download (11)Oggi Repubblica, nel tentativo pacchiano di screditare il Movimento 5 Stelle,  si è involontariamente coperta di ridicolo. Il giornale di De Benedetti, quello dell’Olivetti per intenderci, ha pubblicato un finto scoop per dimostrare come gli inserzionisti paghino per fare pubblicità sul blog di Beppe Grillo (clicca per leggere). Una notizia sconvolgente, non c’è che dire. Ezio Mauro ha davvero toccato il fondo. I partiti tradizionali, con giornalisti di completamento al seguito, non sanno più cosa inventarsi. Gli italiani hanno oramai compreso come i vecchi partiti, dall’arrivo di Monti in poi, e sotto l’attenta e cinica regia di Giorgio Napolitano, lavorino scientemente per portare a termine l’Olocausto del nuovo millennio, quello destinato a decimare poveri, precari, disoccupati e ammalati, tutti da immolare per la gloria del dio-spread. Per questo mi fanno sorridere quelli che, nel tentativo di aggirare le evidenti ambiguità che contraddistinguono la linea economica del Movimento di Grillo, mi accusano di essere “un fiancheggiatore (eufemismo) del Pd”. Io so benissimo quali poteri si nascondano dietro Renzi e la sua corte dei miracoli. E se voi grillini foste meno superficiali provereste pudore nell’avanzare alcune squallide illazioni. Il fatto di sapere che le attuali forze di governo siano tirate al laccio dalla massoneria di ispirazione nazista che governa l’Europa per il tramite del Venerabile Draghi non rende in automatico il Movimento 5 Stelle esente da critiche. Anzi, leggere sul blog di Grillo un post capace di esprimere perfino apprezzamento verso l’operato del nostro banchiere centrale, socio forte di quella Troika che ha fucilato per puro sadismo migliaia di greci, italiani, spagnoli, portoghesi e irlandesi, fa letteralmente bollire il sangue (clicca per leggere). Sono d’accordo con Grillo: i vecchi partiti sono zombie. Chi ha votato il Fiscal Compact è uno zombie, chi ha votato il Pareggio di Bilancio in Costituzione è uno zombie, chi continua a prendere ordini dalla signora Merkel, iniziata insieme a Putin presso la loggia Golden Eurasia sorta nell’ex Germania dell’Est (clicca per leggere), è uno zombie e un farabutto. Tutto giusto. Ma degli zombie è inutile parlare. Meglio parlare dei vivi, ovvero dei pentastellati senza macchia e senza paura. Qual è la proposta macroeconomica del Movimento? E’ lecito chiedere? O è lesa maestà? Perché Casaleggio e Grillo demonizzano la spesa pubblica? Solo per ignoranza o perché, in fin dei conti, anch’essi servono più o meno volontariamente interessi privati? In politica ogni vuoto finisce con l’essere coperto. E nel vuoto della politica e dei pubblici poteri, questo dovrebbe essere oramai chiaro anche ai ciechi, prosperano e dilagano solo gli interessi degli speculatori privati. Dire che il Movimento 5 Stelle è “il male minore” può essere vero. Ma questo non basta per generare entusiasmo. Il Morbillo, pur essendo certamente meno grave dell’Aids, è comunque fastidioso. Io credo che, al di là delle bestie e degli esaltati che hanno assaltato con scarso successo il blog del Moralista in questi ultimi giorni, la parte migliore del paese guardi a Grillo con un misto di stupore e di speranza. Chi vota ancora per i partiti tradizionali, dopo tutto quello che hanno combinato, è sadico o accecato dall’ideologia. Per questo sapere che, al netto delle scaramucce propagandistiche, Grillo condivide di fatto la linea lacrime e sangue di chi vuole far ripartire il Paese a suon di tagli indigna e spaventa. In Grecia, con la scusa della casta e degli sprechi, hanno tagliato tutto. Risultati? Disoccupazione alle stelle, aumento della mortalità infantile e ritorno di malattie figlie del degrado come la tubercolosi. Siete disposti a correre questo rischio pur di vedere sfrecciare in giro qualche auto blu in meno? Io no, lo stesso spero di voi. In conclusione, anche la scelta, tanto sbandierata, di rinunciare a 40 milioni di rimborsi elettorali, che risultati ha prodotto? Tolto il valore simbolico di una decisione dal forte impatto mediatico, zero. Grillo avrebbe fatto meglio a prendere quei soldi usandoli per assumere giovani addetti stampa, segretarie ed esperti informatici. Avrebbe migliorato in concreto la vita di qualcuno, garantendo il pagamento di stipendi in grado di generare nuovi consumi utili a far ripartire il ciclo macroeconomico. Il rilancio dell’Italia non camminerà sulle gambe di una nuova stirpe di politici incorruttibili e nemici della mondanità. Avverrà soltanto in virtù del trionfo di un nuovo e diverso paradigma economico riassumibile nella seguente formula: più spesa pubblica fino al raggiungimento della piena e dignitosa occupazione. Perché, per chi non lo avesse ancora capito, il nemico non sono gli sprechi ma la miseria. E, con buona pace delle anime belle con il culo ancora al caldo, il secondo fenomeno non è conseguenza del primo. Quanto della malvagità, lucida e  razionale, di figuri alla Mario Draghi, massone contro-iniziato universalmente lodato (“Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voiLuca 6,24-26). Blog di Grillo compreso. 

    Francesco Maria Toscano

    24/04/2014

    Categorie: Politica

    37 Commenti

    1. Fabrizio scrive:

      E questo?

      http://www.paesesera.it/Politica/Via-i-cortei-dal-centro-Approvata-la-mozione

      Visto che c’è un altro Fabrizio che ha commentato ieri,cambio il nick io in Gionni.

    2. Rodion scrive:

      Bellissimo pezzo.

      Sono però preoccupato: questa “antropomorfizzazione” delle dinamche attuali mi lascia perplesso.

      Il mio intuito mi suggerirebbe che queste dinamiche dovrebbero essere “complementari” a quelle “tecniche”, effettive e palesemente fattuali: non supplementari.

      Voglio dire: indicare l’assassino senza denunciare “l’arma” (e, forse, il mandante) mi sembra illogico.

      L’austerità esiste perché c’é “un vincolo monetario”, l’euro, non Draghi. Ci potremmo mettere anche Madre Teresa di Calcutta alla BCE ma, i Greci, continuerebbero a morire di tisi (o lebbra).

      Se la valuta non può essere deprezzata (svalutazione esterna) è naturale che si “deprezzi” il salario (svalutazione interna).

      Quindi per far svalutazione “interna” è NECESSARIA L’AUSTERITY: si deve comprimere la domanda aggregata per riequilibrare la bilancia dei pagamenti “saltata” per gli squilibri dovuti alla fissità artificiosa e innaturale del cambio, nonostante i differenti tassi di inflazione strutturale delle diverse aree geografiche.

      Più disoccupazione ==> deflazione salariale ==> compressione domanda ==> drastica riduzione dell’import che contabilmente equivale (identità contabile) alla drastica riduzione dell’indebitamento verso il resto del mondo (chiamato anche Germania).

      Il sistema target2 (giustamente sottolineato dagli amici sovranisti e #noeuro), funziona indipendentemente dal fatto che ci sia la Merkel, Putin o Gesù Cristo a governare la Germania.

      La spirale deflattiva è inevitabile, al limite calmierabile tramite i cosiddetti “eurobond”, allungando, comunque, indefinitamente l’agonia.

      Se non si punta il dito contro le dinamiche politiche ed economiche che stanno portando all’olocausto tramite i tagli alla spesa pubblica, si finisce per fare cosmesi e “gatekeeping”.

      L’argomento “euro” andrebbe affrontato con particolare enfasi in occasione di queste europee.

      • Chiedo venia ma ” UN VINCOLO MONETARIO” è un oggetto amorfo oppure è una persona. Mario Draghi è un essere umano con poteri assai forti, parrebbe oppure anch’egli è un oggetto amorfo. Sarà un rettiliano…

        • Rodion scrive:

          Un “vincolo monetario” è uno strumento politico che ha una doppia valenza politica:

          1 – disciplina i sindacati in una comunità nazionale, quindi i salari, quindi le pretese democratiche della comunità nazionale di riferimento. Disattiva “de facto” il progrmma costituzionale delle moderne socialdemocrazie che non possono più “tecnicamente” salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini. Lo Stato non può più assolvere alla sua funzione.

          La nazione non è strumentale solamente a politiche imperialiste: tutela l’esistenza dello Stato stesso che, nelle moderne democrazie, sono gli stessi cittadini: la Repubblica.

          2 – permette la LIBERA circolazione dei capitali: scarica artificiosamente il rischio di cambio sui lavoratori e conduce ad indebitamenti eccessivi del settore privato (quindi a crediti eccessivi dal resto del mondo, chiamato anche Germania)

          Elimina qualsiasi tipo di “signalling” per cui il settore finanziario estero (chiamato anche banche del nord) concede eccessivamente crediti per far fronte alla domanda di beni dei paesi a tassi reali di inflazione più bassa (detti Germania e valvassori). Paesi che si trovano ad esportare beni ad un prezzo artificiosamente basso grazie ad una valuta artificiosamente deprezzata: il mercantilismo si sviluppa naturalmente (e, se sei crucco, ci metti anche del tuo facendo “svalutazioni competitive interne” – v. Haartz IV)

          La moneta unica, L’EURO, è il non plus ultra del neoliberismo: lo strumento principe di asservimento dei (una volta) orgogliosi cittadini europei.

          In Europa, per note ragioni geopolitiche, prima con strumenti militari (I e II WW), poi con strumenti di guerra economica, si è cercato di piegare i cittadini europei sotto l’imperialista Germania.

          Nel tentativo di “guerra economica”, con enormi sforzi COSMETICI, AB ORIGINE, la traiettoria dell’integrazione europea è stata improntata dalla scuola ORDO-liberista tedesca che paludava di socialismo e di anti-nazifascismo il pensiero filosofico. (Es. di dialettica “ossimorica” e di inversione causale: il liberismo può essere sia fascista che antifascista: eppure aveva già causato due guerre mondiali… capito la forza dei liberisti einaudiani ed hayekiani?)

          Questo assetto emergerà con forza solo con la grande riscossa neoliberale degli anni ’70 e con la definitiva vittorie e conseguente “resa incondizionata” di Maastricht e il relativo golpe europeista.

          Tutta l’essenza della filosofia economica ordoliberista (strumentale a quella della scuola austriaca che ha come obiettivo “La Grande Società” distopica di von Hayek) viene imposta a livello “ordianamenatale” e sovranazionale ad una commissione della stessa sostanza della “Trilateral” (come già auspicato nella Germania nazista in funzione di “cosmetizzare” l’asservimento e scoraggiare il dissenso delle forti identità nazionali europee): la Commissione Europea

          I Trattati formalmente rimandano la tutela dei diritti fondamentali alle rispettive costituzioni nazionali: di fatto, essendo basati sul dogma ordoliberista della “forte competizione di mercato” portata all’esasperazione nell’eurozona dal vincolo monetario, compiono la prima parte del progetto hayekiano che prevede la “dispersione della sovranità” in un contesto federativo sufficientemente eterogeneo.

          La “grande società” è appunto un progetto “cosmopolita” che prevede la totale dissoluzione degli Stati nazionali tramite federazioni e, come ultimo passo, la denazionalizzazione della moneta (occhio ai fenomeni come lo “strano caso” dei bitcoin!):lo Stato viene completamente sostituito dal Dio Mercato.

          Come argomentava Carl Schmitt, questo processo di globalizzazione forzata che poteva stringersi solo tramite il ruolo politico degli USA, in Europa si stringe sotto l’egidia del vassallo teutonico: egli prevedeva dettagliatamente che vi sarebbero state delle feroci reazioni nazionalistiche e terroristiche con l’esito di sanguinose guerre.

          La “privatizzazione” di tutti i beni pubblici è logica conseguente del processo di mondializzazione che passa attraverso la via “federativa” e la via “vincolista”. Non esiste per LEGGE NATURALE un esito “democratico e pluralista” di un processo federativo europeista e mondialista. La logica “vincolista” stessa, è tipica logica paternalista e fascista: non ti sai governare, sei corrotto, pigro e spendaccione, e ti tolgo la liretta (e, ovviamenta, la capacità di far spesa pubblica e di assolvere al costituzionale dovere di tutelare i diritti sociali e fondamentali dei cittadini). Quindi chi parla di Keynes e Kalecky ma si vuol tenere l’euro, parla a vanvera.

          Capito cosa è l’euro? Capito quali sono le resposabilità storiche di chi lo ha sostenuto e continua a sostenerlo?

          E’evidente che Einaudi, Rossi e Spinelli avevano tre sensibilità sociali completamente diverse: ma dopo questo breve “Bignami”, come distribuite proporzionalmente le “capacità cognitive” di questi tre noti “federalisti” ed “europeisti”?

          Tutta la retorica pacifista e socialista del movimento federalista europeo è una evidente baggianata per CHIUNQUE abbia un minimo di cultura giuridico-economica.

          E’stata un’utile operazione cosmetica per gli amici di Kalergi e Rockerduck.

          (Un altro che siederà alla destra di Spinelli sarà Pannella: prima predica il liberismo e i conseguenti tagli alla spesa pubblica, poi va in giro a far proseliti sullo stato delle carceri…)

          • Rodion scrive:

            p.s.

            Se non fosse chiaro:

            «Hayek proponeva la federazione europea, ovvero gli USE, PROPRIO perché non si sarebbero potuti realizzare per EVIDENTI presupposti di astoricità ed eterogeneità macroeconomica e culturale.
            Quindi proponeva un progetto indicativo basato sulla consapevolezza che questo processo sarebbe rimasto “appeso a mezz’asta, senza mai veder la nascita di codesto “superstato”: fatto dal suo punto di vista molto positivo visto che avrebbe disperso le sovranità lasciando i cittadini in balia del Dio mercato. La UE è quindi già il desiderata finale, anche se strumentale per il progetto globalista.

            La Pace di cui si parla a vanvera, è quella della morte»

            Gli europeisti sono stati e sono ancora continuamente bombardati di “fattoidi”.

            L’epoca moderna è figlia di Edward Bernays: gli occhi di George Orwell sono i migliori per leggerla.

            • Caro Rodion, personalmente ti consiglio FRANCESCO SAVERIO NITTI -la disgregazione dell’europa e altresì Meditazioni dell’esilio.
              A mio avviso il miglior progetto per l’Europa é Pan. Un calibrato connubio tra il pensiero economico di Monnet e il pensiero filosofico-federalista di Denis De Rougemont. Ci si vede sui campi di battaglia… ti facessi prigioniero, sarai rispettato! Abbraccio

              • Rodion scrive:

                :o)

                Ricambio il rispetto.

              • Caro Rodion, come prigioniero sarai riverito da me medesimo cito Frédéric Joliot-Curié.
                LA DISTRUZIONE DELL’EUROPA; la guerra sarà una guerra invisibile. E quando i suoi raccolti saranno distrutti, le sue industrie paralizzate, le sue forze armate incapaci di reagire, che un paese comprenderà all’improvviso che era in guerra e che la sta perdendo”
                Cit. da la Revue des Etoiles 1947.

              • Rodion scrive:

                Potresto anche considerare che combattiamo fianco a fianco, stiamo cercando la stessa destinazione, lo stesso obiettivo, e lo scrivente prova ad indicare una strada diversa sulla mappa.

          • alessandro scrive:

            EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO EURO…..
            forse più lo si nomina più lo si sdogana
            Comunque Draghi si disse “..pronto a fare tutto il necessario a preservare l’euro. E credetemi: sarà abbastanza” quindi non credo proprio sia la stessa pasta di Madre Teresa di Calcutta
            Bene Rodion la sintesi sul vincolo esterno EURO, era questo che mi aspettavo pochi concetti e richiami (iperbole) molto più efficace. I riferimenti a Spinelli e al manifesto di Ventotene li ho trovati troppo azzardati, ti invito a contestualizzarli rispetto al momento storico durante il quale ne fu curata la stesura. Ho l’impressione che la deriva europea abbia avuto inizio con il trattato di Maastricht ed il periodo immediatamente antecedente alla sua firma (lavori preparatori). Ci devo studiare su. Letture consigliate?

            • Rodion scrive:

              Aiuto… ecco perché, prima di trovare questo “Open Space” ho sempre avuto scrupoli ad esprimermi in “fori digitali”: vengo cazziato indiscrimanatamente senza ritegno.

              Ormai anche mia madre ha ripreso a correggermi il cirillico…

              :o)

              Riguardo a Spinelli è una forzatura a livello “umano” ma non dal punto di vista “concettuale”.

              Questa impressione (Maastricht) è fuorviante: per questo credi che possa esistere un’altra Europa (intesa come integrazione di tipo federalistico).

              Maastricht ne è la naturale evoluzione.

              Le principali letture monografiche le ho linkate: ammetto che l’argomento non è molto semplice.

              Sono sicuro di certe asserzioni perché la posizione federalista, non è solo deduttivamente riferibile a certe ben identificate scuole di pensiero, ma è anche esplicitata dagli autori stessi, come Spinelli che cita addirittura l’influenza di Lionel Robbins, l’antisocialismo english speaking che affiancava il non plus ultra dei pensatori economici elitaristi: von Mises e von Hayek. Ovvero il punto di incontro tra i reazionari continentali e l’impero anglosassone figlio di A. Smith.

              Ti faccio notare che colui che meno dovrebbe essere vicino alla scuola neoliberista, ovvero Spinelli, è colui che si espone di più (non è un caso che non abbia -tra noi- la fama di essere “un genio della politica”).

              Come si nota dal Manifesto di Ventotene che, oltre a leggere, ho parafrasato a beneficio della comunità in “Bestie di Ventotene” (e a beneficio di chi soffre di grave “precomprensione”), evidenzio dei passaggi che sono sintomatici della contaminazione “liberoscambista”. Passaggi che non si ritrovano così plateali nella terza parte, quella scritta da Rossi che pure era allievo di Einaudi. Capisci? Le prime due parti, quelle del buon Spinelli, sono le più “ingenuamente” anti-socialiste.

              Ma è ovviamente sintomo di deficit cognitivo e culturale.

              La parte dei “polli” non la fanno mai i “liberisti sfrenati”, che possono “cosmetizzarsi” ovunque, sotto qualsiasi tipo di ordinamento, dal nazismo all’ordoliberismo, (ad esclusione di quello comunista, ovviamente e non per niente tanto odiato)

              Questo pensiero che ti sembra “scandaloso” è in realtà pacifico da sempre tra i reazionari: non lo hanno mai nascosto: in front of your nose. Infatti lo stesso Mario Draghi, in quel seminario in cui fa l’apologia di Einaudi, lo dice apertamente da quale humus culturale (consapevole o meno) nasce il Manifesto di Ventotene.

              Ma si stupisce solo chi non conosce la materia: basta indagare un attimo. E’ di fronte al naso di tutti, evidente, solo decenni di fattoidi e di Bernays possono non farlo accettare.

              Per questo NESSUNO può permettersi di dare dell’ignorante o dell’italiota a nessuno (che tra l’altro ci hanno trasmesso del nobile sangue greco…): siamo di fronte ad una tale catastrofe storica che se i progressisti non “fanno uno sforzo di onestà intellettuale”… bé, prova ad immaginare quale sarà l’esito.

              Le letture di riferimento (se ti vuoi far del male) sono “The Road to serfdom” e “Federalist and constitution”, F.A. Hayek per iniziare ma… se non hai fatto un percorso di tipo economico (e giuridico), ti consiglio lo strepitoso pamphlet che riassume parte di questo dibattito: “Euro e (o?) democrazie costituzionale”, di Luciano Barra Caracciolo, Presidente di sezione del Consiglio di Stato.

              Il libro divulgativo offre gli strumenti cognitivi necessari per approfondire letture un po’ più complesse e metterle “a sistema” per un’analisi del reale che non ha paragoni ermeneutici.

              p.s. ti ho risposto anche all’altro dibattito “russo”

              • Rodion scrive:

                p.p.s.s.

                Se fosse solo una questione “di numeri”, disponibili da sempre, visto che tutti gli economisti sono sempre stati concordi nell’affermare cosa fossero i cambi fissi (quanti sono stati gli ammonimenti dei premi Nobel quando fu annunciato la costituzione della moneta unica? I primi ammonimenti italici risalgono all’inizio degli anni ’70, quando Carli “si stupì” nel leggere il rapporto Werner considerando come fosse “assurdo” imporre una moneta unica che avrebbe di fatto “sostanzializzato” un “ordinamento” contrario ai principi fondativi delle democrazie costituzionali nati dalla tragedia della WWII e che avevano GARANTITO PACE E PROSPERITA’ (capito? Non il progetto federalista, ma la coordinazione e la sofferente cooperazione delle democrazie costituzionali)

                Nel 2014, nostante la confusione (overdose informativa, voluta), chi vuole già può informarsi e “leggere i numeri”.

                La risposta a questa distorsione percettiva va anche ricercata in qualle sovrastruttura della lotta di classe che si chiama “ideologia”: quindi è importante far saldo “l’impianto valoriale” su cui questo framework (a)dogmatico di ideali si innesta, e solo in seguito apportare i giusti cambiamenti “di rotta” in funzione di quelli che chiamiamo “numeri”.

                Quando anche “i numeri della scienza” saranno acquisti, saremo ad “armi pari” con i “circoli reazionari”.

              • alessandro scrive:

                la mamma vuole sempre il meglio e il bene per i propri figli, dovresti ascoltarla di più! del resto personalmente diffido di coloro a cui suscito indifferenza. E’ più normale accapigliarsi e cazziare le persone che senti più vicine o affini. Ti consiglio di lasciar perdere le donne con le quali non instauri un rapporto di pancia e non ci litighi abbastanza. Dopo questo breve cazzeggio, come tu stesso hai avuto modo di esprimere in precedenti commenti, è auspicabile che il dibattito attorno a certi argomenti caldi, si svolga con un approccio multidisciplinare, superando i limiti della propria forma mentis. Sia bene inteso che chi conosce bene gli uomini può parlare di filosofia, di economia, di religioni e di tanto altro. Si può avere una formazione eccellente, ma se non si e abili ad unire i puntini e non si conoscono bene gli uomini si disperdono troppe energie. Il dibattito attorno all’europeismo manca completamente dell’argomento euro e soprattutto della materia “politiche comunitarie”, su cui prometto di lavorarci per cercare di comprendere (io per primo) cosa è bene/utile salvare di questa Europa. Ho difficoltà ad accettare un’impostazione troppo ideologica del dibattito e condivido le analisi del Moralista (al netto di alcune sottili e a volte di altre notevoli differenze di vedute) sulla natura oligarchica dei tragici eventi che probabilmente si sono consumati negli ultimi 30/40 anni. E’ l’uomo, sono le stesse oligarchie che si servono delle ideologie per giustificare l’esistenza e puntellare il loro sistema di potere. Adam Smith si sarà rivoltato più e più volte nella tomba nel vedere come la libertà di mercato (ai suoi tempi da considerarsi positivamente un’avanguardia per rendere più dinamico il sistema economico di “tipo feudale” e combattere l’immobilismo sociale dal quale traevano vantaggio le forze reazionarie delle vecchie aristocrazie dominanti), il suo impianto ideologico e dottrinario, condito da una quantità enorme di dogmi, balle economiche e neolingua, sia stato utilizzato dalle attuali forze oligarchiche per dare fondamento all’attuale deriva neo-liberista che si allarga come una macchia d’olio in ogni angolo del globo. Così come Marx non avrebbe certo desiderato al potere Stalin piuttosto che Hu Jintao o Xi Jinping, allo stesso modo Spinelli non avrebbe pensato che il manifesto fosse in futuro utilizzato ad uso e consumo dell’analfabeta piddino di turno o da sinistri personaggi come Merkel, Draghi, Renh e compagnia bella. In questo senso invito a contestualizzare l’impianto dottrinario di alcuni intellettuali ed evitare incauti accostamenti rispetto ad altri che hanno avuto un ruolo attivo nel fornire le ideologie dogmatiche funzionali alla progettazione ed instaurazione del sistema di potere delle attuali forze reazionarie europee. Confido nell’atteso e promesso post del GOD in merito e nella possibilità di approfondire questo interessante tema attorno alla globalizzazione, europeismo, mondialismo ecc. in altri articoli, se il buon F. Toscano avrà interesse a scrivere. Forse parlarne in questo post mi pare un tantino off topic

    3. Caro Maestro, mai perso la fiducia nel vostro essere libero. Cito un passaggio del succitato articolo, ” Io credo, che la di là delle bestie e degli esaltati che hanno attaccato con scarso successo il blog del Moralista ecc…”

      Probabilmente se l’articolo precedente fosse stato scritto sia con delicatezza sia con saggezza come questo, non ci sarebbe stata la verbale cazzottata e talune persone avrebbero percepito in modo intelligente e non barbaro il messaggio.
      Vi faccio i miei complimenti per codesto articolo, mentre a riguardo del precedente la cazzottata ve la siete cercata e voluta e, di fatto, usare epiteti non consoni crea disagio intellettivo e altresì allontanamento di persone valide, serie, aventi visioni economiche e poco politiche, ma, a mio avviso, istruttive. Le voci fuori dal coro, fanno sempre bene. Memento audere semper; con intelligenza.
      Con stima.

      • alessandro scrive:

        ho il sospetto che il precedente articolo sia stato preso d’assalto da un gruppo organizzato di troll, dubito che tutti gli interventi scomposti siano attribuibili a grillini, qualcuno ha interesse a farli passare come fanatici… sarà l’esercito dei 300 troll piddini?

    4. Fiorella scrive:

      Accidenti adesso bisogna usare i guanti bianchi con Grillo altrimenti i grillini chissà cosa fanno. Il vostro livore convogliatelo a chi propaga idee liberiste e contrarie anche agli italiani che a febbrario 2013 hanno votato il M5S, come ad esempio il vostro amato Casaleggio. I simpatizzanti o gli iscritto al movimento una cosa sola avrebbero dovuto fare: intasare la mail di Grillo o Casaleggio per fargli capire che certe uscite
      non se le possono permettere e che se hanno voglia di continuare ad essere, volutamente o no, ignoranti in fatto di economia, faranno fare una brutta fine al loro movimento, perchè le persone non sono più disposte ad ascoltare idozie come quelle esposte nell’intervista. Invece eccovi quà a lamentarvi con il moralista che non ha fatto altro che riportare i pensieri di uno dei vostri capi e giustamente a criticarlo aspramente. Questo dimostra che voi ragionate per appartenenza e non con il vostro cervello.

      • cara fiorella, per partito preso non si va da nessuna parte. Francesco ha esagerato ora, benchè iscritto al m5s, è stato lodevole. Ho assimilato il suo concetto, la sua esposizione, la sua prosa e debbo dire che, a mio avviso, è un articolo super- partes. serene giornate a vossia.

    5. fabio ehsani scrive:

      io sono di poche pretese e invece di sapere come funziona l economia e la spesa pubblica, vorrei sapere dal Moralista dove mettere la crocetta alle europee? mi può consigliare un partito migliore dei grillini? qualche amico suo Massone sta per fare un nuovo partito migliore? ?

      • fabio ehsani scrive:

        perche secondo me criticando grillo automaticamente si spingono gli indecisi a restare indecisi, a tutto vantaggio del PD. io elogerei grillo senza criticarlo , poi dopo il voto segnalerei i problemi, i deputati grillini ascoltano tutti.

      • il Moralista scrive:

        Abbiamo ancora un mese per decidere. Magari i grillini, strada facendo, correggeranno l’incauta posizione di Casaleggio. In quel caso tornerebbero ad essere la prima scelta. Altrimenti cominceremo a guardarci intorno. Di sicuro non bisogna mai astenersi dal votare

    6. gigi scrive:

      Grande Moralista..condivido i tuoi dubbi.
      Ma chi c e’ in giro? La Lega nn me la sento di votarla,anche se Salvini picchia duro sull eurozona.
      Fratelli d Italia? Con quel faccione di La Russa?
      Lista Tsipras che nn rinnega l euro ma lo vuole solo riformare? La mia scelta sara’ tra questi 4.
      La contrapposizione destra e sinistra e’ stata scavalcata secondo me da quella popolo/oligarchia.
      Ormai sei un opinion maker..non tirarti indietro..!

    7. Luca Mautone scrive:

      Caro Francesco
      Nonostante sia un simpatizzante del m5s da quando è stato creato, comprendo perfettamente le tue preoccupazioni sul movimento in termini macroeconomici (la sparata dei 200 miliardi di tagli che ha fatto Casaleggio mi ha fatto addrizzare i capelli), votero all’europee x loro per cercare di dare una spallata al governo Renzi. Ma alle prossime elezioni se non presentano un programma economico che cambi completamente paradigma rispetto al l’impostazione attuale. …beh x votare un PD più onesto…cercherò un altra soluzione.

    8. Pierluigi scrive:

      Caro Il Moralista, apprezzo sempre i tuoi articoli e come attivista ( di minoranza ) del m5s mi aiutano a mantenere aperta la mente e valutare criticamente l’orientamento del movimento senza cadere nel fanatismo. Il mio sogno è quello di un movimento, che non ritengo proprietà ne di Grillo ne di Casaleggio, che maturi la scelta di un cambiamento di paradigma. Per fare ciò però, in questo momento storico, credo che Grillo in prima persona debba dare un segnale chiaro ed univoco. (Casaleggio lo ha già dato nell’altro senso). Tuttavia esporsi in prima persona contro questa oligarchia avendo milioni di voti alle spalle, significa venire eliminati. Ed in Italia, lo sai, gli italiani sono bravi a mandare aventi gli altri per vedere cosa succede. Oggi è il 25 Aprile ma quanti che scesero in piazza a festeggiare il 24 avevano ancora addosso la camicia nera ?

    9. CLAUDIO SALOGNI scrive:

      Di seguito il link http://www.youtube.com/watch?v=SnpcALrmgBo che vi assicuro esprime in breve qual’è la visione condivisa dalla stragrande maggioranza dei parlamentari e attivisti 5stelle sul tema economia-europa. Se cosi non fosse o non sarà il M5S avrà una pesante e giustissima emorragia.
      I tifosi e quelli che saltano sul carro del vincitore non mi sono mai piaciuti e fanno solo danni qualsiasi cosa tocchino. Leggo sempre con molta attenzione e ammirazione i tuoi articoli che reputo onesti ed esaustivi. Capisco le perplessità verso alcuni atteggiamenti del duo Grillo-Casaleggio che anch’io critico. Cerchiamo però di non buttare il bambino con l’acqua sporca giudichiamo in base a quello che fanno i parlamentari e attivisti nel parlamento e sul territorio; senza pregiudizi ne ragionamenti di pancia Ricordiamoci sempre la qualità dell’informazione che ci ritoviamo e che ci ha portato nello stato che sappiamo. Contribuire a un’italia-europa migliore spero sia l’obbiettivo primario,di tutti anche avendo idee leggermente diverse. Purchè in buona fede. I tifosi lasciamoli agli stadi. Grazie a tutti gli uomini di buona volontà e azione

      • il Moralista scrive:

        Aspettiamo ancora. Se il Movimento 5 Stelle dovesse sconfessare senza ambiguità le cose dette da Casaleggio, potrei riconfermare in zona cesarini l’invito al voto per il Movimento di Grillo

    10. Ruggero scrive:

      Caro moralizzatore,ti leggo con attenzione da tempo e devo dire che presenti argomenti molto interessanti e nello stesso tempo per me a volte di difficile comprensione. Mi riferisco ai temi economici che purtroppo non mastico come te e molti dei frequentatori del sito. Tu dici che il nemico è la miseria e non gli sprechi e che la miseria non è conseguenza degli sprechi, quindi che è inutile combattere gli sprechi. Sicuramente lo dici con cognizione di causa e come dicevo non ho le competenze per dire che non è vero. Vorrei però porti una domanda. Dal punto di vista economico lo posso anche accettare, ma dal punto di vista morale non riesco ad accettarlo. Mi spiego meglio. Non riesco ad accettare che i soliti furbi con la scusa degli sprechi che tu dici innocui per l’economia si arricchiscano alle spalle della società. Così facendo loro vivranno una vita decisamente da privilegiati magari senza lavorare o comunque senza spaccarsi la schiena. Gli altri comuni mortali avranno come dici tu piena occupazione e un lavoro dignitoso ma pur sempre relegati a una condizione di “schiavi”. Con questo non voglio dire che aspiro ad una società piatta senza diversità sociali ma a una società con un minimo di meritocrazia. Non riesco a pensare a una società giusta con in cima persone che si arricchiscono con corruzione e favori che portano inevitabilmente a sprechi e ingiustizie.
      Arrivo quindi al punto, pensi che stia mischiando le mele con le pere o può avere senso sotto questo punto di vista ricercare anche una lotta agli sprechi?
      Grazie

      • il Moralista scrive:

        Carissimo Ruggero, il giochino è semplice. Gli speculatori privati globali, proprietari delle grande banche d’affari internazionali) vogliono arricchirsi a dismisura facendo morire di fame il popolino. L’esistenza dello Stato, però, pone un limite alle bramosie degli schiavisti perché può legiferare in favore dell’equità e della giustizia sociale. Quindi, qual è l’obiettivo primario degli speculatori privati? Quello di eliminare il pubblico demonizzandolo. Perché quando il potere pubblico è debole, il ricco può massacrare impunemente il povero oramai sprovvisto di tutela. Per questo tutti i giornale parlano dei panini di Fiorito o delle mutande di Cota, ma nessuno conosce i nomi dei banchieri e dei manager che hanno lucrato per decine di miliardi mandando in tilt il sistema globale. Sbaglio?

    11. Spartaco scrive:

      Impegnarsi nella lotta agli sprechi e contemporaneamente introdurre il reddito di cittadinanza potrebbe servire a combattere la miseria? Il Moralista rifletta.
      Condivido pienamente che contrastare gli spechi, senza investimenti dello stato, produrrebbe ancora più miseria, ma il reddito di cittadinanza è un punto fondamentale del M5S e non parlarne impedisce di avere un quadro completo del programma del movimento.
      Rinnovo i complimenti al lavoro svolto dal Moralista e al commentatore Rodion che ha spostato l’asticella troppo in alto per la mia preparazione; Confido in un intervento di quelli di GOD. :-)

      Buona Domenica.

      P.S. Non sono un fanatico delle mie idee e tantomeno di quelle di Grillo e Casaleggio.

      • Rodion scrive:

        @Spartaco

        Dovresti rifelettere TU su questo: il “reddito di cittadinanza” fa parte del programma “von Hayek”.

        Ovvero l’ultimo tassello della distopia elitarista.

        La nostra Costituzione è fondata sul Lavoro, NON sull’elemosima.

        La nostra Costituzione si basa sul Supremo Valore della SOLIDARIETA’ SOCIALE, NON sulla carità.

        Gli ammortizzatori sociali temporanei esistono già: lo Stato DEVE RICERCARE CON OGNI MEZZO LA PIENA OCCUPAZIONE.

        Mettiti il cuore in pace: chiunque sia dietro al M5S, non è né un socialista né un democratico.

        E purtroppo sa il fatto suo…

    12. Spartaco scrive:

      Queste entità antidemocratiche che stanno dietro al movimento 5 stelle, per attuare i loro piani, dovrebbero selezionare molto attentamente le persone che poi dovranno sedere fra i banchi del parlamento italiano ed europeo ed eseguire gli ordini. Un po’ come altre entità antidemocratiche hanno fatto con Monti, Letta, Renzi ed altri che quelli di GOD puntualmente segnalano.
      Grillo, invece, eterodiretto da entità antidemocratiche, si è scagliato contro Pizzarotti che voleva si candidasse solo chi aveva più anzianità come attivista, scrivendo: “Il MoVimento 5 Stelle è ecumenico, è aperto a tutti i cittadini italiani che vogliano farne parte e disposti ad accettarne le poche, chiare e semplici regole. Per essere candidati con il M5S è sufficiente rispettare i requisiti di iscrizione ed essere cittadini italiani incensurati. Non devi essere conosciuto da qualcuno, che sia egli il primo dei sindaci o l’ultimo degli attivisti”
      Ora, o queste entità antidemocratiche hanno un immensa fiducia nelle proprie capacità di plasmare le menti di perfetti sconosciuti, oppure, caro Rodion c’è qualcosa che non quadra nelle sue osservazioni.
      Non mi venga a dire che von Hayek, dopo la lotta agli sprechi, il reddito di cittadinanza, aveva previsto anche la democrazia diretta!, Magari aveva previsto anche l’avvento di PAOLA TAVERNA? ;-)

      • Rodion scrive:

        “Il MoVimento 5 Stelle è ecumenico, è aperto a tutti i cittadini italiani” FINTANTO che non NON si parli di politica econonomica, ovvero di Politica.

        Prendi la “forma”, prendi la “sostanza”, frullali assieme.

        La forma è “tutti i cittadini partecipino alla politica, non facciano i «guardoni»” ==> principio democratico formale

        Sostanza: «Non contate un ka770, sulle cose che contantano (i diritti sociali) cosmesi piddinica a tutta birra, raccogliere il dissenso da estrema sinistra a estrema destra, prendere il meglio della giovane passionarietà italica e si castra sul nascere: VINCOLO di mandato»

        Abbiamo fatto di tutto per fargli prendere una posizione democratica e liberale nel resistenza antieuro: nada. Cercati gli interventi del prof. Borghi se vuoi aver conferma.

        Tutto è politica (intesa come dialettica del potere) e manipolazione: l’odio verso la “partitocrazia” (concetto liberista e radicale pannelliano, ereditato per pilotare il golpe del’92 – corrotti e mafiosi! – tramite la Lega), lotta ai finanziamenti pubblici, lotta agli sprechi (propaganda CLASSICA, nel senso di SEMPRE E IN QUALSIASI CONTESTO) durante le guerre neoliberiste: il mantra è sempre lo stesso. Non ci credi? Perché non hai mai letto Chang.

        Non ci credi che non conti una fava?

        Il reddito di cittadinanza sarebbe sovversivo: solo la furbizia neoliberista ha fatto cambiare la proposta di legge rendendolo (come sempre e solo in teoria) transeunto.

        Il M5S stelle è stato concepito in un modo geniale: neoliberismo allo stato puro.

        Come vuole la regola del “nuovo ordine”:

        1 – deflazione e decrescita

        2 – abbattimento diritti sociali e mantenimento della retorica cosmetica dei diritti civili

        3 – automi con VINCOLO di mandato nelle istituzioni: come Monti, Papademus, Saccomanni o Padoan (non come il Banana)

        4 – privatizzazione dei finanziamenti per le candidature: basta un logo “privato” con il faccione demagogico di uno strepitoso comico

        5 – VINCOLISMO: non vi sapete governare italioti e subuomini: eccovi l’euro

        6 – martirio pubblico (passivo) che fa esplodere il livore contro opposte fazioni insieme a quello delle istituzioni (per questo chi lo critica si ritrova il bestiame sotto l’articolo di un blog)

        7 – promozione collaborazionista di tecnologie da importare in circostanze di deficit strutturale della bilancia dei pagamenti in fase di deindustrializzazione (green economy, tecnologie verdi)

        8 – mi risparmio di commentare “democrazie (etero)dirette” e webbe-democracy

        [..] potrei continuare ad libitum…

        Sono stati fenomenali e Casaleggio è veramente un genio: come Einaudi… :o)

        Ha dato grande speranze: purtroppo l’evidenza va accettata nel momento in cui la presa per i fondelli galattica (che sarà stata fatta passare internamente come quale chissà hitleriano colpo di genio sussurrato ad un Rommel in segrete stanze…) si rivelano nei due temi che anche i più ottusi devono riconoscere il manifesto tentativo di gatekeeping:

        1 – gli eurobond (tratto comune a chi intercetta il dissenso)

        2 – il referendum sull’euro (talmente ridicolo che “uno vale mezzo”)

        Mi spiace, faccio parte di chi fino alle nazionali ha sperato in un cambio di rotta e… di leadership.

    13. Spartaco scrive:

      Penso si possa tranquillamente affermare che il sistema Italia sia costituito da un equilibrio di poteri nazionali (Lobby nazionali, Massoneria deviata casareccia, ambienti deviati del Vaticano, Mafie etc. etc.) ed internazionali (Massonerie reazionarie sovrannazionali, lobby internazionali, mafie etc. etc.) raggiunto con omicidi (Mattei, Moro, Chinnici, Borsellino, Falcone etc. etc.) e stragi varie. Il fatto che Grillo giri tranquillamente nelle piazze scagliandosi contro le mafie, la massoneria, gli ebrei, le multinazionali e addirittura contro la guerra in Ucraina, senza che scoppi una bomba, è segno che qualcuno dietro, che gli copre le spalle, lo debba avere. La domanda è : CHI?
      Lei sostiene che siano gli stessi poteri che stanno dietro Monti, Letta e Renzi, ma lavoriamo un po’ di immaginazione e ipotizziamo che Grillo risulti di gran lunga il primo partito alle europee e che Napolitano si trovi costretto, dopo una crisi di governo, a dare ai 5 stelle la guida del Paese. Grillo cosa dice(dopo aver promesso che vuole eliminare il fiscal compact, che non vuole acquistare gli F35, che è contro la guerra in Ucraina e le missioni di pace, che vuole fare un referendum sull’Euro, che vuole nazionalizzare le Banche etc. etc.) : ITALIANI BENVENUTI SU SCHERZI A PARTE!.
      Rodion!via, siamo seri. Le confermo che io non conto un FAVA, ma si renderà conto che non si può essere neanche troppo manichei sostenendo che ci sono i cattivi da una parte, eterodiretti dalla stessa cupola, e dall’altra CLAUDIO BORGHI AQUILINI VIENDALMARE.

      • Rodion scrive:

        @Spartaco

        “Non conti un fava” era nel senso “tu, cittadino a cinque stelle” non vali quanto Grillo e Casaleggio.

        Io non so niente del “backend del potere”: in questo senso è la peculiarità che ha reso “unico” il lavoro divulgativo de “Il Moralista”. Per motivi casuali sono stato, al limite, stimolato a fornire “frontend complementari”

        Mi limito a presentare dei “modelli interpretativi” che poggiano su basi scientifiche più o meno pacifiche e provo a fornire delle analisi.

        Sostengo Claudio Borghi per il semplice motivo che su un tema fodamentale (il “vincolo esterno”), dice la VERITA’. E questa è da sempre la più grande rivoluzione a cui si possa auspicare.

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    • Chi è il moralista

      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

    • Cos’è il moralista

      Sito di approfondimento politico, storico e culturale. Si occupa di temi di attualità con uno sguardo libero e disincantato sulle cose. Il Moralista è un personaggio complesso, indeciso tra l'accettazione di una indigeribile realtà e il desiderio di contribuire alla creazione di una società capace di riscoprire sentimenti nobili. Ogni giorno il Moralista commenterà le notizie che la cronaca propone col piglio di chi non deve servire nessuno se non la ricerca della verità. Una ricerca naturalmente relativa e quindi soggettiva, ma onesta e leale.

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