untitledIl fatto che si celebri l’emissione di un bond sui mercati senza discutere della devastazione che resta nella vita delle persone è semplicemente criminale”, spiegò tempo fa il premio nobel per l’economia Joseph Stiglitz al solito Federico Fubini nel corso di una intervista nel complesso troppo generosa nei confronti di Mario Draghi, tra i principali architetti dell’Olocausto europeo ora in atto (clicca per leggere). Il kapò Fubini, allettato dalla possibilità di guadagnarsi sul campo la patente di “criminale” per come precisato da Stiglitz, ha quindi vergato un pezzo nauseabondo in grado di certificarne l’indiscutibile pericolosità sociale e caratura delinquenziale (clicca per leggere). Titolo dell’infame articolo: “Austerità, coraggio e fondi della Troika il mix virtuoso che ha salvato la “periferia”. Occhiello: “Il crudele acronimo Pigs è stato cancellato dalla stessa city di Londra che l’aveva inventato. Portogallo, Spagna, Irlanda e perfino la Grecia hanno imboccato la via della ripresa più rapidamente di quanto l’Europa sperasse”. A questo punto la maggior parte dei temerari lettori  non potrà fare a meno di infilarsi due dita in gola per vomitare. I più forti di stomaco però, quelli cioè già immunizzati al flagello del “fubinismo” (clicca per leggere), potrebbero invece riuscire a completare la lettura del pezzo conservando un discreto stato di salute. Nel qual caso, tali ipotetici ed eroici esploratori, pronti a calarsi nelle tenebre puzzolenti battute da Federico Il Cerbero, finirebbero con l’imbattersi sgomenti in perle di questo tipo: “I Paesi che hanno sperimentato la cura tedesca stanno dando segnali di trasformazione”, pensierino chiaramente preso in prestito dal repertorio del gettonatissimo Piero Pelù (“Nella forma e nel colore è in trasformazione. E’ una strana sensazione. In un bagno di sudore è il mio corpo che cambia. E cambia e cambia…”). La prova della rinascita dei Paesi periferici dell’Unione? Eccola : “Prima questi Paesi venivano spregiativamente chiamati Pigs nella city di Londra. Ora la parola Pigs è sparita dal lessico”. Fantastico! Possibile che nessuno di voi ci avesse fatto caso prima di finire illuminato da Fubini? In tanti prima chiamavano Fubini ingiustamente “mediocre”. L’averne ora intravisto il possibile profilo criminale (stiglitzianamente parlando, naturalmente), rassicura quindi l’intera comunità internazionale stupita dalla folgorante carriera del riccioluto cronista. Ma Fubini, bontà sua, non si limita a spargere facile ottimismo. No, Fubini certifica la ripartenza dei paesi analizzati fornendo prove inoppugnabili. Il Portogallo per esempio, grazie all’austerità è diventato una specie di Bengodi. I lusitani infatti, racconta Fubini, “hanno introdotto più di 400 misure per aumentare la produttività”. L’adozione di tali riforme ha migliorato il tenore di vita della gente? No, sono peggiorate a dismisura. La disoccupazione ha sfondato quota 15%, mentre il debito pubblico è schizzato dal 94% del 2010 al 126% di oggi, nonostante nel frattempo il governo presieduto dal masnadiero Pedro Passos Coelho abbia provveduto alla svendita del servizio postale nazionale nonché delle quote delle maggiori società energetiche nazionali. Inoltre, sono aumentate le tasse, sono stati tagliati molti ospedali ed è diminuito il numero degli insegnati. Dilagando povertà, disperazione ed esclusione sociale (clicca per leggere). Insomma, Fubini non mente, nessun nazista degno di questo nome potrebbe mettere in dubbio i grandi successi ottenuti dal Portogallo grazie all’applicazione dell’austerità tedesca. Stesso discorso per la Spagna di Rajoy, divenuta meta di  “investitori internazionali del calibro di Renault e Bayer (e ‘sticazzi no?). Di fronte all’importanza di essere attraenti di fronti a simili colossi, cosa volete che importi l’aumento vertiginoso del numero di bambini poveri iberici, fonte Save the Children, assestatosi su percentuali pericolosamente vicine ad un rotondo 40% (clicca per leggere)? I bambini poveri, anziché pretendere di mangiare e di vestirsi, andassero invece ad ammirare stupiti ed ossequiosi le insegne del colosso Bayer che luccicano ora a Madrid anche grazie alle misure di austerity volute da Rajoy. In Irlanda poi le cose vanno così bene da indurre il governo ad  inviare lettere ai giovani  invitandoli ad espatriare nella speranza di vivere decentemente (clicca per leggere). Mentre della Grecia è inutile parlare, perché, come disse Mario Monti anni fa, la patria di Platone sublima il “successo dell’euro(clicca per leggere). Bene fa quindi Fubini a chiudere il suo brillantissimo articolo riportando i ringraziamenti dal premier greco, Samaras, all’indirizzo della immarcescibile Angela Merkel: “Grazie di non aver permesso alla Grecia di uscire dall’euro”. La contestuale entrata all’inferno è solo un trascurabile dettaglio.

    Francesco Maria Toscano

    6/05/2014

    Categorie: Economia, Esteri

    5 Commenti

    1. che strano ma la famosa city londinese non ci vive ROBERTO FIORE <.

    2. davide scrive:

      stavo giusto per segnalarTi quest’articolo comparso sul megafono del liberismo e dei mercati che risponde al nome di repubblica affari e finanza e nel quale ci sono altri articolo che demonizzano il ruolo dello stato( fonte solo di inefficienza e parassitismo) nell’economia ed invocano il governo del mercato come strumento di crescita economica e di equità sociale….una perla su tutte è quella in un articolo in cui si parla di cina, si dice che uno stato non può indebitarsi all’infinito…

    3. Enzina Sirianni scrive:

      Quanto mi piace chi chiama le cose con il loro nome !
      Architetti dell’olocausto, con una pletora di servi fubiniformi addetti alla menzogna sistematica o al silenzio complice. Temo solo che per quest’inferno che ci hanno regalato, non saranno mai giudicati da un tribunale per crimini contro l’umanità.

    4. ampul scrive:

      Il disgraziato è evidentemente recidivo!

    5. […] in Spagna,  presentata quale “modello virtuoso” dagli stolti in malafede alla Federico Fubini (clicca per leggere), dove la povertà e la disperazione galoppa nonostante il timido e trascurabile aumento di alcuni […]

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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