untitledLa democrazia in Italia è già sospesa. Per cui sono ridicoli quei commentatori che, nel tentativo pacchiano di spaventare gli elettori più suggestionabili, dipingono Grillo alla stregua di un redivivo Hitler. La democrazia italiana è morta sotto i colpi tremendi di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica che volle farsi re. In nessun Paese occidentale sarebbe potuto accadere quello che è accaduto nell’Italia degli ultimi anni. Quale Paese democratico, infatti, potrebbe mai tollerare la presenza in carica dello stesso Presidente per un periodo lungo 14 anni? Lo Zimbabwe forse. L’Italia è ostaggio di un Presidente che ha completamente stravolto la Costituzione materiale, permettendo ad occulti potentati sovranazionali di svuotare il benessere del popolo italiano nel nome di una retorica europeista ipocrita ed ammuffita. Un Presidente chiaramente illiberale, nemico del suffragio universale e amante delle alchimie di Palazzo, sempre pronto a favorire il riproporsi di larghe intese buone per stabilizzare all’infinito un sistema oramai putrido e indifendibile. La liberazione dell’Italia passa indiscutibilmente per la nomina di un nuovo Presidente della Repubblica finalmente fedele alla Costituzione. In Italia l’emergenza democratica non cammina sulle gambe di Grillo, ma su quelle di Napolitano. Per cogliere fino in fondo il livello di barbarie che attanaglia il Belpaese, è sufficiente riflettere un secondo sul grado di complice omertà che caratterizza il nostro sistema mediatico. Qualche giorno fa l’ex ministro del Tesoro americano, Tim Geithner, ha dichiarato di essere stato in passato avvicinato da alcuni officials europei che tramavano nell’ombra per abbattere un governo legittimamente eletto dal popolo italiano. L’ex premier spagnolo Zapatero, di estrazione socialista, ha fatto sapere al mondo di essere stato messo a conoscenza dell’imminente nomina di Monti a capo del governo italiano in maniera alquanto irrituale. Il giornalista Alan Fridman, autore del libro “Ammazziamo il Gattopardo”, ha raccolto diverse testimonianze volte a disvelare le opache manovre messe in piedi dal Presidente Napolitano al fine di sostituire un premier pessimo, ma democraticamente eletto, con un massone reazionario al servizio di una oligarchia sadica e occulta. Come se non bastasse, il politologo statunitense Luttwak, smentendo la ricostruzione minimalista dei fatti offerta sul punto da Napolitano, ha spiegato come il nostro Presidente della Repubblica fosse perfettamente a conoscenza delle manovre ordite nel buio con l’intento di commissariare la democrazia italiana. Commissariamento tra l’altro ancora in corso, dal momento che, dopo Monti, Napolitano ha imposto al Paese, contro la volontà del corpo elettorale, prima Letta e dopo Renzi.  Di fronte a fatti di questa gravità, il sistema informativo mainstream smussa e tace, perfettamente a proprio agio nel ruolo di cane da guardia di un sistema che non ha più paura di mostrare alla luce del sole il suo vero volto autoritario e fascista. In qualsiasi Paese democratico del mondo, simili condotte avrebbero determinato l’automatica incriminazione per Alto Tradimento. In Italia no. Anzi, non pago, Napolitano continua indefesso a distribuire moniti non richiesti e ridondanti, mettendo in guardia gli italiani sul  pericolo che alle elezioni crescano i partiti populisti, “destinati comunque a non influire sulle scelte della burocrazia europea a prescindere dal risultato elettorale”. Ennesimo fulgido esempio di rispetto della volontà popolare. Per Napolitano quindi le scelte degli elettori contano solo se fortunatamente coincidenti con quelle sue e dei suoi prestigiosi pari grado europei. In caso contrario non contano nulla, mera manifestazione di isterismo di massa che non merita l’attenzione di élite colte e illuminate come quelle che Re Giorgio rappresenta. Allora, vi domando infine, chi rappresenta in realtà un pericolo per la democrazia? Grillo o Napolitano?  La risposta mi appare scontata. La democrazia conta più dell’economia. E la democrazia vive di regole e procedure. Chi ama la democrazia non può quindi votare Pd, ultimo baluardo posto a difesa di un Presidente della Repubblica che no merita nulla, tranne l’oblio.

    Francesco Maria Toscano

    20/05/2014

    Categorie: Editoriale

    7 Commenti

    1. Adriano scrive:

      La cosa curiosa è Grillo lo stanno letteralmente accompagnando al trionfo; si vede benissimo che “alcuni” hanno deciso che in fondo è meglio lui che “gli altri”.
      Magari pensano che rinsavisca o che si depotenzi una volta al potere, chissà.
      Comunque sia l’esperienza del M5S sarà stata positiva se si andrà progressivamente verso la vera democrazia diretta, se salteranno rumorosamente certe vecchie connection di potere, camarille, le varie P2,3,4 etc e se sarà sconfitta la tecnocrazia europea (in concreto se si abolirà il fiscal compact e in generale se verranno abbandonate tutte le politiche di austerità)

      Certo i poverini che vanno in giro mendicando una diminuzione delle loro tasse rimarranno delusi e questo mi dispiace ma d’altronde non si può accontentare tutti, no? E allora sorridete ciccini, perché sta per arrivare Grillo-Baffone e una cosa è certa: almeno per i primi anni molte teste di furbacchione rotoleranno allegramente nelle piazze mediatiche, se non altro a scopo dimostrativo, ma qualche bel sacrificio umano lo vedremo eccome. Di sicuro non ci annoieremo…:)

    2. fabio ehsani scrive:

      beppe grillo fara la rivoluzione. napolitano ha aiutato una umile famiglia che conosco senza nulla in cambio, però ha distrutto l Italia con monti e letta. si dimetta con le buone o grillo lo assedia sul serio

    3. axl rotten scrive:

      Gran articolo,leggevo però commenti di incredibili coglioni su diversi siti dopo l’incontro grillo -vespa che parlavano di come i poteri forti fossero contro renzi. Siamo proprio un popolo stupido, o almeno, la maggioranza

    4. Caro Francesco, adottando il PENSIERO CRITICO, emerge, di fatto, una considerazione; perché la Loggia de GRAN LOGGIA D’ITALIA, non appare in nessuno degli articoli, lodevolmente censiti, con somma maestria?

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      Francesco Maria Toscano, nato a Gioia Tauro il 28/05/1979 è giornalista pubblicista e avvocato. Ha scritto per Luigi Pellegrini Editore il saggio storico politico "Capolinea". Ha collaborato con la "Gazzetta del Sud" ed è opinionista politico per la trasmissione televisiva "Perfidia" in onda su Telespazio Calabria.

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