoiono mai! Ci credo poi che gli si addìti come “rettiliani”…).

      “Superclasse” che è formata grosso modo dalla “nobiltà nera” europea che ha più o meno stretto rapporti di “sangue” con quella anglosassone che cha spostato la propria sede “da Londra” a “Washington” (almeno “politicamente”). Tutta rigorosamente “english speaking, not german!”

      Il grande matrimonio tra la grande finanza “ebraica” (tipo Rockerduck) e “anglosassone” (tipo Morgan) ha avuto come figlio “Sion” o, meglio, il disastro mediorientale.

      La naturale propensione capitalistica all’oligopolio si concilia con la propensione familistica in cui l’ereditarietà diventa strumento di strutturazione oligarchica con la relativa perpetuazione del privilegio di nascita.

      In tutto ciò lo Stato nazionale e la propensione “alla lotta di classe” implicita alla sostanziale (NON COSMETICA) uguaglianza di tutti i cittidini delle costituzioni socialdemocratiche sono un fastidioso impiccio che SOLO L’OPPOSIZIONE POLITICA E MILITARE DEL BLOCCO NON-DINASTICO DEL MONDO INVOLONTARIAMENTE TUTELAVA.

      Dato questo “brogliaccio” (si ricordino gli “storici” che il senso di “fastidiosa imprecisione” che provano leggendo questi “bigini” è lo stesso che prova chi ha competenze “macroeconomiche” e di “economia-politica” sentendo i suddetti storici fare le medesime ricostruzioni)

      Quindi chiedo: siamo sicuri che i “progressisti” abbiano dormito oppure, volenti o nolenti, abbiano collaborato ATTIVAMENTE alla realizzazione di quest’ordine distopico?

      • Rodion scrive:

        p.s. la UE è **da Trattato** presieduta da un consesso chiamato “Commissione Europea” della stessa natura oligarchica e sovranazionale come la “Commissione Trilaterale” o il “Bildelberg”. (I membri sono addirittura da sempre rappresentanti di questi stessi consessi, «in front of your nose», come ricorderebbe Orwell)

        Essi sono sia sostanzialmente, sia FORMALMENTE espressione della stessa volontà antidemocratica: cosa dobbiamo pensare di chi vuole “riformare” il nazifascismo (globalista)? cosa dobbiamo pensare di chi vuole tenere il VINCOLO ESTERNO, ovvero il MANGANELLO, ovvero L’EURO?

        I CLN si preoccupavano di come “riformare” il fascismo o di come svincolarvisi tramite “consensi referendari”?

        Ma questi non erano, al contrario, gli stessi problemi che si poneva Ribbentrop nel ’43?

        • Spartaco scrive:

          Caro Rodion, vedo che quando deve fare campagna elettorale magicamente i suoi commenti acquistano una chiarezza impressionante.
          Mi permetto però di evidenziare una palese contraddizione in quello che scrive: Invita a votare per CLAUDIO BORGHI AQUILINI (Lega Nord) che propone di ritornare alla Lira e liberarsi dall’Euro, usato, come MANGANELLO, dalle oligarchie per controllare i popoli europei. Ma la famiglia Agnelli, prima del 1981, quando in Italia c’era la Lira e non c’era stato il divorzio fra Tesoro e Banca D’Italia, era una normale famiglia di industriali o era più influente di ora? Tornare alla Lira e magari ad una Italia federata, rimanendo all’interno di un mercato globalizzato, ci renderebbe più liberi o più schiavi della finanza? Il Fascismo e il Nazismo si sono sviluppati all’interno di un mercato unico, o sono sorti sfruttando la competizione fra un popolo con una propria moneta ed altri con altre monete?

          • Rodion scrive:

            @Spartaco

            Premettendo che lo scrivente ha ben “chiaro” i motivi percui c’è chi non trova “chiaro” le analisi proposte, ti “chiarisco” in breve:

            1 – non faccio campagna elettorale: promuovo la VERITA’ e l’ONESTA’: il prof. Borghi la promuove e se tutte le altre formazioni politiche fanno orecchie da mercante e si rendono COMPLICI di questo olocausto… bé, tira le tue conclusioni. Prova a pensare che esiste chi nel mondo si muove senza nessun tornaconto economico, d’immagine o di potere.

            2 – Gli Agnelli non ci sono più: ci sono gli Elkan. Pesce grande mangia pesce piccolo a qualsiasi livello: la sovranità c’entra con la DEMOCRAZIA, non con le faide. L’Italia “federata” è un’obiettivo della Lega, non di Borghi che si presenta alle europee con ben altri obiettivi

            3 – il mercato è sempre stato globalizzato: il problema è che è stata deregolamentata la circolazione dei capitali. Prova a rileggere i post sulla “neoligua”

            4- La finanza ci rende schiavi perché non esistono più gli Stati nazione in grado di regolamentarla

            5 – Fascismo e il Nazismo si sono sviluppati in seguito al “mercato unico” deregolamentato ante’29 e sono sorti con intenti imperialisti, che non è neanche identificabile con il nazionalismo: infatti ho postato il programma nazista che prevedeva appunto l’imposizione della moneta unica. E’ l’imperialismo finaziario che prevede le federazioni, in modo da non avere l’opposizione degli Stati nazionali. Vedi von Hayek, padre ideologico della federazione europea, e le sue considerazioni in merito.

            Tutte queste considerazioni si evincono dagli articoli gentilmente pubblicati da ilMoralista: articoli che sono stati fatti in modo da avere una coerenza interna ed esterna tramite note bibliografiche che necessitano “fonti di pari rilevanza” per essere “falsificati”.

            L’ultimo articolo sarà più “divulgativo”: il confronto è tra la scienza e l’ideologia.

            A presto.

            • Spartaco scrive:

              Mi scusi la domanda, ma lei, quale forma di governo auspica nella sua società ideale? Parlare di nazione, patria, globalizzazione, economia, moneta, senza specificare quale forma di governo si ha in mente rende tutti i discorsi molto aleatori.
              P.S. Mi dispiace non aver capito le sue proposte, ma non è colpa mia :-)

              • Rodion scrive:

                “Scusami la domanda, ma tu, quale forma di governo auspichi nella tua società ideale?”

                Qualsiasi forma di governo in cui la sovranità viene esercitata nei modi e nei limiti della Costituzione Repubblicana e DEMOCRATICA che i nostri padri ci hanno donato.

                Non auspico a niente altro se non al compimento programmatico del Dettato: è già tutto scritto. E quando dico “tutto”, intendo proprio “tutto”.

                A livello planetario auspico ad una “confederazione” (NON astoriche e filo-oligarchiche “federazioni”) di sovrani Stati nazionali, che diventino a loro volta “personalità giuridiche” come la nostra Repubblica, nei quali, secondo gli usi, i costumi e le particolari eterogeneità che fanno sorprendentemente bella la specie umana, rinunciano ad una parte di “libera sovranità” per averne una “più grande”: tramite l’armonica **cooperazione** di diverse parti di una nuova UNITA’. Unità “organica” composta da “cellule nazionali” dotate di una compiuta democrazia sostanziale come previsto dal faticoso compiersi nella Storia dei rispettivi programmi costituzionali socialdemocratici.

                (A presto su “questi stessi schermi”)

            • Spartaco scrive:

              Risposta al tuo ultimo commento.

              La nostra costituzione però qualche piccola lacuna la presenta. Aldo Moro, riguardo all’Art. 49, durante i lavori della costituente fece osservare che: «se non vi è una base di democrazia interna, i partiti non potrebbero trasfondere indirizzo democratico nell’ambito della vita politica del Paese». Questa osservazione fu però, guarda caso, ignorata e i partiti divennero lo strumento del potere economico; prima indirettamente attraverso la Democrazia Cristiana, poi, una volta cessata la paura sovietica, direttamente attraverso Berlusconi e infine Renzi.
              Un successo della Lega alle Europee non impensierirebbe minimamente il potere economico che non teme di ritornare agli stati nazionali, mentre un successo del movimento 5 stelle, (nonostante che Grillo e Casaleggio stiano cercando di rassicurare i poteri forti dicendo che non vogliono uscire dall’Euro e che vogliono ridurre il debito con tagli alla spesa) darebbe un segnale forte che i cittadini vogliono partecipare. Cosa che impensieriva non poco chi ha redatto The Crisis of Democracy.

              • Rodion scrive:

                Vero, quanto è altrettanto vero che la bellezza della nostra Carta vi è un’altra fondamentale differenza con quelle ormai “anacronistiche” tipo USA: quella USA “is dead”. Non è “modificabile”.

                La nostra Carta permette di essere “migliorata” in funzione del contesto storico ad eccezione dell’insindacabilità dei principi SUPREMI che riguardano i Diritti Fondamentali che, a loro volta, sono (a differenza dei “vecchi” dettati “solo liberali”) garantiti dai DIRITTI SOCIALI. Infatti la Costituzione repubblicana si fonda sul Lavoro: poiché la “funzione o attività” del cittadino è condizione necessaria per la partecipazione alla vita politica ed economica necessitata da QUALSIASI DEMOCRAZIA (cit. C. Mortati), il governo (di qualsiasi orientamento politico) deve obbligatoriamente perseguire PROGRAMMATICAMENTE la PIENA OCCUPAZIONE come obiettivo “primigenio” ed inemendabile.

                Questo significa che lo Stato repubblicano e democratico “consacrato in eterno” dall’art.139 Cost., rende immutabile “il ruolo interventista dello stato in economia e quindi il suo ruolo di sovranità economica e fiscale che garantisce, tramite l’uso anti-ciclico della spesa pubblica, le politiche di piena occupazione.

                Chi vuole tagliare la spesa pubblica E’UN SOVVERSIVO: Casaleggio è un collaborazionista, un traditore e un sovversivo.

                Keynes e Kalecky ce li abbiamo “indissolubilmente cablati” in costituzione.

                L’unico modo per scardinare l’Art.139 Cost. è stato ADOTTARE LA MONETA UNICA: L’EURO.

                La forma “partitica” nella rappresentanza democratica è opinabile ma, ricordo, che è stata fortemente esaltata dai Padri costituenti nella Carta.

                I Dirtti Fondamentali non sono opinabili.

                In Europa occorre mandare chi “veramente” impensierisce gli olgarchi: chi è colto, libero e dice la verità. Gli anti-euro.

                La storia ci ha regalato la “sorpresa” che solo la Lega ha accettato di candidare i nostri economisti per queste europee.

              • Rodion scrive:

                p.s. se per le politiche verrà defenestrato lo staff grillesco e le persone “in gamba” (e ce ne son parecchie) si alfabetizzano decentemente e trovano una nuova forma organizzativa senza far franare il “fenomeno comunicativo”, si valuterà.

                Ma, purtroppo, questo va oltre a qualsiasi più inconsistente “wishful thinking”…

                L’unica cosa che conta ora è l’euro.

                L’impiccato, prima di levarsi dal cappio, può fare tutti i progetti che vuole, sognare “democrazie dirette”, paradisi terrestri e parole d’amore… organizzare fughe a “destra” o a “sinistra”… democrazie globali e pluraliste… fino a che il “crack” dell’osso del collo, nella sua brutale e REALE crudeltà, interromperà la vita a decine di milioni di persone.

                La scienza non è un’opinione. L’ideologia politica, sì.

            • Spartaco scrive:

              Internet ha cambiato il mondo, prima se ne rendono conto e meglio sarà per loro (Grillo e Casaleggio compresi nel caso fossero dei traditori). Niente sarà più come prima, politica compresa. E’ bene che l’Italia torni ad essere il faro dell’Europa e del mondo dimostrando per prima di aver saputo sfruttare al meglio questa invenzione che non potrà più permettere ai pochi di opprimere i molti. Se Grillo avrà agito per la libertà dei cittadini passerà alla storia altrimenti sarà ricordato come un comico che ha provato inutilmente a fermare la storia. Borghi avrà modo in seguito di esporre le sue teorie economiche, prima è fondamentale far capire chi deve comandare:Il POPOLO SOVRANO (con la tastiera).

    7. Fabrizio scrive:

      Grazie per l’informazione.

    8. Gianluca scrive:

      Per qualche motivo, mi ha colpito questo passaggio:
      “l’aumento della disoccupazione è proporzionale al crollo della domanda aggregata”.
      Bene, rilanciassimo in ottica “Roosveltiana” la domanda di beni in Italia, secondo lei, che aziende ne beneficerebbero e quindi chi assumerebbe? Gli e lo dico io, tante, troppe aziende del nord europa/Germania. La bilancia commerciale andrebbe nuovamente in profondo rosso e Target2 riprenderebbero a peggiorare.
      Se ignoriamo il funzionamento di Target2, non capiamo perché l’élite tedesca ha mandato i suoi “esattori” come Monti ha riscuotere nei paesi del sud.
      In più abbiamo inflazioni strutturalmente diverse, quindi ad un accenno di ripresa le nostre aziende avrebbero prezzi sempre più fuori scala… (e i macellai stanno correggendo l’inflazione differente a colpi di disoccupazione e contratti precari…)

      Quello che mi stupisce, del suo approfondimento politico ed economico, e che sembra passarle davanti un dato oggettivo ma tutte le volte sembra non metterlo a fuoco (che poi fa parte dell’ABC del capitalismo di mercato, in cui i prezzi (anche delle monete) sono una parte fondamentale).

      La prego di leggere questo articolo, del sempre eccellente Bagnai:
      “Glielo ha detto in faccia perfino Frits Bolkestein, uno degli artefici del Mercato Unico: “L’Unione monetaria è un esperimento fallito”. È successo a Roma, il 12 aprile, al convegno di a/simmetrie, dove 500 persone e un consistente drappello di imprenditori, sindacalisti e politici (Alemanno, Boghetta, Crosetto, Fassina, Messina, Salvini) hanno preso atto di questo certificato di morte e delle sue motivazioni: nel Nord Europa non esiste alcuna volontà di dar seguito a un progetto federale, al famoso “più Europa”, all’unione politica, per il semplice motivo che i contribuenti del Nord, istruiti da anni a ritenere che la crisi sia colpa del Sud, non hanno alcuna voglia di metter mano al portafoglio per contribuire a sanare gli squilibri europei in modo solidale. Certo, il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, ha detto che in realtà la colpa di questo disastro è dell’atteggiamento irresponsabile delle banche del Nord. Ma questo, ovviamente, è un altro paio di maniche: l’elettore va dove propaganda vuole, e al Nord sono degli esperti nel settore…”…
      l’articolo completo lo trovate qui:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/23/euro-quelli-che-il-declino-parte-da-lontano/961039/

      Vitor Constancio più onesto di Barbara Spinelli, Tsipras? …”Succede solo in Europa”…

      • Gianluca scrive:

        p.s. Perdonatemi gli errori, ho scritto di fretta e furia e non ho controllato come si deve…

      • Rodion scrive:

        Non essere impreciso! :o)

        Tra i presenti al “meeting internazionale di economisti” non hai nominato colui che, ad ora, è “il nome più importante”:

        *** CLAUDIO BORGHI AQUILINI ***

        • Gianluca scrive:

          Claudio Borghi non era ancora “imprenditori, sindacalisti e politici” :)

          Anche per Francesco Maria Toscano, da un articolo MMT:

          “La citazione finale è da Mat Forstater, scritta nel 1998 e pubblicata un anno dopo:

          “Nell’UEM, se gli investitori sono in dubbio sul debito di un membro qualsiasi, possono acquistare il debito di un altro membro senza incorrere nel rischio del cambio, poiché non vi è alcuna variabilità di cambio tra le valute dei Paesi membri. Dato che i Paesi membri sono ora dipendenti dagli investitori per finanziare le proprie spese, l’incapacità di attirare gli investitori dà come risultato l’incapacità di spendere. Inoltre, qualora i ricavi di un membro non riescano a tenere il passo con le spese a causa di un rallentamento economico, gli investitori probabilmente richiederanno un budget equilibrato, molto probabilmente attraverso tagli alla spesa. In altre parole, le forze di mercato possono richiedere una politica fiscale prociclica durante una recessione, aggravando gli effetti recessivi… Anche se non ci fossero limiti imposti sul deficit dei Paesi e dei debiti nazionali, la struttura della UEM rende quasi impossibile per un Paese adottare una politica anticiclica di bilancio anche se ci fosse la volontà politica. Questo perché, cedendo la loro sovranità monetaria nazionale, i Paesi non sono più in grado di condurre una politica fiscale e monetaria coordinata, essenziale per una risposta completa ed efficace alle crisi periodiche della domanda.”

          Dentro l’euro, o minacciate la Germania di attuare politiche espansive improponibili e costosissime (più facile che Silvio si iscrivi al PCI) oppure usciamo dall’Euro.
          Secondo voi cosa è più semplice?

      • Diego scrive:

        Ecco, a differenza di altri, questo è un punto davvero interessante che mi fa mettere in dubbio ciò che scrissi alcuni giorni fa “l’importante è attuare politiche espansive, non con quale valuta si pratichino”.

        Cari amici di GOD, queste non sono le solite frecciatine o i soliti strafalcioni, qui urge approfondire la questione.

        • Diego scrive:

          il riferimento è il primo dei post di Gianluca

        • Rodion scrive:

          Per approfondire è consigliabile leggere i post come consigliato dall’introduzione di goofynomics.blogspot.it

          Il “pamphlet” divulgativo più “chiaro”, simpaticamente comprensibile e straordinariamente efficace come guida ermeneutica nella relazione tra “macroeconomia”, EURO e sofferenze sociali, è “Il Tramonto dell’euro”.

          Pubblicazione indispensanile per avere minima luce sulla realtà attuale.

          Scoprirai che su certi argomenti non esistono “opinioni”…

          Chi non si esprime chiaramente su questo tema firma indissolubilmente la propria responsabilità illimitatamente a questo processo storico.

    9. fabio ehsani scrive:

      ma il libro di Magaldi esce o no? perche a me sembra che annunciare un libro tante volte e poi rimandare la sua uscita altrettante volte, mi sembra una tecnica da adolescenti… con tutto il rispetto per Magaldi, che ho scirtto maiuscolo, cosa che per pigrizia non faccio con nessuno, neanche grillo

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    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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