images (5)Non c’era bisogno di attendere le rivelazioni di Timothy Geithner (clicca per leggere) , segretario al Tesoro degli Stati Uniti d’America dal 2009 fino al 2013, per sapere quali forze favorirono nel corso del 2011 l’arrivo di Mario Monti al potere, tecnocrate etero-diretto dall’esterno in qualità di garante di interessi meschini e anti-italiani. I lettori assidui de Il Moralista conoscono da tempo trama, sceneggiatura e protagonisti dell’infame  restaurazione neo-aristocratica ora in atto nel Vecchio Continente, lucida operazione politica trasfigurata in semplice “crisi economica” da un circuito mediatico complice e connivente (clicca per leggere). Per cui, anziché limitarsi a mostrare stupore per l’improvvisa rivelazione di alcuni segreti di Pulcinella, sarebbe forse il caso di analizzare il merito delle cose dette da Geithner allargando contestualmente l’angolo di osservazione. Geithner infatti,  improvvisamente riscopertosi brillante scrittore, non ha titoli per raccontare le vicende europee calandosi furbescamente nel ruolo comodo del “testimone per caso”. Al contrario, è stato proprio l’ex segretario al Tesoro dell’amministrazione Obama a coprire politicamente le malefatte consumate nel recente passato da una élite di burocrati nemici della democrazia. Non a caso, soltanto dopo la sostituzione di Geithner con Lew il governo americano ha finalmente trovato il coraggio di denunciare apertamente le politiche economiche folli e scellerate imposte dalla Germania al resto d’Europa (clicca per leggere). L’impressione è che Geithner, consapevole di essersi reso co-protagonista di una delle operazioni politiche più indegne e miserabili che la Storia ricordi, voglia preventivamente allontanare da sé la responsabilità di quanto accaduto, indicando grossolanamente altri indefiniti bersagli. La rapida lettura della biografia di Geithner, naturalmente assunto  a peso d’oro da una delle solite banche d’affari una volta terminato il suo incarico pubblico (clicca per leggere), legittima i peggiori sospetti. Geithner, infatti, ricopre oggi l’incarico di Presidente della Warburg Pincus, colosso bancario già attivo in Italia nel corso degli anni ’90, quando cioè il Venerabile Mario Draghi apparecchiava a beneficio dei soliti noti la famigerata svendita del patrimonio pubblico italiano (clicca per leggere). Vi ricordo infine, giusto per concludere la carrellata, che anche Geithner, al pari di Draghi, fa parte del consesso paramassonico conosciuto come “group of thirty(clicca per leggere). Quindi, dopo avere adeguatamente messo a fuoco il profilo di un personaggio più simile al cerbero tedesco Schauble che non al compianto presidente Roosevelt (clicca per leggere), siamo ora in grado di valutare con cognizione di causa lo spaccato raccontato da Geithner nel suo libro: “Nell’autunno del 2011 funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi [gli Stati Uniti, ndr] rifiutassimo di sostenere i prestiti del Fmi all’Italia, fino a quando non se ne fosse andato”. La ricostruzione dei fatti offerta da Geithner, al pari di ogni mistificazione che si rispetti, mischia con sottile furbizia cose vere e cose false nella speranza di costringere il lettore a non distinguere le une dalle altre. E’ certamente vero che uomini appartenenti al primo cerchio della massoneria globale si adoperarono nel 2011 per imporre Mario Monti al potere in Italia. Nel riportare un fatto vero, però, Geithner ci propina uno svolgimento palesemente falso. Come è possibile credere alla storiella dei “funzionari europei che chiedono a Geithner di intervenire al fine di impedire che il Fmi finanziasse l’Italia”, quando tutti sanno che fu proprio l’Italia a rifiutare ufficialmente e a più riprese l’aiuto dell’istituto guidato da madame Lagarde? (clicca per leggere). Checché ne dica Geithner, fu l’aumento vertiginoso dello spread, manipolato ad hoc dalla Bce di Mario Draghi (clicca per leggere) , a costringere infine Berlusconi alla resa. Ma le menzogne non finiscono qui: “Gli Stati Uniti” – scrive inoltre Geithner – “si rifiutarono di appoggiare un piano del genere, visto come un complotto a tutti gli effetti. “Parlammo al presidente Obama di questo invito sorprendente, ma per quanto sarebbe stato utile avere una leadership migliore in Europa, non potevamo coinvolgerci in un complotto come quello. ‘Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani’, dissi io”. Per arginare la crisi dell’euro” – ricorda poi Geithner – “gli Stati Uniti puntarono sull’asse con il presidente della Bce Mario Draghi, che grazie al programma per sostenere i bond europei riuscì a evitare il collasso”. Perché Geithner capovolge la realtà? Perché l’ex segretario al Tesoro americano sente il bisogno di prodigarsi in una difesa d’ufficio in favore di Mario Draghi, principale responsabile dell’Olocausto perpetrato ai danni dei popoli europei? Forse perché entrambi fanno parte del prestigioso group of thirty? O forse perché Geithner è ora Presidente di una banca, la Warburg Pincus per l’appunto, capace di concludere ottimi affari nel Belpaese proprio negli anni in cui Mario Draghi supervisionava la svendita dell’argenteria di Stato? Evidentemente Geithner, montando la rabbia dei cittadini europei, predispone diligentemente alcuni alibi nel tentativo di coprire fino in fondo i fratelli più stretti. Qualcuno alla fine della giostra dovrà pur pagare il conto per tutti.  E siccome i tedeschi sono professionali ed efficienti anche nel recitare per conto terzi il ruolo degli utili idioti, sembra sempre più concreto il rischio che i tecno-nazisti di oggi, Merkel, Schauble e Schulz in testa, facciano la stessa fine dei nazisti autentici condannati a Norimberga dopo la seconda guerra mondiale. Chi ha orecchie per intendere il messaggio contenuto nelle sibilline ricostruzioni di Geithner, perciò, si comporti di conseguenza tornando alla svelta sui propri passi. Il tempo delle “decisioni irrevocabili” è (quasi) giunto. 

    Francesco Maria Toscano

    13/05/2014

    Categorie: Politica

    6 Commenti

    1. aleale scrive:

      La Germania si è prestata al gioco finchè le è convenuto, ma adesso inizia a diventare il nemico numero uno del progetto reazionario guidato dalla finanza angloamericana. Progetto che evidentemente sta avanzando molto più rapidamente del previsto. Questa uscita mi sa tanto di attacco volto a indebolire le posizioni della Merkel. Nello stesso stile di quello a Napolitano tramite il libro di Friedman. Come al solito i servi del potere si accorgono di essere delle pedine solo quando vengono fatti fuori perchè non piu servili. La stessa sorte che toccherà a Renzi assai presto.

    2. davide scrive:

      l’unica cosa che non condivido è che tutto ciò sia uscito al margine delle elezioni europee e con berlusconi che cerca di risalire nei sondaggi: non per niente è partita la strumentalizzazione a fini politici da parte dei suoi fedelissimi…

    3. Pietro scrive:

      Intanto Renzi arriva a litigare con Floris nell’intervista a Ballaró.
      Qualcuno vuole mollare Matteo?

    4. ugo scrive:

      …è una mia impressione o Renzi è meno sorridente rispetto a qualche settimana fa?

    5. alessandro scrive:

      interessante, molto interessante questa analisi, secondo me ci hai preso in pieno, eppure c’è qualcosa che non torna, non so cosa, ma qualche pezzo mi manca… questo evidenzia in ogni caso la spudoratezza con la quale le élite dominanti veicolano i messaggi con rituale massonico, confido e son sicuro di un intervento del GOD in proposito. Questa rivelazione from USA, tra l’altro, non impensierisce la governance europea su una possibile regalia pre-elettorale per il Banana, che è dato attorno al 20% dei consensi

    6. Rodion scrive:

      Kiev è stata Stalingrado.

      Questo è lo Sbarco.

      Ci si aspettano i bombardamenti su Colonia.

    Commenta


    "nella mia vita ho conosciuto farabutti che non erano moralisti ma raramente dei moralisti che non erano farabutti." (Indro Montanelli)


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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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