download (14)Ogniqualvolta deflagra una “inchiesta eccellente” entra in scena quasi in automatico lo spauracchio della massoneria. Potentissime logge che si muovono nel buio dei templi vengono continuamente evocate dai soliti giornalisti bravi nell’arte di romanzare. Endemicamente spuntano sui media nuove P2, banalmente ribattezzate P3, P4 e via numerando, poi improvvisamente rimosse dalla coscienza collettiva per le stesse imperscrutabili ragioni per la quali erano prima fintamente apparse. Il caso Scajola, naturalmente, ne rappresenta soltanto l’esempio più recente (clicca per leggere). Sia chiaro, io non escludo affatto l’esistenza di una “rete massonica” in grado di sovraintendere le avventure di Sciaboletta e della sua allegra brigata. Il punto dirimente però non è questo. Il mondo è pieno di esoteristi per l’occasione che imitano inconsapevolmente (a loro insaputa?) le gesta del più potente e credibile massone portato in scena da quel genio di Corrado Guzzanti (clicca per guardare). La domanda vera è perciò un’altra: perché il circuito informativo cosiddetto mainstream veicola una idea pruriginosa della massoneria, sempre dipinta e raccontata come fenomeno a metà strada tra ‘ndrangheta e satanismo? E come mai questa sapiente mistificazione viene perpetrata proprio da colossi informativi di proprietà di eminenti e noti massoni? Non è stridente tale apparente contraddizione? No, non lo è affatto, e fra poco ne comprenderete le ragioni. I massoni elitari alla Elkann, De Benedetti, Berlusconi o Murdoch, abituati a negare la rispettiva appartenenza al mondo delle logge, non hanno interesse a difendere agli occhi del profano la dignità di una istituzione che vivono e coltivano soltanto nell’ombra. Anzi, costoro, favorendo il sedimentarsi presso la pubblica opinione di una idea distorta e criminale della massoneria nel suo insieme, ne ricavano pure alcuni indiscutibili vantaggi. I massoni contro-iniziati alla Mario Monti, infatti, anche se chiamati a rispondere sul punto, fingono con naturalezza di non sapere nulla di una realtà “evanescente” come quella incarnata dalla massoneria (clicca per guardare). Dissimulano e mentono cioè con la stessa disinvoltura con la quale i capimafia in persona negano l’esistenza stessa della mafia. Per cui, in presenza di scandali a sfondo massonico, a nessuno potrà mai venire in mente di chiederne pubblicamente conto a personaggi come Draghi, De Benedetti o Berlusconi, bravissimi nel capitalizzare privatamente i vantaggi che lo status massonico garantisce loro al riparo da occhi indiscreti. Non so se avete mai notato che, nonostante abbondino le inchieste e i reportage sul “Berlusconi corrotto”, sul “Berlusconi mafioso” e sul “Berlusconi ladro ed evasore”, poco o nulla si sappia del “Berlusconi massone”. Certo, si sa che Silvio era iscritto alla P2 con tanto di numerino di affiliazione (tessera numero 1816). Ma per il resto non si sa nulla. Come è entrato Berlusconi nella P2? Chi lo ha “tegolato”? Quale grado massonico ha raggiunto? Ha tratto pratici e diretti vantaggi in relazione alla sua appartenenza alla loggia del Venerabile Gelli? Tutte domande legittime e scontate che però, guarda caso, nessun giornalista ha mai voluto o potuto approfondire a beneficio dei telespettatori. Come mai Santoro, in tanti anni di premiato antiberlusconismo d’assalto, non hai mai preparato una puntata in grado di spiegare al grosso pubblico la reale cifra massonica dell’odiato (ex) Cavaliere? Bella domanda.  Avete ora capito perché per i massoni reazionari è utile che si diffonda una idea luciferina della massoneria nel suo insieme? Perché in tal modo i fratelli troveranno perlopiù sconveniente palesare al mondo la loro qualità di iniziati, potenzialmente costretti a dover sopportare il peso di un vasto pregiudizio, peraltro artatamente fomentato proprio dai massoni più influenti e sottili ad ulteriore garanzia di riservatezza estrema.  Saranno semmai i massoni limpidi e a viso aperto ed essere penalizzati da una scientifica disinformazione. Bene. In chiusura, per anticipare le obiezioni delle solite anime belle che bollano come “complottista” qualsiasi ragionamento che vada al di là dei concetti di austerità e responsabilità, invito tutti a riflettere su un punto. Chi conosce la Storia sa quanta influenza abbiano esercitato nel determinare le vicende del mondo i detentori di un potere spirituale, in passato gli uomini di Chiesa, spesso capaci di manovrare in profondità i titolari del potere temporale. La Lotta per le investiture non è stato un complotto ma una prova di forza. Dopo le rivoluzioni illuministe di fine Settecento questo antico paradigma ha mutuato interprete principale. L’istituzione spirituale che ora sovraintende l’esercizio del potere in terra è la massoneria, realtà plurale e complessa che ospita al proprio interno tanto elementi oligarchici e reazionari (oggi prevalenti sul piano globale), quanto sinceri democratici, liberali e progressisti (destinati sempre a trionfare in prospettiva). Questa è la vera partita adesso in atto, nascosta agli occhi dei più da un provvidenziale velo di Maya. Mentre gli ebeti continuano a discutere degli 80 euri generosamente elargiti dal burattino Renzi, accusando per giunta di infantile e visionario “cospirazionismo” quelle poche voci libere che non si stancano di contemplare l’infinito.

    Francesco Maria Toscano

    12/05/2014

    Categorie: Editoriale

    7 Commenti

    1. Auspico che i massoni liberali e progressisti siano veramente destinati a trionfare. Domanda; la PARTITA si gioca in modo economico oppure velata da manovre politiche sovranazionali?

    2. aleale scrive:

      Pur riconoscendo il fatto che al momento non ci resta che sperare nel trionfo dei massoni democratici, resta a mio avviso indubbio che il sistema di potere massonico debba in futuro essere superato. Ciò sarà possibile solo se la sua anima democratica ed effettivamente progressista vorrà seriamente prendere atto della contraddizione fra democrazia ed elitarismo. Sinceramente non credo che uno come Renzi sia un cinico spietato quanto piuttosto un illuso che crede di gestire al meglio il potere calatogli dall’alto. Ma il potere, si sa, in un sistema elitario non ha che pochi detentori, e anche i più piccoli margini di discrezionalità restano comunque soggetti alle finalità imposte da una ristrettissima e ignota cerchia di uomini. La massoneria negli ultimi tre secoli ha avuto un ruolo fondamentale nei progressi civili del mondo occidentale. Ma il concetto stesso di progresso non può che implicare oggi il superamento della logica massonica. Perchè non esiste elite che non miri alla conservazione dei privilegi acquisiti, e la democrazia per essere tale non può prescindere da una limpida rappresentatività della popolazione intera. Il verticismo, la segretezza, la cooptazione, il lobbismo sono pratiche che stridono con la parola progresso.

      • Caro Aleale, credo che tu abbia commesso un errore di prospettiva storica, sociologica e politologica.
        Tu, da un lato speri “nel trionfo dei massoni democratici” (lo stesso “trionfo” che ha conquistato per te e per miliardi di altri esseri umani la possibilità concreta di essere cittadini anziché sudditi, sovrani pro quota anziché schiavi e privi di diritti; lo stesso che ha consentito agli esseri umani di essere liberi, uguali e fratelli anche in nome della giustizia sociale e della solidarietà; lo stesso che ha difeso l’umanità dalla barbarie nazi-fascista e da quella marxista-leninista),dall’altro scrivi che “il sistema di potere massonico debba in futuro essere superato. Ciò sarà possibile solo se la sua anima democratica ed effettivamente progressista vorrà seriamente prendere atto della contraddizione fra democrazia ed elitarismo”. In realtà, questa contraddizione non esiste in una democrazia solida e ben istituita. Anzi, in essa, democrazia sul piano pubblico ed eventualità elitarie (correttamente intese) sul piano privato possono tranquillamente coesistere. Furono proprio i massoni democratici e progressisti, nel corso del tempo, a spogliarsi sistematicamente di qualunque legittimazione pubblica in quanto élite sul piano materiale e politico-profano. Essi hanno determinato le condizioni per cui la sovranità risieda nel popolo tutto (senza distinzioni di classe sociale), il quale la possa esercitare sia direttamente (purché in forme costituzionali e rispettose delle minoranze), sia indirettamente attraverso rappresentanti eletti pro-tempore. Essi si sono spogliati di qualsiasi pretesa di potere in quanto “ottimati” sul piano profano e si sono sempre mantenuti a disposizione- senza essere invasivi- per difendere il popolo e la sua “crazia” dagli attacchi di quei massoni neo-oligarchici che vogliono essere
        una aristocrazia egemone anche e soprattutto sul piano materiale. Al contrario, i massoni democratico-progressisti, rivendicano orgogliosamente il fatto di poter forse essere una “élite aristocratica” soltanto ed esclusivamente sul piano spirituale: un piano del tutto privato e talora intimo, con nessuna ricaduta o pretesa sul piano pubblico che non sia l’eventuale rispetto da parte di chi apprezzi un simile ethos e una simile weltanschauung. In altre parole: in ogni democrazia sanamente liberale e libertaria non si può proibire ai cittadini di associarsi in istituzioni religiose, culturali, filosofiche ed iniziatiche (come ad esempio il circuito delle logge massoniche, qualunque struttura ecclesiastica, la rete dei vari think-tank, etc.)e, così, di poter eventualmente divenire delle “élites” nel corpo della società civile. L’importante è che questo carattere “elitario” (così come, ad esempio, un gruppo di scienziati o di architetti o di avvocati o di magistrati o di astronuati costituiscono delle “elites” rispetto a quei cittadini comuni che non abbiano coltivato gli stessi percorsi di studio e formazione, e che non si intendono di scienza, architettura, diritto, fisica spaziale, etc., magari però essendo “esperti” di altre discipline)rimanga del tutto confinato in un ambito privatistico e non esorbiti dai suoi limiti, rivendicando per sé una illegittima egemonia sulla res publica. Si tratta di un equilibrio tra “uguaglianza sostanziale” dei diritti e delle opportunità sul piano pubblico e “libertà altrettanto sostanziale” di individui e gruppi sul piano privato. Libertà anche di associarsi e costituirsi in “lobby”, purché limpida e alla luce del sole, esposta al giudizio critico dell’opinione pubblica. Detto ancora in termini più stringenti: non è illegittima l’esistenza di ricchi imprenditori, banchieri e finanzieri che siano divenuti tali grazie ai propri personali talenti (purché la loro esistenza e la disuguaglianza economica che essi incarnano, come direbbe John Rawls, non sia incompatibile con degli standard dignitosi di vita per tutti e per ciascuno), ma è sicuramente inaccettabile la pretesa di costoro di costituirsi in aristocrazia economico-finanziaria in grado di asservire poteri pubblici, rappresentanti del popolo sovrano. Riformulando ancora la questione: per quanto siano potenti sul piano privato ed economico-finanziario alcuni ottimati (gran parte dei quali, ai nostri giorni, costituiscono anche una aristocrazia iniziatica di segno conservatore, reazionario ed anti-democratico), qualora una democrazia (nazionale o, meglio ancora, continentale o globale) sia forte e ben radicata nei suoi principi, nessun potere privato e oligarchico potrà competere con le sue istituzioni. Le quali istituzioni sono appunto storicamente e programmaticamente fondate su quei landmarks massonici progressisti che non si sono mai stancati di rivendicare libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia sociale e sovranità effettiva per tutti gli esseri umani e non soltanto per i liberi muratori.
        Amen.
        Fra’ Cazzo da Velletri

        • aleale scrive:

          Caro Fra’ Cazzo,
          il mio breve pensiero era incentrato sulla distinzione fra democrazia ed elitarismo inteso come aristocrazia, come potere calato dall’alto a pioggia via via verso la base. Il sistema di potere che oggi regola le sorti del mondo occidentale e non solo. Mi pare abbastanza scontato che nessun liberale, quale io mi sento, possa solo concepire di impedire a singoli individui di riunirsi, costituirsi e proclamarsi elite rispetto ad altri individui che sono lontani dal loro cammino comune. Ciò è nella natura delle cose. L’attuale occupazione di tutti i centri di potere planetario da parte di coloro che hanno compiuto un cammino iniziatico alla massoneria resta di fatto un vulnus nel concetto di democrazia moderna. Concetto che gli stessi massoni hanno sviluppato, avviato ma che per rendere effettivamente compiuto necessita del superamento di certi meccanismi ancora in auge. La Costituzione italiana, scritta da massoni, cattolici, marxisti e considerata da molti la migliore al mondo, all’art. 18 recita: “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
          Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. Gli amici massoni anche quelli democratici, specialmente quelli che rivestono ruoli di potere riflettano sullo spirito di questo articolo e ne traggano le conseguenze. D’altro canto appare altrettanto ovvio che lo status quo delle cose non lasci altri margini di speranza se non un’azione che nasca all’interno di questa abnorme egemonia. Che dalla frattura nata da visioni differenti dentro lo stesso consesso finisca per prevalere quella maggiormente incline alle sorti della collettività. O forse qualcuno spera ancora in un risveglio delle masse, come se queste fossero davvero in grado di contrastare chi manovra a suo piacimento denaro, governi, eserciti, servizi segreti e quant’altro. La storia non ha mai conosciuto rivoluzioni che non fossero guidate dall’alto. Con questo è evidente che per superamento della massoneria intendevo non già la fine di una comunanza centenaria, indiscussa protagonista del progresso moderno, quanto il suo progressivo, cosciente e intenzionale sottrarsi dal predominio sulla res publica. Cosa che sarà effettivamente possibile solo quando verranno meno alcune caratteristiche intrinseche della massoneria che, ripeto, cozzano con la parola democrazia e che tutti quanti conosciamo, massoni in primis. Sarebbe poi interessante intavolare con i permalosissimi amici massoni una discussione, critica e costruttiva, sugli aspetti negativi che caratterizzano la loro fratellanza.
          Ultima chiosa, allo stato delle cose personalmente non mi sento né cittadino, né sovrano pro quota, né libero, né tantomeno padrone del mio destino. Forse nella prospettiva storica qualcosa è andato storto, o forse si trattava di illusioni scientemente elargite ad arte. “Se votare servisse a qualcosa non ce lo farebbero fare”.

    3. Pierluigi scrive:

      Nel condividere “da profano” il rinnovato slancio della Massoneria “democratica, progressista”, devo constatare che rispetto al ciclo elitario in essere, non è stata capace né di una previsione e ne, di conseguenza, darsi una struttura organica per condurre le istituzioni di cui è stata l’artefice, in senso evolutivo. Parafrasando Paracelso ” i semi piantati oggi, non essendo fragole ma viti, ci metteranno tempo per crescere”. “Nel lungo periodo saremo tutti morti” Keynes

      • Caro Pierluigi, le cose stanno in modo assai più complicato di come supponi tu. E in questo periodo storico non ci si può permettere di procedere di semplificazione in semplificazione, perdendo di vista le reali dinamiche di potere in corso. A breve- per vie diverse, sia pratico-operative che teorico-esplicative- avrai modo di comprendere che hai completamente errato prospettiva ermeneutica. Lo stesso errore che avrebbe commesso chi, negli anni ’20 e ’30, avesse supposto l’ineluttabilità di una involuzione neo-aristocratica dell’orbe terracqueo, schiacciato anzitutto dalle convergenti prospettive elitarie di alcuni oligarchi di Londra, Wall strett e dell’area euro-atlantica in generale. Prospettive a loro volta significativamente intrecciate a quelle dei regimi fascio-nazisti imperanti in gran parte d’Europa, così come a quel capolavoro di elitarismo burocratico-tecnocratico che fu il regime sovietico-stalinista, non per caso diretta promanazione pratica della teoria delle elites di leniniana memoria.
        Ad Maiora.
        Fra’ Cazzo da Velletri

        • Pierluigi scrive:

          @Fra Cazzo da Velletri
          Grazie per la risposta. Sempre disponibile a prendere atto di fatti e dinamiche in grado di permettermi di osservare da diverse e più ampie angolazioni, attendo. Rimane non soddisfatta per il momento, la domanda che mi pongo riguardante il ritardo storico ( o “cosmico”) nell’attuare/dirigere/condividere un diverso percorso. Mi permetto una provocazione, è quasi come se la “parte democratica” della Massoneria sia stata in sonno profondo in quest’ultimo cinquantennio.

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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